Romanticismo***
Emozioni di Quartiere
Google
 
Web Iaphet.com
La Poesia

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Esistenzialismo
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Esistenzialismo&action=history

Esistenzialismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Vai a: Navigazione, cerca

L'esistenzialismo è una corrente di pensiero filosofica che ebbe forti ripercussioni nella letteratura, nelle arti e nella società - sviluppatasi nella prima metà del XX secolo, principalmente tra gli anni '20 e '30 e storicamente influenzata dagli orrori della Prima guerra mondiale. Essa ha riflettuto sulla problematicità del senso della vita, in particolare in relazione al nichilismo, sui limiti e le possibilità della libertà individuale, e trova il suo punto focale nella domanda che cos'è l'essere? che dominerà il pensiero dei principali filosofi del periodo: il tardo Edmund Husserl, Martin Heidegger, Jean-Paul Sartre, Karl Jaspers. In letteratura autori esistenzialisti furono Franz Kafka, Fëdor Mikhailovič Dostoevskij ed Albert Camus. Nell'ambito dell'esistenzialismo del '900 sono emerse figure di anticipatori, chiamate anche 'esistenzialisti in retrospettiva', che sono Michel de Montaigne, Arthur Schopenhauer, Søren Kierkegaard, Max Stirner, Ralph Waldo Emerson e Friedrich Nietzsche.

Indice

[nascondi]

[modifica] Che cos'è l'essere?

La domanda centrale delle problematiche esistenzialiste è "che cos'è l'essere?". Essa può essere posta in altri modi: cos'è che determina la nostra esistenza? Come si chiese Heidegger: "Perché è in generale l'ente e non piuttosto il niente?" ("Warum ist überhaupt Seiendes und nicht vielmehr Nichts?" in Was ist Metaphysik?, 1929) L'essere è un concetto unico da cui derivano tutte le sue manifestazioni (l'uomo, le cose, ecc.)? Heidegger, che per primo si pose compiutamente la domanda, intuì che diversamente da quanto affermato in tutta la storia della metafisica l'essere non va confuso con l'ente: in altre parole, l'essere non è Dio o le Idee platoniche, concetti ontologici, manifestazioni fisiche più che metafisiche. L'essere è un concetto e non può essere oggettivato.

Il filosofo Gabriel Marcel pose l'accento sul fatto che l'esistenza non è un problema, bensì un mistero. Un problema è infatti un qualcosa che si pone davanti a noi come un ostacolo (in tedesco gegen-stand, latino ob-jectum, nel senso di "stare contro", "obbiettare") e di cui noi possiamo perlomeno delimitarne la portata e quindi comprenderlo in via di massima. L'esistenza non si pone di fronte a noi, è anche in noi stessi, ci penetra, e dunque noi siamo sia soggetti che oggetti della domanda "che cos'è l'essere?". Heidegger spiegava questo concetto in questo modo: di ogni cosa noi possiamo dire cos'è categorizzandola, possiamo farla rientrare tassonomicamente in un insieme (e.g. il cane è parte dell'insieme 'animali'). Invece il concetto di essere non può venire categorizzato, perché esso stesso è l'insieme più ampio di tutti, di cui tutti gli altri insiemi fanno parte. Il fatto quindi che l'essere è sia in noi che fuori di noi non ci permette di dare mai una risposta definitiva al problema (o, meglio, al mistero).

Questa questione è meglio marcata nelle riflessioni di Sartre, il quale alla domanda dà tre risposte: la prima, la più evidente, è che l'essere sia costituito dall'insieme di tutti gli esseri - cose e persone - presenti nel contesto spazio-temporale in cui viviamo; la seconda è che l'essere sia quello che Sartre chiama il per-sè, cioè la nostra coscienza, il nostro io che si pone come altro rispetto al resto del mondo, è soggetto e non oggetto; infine può essere in-sè, ossia l'essere nelle cose e nei fenomeni che ci appaiono, negli oggetti che ci circondano, a cui però diamo un senso noi, e quindi in qualche modo derivano da noi. Nessuna di queste tre è una risposta completa: l'essere, per Sartre, è come se si manifestasse in parte in ogni cosa ma si cela sempre nella sua compiutezza.

Heidegger e Jaspers indicarono tuttavia una parziale risposta al quesito. Il fatto che noi ci poniamo la domanda "che cos'è l'essere?", il fatto che andiamo in cerca di una risposta e riflettiamo per raggiungerla, comporta necessariamente l'essere già in possesso di una risposta. Si può dire, quindi, che si è, si esiste nel momento in cui ci si pone la domanda "perché esisto?", "che cosa significa esistere?". In questo modo, infatti, noi esistiamo perché il significato etimologico di esistere è ex-sistere, cioè in latino "essere fuori da": in qualche modo cerchiamo di uscire fuori da noi stessi e guardare l'essere come qualcosa di altro, che non ci appartiene, lo analizziamo "fuori da noi" e questo è già un primo passo.

[modifica] Risvolti culturali

A partire dagli anni 1930 fino alla metà degli anni 1970 questo vero e proprio stile di vita influenzò le scelte di numerosissimi gruppi culturali, band musicali e singoli individui. L'abbigliamento nero, la malinconia, la depressione, la ribellione alle convenzioni sociali, alle istituzioni, la professione di libertà assoluta e, estremizzando, autodistruttiva, porterà al diramarsi di diversi fenomeni sociali e soprattutto musicali. Si possono trovare elementi esistenzialisti nella musica Punk, nella New wave e nel Goth. Importante è anche l'influenza sul cinema e sulla pittura.

[modifica] Filosofi e autori associati al movimento esistenzialista

[modifica] Scrittori e autori teatrali

[modifica] Filosofi

[modifica] Psicologi

[modifica] Voci correlate

Filosofia | Portale Filosofia | La Botte di Diogene | Categoria:Filosofia

Storia della filosofia | Filosofi | Discipline filosofiche | Opere filosofiche

Aiutaci partecipando al Progetto:Filosofia e/o ampliando uno stub di filosofia!

Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Esistenzialismo"