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Fantozzi Zelig Bramieri Barzellette
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Fantozzi_%28film%29
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Fantozzi_%28film%29&action=history

Fantozzi (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 
Fantozzi
Titolo originale Fantozzi
Paese Italia
Anno 1975
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Luciano Salce
Soggetto Paolo Villaggio
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, Luciano Salce
Produttore Giovanni Bertolucci
Fotografia Erico Menczer
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Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Fabio Frizzi
Scenografia Nedo Azzi
Interpreti e personaggi
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
  « Per arrivare a timbrare il cartellino d'entrata alle otto e trenta precise, Fantozzi, sedici anni fa cominciò col mettere la sveglia alle sei e un quarto; oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui, è arrivato a metterla alle sette e cinquantuno. Vale a dire al limite delle possibilità umane! »
 
(Esegesi del puntamento della sveglia fantozziana)

Fantozzi è un film del 1975 diretto da Luciano Salce. È il primo capitolo della fortunata saga che narra le vicissitudini del travet Ugo Fantozzi, creato ed interpretato da Paolo Villaggio. Insieme al successivo Il secondo tragico Fantozzi, è considerato l'apice della serie e vede la partecipazione di attori che ricorreranno negli episodi a venire: Plinio Fernando, Anna Mazzamauro e Gigi Reder tra gli altri.

Il film ricalca in maniera abbastanza fedele i due best-seller scritti da Villaggio Fantozzi e Il secondo tragico libro di Fantozzi, incentrati proprio sulla figura dello sfortunato ragioniere. Fantozzi può considerarsi, in forma caricaturale, il simbolo del ceto medio italiano degli anni settanta, infelice e frustrato sia sul luogo di lavoro che in famiglia.

Il successo di questo film e della saga che ha generato è rimasto pressoché immutato col passare degli anni, contribuendo ad accreditare Paolo Villaggio come uno dei principali autori ed attori comici del cinema italiano.

Indice

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Trama [modifica]

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Il film inizia con una telefonata della signora Pina, che chiama la società Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica,[1] in cui Fantozzi "presta tragicamente servizio", poiché ha perso le tracce del marito da ben diciotto giorni. Si scoprirà, a seguito di ricerche non certo scrupolose, che egli era stato murato vivo nei vecchi gabinetti dell'azienda, murati 20 giorni prima per i lavori di costruzione dei nuovi ascensori. Il ragioniere viene così tratto in salvo e ritorna subito al lavoro, anche se nessuno dei suoi colleghi, durante i precedenti diciotto giorni, si era accorto o tantomeno preoccupato della sua assenza.

La sveglia e il cartellino [modifica]

  « Per arrivare a timbrare il cartellino d'entrata alle 08:30 precise, Fantozzi, 16 anni fa, cominciò col mettere la sveglia alle 06:15.

Oggi, a forza di esperimenti e perfezionamenti continui, è arrivato a metterla alle 07:51... vale a dire al limite delle possibilità umane. Tutto è calcolato sul filo dei secondi:
 

  • Cinque secondi per riprendere conoscenza;
  • Quattro secondi per superare il quotidiano impatto con la vista della moglie; più sei per chiedersi, come sempre senza risposta, cosa mai lo spinse un giorno a sposare quella specie di curioso animale domestico;
  • Tre secondi per bere il maledetto caffè della signora Pina: 3000 gradi Fahrenheit!
  • Dagli otto ai dieci secondi per stemperare la lingua rovente sotto il rubinetto;
  • Due secondi e mezzo per il bacino a sua figlia Mariangela;
  • Caffelatte con pettinata incorporata;
  • Spazzolata dentifricio mentolato su sapore caffè, provocante funzioni fisiologiche che può così espletare nel tempo di valore europeo di sei secondi netti;
  • Ha ancora un patrimonio di tre minuti per vestirsi e correre alla fermata del suo autobus che passa alle 08:01.

Tutto questo naturalmente salvo tragici imprevisti... »

 
(La voce narrante di Fantozzi.)

Il primo episodio vero e proprio narra le avventure che Fantozzi deve compiere ogni mattina per riuscire a timbrare il cartellino d'entrata alle 08:30 precise. A partire dalla descrizione sopra citata i "tragici" imprevisti - come la rottura dei lacci delle scarpe - costringono Fantozzi a prendere l'autobus al volo (che arriva alle 08:01), ossia saltando dal balcone direttamente sulla tangenziale ed aggrappandosi all'autobus in corsa pieno fino all'inverosimile, facendo scivolare fuori bordo tutti i viaggiatori, che poi lo inseguono per cercare di picchiarlo. Infine, egli giunge in azienda accompagnato da un'autoambulanza ma, quando mancano pochi secondi alle 08:30, nell'ultimo corridoio prima di arrivare alla bollatrice, barcolla e cade stremato dalla fatica. A questo punto uno degli uscieri gli si avvicina per sorreggerlo, nonostante venga prontamente fermato da un collega: "No, non lo aiutate! Sennò è squalificato! Deve arrivarci da solo!"[2][3]. Tuttavia Paolo Villaggio si rivela magnanimo con il suo personaggio: egli infatti riesce a bollare il cartellino alle 8:30 precise, giusto un attimo prima di svenire.

L'episodio si chiude con una didascalica scenetta sul momento di chiusura degli uffici: "L'uscita della sera, aveva lo stesso rituale della partenza dei cento metri di una finale olimpica" è la formidabile descrizione dell'evento[4].

La Signorina Silvani [modifica]

Nel secondo episodio, Fantozzi assiste al funerale della madre del Mega Direttore Naturale Conte Lamberti - "Prematuramente scomparsa all'età di 126 anni". Al termine dell'onoranza funebre il ragioniere chiede alla signorina Silvani, della quale è innamorato da anni, di poterle dare un passaggio con la Bianchina: prima, per errore, la fa salire sul carro funebre della contessa e poi, una volta partiti con l'auto giusta, il ragioniere (dopo che la collega gli ha chiuso una mano nella portiera), vincendo la sua storica timidezza, invita la Silvani a colazione da "Gigi il Troione", dove ha già prenotato. Con calcolata malizia, lei accetta, e questa insperata risposta fa distrarre Fantozzi al volante: la sua automobile attraversa un giardino e taglia la strada alla vettura di tre energumeni, con cui la Silvani inizia un pericoloso diverbio. Ma i tre bulli, giudicando sbagliato maltrattare una donna, picchiano a sangue il povero ragioniere. Come se non bastasse, quando Fantozzi riparte (da solo), alla prima curva, si schianta contro un lampione.

La sfida calcistica tra scapoli e ammogliati [modifica]

Nel terzo episodio Fantozzi partecipa alla partita di calcio tra scapoli ed ammogliati organizzata dal ragionier Filini[5]. La partita si svolge in un campetto tutto pieno di buche e che con la pioggia si riempie di pozzanghere[6], e a complicare la situazione si aggiungono molti falli, testate e due autogoals (segnati involontariamente da Fantozzi). Al dodicesimo del primo tempo iniziano a verificarsi i primi collassi cardio-circolatori e contemporaneamente arrivano le "nuvolette degli impiegati" che scatenano un tremendo temporale rendendo così impraticabile il campo. La partita viene finalmente sospesa solo quando il campo si trasforma quasi in un lago, la palla non rimbalza più e Fantozzi vede San Pietro sulla traversa. Vincono gli ammogliati per 3 infarti a 2 annegati.

Il campeggio [modifica]

Nel quarto episodio, Filini convince Fantozzi a comprare una barca e i due vanno in gita in un campeggio vicino al lago: prima ricevono da due poliziotti 100 frustate ciascuno per aver bagnato il "Ministro del Petrolio" di un imprecisato paese arabo. Arrivano in campeggio a notte fonda, dove vengono rimproverati da un gruppo di turisti tedeschi perché fanno troppo rumore scaricando i pali della tenda[7]. Nel tentativo di montare la tenda, Filini martella due volte un dito di Fantozzi, costringendolo, per evitare altri rimproveri da parte dei tedeschi, ad allontanarsi per più di un chilometro per emettere un urlo mostruoso. La mattina dopo tentano maldestramente di pescare, suscitando le risate dei turisti venuti dalla Germania. Durante la battuta di pesca, tirando la cordicella di acccensione del motore della barca, Filini butta in acqua Fantozzi e Fantozzi butta in acqua Filini. In seguito Fantozzi butta prima nel lago il motore della barca e poi la fa affondare piantando nella barca ancora in acqua il palo di una bandiera che doveva fungere da vela. Noleggiano quindi un barcone a remi con due tonnellate di stazza ma, prendendo la rincorsa per lanciare la canna, le lenze si ingarbugliano e i due rimangono legati sul fondo dell'imbarcazione. Durante il giorno, per il caldo, iniziano ad avere allucinazioni: Filini sente le sirene come Ulisse e Fantozzi si mantiene al suo stile, allucinazioni a sfondo mistico (Gesù che cammina sulle acque chiedendo se aveva pane e pesce per la moltiplicazione)

Natale (L'Olimpo del 18º piano) [modifica]

Il quinto episodio è ambientato a Natale. Come di consueto, su al 18º piano, i dirigenti dell'azienda di Fantozzi si scambiano doni faraonici e regalano ai figli dei dipendenti un panettone ed una bottiglia di spumante a patto che i pargoli inventino una poesia, recitandola di fronte ai dirigenti. Nonostante Mariangela avesse creato una poesia molto più originale di quelle degli altri bimbi, non riceve il regalo ed anzi viene pesantemente derisa e maltrattata per la sua bruttezza. Fantozzi, dopo aver ascoltato e assistito dalla porta socchiusa all'insensibile gesto, entra nella sala e, immediatamente, i dirigenti tacciono e abbassano la testa con imbarazzo, rendendosi conto di aver passato il segno. Fantozzi, dopo avere formulato i suoi auguri "... per un distinto Natale e uno spettabile anno nuovo", accompagna fuori la figlia e la copre per proteggerla dal freddo. Alla sua domanda: "Ma perché mi chiamavano Cita? Chi è Cita?", risponde con una pietosa bugia: "Cita Hayworth, una bellissima attrice! La più bella di tutte! Ma tu sei molto più bella".

È uno dei pochi episodi dell'intera saga fantozziana in cui il personaggio interpretato da Paolo Villaggio si eleva dalla sua meschinità.

Veglione di Capodanno [modifica]

Nel sesto episodio, per festeggiare il Capodanno, Fantozzi va a un veglione (ovviamente organizzato dal collega Filini), ma ha poche ragioni per stare allegro perché durante la cena ha dei problemi con un cameriere piuttosto pasticcione, che ogni volta gli rovescia addosso tutte le portate e gli dà anche un piatto che aveva calpestato. L'arrivo della mezzanotte viene subdolamente anticipato dagli orchestrali a quando in realtà sono le 22:30, appena dopo la fine della cena, perché essi sono attesi in un veglione più importante. Come se non bastasse, poco dopo la mezzanotte reale, seguendo il detto "Anno nuovo, roba nuova", qualcuno lancia una vecchia cucina economica proprio sull'automobile di Fantozzi (la celebre Bianchina), distruggendola completamente.

La sfida a biliardo [modifica]

  « Il suo è culo, la mia è classe, caro il mio coglionazzo! »
 
(Cavalier Diego Catellani a Fantozzi)
Fantozzi e il Cavalier Catellani

Nel settimo episodio il direttore Cavalier Diego Catellani sfida Fantozzi, reo di aver insultato sua madre Teresa (la cui statua si trovava nell'atrio dell'azienda e Fantozzi, inchinandosi, ci aveva picchiato la testa per ben tre volte) a biliardo. Se Fantozzi perdesse, potrebbe "arruffianarsi" il direttore e così fare carriera. La partita inizia ma Fantozzi, continuamente insultato "coglionazzo" dal direttore, compie una bevuta dietro l'altra. A partita ormai a termine, sul punteggio di 2-49, al 38º coglionazzo, Fantozzi finalmente reagisce e riesce a ribaltare il risultato in soli cinque colpi consecutivi (memorabile il colpo partita: "triplo filotto reale ritornato con pallino") vincendo per 51 a 49.

La reazione del sommo dirigente è violenta, ma Fantozzi si salva rapendo la madre di Catellani ("Prendo la vecchia!"), la quale poi si innamora follemente del suo rapitore, costringendolo a rinchiuderla in una cabina telefonica dopo aver chiesto a Catellani un salvacondotto per la Libia e un vitalizio per la famiglia.

Teresa Catellani

Il tennis [modifica]

Nell'ottavo episodio Fantozzi, che ovviamente sta ancora cercando di conquistare il cuore della signorina Silvani, tenta di dimagrire praticando del tennis con Filini (dalle 6.00 alle 7.00, perché le altre ore sono occupate da giocatori di casta sempre più elevata), ma ovviamente non ottiene i risultati sperati, visto che si dà involontariamente una racchettata in faccia, con conseguente svenimento e ritiro mentre Filini, esultando per il ritiro del collega, si appoggia alla rete, la fa cedere e sviene anche lui.

Il ristorante giapponese [modifica]

Abbandonando l'idea del tennis, ma non quella di dimagrire, Fantozzi acquista allora un vestito che lo snellisce artificialmente ed invita la Silvani ad un ristorante giapponese dove però, a causa di un equivoco, fa uccidere e cucinare Pier Ugo, l'amato cane pechinese della collega, che verrà servito come portata principale.

Dopo questo fatto, in preda ad una crisi mistica, Fantozzi si crede Gesù Cristo in persona e, scambiato il laghetto artificiale del ristorante per il lago di Tiberiade, tenta di eseguire la moltiplicazione dei pesci e del riso in bianco.

Lo sci [modifica]

Nel nono episodio Fantozzi, per farsi perdonare dalla Silvani per la perdita di Pier Ugo, è costretto ad andare in vacanza con lei e Calboni a Courmayeur. A causa del freddo e delle mostruose balle di Calboni, Fantozzi a quota 1600 è colto da "allucinazioni competitive" e dice di essere un campione di sci della nazionale italiana (aggiungendo però che non scia da 35 anni), e la sua scarsa capacità in tale sport sortirà proprio l'effetto contrario, ovvero il fidanzamento tra la Silvani e Calboni (Fantozzi li sente amoreggiare nel cuore della notte). A Courmayeur, ospite della Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare (qui la signorina Silvani menziona una volta il suo ruolo di ragioniera), Fantozzi prende parte a un ricevimento dove si vedrà costretto a bere una birra-monstre modello Oktoberfest mentre gli vengono presentati una serie di invitati i cui cognomi si rifanno a vari alcolici di largo consumo: man mano che le presentazioni si susseguono Fantozzi barcolla come "ubriacato". Al momento della cena incontrerà di nuovo il cameriere pasticcione del veglione di Capodanno, che anche qui gli causa problemi (lo fa finire in un pentolone della polenta, salvandosi a stento dalla riprovazione dei convenuti presentando la cosa come un suo scherzo).

Il Mega Direttore Galattico [modifica]

Nel decimo ed ultimo episodio, in seguito a quella delusione d'amore Fantozzi chiede e ottiene di essere trasferito in un altro ufficio, finendo in quello del comunista Folagra, giovane intellettuale di estrema sinistra che convincerà il ragioniere a ribellarsi contro il padrone. Come gesto simbolico, Fantozzi getta un sasso contro la vetrata dell'azienda, rompendola: venutolo a sapere, il Mega Direttore Galattico chiede di poter parlare con lui. Nel salire verso l'ufficio del Mega Direttore, verso il 19° piano, Fantozzi ha una mostruosa allucinazione punitiva: crocifisso in sala mensa. Invece i due converseranno di politica (il direttore si definirà "medio progressista") e al termine della discussione Fantozzi tornerà come prima e anzi sarà così servile da offrirsi come triglia umana dell'acquario del suo superiore nel quale nuotano i dipendenti sorteggiati.

Scena tagliata [modifica]

Una scena è rimasta inedita per quasi trent'anni, fino al suo reinserimento nel film nel DVD uscito nel 2004, ed è apparsa in TV solo nei passaggi televisivi dal 2004 ad oggi.

La scena è inserita subito dopo l'ottavo episodio (cioè dopo la partita a tennis con Filini) e vede Fantozzi ricoverarsi in una clinica dimagrante.

La clinica dimagrante [modifica]

Fantozzi, nell'ormai vano tentativo di conquistare il cuore della signorina Silvani, abbandona l'idea dello sport, ma non la decisione di voler dimagrire. Infatti si ricovera alla clinica dimagrante "Le Magnolie" (identica in tutto e per tutto ad una prigione), dove di giorno è proibito mangiare e bere, ma di notte vengono servite succulente e prelibate pietanze ai "carcerati" con pagamento in denaro contante oppure in cambio di costosissime cambiali "già compilate!"; il tutto con l'avallo del direttore della clinica[8], che durante il giorno fa immettere gli odori delle pietanze nel condotto d'aerazione delle celle in modo da far impazzire i reclusi. Fantozzi dapprima cerca di resistere, ma alla fine:

  « lo ebbero dopo 2 giorni e 2 notti di eroica resistenza! »
 
(La voce narrante di Fantozzi)

Fantozzi firma 280.000 lire di cambiali, e poi perde il conto. Alla fine decide di pagare 2 "cambiali giganti" per acquistare la specialità più costosa della casa: gli "spaghetti alla Montecristo" (con la lima dentro), grazie alla quale, dopo una rocambolesca fuga, riuscirà finalmente ad evadere da quella prigione[9].

Location [modifica]

Il film è stato girato tra Roma e Courmayeur. Gli esterni dell'abitazione di Fantozzi sono state girate in un palazzo all'inizio di via Casilina realmente lambito dal tratto elevato della Tangenziale Est, nella quale egli si cala per raggiungere l'autobus all'inizio del film, e in un condominio situato in via di Donna Olimpia 32, nel quartiere Gianicolense. La ditta dove egli lavora è il palazzo della Regione Lazio, alla Garbatella. Dalla sala mensa, dove Fantozzi pranza con Folagra, si intravede l'insegna dell'allora cinema romano Astoria, ormai chiuso.

Curiosità [modifica]

  • Paolo Villaggio, in una intervista contenuta negli extra del DVD di Fantozzi, rivela che la sequenza in cui il ragioniere tenta di prendere l'autobus al volo era piaciuta molto a Marty Feldman e a Mel Brooks.

Note [modifica]

  1. ^ Il grande edificio sede della società per la quale Fantozzi lavora è in realtà il palazzo della Regione Lazio a Roma. L'edificio fu usato come location solo per questo primo episodio della saga.
  2. ^ Quest'ultima frase è una citazione della maratona olimpica di Londra 1908, quando l'italiano Dorando Pietri giunge per primo allo stadio in condizioni disperate, ma con più di 10 minuti di vantaggio dal secondo in classifica. Barcolla e cade più volte, impiegando tutto il vantaggio accumulato per percorrere il giro della pista, mentre tutto lo stadio è in trepidazione per lui. Aiutato ad alzarsi dai giudici e sorretto negli ultimi metri, il povero Pietri giunge per primo al traguardo, ma in seguito viene squalificato.
  3. ^ La citazione viene anche ripresa in un film successivo della serie, Superfantozzi, quando il ragioniere, nei panni di Filippide, percorre i 42 kilometri e 195 metri che separano Maratona e Atene e cade a pochi metri dall'arrivo.
  4. ^ La medesima scena verrà poi ripresa e sviluppata più teatralmente all'inizio di Fantozzi contro tutti.
  5. ^ In questo episodio Filini interpreta l'arbitro, ma in almeno due scene è sostituito da una controfigura: mentre nella prima (quando scivola e va a centrare con la testa un palo di una porta, rompendolo) si può non identificarlo con precisione, nella seconda la sua figura è in primo piano (quando è con i giocatori e fa vedere che la partita è da sospendere poiché la palla non rimbalza più) e si nota bene che non è Gigi Reder ad interpretarlo.
  6. ^ La partita di calcio viene effettuata nell'attuale Parco delle Valli, a Roma, sito tra il Ponte delle Valli e Via di Conca d'oro.
  7. ^ In questa sequenza, le voci dei turisti tedeschi che si lamentano con i due italiani fracassoni, "chitarra e mandolino", sono in realtà di Marcello "Max" Turilli (la prima), e del regista Luciano Salce (la terza); Salce, infatti, si divertiva spesso, sia come attore che in sede di doppiaggio, a parlare con accento tedesco.
  8. ^ Una chicca in questa scena è rappresentata dal cameo di Luciano Salce nei panni del cinico ed avido direttore della clinica.
  9. ^ La trama della scena, all'epoca tagliata, fu poi reinterpretata e ampliata nel terzo film della serie, Fantozzi contro tutti.

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