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Dediche Serenate Frasi Amore Problemi di Cuore
Molte ricerche hanno evidenziato che chi ha una vita affettiva e relazionale soddisfacente non solo è molto più felice,ma ha anche vive più a lungo.
La sensazione di non essere importanti per nessuno è la causa di molte depressioni e persino suicidi;
Complice di tutto questo sono i ritni frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani.
**Timidezza,scarse abilità sociali e diffidenza verso gli altri sono i fayyori che possono contribuire a peggiorare la solitudine,
Per sconfiggere la solitudine si deve uscire dal proprio guscio!
Alcuni consigli per superare la Solitudine:
C’è la Solitudine del Timido,che non sà avvicinarsi agli altri,e la Solitudine delle persone sempre in viaggio per motivi di lavoro,e hi si sente solo in mezzo alla folla!
***Si deve fare uno sforzo nel cercare nuove amicizie.,devi dedicare alla tua vita sociale,tempo ed energia,cercando di creare delle occasioni d’incontro.
Fai la prima mossa!
Nel primo contatto liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo.
Nei primi contatti ciò che conta non è tanto apparire interessamti,quanto mostrarsi interessati all’altra persona.
Sviluppa l’amicizia con gradualità.
Sii te stesso.
Non essere troppo critico verso gli altri.
Sviluppa i tuoi interessi;
Se ti amncano elemti di conversazione devi ampliare i tuoi interessi.

___________Una ricetta contro la solitudine?
La qualità delle nostre relazioni dipende dal nostro atteggiamneto psicologico.

La Solitudine degli adolescenti e dei giovani si vedono nelle piazze,nelle paninoteche e pizzerie,nelle discoteche.
L’adolescenza ha dentro di sè una serie di fattori che predispongono alla solitudine,come per esempio il suo sviluppo;
Nel giro di pochi anni si ha un rapido sviluppo fisico che pone agli adolescenti il problema di riconoscersi,l’insorgere di caratteri sessuali della maturità.
Il passaggio alle scuole superiori,poi...che avvia l’adolescente ad un nuovo ragionamento,logico-astratto, gli crea non pochi problemi.

__________Come sfuggire al male della Solitudine:
Il rimedio migliore è trovare le risorse per non piangersi addosso e fare la prima mossa e cercare un gruppo impegnatoin attività valide e costruttive.

___________Fonte: http://www.depressioneansia.it/depressione.htm 

Nella Tabella sono riportati i sintomi più comuni della Depressione, dei Disturbi d’Ansia, e del Disturbo Bipolare:
Depressione
Sono triste, infelice, giù più del solito
Ho perso interesse per le cose che prima mi piacevano, sono svogliato
Mi sento stanco, con poche energie
Mi concentro con difficoltà
Dormo poco
Dormo troppo
Mangio poco
Mangio troppo
Ho perso interesse sessuale
Sono più indeciso del solito
Non ho fiducia in me come prima

Non guarirò mai
La vita non mi interessa più
Ansia
Mi preoccupo troppo per molte cose, anche piccole
Ho attacchi di paura, con difficoltà a respirare, o batticuore, o poco equilibrio
Ho paura di perdere il controllo di me o di diventare folle
Evito rapporti con le persone per paura di essere giudicato
Ho paura di oggetti, come i coltelli
Ho paura di ambienti e posti da cui temo di non potere scappare
Ho paura di uscire di casa
Ripeto dei pensieri molte volte
Rifaccio delle cose molte volte (come controllare le porte, il gas, la luce, lavarmi le mani)
Disturbo Bipolare, Eccitamento
Sono troppo contento, troppo su per il mio solito
Ho più energie del solito
Ho più voglia di fare le cose del solito
Ho meno bisogno di sonno del solito
Sono più attivo del solito, faccio più cose del solito
Parlo di più del solito
Spendo più del solito
Mi arrabbio di più del solito
Penso continuamente, la mente non smette mai di pensare
Ho difficoltà a concentrarmi
Cerco le persone più del solito
Ho più interesse sessuale del solito
Ho più fiducia in me del solito
Come si riconosce la Depressione?
I sintomi più importanti sono riportati nella Tabella. Questi sintomi devono essere presenti da almeno alcune settimane, ed essere così intensi da compromettere le capacità lavorative ed i rapporti sociali. Vi sono molti tipi di depressione.

Come si riconosce il Disturbo Bipolare?
I sintomi più importanti sono riportati nella Tabella. Nel Disturbo Bipolare si alternano periodi di depressione e periodi di eccitamento, chiamati episodi ipomaniacali ed episodi maniacali. L’ episodio maniacale (mania) è più grave dell’episodio ipomaniacale (ipomania). La mania può richiedere il ricovero e causa grossi problemi, mentre la ipomania è spesso un periodo più positivo del solito, con aumento dell’umore positivo, superattività, ed aumento delle capacità lavorative e dei rapporti sociali. Quando vi è la mania il Disturbo Bipolare si chiama Disturbo Bipolare tipo 1, quando vi è la ipomania il Disturbo Bipolare si chiama Disturbo Bipolare tipo 2.

Depressione e Disturbo Bipolare sono frequenti?
Il rischio di avere una Depressione è del 10-15%, ed è del 5-10% per il Disturbo Bipolare.

Chi è più a rischio?
Le donne e i giovani.

Depressione e Disturbo Bipolare sono malattie o stati psicologici che si risolvono reagendo?
Sono malattie vere e proprie, causate da disturbi chimici del cervello. Questi disturbi chimici del cervello sono ereditati (genetici) e/o causati dagli stress in persone geneticamente predisposte.

Depressione e Disturbo Bipolare sono malattie curabili?
Le terapie attuali sono molto efficaci. Purtroppo, queste malattie spesso non sono riconosciute, sono sottovalutate e sono curate male. Spesso si dice che bisogna reagire, che ci vuole la volontà, non sapendo che invece sono malattie, e che la depressione ed il disturbo bipolare richiedono terapie farmacologiche, come la polmonite o l'ipertensione arteriosa.

Depressione e Disturbo Bipolare sono malattie gravi?
La depressione e il Disturbo Bipolare posson essere gravi, fino a compromettere lavoro, vita famigliare e sociale. Inoltre, hanno un rischio di suicidio.

Quali sono le cause?
La depressione, nel 10% dei casi può essere causata da altre malattie, come le anemie o l'ipotiroidismo, o da alcuni farmaci. Più spesso è causata da una maggiore vulnerabilità agli stress, che può essere ereditata. Maggiore è la vulnerabilità, minore è l'intensità dello stress necessaria per causare una depressione. Mentre le prime depressioni sono spesso causate da stress importanti, le depressioni successive possono comparire per nessun motivo. L'autonoma comparsa della depressione, o la sua comparsa dopo stress sempre minori, dipende da cambiamenti chimici causati nel cervello dagli stress e dalla stessa depressione. Per il Disturbo Bipolare la parte ereditaria è più importante. Una persona che ha un genitore con la Depressione o il Disturbo Bipolare ha un rischio di ereditare questi disturbi che è superiore al rischio generale.

Quale rischio di suicidio hanno Depressione e Disturbo Bipolare?
Il rischio di suicidio è del 5-10%. Perciò, Depressione e Disturbo Bipolare sono malattie importanti, che non devono essere sottovalutate, specialmente quando sono gravi.

Depressione e Disturbo Bipolare hanno un rischio di ricadute?
Depressione e Disturbo Bipolare spesso ricadono. Però, il decorso è variabile nel tempo, e da caso a caso. Vi sono periodi in cui vi sono molte ricadute, e periodi anche molto lunghi in cui non vi sono ricadute. Un sottogruppo ha un aumento nel tempo del numero di ricadute. Ogni depressione, ogni episodio maniacale e ipomaniacale causano cambiamenti chimici nel cervello, che favoriscono future ricadute. Perciò è importante non solo curare, ma anche prevenire la depressione e gli episodi maniacali e ipomaniacali.

Come si cura la Depressione?
La terapia si basa principalmente sui farmaci antidepressivi, affiancati da colloqui di supporto e psicoeducativi.

Come si cura il Disturbo Bipolare?
La terapia si basa principalmente sui farmaci regolatori dell’umore, affiancati da colloqui di supporto e psicoeducativi.

Quale è la probabilità di guarigione della Depressione?
La probabilità di migliorare e guarire con i farmaci antidepressivi è alta. Prima si comincia la terapia, più rapida e completa è la guarigione. Anche la depressione che dura da molti anni è curabile. Inoltre, è possibile impedire il ritorno della depressione con la terapia antidepressiva di mantenimento. Non vi è una terapia che toglie per sempre la Depressione, ne vi sono cause psicologiche nascoste che bisogna scoprire. E’ un disturbo chimico e genetico, i farmaci rimettono ordine al disordine chimico associato alla Depressione. La terapia di mantenimento con i farmaci antidepressivi (almeno per diversi mesi) è fondamentale per rendere più stabile la chimica rimessa in ordine dai farmaci, perché se i farmaci sono sospesi poco tempo dopo la guarigione il rischio di ricadere poco dopo è alto.

Quanto tempo ci vuole per guarire dalla Depressione e dal Disturbo Bipolare?
La depressione comincia a migliorare generalmente dopo alcune settimane di terapia con i farmaci antidepressivi, e generalmente scompare dopo alcuni mesi o anche prima. Dopo la scomparsa dei sintomi, la terapia antidepressiva deve essere continuata per diversi mesi, per prevenire una ricaduta. A volte, specialmente nelle depressioni più gravi e ripetute, può essere necessario modificare la prima terapia, anche varie volte, per avere risultati migliori. Le cose non sono semplici come curare il raffreddore. Non vi è un farmaco antidepressivo che cura tutti, vi sono persone che rispondono meglio ad un farmaco che ad un altro, e la ricerca del farmaco migliore a volte richiede tempo. I sintomi della depressione possono orientare la scelta del farmaco, ma comunque un gruppo non piccolo di persone non risponderà alla prima terapia. Ad ogni modo, insistendo, la probabilità di guarigione è alta. Ragionamento simile, relativo ai farmaci regolatori dell’umore, vale per il Disturbo Bipolare.

Quali sono le probabilità di rispondere alla prima terapia antidepressiva?
Nella Depressione, sei persone su dieci rispondono al primo farmaco antidepressivo. Le altre persone rispondono cambiando la terapia di solito. Dopo avere usato tre farmaci antidepressivi uno dopo l’altro, il 95% delle persone con una depressione sono guarite. Poiché vi sono molti farmaci antidepressivi, la probabilità di rispondere è perciò alta. Nel Disturbo Bipolare, la depressione può richiedere più tempo per rispondere alla terapia. La mania e la ipomania rispondono di solito più velocemente ai regolatori dell’umore, specialmente se attaccate subito, quando non sono gravi. Un attacco subito ai primi sintomi è più rapido ed efficace anche nella depressione.

Vi è una terapia antidepressiva uguale ed efficace per tutti?
Vi sono molti tipi di depressione, ed ogni tipo di depressione risponde meglio ad alcuni farmaci antidepressivi. Inoltre, la stessa terapia non è efficace per tutti. Perciò non è raro dovere cambiare la terapia dopo alcune settimane se non si osserva una risposta, a causa della diversità clinica e biochimica di ogni persona.

Quanti tipi di Depressione vi sono?
Vi sono molti tipi di depressione, che richiedono una diagnosi ed una terapia specialistica. Ogni tipo richiede terapie speciali. Non individuare il tipo di depressione può rendere la terapia inefficace.

Vediamo alcune di queste depressioni?
Vi è un quadro generale comune a tutte le depressioni, riportato nella Tabella di sopra.

Come si distinguono i vari tipi di depressione?
I tipi più comuni sono la depressione atipica, la depressione bipolare, la depressione mista, la depressione psicotica, la distimia, la depressione unipolare, la depressione malinconica.

Vediamo la Depressione Atipica
È presente nel 40% dei casi ambulatoriali. Nella depressione atipica, oltre al quadro generale, vi è eccesso di sonno, ingrassamento, aumento della fame, grande calo delle energie, ipersensibilità alle critiche degli altri. Questo tipo di depressione risponde meglio ad alcuni antidepressivi piuttosto che ad altri, ed è più comune nel Disturbo Bipolare.

E la Depressione Bipolare?
Studi dell'autore (consultabili nella banca dati il cui collegamento è riportato nella sezione L'autore) con la University of California in San Diego (USA) hanno chiarito questo tipo di depressione. È molto comune, un caso ambulatoriale su due ha una depressione bipolare. Purtroppo, spesso non è riconosciuta, portando a terapie inadeguate ed inefficaci. Per riconoscerla bisogna indagare se la persona ha avuto episodi maniacali o ipomaniacali, che distinguono il Disturbo Bipolare dalla Depressione nonbipolare (o unipolare). La mania è più facile da indagare perché è più grave, la ipomania è più difficile da indagare perché può essere scambiata per un comportamento normale, specialmente dalla persona che l’ha avuta.

Come si distingue la Mania dalla Ipomania (o Disturbo Bipolare tipo 1 e Disturbo Bipolare tipo 2)?
I sintomi sono simili (vedi Tabella) ma più gravi nella mania. La mania causa grossi problemi lavorativi, famigliari, sociali, problemi economici (spese ed investimenti esagerati), comportamenti spericolati (guida, eccesso di alcolici, iperattività sessuale, aggressività), e può richiedere il ricovero. Questi tipi di problemi non sono presenti nella ipomania, che invece è spesso un periodo piacevole di superattività, diverso dal solito modo di essere di una persona. Chi ha un episodio maniacale o ipomaniacale di solito non cerca l'aiuto del medico, perché si sente al massimo delle sue capacità e vorrebbe sempre stare così su. Ma un episodio maniacale o ipomaniacale viene spesso seguito da una depressione, perché la regola è che andare troppo su porterà poi giù. Perciò bisogna curare non solo la mania per tutti i problemi che causa, ma anche la ipomania, anche se non causa problemi (all’opposto, spesso le cose vanno meglio del solito). Sia la mania che la ipomania usano un eccesso di energie cerebrali, che, una volta finite, causeranno la depressione (lo stato in cui non vi sono più energie).

In che cosa è diversa la Depressione Bipolare (del Disturbo Bipolare)?
E’ necessario prevenire non solo le ricadute della depressione, ma anche gli episodi ipomaniacali e maniacali. Un problema è che la terapia che cura la depressione (i farmaci antidepressivi) può causare un episodio maniacale, con tutti i problemi collegati. Perciò gli antidepressivi sono di regola combinati ai farmaci regolatori dell'umore, che servono a prevenire o a curare gli episodi ipomaniacali e maniacali del Disturbo Bipolare. La depressione bipolare risponde meglio ad alcuni antidepressivi piuttosto che ad altri, ed è spesso una depressione con eccesso di sonno ed eccesso di fame (cioè una depressione atipica).

Vi sono sottotipi di Depressione Bipolare?
Studi dell'autore con la University of California in San Diego (USA) hanno chiarito questi tipi di depressione. Vi sono due sottotipi. La depressione bipolare tipo 1 e tipo 2. La depressione bipolare tipo 1 (del Disturbo Bipolare tipo 1) alterna periodi di depressione e periodi di mania. La depressione bipolare tipo 2 (del Disturbo Bipolare tipo 2) alterna periodi di depressione e periodi di ipomania. Gli studi dell’autore, poi confermati da molti altri ricercatori, hanno dimostrato che il Disturbo Bipolare tipo 2 è presente in un caso su due di depressione ambulatoriale. Prima, questo disturbo passava inosservato.

Come si distingue la Depressione Mista?
Studi dell'autore con la University of California in San Diego (USA) hanno portato alla scoperta di questo nuovo tipo di depressione. Nella Depressione Mista sono presenti nello stesso tempo i sintomi generali della depressione e i sintomi della ipomania, come la facile irritabilità, essere agitati, avere la testa piena di idee che non si fermano. Molti casi hanno un Disturbo Bipolare tipo 2. Davanti ad una depressione mista, così come davanti ad una depressione atipica, bisogna sempre pensare che si tratti di un Disturbo Bipolare.

Perché è importante riconoscere la Depressione Mista?
Perché gli antidepressivi usati da soli o ad alte dosi peggiorano la parte ipomaniacale di questa depressione, causando maggiore irritabilità, più insonnia, e comportamento agitato ed aggressivo. In pratica, peggiorano le cose invece di migliorarle. Perciò, è indispensabile combinare un antidepressivo ad un regolatore dell'umore. Un regolatore dell'umore non solo controlla la irritabilità ed il comportamento agitato, ma previene anche che l'antidepressivo possa peggiorare le cose. La terapia deve quindi spesso essere una doppia terapia. Questo spiega in parte perché vi sono delle depressioni resistenti alle terapie.

Vi sono allora nuove possibilità di curare la Depressione?
Certamente. Riconoscere il tipo di depressione permette una terapia mirata, e previene l'uso di una terapia che invece di migliorare peggiora le cose.
I nuovi regolatori dell'umore, sempre più leggeri e tollerati, che lasciano la mente lucida, sono un'arma indispensabile nella terapia della depressione bipolare e mista.
Infine, vi sono nuovi antidepressivi (leggeri, che lasciano la mente lucida, da cui non si diventa dipendenti), che essendo chimicamente diversi dai precedenti, possono curare depressioni resistenti ad altri antidepressivi. Perché non solo vi sono vari tipi di depressione che richiedono terapie speciali, ma anche nello stesso tipo di depressione vi sono delle diversità chimiche da persona a persona, per cui non tutti rispondono allo stesso antidepressivo, e chi non risponde ad un antidepressivo può rispondere ad altri chimicamente diversi.

Allora è così importante la chimica nella Depressione?
Molto. I sintomi sono causati da cambiamenti chimici del cervello. La chimica cambia per effetto degli stress e perché una persona è predisposta geneticamente per la depressione. Davanti allo stesso stress solo 20 su 100 persone diventano depresse, e quelle 20 persone erano predisposte geneticamente.

E il ruolo degli antidepressivi?
Gli antidepressivi correggono e mettono in ordine la chimica, a volte in modo stabile, altre volte invece è necessario rifare le cure per periodi più lunghi.

I farmaci antidepressivi sono sicuri?
Quelli moderni sono sicuri, hanno infrequenti e leggeri effetti collaterali, non si diventa dipendenti, non annebbiano la mente, non sono dei tranquillanti, e non sono tossici.

Di cosa si parla durante i colloqui terapeutici?
Quando si ha una depressione tutto appare negativo, disperato, privo di valore, irrisolvibile e doloroso, non c'è più futuro, non si ha più fiducia in sé. Questa visione ipernegativa delle cose è esagerata e distorta. Essa è modificata con ragionamenti più realistici usando la terapia cognitiva. Inoltre, i problemi personali che possono avere causato o peggiorato la depressione, o che possono derivare dalla depressione, sono affrontati con la terapia interpersonale.

La Depressione si può associare ad altri disturbi mentali?
Spesso si associa agli attacchi di panico (vedi dopo), alle ossessioni e alle compulsioni (il disturbo ossessivo compulsivo, vedi dopo), alla bulimia, a disturbi della personalità.

Come si manifesta la Bulimia?
Vi sono eccessi alimentari ripetuti, durante i quali sono assunti grandi quantità di cibo in poco tempo ed in modo incontrollato, non riuscendo a smettere. Allo scopo di non ingrassare e di dimagrire, spesso è indotto il vomito, sono usati lassativi e diuretici, è attuato un digiuno esasperato, o si cerca di perdere calorie facendo molta ginnastica. La stima di sé dipende in modo esagerato dal peso e dalla forma del corpo.
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbi_dell%27umore

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Disturbi_dell%27umore&action=history

Disturbi dell'umore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze

 

I disturbi dell'umore [modifica]

Quotidianamente, il nostro umore può subire oscillazioni fisiologiche tra gioia e tristezza, determinate generalmente da eventi esterni, con ruolo adattivo poiché consentono ad un individuo di adeguare le proprie reazioni alle condizioni ambientali; è bene distinguere questi "fisiologici" cambi d'umore, generalmente saltuari o addirittura eccezionali, da quelli caratterizzanti i disturbi dell'umore, inteso come il tono affettivo che colora l'esperienza soggettiva, che costituiscono una patologia molto diffusa tra la popolazione, interessandone ben il 20%.

Più precisamente, il termine "disturbi dell'umore" comprende una serie di quadri clinici, determinati da precise alterazioni neurotrasmettitoriali, compresi fra due estremi che rappresentano i capisaldi di questo capitolo della patologia psichiatrica: la mania e la depressione.
Se da un lato, come già sottolineato, tali disturbi sono legati a precise alterazioni organico-biologiche, dall'altro non possiamo certo ignorare l'importanza degli eventi ambientali quali importanti cofattori eziologici: infatti, l'esordio di una sintomatologia distimica, sia essa maniacale o depressiva, è precipitato da episodi stressanti di natura psichica, fisica o sociale.

È stato dimostrato infatti che, nel periodo precedente l'esordio del quadro, i pazienti lamentano un carico di stress superiore a quello normalmente, e umanamente, tollerabile. Si è quindi ipotizzato che eccessivi carichi di stress possano slatentizzare, in soggetti caratterizzati da determinati temperamenti, intesi come la liaçon fra stato di benessere e di malattia o, secondo alcuni, come forme subcliniche dei disturbi dell'umore, tali quadri clinici. È chiaro quindi che più marcata sarà la predisposizione genetico-biologica individuale, minore sarà l'intensità degli stimoli capaci di indurre gravi episodi depressivi o maniacali.

 

Quadro clinico depressivo [modifica]

L'episodio depressivo vero e proprio, quello per il quale si pensa di aver abbondantemente "toccato il fondo", è spesso preceduto da prodromi quali tensione, ansia, astenia, insonnia, senza però alcuna compromissione socio-lavorativa rilevante; il periodo di stato è caratterizzato da tristezza, umore cupo e avvilito oppure da agitazione, irrequietezza associati ad un costante senso di colpevolezza, ad un rimorso verso qualcosa che non riusciamo a individuare.

Il soggetto appare apatico, anedonico, "pieno di un niente che però pesa come una macigno" al torace o alla "bocca dello stomaco" (epigastrio), rallentato nei movimenti, trascurato nella cura della propria persona, invecchiato, dimesso; la mimica facciale è inerte così come il linguaggio che risulta sempre più scarno e la voce sempre più debole. Il soggetto si isola, non va al lavoro, interrompe i rapporti sociali che deteriorandosi contribuiscono al suo ulteriore distacco dal resto del mondo: spesso rimane addirittura a letto in uno stato di stupore depressivo per cui non si veste, non mangia, non parla. La funzione cognitiva risulta sempre più rallentata: l'ideazione è incostante e faticosa, l'attenzione polarizzata su pochi argomenti che hanno come comune denominatore il fallimento del soggetto in tutti i campi, dal sociale al lavorativo, dall'affettivo all'economico.

Le costanti preoccupazioni che lo assillano in alcuni casi si trasformano in veri e propri deliri secondari al disturbo depressivo con il soggetto che tende a costruzioni fantastiche che non possono non concludersi se non con la rovina, o addirittura la morte, del paziente, per evitare le quali il suicidio sembra l'unica via di fuga.

Tra i disturbi neurovegetativi, attribuibili ad alterazioni omeostatiche del sistema limbico-diencefalico (il "generatore ed elaboratore delle emozioni"), il più precoce è rappresentato dall'insonnia con il soggetto che lamenta un sonno non ristoratore, disturbato da una spiacevole attività onirica; seguono calo dell'appetito con vistoso dimagrimento e disturbi della sfera sessuale con calo della libido fino al completo disinteresse.

Come già accennato, la profonda demoralizzazione spinge buona parte dei soggetti a pianificare il suicidio, soluzione scelta dalla stragrande maggioranza dei depressi dei paesi del nord Europa, dato che sottolinea ancora una volta l'importanza del fattore ambientale nell'eziologia multifattoriale del disturbo.

 

Quadro clinico maniacale [modifica]

L'episodio maniacale ha esordio più rapido rispetto a quello depressivo: è in genere preceduto da un periodo di iperattività, eccessiva contentezza, loquacità - parametro da tenere in considerazione in soggetti solitamente riservati. Nel periodo di stato, si ha un'elevazione del tono dell'umore, per cui il paziente appare allegro, euforico: in verità sono sufficienti piccole frustrazioni, minimi contrasti perché al benessere subentri rabbia, irritazione o crisi di pianto di breve durata.

L'individuo si nasconde in una corazza fragilissima che non lo protegge affatto, anzi, una volta rotta, lo rende molto più vulnerabile agli stimoli esterni di qualsiasi altra persona. A questa apparente euforia si associa un incremento dell'attività motoria con il soggetto che non riesce a stare fermo; è irrequieto, loquace se non logorroico, ampolloso nel linguaggio che però non maschera la retoricità dei discorsi che non hanno senso, che sono vuoti, illogici senza nessi associativi.

In poco tempo diventa insopportabile e la gente tende ad allontanarlo ignorando che, quando all'euforia seguirà una rapida caduta del tono dell'umore, questo atteggiamento potrà condannare il soggetto a vivere un'esperienza talmente straziante che solo un gesto estremo potrebbe concludere. Per il paziente tutto è realizzabile "Hic et Nunc", ma i progressivi deficit dell'attenzione, della capacità di relazione, di sintesi e di pensiero rendono questo intento sempre più arduo ed è a questo punto che si accorge che tutto non va come vorrebbe, che gli altri tendono ad evitarlo, che tutto comincia a non avere un senso come i discorsi che pronuncia.

Durante l'episodio maniacale, la sintomatologia neurovegetativa è speculare a quella depressiva: si riduce la necessità di dormire come pure quella di alimentarsi, perché il paziente vuole sempre stare attivo per perseguire quel fine che progressivamente anche ai suoi occhi va smaterializzandosi; la durata varia da qualche giorno a qualche mese ed al termine dell'episodio il soggetto ritorna ad uno stato eutimico o, molto spesso, presa coscienza del niente che ha perseguito o che ha ottenuto, sprofonda in uno stato depressivo classico.

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Depressione_post-partum

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Depressione_post-partum&action=history

Depressione post-partum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

La depressione post-partum o depressione post-natale colpisce il 10-20% delle donne nei giorni successivi al parto. Sintomi come le crisi di pianto, cambiamenti di umore, irritabilità generale, perdita dell'appetito, insonnia o all'opposto difficoltà a rimanere svegli, assenza di interesse nelle attività quotidiane e/o verso il neonato caratterizzano tale patologia specifica, denominata comunemente anche depressione post-parto.

Alcuni di questi sintomi possono presentarsi in forma specifica ma solo una diagnosi effettuata da un medico può determinare con sicurezza la presenza di una depressione post-partum. Il pianto, adesempio, è un sintomo che colpisce la maggioranza delle neomamme, si può infatti stimare che il 70% delle donne abbia crisi di pianto nei giorni successivi al parto (baby blues). Queste "crisi di pianto" non debbono "spaventare" e tendono a diminuire con il passare dei giorni. Anche in questi casi però è consigliato il supporto psicologico della famiglia, in particolare del compagno.

Nei casi in cui sia stata diagnosticata una vera e propria depressione post-partum il medico potrà decidere la somministazione di farmaci antidepressivi. Alla terapia medica va comunque abbianato un supporto psicologico ove, senza essere opprimenti, si faccia sentire disponibilità e aiuto alla mamma. Anche piccoli gesti di affetto o piccoli gesti materiali come l'affiancamento nelle cure al neonato (non la "sostituzione": non bisogna trasmettere alla madre una sensazione di inutilità) sono determinanti per il superamento della depressione post-partum. Purtroppo la complessità della psiche umana non permette di dare consigli univoci: ogni mamma va aiutata in modo diverso poiché lo stesso comportamento può essere vissuto in modi diversi da ogni puerpera, occorre cercare di capire cosa giova e cosa invece aumenta la depressione della paziente.

Purtroppo nei casi più gravi, abbastanza limitati, la depressione post-partum può arrivare ad una vera e propria psicosi che spinge la madre a comportarsi male verso il neonato o verso se stessa. La madre infatti "sente voci" che le dicono da fare del male a se stessa o al neonato, ad esempio perché "posseduto" o perché il neonato "incrina" il rapporto con il compagno.