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http://it.wikipedia.org/wiki/Il_tempo_delle_mele

Cronologia  
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Il_tempo_delle_mele

Il tempo delle mele

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Il tempo delle mele (tit. orig. La Boum, 'La festa') è un film francese del 1980, dallo straordinario successo di pubblico in tutto il mondo, che ha visto il debutto cinematografico di una giovanissima Sophie Marceau nel ruolo di una liceale tredicenne.

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Il tempo delle mele
Titolo originale: La Boum
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Francia
Anno: 1980
Durata: 110'
Colore: colore
Audio: sonoro
Ratio: {{{ratio}}}
Genere: commedia
Regia: Claude Pinoteau
Soggetto: Claude Pinoteau, Danièle Thompson
Sceneggiatura: Claude Pinoteau
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
Character design: {{{nomecharacterdesign}}}
Mecha design: {{{nomemechadesign}}}
Animatori: {{{nomeanimatore}}}
Episodi:
Fotografia: Marc Goldstave Dreville, Edmond Sechan
Montaggio: Marie-Josephe Yoyotte Ayers
Effetti speciali:  
Musiche: Vladimir Cosma
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Jacques Bufnoir Ayers
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
 
Si invita a seguire lo schema del Progetto Film

Indice

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Trama [modifica]

Il film è ambientato a Parigi e il racconto si apre sul primo giorno di scuola di Victoire "Vic" Berreton (Sophie Marceau), durante il quale vengono presentati al pubblico coloro che diventeranno i compagni di classe e i protagonisti di mille avventure quotidiane. La pellicola termina nel giorno del compimento del quattordicesimo anno di età della protagonista, per il quale viene finalmente organizzata la agognata "festa". Nel corso del film, Vic avrà modo di conoscere il primo grande amore, Mathieu (Alexandre Sterling), e di trepidare per le prime emozioni, le prime gelosie e i primi conflitti generazionali con i genitori François (Claude Brasseur), dentista, e Françoise (Brigitte Fossey), illustratrice. Su tutto questo, si snodano le vicissitudini sentimentali dei genitori di Vic, basate sul tradimento reciproco, cui la protagonista risponde affidandosi alle attenzioni della bisnonna Poupette (Denise Grey), arzilla ottantenne prodiga di consigli e di cattivi esempi (e vera 'outsider' del film). L'ultima scena, della durata di pochi secondi, vede Vic interessarsi già ad un nuovo amore: ciò sottolinea la fugace intensità - e la contemporanea fragilità - dei rapporti sentimentali nei primi anni dell'adolescenza.

 

Curiosità [modifica]

Per scegliere il gruppo principale, la produzione valutò attentamente dai 3000 ai 4000 giovanissimi, sottoponendoli ad una selezione definita "sfibrante" (tutti i ragazzi dovettero recitare la medesima scena, ovvero il momento dell'invito di Raoul alla festa, rivolto a Pénélope e Vic di fronte alla scuola); alla fine vennero scelti i protagonisti con estrema cura, in modo eterogeneo ed articolato:

  • Pénélope (Sheila O'Connor), la migliore amica di Vic, ragazza alternativa ed emancipata;
  • Samantha (Alexandra Gonin), sorellina di Pénélope, bambina minuta e irresistibile, ballerina dell'Opéra (anche nella realtà);
  • Mathieu (Alexandre Sterling), ragazzo ombroso e affascinante, che diverrà il grande amore di Vic;
  • Arnaud (Laurent N'Diaye), meticcio spensierato e ballerino eccezionale;
  • Stéphane (Jean-Philippe Léonard), classico "sfigato" anni Ottanta, con apparecchio per i denti e lenti a fondo di bottiglia;
  • Jean-Pierre (Jean-Michel Dupuis), teppistello sfrontato, capellone e smaliziato;
  • Raoul (Alain Beigel), ragazzo di mondo, amico di tutti e organizzatore della prima festa;

Qualche giorno prima la chiusura delle audizioni, la produzione non aveva ancora scelto la protagonista principale. Nonostante i responsabili e lo stesso Claude Pinoteau avessero setacciato per mesi (nel vero senso della parola) i cortili delle scuole, i centri sportivi e le società di casting alla ricerca di una 'illuminazione', si presentò spontaneamente - accompagnata dal padre - Sophie Danièle Sylvie Maupu, che venne archiviata con il numero 42 di quella giornata. Il regista venne colpito sia dal fascino della ragazzina che dall'intensità del provino: nacque così artisticamente Sophie Marceau. Il progetto acquisì una protagonista importante, se non fondamentale, mentre il neonato decennio aveva già cristallizzato un'icona indimenticabile.

 

Il fenomeno [modifica]

Il titolo uscì nelle sale francesi il 17 dicembre 1980. Inizialmente snobbato da pubblico e critica ed etichettato come "banale storiella per ragazzini", il film si trasformò rapidamente in un fenomeno popolare, cinematografico e internazionale, con oltre 4 milioni di spettatori in Francia e oltre 15 in tutta Europa, segnando fortemente l'immaginario collettivo di una generazione e diventando immediatamente icona dei neonati e disimpegnati anni Ottanta. Come tutti i grandi fenomeni popolari, il film diffuse consuetudini all'epoca semi-sconosciute come "il quarto d'ora all'americana", ovvero le ragazze che scelgono il ragazzo con cui ballare, la discoteca riservata all'uso dei pattini a rotelle, l'appuntamento con gli amichetti al McDonald's (all'epoca non presente in Italia).

Così come La febbre del sabato sera divenne sinonimo di Discomusic e di locali da ballo, contribuendo nel contempo alla diffusione del fenomeno, alla sua affermazione culturale e segnando profondamente i costumi della generazione nata all'inizio degli anni Sessanta, Il tempo delle mele ha caratterizzato la generazione nata a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta, facendo sì che divenisse consuetudine organizzare festicciole pomeridiane tra gli studenti delle scuole medie e superiori, nelle quali oscurare le finestre, sorseggiare bibite, ballare, sudare e innamorarsi dei compagni di scuola, sognando e attendendo trepidanti il grande amore. Una tematica, questa, fortemente sottovalutata dagli adulti dell'epoca che, quasi 'spaventati' dalla popolarità del film e dalle manifestazioni pubbliche di fanatismo nei confronti dei protagonisti, avviarono profonde discussioni e intimi confronti sull'assenza di dialogo tra adolescenti e genitori, sul potenziale sentimentale dei ragazzini e sull'emancipazione sessuale degli adolescenti più giovani.

In realtà la Gaumont (casa di produzione francese che ha ottenuto con La Boum uno dei maggiori successi commerciali di sempre) ha intuito che esisteva un nuovo pubblico cui rivolgersi, sensibile e per certi versi già maturo nella percezione, assieme alle nuove tendenze culturali in atto tra i giovanissimi (totale disimpegno, maggiore dedizione al privato e meno al politico rispetto alla generazione precedente, emancipazione morale e culturale).

La protagonista Sophie Marceau, in particolare, divenne oggetto di vero e proprio culto da parte degli spettatori: durante la tournée italiana di promozione al film, nel 1981, si registrarono 25 feriti a Napoli e 1 a Milano causati dalla ressa (incredibilmente la pellicola ebbe maggiore successo in Italia rispetto alla madrepatria); a conferma di ciò si diffuse immediatamente, tra le ragazze, la moda di tagliare i capelli con la frangetta alla Sophie Marceau.

 

Le musiche [modifica]

Certamente ha contribuito allo straordinario successo di pubblico (e al ricordo leggendario dei trenta-quarantenni di oggi) la colonna sonora del film, composta da Vladimir Cosma: il brano principale Reality, cantato da Richard Sanderson e tema portante della storia, è entrato a far parte della memoria indelebile di una generazione. La scena simbolo dell'adolescenza anni '80, infatti, è quella in cui Mathieu mette le cuffie del walkman a Vic improvvisamente, durante un ballo scatenato, per poter così danzare dolcemente abbracciato a lei sulle note diffuse del "mangianastri".

 

Da ricordare [modifica]

  • I due apparecchi per i denti intrecciati, dopo un bacio appassionato di Stéphan
  • La scatola di patatine con il fondo bucato, protagonista del malizioso scherzo proposto da Jean-Pierre al cinema
  • Il cartello double-face con Snoopy, da appendere alla porta della camera per comunicare se si può disturbare o meno
  • La Matra-Simca color giallo di Françoise Berreton, testimone di un periodo in cui molte auto 'facevano finta' di essere fuoristrada
  • Le magliette UCLA indossate da diversi protagonisti, testimoni di un periodo in cui si guardava continuamente agli Stati Uniti d'America
  • Le luci psichedeliche in salotto
  • Le finestre pomeridiane oscurate con i sacchi dell'immondizia
  • Gli aloni di sudore sulle camicie in jeans
  • I tavoli imbanditi di panini e bottigliette di Coca-Cola
  • La passione di Samantha per il padre di Vic, tenera ed irresistibile
  • Penelope che, indossando una maglietta raffigurante un Pierrot, si disegna una lacrima con il glitter
  • I vestiti indossati senza un nesso stilistico e/o cromatico, caratteristica dei primi anni '80
  • Il fischietto indossato da Mathieu
  • Le sgommate di Poupette in Renault 5
  • La frase di Pupette a Vic: "ricorda.. alla tua età ci sono bambine che hanno bambini.."
  • La coda di genitori davanti alla cabina telefonica, sotto la casa dove è in corso la festa.
  • Il caschetto di Vic: uno stile copiatissimo all'epoca

 

Il seguito [modifica]

Due anni dopo, nel 1982, venne girato Il tempo delle mele 2 utilizzando il medesimo cast tecnico ed artistico. Venne aggiunto un unico personaggio protagonista, Philippe (Pierre Cosso). In Italia circola anche un fantomatico Il tempo delle mele 3 (tit. orig. L'etudiante, 'La studentessa', 1988), il cui titolo è in realtà una trovata commerciale della produzione italiana per veicolare una pellicola che nulla ha in comune con i primi due capitoli (a parte il regista, Claude Pinoteau, e la protagonista Sophie Marceau).


Il futuro [modifica]

Al termine delle interviste ai protagonisti, incluse nel documentario presente quale extra nel DVD del 2003, molti personaggi (Sophie Marceau in testa) si sono resi disponibili ad interpretare un vero Tempo delle mele 3 che - ovviamente - adatti all'attualità i ruoli e gli status personali (Sophie Marceau, ad esempio, ha compiuto 40 anni il 17 novembre 2006). Appare scontato che tale progetto possa riscuotere il consenso entusiasta di moltitudini di ex-giovanissimi fans, pur considerando i rischi che un'operazione del genere implica dal punto di vista filologico.

 

Collegamenti esterni [modifica]