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| Dinamarca Europa Dinamarca, que forma parte de Escandinavia, es patria de vikingos y uno de los lugares más atractivos de Europa. Aunque no tiene como moneda oficial el euro, sí es uno de los países miembros de la UE. Desde hace una década, está unida a Suecia por carretera y ferrocarril. Este país, formado por 443 islas y más de 7.000 kilómetros de costa, nos muestra una naturaleza fuera de serie con buena abundancia de fiordos, estrechos y golfos. El paisaje ideal para los amantes del aire libre y de los deportes en contacto con la naturaleza. |
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| Visitas imprescindibles en Dinamarca son,
en primer lugar, su capital, Copenhague. Allí no ha de perderse, los
Jardines del Tívoli, donde se encuentra uno de los parques de atracciones
más populares de Dinamarca; la Radhuspladzen, donde se encuentra el
Ayuntamiento y donde nace Stroget, un espacio compuesto por 5 calles y que
la convierte en la mayor zona peatonal del mundo; y el Palacio de
Amalienborg, residencia de la familia real danesa, que alberga cuatro
edificios de estilo rococó, realizados en el XVIII. Dos de esos edificios,
los palacios de Christian VII y de Christian VIII, están abiertos al
público; y, por supuesto, la Torre Redonda, que se terminó en 1642, y que es
sede del Observatorio Astronómico más antiguo de Europa. Además de Copenhague, conozca durante sus vacaciones en Dinamarca, el castillo Egeskov, en la isla de Fionia, uno de los castillos rodeados de agua mejor conservados de Europa. El Egeskov Slot alberga distintos colecciones y museos: de automóviles antiguos, de motocicletas antiguas, de coches a caballo, de aparatos voladores, sobre la historia de la Agricultura... Otras ciudades que debe tener en cuenta son Arhus, situada en la costa este de la península de Jutlandia y principal puerto de Dinamarca, donde se encontrará con el Museo de Arte AROS que alberga una importante de la Edad de Oro del arte danés. No olvide darse un paseo por la Ciudad Antigua. Otros puntos de interés son la Casa Natal en Odense de Hans Christian Andersen, uno de los famosos autores de cuentos; o las colinas Lindholm Høje, a la afueras de la ciudad de Aalborg, donde se asienta un cementerio vikingo. Antes de irse, visite la catedral de Roskilde, donde se encuentran la tumba de Christian IV; o el Vikingercenter, en Ribe, que recrea un pueblo vikingo medieval. Ah! No olvide que si se quiere desplazar de un lugar a otro en Dinamarca, la bicicleta es el medio de transporte por excelencia en Dinamarca. 1 - 7 de 7 Asistencia Médica en Dinamarca Asistencia Médica en Dinamarca (112 (Emergencias)) Todos los que visiten Dinamarca tienen derecho a ser tratados gratuitamente en hospitales y centros de urgencias en caso de accidentes, enfermedades repentinas o en... [Ver más] Electricidad en Dinamarca Electricidad en Dinamarca La electricidad en Dinamarca es de 220 voltios CA, 50Hz. Los enchufes son de dos clavijas. En muchos campings hay tomas de corriente para enchufes... [Ver más] Horario de tiendas en Dinamarca Horario de tiendas en Dinamarca Horario de bancos:: * 10:00-16:00h (de lunes a miércoles y viernes) * 10:00-18:00h (jueves) Los bancos del aeropuerto de Copenhague y algunas oficinas de cambio de... [Ver más] Cajeros en Dinamarca Cajeros en Dinamarca La moneda oficial de Dinamarca es la corona danesa. (Un euro equivale a 7,45 coronas danesas). Casi todas la tarjetas de crédito y débito internacionales (Access/Mastercard,... [Ver más] Viajar con animales a Dinamarca Viajar con animales a Dinamarca Los animales de compañía de países miembros de la UE pueden entrar en Dinamarca siempre y cuando lleven el pasaporte europeo, donde se recogerá la... [Ver más] Conducir en Dinamarca Conducir en Dinamarca En Dinamarca se conduce por la derecha. Las luces de cruce siempre han de ir encendidas, ya sea de noche o de día. Si usted es ciudadano... [Ver más] Oficina de Turismo de Copenhague Oficina de Turismo de Copenhague (+45 7022 2442) Oficina de turismo en Copenhague, capital de Dinamarca. [Ver más] |
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| Itinerario 1 In Danimarca tra mare e campagna (e con bimbo al seguito) Testo di Augusto Foberti Punto di partenza e arrivo: Copenaghen Durata: 10 gg. Mezzo di trasporto: auto a noleggio Difficoltà: nessuna Prezzo: 4000 euro (per 3 persone, compreso volo a/r da/per Italia) Ogni viaggio ti lascia la sensazione di tornare nella tua città con un maggior senso di appartenenza al mondo. Dalla Danimarca portiamo via un senso di quiete assordante che solo una campagna a pochi metri dal mare ti può dare. Primo giorno: Roma - Copenaghen (volo) Partiamo da Napoli in direzione Roma Ciampino: abbiamo infatti prenotato un volo low cost a/r della Sterling Airlines (www.sterling.dk) direttamente sul sito della compagnia. Partiamo in perfetto orario alla volta di Copenaghen. Arriviamo alle 16.10 e, dopo un po’ di attesa nella sala bagagli (ne abbiamo approfittato per fare il cambio di valuta nella stessa sala), ci dirigiamo ai treni. Le indicazioni sono eccellenti: in 5 minuti si arriva alla biglietteria, acquistiamo i ticket per Central station Kobenhavn e, in 12 minuti, siamo nella capitale. La stazione ferroviaria è frontale al parco Tivoli (un parco divertimenti + villa comunale dove all’interno si trova di tutto, dal ristorante al lago con barchette per i bimbi, ai cavalli …). Per dormire abbiamo prenotato un hotel 3 stellein centro (Hotel Richmond, ma ve lo sconsiglio per il costo spropositato, 200 euro la camera doppia senza colazione, è stato un rimedio di fortuna che può essere tranquillamente evitato cercando per tempo un b&b su internet). Pochi minuti e siamo in strada, direzione Radhuspladsen (piazza del municipio): il Palazzo è nei colori tipici che ritroveremo in tutte le piazze principali delle città che abbiamo visitato, rosso mattone con i particolari in colore oro. La piazza è gremita di turisti, biciclette, chioschi che vendono birra e hot dog, artisti di strada. Ci dirigiamo verso lo Stroget, il corso principale di Copenaghen, ovviamente stracolmo di negozi d’abbigliamento dal casual alle griffe, fast food, caffè (per essere sicuri di trovare un caffè grossomodo simile a quello italiano, vi consiglio la catena Baresso). La città è veramente troppo commerciale e, a dire la verità, non ci ha dato una prima impressione positiva. Ci cambia la prospettiva appena arriviamo alla piazza Kongens Nytorv, bella, ben illuminata e con una mostra fotografica su un lato della piazza a disposizione dei turisti. Da una strada che sbocca sulla Kongens Nytorv si arriva al Nihavn, il canale più famoso della capitale: barche di varie misure e di epoca diverse su entrambi i lati e una serie infinita di localini li contornano. Ci lasciamo consigliare dalla nostra guida e ceniamo al Cape Horn di cui preferiamo l’interno, molto suggestivo e ben arredato (Nihavn 21, 40 euro a persona). Mangiamo benissimo a base di pesce (ottimo il salmone grigliato), paghiamo abbastanza , ma è il primo giorno e va bene tutto. Dopo cena abbiamo ancora il tempo per un salto al drugstore Seven Eleven (Copenaghen è tappezzata di questi negozi aperti 24h, molto utili per organizzarsi una prima colazione quando non è inclusa nel pacchetto dell’albergo, come nel caso nostro). Secondo giorno: Copenaghen Nei pressi della Central Station (Reventlowsgade) c’è la cooperativa Copi Cycler che affitta biciclette (circa 10 euro al giorno; paghi le bici più una cauzione anche con Visa card). Prendiamo le bici per 24 h e decidiamo un itinerario per Copenaghen: una giornata e mezzo è sufficiente per vedere la capitale e, se hai le biciclette, non servono metro e bus per spostarti. (Copenaghen ha piste ciclabili che coprono qualsiasi itinerario; prima di prendere dimestichezza con le precedenze è meglio guardare come si comportano i danesi e tenersi sempre a bordo marciapiede). Ci dirigiamo verso lo Slotsholmen, l’area storica al centro della città e sede dell’attuale parlamento danese, dove si trova l’omonimo castello della città e l’omonima chiesa; visitiamo i sotterranei del castello che nascondono le rovine dei due precedenti castelli su cui poggia quello esistente e la sala di cerimonie dei monarchi passati. Per avere un’idea precisa di come sia strutturata Copenaghen decidiamo di attraversare la piazza dello Slot e dirigerci al canale adiacente da dove parte un giro in battello di 1 ora per i canali della città (cercate le indicazioni per la partenza del DFDS Canal Tour; il costo è di circa 7 euro per adulto, i bambini pagano la metà). L’idea è vincente: attraversiamo tutti i luoghi importanti di Copenaghen, passiamo di fronte all’ultra moderna Opera House, al Diamante Nero (sede per esposizioni d’arte moderna), al National Theatre Museet, a vari condomini sull’acqua (impossibile non invidiare persone che vivono in strutture ultra moderne in tek e acciaio, assolutamente in armonia con l’ambiente circostante, con ampie balconate sui canali, con un po’ di verde davanti e magari con la propria barca a vela ormeggiata davanti!), ad uffici ricavati da vecchi depositi di barche eccezionalmente tirati a lucido (che bello il contrasto del moderno degli interni con l’antichità che li ospita), alla nave da crociera dei regnanti danesi alla…squallidissima Sirenetta (come è possibile che i danesi, con tutte le bellezze che hanno, si ostinino ad indicarla come loro monumento nazionale? non è di strada sugli itinerari, se ne potete fare a meno accontentatevi di vederla dall’imbarcazione). Tornati al punto di partenza, riprendiamo le bici e ci fermiamo al fast food di turno per poi procedere verso l’Amaliensborg , il palazzo reale dove visitiamo i giardini e la Marmorkirken, una copia mal riuscita di San Pietro. La maggior parte del palazzo non è aperta al pubblico; quest’ultimo può visitare solo l’ala dove hanno vissuto 3 generazioni di sovrani danesi dal 1863 al 1947. Assolto il nostro dovere artistico… via verso Cristiania: il vero scopo della nostra sosta a Copenaghen è proprio quello di vedere questo incredibile esperimento sociale prima che il governo di turno proceda al suo smantellamento. L’ingresso è da Prinsessgade, ma è meglio che ve lo facciate indicare, abbiamo girato per un’ora prima di chiedere ed ottenere aiuto da un ragazzo. Sui bastioni, prima dell’ingresso alla città di Cristiania, c’è un’area attrezzata per i bambini con una splendida teleferica usata sia da bimbi che da adulti ( mi hanno ricordato Fantozzi proiettato ad alta velocità verso i faraglioni di Capri). Cristiania è un’ex area militare occupata decenni fa da una comunità hippy che, nel tempo, si è evoluta, ha messo al bando le droghe pesanti, si autotassa per le esigenze dei suoi cittadini e che al suo interno è attrezzata di bar, ristoranti thai food, mercatini e tanta marijuana. Assolutamente a nostro agio, in quanto è difficile incappare nello spacciatore di turno, qui ognuno si fa i fatti suoi a patto che anche voi vi facciate i vostri. Ho fatto foto ai graffiti e alle abitazioni, anche se dopo un po’ ho visto dei segnali di divieto di foto (se scatti foto ai muri nessuno ti dice nulla, se inizi a fotografare i personaggi qualcuno si può giustamente arrabbiare). Restiamo un paio d’ore, sarei quasi tentato a fermarmi per la cena, ma mio figlio il Thai food lo odia. Di nuovo in bici passiamo per Nytorv Gade, una piazza centralissima, silenziosissima e poco illuminata. Scegliamo un ristorante all’aperto (Nytorv Caffe) e mangiamo il famoso smorrebrod (aringhe affumicate e marinate accompagnate da salse particolarissime, caviale e pane di segale;ottimo) e del pollo speziato. Paghiamo un po’ meno della sera precedente (circa 30 euro a persona), ma comunque rassegnatevi all’idea che Copenaghen non fa testo: è carissima. Terzo giorno: Copenaghen - Rungsted - Helsingor - Copenaghen (km 130 circa) Dopo la solita colazione organizzata la sera prima da 7 eleven (troverete di tutto, dal rustico al dolce, ce n’è per tutti i gusti) riconsegniamo le bici e andiamo alla Hertz a Vesterport gade. L’auto l’ho noleggiata direttamente in Italia con il numero verde italiano (ho fatto prima una verifica sulle altre compagnie di noleggio e confrontato i costi, anche noleggiando on line in Danimarca). Herz Italia è molto conveniente: 2100 corone (circa 280 euro) per una Renault Megane per 8 gg. con l’opzione due guidatori, ma al desk ci informano che ci daranno allo stesso prezzo una Bmw, ultima serie sw, eccezionale. (Attenzione a prenotare la macchina con ritiro in città a Vesterport e riconsegna all’aeroporto; per prassi gli operatori vi indicheranno prelievo e ritiro all’aeroporto, ma ciò comporta che dovrete prendere il treno per Kastrup; non c’è nessuna differenza di tariffa). Il programma prevede una giornata sulla costa dell’Oresund, la costa a nord di Copenaghen. Come consigliatoci, imbocchiamo la statale 152 anzichè l'autostrada e siamo premiati da panorami mozzafiato, il mare un po’ increspato, la costa svedese sull’altra sponda e, a sinistra, una serie infinita di case in legno a due piani splendidamente rifinite e intervallate da prati rigogliosi e verdissimi. Mi basta poco per capire che la Danimarca che cercavamoè quella che iniziamo a vedere oggi . Ci fermiamo a Rungsted, una meta per i velisti danesi e tedeschi con elegantissimi circoli velici e caffè in strutture di legno stile anni '20. Di fronte al molo c’è l’abitazione di Karen Blixen, l’autrice del libro che ha ispirato il film La mia Africa. La sua abitazione, una grande casa stile coloniale, è ora un museo che abbiamo visitato. Mio figlio è affascinato dalle lance dei masai e dai vari cimeli che l’autrice aveva portato dall’Africa, mia moglie dall’arredo stile coloniale, io …dalla gentile guida del museo. La tenuta che circonda la casa è incredibile: lago, querceto, vari roseti e, dall’altra parte, alcuni cavalli che pascolano su un collage di terra di varie tonalità di marrone. Passiamo mezz’ora alle prese con un cavallo che vuole un po’ di coccole, poi prendiamo la Bmw (spero tanto che la Hertz me la lasci al termine del noleggio!!) e ci dirigiamo verso Helsingor per visitare il Kronborg Slot: il castello di Amleto. A dire il vero Amleto non è esistito, Shakespeare non c’era mai stato, ma Kronborg è maestoso. Affaccia sulla Svezia, quasi ad intimidirla; a proteggerlo, una bella scogliera e una fila di cannoni tirati a lucido. Mio figlio ha deciso che questo è il suo castello, mette da parte lo yogurt e, a passo deciso, verifica lo stato dei cannoni e delle ancore (gigantesche, le troverete presenti in ogni città di mare). All’interno i castelli sono un po’ tutti uguali (sale da cerimonia, sale per gli ospiti, sale per gli affari) e, tutti, molto costosi; in questo, di carino ci sono le casematte, vecchie prigioni e rifugio per le guarnigioni con annessa la leggendaria presenza dell’eroe vichingo Oleg che presidia benevolmente sulla Danimarca. La fame si fa sentire e ci consiglia una sosta gastronomica a Gilleleye, un paesino di pescatori a nord di Helsingor. Ovviamente, come in qualsiasi luogo, anche qui c’è il Tourist information (un consiglio: non li cercate, tanto sono stati messi nei posti dove il turista mette subito piede) dove, con la caratteristica cortesia e disponibilità, vi daranno quante più informazioni possibili. Chiedo l’indicazione per Adamsen Fisk, una insolita struttura commerciale: pescheria, sushi bar e take away di piatti di pesce fresco. Optiamo per la terza possibilità, anche se abbiamo provato invidia per la gente del luogo che comprava gamberi e aragoste vive per cucinarle a casa. A mio figlio tocca un mega bastoncino di pesce (ovviamente il posto gli era stato presentato come la città dove fanno i bastoncini del capitano) con patate fritte fresche! Noi ci “accontentiamo” di un piatto di gamberi freschi, caviale e salmone e insalata (circa 10 euro a persona). Un porticciolo ordinato, mille imbarcazioni di pescatori: siamo seduti su un tavolo di legno, il sole è appena caldo, sono le cinque del pomeriggio e non si può volere altro dalla vita. Prima di tornare a Copenaghen ci fermiamo sulla spiaggia di Horblaek: è il tramonto, alcuni pescatori con la canna sono immersi con la muta in acqua, la loro pace viene interrotta da mio figlio che ha deciso di lapidarne qualcuno con i ciottoli che trova sul bagnasciuga. Quarto giorno: Copenaghen - Stege - Mons Klint - Harbollebro (km 220 circa) Si lascia finalmente l'albergo insapore che ci ha ospitato a Copenaghen per la prossima meta: l’isola di Mon, a sud della capitale. Si segue la E20 e poi la E47 direzione Rodbyhavn. Le autostrade in Danimarca sono gratuite, alcuni ponti sono giustamente a pagamento (opere eccezionali che hanno permesso ad una nazione fatta di isole di non far sentire ai propri cittadini il disagio dell’isolamento, e noi che dissertiamo ancora sul Ponte sullo Stretto). Proseguiamo sulla statale 287 e, in un’ora e mezza, siamo a Stege, deliziosa località sul mare. Passaggio al Tourist Information e, in men che non si dica, blocchiamo il B&B per la notte. Per il pranzo troviamo un posto favoloso: Stoberjet, una macelleria/pescheria che fa anche da grill restaurant, cioè ti scegli il pezzo di salmone o il filetto, loro te lo grigliano e, per lasciarti a bocca aperta, te li servono in uno splendido giardino dove pranzare a un costo accettabile (Storegade 59; 15 euro a persona). Ci muoviamo, dopo un giro per le strade, alla volta delle scogliere di Mons Klint. La strada è bellissima, può sembrare ripetitiva (mucche e cavalli che pascolano in completa libertà, case con i caratteristici tetti di paglia e oasi di alberi in mezzo a distese di grano) ma, per apprezzare, basta ricordarsi delle periferie delle nostre grandi città, quartieri dormitorio con qualche cane randagio ai lati della strada. Per arrivare alle scogliere ci sono da fare 500 scalini a scendere e poi salire; si arriva su una stretta spiaggia il cui costone è una cava di gesso, vale la pena scendere. Cerco di stampare in mente queste immagini: mare e montagna, molto grigio tutt’intorno, un po’ di pioggerellina che qui non ti lascia mai per molte ore. Ogni 100 scalini c’è una terrazza con due panche per il riposo , ci sdraiamo per riposarci mentre mio figlio recita qualcosa ad una turista tedesca che stava leggendo un libro in santa pace. Ce la facciamo a risalire vivi, ora si tratta di trovare il B&B. Impresa ardua: la destinazione, Harbollebro, è su alcune stradine secondarie, ogni tanto cerco di fermarmi per capire meglio gli incroci, le strade hanno nomi incomprensibili delle strade, per cui alcune voltescopriamo che la stradaè quella giusta solo dopo averla oltrepassata. Il B&B è assai carino e la pulizia che usano nella gestione delle loro case dopo un po’ fa sì che non si faccia più caso se si ha il bagno privato o shared, condiviso. Nel nostro caso il B&B è una vera e propria casetta dei sette nani, tutto in miniatura (cucininosoggiorninobagnettodoccettalettini). Siamo già sotto attacco della nostalgia da cucina italiana: di corsa all’unico supermarket aperto, a Damme, megaspesona che ci permette di preparare una splendida pasta asciutta e salsicce alla piastra. Vediamo un po’ di tv danese (sport e telefilm la fanno da padrone) e poi crolliamo. Quinto giorno: Harbollebro - Odense - Kerteminde - Odense (km 230 circa) Prima di ripartire alla volta di Odense ci fermiamo a visitare nei pressi di Harbollebro la Fanefjord Kirke affacciata ovviamente sull’omonimo fiordo (fanefjordvej è la strada), una delle più antiche chiese in muratura della Danimarca, begli affreschi alle pareti e degli antichi modellini di velieri che fungono da ex voto per i marinai della zona. Imbocchiamo la E47 e poi la E20 , 2 ore e mezzo e siamo a Odense, non prima di aver fatto visita ad un’area di servizio così poco simile ai nostri faraonici e poco accoglienti autogrill. Il servizio al Tourist Inf. anche qui è al centro della città e, per un costo di 35 Kr (5 euro), un operatore ci sottopone una serie di alternative fra hotel e B&B; scegliamo un micro albergo al centro della città, e prenotiamo già un B&B per il viaggio di ritorno che ci vedrà di nuovo passare da questa zona. L’albergoè l’Ydes (Hans Tausengade 11; 70 euro per una doppia con colazione): ci accoglie un citofono che ci chiede il nominativo e l’ordine di prenotazione, dopodichè da un foro esce una chiave elettronica con l’indicazione del piano: sembra di essere su scherzi a parte! La camera è minuscola, mia moglie la trova identica ad una cabina di nave e manifesta anche un po’ di mal di mare, ma è dotata di tutti i confort e costa poco. Si scende per Odense ma qui alle 16 chiude tutto: il museo di H.C. Andersen, il centro di animazione per i bambini. Riusciamo a visitare la Sankt Knuds Kirke e la Sankt Albani Kirke molto belle, ma alla lunga un po’ tutte simili, non c’è la varietà di dettagli e stili delle nostre chiese. Optiamo per la visita di un paesino sul mare, Kerteminde, e in 40 min. ci arriviamo. Qui si alternano strade piene di negozi per la casa e il giardino, pub e case dove si allestiscono mercatini dell’antiquariato, altra moda di cui sono ghiotti i danesi. Il porticciolo è caratterizzato dalla presenza di un favoloso centro di ricerca marina (Fjord & Baelt) che chiude 20 minuti dopo e una sfilza di velieri e golette in legno; si supera un ponte per arrivare all’area dedicata ai pescherecci. Ci rilassiamo su una panchina con mio figlio che è ipnotizzato dalle barche issate sulla banchina: odore di mare, una temperatura intorno ai 14 gradi e tanto silenzio: c’è a chi piace (e a me piace!!). Arriviamo sulla spiaggia e camminiamo a lungo, si intravedono persone in mare, noi rabbrividiamo al pensiero di bagnarci in questa acqua gelida, loro invece si tuffano e restano anche in balia del vento frizzante che caratterizza questa spiaggia. Questo fiordo è circondato da coste boscose e casette prefabbricate per i villeggianti, ma non aspettatevi di vedere colori monotoni, tutte sono diverse con tonalità pastello e di varie dimensioni (nessuna supera i due metri e mezzo di altezza): ci ripromettiamo di tornarci sulla via del ritorno. A Odense ceniamo a un ristorante della catena A Hereford beefstow; bellissimo menù per bimbi (dappertutto si trovano cotolette di pesce fresco, un'ottima alternativa al solito hamburger) e anche per genitori; il posto è arredato benissimo e il servizio è ottimo, il prezzo è medio (24 euro a persona). Sesto giorno: Odense - Billund - Ribe Oggi la giornata è dedicata ai bimbi! Si parte presto per Billund, dove Lego ha ideato un favoloso parco divertimenti servendosi dei suoi classici mattoncini colorati. Parcheggio ultracomodo di fronte all’ingresso del parco. Il biglietto comprende ingresso e utilizzo di tutte le attrezzature. Conviene dedicare la mattinata alle attrazioni da luna park per poi dedicare il resto della giornata alla visita di Lego world e al supermarket della Lego. Della cartina del parco va seguito l’itinerario in ordine numerico: dal trenino al mondo dei pirati a quello dell’avventura, tutto costruito con i mattoncini grazie ad una squadra di 40 operai che si occupano della struttura. Sicuramente suggestiva Pirat land e Viching land dove Piero, per l’emozione nel vedere quel ben di dio, ha cominciato a piangere senza un motivo. Ci è bastato poco per capire che anche noi adulti vi avremmo passato volentieri un paio di giornate (in effetti si può fare perché all’interno ci sono due hotel molto carini): intere città in miniatura definite nei minimi particolari, un aeroporto, una stazione per l’estrazione del petrolio. Il massimo è il market legoland: vi consigliamo di acquistare i gadget che si trovano solo lì, le costruzioni invece sono le solite ed è più conveniente acquistarle fuori. Verso le 17 proseguiamo verso Ribe, la città più antica della Danimarca (le indicazioni da Legoland sono eccezionali, 65 km di distanza). Per pernottare telefoniamo al Backaus Hotel (Grydergade 12; 70 euro per camera con colazione): troviamo disponibilità di una stanza con bagno e colazione. La camera è molto carina , affaccia sulla cattedrale e, anche se il tempo non è dei migliori (come al solito la pioggia pomeridiana), si avverte subito l’antichità di Ribe, la cura e l’attenzione nell’esaltare i particolari di un’architettura medievale che fa da sfondo ad una città calda e accogliente. Ceniamo al ristorante Mediterraneo (Gravsgade; 25 euro a persona), perché Piero reclama la sua dose di pasta. Scambiamo una chiacchiera con gli italiani che lo gestiscono e nel frattempo mio figlio si fa fuori un megapiatto di fettuccine alla bolognese. Ci raccontano del modo di fare impresa in Danimarca: è chiaro che questa è una nazione che agevola l’iniziativa economica, anche da parte di cittadini stranieri, a patto però che nessuno faccia il furbo; e in effetti ,la bellezza di passare una vacanza qui è proprio quella di non chiederti mai se qualcuno vuole fregarti, perché i danesi hanno un comportamento cristallino, trasparente. Settimo giorno: Ribe - Kerteminde - Nyborg - Kerteminde (km 200 circa) La mattina la passiamo a fare shopping: ci sono molti negozi con oggettistica per la casa, alcune tea room che vendono antiche scatole di latta con bei ritratti a tempera. Passiamo sull’angiporto che collega il fiume al mare, delle belle costruzioni antiche fanno da cornice ad alcune golette in legno. Piero ne vorrebbe assaltare qualcuna ma i proprietari non sono dello stesso avviso. Visitiamo la Domkirke, segnalata anche dalle guide, un bell’altare e una appariscente porta in legno; ci consigliano anche la torre ma 300 scalini sono troppi. Partiamo per ritornare a Kerteminde. Il B&B Nabolos () che ci ha prenotato il Tourist Information di Odense è spettacolare: tetto in paglia, giardino e campagna curatissimi, i padroni di casa ci presentano il loro piccolo paradiso mettendoci subito a nostro agio. La camera ha un enorme letto matrimoniale e una finestra alle sue spalle che dà su un campo di grano. Cerco subito di entrare nello spirito di una casa shared: in cucina preparo il bollitore per un paio di tazze di caffè mentre moglie e figlio tentano di socializzare con una tedescona di 1 metro e 90. Il tempo di prendere possesso della camera (sui letti si trovano sempre ovviamente degli splendidi piumini danesi) e ci dirigiamo subito dopo verso Nyborg. Forse a Nyborg troviamo il tempo più ostile di tutta la vacanza: un vento fortissimo, mare almeno forza 5 e una pioggia e un freddo invernale. Sulla banchina Piero scorge un veliero: rotta verso il veliero, non ho alternative! A dire il vero ho provato a “fare il danese”, cioè parcheggiare lontano dalla banchina ed andare in perlustrazione della nave, ma il vento e la pioggia sono tali che per 10 minuti decido di fare l’incivile ed arrivare con l’auto a pochi metri dalla meta. Lo spettacolo è incredibile: fuori dal portoonde altissime, i pescherecci che rientrano in fretta (ma la gente che ci sta sopra appare comunque calma e per niente intimorita dalla burrasca), un freddo inusuale per agosto, mi vergogno un po’ a godere anche di questa situazione, ma è la verità. Il Nyborg slot lo visitiamo solo dall’esterno, figurarsi trovarlo aperto alle 18.30! Ceniamo al porto di Kerteminde al Sejlkub, un circolo velico che dà sul mare: rombo impanato con salsa di gamberi e asparagi e patate alle erbe (consigliato! Marinavejen 2; 30 euro a persona). Ottavo giorno: Kerteminde - Svendborg - Roskilde - Liseleje (km 200 circa) Dopo aver fallito per due volte la visita riusciamo questa volta a visitare il Fjord & baelt, un meraviglioso centro scientifico marino. All’interno, foche e delfini seguiti da un gruppo di scienziati che permette un interessante incontro con i turisti senza costringere gli animali alle solite evoluzioni circensi. Un tunnel sottomarino con una mostra itinerante sui mari del nord permette di vedere gli animali sott’acqua senza infastidirli; la gadgetistica serve alla sussistenza del centro, ci basta sapere questo per avere una giustificazione in più per comprare l’impossibile (la tisana dell’oceano no, questo è troppo). Alla 13 arriviamo nei pressi di Svendborg all’Egeskov Slot, il maniero più citato di Danimarca. Abbiamo la possibilità di visitare i giardini o anche il castello; optiamo per l’abbinata pagando una cifra spropositata (25 euro a persona e pagano anche i bimbi qualcosa in meno;ci ripromettiamo che con i castelli siamo a posto). Il maniero (le sue fondamenta sono costituite da migliaia di tronchi d’albero) ha il suo bel ponte levatoio e un fossato che Piero è certo sia stracolmo di coccodrilli (e nessuno lo deve smentire); l’interno è invece stracolmo di cimeli di caccia, i giardini sono belli e curati, il bosco offre anche un ponte tibetano fra gli alberi di 15 metri, riesco a convincere subito mio figlio a salire, mentre mia moglie ci segue quasi ad occhi chiusi. Ci sono inoltre due musei con auto e moto d’epoca . Partiamo per Roskilde e ci arriviamo troppo tardi per trovare il tourist information aperto. Roskilde non ci entusiasma, è praticamente deserta, decidiamo in un batter d’occhio di trovare qualcos’altro. Telefonicamente prenoto un b&b a Liseleje, vicino il fiordo di Frederiksvaerk. Per trovarlo è un’odissea: la proprietaria non mi sa dare indicazioni perché non trova gli occhiali per leggere la carta stradale. Al nostro arrivo ci accolgono nella sala da pranzo tutti gli ospiti che ci applaudono per la strada trovata. Il b&b non è dei migliori, un rifugio per gli appassionati di mare e surf, ma serve al suo scopo... (Liselangen B&B; Liselejevej 62 ; 80 euro a camera con colazione, bagno in comune). Riusciamo a stento a trovare un Mc Donald aperto e poi a letto distrutti. Nono giorno: Liseleje - Roskilde - Soro - Vallo (km 140 circa) Prima di ritornare a Roskilde diamo uno sguardo alla spiaggia di Liseleye, tanto decantata dai padroni del B&B. Ci rendiamo conto che agosto per i danesi corrisponde già ad un'estate terminata, la spiaggia è deserta, ma soprattutto c’è una aria frizzantina ed è ormai quasi impossibile esporsi al sole (c’è però un discreto numero di ragazzi che si allenano con il kite surf). Arriviamo al Vikingeskibmuseet di Roskilde, creato dopo il ritrovamento di 5 navi vikinghe nel fiordo di Roskilde. Qui, un gruppo di scienziati si occupa di raccogliere i pezzi di legno che componevano le navi, ricomporle su un’anima di acciaio, costruire 5 navi daccapo uguali a quelle ritrovate utilizzando gli strumenti dell’epoca, continuare a scandagliare il fondale del fiordo perché sono sicuri che ci sia dell’altro. Tutto questo aprendo anche un centro per i visitatori i quali possono scoprire ulteriori verità su questa eroica gente del nord e, addirittura, vogare su una nave vichinga (dovreste arrivare in prima mattinata e prenotare il giro in barca alla biglietteria, ci hanno detto che è molto suggestivo) oltre che visitare la flotta creata ex novo dagli scienziati danesi. La costruzione è un mix di legno e vetro con uno splendido giardino che abbraccia il museo adiacente, per i bimbi c’è una vasca all’ingresso con alcuni modellini di navi vichinghe da far navigare. La tappa successiva è Soro, che si rivela una piacevole sorpresa:un minuscolo centro caratterizzato da una torvet centrale (la piazza principale) piccola e accogliente, un’Accademia universitaria e i suoi giardini, e uno splendido lago. Dopo una pizza ed un caffè ci dirigiamo verso Sogade, una strada che sbocca sul lago; prima di arrivarci ci fermiamo vicino ad un campo d’atletica dove si svolge un allenamento di cricket . La giornata è caldissima e ci concediamo un meritato riposo; dopo un’oretta, dal lago arriva alle nostre orecchie una musica anni '30 a basso volume, ci affacciamo e vediamo un piccolo battello che offre un giro dell’area ad una velocità soporifera. Noi non avevamo tempo per questa gita, ma la consigliamo vivamente per la quiete che si respirava. Lasciata Soro, ci dirigiamo verso Vallo, in prossimità di Copenaghen. Perché Vallo? Perché la nostra guida le dedica un piccolo inciso, esaltandone la caratteristica di posto dimenticato dal tempo e perché è vicinissimo all’aeroporto Kastrup dove domattina dovremo riconsegnare l’auto alle 11 ( è bene ricordare che, in Danimarca, se la consegna dell’auto avviene anche 10 minuti dopo l’orario pattuito rischiate una salata penale, così come nel caso in cui non lasciate l’auto con il pieno di benzina). Non vorrei essere ripetitivo, ma Vallo è bellissima, piccolissima, verdissima e con il suo bel castello e i suoi favolosi ettari di giardino. Prenotiamo una camera al Valloslotskro, un po’ costosa, ma assolutamente giustificata dal posto e dall’albergo: un’antica locanda tirata a nuovo con gli interni sontuosi ma non eccessivi. Ceniamo in albergo ( anche perché è l’unico punto di ristoro): uno splendido filetto al vino rosso e un simpatico tavolo buffet per i contorni, spendendo davvero poco (Slotsgade 1; 120 euro circa la camera con colazione; la cena costa 20 euro a persona). Decimo giorno: Copenaghen - Italia (volo) Alle 11 riconsegnamo l’auto al Kastrup airport (terminal 3, parking 3° piano: lì si consegnano tutte le auto di qualsiasi compagnia di noleggio), riconsegnamo le chiavi alla Hertz e abbandoniamo subito l’idea di prendere un treno per Malmoe, in Svezia (sappiate però che dall’aeroporto a Malmoe ci vogliono solo 20 min. di treno; la città è visitabile in mezza giornata per cui, se avete una partenza verso la tarda serata, l’ultimo giorno potreste utilizzarlo per una fuga in Svezia andata e ritorno. Al Kastrup airport c’è inoltre un’eccezionale deposito bagagli). Dopo il check in giriamo per negozi e ci rendiamo conto che l’aeroporto offre un ‘infinità di soluzioni per impegnare piacevolmente del tempo. Alle 16 ci imbarchiamo. |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Danimarca Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Danimarca&action=history DanimarcaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il Regno di Danimarca è il più piccolo paese nordico. Si trova in Scandinavia, nel nord dell'Europa e consiste in una penisola, lo Jutland (in danese Jylland), unita al nord della Germania e in molte isole, anche di dimensioni consistenti. Anche la Groenlandia e le Isole Faroe sono soggette alla Corona danese, anche se godono di una ampia autonomia.
[modifica] Storia
Anticamente abitata da tribù germaniche, fu sede nei secoli VIII e IX della civiltà dei vichinghi, che attaccarono e saccheggiarono le coste inglesi e francesi. A partire dal X secolo, la Danimarca diviene un regno indipendente, al quale appartengono la Norvegia, fino al Congresso di Vienna (1815), una parte della Germania settentrionale fino alla metà del XIX secolo, l'Islanda, che divenne indipendente nel 1944 e la Groenlandia, che ne è tuttora una contea autonoma.
[modifica] Geografia
Il territorio è quasi interamente pianeggiante, i rilievi più elevati non raggiungono i 200 metri di altitudine. L'isola della Groenlandia, per il suo clima glaciale, è quasi del tutto disabitata; gli unici e pochi abitanti sono gli inuit. Il territorio danese, invece, gode di un clima relativamente mite rispetto ad altre zone poste alla stessa latitudine e la vegetazione che vi si trova frequentemente sono boschi di latifoglie e la brughiera. A Copenaghen le temperature medie variano dai -1°C di febbraio ai +17° di luglio e agosto.
[modifica] Suddivisioni
La Danimarca è divisa in 13 contee (amter, singolare: amt), e 270 comuni (kommuner, singolare kommune). La prossima Riforma Comunale Danese rimpiazzerà le contee con cinque nuove regioni e ridurrà il numero di comuni a 98. I nuovi comuni assumeranno le competenze delle precedenti contee. Gran parte dei nuovi comuni avrà una popolazione di almeno 20.000 persone. La riforma sarà attuata il 1 gennaio 2007. Contee:
Tre comuni hanno statuti speciali: Anche la Groenlandia e le isole Faroe appartengono al regno di Danimarca, ma hanno statuti autonomi sono sostanzialmente autogovernate e ciascuna è rappresentata da due seggi nel parlamento.
[modifica] Economia
L'economia danese è legata prevalentemente all'agricoltura (ortaggi e cereali), all'allevamento e alle industrie conserviere e alimentari. La pesca, praticata con attrezzature moderne, alimenta l'industria di conservazione del pesce. Nel Mare del Nord si trovano giacimenti di petrolio e gas naturale. L'industria è presente nei settori cantieristico, chimico, elettronico e alimentare.
[modifica] PopolazioneLa Danimarca ha 5.368.345 abitanti, dei quali almeno un quinto risiede a Copenaghen o nell'area urbana della capitale.
[modifica] ReligioniProtestanti 86%, cattolici 3%, musulmani 2%, altri 2%, atei 7%
[modifica] CulturaIl motto nazionale (in danese): Guds hjælp, Folkets kærlighed, Danmarks styrke ("L'aiuto di Dio, l'amore del popolo, la forza della Danimarca"). Il danese meglio conosciuto negli altri paesi è probabilmente Hans Christian Andersen, uno scrittore famoso principalmente per le sue favole, tra cui Il vestito nuovo dell'Imperatore ed il brutto anatroccolo. Altri danesi famosi sono:
[modifica] Politica
La Danimarca è diventata nel 1849 una monarchia costituzionale con l'adozione di una nuova costituzione. Il monarca formalmente è il capo dello stato, ma questo ruolo è più che altro cerimoniale, dato che il potere esecutivo è esercitato dal consiglio dei ministri, in cui il primo ministro agisce come primus inter pares. Del potere legislativo sono investiti sia il governo che il parlamento danese, detto il Folketing, del quale fanno parte fino a 179 parlamentari. Il potere giudiziario funziona ed è amministrato in modo indipendente dall'esecutivo e dal parlamento. Le elezioni per il parlamento vengono tenute almeno ogni quattro anni; tuttavia il primo ministro ha facoltà di richiedere elezioni anticipate. Nel caso in cui il parlamento approvasse un voto di sfiducia contro il primo ministro, tutto il governo dovrebbe dimettersi. [modifica] Voci correlate
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