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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Anoressia Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anoressia&action=history AnoressiaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'anoressia, detta anche anoressia nervosa, è un disturbo del comportamento alimentare dalle origini nosografiche molto antiche. La prima descrizione clinica dell'anoressia nervosa risale infatti al 1689, data in cui viene pubblicato il primo resoconto di due pazienti (un maschio di 16 anni ed una femmina di 18) che rifiutavano di alimentarsi - in assenza di cause organiche di malattia - ad opera del medico inglese Richard Morton.
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Storia della malattiaIl termine anoressia deriva dal greco ανορεξία (anorexia), mancanza di appetito, ma il significato che noi oggi gli attribuiamo viene introdotto nel 1873, quasi contemporaneamente, da Charles Lasegue (anoressia isterica) a Parigi e da William S. Gull (anoressia nervosa) a Londra. Fu lo stesso Lasegue a fornire la prima descrizione approfondita del nucleo psicopatologico centrale del disturbo. Da quel momento in poi la descrizione di casi di anoressia - intesa come disturbo psicopatologico - nella letteratura medica europea, divenne un fatto abbastanza comune. Negli anni compresi tra il 1889 ed il 1911, troviamo infatti contributi interessanti per la comprensione della psicopatologia anoressica ad opera di famosi neurologi dell'epoca quali: Jean-Martin Charcot, Jilles de la Tourette, Pierre Janet. Una svolta importante nella storia della anoressia si verificò nel 1914, allorché il fisiologo Morris Simmonds suggerì l'ipotesi fisiopatologica di una insufficienza pituitaria grave che, nelle pazienti con AN, era a suo dire la causa fondamentale del disturbo. Per tale motivo, dal 1911 fin quasi a tutto il 1930, l'approccio endocrinologico all'anoressia nervosa fece la parte del leone, facendo quasi dimenticare le precedenti ipotesi psicopatologiche. È soltanto a partire dal 1930, a seguito della pubblicazione di uno studio condotto da Berkman su 117 pazienti, che l'interpretazione psicopatologica riprende dignità clinica ed importanza nosologica. I grandi progressi verso l'interpretazione dell'anoressia nervosa - così come noi oggi intendiamo questa patologia - sono stati compiuti negli ultimi trenta anni e sono da attribuirsi all'opera di Hilde Bruch, Arthur H. Crisp e Gerald M.F. Russell. A questi autori dobbiamo, infatti, la gran parte delle descrizioni ancora attuali sui meccanismi psicopatologici della anoressia nervosa. Grazie anche alle loro descrizioni la categoria diagnostica della anoressia nervosa è stata presente nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali) sino dalla sua seconda edizione (DSM-II) avvenuta nel 1968.
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Lo stato dell'arteTra gli autori moderni, colui che si è maggiormente distinto per le ricerche e le acquisizioni terapeutiche compiute nel campo della anoressia nervosa è senza dubbio David M. Garner, a lui è da attribuirsi il più recente ed il più diffuso modello cognitivo-comportamentale di interpretazione della anoressia nervosa. Sempre a lui sono da attribuirsi i più aggiornati ed affidabili strumenti testistici attualmente disponibili per lo screening e la diagnosi dei DCA.
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SintomatologiaL'anoressia nervosa (AN) viene diagnosticata in presenza di un individuo - di solito di sesso femminile (90-95 % dei casi) - che presenti i seguenti sintomi:
Questi attualmente, sono i criteri standard raccomandati dai manuali psichiatrici per fare diagnosi di anoressia nervosa.
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Bulimia e anoressiaÈ possibile individuare due sottotipi di anoressia nervosa a seconda che la paziente presenti o meno abbuffate e/o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici, o clisteri). Se non sono presenti abbuffate e/o condotte di eliminazione, se la paziente cioè si limita a digiunare per mantenere basso il proprio peso, parleremo di una "anoressia nervosa con restrizioni", se invece usa anche altre tecniche oltre alla semplice dieta, parleremo di una "anoressia nervosa con condotte di eliminazione". Tale differenziazione, apparentemente sofistica, serve in realtà a differenziare una paziente anoressica da una paziente bulimica un po' sottopeso. L'età di esordio dell'anoressia nervosa è di solito compresa tra i 12 ed i 25 anni, con due picchi di maggiore frequenza tra i 14 ed i 18 anni; negli ultimi dieci anni si è assistito, tuttavia, ad un numero sempre maggiore di casi con soggetti sempre di età inferiore, fin sotto i 10 anni e ad una incidenza sempre maggiore di questa patologia negli individui di sesso maschile.
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CauseLe cause che portano allo sviluppo di una anoressia nervosa sono multiple, ovvero esistono delle cause predisponenti di natura sia biologica, che sociale, che psicologica su cui si sovrappongono ad un certo punto dei fattori scatenanti che portano allo sviluppo della malattia. Tra i fattori predisponenti è importante tenere presente il fatto di avere un familiare che soffre, o ha sofferto, di un disturbo del comportamento alimentare, il fatto di crescere in una famiglia dove esiste una oggettiva difficoltà a comunicare ed esprimere le emozioni, il fatto di appartenere ad un gruppo sociale "a rischio" per il controllo del peso (ad es. ballerine/i, ginnaste/i, cicliste/i, ecc.), il fatto di vivere in un'area urbana di un paese occidentale dove la magrezza viene enfatizzato come un valore sociale positivo, il fatto di soffrire di un disturbo della personalità. Tra i fattori scatenanti, il più noto è il fatto di sottoporsi a diete ferree, e poi c'è sicuramente la difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e agli eventi stressanti che la vita impone. In questo senso possono essere considerati fattori scatenanti l'anoressia nervosa un fallimento amoroso, una bocciatura a scuola, un licenziamento dal lavoro, la perdita di un caro, ecc.
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EpidemiologiaL'anoressia nervosa ha una frequenza ed una distribuzione abbastanza uniformi sul territorio italiano: va dallo 0,36 - 0,4% nel Centro-Nord allo 0,2-0,3% nel Centro-Sud. Tale frequenza è andata costantemente aumentando negli ultimi dieci anni. L'anoressia nervosa appare oggi distribuita in maniera omogenea anche a livello sociale: le classi agiate appaiono infatti colpite con la stessa frequenza delle classi meno agiate. Ciò vuol dire che in una popolazione di mille persone possiamo attenderci di trovare due o tre ragazze anoressiche.
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TerapiaLa terapia dell'anoressia nervosa dipende molto dalla gravità dei sintomi presentati dal soggetto. In generale, però, questa si basa su una diversa combinazione di terapie psicologiche e nutrizionali con finalità diversamente riabilitative. Sulla base della gravità del caso, e dietro valutazione specialistica, tali terapie possono essere più opportunamente somministrate a livello ambulatoriale o a livello ospedaliero. Stando agli studi di medicina basata sulle evidenze attualmente disponibili, non esistono al momento dei farmaci che abbiano una indicazione specifica per la terapia dell'anoressia nervosa.
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Voci correlate
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