Cosa chiudiamo e perché? Si chiude casa, la macchina, gli oggetti di valore,
i documenti importanti, il diario dei segreti, gli uccellini in gabbia, le
bestie feroci, i pazzi e tra le tante altre cose anche quelli che hanno
sbagliato, come me. I perché sono tanti: per proteggere, per non perdere,
per vanità, per nascondere, per paura, per rieducare e per tanti altri
perché. Per noi detenuti questa responsabilità non è consentita, per noi un
paio di chiavi sono tabù… chissà: sarà un bene o un male?
Logicamente ognuno di noi vorrebbe possedere le magiche chiavi della
libertà, ma il cancello per noi si aprirà con altro metodo, non un semplice
movimento meccanico. Ci vorrà lavoro, impegno, determinazione, speranza e
tanta fiducia da parte di chi ha la chiave in mano. (…)
Così io che ho sbagliato mi trovo qui all’aria sotto un giro di chiave; come
posso pensare che in un mondo dove c’è una gabbia in un parco giochi si
possa non rinchiudere una come me?
Devo dire che di bestie feroci qui non ne ho conosciute, i buoni e i cattivi
ci sono qui dentro come fuori. Ho conosciuto però tante bestie impaurite e
disorientate, frutti nel bene e nel male dei loro sbagli, capaci però di
sognare e sperare.
Sono convinta che i giri di chiave più pericolosi sono quelli che ognuno di
noi ha nella propria testa, allentare le mandate dettate dalla paura, dal
pregiudizio dalla chiusura non è un’utopia ma un sogno, un semplice pensiero
nell’ora d’aria in un cubo di cemento ma con nuvole e cielo come tetto.
Barbara, dal carcere di Verziano |