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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Lauzi Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bruno_Lauzi&action=history Bruno LauziDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bruno Lauzi (Asmara, 8 agosto 1937 – Peschiera Borromeo, 24 ottobre 2006) è stato un cantautore, compositore e cabarettista, poeta e scrittore italiano.
Biografia [modifica]Nato sul suolo africano dell'Eritrea, ma cresciuto a Genova, è considerato - insieme con Fabrizio De André, Umberto Bindi, Luigi Tenco e Gino Paoli - tra i fondatori e maggiori esponenti della cosiddetta scuola genovese dei cantautori (alla quale sarebbe poi stato assimilato anche Piero Ciampi). L'inclinazione artistica di Lauzi si manifesta piuttosto precocemente. Sono gli anni cinquanta quando, insieme all'amico Luigi Tenco, compagno di banco al ginnasio con il quale condivide la passione per le pellicole musicali e per il jazz, forma un gruppo musicale e inizia a scrivere i primi brani. Il debutto discografico avviene nel 1962: con lo
pseudonimo di Miguel e i Caravana incide due canzoni in dialetto genovese
(giocando con le assonanze tra la lingua brasiliana e questo dialetto), e
O frigideiro, oltre ad ottenere un discreto successo, gli apre le porte
del cabaret: viene infatti chiamato al Derby Club di Milano per effettuare
alcuni spettacoli. È del 1965 la sua unica partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Il tuo amore, un valzer che riecheggia atmosfere francesi, che viene ignorato dalle giurie e non viene ammesso alla finale. Al filone romantico Lauzi alterna spesso canzoni umoristiche, come la già citata O frigideiro e Garibaldi blues. Questo aspetto del suo talento creativo lo porterà successivamente a collaborare con comici e cabarettisti quali Lino Toffolo ed Enzo Jannacci, per i quali scrive diverse canzoni, tra cui Il metrò e Ragazzo padre. Nel 1970 Lauzi inizia la collaborazione con Mogol e Lucio Battisti, che lo portano alla loro casa discografica, la Numero Uno, e scrivono a loro volta per lui diversi motivi di successo: Mary oh Mary, E penso a te e Amore caro, amore bello, L'aquila e Un uomo che ti ama. Alla Numero Uno l'artista conosce un giovane cantautore napoletano, Edoardo Bennato, con cui scrive Lei non è qui... non è là. Negli anni settanta, Lauzi è tra i primissimi personaggi dello spettacolo a intervenire in trasmissioni delle prime televisioni private, allora agli albori. A Telebiella si esibisce in un concerto precedentemente rifiutato dalla RAI. La sua presenza nella piccola emittente piemontese avrà grande riscontro sulla stampa nazionale. Negli ultimi anni di vita, nonostante la sofferenza
per la malattia (si ammala di una grave forma di
morbo di Parkinson) Lauzi conserva intatta la sua straordinaria verve,
la schiettezza e il grande senso dell'ironia, che lo porta persino a
indirizzare una lettera a Mr. Parkinson. In questo ambito promuove diverse
iniziative per la raccolta di fondi per lo studio e l'assistenza agli
ammalati di Parkinson e pubblica dischi e poesie appositamente dedicati. A giugno del 2005 era uscito il suo ultimo romanzo, dal titolo curioso "Il caso del pompelmo levigato", edito da Bompiani, mentre nel 2006 aveva partecipato alla realizzazione del disco-tributo ... a Pierangelo Bertoli (pubblicato per ricordare il cantautore di Sassuolo) interpretando Sera di Gallipoli. Al suo nome è stata dedicata l'edizione 2006 del Premio Tenco.
Un artista controcorrente [modifica]Lauzi è stato sempre un uomo controcorrente (Ivano Fossati lo ha definito un vero anticonformista"): negli anni sessanta e anni settanta, mentre molti tra i più noti cantautori "militavano" a sinistra, lui scelse di fare comizi e prodigarsi per il PLI (Partito Liberale). Nel 1969 ironizza su Mao Zedong, con Arrivano i Cinesi. Nel 1977, con la musica e la società in piena recrudescenza politica, scrive Io canterò politico. Una canzone-invettiva contro i cantautori politici di sinistra (salvando tra tutti solo Guccini), definita dai critici "intelligentissima ma tremenda", che fu presentata al Premio Tenco. Questo lo accreditò come artista sempre al di fuori del coro e con orgoglio. Da molti giornali fu avvicinato anche al PRI e all'UDC di Raffaele Costa. Successivamente appoggiò anche i radicali, ma sempre con posizioni personali e mantendendo la propria autonomia. Più che aderire ad un ideologia, preferiva essere sé stesso. Amava differenziarsi non solo politicamente ma anche artisticamente dagli altri cantautori, non disdegnando di interpretare brani di altri autori, pur scrivendo brani stupendi per molti intepreti.
Autore e interprete [modifica]Come autore, Bruno Lauzi firma indimenticabili brani
soprattutto per voci femminili: per
Mia
Martini compone Donna sola, Piccolo uomo (poi ripresa da Lauzi
stesso), Neve bianca, Per amarti, Almeno tu nell'universo, per
Ornella Vanoni Alibi e La casa nel campo; per
Marcella Bella scrive Più soffia il vento e Verde smeraldo, per
Anna Identici Una rosa da Vienna (Festival
di Sanremo 1966), per
Mina Radio, Mi fai sentire così strana, Racconto, Devo dirti addio. Un altro aspetto dell'attività di Lauzi come autore sono gli adattamenti in italiano di canzoni di lingua straniera. Tra queste ricordiamo L'appuntamento e Dettagli, scritte da Roberto Carlos e portate al successo in Italia da Ornella Vanoni, Quanto t'amo di Johnny Halliday, Lo straniero e molte altre di Georges Moustaki, Champs Elysées di Joe Dassin, Il mondo è grigio, il mondo è blu di Eric Charden e una decina di brani di Paul Simon, tutti racchiusi in un unico album del 1974. Pur essendo cantautore, Lauzi non ha disdegnato di interpretare canzoni scritte da altri: oltre alle già citate canzoni di Mogol e Battisti, nel 1974 incide Onda su onda, scritta da Paolo Conte che diventa un successo rilanciato dalle emittenti radiofoniche. Ad esso si aggiungono poi, tra gli altri motivi, Genova per noi, sempre di Conte, Angeli di Lucio Dalla, Naviganti di Ivano Fossati, Molecole di Mario Lavezzi. Il 1989 è forse l'anno che decreta il suo massimo successo artistico come autore: Almeno tu nell'universo, scritta in coppia con Maurizio Fabrizio e interpretata da Mia Martini, vince infatti il premio della critica al Festival di Sanremo del 1989 e diventa un classico della canzone italiana. Tra le altre sue canzoni più conosciute si ricordano anche quelle scritte per un target giovanile, come La tartaruga e Johnny Bassotto (quest'ultima interpretata dall'amico Lino Toffolo), Cicciottella, scritta per Loretta Goggi e, nel 2002, La gallina brasiliana, composta insieme a Riccardo Zara per il 45° Zecchino d'Oro. Sempre nel 2002 per Mina scrive la bellissima Certe cose si fanno, inclusa nell'album della cantante cremonese, dal titolo Veleno. Negli anni novanta, Lauzi - la cui carriera si è sviluppata prevalentemente lontano dalla città nella quale ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza - si è riavvicinato a Genova avviando una collaborazione con i Buio Pesto, per i quali ha scritto il brano "Meno ma" ("Meno male") e inciso la propria canzone "O Frigideiro" per il primo album del gruppo. Con i Buio Pesto Lauzi duetta in concerto a Lavagna nel luglio 2005 e partecipa alla stesura del copione e alla realizzazione della pellicola "Invaxön - Alieni in Liguria". Nel 2006, come suo ultimo lavoro, scrive una canzone per Viola Valentino dal titolo Barbiturici nel thè.
Discografia [modifica]
Opere letterarie [modifica]Anche se, ovviamente, molto meno conosciute, numerose sono le opere letterarie di Bruno Lauzi:
Poesie [modifica]
Prose [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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