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« Certo
chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche: il pensiero è
come l'oceano, non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare. » |
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(Lucio Dalla, Come è
profondo il mare)
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Lucio Dalla (Bologna,
4 marzo
1943) è un
cantautore
italiano.
Sul piano
musicale
è uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità
della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica. Musicista
di formazione jazz, riscopertosi poi paroliere in una fase matura, suona
da
clarinettista e
sassofonista, e talvolta da
tastierista. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi,
dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla
canzone d'autore, arrivando a varcare i confini della lirica e della
melodia italiana.
La sua carriera attraversò quattro periodi: le
origini (tra il
1964 e il
1972 con il gruppo musicale "Gli
Idoli"), il periodo Roversi (tra il
1973 e il
1976), la
maturità artistica (tra il
1977 e il
1993) e la
fase pop degli ultimi anni.
Bolognese purosangue, suo padre fu direttore in città
del club di
Tiro a volo (sarà citato in "Come è profondo il mare": "Babbo, che eri
un gran cacciatore di quaglie e di fagiani..."), sua madre, Iole Melotti
(ritratta nella copertina dell'album "Cambio"), fu
sarta
casalinga, mentre suo zio
Ariodante Dalla, fu noto cantante melodico popolare negli
anni
Quaranta e
Cinquanta. Nel
1950, a sette
anni, Dalla rimase orfano di padre, che morì stroncato da un tumore, e la
madre decise di istruirlo in un collegio di
Treviso,
dove trascorse le scuole elementari e dove iniziò ad esibirsi nelle recite
scolastiche; imparò quindi a suonare la fisarmonica.
Tornato adolescente a Bologna, si appassionò al
jazz: la
madre, per il suo tredicesimo compleanno, gli regalò un
clarinetto, che il giovane Lucio imparò in fretta a suonare,
esibendosi in alcuni gruppi dilettantistici della città e mettendosi
subito in evidenza. In questo periodo conobbe
Gianfranco Baldazzi, che diventerà in seguito suo fido collaboratore.
La madre, di origini pugliesi, ogni anno era solita andare in vacanza a
Manfredonia: da qui nacque l'amore di Dalla per il mare; per pagare
dei lavori di sartoria, alcuni clienti residenti nelle
Tremiti le diedero una casa nell'arcipelago:[1]
così Dalla cominciò a trascorrervi tutte le estati, fino ad aprire in loco
uno studio di registrazione nell'età matura.
Il percorso scolastico non fu lineare: iniziò ragioneria, passando poi al
liceo classico e infine al liceo linguistico.
Fece parte, come clarinettista, di un gruppo
jazz
bolognese, la
Rheno Dixieland Band, di cui fece parte anche il regista
Pupi
Avati, il quale, sentendosi "chiuso" dal talento di Dalla, abbandondò
presto trovando la via del cinema.
Nel
1960
partecipò con la Rheno al Primo festival europeo del Jazz, ad
Antibes,
in Francia.
La formazione bolognese si classificò al primo posto tra le "bande
tradizionali". Si fece così notare da un'orchestra di professionisti
romani, la "Second Roman New Orleans Jazz Band", composta da
Maurizio Majorana,
Mario Cantini,
Peppino De Luca,
Roberto Podio e
Piero Saraceni; con loro ebbe, nel 1961, la prima esperienza in sala
d'incisione, suonando il clarino nel brano strumentale Telstar, cover di
un successo internazionale, pubblicato dalla
RCA su 45 giri, che fu la sua casa discografica per la prima parte
della sua carriera.
Alla fine del 1962 entrò invece nei
Flippers collaborando quindi ad alcune incisioni di
Edoardo Vianello, che i Flippers accompagnarono anche nelle serate.
Come raccontò lo stesso Dalla a "Torinosette"
(settimanale de "La Stampa"), proprio con i
Flippers firmò il suo primo contratto, sempre nel
1962, poco
prima di iniziare la collaborazione con Vianello, impegnandosi per alcune
serate nella sala "Le Roi Lutrario" di
Torino,
dove ebbe dispute con i padroni del locale che non approvarono la sua
abitudine di esibirsi scalzo.
Torino
tornerà in numerose sue canzoni degli esordi scritte con Roversi.
Durante queste serate, prese a esibirsi negli estemporanei gorgheggi in
stile scat,
che divenne poi una sua caratteristica vocale: una delle sue prime
incisioni scat fu inserita in un album dei Flippers, intitolato "At Full
Tilt", nella canzone Hey you.
Coltivando lo studio dello stile di
James Brown, con un uso della voce volutamente disarmonico e aspro e
la tendenza jazzistica di decorare le linee melodiche con impreviste
variazioni ai limiti delle più diffuse logiche musicali, Dalla iniziò a
imporre un proprio marchio di fabbrica.
Durante il
Cantagiro del
1963
Gino
Paoli lo persuase a tentare la carriera da solista, come racconta
Massimo Catalano: «Lucio suonava con me nel complesso dei "Flippers",
partecipammo nel 1963 al Cantagiro con un brano intitolato I Watussi,
insieme a
Edoardo Vianello. A quella manifestazione partecipava anche Gino
Paoli, che ci rubò letteralmente Lucio, facendolo diventare un cantante
del suo clan. Noi ci incavolammo molto con Gino».[2]
La carriera da
solista [modifica]
Nel
1964, a 21
anni, uscì il suo primo 45 giri contenente Lei e Ma questa sera
(quest'ultima
cover di Hey little girl di
Curtis Mayfield), pubblicato dalla
ARC, casa discografica distribuita dalla
RCA Italiana, per cui Dalla inciderà i primi 45 giri e il suo primo
LP.
Gino Paoli e Lucio Dalla durante il Cantagiro
del 1964
Il suo esordio al
Cantagiro nel
1964, in cui presenta proprio Lei, scritta da Paoli, fu deludente, e
sia durante le serate itineranti che (specialmente) durante gli
spostamenti della carovana venne fatto segno di lanci di ortaggi e derrate
alimentari: «Fu un fiasco di rimarchevoli proporzioni, ogni sera infatti
raccattammo una buona dose di fischi e di pomodori, uno spettacolo nello
spettacolo, che durò quanto la manifestazione. Lucio, in ogni modo, si
mostrò veramente un duro, e non si lasciò abbattere».[3]
Di nuovo in gara al
Cantagiro l'anno successivo con "L'ora di piangere", scritta da
Sergio Bardotti, non ottenne ancora successo.
Formò quindi un proprio gruppo di accompagnamento con musicisti bolognesi,
"Gli
Idoli", con i quali incise il suo primo album, intitolato
1999, pubblicato nel
1966. L'album
du "trainato" da Quand'ero soldato e Paff....bum!, presentata qualche mese
prima al festival di Sanremo del
1966 abbinato
con gli
Yardbirds.
Sempre nel 1966 Dalla e gli Idoli registrarono un 45 giri con lo
pseudonimo "The Group": contenente due standard jazz, See saw e Cool jerk,
riscuotendo un discreto successo, nonostante la mancanza di promozione.
A Sanremo vi fece ritorno l'anno seguente, con Bisogna saper perdere,
abbinato con i
Rokes di
Shel Shapiro: il
1967 fu anche
l'anno del suicidio di
Luigi Tenco, che collaborò con Dalla per uno dei testi del primo
disco, Mondo di uomini, e con cui aveva stretto amicizia.(«Con Tenco avevo
avuto rapporti di amicizia e di collaborazione. Andammo a Sanremo insieme,
prendemmo la camera vicina, e la sua morte mi sconvolse...non dormii per
un mese»).[4]
Sempre nel 1967
esordì in un film d'autore, dopo essere comparso in alcuni "musicarelli"
tra cui
Little Rita nel West o
Quando dico che ti amo: recitò ne
I
sovversivi, dei fratelli
Paolo e Vittorio Taviani, aggiudicandosi una candidatura per come
migliore attore alla
Mostra di Venezia («Il film ebbe successo, io ero in lizza per vincere
la palma come miglior attore, poi per ragioni, diciamo così, di
organizzazione politica la dettero ad un attore jugoslavo»).
[5]
(L'attore in questione era il belgradese Ljubiša Samardžić (alias Smoki
Samardi') per il film "Jutro"/L'alba.
Gli Idoli accompagnano Lucio Dalla nel 1967;
sono visibili da sinistra a destra Emanuele Ardemagni al basso,
Giorgio Lecardi alla batteria e Bruno Cabassi alle tastiere
Successivamente Dalla attraversò in maniera più
diretta la stagione
beat, pubblicando brani meno ambiziosi, tra cui si distinsero Lucio
dove vai e soprattutto Il cielo, con cui partecipò al
Festival delle Rose; lo stesso brano verrà anche presentato a
Canzonissima 1968.
Nel 1969 ebbe
un discreto successo con la canzone "Fumetto", scelta dalla Rai come sigla
del programma di cartoni animati della Tivù dei ragazzi "Gli
eroi di cartone".
All'inizio del nuovo decennio incise il secondo album Terra di Gaibola (da
un sobborgo di Bologna) con alcune canzoni considerate tra le migliori
della sua produzione (Il fiume e la città, Orfeo bianco, Non sono matto o
la capra Elisabetta, scritta ancora con Gino Paoli e Africa) più una
reinterpretazione di Occhi di ragazza scritta originariamente per
Gianni Morandi e i primi brani scritti con un giovanissimo
Ron. Completano
il disco la già citata Fumetto e Sylvie, pubblicata qualche mese prima su
45 giri.
Dalla partecipò per la terza volta al Festival di Sanremo del
1971 con
4/3/1943, su parole della poetessa
Paola Pallottino, che gli valse il terzo posto assoluto. Il brano,
prima di essere ammesso alla manifestazione, conobbe gli strali della
censura, essendo stato intitolato inizialmente Gesù Bambino, titolo
giudicato irrispettoso, considerando anche la storia narrata di una
ragazza madre, figlia di un ignoto soldato americano: insieme ad alcune
parti del testo, anch'esse giudicate inadeguate, ne fu cambiato il titolo
ex abrupto prendendo a spunto la sua data di nascita, pur non essendo una
canzone autobiografica. Il brano ottenne comunque un successo notevole,
fino allora mai raggiunto da Dalla, e fu interpretato in francese, nello
stesso anno, da Dalida (il testo sarà firmato da Pierre Delanoé), e fu
portata al successo oltreoceano da
Chico Buarque de Hollanda, che la ascoltò direttamente da Dalla, la
memorizzò a orecchio e ne scrisse un testo nella sua lingua. Anche il
riscontro commerciale nel nostro Paese staccò nettamente, in termini di
vendite, l'abbinamento con la
Equipe
84. In quell'anno uscì l'album "Storie di casa mia", contenente tra le
altre: Un uomo come me, La casa in riva al mare (storia di un detenuto),
Il gigante e la bambina (sul tema delicato della pedofilia, scritta per
Ron e da lui portata al successo), Per due innamorati, e Itaca, dialogo
metaforico di un marinaio di
Ulisse al
suo capitano, dove ai cori Dalla fece cantare gli impiegati della RCA
(qualche anno dopo Dalla spiegherà la canzone come una metafora della
ribellione del proletariato, rappresentato dai marinai, agli industriali
raffigurati da Ulisse).[6]
Nel 1972 fu
ancora a Sanremo con Piazza Grande, dedicato a un senzatetto, la cui
musica fu scritta da Ron, pubblicato solo su 45 giri, come anche "Sulla
rotta di Cristoforo Colombo", pubblicata qualche mese dopo e scritta
insieme a
Edoardo De Angelis.
La collaborazione con Roberto Roversi
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« Nel
bel prato d'Italia c'è odore di bruciato. Un filo rosso lega tutte,
tutte queste vicende. Attenzione: dentro ci siamo tutti, è il potere
che offende! » |
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(Roberto Roversi, da
Le parole incrociate di Lucio Dalla)
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Lucio Dalla e Umberto Bindi alla fine degli anni
'60
Nel 1973 Dalla cessò la collaborazione ai testi con
Sergio Bardotti e
Gianfranco Baldazzi (autori di quasi tutte le sue canzoni incise
finora), e si rivolse al poeta bolognese
Roberto Roversi per una collaborazione che attraversò quattro anni e
tre album, che la critica definì fondamentali per la canzone d'autore
italiana:[7]
ancora sperimentale il primo (Il
giorno aveva cinque teste), di interpretazione a volte difficile, ma
proprio per questo ricco di tematiche e di possibili livelli di lettura;
il brano d'apertura Un'auto targata TO, mancò in extremis la
partecipazione al Festival di Sanremo.
Più adeguato alla forma-canzone fu invece
Anidride solforosa. Tra i brani: "Mela da scarto" (sulla delinquenza
minorile, in cui viene citato il Ferrante Aporti, riformatorio di
Torino),
"Le parole incrociate", sugli eccidi di stato post-unitari, Carmen Colon,
sui casi di cronaca nera raccontati dai mess media, e la stessa
title-track (anni dopo incisa in coppia da
Francesco De Gregori e
Angela Baraldi).
Sempre nel 1975 ebbe inizio la collaborazione con De Gregori (con il quale
l'anno precedente Dalla tenne alcuni concerti, insieme ad
Antonello Venditti e
Maria Monti, da cui fu tratto il disco dal vivo
Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo)): scrissero insieme la musica per
Pablo, che De Gregori inserì in Rimmel, e per Giovane esploratore Tobia,
inclusa l'anno dopo in "Bufalo Bill".
Come atto conclusivo del sodalizio, la coppia Dalla-Roversi, nel 1976
concepì "Il futuro dell'automobile e altre storie", uno spettacolo
teatrale trasmesso anche dalla
Rai: Dalla, spinto dalla casa discografica, raccolse in un nuovo disco
parte delle canzoni che ne facevano parte, contro il volere di Roversi che
di conseguenza decise di non firmare l'album col suo nome depositandole
con lo pseudonimo di Norisso: «Non ho voluto sottoscrivere il 33 giri
Automobili" disse. "È un tattico stravolgimento da parte della casa
discografica del filo rosso argomentante che sottostava allo spettacolo Il
futuro dell'automobile».[8]
Questa frizione portò al termine della collaborazione artistica tra i due;
tra le canzoni non incluse da Dalla (i cui testi erano molto più
politicizzate) I muri del '21, La signora di Bologna, Assemblaggio, Rodeo
e Statale adriatica, chilometro 220 sono tuttora inedite, tranne "Ho
cambiato la faccia di un dio", che Dalla incise nel 1990 in "Cambio"
cambiando il titolo in Comunista e modificandone alcune strofe.[9]
"Automobili", che nella sua programmatica monotematicità è il più
eterogeneo dei tre, viene premiato dalle vendite grazie soprattutto alla
canzone Nuvolari dedicata al pioniere dell'automobilismo; è il primo disco
in cui collaborano con Dalla quattro musicisti che, anni dopo, daranno
vita agli
Stadio (Giovanni
Pezzoli,
Marco Nanni,
Ricky Portera e
Gaetano Curreri).
Tra le altre canzoni del disco si segnalano "Il motore del 2000", e
"Intervista con l'Avvocato" (con un testo ridotto rispetto allo
spettacolo), in cui Dalla, usando il suo celebre
scat,
immagina un'intervista con
Gianni Agnelli.
Così Dalla dichiarò a proposito del divorzio
artistico con Roversi: «A un certo punto ci siamo divisi su come
organizzare il nuovo lavoro: lui lo voleva in maniera estremamente
rigorosa, impostata verso un approfondimento del linguaggio dei nostri
lavori precedenti, per esempio lui voleva parlare ancora essenzialmente
con un linguaggio politico, mentre io non ero d'accordo, perché bisognava
allargare più contatti col pubblico».[10]
La maturità artistica e il grande successo
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Avviene a questo punto un nuovo strappo nella
carriera di Dalla che, molto socievole e sostanzialmente un po' insicuro
dietro la maschera difensiva della sua "clownerie", fino a quel momento
aveva sentito il bisogno di appoggiarsi di volta in volta ad un qualche
collaboratore per i testi vivendo di fatto anche l'inevitabile senso di
inferiorità culturale verso colleghi intellettuali e di solito
acculturatissimi; frustrato da una collaborazione con Roversi entrata in
crisi subito dopo aver dato i suoi frutti migliori, Dalla decide di
diventare referente unico della sua musica e di lì in avanti sarà in tutti
i suoi album sia compositore che paroliere, senza però smettere di
frequentare artisti, poeti e scrittori come, ad esempio,
Mimmo Paladino,
Aldo Mondino,
Pier Vittorio Tondelli,
Michelangelo Pistoletto,
Enrico Palandri,
Giacomo Campiotti,
Gian Ruggero Manzoni,
Andrea Pazienza,
Enzo Cucchi,
Luigi Ontani.
Pubblica nel
1977
Come è profondo il mare (con Quale allegria e Disperato erotico
stomp): il disco viene visto da molti fan come un tradimento ed un cedere
ad esigenze commerciali, ed in tal senso lo attaccherà Roversi: «Ha voluto
semplicemente essere lasciato in pace a cantare il niente. Sono scelte
industriali, non sono scelte culturali».[11]
Conquista però molti nuovi appassionati; una certa pubblicità al disco si
ha anche per le polemiche legate al linguaggio di Disperato erotico stomp
(così dalle pagine de
L'espresso il cantautore viene attaccato da
Sergio Saviane: «Dalla, per fare troppo lo spiritoso o per far vedere
che soffre, condisce i suoi spaghetti canori miliardari con i luoghi
comuni della miseria e del sesso sottoproletario: siamo arrivati al
populismo della masturbazione bolognese. Che bisogno c'è di tanti culi,
fiche, peli o pippe per mandare un messaggio?»).[12]
Come è profondo il mare è seguito da un disco ancora più famoso nel
1979,
Lucio Dalla (con Anna e Marco, L'ultima luna, L'anno che verrà), che
raggiunge il milione di copie vendute, bissato nel
1980 da
Dalla (Futura, Cara, Balla balla ballerino).
Anche le tournée legate alla promozione dell'album riscuotono grande
successo: a Torino, ad esempio, la sera del 4 aprile 1979 si presentano
ben 20.000 persone per ascoltare il suo concerto, e poiché il Palasport ha
una capienza, all'epoca, di 15.000 spettatori, restano fuori dai cancelli
5000 persone.[13]
Tra i due album citati c'è il 45 giri Ma come fanno i marinai, scritto e
cantato in collaborazione con
Francesco De Gregori. Il brano è nato in modo abbastanza casuale, come
racconta il cantautore romano: «La canzone, forse la gente non ci crede, è
nata a pranzo, quando, dopo il caffè, ci siamo messi a suonare insieme».[14]
Ad esso fa seguito qualche mese dopo
Banana Republic, tour dei due cantautori (seguito da disco e film) che
riempie nel 1979 gli stadi di tutta Italia, e che è lanciato da un
concerto nel luglio dell'anno precedente allo stadio Flaminio di Roma, con
ben quarantamila spettatori.[15]
Nel
1981 pubblica Q disc (con Telefonami tra vent'anni) e due anni dopo
l'incompreso
1983, che induce Dalla a cambiare rotta musicale: abbandona gli
Stadio, ormai avviati ad una carriera come gruppo, ed inizia a
collaborare con
Mauro Malavasi, che accentua la ritmica degli arrangiamenti: il
risultato è
Viaggi organizzati, con la famosissima Tutta la vita, incisa anche in
inglese da
Olivia Newton-John e cantata anche anni dopo da De Gregori dal vivo, e
Washington, con la parte musicale scritta da
Tullio Ferro, storico autore di musiche per
Vasco Rossi.
Nel 1986 torna a lavorare con gli
Stadio
per l'ottimo e sottovalutato album Bugie (dove partecipano come batterista
e autore
Giovanni Pezzoli e come corista
Gaetano Curreri) e poi parte in tour con la band al completo (Ricky
Portera, Marco Nanni, Aldo Fedele,
Roberto Costa + Pezzoli e Curreri) per una serie di concerti
all'estero culminati con le esibizioni negli Usa da cui verrà tratto il
doppio LP live
DallAmeriCaruso.
Memorabile è l'unico brano inedito dell'album,
Caruso, che regalerà nuovamente a Dalla un successo incredibile che da
anni stentava ad arrivare.
Nel 1988 arriva una nuova, trionfale esperienza ovvero
DallaMorandi, disco (con inediti scritti da Mogol, Lavezzi, Battiato,
Stadio e Ron) e lunghissimo tour (anche all'estero) nel quale i due miti
della musica italiana, accompagnati (per l'ultima volta) dagli
Stadio
giocano a scambiarsi i brani, raccontando la loro storia e incantando il
pubblico che interviene numerosissimo ad ogni concerto.
Rai 1 manda in onda in diretta la tappa conclusiva del tour estivo da
Taormina (con la regia di
Gabriele Salvatores) che avrà picchi di ascolto notevoli.
In seguito verrà tratta anche una vhs/dvd della data invernale registrata
a Venezia e un ulteriore album intitolato DallaMorandi in Europa.
L'avventura DallaMorandi chiude definitivamente, e con qualche polemica,
la lunga collaborazione tra Dalla e gli
Stadio e
lancia la giovanissima
Angela Baraldi, presente nel tour come corista e in seguito
affermatasi come cantante solista (inizialmente prodotta proprio da Dalla)
e anche attrice.
Lo stile di
Dalla paroliere [modifica]
Particolarissimo lo stile poetico del Dalla
paroliere, per certi versi antitetico a quello di cantautori "classici"
come Guccini, De André, De Gregori, Baglioni e Vecchioni: la sua scrittura
ovviamente non ha alcuna pretesa di erudizione o formalismo, gioca a volte
con allegria e a volte con inquietudine con la lingua di tutti i giorni,
corre sul crinale della libera associazione e delle assonanze.
"Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli
automobilisti, dei linotipisti. Siamo i gatti neri, siamo pessimisti,
siamo i cattivi pensieri, e non abbiamo da mangiare..." è l'incipit di
indubbio impatto della sua carriera di paroliere, la prima strofa della
ballata Come è profondo il mare che apre il suo primo, omonimo,
album, mentre il successivo si aprirà in modo ancora più
ermetico-onirico con "La settima luna era quella del Luna Park, lo
scimmione si aggirava tra la giostra e il bar, mentre l'angelo di Dio
bestemmiava facendo sforzi di petto, grandi muscoli e poca carne, povero
angelo benedetto...". Il Dalla della maturità sembra parlare dei suoi
sogni e mettere a nudo un mondo emozionale di grande ricchezza e
intensità, parlando sempre in prima persona, a differenza di molti
colleghi cantautori di quel periodo.
Il fascino per il mare, che raggiungerà il vertice in Nun parlà di fine
secolo; il gusto di coltivare una affettività ancora adolescenziale
(Stella di mare e Futura potrebbero essere scritte sul diario scolastico
di un liceale di talento); gli sconcertanti passaggi fra il drammatico e
il comico (il "qui non si vede un casso" del pilota di Washington e
l'ancora più accorato "ma che andassero a cagare" dell'astronauta
abbandonato nello spazio di Stornello, e tutte intere la quasi
bunueliana Il toro e Merdman che gioca il tema dell'emarginazione e
dell'alterità con una stupefacente levità nel personaggio dell'alieno che
cerca disperatamente di integrarsi nei nostri stanchi rituali e finisce
ospite di un talk-show) sono alcuni fra i tratti caratteristici dei suoi
testi, mentre le musiche diventano sempre più cantabili ed accattivanti
dopo la fase della ricerca sonora e vocale del primo scorcio di carriera e
le difficoltà di coniugazione dei due mondi del periodo-Roversi.
Superati i cinquant'anni, Dalla abbandona quasi
completamente gli
istrionismi. Nell'ultimo decennio i suoi album restano ottime raccolte
di canzone d'autore tra cui vanno ricordati
Cambio del 1990 (con il successo del singolo
Attenti al lupo scritto da Ron) e il malinconico
Henna del
1993, ricco di piccole perle intimiste (vedi l'intensa Latin lover) e
momenti di follìa pura (come nell'ironica Merdman).
Nel 1996 esce
Canzoni e ancora una volta l'album è trainato da un singolo di grossa
presa popolare ovvero
Canzone,
scritta da
Samuele Bersani, giovane pupillo di Dalla.
Dopo il mediocre
Ciao del
1999, che tuttavia trascinato dalla title track sarà l'ultimo grande
successo commerciale di Dalla, il nuovo millennio si apre con
Luna Matana del 2001, contenente brani come: Siciliano con la
partecipazione di
Carmen Consoli, Kamikaze, Zingaro, Baggio Baggio e
Agnese delle Cocomere con la partecipazione di
Ron, brano
dedicato ad uno storico ritrovo di Bologna frequentato oltre che da Lucio
Dalla anche da altri cantanti e personaggi dello spettacolo come
Gianni Morandi,
Cesare Cremonini,
Biagio Antonacci,
Vasco Rossi,
Enzo Iacchetti e molti altri: il brano non è solamente dedicato al
locale ma anche ai bolognesi e alla bolognesità.
Dalla si è dedicato anche alla composizione ad ampio
respiro (con la sua "Tosca
Amore Disperato" brano interpretato con la partecipazione di
Mina,
(secondo molti critici musicali è andato ben oltre la dimensione della
musica leggera)[senza fonte],
ha sfoltito ma nobilitato la sua attività live.
Ha interpretato musiche di
Vivaldi con i
Solisti Veneti di Claudio Scimone. Scrive le musiche del film
Prima dammi un bacio di
Ambrogio Lo Giudice dove tra i protagonisti figura
Luca Zingaretti. Supervisiona le musiche della
soap
opera
Sottocasa in onda su
Raiuno.
Dalla si esprime efficacemente anche come talent
scout e negli ultimi anni riesce a dedicarsi ad iniziative che puntano a
rivitalizzare il panorama musicale italiano. Tra le altre iniziative il
Lucio Dalla Music Club organizzato prevalentemente con l'ausilio del
web[16].
Nel febbraio 2007 torna ad esibirsi con
Ron, in uno
spettacolo accompagnato da un'orchestra d'archi, dal violinista
Lino Cannavacciuolo, dalla compagnia di mimo e danza
Kataklò e la regia curata da
Pepi Morgia; nello stesso periodo inizia a collaborare con
Mario Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale
di Bologna per un progetto sul "Pulcinella" di
Igor Stravinskij, del 1920.
Quest'opera del musicista russo viene messa in scena
dal 18 al 27 marzo 2007, con la regia di Lucio Dalla e le coreografie di
Luciano Cannito per il primo ballerino, il crotonese
Alessandro Riga, mentre l'orchestra è diretta dal maestro
David Agler, abbinata all'"Arlecchino" di
Ferruccio Busoni (del 1917), che vede come primo attore
Marco Alemanno: Dalla opera un intervento scenografico sulle due
opere, spostandone l'azione a New York (per "Pulcinella") e in un paesino
delle colline tosco-emiliane per "Arlecchino". I DVD degli spettacoli sono
stati prodotti da
Gianni Salvioni (che ha prodotto anche il DVD "classic" del cofanetto
intitolato 12.000 lune edito da SonyBmg e contenente il live con le
canzoni di Lucio Dalla in chiave classica) e pubblicati dalla
casa discografica Ermitage.
Ha cantato al trofeo "Birra Moretti" allo stadio San
Paolo di Napoli, squadra di calcio per cui ha manifestato la sua passione,
l'8 agosto 2007.
Nel gennaio 2008 ha rilasciato una intervista al
quotidiano cattolico online
Petrus dedicato al pontificato di
Papa Benedetto XVI dove afferma di non essere "mai stato né marxista,
né comunista" ma di ispirarsi a
San Josemaría Escrivá de Balaguer fondatore dell'Opus
Dei.[17]
Tuttavia, in una successiva apparizione televisiva,[18]
ha dichiarato di essere stato male interpretato: nell'intervista ha
semplicemente asserito di essere concorde con le affermazioni riguardanti
il lavoro fatto dal fondatore dell'Opus Dei, il cui nome ed il relativo
pensiero aveva sentito per la prima volta in quell'occasione. Nella
medesima partecipazione televisiva ha dichiarato inoltre di essere una
persona avulsa dal senso di vergogna, e di portare un parrucchino.
Sempre nel
2008 Lucio
Dalla mette in scena
L'opera del Mendicante di
John Gay,
interpretata dalla cantante e attrice
Angela Baraldi e
Peppe Servillo degli
Avion Travel. Lo spettacolo ha debuttato al teatro Duse di
Bologna
il 31 marzo.
Il
7 luglio
2008 il
cantautore bolognese presenta l'inno ufficiale della squadra olimpica
italiana, intitolato Un uomo solo può vincere il mondo ed appositamente
composto per i
Giochi di Pechino[19].
A dicembre, il cantante recita in
Artemisia Sanchez su Raiuno; per tale miniserie scrive e canta il tema
d'apertura.
Il 10 ottobre
2009 viene
trasmesso dalle
radio il nuovo singolo
Puoi Sentirmi? che anticipa l'uscita del nuovo album; il 6 novembre
2009 esce il novo album
Angoli Nel Cielo.
- Con il bizzarro pseudonimo di Domenico Sputo,
Dalla ha partecipato in vesti di corista, tastierista e sassofonista a
diversi album degli
Stadio,
Ron,
Luca Carboni fino ad autocitarsi nel brano "Domenico Sputo" presente
nell'album
Luna Matana.
Negli anni 90 viene insignito anche della laurea ad
honorem in Lettere e Filosofia (Discipline di arte musica e spettacolo)
dall'Università di Bologna.
- È un appassionato di auto sportive, in particolare
Porsche
e attualmente, come dichiarato in una recente intervista, possiede una
Porsche 911 Carrera.
Cittadinanza
onoraria [modifica]
La madre di Lucio Dalla è di
Manfredonia, e Lucio ha trascorso parecchi anni della sua infanzia
nella cittadina pugliese, di cui gli è stata conferita la
Cittadinanza Onoraria.
-
1966 -
1999 (ARC,
SA 16)
-
1970 -
Terra di Gaibola (RCA
Italiana, PSL 10462)
-
1971 -
Storie di casa mia (RCA Italiana, PSL 10506)
-
1973 -
Il giorno aveva cinque teste (RCA Italiana, DPSL 10583)
-
1975 -
Anidride solforosa, (RCA Italiana, TPL 1-1095)
-
1975 -
Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo), (RCA Italiana, TCL 2-1110; con
Francesco De Gregori,
Antonello Venditti e
Maria Monti)
-
1976 -
Automobili (RCA Italiana, TPL 1-1202)
-
1977 -
Come è profondo il mare (RCA Italiana, PL 31321)
-
1979 -
Lucio Dalla (RCA Italiana, PL 31424)
-
1979 -
Banana Republic (RCA Italiana, PL 31466; con
Francesco De Gregori)
-
1980 -
Dalla (RCA Italiana, PL 31537)
-
1981 -
Lucio Dalla (Q Disc) (RCA Italiana; PG 33420)
-
1983 -
1983 (RCA Italiana, PL 31692)
-
1984 -
Viaggi organizzati (Pressing)
-
1985 -
Bugie (Pressing)
-
1985 -
Lucio Dalla Marco Di Marco (Fonit
Cetra, ALP 2008; inciso insieme a
Marco Di Marco)
-
1986 -
DallAmeriCaruso (RCA
Italiana)
- 1987 - Per gioco e per amore RCA
-
1988 -
Dalla/Morandi (RCA, con
Gianni Morandi)
-
1988 -
In
Europa (Ariola, con
Gianni Morandi)
-
1990 -
Cambio (Pressing)
-
1991 -
Geniale? (RCA; registrazioni dal vivo del 1969-1970 con alcuni
inediti)
-
1992 -
Amen (dal vivo)
-
1993 -
Henna
-
1996 -
Canzoni
-
1999 -
Ciao
-
2000 -
Live @ RTSI (registrazioni dal vivo del 1978)
-
2001 -
Luna Matana
-
2003 -
Lucio
-
2006 -
12000 lune
-
2007 -
Il contrario di me
-
2008 -
LucioDallaLive - La neve con la luna
-
2009 -
Angoli Nel Cielo
-
1964 -
Lei (non è per me)/Ma questa sera (ARC,
AN 4008)
-
1965 -
L'ora di piangere/Io al mondo ho solo te (ARC, AN 4037)
-
1966 -
Paff... bum!/Io non ho pianto mai così (ARC, AN 4072)
-
1966 -
Questa sera come sempre/Io non ci sarò (ARC, AN 4084)
-
1966 -
See-saw/Cool jerk (ARC, AN 4091, pubblicato come The Group)
-
1966 -
Quando ero soldato/Tutto il male del mondo (ARC, AN 4101)
-
1967 -
Bisogna saper perdere/Lucio dove vai (ARC, AN 4113)
-
1967 -
Non è un segreto/Passerà passerà (ARC, AN 4119)
-
1967 -
Il cielo/1999 (ARC, AN 4128)
-
1968 -
E dire che ti amo/Se non avessi te (ARC, AN 4148)
-
1968 -
Hai una faccia nera nera/Cos'è Bonetti? (ARC, AN 4154)
-
1969 -
Per fare un uomo basta una ragazza / ...e invece no (ARC, AN 4171)
-
1970 -
Sylvie/Orfeo bianco (RCA
Italiana, PM 3522)
-
1971 -
4-3-1943/Il fiume e la città (RCA
Italiana, PM 3578)
-
1971 -
La casa in riva al mare/Itaca (RCA
Italiana, PM 3588)
-
1971 -
Il colonnello/Il gigante e la bambina (RCA
Italiana, PM 3610)
-
1972 -
Piazza Grande/Convento di pianura (RCA Italiana, PM 3638)
-
1972 -
Sulla rotta di Cristoforo Colombo/Un uomo come me (RCA Italiana, PM
3651)
-
1974 -
Anna bell'Anna/Pezzo zero (RCA Italiana, TPBO 1003))
-
1975 -
Anidride solforosa/Tu parlavi una lingua meravigliosa (RCA Italiana,
TPBO 1105)
-
1976 -
Nuvolari/Il motore del duemila (RCA Italiana, TPBO 1189)
-
1977 -
Quale allegria/Il cucciolo Alfredo (RCA Italiana, PB 6157)
-
1978 -
Ma come fanno i marinai/Cosa sarà (RCA Italiana, PB 6265; con
Francesco De Gregori)
Partecipazioni
[modifica]
- Con
Ana Belén: Canción (cover di Canzone) - Respondeme
- Con
Edoardo De Angelis Sulla rotta di Cristoforo Colombo (Fonit Cetra,
1992)
- Con
Elio e le Storie Tese: Psichedelia
- Con
Fabio Concato: 051-222525 (live)
- Con
Francesco De Gregori: 4/3/1943 - Addio a Napoli - Banana Republic -
Ma come fanno i marinai - Quattro cani - Un gelato al limon (in
Banana Republic, 1979); Ma come fanno i marinai (45 giri); Cosa sarà
(45 giri)
- Con
Gianni Morandi: Dimmi dimmi -
Vita
- Con
Gianni Morandi e
Francesco Guccini: Emilia
- Con
Gigi D'Alessio: Medley live TV 2002
- Con
Gigi D'Alessio,
Gigi Finizio e
Sal Da Vinci: Napule (in
Quanti Amori di
Gigi D'Alessio, 2004)
- Con
Gigi D'Alessio,
Gigi Finizio e
Sal Da Vinci: Caruso (Live Piazza Plebiscito 30-09-2005 Diretta Rtl)
- Con
Julio Iglesias:
Caruso (Dalla interviene nel finale)
- Con
Luciano Pavarotti:
Caruso
- Con
Luciano Pavarotti,
Sting,
Brian
May,
Zucchero:
La donna è mobile
- Con
Mango:
Forse che sì, forse che no*
- Con
Mina: Amore disperato
- Con
Ornella Vanoni: Senza Fine
- Con
Renato Zero: La sera dei miracoli (live)
- Con
Renzo Zenobi: Telefono elettronico
- Con
Rita Pavone: Pirupirupirulì (dalla colonna sonora del film "Little
Rita nel west",
1967)
- Con
Ron: Le
ragazze (in
Ma quando dici amore di Ron, 2005)
- Con
Ron e
Francesco De Gregori: Una città per cantare
- Con
Stadio:
Un fiore per Hal (dall'album Stadio, 1982)
- Con
Tosca: Rispondimi
-
1965 -
Questo pazzo, pazzo mondo della canzone, regia di
Bruno Corbucci e
Giovanni Grimaldi
-
1965 -
Altissima pressione, regia di
Enzo Trapani
-
1966 -
Europa canta, regia di
José Luis Merino
-
1967 -
I sovversivi, regia di
Paolo e Vittorio Taviani
-
1967 -
Little Rita nel West, regia di
Ferdinando Baldi
-
1967 -
I ragazzi di Bandiera Gialla, regia di
Mariano Laurenti
-
1967 -
Franco, Ciccio e le vedove allegre, regia di
Marino Girolami
-
1967 -
Quando dico che ti amo, regia di
Giorgio Bianchi
-
1968 -
Questi fantasmi, regia di
Renato Castellani
-
1969 -
Amarsi male, regia di
Fernando Di Leo
-
1972 -
Il Santo Patrono, regia di
Bitto Albertini
-
1973 -
Il prato macchiato di rosso, regia di
Riccardo Ghione
-
1975 -
La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone, regia di
Pupi Avati
-
1979 -
Banana republic, regia di
Ottavio Fabbri
-
1996 -
Dalla mondino, regia di
Luca Facchini e
Antonio Mondino
-
2006 -
Quijote, regia di
Mimmo Paladino
La canzone Il motore del 2000, è stata colonna sonora
dello spot pubblicitario della
Fiat Uno
Fire[20]
nel 1992. La canzone Nuvolari, è stata colonna sonora dello spot
pubblicitario istituzionale della
Alfa
Romeo nel
2008-2009[21].
-
^
La
Stampa, venerdì 22 giugno 2007, pag. 45, rubrica Antenna, Giorgio
Dell'Arti (a cura di)
-
^ Dichiarazione di
Massimo Catalano rilasciata nel marzo 1979 nel corso della
trasmissione radiofonica "Spazio X" su Raidue, citata in Stefano
Micocci, Lucio Dalla - Canzoni, edizioni Lato Side, 1979, pag. 46
-
^ Intervista di Marco
Paini e Dario Formentin a Gino Paoli, riportata nel n° 3 del 1979 del
mensile Tutto. Musica e spettacolo
-
^ Intervento di Lucio
Dalla, in
Simone Dessì (a cura di), Il futuro dell'automobile, dell'anidride
solforosa e di altre cose, edizioni Savelli, 1977, pag. 101
-
^ Intervento già
citato di Lucio Dalla, in
Simone Dessì (a cura di), Il futuro dell'automobile, dell'anidride
solforosa e di altre cose, edizioni Savelli, 1977, pag. 101
-
^ Questa spiegazione
viene fornita da Dalla introducendo la canzone nel disco dal vivo
Bologna 2 settembre 1974 (dal vivo))
-
^ Enciclopedia della
canzone italiana", di Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), ed.
Curcio, 1990; alla voce Dalla Lucio, di Gianfranco Baldazzi, pag. 467
-
^ Intervento di
Roberto Roversi, riportato in
Simone Dessì (a cura di), Il futuro dell'automobile, dell'anidride
solforosa e di altre cose, edizioni Savelli, 1977, pag. 19
-
^ Il testo di questa e
delle altre canzoni dello spettacolo furono comunque stampati nel
volume a cura di
Simone Dessì, Il futuro dell'automobile, dell'anidride solforosa e
di altre cose, edizioni Savelli, 1977
-
^ Intervista a Lucio
Dalla di Claudio Bernieri, riportata in C. Bernieri, Non sparate sul
cantautore vol. 2°, edizioni Mazzotta, 1978, pag. 80
-
^ Intervento di
Roberto Roversi, riportato in Claudio Bernieri, Non sparate sul
cantautore vol. 2°, edizioni Mazzotta, 1978, pag. 105
-
^ Sergio Saviane,
articolo su Lucio Dalla in
L'espresso n° 12 del 25 marzo
1979
-
^ Articolo Ventimila
fuori e dentro per ascoltare Lucio Dalla: il piccolo grande cantautore
ieri sera a Torino, di Ivano Barbiero, da
Stampa Sera del 5 aprile 1979
-
^ Intervento di
Francesco De Gregori riportato in Stefano Micocci, Lucio Dalla -
Canzoni, edizioni Lato Site, 1979, pag. 71
-
^ Articolo di
Fabrizio Zampa su
Il Messaggero, citato in Stefano Micocci, Lucio Dalla - Canzoni,
edizioni Lato Site, 1979, pag. 17
-
^ Come citato in
[1]
-
^
-
^
Niente di personale,
La7,
28 gennaio
2008
-
^
Oggi Lucio Dalla presenta l’inno delle Olimpiadi - Il Giornale, 7
luglio 2008
-
^
Spot pubblicitario Fiat Uno Fire, anno 1992
-
^
Spot pubblicitario istituzionale Alfa Romeo 2008-2009
-
Simone Dessì (a cura di), Il
futuro dell'automobile, dell'anidride solforosa e di altre cose,
edizioni Savelli, 1977
- Claudio Bernieri, Non sparate sul cantautore, vol.
2°, edizioni Mazzotta, 1978 (per quel che riguarda gli interventi di
Lucio Dalla, alle pagg. 79-85, e di Roberto Roversi, alle pagg. 104-113
- Stefano Micocci, Lucio Dalla - Canzoni, edizioni
Lato Side, 1979
-
Gianfranco Baldazzi, Lucio
Dalla, edizioni Muzio, 1990
- Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il
dizionario della canzone italiana, edizioni Curcio, 1990; alla voce
Dalla Lucio, di Gianfranco Baldazzi, pagg. 466-468
- Vincenzo Mollica, Lucio Dalla. Parole e canzoni,
edizioni Einaudi, 2001
- Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni
Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990 (alla voce Dalla Lucio, pag. 41)
- Maria Laura Giulietti, Come è profondo il mare,
edizioni Rizzoli, Milano 2007
Altri
progetti
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Collegamenti esterni
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