Karen Blixen
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La signora venuta dal freddo
17 aprile 1885
7 settembre 1962
Karen Blixen nelle opere letterarie
Karen Blixen
Karen Blixen, il cui vero nome era Karen Christence Dinesen, nasce il 17
aprile 1885 a Rungstedlund, in Danimarca. Figlia di un proprietario
terriero dedito alla politica (poi morto suicida) visse per lungo tempo
nella residenza di campagna che il padre prima acquistò e in seguito
restaurò a sue spese. Oltre alla placida routine della campagna danese
Karen conobbe, almeno per la prima parte della sua vita, gli agi, i
pettegolezzi e le mollezze degli ambienti "upperclass" della vicina e
moderna Copenaghen.
Nel 1913 si fidanza con il cugino svedese, il barone Bror von
Blixen-Finecke, e insieme a lui decide di partire per l'Africa con
l'idea di acquistarvi una fattoria. La vita "civile" non sembrava adatta
al carattere ribelle e forse un po' romantico della futura scrittrice.
Nei salotti si annoia profondamente, quasi sentendo che la vita le
sfugge fra le mani senza aver provato emozioni reali e autentiche.
L'epilogo rosa di questa specie di fuga, anche se dai caratteri non
propriamente tali (almeno agli occhi delle persone che circondano i due)
è costituito dal matrimonio che li ufficializza come marito e moglie,
celebrato a Mombasa nel 1914. Una volta uniti e in regola con la legge,
di comune accordo si trasferiscono in una grande piantagione nei pressi
di Nairobi.
Purtroppo l'iniziale idillio dopo qualche anno va in pezzi. Quella che
sembrava una grande storia d'amore coronata da interessi e passioni
comuni si rivela in realtà una prigione difficile da sopportare. Il 1921
è l'anno del doloroso divorzio. Bror lascia l'Africa mentre Karen
continua a vivere nella piantagione di caffè, ormai sua ragione di vita,
facendola crescere e dirigendola con intelligenza e tenacia per ben
diciassette anni.
Ma anche questa laboriosa routine sarà destinata a terminare.
L'improvvisa crisi sopravviene nel 1931 quando crolla il mercato del
caffè e Karen Blixen si trova costretta a chiudere l'attività della
piantagione dopo alcuni anni di stentata sopravvivenza. A questo punto
ragioni economiche più che sentimentali la costringono a lasciare
l'Africa e a tornare alla casa di famiglia, dove si dedica con intensità
alla scrittura.
Fra le molteplici storie che scrive una in particolare è destinata a
rievocare i suoi anni africani. Questa sorta di diario intimo,
considerato il suo capolavoro, altro non è che il celeberrimo "La mia
Africa", titolo che vedrà la luce solo nel 1937.
La prima pubblicazione che però la vede affermarsi sul mercato è "Sette
storie gotiche", edito in Inghilterra e in America nel 1934.
Malgrado la bruciante nostalgia per il Kenya, nostalgia che ha tutti i
caratteri di un vero e proprio "mal d'Africa", la scrittrice passerà il
resto dei suoi giorni in Danimarca, peraltro afflitta da una salute
malferma e vacillante, forse attribuibile secondo alcune ricostruzioni
ad una malattia venerea mal curata che avrebbe contratto dal marito
durante il primo anno di matrimonio.
Gli ultimi anni dunque sono particolarmente tristi e delicati. Minata
dall'inesorabile malattia che non le lascia un attimo di tregua,
trascorre lunghi periodi in ospedale, talvolta impossibilitata
addirittura a scrivere o ad assumere la posizione seduta. Per dare corpo
alla sua creatività si affida alla segretaria, depositaria fedele e
trascrittirce attenta delle sue flebili dettature.
La fine arriva il 7 settembre 1962 quando Karen Blixen ha da poco
superato i settantasette anni.
Una particolarità di questa autrice è che lungo tutta la sua carriera ha
amato celarsi dietro numerosi pseudonimi: da Isak Dinesen a Tania Blixen
fino ad arrivare al mascheramento androgino con le pubblicazioni a nome
di Pierre Andrézel. Questo strano e per certi versi incomprensibile
atteggiamento attirò su di lei un gran numero di pettegolezzi, anche
relativamente all'originalità dei suoi scritti. Resta il fatto che
Hemingway, al momento della consegna del premio Nobel, insinuò che il
suddetto premio avrebbe dovuto essere anche assegnato alla gran signora
venuta dal Nord.
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Opere di Karen Blixen:
La mia Africa - (Feltrinelli)
Capricci del destino - (Feltrinelli)
Il pranzo di Babette - (Einaudi)
Sette storie gotiche - (Adelphi)
Ultimi racconti - (Adelphi)
Dagherrotipi - (Adelphi)
I sognatori e altre storie gotiche - (La Nuova Italia)
Carnevale e altri racconti postumi - (Adelphi)
Ehrengard - (Adelphi)
Ombre sull'erba - (Adelphi)
Racconti d'inverno - (Adelphi)
Il matrimonio moderno - (Adelphi)
I vendicatori angelici - (Adelphi)
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ultimo aggiornamento: 03/04/2004
Karen Blixen nelle opere letterarie
Aforismi di Karen Blixen
«L'uomo e la donna sono due scrigni chiusi a chiave, dei quali uno
contiene la chiave dell'altro.»
«Io conosco il canto dell'Africa, della giraffa e della luna nuova
africana distesa sul suo dorso. Degli aratori nei campi e delle facce
sudate delle raccoglitrici di caffè... Ma l'Africa conosce il mio
canto?»
«È importante avere grandi dispiaceri. Oppure gli esseri umani avrebbero
lasciato morire Cristo sulla croce per amare il loro mal di denti.» |
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