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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Bellezza Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bellezza&action=history BellezzaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.La bellezza è una
qualità
delle cose
percepite che suscitano sensazioni
piacevoli, che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone
nell'universo
osservato, che si sente istantaneamente durante l'esperienza,
che si sviluppa
spontaneamente e tende a collegarsi ad un contenuto
emozionale positivo, in seguito ad un rapido paragone effettuato
consciamente od
inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere
innato oppure
acquisito per istruzione o per consuetudine sociale. Nel suo senso più profondo, la bellezza genera un senso di riflessione benevola sul significato della propria esistenza dentro il mondo naturale. La bellezza comporta la
cognizione degli oggetti come aventi una certa
armonia
intrinseca oppure
estrinseca, con la natura, che suscita nell'osservatore un senso ed
esperienza di
attrazione,
affezione,
piacere,
salute. Gli insegnamenti religiosi e morali spesso mettono a fuoco la “virtù" e la “divinità” della bellezza, per delineare la bellezza naturale come un aspetto di una “bellezza spirituale” (ovvero “verità”) e definire tutte le pretese egocentriche e materialistiche pretenziose e basate sull’ignoranza. L’antica storia di Narciso per esempio tratta la distinzione fra bellezza e vanità. Nel contesto moderno, l’utilizzo della bellezza come mezzo per promuovere un’ideologia o un dogma è stato fulcro di dibattiti sociali che trattano argomenti come pregiudizio, etica, e diritti umani. L’utilizzo della bellezza a fini commerciali è un aspetto controverso della “guerra culturale”, all’interno del quale il femminismo tipicamente afferma che tale utilizzo promuove una percezione dogmatica (cioè “Il Mito del Bello”) piuttosto che virtuosa della bellezza.
Ninfa con i fiori della
gloria mattutina, dipinto di Jules Joseph Lefebvre.
[modifica] Il concetto aristotelico del "Bello" corrispondente al "Vero".Il bello per Aristotele e Platone è il "Vero". Nell'età moderna, Giovanbattista Vico afferma un altro criterio, secondo cui il vero è il "fatto" (verum - factum). Unificando questi due criteri ricaviamo la forma occidentale della bellezza, che è inevitabilmente l'arte. Il bello è nell'arte, e la possibilità che la bellezza sia propria della natura è esplicitamente esclusa da Kant nella Critica del giudizio dove definisce il bello naturale come "sublime". Essenzialmente, nella cultura filosofica dell'Occidente il bello si definisce in funzione del giudizio che lo esprime, mentre il "bello in sé" è assolutamente chimerico.
[modifica] Il "Bello" come corrispondente al "Regno delle Idee"Nel tardo Impero Romano, il filosofo Plotino, ristabilendo il collegamento tra opera d'arte e regno delle idee, espone ampiamente il concetto di visione interiore già proposto da Platone, che permette all'artista di attingere da una forma ideale del bello, non esistente nella res extensa (mondo reale) ma soltanto nella res cogitans (mondo delle idee), e che presto o tardi sfocerà in una rappresentazione materiale. Si può applicare a mai creati dipinti, architetture, forme di governo, sculture, strategie, modelli matematici, ecc. oppure ad un ipotetico essere umano: "il più bello nella storia" ancora non nato.
[modifica] Il giudizio estetico universale ed oggettivo secondo Immanuel Kant:
[modifica] I rischi di un estetica radicalmente empiristaVa altresì chiarito dove si nasconda il rischio di un'estetica radicalmente empiristica: questo consiste nel fatto che essa dovrebbe, a rigore, parlare prioritariamente se non esclusivamente degli organi di senso, o della coscienza, che riceve ed unifica i "dati" di bellezza; ma ciò significa trascurare e, alla fine, ignorare completamente gli oggetti cui si accorda o rifiuta lo statuto di bellezza; il che, particolarmente nel caso delle arti umane, risulterebbe oltraggioso per gli artefici e finalmente assurdo, come assurda può essere solo una scienza dell'arte che mostri indifferenza verso le opere! Tuttavia la tendenza a considerare la bellezza di un oggetto intrinsecamente connessa con un soggetto che lo contempla, il quale "applica" il giudizio all'oggetto, e lo ritiene bello in grazia del concetto di bellezza che porta in sé, appare tanto dubbia quanto insopprimibile, nella nostra cultura estetica.
[modifica] Intellettualizzazione dell'opera d'arteÈ peraltro la sintesi di quel processo di intellettualizzazione dell'opera d'arte che rappresenta la più cospicua novità nell'arte di questi ultimi due secoli, dal Romanticismo in poi. L'arte moderna e contemporanea, la hegeliana arte romantica, è segnata dal confronto con l'osservatore - critico in modo profondissimo, tale da non consentire più in alcun modo la spontaneità creativa, l'innocenza primaria del dipinto di Gustave Courbet, L' origine del mondo -innocenza peraltro sapientissima - se non nel ghetto/riserva/colonia penale del genere naif. Da quel momento l'opera d'arte è "operazione" sul corpo dell'arte; ogni nuova opera è osservatrice della totalità della tradizione artistica; chiama in causa la filosofia dell'arte; si fa meta-arte ed in molteplici correnti si traduce in una discesa agli inferi dei materiali dell'arte, fino a congiungersi con il residuale, con l'immondizia.
Uomo Vitruviano,
proporzioni del corpo umano
[modifica] Criteri obiettivi nella valutazione di un Opera d'Arte
[modifica] Criteri soggettivi nella valutazione della Bellezza Corporea
[modifica] Criteri obiettivi nella valutazione della Bellezza MatematicaAnche le formule matematiche
possono essere considerate belle. La formula di
Eulero:
eiπ + 1 = 0
è comunemente considerata uno dei più bei
teoremi
della matematica (vedi
Identità di Eulero). Altri legami tra la matematica e la bellezza che hanno giocato un ruolo prominente nella filosofia di Pitagora era la possibilità di disporre ed arrangiare i toni musicali in sequenze matematiche, che si ripetono ad intervalli regolari chiamati ottave. La cosiddetta "Proporzione Aurea", rappresentata dalla lettera greca Phi(Φ), ed approssimativamente uguale a 1.618, è stata considerata da molti "bella". Viene anche chiamata la "divina proporzione" ed è spesso riscontrata in natura. Per esempio, nella conchiglia di un nautilus, il rapporto tra sezioni successive è circa 1.618.
[modifica] Criteri obiettivi nella valutazione della GiustiziaLa Bellezza delle Leggi, la Giustizia è la forma più alta di bellezza, secondo Platone, che lo esplicita nel Simposio sull'amore noto anche come primo dialogo di Alcibiade servendosi del discorso della anziana e saggia Diotima.
[modifica] Bibliografia
[modifica] Film
[modifica] Voci correlate[modifica] Collegamenti esterni
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