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Poetries (English) by Iaphet Elli |
Empathy |
Romantic English Poetry |
Anxiety |
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Definizione
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EtimologiaIl termine psicologia deriva dal greco psyché (ψυχή) = spirito, anima e, iconograficamente, farfalla in quanto molte decorazioni dei vasi greci raffigurano l'anima come esalata nell’istante della morte con l'immagine di una farfalla - e da logos (λόγος) = discorso, studio.
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Semantica del terminein tale accezione la Psicologia è lo studio dello spirito o dell'anima. Il significato del termine, protrattosi immutato dal XVI secolo al XX secolo, è cambiato in modo significativo negli ultimi cento anni, adeguandosi alle nuove prospettive e alla moderna metodologia. La psicologia può essere
definita come la
scienza che
studia i rapporti che intercorrono tra un essere vivente e se stesso e i
rapporti che intercorrono tra un essere vivente e l'ambiente
in cui vive. Rapporti che si possono esprimere in termini di
esperienza e
comportamento. La psicologia moderna è una scienza composita, i cui metodi di ricerca vanno da strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da strettamente individuali (ad esempio: studi di psicofisica, psicoterapia individuale) a metodi con una maggiore attenzione all'aspetto gruppale e sociale (ad esempio: la psicologia del lavoro che impiega i cosiddetti 'gruppi focali'). Queste diversità di approccio hanno causato un proliferare di discipline psicologiche e di matrici culturali che tendono a sostenere punti di vista diversi e spesso in conflitto tra loro.
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Cenni storici
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I precursoriLa nascita della psicologia può essere fatta risalire al XVI secolo, con il tedesco Melantone, latinista e grecista. Per lui la psicologia era l’insieme di conoscenze filosofiche, letterarie e religiose sull’animo umano. Nel 1690 John Locke, filosofo inglese, pubblica il Saggio sull’intelletto umano in cui cerca di ricostruire il funzionamento della mente, per capire come nascono i nostri contenuti mentali, astratti e complessi. Per lui all’origine delle idee c'è l'esperienza, e studia il comportamento animale e umano. Egli vuole arrivare a capire quale sia il modo migliore per ragionare. La mente viene però analizzata solo attraverso ragionamenti e osservazioni, senza esperimenti. Il tentativo di studiare la mente di Locke non avrà successo in psicologia, anche se molti filosofi prenderanno spunto da lui per dare una base solida ai propri ragionamenti.
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La nascita della psicologia scientificaLa psicologia scientifica moderna nasce nella seconda metà dell'Ottocento. Tra il 1850 e il 1870 fisici e medici si occupano dello studio della psiche: le sensazioni, le emozioni, le attività intellettive. Gli scienziati applicarono allo studio della mente le metodologie che già applicavano alle scienze naturali, ma senza rendersi conto che stavano creando una nuova scienza, la moderna psicologia scientifica, in cui fusero le scienze naturali con lo studio della mente. Nel 1872 Charles Darwin pubblica L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali in cui descrive per la prima volta le somiglianze che dimostrano come uomini e animali comunicano sensazioni e manifestano e emozioni mediante il comportamento e il movimento di parti del corpo. Nasce così la teoria fisiologica delle emozioni: per Darwin le emozioni sono scariche di energia che attraversano l'organismo, scatenate da stimoli esterni. La paura è il brusco cambiamento fisiologico che un organismo incontra in presenza di un ostacolo. I movimenti con cui noi esprimiamo un'emozione, sono residui di quei movimenti che un tempo usavamo per uno scopo preciso. E così la pensa anche l’etologia. Quindi, per Darwin si comunica anche attraverso il corpo. La CNV, o comunicazione non verbale, è diventata importante dopo le ricerche con le api di Karl Von Frisch. Tra il 1860 e il 1870, Franciscus Donders studia i tempi di reazione, cioè il tempo che un individuo impiega per rispondere allo stimolo. Ancora oggi si usano per valutare le persone idonee alla guida di autobus ed autocarri. Donders li studiò per misurare le attività mentali. Più sono i passaggi mentali per rispondere a uno stimolo e più tempo viene impiegato per rispondere. Ci sono tre esperimenti tipici.
La differenza tra il secondo e il primo caso era la scelta di tirare o no la leva. Gustav Theodor Fechner laureato in medicina, è passato alla storia della psicologia, per aver fondato la psicofisica. Egli studiò per sette anni il rapporto tra gli stimoli fisici e sensazioni mentali. In Germania vi erano conflitti sul meccanicismo, che considerava tutti i fenomeni pari a quelli fisici, mentre il vitalismo considerava tutti i fenomeni appartenenti alla vita e alla mente. Fechner studiava il rapporto mente-corpo, per risolvere la questione tra vitalismo e meccanicismo. Ernst Weber aveva notato che la risposta agli stimoli varia a seconda della loro intensità. Nasce la legge di Weber-Fechner la quale afferma che la soglia sensoriale differenziale varia a seconda della grandezza degli stimoli, ed è proporzionale alla loro intensità. Quindi, essa serve per dire che la sensibilità di un corpo aumenta se gli stimoli aumentano di intensità. Il merito di aver fondato la psicologia come disciplina accademica, va a Wilhelm Wundt, in Germania, che tra il 1858 e il 1862 scrisse il libro Contributi alla teoria della percezione sensoriale e più tardi il suo Manuale di psicologia. Nel 1875 divenne professore di filosofia a Lipsia, dove fondò il suo laboratorio nel 1879. Nonostante vi fossero ancora termini fisiologia e filosofia, Wundt voleva fare psicologia. Al laboratorio affluirono allievi e osservatori di tutto il mondo. Veniva studiata la psicofisica ed i tempi di reazione. Era nata la psicologia come disciplina scientifica ed accademica. La cultura di Wundt, la biologia, la fisica, la filosofia, gli avevano permesso di sintetizzare la nuova disciplina. Nello stesso periodo Hermann Ebbinghaus realizza il primo importante lavoro sulla memoria. Hermann Ebbinghaus fu il primo ad effettuare un lavoro di psicologia sperimentale. Egli si era interessato alla psicologia per caso, trovando un libro di Fechner. Ebbinghaus si occupò della memoria, lo studio alla quale si erano applicati Aristotele e molti filosofi, studiandola nel laboratorio di Lipsia, dove oltre a studiare sensazioni, percezioni, non si studiavano il pensiero, l’apprendimento, la volontà e la memoria. Egli imparava a memoria gruppi di consonanti e vocali senza senso. Combinandole, ottenne 2 300 sillabe. Per impararle, leggeva ripeteva dall'inizio alla fine, e se si inceppava nella ripetizione, leggeva il resto e poi tutto, e così riprovava a ripetere tutte le sillabe. Si può memorizzare attraverso tre tipi di prove:
Ebbinghaus arrivò ad alcune conclusioni.
Nella Germania dell'800, che era diventato il principale centro scientifico del mondo, molti allievi di Wundt fondarono laboratori e scuole. Tra esse la scuola di Wurzburg che, con Kulpe, introdusse il metodo di introspezione (dal latino guardare dentro), consistente nell'osservazione delle nostre esperienze personali e interiori. Kulpe utilizzò l'introspezione (tra la fine del XIX secolo ed il primo decennio del XX) per indagare sperimentalmente sugli stati di coscienza che appaiono irriducibili alle immagini mentali e alle sensazioni, così come risulta per esempio durante i giudizi comparativi fra i pesi di due oggetti. In precedenza questa tecnica veniva usata molto poco con Wundt, perché vi era la preoccupazione che la descrizione di fatti troppo personali facesse perdere di vista gli obiettivi. I soggetti riferivano allo psicologo fatti interiori, con cui egli cercava di non interferire, chiedendo fatti semplici, senza andare a riallacciarli con il passato. A Wurzburg, oltre che limitarsi a studiare le sensazioni, si comincia a studiare pure il pensiero, e si studia ciò che accade nella mente in qualunque momento.
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L'approccio filosofico: la scuola di BrentanoPiù o meno negli stessi anni Franz Brentano propone un approccio filosofico alla psicologia con la sua scuola di Brentano (prima a Wurzburg e poi a Vienna). Brentano può essere considerato il secondo padre della psicologia (insieme a Wundt). La sua scuola influenzò Sigmund Freud e precorse i concetti della psicologia della Gestalt e della Psicologia sociale.
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La scuola americanaCon la diffusione della psicologia gli Stati Uniti subentrarono alla Germania verso la fine del XIX secolo. Edward Titchener (1867-1927), inglese, terminò gli studi a Lipsia. Dopo aver studiato con Wundt, a soli 25 anni si trasferì negli Stati Uniti, a Ithaca, per diffondere la psicologia. Egli tradusse il manuale di Wundt in inglese, scrisse anche altri manuali e diresse una rivista di psicologia. Inoltre fondò una scuola, basata sullo strutturalismo, ovvero sulla descrizione di come è formata la mente. La psicologia ritrae la sua struttura, la mente è formata da tanti pezzi che la compongono come un mosaico di sensazioni, emozioni, concetti, il lavoro dello strutturalista è analizzare tutti questi affetti, emozioni, concetti.
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Lo strutturalismoAl laboratorio di Lipsia approdarono molti ricercatori, attratti dall'idea di una psicologia come disciplina sperimentale indipendente. Colui che più di tutti apprese la lezione dello sperimentalismo wundtiano fu l'inglese Edward Bradford Titchener. Titchener tradusse in inglese l'opera di Wundt, nascondendo di proposito l'eclettismo e le numerose componenti non sperimentalistiche. La riflessione sui testi wundtiani fu per lui il punto di partenza verso l'elaborazione di un sistema personale che va sotto il nome di strutturalismo o esistenzialismo titcheneriano o introspezionismo, e trova il proprio manifesto in The Postulates of a Structural Psychology (1898) e A Textbook of Psychology (1910). Titchener lavorò in campo teorico e sperimentale per oltre trentacinque anni, pubblicando dieci libri e oltre duecento articoli, soprattutto sull'American Journal of Psychology, che rappresentò per anni la bandiera della psicologia scientifica in terra americana. Lavorò nella sua università alla costituzione di un gruppo selezionato di allievi che volle contrassegnare con il nome di "sperimentalisti". Scrisse quattro volumi conosciuti come i manuali titcheneriani di laboratorio, contenenti istruzioni relative alla conduzione dell'esperimento psicologico nei suoi aspetti tecnici e strumentali. Con la morte di Titchener rimasero alcuni allievi, fra essi va ricordato Boring, padre della moderna storiografia psicologica.
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La scuola sovietica
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RiflessologiaIntanto, in Russia stavano nascendo altre scuole, più interessate ai riflessi. Per questo si fa riferimento a queste scuole come riflessologia russa. La scuola più importante fu quella di psicologia dell'apprendimento fondata da Ivan Pavlov, noto per i suoi studi sulla digestione. Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, Ivan Petrovic Pavlov (1849-1936), insegnante all'accademia militare di Pietroburgo, si dedicava a ricerche sui riflessi nervosi. A Pavlov non andava molto a genio la psicologia, perché secondo lui era basata su discorsi fumosi e poco rigorosi. Egli cominciò a studiare il condizionamento classico, ovvero una forma semplice di apprendimento. Il condizionamento classico si distingue da quello operativo, utilizzato dagli americani. Per Pavlov un individuo per imparare deve essere ricompensato e punito. Per i suoi esperimenti egli utilizzava dei cani, esponendoli a stimoli, a cui essi avrebbero dovuto rispondere attraverso la salivazione. Egli deviava la saliva dall’interno per farla affluire in appositi contenitori. Tramite fistole salivari creava un contatto del cavo orale con l’esterno. Essi venivano messi in delle apposite torri del silenzio. Attraverso chirografi, Pavlov registrava la quantità di saliva prodotta in ogni momento. Se si metteva del cibo in bocca al cane, esso rispondeva con la salivazione, mentre il chirografo incrementava la quantità di saliva. Fin qui tutto è normale e non vi è nulla di strano, perciò viene chiamato riflesso incondizionato o assoluto; questo avviene quando uno stimolo proveniente dall’esterno causa una reazione all’interno di un organismo. Pavlov notò che i cani salivavano anche quando sentivano i passi del cameriere che arrivava per dar loro il cibo. Nel momento in cui sentiva i passi avvicinarsi, il cane immaginava il momento in cui avrebbe avuto il cibo in bocca, si aveva una salivazione psichica. Il riflesso condizionato, era invece quel riflesso che dipendeva dalla situazione. Grazie al condizionamento classico, le risposte degli individui possono essere determinate anche da alcuni stimoli che non sono importanti. Pavlov associò il cibo ad altri stimoli come un campanello o delle luci. Il cane si adattava all’ambiente del laboratorio poiché ad alcuni stimoli come il campanello, dopo la salivazione veniva dato il cibo al cane. Pavlov studiò tutte le risposte condizionate e gli stimoli. Così vennero fissati i principi del condizionamento classico, che ottiene una risposta nota da un nuovo stimolo.
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Scuola storico-culturaleLa scuola pavloviana fu considerata in Occidente la scuola psicologica sovietica per eccellenza. La rivoluzione ebbe, come è noto una profonda influenza sulla cultura, l'arte, la filosofia e la scienza nel nuovo stato sociale. Le questioni da affrontare erano sia teoriche (rapporti tra psicologia e marxismo, psicologia e scienze naturali), sia pratiche (quale ruolo doveva avere la psicologia nella società comunista, quali compiti doveva svolgere lo psicologo nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali). Lev Vygotskij nato nel 1896 a Gomel, scrisse La tragedia di Amleto (nel 1915) e La psicologia dell'arte. Nel 1924 entrò a lavorare all'Istituto di psicologia di Mosca, dando inizio alle ricerche sui processi cognitivi che furono alla base della scuola storico-culturale. A soli trentotto anni morì di tubercolosi. La prima formulazione sistematica dei concetti e metodi della teoria storico-culturale venne data negli Studi sulla storia del comportamento (1930), trattazione suddivisa in tre parti, ciascuna delle quali esamina le funzioni psichiche dei primati, del bambino e dell'uomo adulto, con l'illustrazione dei metodi impiegati e degli esperimenti condotti. Il problema principale affrontato è il rapporto tra il comportamento degli animali e quello dell'uomo, da una parte, e lo sviluppo delle funzioni psichiche dal bambino all'uomo dall'altra. La prospettiva è di tipo evolutivo, sia in senso filogenetico (animale-uomo), sia in senso ontogenetico (bambino-uomo). Lo studio evolutivo mostra che vi è una continuità strutturale e funzionale e una serie di momenti critici che distinguono nettamente i vari comportamenti. I riflessi condizionati possono essere comuni agli animali e all'uomo, ma mentre per i primi costituiscono l'unità fondamentale di comportamento, per il secondo sono solo i processi più elementari e rappresentano i processi meno tipici. Tra animali e uomini vi è una specie di salto nelle modalità di interazione con l'ambiente. L'uomo usa gli strumenti intesi come utensili e simboli, in primis il linguaggio. L'uso degli strumenti è appreso nel contesto sociale durante lo sviluppo. Nei primi anni di vita il bambino usa i simboli (sia nel senso di parole che di regole dell'attività comportamentale) in base all'interazione che ha con i propri genitori o con gli altri adulti nella vita quotidiana. In seguito userà i suoi simboli senza bisogno degli altri. In "Pensiero e linguaggio", uno dei classici della psicologia dei processi cognitivi, Lev Vygotskij elabora una teoria che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale. Il pensiero ed il linguaggio hanno due radici genetiche differenti. Sia nel bambino che nell'animale ci sono forme evolute di attività intellettiva relative alla soluzione di problemi e all'adattamento all'ambiente. Queste attività possono essere indipendenti dal linguaggio. Il bambino può usare forme primitive di linguaggio senza implicare processi intellettivi o di pensiero, ma per comunicare stati emotivi, richiamare l'attenzione dei genitori. Intorno ai due anni il pensiero e linguaggio iniziano ad interagire. Il linguaggio diventa il mezzo per comunicare il proprio pensiero agli altri e strumento di regolazione del comportamento. Una distinzione importante, ripresa da membri della scuola storico-culturale e in particolare da Lurija, è quella tra linguaggio come strumento di comunicazione e come strumento di regolazione del comportamento. Le due funzioni del linguaggio si sviluppano in tempi diversi, la funzione comunicativa si sviluppa intorno ad un anno e mezzo due anni, la funzione regolativa intorno ai quattro anni. Un aspetto importante di questa teoria è l'interiorizzazione:
L'interiorizzazione è quindi un processo graduale che si compie non prima dei 7 anni. E' sulle fasi di sviluppo che si centrano le critiche di Vygotskij a Jean Piaget. Molti autori contemporanei hanno concentrato la loro attenzione sulla polemica Vygotskij-Piaget, perché attraverso essa è possibile impostare un discorso assai più generale su tutto lo sviluppo mentale del bambino. Secondo la teoria espressa da Piaget in Il linguaggio e il pensiero del fanciullo (1923), il linguaggio egocentrico del bambino è la manifestazione immediata dell'egocentrismo, che è un compromesso tra l'autismo iniziale e la progressiva socializzazione del pensiero infantile, mentre per la teoria di Vygotskij si ha invece una considerazione del tutto opposta: il linguaggio egocentrico del bambino rappresenta uno dei fenomeni di transizione dalle funzioni interpsichiche a quelle intrapsichiche e cioè un passaggio da forme di attività sociale a forme di attività interamente individuale. Per Vygotskij il linguaggio è una funzione psichica complessa che si sviluppa nel bambino nell'interazione con l'ambiente sociale, è una funzione interpsichica, che mette in rapporto una persona con l'altra. Successivamente diviene una funzione intrapsichica che permette di regolare dall'interno i propri processi cognitivi e il proprio comportamento. Per Piaget il percorso è l'opposto. Da funzione interna e propria del bambino, il linguaggio diviene gradualmente una funzione socializzata. Per la teoria storico-culturale, lo sviluppo di funzioni complesse come il linguaggio ha come condizione necessaria l'interazione dell'individuo con l'ambiente sociale. La struttura del linguaggio è innata, ma la lingua che un individuo parla è determinata dall'ambiente sociale e dalla cultura in cui l'individuo nasce e cresce. V. distingue: il linguaggio interiore abbreviato, dal linguaggio esteriore che usiamo quando parliamo con un'altra persona è più disteso e completo. Dopo i lavori degli anni tra il 1925 e il 1935 vi fu un rallentamento dovuto alla svolta politico-culturale dello stalinismo e alla graduale egemonizzazione della scuola pavloviana. La ripresa avvenne nella seconda metà degli anni '50, con la riedizione di alcuni scritti psicologici di Vygotskij. Lurija si interessò dei processi emotivi e dinamici. Durante la seconda guerra mondiale cominciò ad interessarsi delle lesioni cerebrali, con tutta una serie di opere tra cui funzioni corticali superiori nell'uomo 1962. Le funzioni cerebrali che mediano funzioni psichiche complesse non sono traducibili nei termini di riflessi condizionati, ma sono sistemi funzionali, sistemi di interazione cerebrale molto più complessi, la cui organizzazione, in accordo con la teoria generale storico-culturale, si sviluppa in stretta relazione con l'ambiente. Il linguaggio, per esempio, non ha come struttura fisiologica di base il riflesso condizionato come sostenevano i pavloviani, ma risulta dall' interazione di strutture celebrali diverse che si sviluppa e modifica nel corso dell'ontogenesi. Data questa stretta relazione tra cervello e ambiente, si spiega come le lesioni cerebrali producano disturbi differenziati da individuo a individuo a seconda delle loro abitudini, della loro lingua, della loro cultura.
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La psicoanalisi
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La psicoanalisi di FreudTra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo nasce a Vienna la psicoanalisi, fondata da Sigmund Freud. La psicoanalisi si rivelerà una disciplina con una propria autonomia e fecondi risultati in molte altre discipline. L'idea freudiana di un inconscio che, senza che ce ne rendiamo conto, ci impone delle scelte, è ormai diffusa anche nell'uso comune. Dalla psicoanalisi nasceranno, tra l'altro, molte teorie terapeutiche.
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La psicologia analiticaTra i discepoli di Freud il più famoso fu Carl Gustav Jung, che si occupò delle dinamiche di gruppo e introdusse per primo il concetto di inconscio collettivo. Nel 1913 fondò la sua scuola di psicologia analitica, a tutt'oggi vitale.
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La psicologia contemporanea
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Il comportamentismo
Una definizione che si dà oggi della psicologia è quella di scienza che studia il comportamento umano in prospettiva di stimolo?risposta, incluse le funzioni psichiche ed i processi mentali quali intelligenza, memoria, percezione e le esperienze soggettive come i sentimenti, le emozioni, le aspettative, le motivazioni sia coscienti sia inconsce. Le sfere o strati, pur raggruppando complessi di attività e di contenuti con diversi gradi di coscienza in una integrazione sintetica, hanno proprietà impersonali, che servono solo per lo studio di modalità generali dell'attività psichica. Con ciò però non si esaurisce la psicologia. Accanto all'analisi dei singoli elementi dell'attività mentale, lo studio psicologico dell'individuo in quella sua totalità che lo caratterizza come singolo tipo. Questa branca della psicologia, denominata "tipologia", studia le caratteristiche dei singoli individui da vari punti di vista; nelle loro qualità intellettive e affettivo-volitive. In questi concetti generali dell'attività psichica si usano le seguenti distinzioni:
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Il costruttivismo
Un approccio psicologico alternativo al comportamentismo è quello costruttivista. Il costruttivismo, prima che considerare una realtà esterna alla mente, considera le costruzioni mentali con cui essa si adegua alle esperienze percepite. E' un approccio filosoficamente rivoluzionario, visto che rifiuta l'idea che ci sia a priori un mondo esterno alla mente. Il costruttivismo, oltre ad essere un approccio teorico, ha applicazioni terapeutiche e pedagogiche.
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Prospettive teoriche e terapeutiche attuali(in ordine alfabetico)
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Prospettive prevalentemente teoriche e di ricerca
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Prospettive prevalentemente terapeutiche e di intervento
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Love_%28cultural_views%29 Cronologia http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=Love_%28cultural_views%29&action=history Love (cultural views)From Wikipedia, the free encyclopedia
The
heart, a frequent modern symbol of love
This page contains cultural views on the topic of love.
[edit] Cultural views
[edit] Chinese
In Confucianism, lian is a virtuous benevolent love. Lian should be pursued by all human beings, and reflects a moral life. The Chinese philosopher Mozi developed the concept of ai (愛) in reaction to Confucian lian. Ai, in Mohism, is universal love towards all beings, not just towards friends or family, without regard to reciprocation. Extravagance and offensive war are inimical to ai. Although Mozi's thought was influential, the Confucian lian is how most Chinese conceive of love. Gănqíng (感情), the feeling of a relationship. A person will express love by building good gănqíng, accomplished through helping or working for another. Emotional attachment toward another person or anything. Yuanfen (緣份) is a connection of bound destinies. A meaningful relationship is often conceived of as dependent strong yuanfen. It is very similar to serendipity. A similar conceptualization in English is, "They were made for each other," "fate," or "destiny". Zaolian (Simplified: 早恋, Traditional: 早戀, pinyin: zǎoliàn), "puppy love" or literally "early love," is a contemporary term in frequent use for romantic feelings or attachments among children or adolescents. Zaolian describes both relationships among a teenaged boyfriend and girlfriend, as well as the "crushes" of early adolescence or childhood. The concept essentially indicates a prevalent belief in contemporary Chinese culture that due to the demands of their studies (especially true in the highly competitive educational system of China), youth should not form romantic attachments lest they jeopardize their chances for success in the future. Reports have appeared in Chinese newspapers and other media detailing the prevalence of the phenomenon and its perceived dangers to students and the fears of parents.
[edit] JapaneseIn Japanese Buddhism, ai (愛) is passionate caring love, and a fundamental desire. It can develop towards either selfishness or selflessness and enlightenment. Amae (甘え), a Japanese word meaning "indulgent dependence", is part of the child-rearing culture of Japan. Japanese mothers are expected to hug and indulge their children, and children are expected to reward their mothers by clinging and serving. Some sociologists (most notably, Takeo Doi) have suggested that Japanese social interactions in later life are modeled on the mother-child amae. Linguistically, the two most common words for love are ai (愛)and koi (恋). Generally speaking, most forms of non-romantic love are expressed using the former, while romantic love is expressed using the latter. "Parental love", for example, is oya no ai (親の愛), while "to be in love with" is koi suru (恋する). There are of course exceptions. The word aijin (愛人) means "lover" and implies an illicit, often extra-marital relationship, whereas koibito (恋人) has the connotation of "boyfriend", "girlfriend", or "partner". In everyday conversation, however, ai (愛) and koi (恋) are rarely used because to many Japanese people the word "ai" sounds either overly dramatic or desperate. Rather than using ai shiteiru (愛している) or koi shiteiru (恋している) to say "I love you", for example, most Japanese would say daisuki desu (大好きです), which literally means "I really like you" -- suki (好き) being the same word used to express preferences for food, music, etc., as in sushi ga suki desu (寿司が好きです), or "I like sushi." Rather than diluting the sentiment, however, the implied meaning of "love" is understood.
[edit] GreekGreek distinguishes several different senses in which the word love is used. For example, ancient Greek has the words philia, eros, agape, storge and xenia. However, with Greek as with many other languages, it has been historically difficult to separate the meanings of these words totally. At the same time the ancient Greek text of the Bible has examples of the verb agapo being used with the same meaning as phileo. Agape (ἀγάπη agápē) means love in modern day Greek. The term s'agapo means I love you in Greek. The word agapo is the verb I love. It generally refers to a "pure", ideal type of love rather than the physical attraction suggested by eros. However, there are some examples of agape used to mean the same as eros. It has also been translated as "love of the soul". Eros (ἔρως érōs) is passionate love, with sensual desire and longing. The Greek word erota means in love. Plato refined his own definition. Although eros is initially felt for a person, with contemplation it becomes an appreciation of the beauty within that person, or even becomes appreciation of beauty itself. Eros helps the soul recall knowledge of beauty, and contributes to an understanding of spiritual truth. Lovers and philosophers are all inspired to seek truth by eros. Some translations list it as "love of the body". Philia (φιλία philía), means friendship in modern Greek, a dispassionate virtuous love, was a concept developed by Aristotle. It includes loyalty to friends, family, and community, and requires virtue, equality and familiarity. Philia is motivated by practical reasons; one or both of the parties benefit from the relationship. Storge (στοργή storgē) means affection in modern Greek; it is natural affection, like that felt by parents for offspring. Xenia (ξενία philoxenía), means hospitality in modern Greek, was an extremely important practice in ancient Greece. It was an almost ritualized friendship formed between a host and their guest, who could previously be strangers. The host fed and provided quarters for the guest, who was only expected to repay with gratitude. The importance of this can be seen throughout Greek mythology, in particular Homer's Iliad and Odyssey.
[edit] Latin
'Sacred Love versus Profane Love' by Giovanni
Baglione
The Latin language has several different verbs corresponding to the English word 'love'. Amare is the basic word for to love, as it still is in Italian today. The Romans used it both in an affectionate sense, as well as in a romantic or sexual sense. From this verb come amans, a lover, amator, 'professional lover', often with the accessory notion of lechery, and amica, 'girlfriend' in the English sense, often as well being applied euphemistically to a prostitute. The corresponding noun is amor, which is also used in the plural form to indicate 'love affairs' or 'sexual adventures'. This same root also produces amicus, 'friend', and amicitia, 'friendship' ed on mutual advantage, and corresponding sometimes more closely to 'indebtedness' or 'influence'). Cicero wrote a treatise called On Friendship (de Amicitia) which discusses the notion at some length. Ovid wrote a guide to dating called Ars Amatoria (The Art of Lovers), which addresses in depth everything from extramarital affairs to overprotective parents. Complicating the picture somewhat, Latin sometimes uses amare where English would simply say to like; this notion, however, is much more generally expressed in Latin by placere or delectare, which are used more colloquially, and the latter of which is used frequently in the love poetry of Catullus. Diligere often has the notion 'to be affectionate for', 'to esteem', and rarely if ever is used of romantic love. This word would be appropriate to describe the friendship between two men. The corresponding noun diligentia, however, has the meaning 'diligence' 'carefulness' and has little semantic overlap with the verb. Observare is a synonym for 'diligere'; despite the cognate with English, this verb and its corresponding noun 'observantia' often denote 'esteem' or 'affection'. Caritas is used in Latin translations of the Christian Bible to mean 'charitable love'. This meaning, however, is not found in Classical pagan Roman literature. As it arises from a conflation with a Greek word, there is no corresponding verb.
[edit] IndonesianIn Indonesia, the word Cinta literally means love and describes the interpersonal feeling of affection. In everyday conversation, Cinta gives more romantic and dramatic value, but in some condition, cinta kasih can describe a general love and compassion. Kasih literally means giving, however, Kekasih (kasih with infix -ek-) means a lover. However, in everyday conversation, sayang is used more generally as an expression of romantic affection.
[edit] Filipino ConceptsIn Filipino concepts love is expressed in a wide variety of terms. What is interesting, is that in Filipino culture, love is divided between purely personal and reciprocal variants. These terms are conveyed in the Tagalog, the most widely-spoken language in the Philippines beside English: Ibig is used to imply a fond love, and is used in to convey desire in an affection. An example is: "Umibig si Ningning kay Buboy" (Ningning loves Buboy). It is a commonly used term in casual conversation of the topic. Yet in courtship or between couples, the term "Iniibig kita" - "I love you" is understood to be an intimate, romantic love.(Cebuano language: Gugma) Mahal implies a highly valued affection. Its literal meaning is close to the English word "dear", in terms of expense, with an emphasis on that love being reciprocal. An example would be the phrase "Mahal kita" - "I love you". As well as being a main term for love between partners or in courtship, it is also the main term to express Platonic love. An example phrase is: "Mahalin mo ang iyong mga Magulang" (Love your parents.) Giliw is used to term a "yearning intent love" harboured personally for someone, declared or undeclared. It has connotations of personal loneliness when the partner or person for whom such feelings are directed towards, is absent. Used in situations to prove or emphasize a persons affections for another. It is also used as an endearing address similar to the English word "baby". Sinta is a confident reciprocal established romantic love between partners, where both partners consider an equally high affection for each other. Because sinta is an archaic term (equivalent linguistically to the Malay/Indonesian word Cinta, but differing in its exact connotation), it is considered malalim (deep) and poetic. Hence sinta is rarely used in everyday conversation, but may be used by couples in an address similar to the English terms "darling" or "dearest". Pagnanais is used to convey a heavy desire with a main focus on the partner or courtee. It places focus on the actor achieving a higher stage of affection, such as sinta, with the object of affection. In contrast to the other terms, the linguistic element of pagnanais, which has its root in nais (to want), is a more grave wanting love. Because of the root word's meaning, it is avoided as a term in conversation when referring to affections, but its rather used for "wanting and liking" a certain object.
[edit] The Urdu LanguageIn the Urdu language (the official language of Pakistan) there are several different words for love. Used in specific contexts they display the diverse levels of intensity of love. “Ishq” is the word that is used for the most intense form of love. Ishq is divided into two categories; “Ishq-e-ilahi” is the love for God and “Ishq-e-Majazi” is the love for another human being. Ishq is defined as unconditional and undying love for the other. “Pyar” and “Mohabbat” are two other more commonly used words to define love.
[edit] See also
[edit] References
[edit] External links
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