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| La Vita è Meravigliosa | Serendipity | Vacanze Romane | Ii Tempo delle Mele |
| Love Story | Nove Settimane e mezzo | Amore a Primavista | Il Bacio che aspettavo |
| Lezioni d'amore | Flirting | Innamorarsi | Vaggi di Nozze |
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La vita è meravigliosa è un film del 1946 di Frank Capra, con protagonista James Stewart, ed è tratto dal racconto The Greatest Gift di Philip Van Doren Stern.
Trama [modifica]George Bailey è un uomo desideroso di avventure che ha passato tutta la sua vita al servizio del prossimo in una piccola cittadina di provincia rinunciando ai suoi desideri. La vigilia di Natale, però, suo zio smarrisce una grossa somma di denaro, di vitale importanza per evitare che la loro cooperativa edilizia, fondata dal padre di George e diretta, dopo la sua morte, dallo stesso George, cada nelle grinfie dell'avido capitalista Potter, che da anni cerca di tenere in pugno tutta la cittadina. George, disperato, decide di uccidersi per far ottenere alla sua famiglia i soldi dell'assicurazione sulla vita, ma viene salvato da un "aspirante" angelo, Clarence, che deve compiere una buona azione importante per meritarsi le ali: questi mostra a George come sarebbero andate le cose se lui non fosse mai nato: non sarebbero nati suoi figli, il fratello sarebbe morto annegato da piccolo, il suo vecchio datore di lavoro avrebbe passato buona parte della sua vita in galera per un avvelenamento incidentale, la moglie sarebbe rimasta zitella e la cittadina si sarebbe chiamata Pottersville e la vita di molti cittadini sarebbe stata miserabile. Riesce a dare quindi nuova speranza all'uomo, che tornato a casa desideroso di riabbracciare i suoi cari, grazie all'aiuto degli amici e dei vicini riuscirà a trovare una via di uscita evitando la bancarotta e riceverà il più bel dono che possa sperare.
Curiosità [modifica]
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Questo film è riconosciuto come d'interesse
culturale nazionale dalla Direzione Generale per il Cinema del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Italia),
in base alla delibera ministeriale del
3
aprile
2002.
Dillo con parole mie è un film italiano del 2002 diretto dal regista Daniele Luchetti e interpretato, fra gli altri, da Stefania Montorsi, Martina Merlino, Giampaolo Morelli, Marco Piras e Alberto Cucca. È uscito nelle sale italiane il 4 aprile 2003.
Trama [modifica]Stefania, trentenne romana, lavora in una libreria della sua città e, poco prima di chiudere per le vacanze, viene lasciata dal suo fidanzato Andrea. Intanto da Colonnetta di Prodo arriva in città la nipote quindicenne Maggie, che dovrebbe partire per le vacanze con i suoi compagni scout e invece perde volontariamente il treno per poter fare le vacanze da sola come vuole: sua madre le nega il permesso e la manda dalla zia Stefania. Insieme, disperate per le incomprensioni materne e sentimentali, decidono di trascorrere le vacanze sull'isola di Ios, nelle greche Cicladi, di cui ha molto sentito parlare dai suoi amici. Una volta sull'isola le due inizieranno a interrogarsi sulla loro vita, ad andare d'accordo ma anche a litigare a causa del loro diverso carattere. Stefania vorrebbe una vacanza tranquilla mentre Maggie, che ha scelto Ios appositamente, vorrebbe una vacanza scatenata per conoscere nuovi ragazzi e fare esperienze.
Ambientazioni [modifica]Tutto il film è stato girato sull'isola greca di Ios ad esclusione delle scene iniziali a Roma. Nelle parti girate sull'isola si riconosce il porto dell'isola, il villaggio, la strada per la tomba di Omero, il campeggio "Ios Camping Porto", la spiaggia di Mylopotas, il teatro di Ios, il "Pegasus", il "Blue Ios" ed infine il "Disco 69" (compreso il famoso muretto di fronte al locale dove tutti si fermano a parlare e riprendere un po' di fiato). Le scene iniziali sul traghetto sono girate sull'"Express Santorini".
Curiosità [modifica]Il titolo originale del film doveva essere "Non a caso il caso"[1]. Anche se nel film fanno vedere che usano l'"Express Santorini" per fare la tratta dall'Italia a Ios, quel traghetto viene esclusivamente usato per la tratta Atene(Pireo)-Santorini, comprese le fermate intermedie (tra cui, appunto, Ios). Inoltre non c'è nessun traghetto diretto dall'Italia a Ios. Si vede inoltre che Stefania e il suo amico cercano di raggiungere la tomba di Omero a piedi: il tragitto dal villaggio alla tomba di Omero (nella realtà) a piedi necessiterebbe più di due ore e mezza in salita e con le temperature elevate raggiunte sull'isola nessuno penserebbe di compiere quest'escursione a piedi. In lingua inglese il film è stato tradotto come "Ginger and cinnamon", ossia Zenzero e cannella (i due ingredienti segreti della torta citata e mangiata dai protagonisti). Al Festival di Cannes (Francia) è stato presentato in anteprima il 16 maggio 2003, mentre allo European Union Film Festival, in Repubblica Ceca, viene visionato dalla critica il 17 marzo 2004. Nel 2005 ha ricevuto diversi successi durante la premiere ungherese il 18 maggio, mentre il 29 ottobre è stato proiettato al Villerupt Italian Film Festival. Solamente in Canada è stato vietato ai minori di 14 anni.
Colonna sonora [modifica]
Note [modifica]
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Vacanze romane (Roman Holiday) è un film del 1953 diretto da William Wyler intepretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn. Il film rese famosa in tutto il mondo la Hepburn, che prima di allora aveva intepretato ruoli secondari in varie produzioni britanniche ed era conosciuta dal pubblico statunitense per la sua intepretazione di Gigi, nell'omonima commedia teatrale. Le riprese del film iniziarono nell'estate del 1952 e terminarono a settembre dello stesso anno. Interamente girato a Roma e negli studi di Cinecittà, il film di Wyler capovolge la storia di Cenerentola. Uscito nelle sale statunitensi nell'agosto 1953, il film ebbe un grande successo di pubblico e di critica, rendendo famoso lo "stile" di Audrey Hepburn che, dopo poco tempo, verrà pubblicizzato e seguito da tutte le riviste di moda del mondo.
Trama [modifica]La Principessa Anna (Audrey Hepburn), reale di una nazione non specificata, affronta un viaggio diplomatico, visitando le grandi capitali del mondo, inclusa Roma. Una notte, sfinita dalla serie di obblighi che il suo ruolo le richiede ha un esaurimento nervoso. Il suo dottore le somministra un sedativo, ma, quando si ritrova sola nella sua stanza, decide di fuggire. Ritrovatasi da sola, nelle strade di Roma, a causa del sedativo si addormenta in una via, dove viene trovata da Joe Bradley (Gregory Peck) giornalista statunitense che lavora per un'agenzia giornalistica a Roma. Joe cerca di farsi dare il suo indirizzo per accompagnarla a casa in taxi, ma la Principessa si rifiuta di confessare la sua identità e chiede di essere portata al Colosseo. Credendola ubriaca, visto lo stato confusionario in cui versa la ragazza, il giornalista non ha il coraggio di lasciarla sola e la porta a casa sua. Il mattino seguente, recandosi al lavoro, Joe scopre che un dispaccio è stato comunicato a tutte le agenzie riguardante un improvviso malessere della Principessa Anna. Joe, che doveva recarsi ad una conferenza stampa per intervistare proprio la Principessa, vede la foto di Anna sul giornale e riconosce in lei la ragazza "ubriaca" che ha ospitato a casa sua. Immediatamente capisce di poter scrivere un articolo incredibile e promette al suo capo (Hartley Power) di portagli un'intervista esclusiva e foto sensazionali della Principessa a Roma, facendosi promettere un largo compenso ed arrivando perfino a scommettere 500 dollari sulla riuscita dell'impresa con l'incredulo principale. Joe chiama il suo amico Irving Radovich (Eddie Albert), fotoreporter, e gli comunica di aver trovato un sensazionale scoop. Subito dopo si precipita a casa sua, dove trova la Principessa ancora addormentata. Al suo risveglio, la ragazza ricorda poco della notte precedente e Joe non da segno di aver riconosiuto in lei la Princpessa Anna, che si presenta con il nome di Anya Smith. Dopo averlo ringraziato per il suo disturbo la Principessa si avvia per le strade di Roma, come fosse una normale turista, lasciandosi trasportare dai suoni, dai rumori di una Roma molto "popolare". In un mercato acquista dei sandaletti, si compra un gelato e osserva la città assolata. Decide di entrare nel negozio di un parrucchiere (Paolo Carlini) e di farsi tagliare i lunghi capelli. Il parrucchiere, affascinato dalla ragazza, la invita ad una serata danzante su un barcone del Tevere. Nel frattempo, però, Joe non aveva perso di vista la ragazza e l'aveva seguita di nascosto. Quando Anna si siede sulle scalinate di Piazza del Popolo, il giornalista finge di incontrarla per caso. Iniziano a parlare e Anna confessa di essere scappata da un collegio e di voler provare, una volta nella vita, tutto quel che nella sua "prigione" non le era permesso fare. Joe le propone di accompagnarla e di esaudire il suo desiderio di "normalità". Incontrano anche Irving, il quale usa un finto accendino per farle delle foto. La Principessa, in compagnia di quelli che lei crede due imprenditori di fertilizzanti, fuma la sua prima sigaretta, visita il Colosseo, prova ad andare in Vespa, finendo perfino in questura. Tutto viene fissato sulla pellicola di Irving. Nel frattempo, i tutori della Principessa, preoccupati dalla sua scomparsa richiamano a Roma un enorme numero di agenti in borghese che iniziano a cercarla in tutta Roma. Arrivata la sera la ragazza propone di finire la serata sul barcone del Tevere di cui il parrucchiere le aveva parlato. Giunti lì, Joe e Anna iniziano a ballare e, trovandosi stretti tra le braccia, dai loro sguardi incomincia a trapelare qualcosa di diverso. Durante la festa, però, gli agenti in borghese notano la Principessa e cercano di convincerla a tornare al palazzo. Joe interviene e immediatamente si scatena una rissa che vede la stessa Anna rompere bottiglie e chitarre in testa agli agenti, mentre Irving documenta il tutto con la sua macchina fotografica. Joe a Anna riescono a fuggire, tuffandosi nelle acque del Tevere e quando ne riemergono, divertiti ed eccitati dall'accaduto, si baciano sulle sponde del fiume. Tornati a casa, rivestiti e asciugati i due sono costretti a salutarsi. Joe accompagna Anna vicino al suo palazzo e dopo un triste addio, la ragazza scompare nelle vie di Roma. Tornata a palazzo, Anna mostra un profondo cambiamento. Da giovane e quasi infantile sognatrice si è trasformata in una vera a propria Principessa conscia dei suoi doveri. Il giorno seguente, il principale di Joe si precipita a casa sua per richiedere la famosa intervista esclusiva, ma il giornalista sostiene di non essere riuscito a farla e quando Irving arriva a casa sua con le foto in mano, Joe spiega all'amico che lo ascolta incredulo di non voler vendere l'articolo. Qualche ora più tardi entrambi si recano alla conferenza stampa organizzata per incontrare la Principessa Anna. Appena entrata, Anna riconosce immediatamente Joe e Irving e ne rimane delusa. Ma durante l'intervista Joe riesce, indirettamente, a comunicarle che non tradirà la sua fiducia. Quando la Principessa scende dal trono per salutare personalmente alcuni giornalisti intervenuti, fermatasi davanti a Joe e ad Irving riceve da quest'ultimo le foto della sua "Vacanza romana", prova ulteriore della loro correttezza. Felice e sollevata, dissimulando i suoi sentimenti, Anna saluta Joe, con un ultimo sorriso per poi sparire per sempre dietro una porta. La conferenza è finita e i giornalisti vanno via. Joe rimane qualche momento nel palazzo, poi si avvia per il lungo corridoio, lancia un ultimo sguardo dietro di se, ed esce.
Curiosità [modifica]
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Love story)
Love Story è un film romantico del 1970 diretto da Arthur Hiller ed è il maggior successo della Paramount fino a quel momento. Ricevette 7 nomination (tra cui Miglior Film) e vinse un Oscar per la musica di Francis Lai, nonché fu un cult degli anni settanta. Durante la registrazione del film Erich Segal scrisse in contemporaneo il bestseller tratto dalla sua stessa sceneggiatura.
Trama [modifica]Il ricchissimo Oliver Barrett si innamora all’università della povera e cattolica Jenny Cavilleri. I due decidono di sposarsi contro il volere dei genitori di lui e sarebbero felici, nonostante le ristrettezze, se una grave leucemia non portasse alla tomba la ragazza.
Note [modifica]Sceneggiato da Erich Segal, un successo confezionato a tavolino: lacrime, romanticismo e un pizzico di ribellismo giovanile in linea con quegli anni. Il romanzo, scritto dallo stesso Segal a partire dalla sua sceneggiatura ebbe un tale successo che innescò la mania delle novelisation da film. Con un seguito: Oliver's Story (1978). |
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La trama [modifica]In un'indaffarata giornata di shopping invernale, Jonathan Trager incontra Sara Thomas quando entrambi cercano di comprare lo stesso paio di guanti. Come due perfetti estranei nella caotica New York, le loro vie si incrociano nella pazza corsa ai regali delle feste natalizie e sentono una mutua attrazione. Nonostante il fatto che ognuno dei due sia coinvolto in un'altra relazione, Jonathan e Sara trascorrono la serata passeggiando insieme per Manhattan. Ma al sopraggiungere della notte, i due sono costretti a fare qualche passo avanti. Jonathan, innamorato cotto, le suggerisce di scambiarsi i numeri telefonici, ma Sara rifiuta e gli propone che sia il fato a guidare il loro futuro. Se loro sono destinati a stare insieme, gli dice, troveranno il modo di rientrare l'uno nella vita dell'altra. La maggior parte del film si svolge nei seguenti dieci anni, e consiste in una vasta serie di "quasi coincidenze" che portano i due romantici ragazzi quasi ad unirsi, senza mai riuscirci. Ad esempio, uno dei due personaggi protagonisti si vede entrare in un edificio nello stesso istante in cui l'altro esce da un'altra porta dello stesso edificio, e così via. Il film è stato denominato così dal ristorante "Serendipity III" (ristorante realmente esistente, vedi il collegamento esterno più avanti), presente anche nel film come il luogo dove si è avuto il primo appuntamento fra i due personaggi principali. Ma soprattutto, la trama del film è una delle tante dimostrazioni della Serendipità intesa come lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra.
Colonna sonora [modifica]
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Il_tempo_delle_mele Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_tempo_delle_mele&action=history Il tempo delle meleDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il tempo delle mele (tit. orig. La Boum, 'La festa') è un film francese del 1980, dallo straordinario successo di pubblico in tutto il mondo, che ha visto il debutto cinematografico di una giovanissima Sophie Marceau nel ruolo di una liceale tredicenne.
Trama [modifica]Il film è ambientato a Parigi e il racconto si apre sul primo giorno di scuola di Victoire "Vic" Berreton (Sophie Marceau), durante il quale vengono presentati al pubblico coloro che diventeranno i compagni di classe e i protagonisti di mille avventure quotidiane. La pellicola termina nel giorno del compimento del quattordicesimo anno di età della protagonista, per il quale viene finalmente organizzata la agognata "festa". Nel corso del film, Vic avrà modo di conoscere il primo grande amore, Mathieu (Alexandre Sterling), e di trepidare per le prime emozioni, le prime gelosie e i primi conflitti generazionali con i genitori François (Claude Brasseur), dentista, e Françoise (Brigitte Fossey), illustratrice. Su tutto questo, si snodano le vicissitudini sentimentali dei genitori di Vic, basate sul tradimento reciproco, cui la protagonista risponde affidandosi alle attenzioni della bisnonna Poupette (Denise Grey), arzilla ottantenne prodiga di consigli e di cattivi esempi (e vera 'outsider' del film). L'ultima scena, della durata di pochi secondi, vede Vic interessarsi già ad un nuovo amore: ciò sottolinea la fugace intensità - e la contemporanea fragilità - dei rapporti sentimentali nei primi anni dell'adolescenza.
Curiosità [modifica]Per scegliere il gruppo principale, la produzione valutò attentamente dai 3000 ai 4000 giovanissimi, sottoponendoli ad una selezione definita "sfibrante" (tutti i ragazzi dovettero recitare la medesima scena, ovvero il momento dell'invito di Raoul alla festa, rivolto a Pénélope e Vic di fronte alla scuola); alla fine vennero scelti i protagonisti con estrema cura, in modo eterogeneo ed articolato:
Qualche giorno prima la chiusura delle audizioni, la produzione non aveva ancora scelto la protagonista principale. Nonostante i responsabili e lo stesso Claude Pinoteau avessero setacciato per mesi (nel vero senso della parola) i cortili delle scuole, i centri sportivi e le società di casting alla ricerca di una 'illuminazione', si presentò spontaneamente - accompagnata dal padre - Sophie Danièle Sylvie Maupu, che venne archiviata con il numero 42 di quella giornata. Il regista venne colpito sia dal fascino della ragazzina che dall'intensità del provino: nacque così artisticamente Sophie Marceau. Il progetto acquisì una protagonista importante, se non fondamentale, mentre il neonato decennio aveva già cristallizzato un'icona indimenticabile.
Il fenomeno [modifica]Il titolo uscì nelle sale francesi il 17 dicembre 1980. Inizialmente snobbato da pubblico e critica ed etichettato come "banale storiella per ragazzini", il film si trasformò rapidamente in un fenomeno popolare, cinematografico e internazionale, con oltre 4 milioni di spettatori in Francia e oltre 15 in tutta Europa, segnando fortemente l'immaginario collettivo di una generazione e diventando immediatamente icona dei neonati e disimpegnati anni Ottanta. Come tutti i grandi fenomeni popolari, il film diffuse consuetudini all'epoca semi-sconosciute come "il quarto d'ora all'americana", ovvero le ragazze che scelgono il ragazzo con cui ballare, la discoteca riservata all'uso dei pattini a rotelle, l'appuntamento con gli amichetti al McDonald's (all'epoca non presente in Italia). Così come La febbre del sabato sera divenne sinonimo di Discomusic e di locali da ballo, contribuendo nel contempo alla diffusione del fenomeno, alla sua affermazione culturale e segnando profondamente i costumi della generazione nata all'inizio degli anni Sessanta, Il tempo delle mele ha caratterizzato la generazione nata a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, facendo sì che divenisse consuetudine organizzare festicciole pomeridiane tra gli studenti delle scuole medie e superiori, nelle quali oscurare le finestre, sorseggiare bibite, ballare, sudare e innamorarsi dei compagni di scuola, sognando e attendendo trepidanti il grande amore. Una tematica, questa, fortemente sottovalutata dagli adulti dell'epoca che, quasi 'spaventati' dalla popolarità del film e dalle manifestazioni pubbliche di fanatismo nei confronti dei protagonisti, avviarono profonde discussioni e intimi confronti sull'assenza di dialogo tra adolescenti e genitori, sul potenziale sentimentale dei ragazzini e sull'emancipazione sessuale degli adolescenti più giovani. In realtà la Gaumont (casa di produzione francese che ha ottenuto con La Boum uno dei maggiori successi commerciali di sempre) ha intuito che esisteva un nuovo pubblico cui rivolgersi, sensibile e per certi versi già maturo nella percezione, assieme alle nuove tendenze culturali in atto tra i giovanissimi (totale disimpegno, maggiore dedizione al privato e meno al politico rispetto alla generazione precedente, emancipazione morale e culturale). La protagonista Sophie Marceau, in particolare, divenne oggetto di vero e proprio culto da parte degli spettatori: durante la tournée italiana di promozione al film, nel 1981, si registrarono 25 feriti a Napoli e 1 a Milano causati dalla ressa (incredibilmente la pellicola ebbe maggiore successo in Italia rispetto alla madrepatria); a conferma di ciò si diffuse immediatamente, tra le ragazze, la moda di tagliare i capelli con la frangetta alla Sophie Marceau.
Le musiche [modifica]Certamente ha contribuito allo straordinario successo di pubblico (e al ricordo leggendario dei trenta-quarantenni di oggi) la colonna sonora del film, composta da Vladimir Cosma: il brano principale Reality, cantato da Richard Sanderson e tema portante della storia, è entrato a far parte della memoria indelebile di una generazione. La scena simbolo dell'adolescenza anni '80, infatti, è quella in cui Mathieu mette le cuffie del walkman a Vic improvvisamente, durante un ballo scatenato, per poter così danzare dolcemente abbracciato a lei sulle note diffuse del "mangianastri".
Da ricordare [modifica]
Il seguito [modifica]Due anni dopo, nel 1982, venne girato Il tempo delle mele 2 utilizzando il medesimo cast tecnico ed artistico. Venne aggiunto un unico personaggio protagonista, Philippe (Pierre Cosso). In Italia circola anche un fantomatico Il tempo delle mele 3 (tit. orig. L'etudiante, 'La studentessa', 1988), il cui titolo è in realtà una trovata commerciale della produzione italiana per veicolare una pellicola che nulla ha in comune con i primi due capitoli (a parte il regista, Claude Pinoteau, e la protagonista Sophie Marceau).
Al termine delle interviste ai protagonisti, incluse nel documentario presente quale extra nel DVD del 2003, molti personaggi (Sophie Marceau in testa) si sono resi disponibili ad interpretare un vero Tempo delle mele 3 che - ovviamente - adatti all'attualità i ruoli e gli status personali (Sophie Marceau, ad esempio, ha compiuto 40 anni il 17 novembre 2006). Appare scontato che tale progetto possa riscuotere il consenso entusiasta di moltitudini di ex-giovanissimi fans, pur considerando i rischi che un'operazione del genere implica dal punto di vista filologico.
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Film_romantici Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Categoria:Film_romantici&action=history Categoria:Film romanticiDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Categoria che comprende gli articoli sui film romantici presenti in Wikipedia. Vedi anche il Progetto Film.
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Il laureato è un film diretto dal regista Mike Nichols.
trama [modifica]Benjamin Braddock, giovane di ricca famiglia, torna a casa a Berkeley dopo il conseguimento della laurea e qui viene organizzata per lui una festa con tutti gli amici dei suoi genitori. Tra questi c'è la signora Robinson, moglie del socio di suo padre, la quale con vari pretesti riesce a portarlo a casa sua e qui gli fa capire che avrebbe voluto avere una relazione con lui. Successivamente torna a casa il marito, che non sospetta nulla e che inizia a parlare a Ben della figlia Elaine. Dopo qualche giorno Ben chiama la signora Robinson e si incontrano in un hotel dove poi continueranno a vedersi regolarmente. Parlando con la signora Robinson, Ben scopre che è stata costretta a sposarsi a causa del fatto che era incinta. Dopo qualche mese il padre di Ben viene a sapere che Elaine sarebbe tornata a Berkeley e propone al figlio di uscire con lei o in alternativa di vedersi tutti insieme per una cena. Non volendo trovarsi in quella situazione, è costretto a portare fuori Elaine, suscitando l'ira della signora Robinson che, precedentemente, gli aveva fatto promettere che non sarebbe mai uscito con la figlia. Ben comunque finisce per innamorarsi di Elaine, fra i due inizia una storia che si interrompe bruscamente quando Elaine scopre che Ben ha avuto una relazione con sua madre. Elaine viene mandata a studiare a Berkeley, dove si fidanza con Carl, un altro giovane, ma Ben, deciso a riconquistare a tutti i costi la ragazza, si trasferisce a sua volta a Berkeley, prendendo una stanza da un affittacamere per studenti. Dopo alcuni ostinati tentativi di Benjamin, che vedono il rifiuto di Elaine, alla fine i due giovani si riconciliano, e nonostante gli avvertimenti della signora Robinson, nonché le minacce di suo marito (che nel frattempo è venuto a conoscenza della relazione fra Ben e sua moglie), Benjamin ed Elaine riprendono in qualche modo il loro rapporto sentimentale. Ma la famiglia Robinson ha già deciso e organizzato il matrimonio di Elaine con Carl, un partito economicamente e socialmente gradito alla famiglia. Quando Benjamin lo viene a sapere mancano ormai solo poche ore al matrimonio, e non gli resta quindi che cercare di sapere dove si svolgerà la cerimonia e precipitarsi il più velocemente possibile sul posto, per tentare di impedire in extremis che Elaine si sposi. La sua corsa affannosa, senz'altro la scena più memorabile del film, si conclude nella chiesa dove è già iniziata la cerimonia. Benjamin irrompe urlando disperato il nome di Elaine, i parenti degli sposi si avventano su di lui, ma Elaine all'ultimo momento decide di fuggire con Benjamin. Dopo una breve colluttazione Benjamin riesce a liberarsi e a portare via con sé Elaine. I due (lei è in abito da sposa) salgono sul primo autobus di passaggio fra lo stupore di tutti e finalmente, allontanandosi verso una destinazione ignota, riescono a ritrovare il sorriso.
Commento [modifica]Il film ebbe un successo strepitoso, tanto che tuttora è un film culto, rivisto, citato, ricordato e apprezzato anche a distanza di moltissimi anni. La fortuna della pellicola si deve a un insieme di fattori. Intanto le indimenticabili interpretazioni dei protagonisti: Dustin Hoffman, al suo primo ruolo cinematografico importante, perfetto nella parte dell'impacciato e introverso Benjamin; Anne Bancroft, la donna matura che seduce il giovane laureato, Katharine Ross nella parte della giovane Elaine. La innovativa regia di Mike Nichols, l'utilizzo delle canzoni (in particolare la celeberrima "Mrs. Robinson") di Simon and Garfunkel, rimaste come l'icona di una intera generazione, il tema certo molto trasgressivo per l'epoca, le argute situazioni comiche, tutto ha contribuito a fare di questo film un insuperabile pezzo di storia del cinema. Alcune scene, prima fra tutte la corsa disperata di Benjamin a bordo di un'Alfa Romeo Duetto rossa (vettura poi rimasta famosa proprio grazie al film stesso) e le urla in chiesa per impedire il matrimonio di Elaine, ma anche il primo incontro fra Ben e Mrs. Robinson in albergo, sono rimaste impresse nella memoria e nell'immaginario collettivo per generazioni. Il film, prodotto nel 1967, sia pure in veste di commedia e attraverso un taglio sentimentale e non politico, anticipa i fermenti giovanili di ribellione che esploderanno di lì a pochi mesi nelle grandi contestazioni del 1968. La fuga finale dei due giovani in un autobus preso a caso, può essere vista persino come una sintesi del clima di quell'epoca, la spinta a una rottura con il conformismo imposto dalla società, ma attraverso una fuga inconsapevole, colma di incertezze e priva di un reale progetto.
Il doppiaggio italiano [modifica]L'edizione italiana del film è a cura di Mario Maldesi per Cdc.
Al doppiaggio del film è dedicata una pagina del libro Le voci del tempo perduto di Gerardo Di Cola.
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Al_di_l%C3%A0_dei_sogni Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Al_di_l%C3%A0_dei_sogni&action=history Al di là dei sogniDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Al di là dei sogni è un film fantasy del 1998 diretto da Vincent Ward ed interpretato da Robin Williams. È ispirato al romanzo omonimo di Richard Matheson, pubblicato nel 1978, e contiene molti riferimenti allegorici alla Divina Commedia di Dante Alighieri. Il titolo è ispirato ad un verso dell'Amleto di William Shakespeare, nel famoso monologo della prima scena del terzo atto. Solo negli Stati Uniti, il film ha incassato oltre 55 milioni di dollari. È costato circa 85 milioni di dollari.
Trama [modifica]Chris e Annie si incontrano casualmente su un lago in Svizzera: Annie "investe" la barca di Chris con la propria, poi lo ritrova e gli offre un panino. I due si innamorano e si sposano. Hanno anche due figli, Ian e Marie. Chris fa il pediatra, un lavoro in cui mette un grandissimo impegno, e Annie la pittrice. Dopo anni di gioie, una mattina i figli muoiono in un incidente stradale. Quattro anni dopo, anche Chris viene ucciso sulla strada mentre soccorre dei feriti a causa di un incidente. L'anima di Chris viene aiutata a prendere coscienza della sua morte da Albert, un professore che lo aveva seguito quando studiava medicina e che lui considerava come un secondo padre. Inizialmente l'anima non può fare a meno di stare accanto ad Annie, che intanto cade in depressione; poi però si rende conto che deve abbandonarla per raggiungere il "suo" paradiso. Chris si ritrova in un paesaggio montano simile ad un quadro della moglie e simile al luogo in cui i due volevano passare la vecchiaia. Chris viene sempre seguito da Albert e in seguito da una hostess (che assume poi le sembianze della figlia Marie). Vive dei suoi ricordi (sono molto frequenti i flash-back) e impara a stare nella nuova realtà, creata dalla sua mente. Quando Annie si suicida, l'equilibrio viene rotto. Albert dice a Chris che il suicidio obbliga all'inferno perché l'anima ha interrotto l'ordine della vita e non si rende conto del suo gesto. Il protagonista, però, non vuole arrendersi e fa in modo di poter scendere all'inferno per salutare un'ultima volta la moglie. Aiutati da uno psicologo, Chris e Albert scendono all'inferno passando dai colori del paradiso agli ambienti cupi di un fiume pieno di anime e di un mare in tempesta. Arrivati davanti a Cerbero, un relitto di una nave che rappresenta la porta dell'inferno, Chris riconosce Albert, che in realtà è il figlio Ian, ed è costretto a lasciarlo per evitare distrazioni nella difficile ricerca di Annie. Salito con lo psicologo fino ad un livello popolato da facce che sbucano dal terreno, Chris riesce ad individuare la moglie, che si è costruita una realtà molto simile alla casa in cui vivevano, ma in rovina. Lo psicologo a quel punto si fa riconoscere come Albert, il vecchio professore, spiegando che lui potrà solo dire ciò che prova alla moglie, senza farsi riconoscere e soprattutto rimanendo per meno di tre minuti. Chris entra spacciandosi per un vicino. Annie non lo riconosce e Chris le racconta della sua storia, di una moglie che si suicida arrendendosi. Annie si sente attaccata e lo respinge: Chris capisce che non c'è nulla da fare per salvarla. Esce dalla casa, saluta Albert e ritorna dentro per perdersi e poter così vivere con la moglie. Continuando a ricordare, però, riesce a far breccia nel cuore di Annie che capisce la sua situazione e salva entrambi. Entrambi si ritrovano nel paradiso di Chris, dove li raggiungono i figli e Albert. Dopo aver vissuto insieme, decidono di reincarnarsi per poter vivere. L'ultima scena del film ritrae due bambini che si incontrano facendo sbattere le loro barchette-giocattolo e scambiandosi dei tramezzini.
Temi [modifica]La pellicola tratta temi quali l'amore e la morte in una maniera molto originale e serena, articolandosi in diverse situazioni: la vita reale nel presente, ricordi della vita reale, l'immaginazione dei personaggi che li porta a vivere il loro "paradiso" o il loro "inferno". Il film non tratta il tema della vita dopo la morte secondo i canoni di una specifica religione, ma unisce vari elementi presi da varie religioni e culture in un modo molto particolare e speciale. Durante il corso del film, quando viene presentata l'immaginazione (il "paradiso" o "l'inferno") del protagonista, è determinante l'intensità dei colori delle scene. Le scene sono molto cariche di colori sgargianti che ritraggono paesaggi da sogno quasi a rappresentare i quadri degli impressionisti nel "paradiso" e molto cupe e tenebrose nel rappresentare "l'inferno", rispecchiando lo stato d'animo dei protagonisti della scena.
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