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Orlando Furioso      
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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Ariosto
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/Ludovico_Ariosto&action=history

Ludovico Ariosto

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Ludovico Ariosto

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Ludovico Ariosto (Reggio Emilia8 settembre 1474 – Ferrara6 luglio 1533) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano, autore dell'Orlando furioso.

Indice

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[modifica] Biografia

Statua del poeta a Reggio Emilia
ritratto eseguito da Tiziano.

Ludovico Ariosto nacque a Reggio Emilia l'8 settembre del 1474. Suo padre Niccolò, di nobile famiglia, faceva parte della corte del duca Ercole I d'Este ed era comandante del presidio militare degli Estensi a Reggio Emilia. La madre, Daria Malaguzzi Valeri, era una nobildonna di Reggio. Ludovico intraprese da prima, per volontà del padre, degli studi di legge a Ferrara che abbandonò poco tempo dopo per concentrarsi pienamente sugli studi umanistici sotto la guida del monaco agostiniano Gregorio Da Spoleto.

L'Ariosto seguì nel frattempo studi di filosofia presso l'università di Ferrara appassionandosi così anche alla poesia in volgare. Divenuto amico di Pietro Bembo, condivise con lui l'entusiasmo e la passione per le opere di Petrarca.

Alla morte improvvisa del padre avvenuta nel 1500, Ludovico si ritrovò a dover badare alla famiglia; di conseguenza si vide "costretto" ad accettare l'incarico di capitano della rocca presso Canossa. Successivamente rientrato a Ferrara, venne assunto dal cardinale Ippolito d'Este (figlio di Ercole e fratello di Alfonso), per ottenere alcuni benefici ecclesiastici, facendosi poi chierico. In questo periodo quindi, a causa delle faccende diplomatiche e politiche di cui doveva occuparsi, non ebbe tempo di occuparsi della letteratura.

Alla morte del papa Giulio II della Rovere, fu eletto papa Leone X (Giovanni dei Medici) che aveva spesso manifestato stima e amicizia nei confronti dell'Ariosto. Il poeta considerava Roma il centro culturale italiano per eccellenza, decidendo così di recarsi alla curia papale con la speranza di trasferirvisi dopo aver ottenuto un incarico, ma nessun incarico gli fu offerto. Questa fu una delusione per Ludovico, ma allo stesso tempo iniziò per lui un periodo felice, dovuto sia a motivi affettivi che a motivi professionali. Ariosto si innamorò di una donna, Alessandra Benucci, moglie di un mercante fiorentino, Tito Strozzi, che frequentava la corte estense per affari. Successivamente dopo che rimase vedova, la donna si trasferì a Ferrara iniziando una relazione con lo scrittore (L. Ariosto). L'Ariosto era stato sempre restio verso il matrimonio, pertanto si sposò solo dopo anni in gran segreto per la paura di perdere i benefici ecclesiastici che gli erano stati concessi. La gioia nel campo professionale invece, gli fu data dalla pubblicazione della prima edizione dell'Orlando furioso, poema diviso in 40 canti la cui stesura era iniziata 11 anni prima della pubblicazione.

Circa 11 anni dopo, rifiutò l'incarico di ambasciatore papale, spiegando che le motivazioni che lo spinsero a rifiutare era il desiderio di restare a occuparsi delle sue opere in tranquillità e di restare vicino a sua moglie. Molte delle sue opere successivamente, dopo essere state revisionate, furono soggetto di rappresentazioni teatrali. I viaggi in questo periodo per l'autore furono pochi dal momento che andò a Modena per scortare l'imperatore Carlo V di passaggio nello Stato estense e successivamente si recò a Firenze, a Venezia e a Mantova, per incontrare ancora Carlo V. Rientrato a Ferrara vi morì il 6 luglio 1533.

Ludovico fu sepolto dapprima nella chiesa di S. Benedetto a Ferrara e successivamente venne tumulato con grandi onori a Palazzo Paradiso.

Per approfondire, vedi la voce Casa di Ludovico Ariosto.

 

[modifica] Opere

 

[modifica] Orlando Furioso

Per approfondire, vedi la voce Orlando furioso.

 

[modifica] Satire

  • I – rifiuto di seguire il cardinale Ippolito ad Agria (Ungheria);
  • II – polemica contro la corte papale;
  • III – espone il suo ideale di vita semplice e schivo da ambizioni mondane;
  • IV – soggiorno in Garfagnana. Descrive la propria vita difficile e la nostalgia verso Ferrara e la donna amata;
  • V – consigli sulla scelta di una buona moglie;
  • VI – (al Bembo) rievoca gli studi umanistici compiuti;
  • VII – motivi che lo hanno indotto a rifiutare la carica di ambasciatore a Roma.

 

[modifica] Opere teatrali

 

[modifica] Altri progetti