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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Emergency Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Emergency&action=history EmergencyDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Emergency è una ONG italiana, fondata nel 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti. Emergency si dichiara neutrale rispetto alle parti in causa di qualsiasi conflitto: secondo la sua filosofia tutti hanno diritto a cure qualificate e gratuite. Emergency è presente in Iraq, Repubblica Centroafricana, Sri Lanka, Cambogia[1], Afghanistan[2], Sierra Leone[3] costruendo e gestendo ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternità, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base. Tra questi vi è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei 9 paesi confinanti[4] In Italia, a Palermo, dall'aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita ai migranti. Emergency ha portato a termine i suoi programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina e a Medea, in Algeria, in Kosovo, in Iraq, in Angola e in Sri Lanka.
Come interviene Emergency [modifica]Emergency pianifica i propri interventi soprattutto su due criteri fondamentali: l'effettivo bisogno della popolazione di assistenza medico-chirurgica specializzata, e la scarsità o mancanza di altri interventi umanitari analoghi nel Paese. È importante identificare due parole chiave che guidano l'attività medica di Emergency: la prima, "Gratuità", significa che tutte le tipologie di assistenza offerte da Emergency sono completamente gratuite, e questo incentiva le popolazioni a sottoporsi a cure spesso salvavita alle quali non avrebbero altrimenti accesso. La seconda, "Qualità", indica che l'assistenza offerta è la migliore possibile, la più moderna, quella che in media assicura i migliori risultati. Emergency si occupa inoltre di formare il personale locale secondo criteri e standard di alto livello professionale, di attuare interventi umanitari di assistenza ai prigionieri in situazioni di conflitto, e di realizzare progetti di sviluppo e cooperazione nei paesi in cui opera. Oltre alla chirurgia di guerra, l'attività di Emergency si è estesa anche alla cura di malattie invalidanti quali la poliomielite, le patologie cardiache, le malattie endemiche come la malaria, ed inoltre all'assistenza sanitaria di base ed alla risposta ai bisogni sociali estremi presenti nei luoghi dell'intervento medico-chirurgico. Emergency però agisce anche quando il paziente termina la degenza, provvedendo a formare professionalmente e scolasticamente gli ex pazienti, favorendone la reintegrazione sociale. Diffusione della cultura della pace [modifica]Parallelamente agli interventi umanitari all'estero, l'attività di Emergency in Italia è finalizzata alla creazione e diffusione di una cultura di pace. Questo lavoro è possibile grazie all'impegno sul territorio italiano di circa 200 gruppi (nel 2008) con un numero di circa 4000 volontari; ogni gruppo territoriale promuove nella propria zona incontri rivolti a sensibilizzare ed informare l'opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, partecipazione ad incontri e dibattiti con la propria testimonianza. Dalla sua fondazione, Emergency ha preso parte a molte campagne di sensibilizzazione a livello nazionale:
Sintesi degli interventi di Emergency [modifica]
Mappa dei paesi in cui Emergency è intervenuta
Emergency è intervenuta in 13 paesi dal 1994 a oggi:
Dal 1994 al 2008 Emergency ha aiutato 3.177.825 persone[5]. Iniziative [modifica]
Controversie [modifica]Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato criticato a causa del suo approccio, considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento[6]. Il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan ha ricevuto particolari critiche. Il progetto è stato criticato perché costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano prima di tutto le strutture sanitarie di più elementare livello, e dove la cardiologia non costituisce la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo costituirebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati[6]. Emergency dichiara d'impegnarsi già diffusamente nella medicina di base [7] - dalla cura della diarrea infantile alla dilatazione dell'esofago passando per la cura del piede torto e le campagne di vaccinazione; accanto a ciò, una struttura cardiochirurgica di alto livello, secondo Emergency, può aiutare ad innalzare gli standard di tutta l'area: la scienza medica ha sempre fatto progressi dall'alto, impiantando e sviluppando centri di eccellenza in grado di innalzare gli standard generali della sanità, formare personale, sviluppare la ricerca e tutti i servizi connessi. Dal 2005 è la stessa OMS a definire le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l'AIDS[8]. Ciò poiché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili può sviluppare così un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo. La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i diciotto anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, ma la maggior parte della popolazione non ha la possibilità di curarsi a causa dei costi insostenibili delle cure e dell'inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili. Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Filmografia [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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