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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Chat Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.orgChat ChatDa Wikipedia, l'enciclopedia libera. |
| Il termine chat (in inglese, letteralmente, "chiacchierata"), viene usato per riferirsi a un'ampia gamma di servizi sia telefonici che via Internet; ovvero, complessivamente, quelli che i paesi di lingua inglese distinguono di solito con l'espressione "online chat", "chat in linea". |
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Questi servizi, anche piuttosto diversi fra loro, hanno tutti in comune due elementi fondamentali: il fatto che il dialogo avvenga in tempo reale, e il fatto che il servizio possa mettere facilmente in contatto perfetti sconosciuti, generalmente in forma essenzialmente anonima. Il "luogo" (lo spazio virtuale) in cui la chat si svolge è chiamato solitamente chatroom (letteralmene "stanza delle chiacchierate"), detto anche channel (in italiano canale), spesso abbreviato chan. Fra gli informatici, il servizio di chat con la storia e la tradizione più importanti è certamente la Internet Relay Chat (IRC), fondamentalmente basata sullo scambio di messaggi testuali. A questa tecnologia, che ancora oggi mette in comunicazione milioni di utenti ogni giorno, è associata una intera sottocultura (diversificata in decine di "sotto-sottoculture" per i principali server). Da questo contesto deriva gran parte della terminologia che anche altri sistemi di chat su rete hanno ereditato. IRC, un tempo unico servizio di chat su Internet, è oggi affiancata dalle webchat (spesso in java) ospitate da server autonomi e da numerose altre tecnologie; sono molto utilizzate, in particolare, le applicazioni di instant messaging come ICQ o MSN Messenger, che in genere integrano anche posta elettronica (e quindi comunicazione asincrona) e interazione multimediale. Sono anche molto diffusi (forse non altrettanto utilizzati) i servizi basati sul Web, come gli applet di chat offerti da molti portali, tipicamente a supporto di comunità virtuali formatesi attorno a strumenti come forum o message board. I diversi servizi di chat possono essere catalogate sotto due tipologie principali:
Alla prima categoria appartengono i servizi di chat che principalmente permettono di chattare con una persona alla volta. I contatti di questo tipo di chat sono personali e contenuti in una rubrica, spesso archiviata on-line in modo che sia raggiungibile da ogni terminale collegato alla rete internet. Le finestre di conversazione sono una per ogni contatto con cui si sta chattando. Rispetto alla chat di gruppo la chat 1-on-1 ha delle funzionalità multimediali avanzate come l'invio di audio e video, clip audio ed animazioni personali e condivisione di cartelle. Fra i tanti, i servizi più usati di questo tipo sono MSN Live Messenger, Yahoo! Messenger, Google Talk e Skype. Solitamente i nick in questi servizi sono legati ad un indirizzo mail o ad un account identificativo. Le group chat hanno le potenzialità di mettere in comunicazione centinaia di persone allo stesso momento, in quanto i messaggi vengono inviati a tutte le persone che in quel momento sono collegate al gruppo (solitamente chiamato canale o stanza). I canali si possono differenziare per i loro contenuti tematici e per la lingua usata dai loro utenti. La finestra di conversazione è una per ogni canale. Vi è comunque la possibilità d'inviare, in modo analogo agli instant messaging, messaggi in una conversazione "privato" tra due singoli utenti (anche nota come query). Le chat di gruppo come IRC sono principalmente testuali e con elementi multimediali ridotti o assenti. I nick degli users non sempre sono legati ad un account permettendo così un maggior anonimato. Con il passare del tempo ed il potenziamento del web le differenze fra la chat 1-on-1 e le chat di gruppo diminuiscono: se con le chat di gruppo come IRC è sempre stato possibile inviare anche messaggi ad una singola persona, i servizi di chat 1-on-1 si stanno orientando verso la possibilità di utilizzare anche chat di gruppo (sebbene tale fuzione sia a volte disattivata dai gestori del server in seguito a polemiche e controverse derivanti da tale utilizzo)
[modifica] La chat e le sue insidieCome ogni utente connesso ad una rete telematica, Un utente connesso ad una rete di chat è esposto a pericoli che possono realizzarsi o attraverso falle di sicurezza informatica o più spesso tramite tecniche di ingegneria sociale Tra i pericoli maggiori in cui può cadere un utente della chat:
Una falla nel servizio o l'inesperienza dei chattatori spesso portano a problemi, anche gravi, con conseguenze non solo per il singolo utente ma anche per i suoi contatti e per il servizio stesso. I truffatori attraverso degli eventuali bug sul fronte della sicurezza del servizio (backdoors) possono prendere il controllo sul PC dello sfortunato di turno ed accedere all'intero sistema per scovarne dati personali che identificano il mal capitato o altre informazioni sensibili (ad esempio dati e password della carta di credito) ma anche per procurare danni ad altri utenti e allo stesso servizio della chat installando all'insaputa dell'ignaro programmi malevoli detti malware che attaccano gli altri contatti per diffondersi e sempre più spesso per protrarre attacchi DDoS. Altre volte la stessa ingenuità delle persone rendono la chat e più in generale internet un pericolo.log Questo comportamento porta ad esempio ad accettare file anche da persone sconosciute che potenzialmente possono contenere virus. La chat può anche essere uno strumento per adescare persone, in particolare bambini. Per questo motivo è bene non lasciare mai un bambino collegato ad internet senza la supervisione di un adulto. Usare un computer pubblico per chattare o lasciare il proprio PC incustodito può essere un ulteriore pericolo non solo per i sopracitati motivi ma anche per i log di conversazione. I log sono file che contengono la cronologia degli eventi di sistema. Anche alcuni programmi di IM usano i log per comodità dell'utente in modo da tenere un promemoria delle chattate svolte. Ciò può rendere il log un pericolo per la privacy di chi chatta. Nel caso in cui ci si trovi ad usare la chat in un PC di un net-caffè, di un aeroporto, o in altri luoghi pubblici e buona norma disattivare il log di conversazione o cancellarlo a fine sezione.
[modifica] Voci correlate |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://fr.wikipedia.org/wiki/Messagerie_instantan%C3%A9e Cronologia http://fr.wikipedia.org/w/index.php?title=Messagerie_instantan%C3%A9e&action=history Messagerie instantanéeUn article de Wikipédia, l'encyclopédie libre.La messagerie instantanée est un dispositif informatique qui permet l'échange instantané de messages textuels entre plusieurs ordinateurs connectés au même réseau informatique, le plus communément celui de l'Internet. Contrairement au courrier électronique, ce moyen de communication est caractérisé par le fait que les messages externes s'affichent en quasi-temps-réel et permettent un dialogue interactif.
Synonymes et francisation [modifier]La messagerie instantanée est souvent désignée sous le nom chat ([tʃat] du verbe anglais to chat, bavarder). chat et le verbe chatter sont souvent utilisés en français (en franglais pour certains) pour désigner la messagerie instantanée. Une écriture souvent utilisée pour cette prononciation est le fréquent nom masculin tchat, qui est utilisé de façon à ne pas confondre la prononciation avec celle du chat (l'animal). Plusieurs sites de discussion francophones utilisent d'ailleurs ce mot[1]. L'Office québécois de la langue française a proposé (en octobre 1997), avec un certain succès, le mot-valise clavardage (clavier + bavardage), entré dans le Petit Larousse 2004. En France, la Commission générale de terminologie et de néologie avait d'abord proposé causette en 1999. Elle s'est ravisée en avril 2006 et propose dorénavant dialogue en ligne avec la définition suivante : « Conversation entre plusieurs personnes connectées en même temps à un réseau, qui échangent des messages s’affichant en temps réel sur leur écran. » Ce terme est présent dans la base terminologique de la DGLF et obligatoire pour les administrations et services de l'État français. En pratique, le terme n'est pas entré en usage. Il est absent du site du gouvernement français par exemple, au bénéfice du terme « chat »[2]. Le mot féminin tchatche, emprunté au français d'Afrique du Nord et de France, s'est répandu spontanément ainsi que ses dérivés : « tchatcher » et « tchatcheur ». Ce mot, qui a été emprunté en anglais et est devenu chat, dérive de l'espagnol, cháchara, « bavardage ». L'abréviation IM du sigle anglais Instant Messaging est parfois utilisée. On utilise parfois webchat ou shoutbox, pour préciser que la communication se fait sur une page Web (comme Yahoo! Groupes). Ce moyen est minoritaire. Il utilise le Web, une technologie non conçue pour le clavardage.
Fonctionnement [modifier]La messagerie instantanée requiert l'emploi d'un logiciel client qui se connecte à un serveur de messagerie instantanée. Elle diffère du courrier électronique du fait que les conversations se déroulent instantanément (quasiment en temps réel, les contraintes temporelles n'étant pas fortes dans ces systèmes). La plupart des services modernes offrent un système de notification de présence, indiquant si les individus de la liste de contacts sont simultanément en ligne et leur disponibilité pour discuter. Dans les tout premiers programmes de messagerie instantanée, chaque lettre apparaissait chez le destinataire dès qu'elle était tapée, et quand des lettres étaient effacées pour corriger une faute, cela se voyait également en temps réel. Cela faisait ressembler la communication à un coup de téléphone plutôt qu'à un échange de messages. Dans les programmes modernes de messagerie instantanée, le destinataire ne voit le message de l'expéditeur apparaître que lorsque celui-ci l'a validé. La plupart des applications de messagerie instantanée permettent de régler un message de statut, qui remplit la même fonction qu'un message de répondeur téléphonique, par exemple pour indiquer la cause d'une indisponibilité. En évoluant, la messagerie instantanée a intégré les fonctionnalités de voix et de vidéo grâce à une webcam, mais aussi toute sorte d'applications collaboratives (tableau blanc, édition de texte, jeux, etc.), d'envoi de messages automatiques et de notifications (supervision, « push » d'informations, etc.).
Jargon [modifier]
Article principal :
Argot Internet.
La messagerie instantanée possède son propre langage. Les discussions ayant lieu en temps réel, la vitesse d'écriture la rend plus fluide, d'où l'utilisation de raccourcis d'écriture, notamment pour exprimer l'état d'esprit de l'auteur (voir les binettes). Ces raccourcis sont souvent automatiquement remplacés par une image de binette.
Histoire [modifier]
Animation d'une connexion à un système de MI sous
UNIX
La messagerie instantanée un à un est une idée assez ancienne : sous UNIX, elle existe depuis bien longtemps, sous forme de texte, grâce à la commande talk, puis sous Windows, il y a eu l'équivalent fenêtré avec WinPopUp, ces deux systèmes étant basé sur la paire utilisateur/machine.
Le protocole standard ouvert Internet Relay Chat (IRC) fournit lui aussi depuis 1988, des fonctionnalités simples de discussion à plusieurs (elles ont depuis été étendues par l'usage de robots). Le protocole ouvert Zephyr, créé au MIT la même année, est un ensemble très simple de services de base, utilisé dans le monde universitaire états-unien. Ces deux manières de converser sur le réseau ne sont toutefois pas encore ce qu'on appelle la messagerie instantanée, du fait qu'il n'y a pas ou peu d'authentification ni de gestion de présence. La messagerie instantanée moderne grand public a été révélée par une jeune entreprise israélienne, Mirabilis, en introduisant ICQ en 1996. Une des principales innovations était la gestion d'une liste de contacts personnels. En 1998, Mirabilis a été rachetée par le groupe AOL Time Warner.
Gajim utilise la technologie Jabber
En 1998, le protocole libre et ouvert Jabber est créé ainsi que le protocole fermé et propriétaire QQ, le clone chinois d'ICQ. Depuis le succès d'ICQ, de nombreux protocoles de communication incompatibles, propriétaires et fermés ont été développés et gratuitement proposés par des fournisseurs de contenu d'Internet (Yahoo! Messenger en 1998, MSN Messenger en 1999 et Gadu-Gadu en 2000). L'avantage pour eux est de se constituer une large base de clients captifs, puis de pouvoir leur envoyer de la publicité, leur proposer des services étendus payants, etc. En 2002, on enregistre autant de courriers électroniques que de messages instantanés échangés dans le monde ; le nombre d'utilisateurs de la messagerie instantanée est estimé à 360 millions. La fermeture des réseaux, leur cloisonnement, leur incompatibilité et leur non-interopérabilité rend la messagerie instantanée sur Internet dans un état de fragmentation qui n'existe pas dans le domaine du courriel et du web. En 2004, Jabber/XMPP est normalisé comme standard ouvert par l'IETF, l'organisation de normalisation des protocoles de l'Internet. Jabber est à ce jour le seul système normalisé, standard ouvert, non fermé et non propriétaire, qui est très activement développé par des centaines voire milliers de développeurs, administrateurs et des millions d'utilisateurs passionnés, ainsi que par des grands noms de l'industrie informatique : Google, IBM, Sun, France Telecom/Wanadoo/Orange Internet, etc. En 2005, le travail sur le support des sessions multimédia, dont la voix sur IP, est relancée grâce au protocole Jingle (Jabber) livré par Google Talk. En 2006, les conventions de nommage pour les identifiants de messagerie instantanée (« IRI/URI scheme ») sont adoptées par l'IETF : elles sont basées sur le protocole Jabber. En 2007, le protocole Retroshare a été développé qui fonctionne sans serveurs (Retroshare Instant Messenger). Les conventions sont basées sur de messagerie instantanée á la IP-messagerie instantanée.
Standards ouverts et normes [modifier]Le paysage des systèmes de messagerie instantanée est arrivé à un morcellement et une fragmentation tels que les utilisateurs de réseaux propriétaires et fermés sont dans l'incapacité de communiquer avec les autres réseaux et protocoles : ils sont enfermés et ne peuvent plus en sortir à cause de l'effet réseau (il leur faudrait basculer tous leurs contacts vers un réseau et protocole standard ouvert). On assiste à un cloisonnement extrême qui ne s'est quasiment jamais vu dans aucun autre domaine : trois grands réseaux propriétaires sont utilisés plusieurs dizaines ou centaines de millions d'utilisateurs ; ils sont enfermés et ne peuvent pas communiquer avec les centaines de millions d'utilisateurs des autres réseaux. Seul le protocole Jabber est normalisé par l'IETF, l'organisme qui a standardisé les protocoles de l'Internet, sous le nom XMPP. Une norme d'URI
est disponible depuis mai 2006 sous la forme Jabber (protocole XMPP) est donc devenu l'égal du web (protocoles HTTP et HTTPS) et du courriel (protocoles SMTP, POP et IMAP).
Protocoles de communication [modifier]Voici les principaux protocoles et quelques programmes clients pour les utiliser :
Logiciels clients [modifier]Quelques logiciels clients permettant d'accéder à plusieurs réseaux :
NB : Notez que tous les clients Jabber permettent d'accéder aux autres réseaux, par le biais des transports Jabber (passerelles).
Logiciels serveurs [modifier]Serveur Jabber : Autres :
Voir aussi [modifier]
Notes et références [modifier]
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| Love Sms |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/I_love_you Cronologia http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=I_love_you&action=history I love youFrom Wikipedia, the free encyclopediaI love you is a phrase one uses to tell someone that he or she loves that person. I love you may also refer to:
See also: |
| Questo articolo è
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Love_%28cultural_views%29 Cronologia http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Love_%28cultural_views%29&action=history Love (cultural views)From Wikipedia, the free encyclopedia
The
heart, a frequent modern symbol of love
This page contains cultural views on the topic of love.
[edit] Cultural views
[edit] Chinese
In Confucianism, lian is a virtuous benevolent love. Lian should be pursued by all human beings, and reflects a moral life. The Chinese philosopher Mozi developed the concept of ai (愛) in reaction to Confucian lian. Ai, in Mohism, is universal love towards all beings, not just towards friends or family, without regard to reciprocation. Extravagance and offensive war are inimical to ai. Although Mozi's thought was influential, the Confucian lian is how most Chinese conceive of love. Gănqíng (感情), the feeling of a relationship. A person will express love by building good gănqíng, accomplished through helping or working for another. Emotional attachment toward another person or anything. Yuanfen (緣份) is a connection of bound destinies. A meaningful relationship is often conceived of as dependent strong yuanfen. It is very similar to serendipity. A similar conceptualization in English is, "They were made for each other," "fate," or "destiny". Zaolian (Simplified: 早恋, Traditional: 早戀, pinyin: zǎoliàn), "puppy love" or literally "early love," is a contemporary term in frequent use for romantic feelings or attachments among children or adolescents. Zaolian describes both relationships among a teenaged boyfriend and girlfriend, as well as the "crushes" of early adolescence or childhood. The concept essentially indicates a prevalent belief in contemporary Chinese culture that due to the demands of their studies (especially true in the highly competitive educational system of China), youth should not form romantic attachments lest they jeopardize their chances for success in the future. Reports have appeared in Chinese newspapers and other media detailing the prevalence of the phenomenon and its perceived dangers to students and the fears of parents.
[edit] JapaneseIn Japanese Buddhism, ai (愛) is passionate caring love, and a fundamental desire. It can develop towards either selfishness or selflessness and enlightenment. Amae (甘え), a Japanese word meaning "indulgent dependence", is part of the child-rearing culture of Japan. Japanese mothers are expected to hug and indulge their children, and children are expected to reward their mothers by clinging and serving. Some sociologists (most notably, Takeo Doi) have suggested that Japanese social interactions in later life are modeled on the mother-child amae. Linguistically, the two most common words for love are ai (愛)and koi (恋). Generally speaking, most forms of non-romantic love are expressed using the former, while romantic love is expressed using the latter. "Parental love", for example, is oya no ai (親の愛), while "to be in love with" is koi suru (恋する). There are of course exceptions. The word aijin (愛人) means "lover" and implies an illicit, often extra-marital relationship, whereas koibito (恋人) has the connotation of "boyfriend", "girlfriend", or "partner". In everyday conversation, however, ai (愛) and koi (恋) are rarely used because to many Japanese people the word "ai" sounds either overly dramatic or desperate. Rather than using ai shiteiru (愛している) or koi shiteiru (恋している) to say "I love you", for example, most Japanese would say daisuki desu (大好きです), which literally means "I really like you" -- suki (好き) being the same word used to express preferences for food, music, etc., as in sushi ga suki desu (寿司が好きです), or "I like sushi." Rather than diluting the sentiment, however, the implied meaning of "love" is understood.
[edit] GreekGreek distinguishes several different senses in which the word love is used. For example, ancient Greek has the words philia, eros, agape, storge and xenia. However, with Greek as with many other languages, it has been historically difficult to separate the meanings of these words totally. At the same time the ancient Greek text of the Bible has examples of the verb agapo being used with the same meaning as phileo. Agape (ἀγάπη agápē) means love in modern day Greek. The term s'agapo means I love you in Greek. The word agapo is the verb I love. It generally refers to a "pure", ideal type of love rather than the physical attraction suggested by eros. However, there are some examples of agape used to mean the same as eros. It has also been translated as "love of the soul". Eros (ἔρως érōs) is passionate love, with sensual desire and longing. The Greek word erota means in love. Plato refined his own definition. Although eros is initially felt for a person, with contemplation it becomes an appreciation of the beauty within that person, or even becomes appreciation of beauty itself. Eros helps the soul recall knowledge of beauty, and contributes to an understanding of spiritual truth. Lovers and philosophers are all inspired to seek truth by eros. Some translations list it as "love of the body". Philia (φιλία philía), means friendship in modern Greek, a dispassionate virtuous love, was a concept developed by Aristotle. It includes loyalty to friends, family, and community, and requires virtue, equality and familiarity. Philia is motivated by practical reasons; one or both of the parties benefit from the relationship. Storge (στοργή storgē) means affection in modern Greek; it is natural affection, like that felt by parents for offspring. Xenia (ξενία philoxenía), means hospitality in modern Greek, was an extremely important practice in ancient Greece. It was an almost ritualized friendship formed between a host and their guest, who could previously be strangers. The host fed and provided quarters for the guest, who was only expected to repay with gratitude. The importance of this can be seen throughout Greek mythology, in particular Homer's Iliad and Odyssey.
[edit] Latin
'Sacred Love versus Profane Love' by Giovanni
Baglione
The Latin language has several different verbs corresponding to the English word 'love'. Amare is the basic word for to love, as it still is in Italian today. The Romans used it both in an affectionate sense, as well as in a romantic or sexual sense. From this verb come amans, a lover, amator, 'professional lover', often with the accessory notion of lechery, and amica, 'girlfriend' in the English sense, often as well being applied euphemistically to a prostitute. The corresponding noun is amor, which is also used in the plural form to indicate 'love affairs' or 'sexual adventures'. This same root also produces amicus, 'friend', and amicitia, 'friendship' ed on mutual advantage, and corresponding sometimes more closely to 'indebtedness' or 'influence'). Cicero wrote a treatise called On Friendship (de Amicitia) which discusses the notion at some length. Ovid wrote a guide to dating called Ars Amatoria (The Art of Lovers), which addresses in depth everything from extramarital affairs to overprotective parents. Complicating the picture somewhat, Latin sometimes uses amare where English would simply say to like; this notion, however, is much more generally expressed in Latin by placere or delectare, which are used more colloquially, and the latter of which is used frequently in the love poetry of Catullus. Diligere often has the notion 'to be affectionate for', 'to esteem', and rarely if ever is used of romantic love. This word would be appropriate to describe the friendship between two men. The corresponding noun diligentia, however, has the meaning 'diligence' 'carefulness' and has little semantic overlap with the verb. Observare is a synonym for 'diligere'; despite the cognate with English, this verb and its corresponding noun 'observantia' often denote 'esteem' or 'affection'. Caritas is used in Latin translations of the Christian Bible to mean 'charitable love'. This meaning, however, is not found in Classical pagan Roman literature. As it arises from a conflation with a Greek word, there is no corresponding verb.
[edit] IndonesianIn Indonesia, the word Cinta literally means love and describes the interpersonal feeling of affection. In everyday conversation, Cinta gives more romantic and dramatic value, but in some condition, cinta kasih can describe a general love and compassion. Kasih literally means giving, however, Kekasih (kasih with infix -ek-) means a lover. However, in everyday conversation, sayang is used more generally as an expression of romantic affection.
[edit] Filipino ConceptsIn Filipino concepts love is expressed in a wide variety of terms. What is interesting, is that in Filipino culture, love is divided between purely personal and reciprocal variants. These terms are conveyed in the Tagalog, the most widely-spoken language in the Philippines beside English: Ibig is used to imply a fond love, and is used in to convey desire in an affection. An example is: "Umibig si Ningning kay Buboy" (Ningning loves Buboy). It is a commonly used term in casual conversation of the topic. Yet in courtship or between couples, the term "Iniibig kita" - "I love you" is understood to be an intimate, romantic love.(Cebuano language: Gugma) Mahal implies a highly valued affection. Its literal meaning is close to the English word "dear", in terms of expense, with an emphasis on that love being reciprocal. An example would be the phrase "Mahal kita" - "I love you". As well as being a main term for love between partners or in courtship, it is also the main term to express Platonic love. An example phrase is: "Mahalin mo ang iyong mga Magulang" (Love your parents.) Giliw is used to term a "yearning intent love" harboured personally for someone, declared or undeclared. It has connotations of personal loneliness when the partner or person for whom such feelings are directed towards, is absent. Used in situations to prove or emphasize a persons affections for another. It is also used as an endearing address similar to the English word "baby". Sinta is a confident reciprocal established romantic love between partners, where both partners consider an equally high affection for each other. Because sinta is an archaic term (equivalent linguistically to the Malay/Indonesian word Cinta, but differing in its exact connotation), it is considered malalim (deep) and poetic. Hence sinta is rarely used in everyday conversation, but may be used by couples in an address similar to the English terms "darling" or "dearest". Pagnanais is used to convey a heavy desire with a main focus on the partner or courtee. It places focus on the actor achieving a higher stage of affection, such as sinta, with the object of affection. In contrast to the other terms, the linguistic element of pagnanais, which has its root in nais (to want), is a more grave wanting love. Because of the root word's meaning, it is avoided as a term in conversation when referring to affections, but its rather used for "wanting and liking" a certain object.
[edit] The Urdu LanguageIn the Urdu language (the official language of Pakistan) there are several different words for love. Used in specific contexts they display the diverse levels of intensity of love. “Ishq” is the word that is used for the most intense form of love. Ishq is divided into two categories; “Ishq-e-ilahi” is the love for God and “Ishq-e-Majazi” is the love for another human being. Ishq is defined as unconditional and undying love for the other. “Pyar” and “Mohabbat” are two other more commonly used words to define love.
[edit] See also
[edit] References
[edit] External links
Wikiquote has a collection of
quotations related to:
Look up
love in
Wiktionary, the free dictionary.
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Amore Cronologia http://it.wikipedia.org/wiki/Amore AmoreDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.L'amore è un sentimento intenso ed esclusivo verso qualcosa o qualcuno, basato sull’affetto, sull'interesse (in senso lato), e/o sul desiderio erotico.
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Significati
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In italianoQuando l'amore fra due esseri umani assume caratteristiche riconducibili al romanticismo (struggimento, comunione, affetto, passione anche fisica), questo viene definito amore romantico, per distinguerlo dal sentimento d'affetto verso i membri di una famiglia o verso altri esseri umani, o anche tra esseri umani e animali domestici. Il termine amore viene anche utilizzato per definire l'intensa passione per qualcosa (un'attività, un oggetto). Il gesto della condivisione disinteressata di qualcosa di proprio con un altro, è solitamente inteso come un gesto d'amore. Il dibattito sul significato di amore nella lingua italiana è ampio, il termine racchiuderebbe comunemente le seguenti sfaccettature:
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In altre lingueNel greco antico i termini utilizzati per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono maggiori e perciò più precisi, rispetto che in molte lingue moderne.
Anche nel greco antico non è comunque possibile tenere i vari sensi ben separati e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo agapao con lo stesso significato di phileo (come nell'antico testo greco della Bibbia). L'ebraico contiene la parola ahava per "affetto" e "favore", ma la più importante è la parola khesed che combina i concetti di "affetto" e "compassione" e viene talvolta tradotta con "tenerezza".
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PsicologiaPur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni o delle pulsioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo. Ci sarebbero, secondo alcuni, tre fasi principali nell'amore fra esseri umani: infatuazione o (Innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi (passione, affetto, attaccamento, fedeltà, ecc.). Generalmente, l'amore comincia nella fase dell'"infatuazione", forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l'istinto sessuale. L'aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. Tuttavia, il procedimento psicofisiologico tramite cui l'uomo si innamora rimane tuttora un mistero per la scienza. Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione può diminuire d'importanza, mantenendo però quell'equilibrio alla base della relazione. Quello che inizia con l'infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d'amore più pieni. Nella fase dell'"attrazione", la persona si concentra su un singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Sebbene gli esseri umani non siano generalmente sessualmente monogami, sono di solito emozionalmente monogami: possono amare (romanticamente) una sola persona alla volta. Quando una persona condivide con un'altra un amore per un lungo periodo di tempo, sviluppa un "attaccamento" sempre più forte verso l'altro individuo. In accordo con le recenti teorie scientifiche sull'amore, questa transizione dall'attrazione all'attaccamento avverrebbe in circa 30 mesi: il tempo di portare a termine una gravidanza e di curare la prima infanzia del bambino. Dopo questo periodo la passione diminuirebbe, cambiando l'amore da romantico a un semplice piacere nello stare insieme. Quest'ultima fase durerebbe dai 10 ai 15 anni: finché la prole ha raggiunto l'adolescenza o più tardi (con variazioni considerevoli da cultura a cultura). Di solito una relazione che si basa su più fattori (affetto, attaccamento, stima, attrazione sessuale) ha più possibilità di riuscita di una basata sulla sola attrazione sessuale. Questo "determinismo dell'amore", funzionale unicamente alla cura del bambino, è stato criticato da più parti, in particolare dai sostenitori dell'intelligenza emotiva. L'amore e la paura di perdere la persona o la cosa amata, accompagnano spesso un sentimento di protezione e/o gelosia verso l'oggetto di tale sentimento. In taluni casi l'amore assume aspetti patologici, quando è la causa che impedisce la conduzione di una vita normale o l'elemento scatenante di un attaccamento morboso.
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ReligioneLe varie religioni hanno in comune il fatto di accompagnare il sentimento dell'amore con un senso di trascendenza venso il sovrannaturale.
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CristianesimoNel Cristianesimo l'amore di Dio è la somma benevolenza del Signore verso le creature terrene. Secondo quanto riportato dalla Prima lettera di Giovanni (4,16), Dio stesso è Amore. Per i cristiani ogni gesto di Dio (creazione, redenzione dopo il peccato originale, provvidenza verso le sue creature), è compiuto per amore. Paolo (Santo per i cattolici), nella Lettera agli Efesini (2,4-5) afferma che Dio "per il grande amore, con il quale ci ha amati, ci ha fatto rivivere in Cristo". L'evento centrale del Cristianesimo, cioè la morte e resurrezione di Gesù, sarebbe proprio una prova dell'amore di Dio. L'amore venne definito da DIO una delle più importanti caratteristiche per poter vivere. I cristiani credono che l'amore per Dio e quello per il prossimo siano due degli aspetti più importanti nella vita, quelli che le danno senso (i due comandamenti che riassumono gli altri) e dai quali deriva ogni altra norma morale. Questo è scritto nel Vangelo di Marco 12,28-34. Agostino (Santo per i cattolici) ha riassunto ciò nell'espressione "Ama Dio e fa' ciò che vuoi". L'amare Dio ovviamente implica per il cristiano l'obbedienza alla sua volontà in vista di un bene superiore: la pace e l'amicizia con Dio e con gli uomini (v. beatitudine). L'obbedienza verso Dio coinciderebbe inoltre con il "vero bene dell'Uomo", sia come singolo, sia come comunità, e costituirebbe la base dell'adesione al messaggio evangelico. Molti teologi cristiani ritengono che l'amore degli uomini per le altre creature (e per Dio stesso) sia derivato direttamente da quello di Dio. Da esso deriverebbe inoltre l'amore per tutto il creato. Secondo il Vangelo di Giovanni gli uomini amano il prossimo in Dio e Dio nel prossimo. In ogni essere umano c'è la presenza viva di Dio (in quanto creato a Sua immagine) che spinge chi Lo ama ad amare inevitabilmente ogni uomo. Nel Vangelo di Matteo (Parabola del Giudizio Universale 25,31-46), Gesù si spinge a dire che tutto cio è stato o non è stato fatto ad un fratello più debole è stato o non è stato fatto a lui. Per Tommaso d'Aquino l'amore è dono, gratuità e fedeltà.
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CattolicesimoSecondo papa Benedetto XVI, nella sua prima Enciclica (Deus caritas est), interamente dedicata all'amore cristiano:
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BuddismoLa definizione di "amore" nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici. Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri che di sé. Il nemico dell'amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l'amore di sé. L'amore nel buddhismo è perciò qualcosa di molto differente da quello che s'intende comunemente in italiano (attaccamento, relazione e sesso), che quasi sempre richiede un certo amor proprio. Nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri senza alcun interesse.
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InduismoParecchi scrittori, teologi e filosofi indù hanno distinto nove forme di Devozione che chiamano "Bhakti", come nella Bhagavatha-Purana e nelle Tulsidas. Il libretto Narada bhakti sutra scritto da un autore sconosciuto, ne distingue undici forme. Non tutte le correnti induiste considerano la "bhakti" importante.
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EbraismoL'ebraismo impiega una vasta definizione d'amore, sia tra le persone che tra l'uomo e il Signore. Come per il Vangelo di Marco, la Torah (Pentateuco) dice "ama il prossimo tuo come te stesso" (Levitico 19.18). Un individuo deve amare il Signore "con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutti i tuoi possedimenti" (Deuteronomio), 6.5. La letteratura rabbinica differisce su come l'amore possa esser sviluppato, e su come contemplare i beni divini e le meraviglie della natura. L'amore coniugale, è considerato un elemento essenziale per la vita: "guarda la vita con la moglie che tu ami" (Ecclesiaste 9.9). Il testo biblico del Cantico dei Cantici è considerato una metafora romantica dell'amore di Dio verso il suo popolo. Il rabbino Eliyahu Eliezer Dessler è invece noto per aver definito l'amore secondo la concezione ebraica come "dare senza aspettarsi di ricevere". L'amore romantico di per sé ha poche citazioni nella letteratura ebraica, sebbene il rabbino medievale Judah Halevi scrisse poesie romantiche in arabo durante la giovinezza.
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Altre culture e divinitàVarie culture hanno divinizzato l'amore, sia nella forma maschile che in quella femminile. Questa è una lista di dei e dee dell'amore in mitologie differenti.
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ArtiIl sentimento dell'amore è spesso la base d'ispirazione delle principali manifestazioni artistiche quali la musica, la letteratura, le arti figurative e il cinema.
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Voci correlate
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Amour (homonymie).
L’amour est un sentiment envers un être ou une chose qui consiste en une affection positive profonde poussant les personnes qui la ressentent à adopter un comportement, plus ou moins rationnel, les entraînant principalement à rechercher une proximité tendre, physique, intellectuelle, passionnée, voire même imaginaire, vis-à-vis de l'être aimé. L'amour peut être, selon la situation, faible, fort ou obsessif. Selon ces critères, il peut être plus ou moins contrôlé par la personne qui le ressent. Par extension, l'amour désigne nombre de choses qui sont liées à ce sentiment, telles que, par exemple, l'être aimé lui même (« Mon amour »).
Importance de l’amour [modifier]
Le cœur, un symbole pour l’amour
L'amour est un sentiment, une valeur, ou une pulsion.
Une notion complexe [modifier]L’amour est une notion complexe débattue depuis des siècles et encore débattue de nos jours. Cette notion est un sujet de médecine (pourquoi l'amour), de psychologie (l'impact de l'amour et de son absence), de sociologie (son rôle dans les relations humaines), de philosophie (dans quel but aimer ?), de théologie (l'amour de Dieu), d'Art (l'amour dans tous ses arts), de divertissement (les plaisirs de l'amour) et d'économie (le commerce de la rencontre amoureuse).
Dans la Grèce antique [modifier]Ce que nous désignons sous le terme d'amour, recouvre trois sentiments distincts de la Grèce antique : l’éros, la philia, et l’agapê.
Thème philosophique [modifier]« Vivre d'amour et d'eau fraîche » est un idéal rêvé par certains. Ni guerre ni labeur ; uniquement l'amour. « Peace and Love » (« Paix et amour »). Plaisir de la non-violence, de la séduction, de l'érotisme et des divertissements sexuels. L'amour est un thème abordé avec profondeur par la philosophie. Par exemple, pour répondre à cette question : l'homme est-il à la source de l'amour qu'il vit ou l'amour est-il un concept naturel qui s'impose à l'homme ?
Composante fondamentale des religions [modifier]Toutes les religions traitent de l'amour. L'amour de Dieu et de son prochain est le principe fondateur de la religion chrétienne. Les sociétés judéo-chrétiennes sont fortement marquées par cette notion religieuse de l'amour. L'amour de Dieu est la force qui pousse un individu à avoir la foi en son Dieu. La théologie est la science qui traite de ce sujet. L'amour du prochain se définit comme la force qui pousse un individu à rechercher la paix et le partage avec les autres. Le désir d'amour se traduit par celui d'être avec les autres, celui d'accepter de recevoir des autres et de donner aux autres, celui de dialoguer, de vivre avec, de comprendre, d'accompagner, etc.
Amour et famille [modifier]La famille est un lieu riche en relations amoureuses : amour conjugal, amour parental, amour filial, fratrie. L'importance de l'affection des membres d'une même famille entre eux est illustrée par l'émotion vécue dans les grands évènements tels que une naissance, un mariage, un succès, une épreuve, un accident, un décès.
L'amour défini par son contraire [modifier]Le sentiment contraire à celui de l'amour serait la haine. Mais on dit aussi qu'une très mince frontière sépare de la haine un amour devenu passion. Par exemple, le fait de ne pas être aimé peut susciter un sentiment de vengeance envers l'objet aimé. L'amour est un sentiment puissant, une intense émotion, voire une pulsion. L'indifférence est donc antagoniste de l'amour. Celui qui est indifférent n'est en effet, en aucune manière, réceptif et attentif à l'autre. L'autre n'est pas amour, il agit par intérêt de l'autre. L'amour fût, mais il n'est point. Où est l'amour : dans le vice et l'absolu contraire.
L'amour et l'art [modifier]À toutes les époques, l'amour, « la seule obsession que tout le monde désire », a inspiré les artistes de toutes disciplines. C'est un thème artistique récurrent et majeur avec le temps qui passe et ses deux conséquences : le vieillissement et la mort.
Dans les arts plastiques [modifier]L'amour a toujours été un des thèmes de prédilection dans l'histoire de la peinture, que ce soit par la représentation de personnes en situation amoureuse ou par la symbolique ou l'allégorie, par exemple en représentant des scènes faisant intervenir des personnages mythologiques. Certains thèmes ou personnages mythologiques ou historiques reviennent souvent au point d'en devenir des canons :
Par ailleurs, nombre de scènes amoureuses de la vie quotidienne des hommes ont été représentées, depuis la cour faite à l'être aimé au drame amoureux, en passant par le baiser langoureux ou le libertinage. Un exemple est le tableau de Fragonard nommé le Verrou.
Dans la littérature [modifier]L'art poétique et le roman sont, avec la chanson, quelques-uns des moyens de prédilection de l'expression verbale de l'amour. À travers les âges la littérature a reflété des tendances de l'amour, des divinités mythologiques à l'amour réaliste de notre époque.
Les interprétations psychologiques de l'amour [modifier]
Psychisme [modifier]Sur le plan psychique, la psychanalyse a clairement montré à quel point les premières relations parents-enfants étaient déterminantes dans l'esprit d'une personne et de sa perception de l'amour. Les relations mère-fils ou père-fille, notamment, sont particulièrement marquantes. Les relations parents-enfants sont généralement déséquilibrées : le parent répond aux besoins de l'enfant. On dit dans ce cas que l'amour de l'enfant est captatif et celui des parents oblatif. En grandissant l'enfant apprendrait à rééquilibrer ces relations. Cet apprentissage peut échouer à tel ou tel moment, et l'adulte en gardera un manque de maturité s'il n'en prend pas conscience et une perception de l'amour plus ou moins blessée. Les relations de ses parents entre eux seraient aussi importantes dans la construction de cette idée de l'Amour. élégie et manque d'amour
Combler un manque [modifier]L'amour peut être perçu essentiellement comme la quête d'un manque, lorsque la notion oblative ne s'est pas développée. L’amour que l’on porte à une personne ou un objet naîtrait par ce qu'il nous apporte ou est susceptible de nous apporter. "Aimer" ne serait autre qu'une façon inconsciente d'avouer sa propre impuissance à l'autonomie pour un besoin particulier à un moment donné. Besoin d’aimer ou besoin de se sentir aimé ne serait autre qu'un besoin égoïste, qu'une attente de la personne qui pourrait combler les ‘manques’ immatériels ou matériels que nous ne serions pas capables de satisfaire par nous-mêmes. Par exemple, en Occident, le besoin d'un enfant entraînerait le besoin d’une compagne ou d’un compagnon à nos côtés, besoin qui nourrit un sentiment d’amour ou de besoin d’amour pour la personne que l'on attend pour concevoir cet enfant. La réalité psychique du besoin d’enfant résiderait plus dans un besoin de sécurité motivé apparemment par le bien de l'enfant : le nourrir et l'accompagner vers l’âge adulte. Mais cette attitude, apparemment généreuse, sous-tendrait en fait un désir caché du parent d'être accompagné vers la vieillesse. Dans ce type de situation, « aimer » ou dire « je suis amoureux(se) », serait une façon inconsciente de dire : « j’espère que la personne pour laquelle j’éprouve des sentiments amoureux m’apportera les choses que j’attends d’elle ». Tant que l’on sent chez la personne aimée la présence des choses que l’on attend d’elle, le sentiment perdure, mais si la personne aimée perd ou ne dispose pas d’une partie de ce que l’autre attend, le sentiment d’amour s’estompe ou s’éteint. Lorsque ce sentiment s’estompe, il n’est pas rare d’entendre : « Nos deux chemins se sont séparés » car « mes besoins ont changés », « nous n’avons pas suivi la même route », etc. A ce moment, la personne qui se sent "en danger" peut être sujette à des crises d'anxiété. La personne quittée peut y être plus ou moins indifférente ; si tel n’est pas le cas celui qui est « abandonné » aura probablement un sentiment de tristesse , de jalousie, de colère ou même de haine… Lorsqu'on analyse ce type de relation, on est tenté d'utiliser des rapports proportionnels et de donner une note de 1 à 100 à l’amour ‘offert’ à la personne aimée; par exemple 75 ; l’autre personne ne pourrait pas aimer au delà de 25… Cette relation amoureuse serait, par définition, déséquilibrée ; si le déséquilibre demeure trop important, la séparation devient la seule porte de sortie car la relation devient insupportable pour les deux parties tant les reproches, les disputes sont présentes. C'est la personne qui aime le plus qui ferait le plus de reproches ou provoquerait le plus de disputes. L’histoire d’amour qui dure serait une histoire dans laquelle la ‘note’ d’amour des deux belligérants serait proche de 50, une sorte d’équilibre mû par les indispensables projets avoués ou inavouables des deux êtres qui s’aiment.
Les comportements amoureux [modifier]
Zoologie : comportements amoureux chez les hominoïdes [modifier]Zoologiquement, la vie et le comportement sexuels de l'homme présentent de nombreux points communs avec ceux des autres primates, et plus généralement avec l'ensemble des mammifères. L'observation de l'espèce la plus proche de l'homo sapiens sapiens, le chimpanzé nain du Congo ou bonobo (Pan paniscus), ainsi que celle des autres grands singes, suggère que l'amour ne serait qu'une forme évoluée de phénomènes existant déjà chez nos cousins sous forme atténuée. Physiologiquement, le coït tel qu'on l'observe chez l'homo sapiens ne diffère guère de l'accouplement chez les grands singes. En revanche, la séquence amoureuse, des premières approches, de la séduction jusqu'à l'accouplement, semble avoir évolué parallèlement à l'hypertrophie du cortex cérébral dont a été dotée notre espèce au cours de son évolution récente. Les aptitudes à l'idéation, l'imagination, l'anticipation et à la stratégie qui en résultent ont complexifié le processus à l'extrême. L'attachement durable, la formation de couples relativement stables s'observe également chez nos cousins, mais sans atteindre la diversité des comportements individuels, la durée, et le rôle fondamental de l'imaginaire constatés dans la vie amoureuse humaine. Un autre facteur qui nous distingue des singes, avec d'énormes conséquences, est la disponibilité quasi constante de la femelle humaine à l'accouplement, ce qui n'existe pas chez les autres mammifères. Les zoologues se sont en outre intéressés à l'avantage concurrentiel, du point de vue de l'espèce, que donne l'amour tel qu'il se manifeste chez l'homme. Il apparaîtrait comme nécessaire à la sécurisation du couple durant la période d'extrême vulnérabilité des jeunes, elle-même suivie de la phase de développement de l'intelligence d'un adulte, moments qui, rapportés à leurs équivalents chez les espèces proches, sont extrêmement longs.
Aspect neurologique et biochimique du sentiment amoureux [modifier]Le désir charnel, la passion amoureuse, se caractérisent d'un point de vue biochimique par la libération de phéromones et la modification des taux hormonaux, cet état altéré de l'esprit, inhibant notamment les aires cérébrales associées à la critique de l'autre et à l'ennui, peut durer sur plusieurs années. Il est notable que chez les animaux, par exemple, une intervention dans un processus naturel comme l'accouchement perturbent l'attachement de la femelle envers son petit. Ainsi, « des brebis parturientes ayant subi une anesthésie péridurale ne manifestent pas de comportement maternel. »[1].
Relations sexuelles [modifier]
Cygnes (amoureux ?) formant un cœur ♥
L'amour ne diffère pas fondamentalement dans les diverses cultures humaines, les parades de séduction restant à la base les mêmes en Afrique, en Orient, en Europe ou en Amérique du Nord. C'est plutôt l'attitude à l'égard du désir féminin, dont la répression est fréquente dans beaucoup de sociétés (voir aussi Comportement et langage), qui change de forme extérieure. En général, la parade amoureuse est initiée par la femme, dont l'attitude exprime de façon plus ou moins explicite sa disponibilité. Les hommes tentent de solliciter les femmes (drague, séduction, etc.), ainsi un contact sexuel non précédé d'un feu vert féminin plus ou moins tacite n'a que peu de chance d'aboutir. Cette complexité est sans doute l'une des manifestations les plus flagrantes du conflit entre notre nature d'être pensant évolué et la réalité de l'état de nature d'animal. Les signes d'acceptation féminins sont, selon de nombreuses observations: les œillades, les expressions faciales (le sourire n'étant pas caractéristique, eu égard à sa fonction sociale bien plus étendue), les poignets tournés vers l'avant, (signe d'extrême vulnérabilité), les attouchements, etc. L'homme se risquant moins souvent à ces approches le premier.
Le comportement amoureux dans le monde [modifier]Le comportement sexuel varie fort peu suivant les diverses sociétés humaines. Les modes de séduction, de contacts, les parades et les expressions faciales ne présentent que des différences mineures et très extérieures. L'Europe n'a plus le monopole de la représentation massifiée du comportement amoureux; pourtant, les deux grandes industries cinématographiques du monde, occidentale et indienne, montrent de manière saisissante le caractère uniforme des représentations collectives de la sexualité dans des cultures différentes, a fortiori sachant que ces deux cinémas ont chacun une aire d'influence qui va bien au delà au de leurs sphères géographiques propres. Les films Indiens sont depuis longtemps projetés dans tous les cinémas du Moyen-Orient et du monde arabe, tandis que le cinéma occidental a depuis longtemps fait la conquête du Japon et de la zone d'influence chinoise. Néanmoins certains détails comportementaux sont culturellement acquis. Le baiser avec la langue, par exemple, qui semble naturel en Occident, en Chine, dans le monde arabe, en Inde (civilisations ô combien expertes en matières de raffinements érotiques, du fameux Kâma Sûtra, écrit par le brahmane Vatsyayana vers le début de l'ère chrétienne aux contes des mille et une nuits), était probablement inconnu en Afrique subsaharienne avant l'arrivée des Européens. Dans Ma vie secrète, un anonyme licencieux de l'époque victorienne rapporte qu'il a dû « apprendre » cette pratique, qui n'allait pas de soi. Il s'agirait donc d'un trait culturel, mineur, mais réel. L'homosexualité est un comportement attesté depuis la plus haute antiquité et fort bien documenté. D'un point de vue psychologique, l'amour entre homosexuels ne diffère pas significativement de l'amour hétérosexuel. Internet a modifié quelque peu les relations amoureuses dans le monde en facilitant les contacts à distance. De nombreux couples issus de continents différents se sont formés grâce à ce nouveau media.
Comportement et langage [modifier]Paradoxalement, l'acte le plus naturel du monde (la reproduction) tout comme certaines fonctions corporelles (la défécation) sont accompagnés chez l'Homme d'interdits sociaux visibles au niveau du langage et du comportement. Il existe dans toutes les sociétés humaines des tabous relatifs à ces fonctions : l'Homme est le seul animal qui se réunit en groupe pour manger mais s'isole pour déféquer. De même, l'acte sexuel se fait de préférence dans l'isolement (l'amour en groupe est considéré comme déviant). Le langage est lui-même empreint de ces valeurs morales qui distinguent ce qui est "propre" de ce qui est "sale". De tous temps les religions ont réprimé ces pulsions et se sont servi de leur influence sur le psychisme (menace de souffrances infinies dans un autre monde...) pour mieux embrigader les crédules (voir libertinage, célibat, abstinence) ou au contraire pour en faire le centre de leur philosophie dans certaines sectes (le gourou s'adjuge toutes les femelles du groupe). Le langage distingue ainsi dans sans doute toutes les langues du monde plusieurs niveaux pour désigner la copulation : poétique (union), vulgaire (baiser et une infinité d'autres termes), médical-scientifique (coït) etc. Quelques exemples d'euphémismes qui évitent d'être trop explicite : alors que les expressions faire l'amour, to make love sont sans équivoque, on préfère éviter la formulation directe (choquante) en disant "coucher avec quelqu'un" ou même to sleep with somebody en anglais, mit jemandem schlafen en allemand (alors que justement il n'est pas question de dormir !). Au même titre, sich lieben (s'aimer en allemand) reste ambigu et peut désigner autant le sentiment que l'acte charnel. Le choix du partenaire résulte en fin de compte d'un équilibre subtil entre l'attirance consciente ou culturelle (goûts communs, littérature, musique, niveau de langage, richesse, comportement social etc.) et l'attirance inconsciente ou naturelle (physique, odeur, sentiment de sécurité en vue de la procréation etc.).
Diverses définitions [modifier]Le terme amour ainsi recouvre de multiples signifiés selon le contexte :
Voir aussi [modifier]
Approches littéraires [modifier]
Approches philosophiques [modifier]
Approches historiques [modifier]
Approches sociologiques [modifier]
Approche religieuse [modifier]
Articles connexes [modifier]
Notes et références [modifier]à completer
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