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Poesie Romantiche |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lecco Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/Lecco LeccoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Lecco, 46.500 abitanti circa, è una delle maggiori città della Lombardia, e capoluogo della omonima provincia. |
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[modifica] GeografiaLecco sorge, su un deposito alluvionale, in una conca delimitata dalle Prealpi e dal Lago di Lecco dove l'Adda riprende il suo corso. Il territorio cittadino è solcato da 3 principali torrenti, il Gerenzone il Caldone e il Bione. Le montagne che formano la conca naturale dove si adagia l'abitato sono: a Nord il Monte San Martino, a Est il Monte due Mani, il Pizzo d'Erna e il Monte Resegone, a Sud il Magnodeno. A Ovest, sulla riva destra dell'Adda si trova il Monte Barro. Morfologicamente il territorio lecchese è il risultato dalle numerose glaciazioni che hanno colpito il pianeta, circostanza ben evidente nell'aspetto delle montagne circostanti, una su tutte la Grigna, che mostrano tutte le caratteristiche dell'escavazione glaciale. La città di Lecco su Google Maps.
Panoramica di Lecco, del suo lago e delle montagne
circostanti dal monte Barro
[modifica] Storia
[modifica] Epoca celtica e romanaLa storia di Lecco è molto antica, prima dell’anno 1000 a.C. piccoli gruppi di Celti emigrarono nel territorio, probabilmente a scopo di commercio e posero le basi per la diffusione della loro civiltà in valsassina e in brianza. Oltre a numerosi ritrovamenti archeologici, a testimonianza della cultura celtica si possono osservare numerosi toponimi locali, che presentano la desinenza -ate o -ago e la radice bar-, tipiche tracce di un passato celtico. Il nome stesso di Lecco potrebbe derivare dal celtico Leuki, (una popolazione gallica che però all'epoca era stanziata in Francia) anche se più probabilmente è di origine romana da Leucus (radura).[1] Con l’arrivo dei romani, intorno al 200 a.C., Lecco assunse quel significato strategico, che data la sua posizione ne ha contraddistinto la storia fino ad oggi, Lecco divenne quindi un importante snodo viario, qui passava la principale arteria militare proveniente da Aquileia, attraverso Bergamo, diretta a Como, la principale città romana delle prealpi. Alcuni ritrovamenti archeologici indicano che a Lecco, in zona Santo Stefano, era presente un Castrum, ossia un campo fortificato, che presumibilmente aveva una funzione difensiva e di presidio in quanto presso Olginate (ne rimangono tracce di piloni semisommersi) un ponte permetteva di passare l’Adda.
[modifica] Il MedioevoIl periodo cupo delle invasioni barbariche non risparmiò Lecco, gli scavi di Barra nel Parco del Monte Barro, testimoniano la presenza di truppe Ostrogote nel territorio, a loro subentrarono i Longobardi che durante il regno di Teodolinda dopo aver preso il castello di Lecco suddivisero il territorio in “ducati” e “iudiciarie”. I Franchi istituirono il Comitato di Lecco, che comprendeva la Valchiavenna, Porlezza, l’Isola Comacina, la Brianza meratese e la Val S. Martino. Nei secolo IX e X Lecco fu sede della Marca Settentrionale. La famiglia comitale ha inizio col marchese Corrado, suo discendente è quell’Attone che nel 964 guidò la rivolta italiana contro l’imperatore Ottone I, il quale soggiornò a lungo a Lecco e ne fece un caposaldo per la sua vittoriosa repressione della rivolta, il comitato di Lecco andò quindi disgregandosi e i suoi territori vennero acquisiti da altri potentati. In questo periodo fiorì il potere dei monasteri, e S.Ambrogio a Milano assunse un enorme potere in questi territori, infeudando numerosi contadi, come Limonta e Civenna, ma anche territori limitrofi come Pescate Galbiate e molti altri. L’imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II cercò di ridare prestigio alla corona, avversando il crescente potere temporale della Chiesa. Corrado II soggiornò per alcuni anni a Lecco e fece imprigionare il celeberrimo vescovo di Intimiano, Ariberto, reo di aver usurpato Lecco nel 1037. L’arcivescovo riuscì a fuggire e la città si ritrovò coinvolta in una guerra contro Milano, al termine della quale ne rimase sottomessa.
[modifica] Il periodo comunaleNel 1117 scoppiò una lunga guerra, durata 10 anni, che coinvolse tutti i paesi del lago di Como e Lugano contro Milano di cui Lecco era alleata. I lecchesi presero parte allo scontro e nel 1125 con una flotta di 30 navi assediarono Como e la incendiarono. I rapporti con Milano furono però sempre molto tesi, e si arrivò alle armi, dopo alterne vicende si raggiunse la pace nel 1219 e, nel 1224, si ottenne il riconoscimento giuridico di alcuni diritti lecchesi. Nella speranza di affrancarsi dal dominio milanese, Lecco sostenne l’impero, ma alla morte di Federico II i milanesi attaccarono il castello di S. Stefano e nel 1250 lo rasero al suolo. Successivamente Lecco rimase coinvolta nelle lotte tra le potenti famiglie milanesi dei Visconti e i Torriani, quest‘ultimi proprietari dei territori valsassinesi. Le lotte portarono Matteo Visconti a distruggere il borgo dando ordine che non risorgesse mai più (1296). Nonostante la distruzione Lecco venne ricostruita e successivamente riconquistata da Azzone Visconti, che edificò il Ponte Azzone, tuttora esistente e fortificò il borgo data la sua posizione di confine con Venezia.
[modifica] La dominazione spagnolaCon la caduta del Ducato di Milano, Lecco passò alla Spagna, e sotto Carlo V venne trasformata in una piazzaforte militare. In questo tormentato periodo si colloca la figura di Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, signore di Musso, un capitano di ventura che dominò la scena lombarda, dapprima con azioni piratesche e successivamente con una disinvolta e machiavellica condotta politica ottenne il dominio di Lecco, della Valsassina e di parte della Brianza, dominio che perse quando (momentaneamente) i territori tornarono sotto Francesco Sforza duca di Milano. Il Medeghino passò agli ordini di Carlo V e si fece onore come condottiero sotto l’impero. La dominazione spagnola fu lunga, dispotica e caratterizzata dal malgoverno, in questo periodo si soffrì, come tutto il milanese, di pestilenze e carestie, che il Manzoni ha saputo mirabilmente descrivere nei “Promessi Sposi”. Nel 1746 la Lombardia passò agli Asburgo e Maria Teresa pose Lecco a capo delle Pievi di Bellano, Mandello, Varenna, Vedeseta e Valsassina.
[modifica] La dominazione austriacaNel 1784 Giuseppe II del Sacro Romano Impero visita la città e decide la definitiva soppressione della cinta muraria. Con la discesa di Napoleone e la nascita nel 1797 della repubblica Cisalpina la Riviera di Lecco si trova a far parte del Dipartimento della Montagna (del quale è la capitale). Nel 1799 le truppe austriache si scontrano in zona con quelle francesi, in quel di Pescarenico, i francesi hanno la meglio. Nel 1814 l’esercito austriaco riprende possesso del territorio, sopprime ogni istituzione francese e nel 1815 Lecco è a capo di un distretto austriaco. La dominazione austriaca ebbe un effetto molto importante sulla storia di Lecco, in questo periodo si collocano numerosi interventi di ammodernamento e sviluppo del territorio, l’introduzione del catasto teresiano, ma anche lo sviluppo preindustriale portarono ad un ritrovato benessere, l’industria tessile, tradizionale nell’area venne meccanizzata, e inoltre fiorirono numerose aziende specializzate nella lavorazione del ferro, tradizione che è tuttora viva.
[modifica] Dal Risorgimento al dopoguerraLa prima meta del diciannovesimo secolo, portò Lecco ad essere uno dei cuori pulsanti della cultura italiana, gli Scapigliati, il famoso gruppo di letterati milanesi fecero di Maggianico, uno dei loro luoghi di ritrovo preferiti. Il fermento culturale del periodo era associato anche al fermento politico, e Lecco ed i suoi abitanti ebbero un ruolo molto importante nel Risorgimento lombardo. Alla notizia dell’insurrezione milanese contro l’Austria – marzo 1848 – fu un prete, don Antonio Mascari, che dal pulpito incitava la ribellione. Subito si raccolsero denaro e volontari. Nella notte tra il 18 e il 19 marzo i cittadini assediarono il Commissariato e costrinsero il comandante a cedere le armi, purtroppo come è noto la rivolta non ebbe successo. Nel’59, con la Seconda Guerra d’Indipendenza, Lecco e la Lombardia, furono unite al Regno Sabaudo, primo troncone del Regno d’Italia. Nel ’59, tra l’altro, Lecco riebbe il titolo di città. Primo sindaco fu il notaio Francesco Cornelio. Negli anni '20 il regime fascista impose la riunione in un unico comune di tutti i comuni esistenti nella "piana" di lecco, le attuali frazioni, dando cosi forma definitiva all'attuale città. La città in seguito si sviluppò di pari passo con il paese, fu centro di aspre lotte sindacali per il miglioramento delle condizioni negli stabilimenti tessili e dovette pagare un enorme tributo di sangue nel corso delle due guerre mondiali, furono molti i caduti ricordati nei numerosi monumenti presenti in città. Tra il settembre del ’43 e l’aprile del ’45 Lecco si distinse nella resistenza ed è quindi tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito nel 1976 della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
[modifica] Evoluzione demografica[modifica] SportLo sport a Lecco è da sempre legato alle peculiarità
del suo territorio: la montagna ed il lago.
[modifica] Personalità celebriPeronalità celebri legate a Lecco:
[modifica] Immagini
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Antonella Faggi
dal 30/05/2006
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Istituzioni
[modifica] Cultura e turismo
[modifica] Media
[modifica] Sport[modifica] Note
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