In questo saggio, pubblicato nel
1957, il
filosofo
tedesco
intende mostrare come l'amore
sia una vera e propria
arte.
Non si tratta di un "manualetto di istruzioni", come
specifica lo stesso autore nel prologo, ma la dimostrazione di come ogni
tentativo di amare è destinato al fallimento senza uno sviluppo attivo
della propria
personalità e non ci può essere amore senza la capacità di amare il
prossimo con fede,
umiltà e
coraggio.
Nel corso dell'opera il sociologo analizza quindi
l'amore "autentico", con frequenti richiami alla
mitologia greca e all'Antico
Testamento; inoltre descrive le varie sue devianze e surrogati come il
sadismo
e il
masochismo.
Non manca all'interno dell'opera alcune critiche a
Sigmund Freud e alla sua concezione
patriarcale del
sesso.