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Antonello Venditti - cronologia |
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Sotto il segno dei pesci
(1978) |
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(1982) |
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Si invita a seguire lo schema del
Progetto Musica |
Tutti i testi e le musiche sono di
Antonello Venditti, che ha anche curato gli arrangiamenti delle
canzoni (tranne Modena e Donna in bottiglia, arrangiate da
Nicola Samale e
Giuseppe Mazzucca, già collaboratori in
Lilly,
Ullalla e
Sotto il segno dei pesci, che dirigono l'orchestra); le edizioni
musicali sono le Intersong Italiana.
L'album viene registrato a
Roma nei
Trafalgar Studios e nei
Mammouth Studios, e a
Los
Angeles negli studi
Smoke Three; il tecnico del suono è
Gaetano Ria per le registrazioni a Roma, e
Doug Parry per quelle a Los Angeles.
I mixaggi invece sono stati effettuati da
Alan Goldberg,
Michelangelo Romano e lo stesso Venditti allo
Stone Castle Studios di
Carimate.
Tra i musicisti sono da ricordare i componenti del gruppo degli
Stradaperta, già collaboratori di Venditti in
Lilly e in
Sotto il segno dei pesci.
La copertina dell'album, opera di
Mario Convertino, venne pubblicata in quattro formati diversi:
raffigura un disegno con una farfalla e la scritta Buona domenica, e lo
sfondo era o bianco, o rosso, o verde o marrone.
All'interno vi sono alcune fotografie del viaggio di Venditti negli Stati
Uniti; in una di esse appare l'attrice
Raquel Welch.
L'album venne pubblicato alla fine di settembre; in molti brani risente
del momento difficile che stava vivendo Venditti, che si stava separando
dalla moglie
Simona Izzo.
Come il disco precedente, anche Buona domenica arrivò al primo posto
dell'hit parade, e stesso risultato ebbe il 45 giri da esso tratto,
Buona domenica/Mezzanotte[2].
Buona domenica
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La title track è una delle canzoni più note di
Venditti, un ritratto di una ragazza adolescente che trascorre la domenica
pomeriggio sola in casa, in attesa di una telefonata del ragazzo che non
arriva mai.
Musicalmente il brano è debitore, specialmente nell'arrangiamento, di
Don't stop, successo dei
Fleetwood Mac
La versione sull'LP si differenzia da quella pubblicata su 45 giri per la
presenza di una breve introduzione in cui si sente un gruppo di ragazzi
che, ad una festa, ad un certo punto ascoltano proprio il disco di
Venditti.
Canzone d'amore, nata dalla crisi del rapporto con la
moglie; musicalmente inizia come una ballata lenta, accompagnata dal
pianoforte, per trasformarsi verso la metà in un brano rock; alla fine
ritorna alle atmosfere lente.
Questa è una canzone autobiografica, in cui Venditti
racconta, con tono ironico (e su una musica vivace e orecchiabile), la sua
storia di musicista («E suo padre lo voleva avvocato, e sua madre per lo
meno professore....»).
Vengono anche citati alcuni personaggi, tra i quali ricordiamo quello che,
in quel periodo, era il manager per le tournée del cantautore, il
romagnolo
Libero Venturi («Vengo da Cesena e son proprio sfortunato,/ ma in
compenso io conosco la regione./ Piacere sono Libero come il sole, il
cielo».
Nella stessa canzone vi sono i versi «La tournée cominciò da Torino,
davanti alle carceri Nuove»: in quel tempo non era stato ancora costruito
il nuovo Palagiustizia, e davanti alle carceri vi erano dei giardini in
cui, nel periodo autunnale e invernale, veniva allestito un teatro tenda
dove si tenevano moltissimi concerti di autori italiani: durante il tour
del 1978
Venditti aveva suonato a Torino proprio in questa struttura.
La canzone si conclude con dei versi premonitori, che preannunziano la
lunga pausa (tre anni) che seguirà a questo disco:«Ma all'incrocio della
via Tiburtina/ fu investito da una strana nostalgia,/ disse "Torno tra un
momento", ma nessuno ci credeva,/ lasciò tutte le sue cose e scappò via»;
bisogna ricordare che all'incrocio della via Tiburtina (per la precisione
al km 12) vi era la sede della vecchia casa discografica del cantautore,
cioè la
RCA Italiana.
Scusa devo andare via (un'altra canzone)
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Già pubblicata poche settimane prima nella colonna
sonora della commedia musicale televisiva
Addavenì quer giorno e quela sera in una versione leggermente diversa,
è una ballata che si basa musicalmente sul pianoforte e sul sax.
Sicuramente la canzone più riuscita del disco, anche
per il determinante contributo dato alla musica dal sax di
Gato Barbieri (che tornerà a collaborare con Venditti più di vent'anni
dopo, per l'album
Che fantastica storia è la vita).
Il testo affronta la crisi del
Partito Comunista Italiano, attraverso la descrizione del Festival
dell'Unità nazionale, tenutosi l'anno prima a Modena, in cui Venditti
aveva suonato («Con le nostre famose facce idiote eccoci qui,/ coi nostri
famosi sorrisi tristi a parlarci ancora di noi...»).
Dopo Modena la tensione emotiva scende con questo
brano, senza infamia e senza lode, che se nella musica ricorda un po'
troppo Ma come fanno i marinai di
Lucio Dalla e
Francesco De Gregori, nel testo vorrebbe descrivere in maniera
divertente il viaggio di Venditti a Los Angeles.
Donna in bottiglia
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Canzone d'amore nata dal dolore per la separazione
dalla moglie («Se non ti fidi più di me dimmelo...»), sorretta
dall'orchestra d'archi.
Un altro momento ironico del disco, non del tutto
riuscito, cantato in inglese.
LATO A
- Buona domenica - 5:39
- Stai con me - 4:37
- Robin - 4:38
- Scusa, devo andare via (un'altra canzone) - 3:59
LATO B
- Modena - 7:49
- Mezzanotte - 3:19
- Donna in bottiglia - 3:50
- Kriminal - 3:14
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^ Tutte le notizie
inerenti al disco, nonché quelle sui musicisti, sono tratte dalle note
riportate nella copertina della prima edizione in vinile dell'album
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^ I dati sulle
posizioni in classifica sono ricavati dal volume di
Dario Salvatori, Storia dell'hit parade, edizioni Gremese, 1989,
pag. 254, e dalle classifiche pubblicate nel
1979 dai
settimanali
Ciao
2001 e
TV Sorrisi e Canzoni