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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/88_Poesie Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=88_Poesie&action=history 88 PoesieDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
88 Poesie è una raccolta di poesie dello scrittore statunitense Ernest Hemingway.
Struttura della raccolta [modifica]Il volume che comprende le poesie scritte da Hemingway dal 1912 al 1956 sono state pubblicate nell'edizione americana a cura di Nicholas Gerogiannis Ernest Hemingway, 88 Poems, Edited, with an Introduction and Notes, by Nicholas Gerogiannis, New York and London, Harcourt Brace Jovanovich/Bruccoli Clark, 1979) a vent'anni dalla morte dello scrittore. Si tratta praticamente di tutta la produzione
poetica
dello scrittore, tranne quattro poesie per le quali la vedova
Mary Welsh Hemingway, sposata in quarte nozze nel
1946, non
diede il permesso di pubblicazione, una che venne ritenuta lesiva nei
confronti di qualche personaggio, e ancora una della quale si conosce
solamente il titolo. Il volume è strutturato in sei parti: Juvenilia (1912-1917), Vagabondaggi (1918-1925), A Valentine and other offerings (1926-1935), Farewells (1944-1956), Un augurio e altre oblazioni (1926-1933), Addii (1944-1956)
Hemingway poeta [modifica]La poesia è stata per Hemingway, come scrive Vincenzo Mantovani[2] "...un hobby, un mezzo per esprimere sensazioni e sentimenti passeggeri...appunti, impressioni, noterelle, minute di lettere non spedite".
Le prime poesie [modifica]Hemingway iniziò a comporre le sue prime poesie fin da ragazzo, semplici esercitazioni scolastiche che apparvero su "Trapeze", il giornalino del Liceo di Oak Park, e su "Tabula", la rivista letteraria della scuola, nelle quali il giovane o imitava i modelli letterari che conosceva, da Rudyard Kipling a Carl Sandsburg e Ring Lardner, o faceva delle parodie di opere di altri scrittori, come Joyce Kilmer, Robert Louis Stevenson e Robert Graves.
Le poesie degli anni '20 [modifica]Verso gli anni
1920
Hemingway, reduce dalla
guerra e
ispirato da quanto visto e sofferto oltre che dall'amore per Hadley
Richardson, scrive brevi composizioni, pubblicate poi su "Poetry", dove si
inizia a vedere lo
stile che
in seguito utilizzerà per la sua
prosa.
Nel
1922
Hemingway incontra a
Parigi
Geltrude Stein che legge con attenzione tutti gli scritti che il
giovane le aveva sottosposto e rimane colpita per la spontaneità che
emerge dalle sue poesie. La Stein sarà per Hemingway una grande guida e il
suo stile si può ritrovare in molte delle sue poesie. Fino alla fine degli anni venti Hemingway continuò a scrivere poesie, alcune pubblicate da una rivista tedesca all'avanguardia, "Der Quershnitt" che aveva fato conoscere le poesie di Joyce. Ma proprio queste poesie fecero scrivere al critico Eugene Jolas una lettera aperta sulla "Chicago Tribune" nella quale incitava il presunto poeta a "cambiare strada", ma Hemingway, come lo stesso scriverà in Festa mobile già aveva compreso di non essere nato per scrivere poesia. In questo periodo apparvero comunque ancora sue poesie su alcune riviste americane e nel 1923 la rivista "Poetry" gliene pubblicò sei con il titolo Wanderings (Vagabondaggi), mentre una poesia di Hemingway apparve accanto ad una di William Faulkner sul "Double-Dealer" e Margaret Anderson ne pubblicava due sulla sua "Little Review". Fino al 1924, anno in cui Hemingway lasciò il giornale per cui lavorava, il "Toronto Star Weekly", e ritornò a Parigi, apparvero su di esso ancora alcune poesie.
L'ultima poesia pubblicata in vita [modifica]Risale al 1932 l'ultima poesia pubblicata da Hemingway quando era ancora vivo. Per dodici anni non scrive e non pubblica più poesie tranne una parodia di poco valore che compone a Key West nel 1935.
Le ultime poesie: 1944-1956 [modifica]Tra il maggio e l'ottobre del 1944, verso la fine della seconda guerra mondiale, quando Hemingway è corrispondente da Londra per la rivista "Time", egli riprende a scrivere in poesia e scrive due lunghi componimenti (Prima Poesia per Mary a Londra e Poesia per Mary (seconda poesia)) dedicati alla nuova donna che ama e che diventerà la sua compagna, Mary Welsh. Questi versi sono però simili a sconsolati soliloqui, senza ironia, che mettono a nudo un Hemingway triste e confuso che desidera solo il conforto della sua compagna e che è ossessionato dalla morte. Soprattutto le poesie scritte tra il 1944 e il 1956 (che è l'ultima) sono monologhi di un uomo che è sempre più ossessionato dal pensiero della Morte, e, anche se sembra esserci un leggero hueur noir nell'ultimo epigramma, esso in realtà rappresenta la chiara anticipazione della sua fine.
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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