|
|
| Pubblicità |
| Lettera per L'Amante | Scelta del Partner | Attrarre il Partner |
|
| LETTERA AD UN AMANTE LE TESTIMONIANZE PRESENTI IN QUESTA PAGINA SONO STATE RIMOSSE IN QUANTO PUBBLICATE SUL LIBRO 'LE VOCI DEL MAL D'AMORE' A CURA DEL DOTT. ROBERTO CAVALIERE PER CONTO DELLA RED EDIZIONI DI MILANO CHE USCIRA' IN VENDITA IN TUTTA ITALIA A LUGLIO 2009 |
| Grazie a http://www.maldamore.it/La_figura_dell_Amante
LA FIGURA DELL'AMANTE |
|
| Calipso nella mitologia greca è una ninfa
marina. Quando Ulisse, naufrago, raggiunse Ogigia, l' isola del mar Ionio in
cui la ninfa viveva in solitudine, Calipso si innamorò di lui e lo trattenne
presso di sé per sette anni. Benché gli avesse promesso l'immortalità e
l'eterna giovinezza se fosse rimasto con lei, Ulisse non poté vincere il suo
desiderio di tornare a casa. Per ordine di Zeus, Calipso dovette aiutare
Ulisse a costruirsi una zattera con cui lasciare l'isola, ma morì di dolore
subito dopo la sua partenza. Calipso in greco significa “nasconditrice” ed in infatti questa solitaria ninfa, riesce a nascondere Ulisse per ben sette anni. Ulisse arriva naufrago all'isola di Ogigia, quasi morto, privo di tutti i compagni e Calipso lo salva dal mare e ne cura il corpo stanco e ferito, ma sulla sua isola il tempo scorre lentissimo. L'isola di Ogigia in quei sette anni diventa un luogo per Ulisse per conoscere sè stesso e Calipso lo aiuta, inconsapevolmente in ciò. Dopo questa lunga analisi personale Ulisse, che tutti i giorni piange sullo scoglio più esposto guardando il mare, è di nuovo pronto per riprendere a navigare. Calipso, l'analista, finito il suo compito, non può che lasciarlo andare. Ferita, Calipso chiama Ulisse alitros , “furfante”. Quante analogie fra Calipso e la figura dell'amante: * il raccogliere ed il proteggere * il nascondere ed il nascondersi * l'aiutare a conoscere ed il conoscersi * il trattenere ed il lasciare andare * il rubare ed il sentirsi derubata Dott. Roberto Cavaliere TESTIMONIANZE IL DOLORE DELL'AMANTE Io sono stata l'amante di un uomo sposato, senza figli, per più di un anno. Sono quella che quasi tutti voi avete definito ignobile e che molti altri definirebbero una poco di buono rovina famiglie. All'inizio mi aveva tenuto nascosto il suo matrimonio e quando mi ha confessato la verità, per me era troppo tardi, perché me ne ero innamorata. Ho sofferto moltissimo, vivendo sempre nell'ansia, nell'attesa, nella frustrazione. Era la prima volta che mi trovavo in una situazione così. Non avrei nemmeno mai immaginato che potesse capitarmi. Non voglio mai più vivere tanto dolore. Ho voluto credere nel rapporto, anche se sapevo come vanno a finire di solito queste storie. Sentivo un legame fortissimo con lui. Il mio amore non è stato contraccambiato a sufficienza. E' prevalsa la vigliaccheria e tutto è finito. Ero arrabbiata e ferita e avevo pensato anche di chiamare sua moglie e raccontarle tutto. Poi non l'ho fatto. Forse è stato un ultimo dono d'amore, non sconvolgergli la vita. Al mio amante che torna da sua moglie (Poesia di Anne Sexton) Al mio amante che torna da sua moglie Lei è tutta là. Per te con maestria fu fusa e fu colata, per te forgiata fin dalla tua infanzia, con le tue cento biglie predilette fu costruita. Lei è sempre stata là, mio caro. Infatti è deliziosa. Fuochi d'artificio in un febbraio uggioso e concreta come pentola di ghisa. Diciamocelo, sono stata di passaggio. Un lusso. Una scialuppa rosso fuoco nella cala. Mi svolazzano i capelli dal finestrino. Son fumo, cozze fuori stagione. Lei è molto di più. Lei ti è dovuta, t'incrementa le crescite usuali e tropicali. Questo non è un esperimento. Lei è tutta armonia. S'occupa lei dei remi e degli scalmi del canotto, ha messo fiorellini sul davanzale a colazione, s'è seduta a tornire stoviglie a mezzogiorno, ha esposto tre bambini al plenilunio, tre puttini disegnati da Michelangelo, l'ha fatto a gambe spalancate nei mesi faticosi alla cappella. Se dai un'occhiata, i bambini sono lassù sospesi alla volta come delicati palloncini. Lei li ha anche portati a nanna dopo cena, e loro tutt'e tre a testa bassa, piccati sulle gambette, lamentosi e riluttanti, e la sua faccia avvampa neniando il loro poco sonno. Ti restituisco il cuore. Ti do libero accesso: al fusibile che in lei rabbiosamente pulsa, alla cagna che in lei tramesta nella sozzura, e alla sua ferita sepolta - alla sepoltura viva della sua piccola ferita rossa - al pallido bagliore tremolante sotto le costole, al marinaio sbronzo in aspettativa nel polso sinistro, alle sue ginocchia materne, alle calze, alla giarrettiera - per il richiamo - lo strano richiamo quando annaspi tra braccia e poppe e dai uno strattone al suo nastro arancione rispondendo al richiamo, lo strano richiamo. Lei è così nuda, è unica. È la somma di te e dei tuoi sogni. Montala come un monumento, gradino per gradino. lei è solida. Quanto a me, io sono un acquerello. Mi dissolvo. |