La barzelletta è strettamente legata alla forma
orale; infatti viene spesso accompagnata dalla mimica del raccontatore e
da una caratterizzazione caricaturale dei protagonisti, per conferire
corpo e forza al racconto. Questo probabilmente perché la brevità della
vicenda, quasi sempre raccolta in poche frasi, necessita di uno stile
simile al recitativo per ottenere il coinvolgimento dello spettatore e,
quindi, il massimo effetto.
Proprio in questa necessità di interpretazione
risiede il successo della barzelletta, che, se non riportata con il giusto
coinvolgimento, riesce al massimo a far sorridere. In questo caso si dice
normalmente che il narratore "non le sa raccontare". Un'altra cosa è la
freddura, che condensa di solito in una o due sole frasi l'effetto comico.
Al contrario, la barzelletta propriamente detta
consta di un racconto più o meno articolato, che può avere come
protagonisti e ignare vittime, intere categorie sociali (i politici, le
forze di polizia), popolazioni (negli
USA sono particolarmente diffuse le barzellette sui
polacchi,
sugli
italiani, sugli
irlandesi
e in
Francia sui
belgi),
personaggi famosi: in una parola qualsiasi persona si decida di
ridicolizzare. Esistono comunque alcuni personaggi ricorrenti della
barzelletta, fra i quali è degno di nota il bambino
Pierino, un po' monello ma furbetto, assai diffuso nelle barzellette
di tutta Italia. Esiste un'eccezione del termine barzelletta, ovvero
"rivata"; questo sostantivo identifica con esso delle buttute umoristiche
verbali molto brevi (alcune di poche parole), molto spesso di derivazione
tipicamente dialettale, le quali non escludono l'utilizzo di parole molto
colorite per dare l'effetto immediato alla frase stessa. La "rivata" si
inserisce il più delle volte nel contesto di una conversazione ma non si
esclude il fatto che si estrapoli anche senza un apparente motivo.
Il termine è di etimo incerto, e, in poesia e musica,
definisce anche una
ballata
di più strofe destinata ad un accompagnamento musicale, particolarmente
diffusa fra il
XV
e il
XVI secolo, sempre di tono lieve e di argomento scherzoso.
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