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Cronologia
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Dialetto veronese

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Il dialetto veronese (dialèto veronese) è un dialetto della lingua veneta, appartenente al gruppo delle lingue galloromanze, parlato nella provincia di Verona. Il veronese è considerato una lingua formata da tanti dialetti. La provincia veronese, infatti, confina con la provincia di Vicenza, di Padova, di Rovigo, di Trento, di Mantova e di Brescia, di conseguenza si può dire che la parlata vari tra le diverse zone della provincia, in particolare nei paesi di confine.

Deriva dal latino volgare[1], che si presume fu a sua volta influenzato dal venetico, lingua indoeuropea, parlata dai popoli che dal VI secolo a.C. si insediarono nella regione.

Nel corso del tempo, grazie a diversi poeti e scrittori, il veronese ha subito una "codificazione" a livello scritto, prima era solo una "tradizione" che i genitori tramandavano ai propri figli e così via.

Indice

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Diffusione e varianti [modifica]

Abbiamo parlato delle varie differenze, sul piano del lessico e della pronuncia, nella parlata veronese. Possiamo quindi riassumere con questo schema le varianti dialettali:

In alcuni dialetti della provincia di Vicenza o di Padova, parlati in comuni confinanti con quelli di Verona, quali Lonigo o Montagnana si rintracciano forti legami col veronese. Lo stesso avviene ad esempio nella Bassa Mantovana nei comuni di Villimpenta o Castel d'Ario o nell'Alto Rodigino, in primis a Badia Polesine, dove la parlata non si discosta eccessivamente da quella veronese.

 

Caratteristiche [modifica]

Una caratteristica del dialetto veronese che ne denuncia la derivazione galloromanza è la presenza obbligata ed enclitica del pronome personale nelle interrogative dirette: ad esempio "Vienlo o no?" (viene o no?); "Vuto vegnar con noantri?" (vuoi venire con noi?) assieme a quasi tutti le altre varianti della lingua veneta (vienlo? , vutu? /vóstu? / vóto? , magnèo?) escluso solo il veneziano moderno.

Un'altra caratteristica, comune in tutti i dialetti veneti, è il pronome clitico, posto tra soggetto e predicato nella seconda persona singolare e nella terza sia singolare che plurale: ti te compri (tu compri), Marco el magna (Marco mangia), i cani i baia (i cani abbaiano). Questi pronomi, inoltre, stabiliscono il senso della frase al posto delle desinenze dei verbi: el parla/i parla (parla/parlano), te compravi/compravi (compravi/compravate).

Per quanto riguarda la fonetica, un tratto tipico del veronese in comune con il bellunese e con il poesano è che la L viene sempre pronunciata piena e mai evanescente cosicché "bała" viene pronunciata semplicemente "bala" , "scóła" viene pronunciata "scóla" ed infine "ciàcołe" si pronuncia semplicemente "ciàcole" (laddove le altre varianti leggerebbero "bàea, scóea, ciàcoe").

Caratteristico solo del veronese è invece l'interrogativo "ci": "ci sìto? ci èlo? ci èlo ci?"

 

Note [modifica]

  1. ^ Vedi Indovinello veronese

 

Bibiografia [modifica]

  • Barbarani Berto: Nuovo canzoniere veronese, Verona 1914
  • Buriana Ampelio, Puliero Roberto: Noantri, Verona 1995
  • L'Arena:Dizionario Veronese-Italiano, Verona 2004