Translate this Page***
Google
 
Web Iaphet.com
La Poesia
La Bibbia World Literature...  
Letteratura Latina Letteratura Africana Letteratura Araba Letteratura Greca
German Literatur France Litterature Letteratura Inglese Letteratura Russa
Letteratura Spagnola Letteratura Dialettale Letteratura Italiana Scrittori
Letteratura
Giapponese
Letteratura
Islandese
Letteratura Sudafricana Jewish American Literature
Chinese Literature Israeli Literature  Chinese Literature Arabic Literature
Letteratura Siciliana Letteratura Tedesca Letteratura Lirica Letteratura
Cristiana
Letteratura
Commedia
Letteratura
Argentina
Letteratura
Teatrale
Letteratura
Medioevale
Lettere di Platone Letteratura Cinese    
Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_cinese_mandarino
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/Lingua_cinese_mandarino

Lingua cinese mandarino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 

Il mandarino standard è la lingua cinese parlata ufficiale usata dalla Repubblica popolare della Cina, la Repubblica di Cina o Taiwan, Malaysia e Singapore, e la lingua più parlata al mondo come madrelingua (837 milioni di persone)[1].

 

Lingua cinese mandarino ({{{nomenativo}}})

Creato da: {{{creatore}}} nel {{{anno}}}
Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Cina
Regioni:Parlato in: {{{regione}}}
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: 885 milioni
Classifica: 1
Scrittura: {{{scrittura}}}
Tipologia:  
Filogenesi:
 
  
   
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              
Suddivisioni: {{{sub1}}}
Statuto ufficiale
Nazioni: nessuna
Regolato da: nessuna regolazione ufficiale
Codici di classificazione
ISO 639-1 {{{iso1}}}
ISO 639-2 {{{iso2}}}
ISO 639-3 {{{iso3}}}  (EN)
ISO 639-5 {{{iso5}}}
SIL {{{sil}}}  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
{{{estratto}}}
Il Padre Nostro
{{{estratto}}}
Traslitterazione
 
{{{traslitterazione}}}
Lingua - Elenco delle lingue - Linguistica
Il logo di Wikipedia Visita la Wikipedia [[:{{{codice}}}:|in Lingua cinese mandarino]]!
Il logo di Wikipedia Visita la Wikipedia [[:{{{codice2}}}:|in {{{nome2}}}]]!
Il logo di Wikipedia Visita la Wikipedia [[:{{{codice3}}}:|in {{{nome3}}}]]!
{{{mappa}}}
 
Pilcrow.svg Questa pagina potrebbe contenere caratteri Unicode.

La pronuncia del mandarino standard si basa sul dialetto di Pechino (cinese tradizionale: 北京話, cinese semplificato: 北京话, pinyin: běijīnghuà), che appartiene al mandarino, un grande e variegato gruppo di dialetti cinesi parlati dal nord al sudovest della Cina. La grammatica del mandarino standard si basa sul linguaggio cinese scritto standard, anch'esso in predominanza basato sul mandarino.

Il mandarino standard è conosciuto ufficialmente in Cina come putonghua (cinese tradizionale: 普通話, cinese semplificato: 普通话, pinyin: pǔtōnghuà, letteralmente "lingua comune"), in Taiwan come guoyu (cinese tradizionale: 國語 tongyong pinyin: guóyǔ, Wade-Giles: Kuo-yü, Gwoyeu Romatzyh: Gwoyeu, letteralmente "lingua nazionale"), e in Malaysia e Singapore come huayu (tradizionale: 華語, semplificato: 华语, pinyin: huáyǔ, letteralmente "lingua cinese"). I tre termini sono ugualmente usati dalle comunità cinesi nel mondo dove differenti gruppi sono venuti a contatto.

Indice

[nascondi]

Storia [modifica]

Fin dall'antichità, la lingua cinese è sempre stata considerata un insieme di molti dialetti, quindi c'è sempre stato bisogno di un idioma comune per eliminare le distanze linguistiche (oltre a quelle territoriali) tra i vari popoli e renderli più vicini tra loro. Confucio, usava la lingua elegante (雅言, pinyin: yǎyán), invece dei dialetti colloquiali regionali; durante la Dinastia Han alcuni testi erano in "lingua comune" (通語, pinyin: tōngyǔ). I libri di rima, scritti a partire dal periodo delle Dinastie del Nord e del Sud, potrebbero aver riflettuto uno o più sistemi di pronuncia standard in uso in quei tempi. Comunque, tutti questi dialetti standard probabilmente erano conosciuti solo dalle persone colte; perfino in questi gruppi, le pronunce potevano essere molto differenti, visto che il fattore unificante di tutti i dialetti cinesi standard, il cinese classico, era uno standard scritto, non parlato.

La Dinastia Ming (13681644, 明) e la Dinastia Qing (16441911, 清) cominciarono ad usare il termine "lingua ufficiale"(tradizionale: 官話, semplificato: 官语, pinyin: guānhuà), riferendosi al modo di parlare nelle corti nobili. Nel XVII secolo, l'Impero fondò l'Accademia di ortoepia (正音書院, pinyin: zhèngyīn shūyuàn) col proposito di conformare la lingua al dialetto di Pechino. Ma questi sforzi ebbero poco successo, ancora nel XIX secolo l'imperatore aveva difficoltà a comprendere alcuni dei suoi ministri. Nondimeno, nel 1909, la morente Dinastia Qing stabilì che il dialetto di Pechino fosse la "lingua nazionale" (tradizionale: 國語, semplificato: 国语, pinyin: guóyǔ).

Dopo la costituzione della Repubblica cinese nel 1912, fu più facile promuovere un linguaggio comune. All'inizio si provò ad introdurre elementi da vari dialetti cinesi, oltre a quelli già esistenti del dialetto di Pechino. Ma nel 1924 questo tentativo fu abbandonato e il dialetto di Pechino diventò la fonte principale della pronuncia nazionale, dovuto al prestigio di questo dialetto fin dalla Dinastia Qing.

La Repubblica popolare cinese, fondata nel 1949, continuò in questa direzione. Nel 1955, il mandarino standard fu rinominato putonghua, "lingua comune", (tradizionale:普通話, semplificato: 普通话, pinyin: pǔtōnghuà).

Note [modifica]

  1. ^ (09 2009). National Geographic Italia 24 (3).

Collegamenti esterni [modifica]

Voci correlate [modifica]

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura_cinese_classica
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Letteratura_cinese_classica&action=history

Letteratura cinese classica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

La letteratura cinese classica conta migliaia di anni di storia, dai primi resoconti dinastici al romanzo nel suo pieno sviluppo, durante la dinastia Ming come genere di intrattenimento per i letterati cinesi. L'introduzione della stampa xilografica durante la dinastia Tang (618-907) e l'invenzione della stampa a caratteri mobili di Bi Sheng (990-1051), durante la dinastia Song (960-1279) diede una diffusione ai testi scritti mai conosciuta prima.

Indice

[nascondi]

I testi classici [modifica]

Confucio in un dipinto del 1770

La Cina possiede un gran numero di classici letterari, a partire dalla dinastia Zhou (770-256 a.C.), compresi i classici confuciani, opere che tradizionalmente sono attribuite a Confucio. Fra i più importanti classici cinesi sono il Libro dei mutamenti (cinese tradizionale: 易經; cinese semplificato: 易经; pinyin: Yìjīng)), un manuale di divinazione basato sul concetto dei trigrammi attribuito all'imperatore mitico Fu Xi; il Classico dei versi (cinese tradizionale: 詩經; cinese semplificato: 诗经; pinyin: Shījīng) composto di 305 poemi divisi in 160 canti, comprendenti canti festivi, inni ed eulogie per varie cerimonie popolari e di corte; il Classico dei documenti (cinese tradizionale: 書經; cinese semplificato: 书经; pinyin: Shūjīng), una raccolta di documenti e discorsi tradizionalmente attribuiti ai sovrani e ai funzionari della prima dinastia Zhou, che contiene i primi esempi della prosa classica cinese; il Libro dei riti (cinese tradizionale: 禮記; cinese semplificato: 礼记; pinyin: Lǐjì), forma ricostruita di un'opera che andò perduta nel III secolo a.C. e che descrive antichi riti e cerimonie di corte; gli Annali delle primavere e degli autunni (cinese: 春秋; pinyin: Chūnqiū), resoconto della storia dello stato di Lu, paese nativo di Confucio, dal 722 al 479 a.C., opera di compilazione attribuita tradizionalmente allo stesso Confucio; gli Analecta di Confucio (cinese: 論語; pinyin: Lún Yǔ), un libro di discorsi, detti e aneddoti attribuiti a Confucio e registrati dai suoi discepoli.

Fra i classici cinesi sono da annoverare anche alcuni classici taoisti, più o meno contemporanei dei testi confuciani, come il Daodejing (cinese: 道德經; pinyin: Dàodéjīng), scritto da Laozi nel Periodo dei regni combattenti (403-256 a.C.), o scritti in epoche successive, come lo Huainanzi (cinese: 淮南子; pinyin: Huáinánzǐ), scritto da Liu An nel II secolo a.C., sotto la dinastia Han. Lo Huainanzi è anche uno dei primi testi cinesi a trattare materie come la geografia e la topografia.

Copia su bambù dell' Arte della guerra. Collezione della University of California, Riverside.

Nel campo delle scienze militari, il classico L'arte della guerra (cinese: 孫子兵法; pinyin: Sūnzi Bīngfǎ), scritto da Sunzi nel VI secolo a.C., costituisce la prima pietra miliare nella tradizione dei trattati di strategia militare cinesi dei secoli successivi, con opere come la Raccolta delle più importanti tecniche militari (cinese tradizionale: 武經總要; cinese semplificato: 武经总要; pinyin: Wǔjīng zǒngyào) scritto nel 1044 sotto la dinastia Song e il Manuale del drago di fuoco scritto prima della morte di Liu Ji agli inizi della dinastia Ming. L'arte della guerra è anche il primo testo a trattare la materia della diplomazia, mentre gli altri due testi sono fondamentali per la conoscenza degli sviluppi dell'uso delle armi da fuoco in Cina.

Testi storici ed enciclopedici [modifica]

Sima Qian iniziatore della storiografia cinese, oltre 2000 anni fa.

I cinesi scrissero accurate cronistorie degli avvenimenti legati alle dinastie regnanti, a partire dalla dinastia Zhou. La prima opera storica conosciuta è il Zuo Chuan (cinese: 左傳, pinyin: Zuǒ Chuán), scritto non oltre il 389 a.C. ed attribuito allo storico Zuo Qiuming. Il Classico dei documenti, che fa parte dei Cinque classici confuciani, probabilmente risalente al VI secolo a.C., era certamente già noto nel 300 a.C., data della trascrizione rinvenuta nel 1993 in una tomba nell'Hubei. Il Classico dei documenti comprendeva anche informazioni geografiche sulla Cina del tempo.[1]

Fra le opere storiche sono da ricordare anche gli Annali di bambù, rinvenuti nel 281 d.C. nella tomba del re di Wei, morto nel 296 a.C.. Tuttavia, al contrario del Commentario di Zuo, la datazione degli Annali di bambù è controversa.

Un altro importante testo antico è il libro di strategia politica Zhan Guo Ce (cinese tradizionale: 戰國策; cinese semplificato: 战国策; pinyin: Zhàn Guó Cè), scritto fra il III e il I secolo a.C. riunendo frammenti di documenti rinvenuti in una tomba a Mawangdui.

Il più antico dizionario cinese è l'Erya (cinese tradizionale: 爾雅; cinese semplificato: 尔雅; pinyin: Ěryǎ), risalente al III secolo a.C., uno scritto anonimo che fu in seguito commentato dallo storico Guo Pu (276-324).

Sebbene cronistorie ed altri documenti storici esistessero già in precedenza, il testo storico cinese più importante dell'antichità sono le Shiji (cinese tradizionale: 史記; cinese semplificato: 史记; pinyin: Shǐjì) scritte sotto la dinastia Han da Sima Qian (145 a.C.-90 a.C.). Questo testo gettò le fondamenta della storiografia cinese, divenendo un modello per tutti i testi storici compilati sotto le dinastie successive. L'opera di Sima Qian - che è spesso paragonata a quella del greco Erodoto per l'ampiezza e il metodo - copre la storia cinese dalla mitica dinastia Xia fino al regno dell'imperatore Wu di Han. L'influenza dello Shiji sugli storici cinesi fu grandissima, dall'opera di Ban Biao, Ban Gu e Ban Zhao -- il Libro degli Han (cinese tradizionale: 漢書; cinese semplificato: 汉书; pinyin: Hànshū -- nel I secolo e II secolo, all'enorme opera Zizhi Tongjian (cinese tradizionale: 資治通鑒; cinese semplificato: 资治通鉴; pinyin: Zīzhì Tōngjiàn) di Sima Guang, in onore dell'imperatore Song Shenzong (1084).

La storiografia cinese classica fino alla dinastia Ming (1368-1644) è riassunta nelle Ventiquattro Storie; l'ultima dinastia, Qing (1644-1911), non è compresa in questo elenco.

L'enciclopedia Yongle Dadian (1403)

Numerose sono le opere enciclopediche prodotte in Cina nei secoli, a partire dallo Yiwen Leiju (cinese tradizionale: 藝文類聚; cinese semplificato: 艺文类聚 ; pinyin: Yìwén Lèijù) completato da Ouyang Xun nel 624, sotto la dinastia Tang, con l'aiuto di Linghu Defen e Chen Shuda.
Sotto la dinastia Song, la compilazione dei Quattro grandi libri dei Song (cinese tradizionale: 宋四大書; cinese semplificato: 宋四大书; pinyin: Sòngsì Dàshū) (X-XI secolo) iniziata da Li Fang e portata a termine da Cefu Yuangui rappresentò un'impresa monumentale che copriva una grande quantità di materie.
Queste opere enciclopediche della dinastia Song erano composte ciascuna da milioni di caratteri, tuttavia le loro dimensioni sembrano nulla in confronto alla successiva Yongle Dadian (cinese tradizionale: 永樂大典; cinese semplificato: 永乐大典; pinyin: Yǒnglè Dàdiǎn) (1408) della dinastia Ming, composta da un totale di 50 milioni di caratteri.[2]
Ancora più ampie sono le enciclopedie della dinastia Qing, come il Gujin Tushu Jicheng (1726), composto da oltre 100 milioni di caratteri stampati in 60 copie diverse usando caratteri mobili in rame.

Poesia cinese classica [modifica]

Su Shi (1037-1101), poeta ed uomo politico della dinastia Song

Una delle prime antologie poetiche fu il Chǔcí (楚辭), composta di poemi attribuiti soprattutto al semi-leggendario Qu Yuan (屈原) (ca. 340-278 a.C.) e al suo discepolo Song Yu (宋玉). Le poesie comprese nella raccolta mostrano un'ispirazione più lirica e segnano l'inizio di una nuova tradizione poetica rispetto al precedente Classico dei versi (Shi Jing). Sotto la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.), questa nuova forma poetica diede origine alla poesia Fu (賦), un genere poetico in rima ad eccezione delle parti introduttive e finali, in prosa. Nel periodo successivo alla dinastia Han, si sviluppò un genere poetico romantico ispirato alla natura e profondamente influenzato dal taoismo. L'astronomo, matematico ed inventore del periodo Han Zhang Heng (78-139 d.C.) fu anche iniziatore della poesia shi (詩).

La poesia classica raggiunse il culmine sotto la dinastia Tang (618-907). Il primo periodo Tang vide l'affermazione del lushi, poema di otto versi ognuno di cinque o sette parole e del jueju, poema di quattro versi ognuno di cinque o sette parole.
I più noti poeti del periodo Tang sono Li Bai (701-762) e Du Fu (712-770). Li Bai è noto soprattutto per il lirismo della sua poesia, mentre la poesia di Du Fu è maggiormente ispirata ai valori confuciani.
Nel tardo periodo Tang i poeti si volsero ad un maggiore realismo, a temi di critica sociale e ad un'arte narrativa più raffinata. Uno dei più celebri poeti del tardo periodo Tang fu Bai Juyi (772-846).

La poesia classica successiva visse all'ombra dei grandi predecessori Tang e nessuno dei poeti delle dinastie successive raggiunse il loro livello. La poesia Ci (詞), originata dai canti popolari, anche di provenienza centro-asiatica, si sviluppò sotto la dinastia Song (960-1279), rinnovando la poesia classica divenuta ormai sclerotizzata. Il poeta Su Shi (1037-1101) fu un maestro dei generi ci, shi, e fu, della prosa, della calligrafia e della pittura.

Dopo la dinastia Song, anche il genere ci divenne sempre più letterario ed artificioso, e si sviluppò il nuovo genere Sanqu, che trovò largo impiego nell'opera cinese.

La prosa classica [modifica]

Gli intellettuali delle Cento scuole di pensiero del Periodo delle primavere e degli autunni e del Periodo dei regni combattenti contribuirono molto all'evoluzione stilistica della prosa cinese. Gli scritti di Mozi (墨子) (470-390 a.C.), Mencio (孟子) (Meng Zi; 372-289 a.C.) e Zhuang Zi (莊子) (369-286 a.C.) contengono esempi di discorsi accuratamente sviluppati e mostrano un notevole miglioramento nell'organizzazione e nello stile rispetto agli esempi di prosa precedenti. Mozi è noto per l'efficacia della sua prosa polemica; Mencio contribuì all'eleganza stilistica, e con Zhuang Zi fece grande uso nella sua prosa di metafore, allegorie ed aneddoti. Lo stile semplice e conciso sviluppato da questi scrittori servì da modello per oltre due millenni.

Nel periodo successivo, la prosa cinese divenne eccessivamente ornata ed artificiosa. Sotto la dinastia Tang, per reazione, si tornò ai modelli della prosa del periodo Han e pre-Han. I principali rappresentanti di questo stile neoclassico, che influenzò fortemente la prosa dei secoli successivi, fu Han Yu (768-824), grande saggista e fautore del ritorno all'ortodossia confuciana.

Sotto la dinastia Song divenne molto popolare il genere dei racconti di viaggio. Fra i più importanti scrittori-viaggiatori si distinsero Fan Chengda (1126-1193) e Xu Xiake (1587-1641).
Un notevole esempio di racconto di viaggio è il Racconto della Montagna Shizhong (cinese tradizionale: 石鐘山記; cinese semplificato: 石钟山记; pinyin: Shí Zhōng Shān Jì) di Su Shi, dell'XI secolo.

La prosa vernacolare divenne molto popolare dopo il XIV secolo, sebbene il genere non sia mai stato tenuto in grande considerazione nei circoli intellettuali ufficiali. Fra i romanzi vernacolari, che coprono un numero di argomenti più ampio della prosa letteraria classica, ed hanno una struttura meno rigida, sono da annoverare alcuni capolavori come il romanzo del XVIII secolo Il sogno della camera rossa (cinese semplificato: 红楼梦; cinese tradizionale: 紅樓夢; pinyin: Hónglóu Mèng).

Note [modifica]

  1. ^ Needham, Joseph. Science and Civilization in China: Volume 3, Mathematics and the Sciences of the Heavens and the Earth. Taipei: Caves Books Ltd, 1986. Volume 3, 500-501.
  2. ^ Ebrey, Patricia; Buckley, Anne; Walthall, James B. Palais. East Asia: A Cultural, Social, and Political History. Boston: Houghton Mifflin Company, 2006. p. 272.

Bibliografia [modifica]

  • Apercu de la litterature classique chinoise. Beijing, Editions en Langues etrangeres, 1988
  • Bertuccioli, Giuliano. Storia della letteratura cinese. Milano, Nuova Accademia, 1959
  • Ch'en, Shou-yi. Chinese literature: A historical introduction. New York, Ronald Press, 1961
  • Idema, Wilt - Haft, Lloyd. A guide to Chinese literature. Ann Arbor, The University of Michigan, Center for Chinese studies, 1997
  • Lanciotti, Lionello. Letteratura cinese. Roma, ISIAO, [2007]
  • Lévy, André. La litterature chinoise ancienne et classique. Paris, Presses universitaires de France, 1991
  • Masi, Edoarda. Cento trame di capolavori della letteratura cinese. Milano, Rizzoli, 1991; nuova ed. Macerata, Quodlibet, 2009
  • Nienhauser, William H. (a cura di). The Indiana companion to traditional Chinese literature. Bloomington-Indianapolis (Indiana), Indiana University Press, 1998
  • Pimpaneau, Jacques. Histoire de la litterature chinoise. Arles-Paris, Editions P. Picquier, 1989
  • Suppo, Michele. Sommario storico di letteratura cinese. Macau, Scuola salesiana del libro, 1943
  • Lu, Xun. Storia della letteratura cinese: la prosa. Roma, Editori Riuniti, 1960

Collegamenti esterni [modifica]

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Shi_Jing
Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Shi_Jing&action=history

Shi Jing

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Confucio
CINQUE CLASSICI
Libro dei mutamenti (Yìjīng)
Classico dei versi (Shījīng)
Classico dei documenti (Shūjīng)
Libro dei riti (Lǐjì)
Annali delle primavere e degli autunni (Chūnqiū o Línjīng)
QUATTRO LIBRI
Il grande studio (Dàxué)
Il giusto mezzo (Zhōngyōng)
Dialoghi (Lúnyǔ)
Il Mencio (Mèngzĭ)

Shi Jing (cinese tradizionale: 詩經; cinese semplificato: 诗经; pinyin: Shī Jīng), tradotto come Classico dei versi, Classico della poesia, Libro delle odi ecc., è la prima raccolta esistente di poesia cinese. Comprende 305 poesie, alcune scritte presumibilmente nel 1000 a.C.

La raccolta è divisa in tre parti secondo i generi feng, ya e song; il genere ya è a sua volta diviso in piccolo e grande

Cinese (trad./sempl.) Pinyin  
風/风 fēng 160 canti popolari (o arie)
小雅 xiǎoyǎ 74 canti festivi minori (odi cantate nelle festività di corte)
大雅 dàyǎ 31 canti festivi maggiori, cantati nelle festività solenni
頌/颂 sòng 40 inni ed eulogie , cantati in occasione dei sacrifici agli dei e agli spiriti degli antenati della famiglia reale

La tradizione confuciana vuole che la raccolta, uno dei Cinque Classici, sia stata curata da Confucio. L'inclusione ufficiale fra i classici risale alla dinastia Han.

Sotto gli Han occidentali, quando gli esemplari esistenti avrebbero dovuto essere distrutti (teoricamente) su ordine di Shi Huandi, tre letterati continuavano a tramandare la versione dello Shi Jing che conoscevano a memoria: Shen Pei (申培; pinyin: Shēn Péi) di Lu, Yuan Gu (轅固/辕固 ; pinyin: Yuán Gù) di Qi et Han Ying (韓嬰/韩婴; pinyin: Hán Yīng) di Yan. Le tre versioni presero quindi il nome di Qi (齊/齐), Lu (魯/鲁), Han (韓/韩).

Alla fine del II secolo a.C., Mao Heng (毛亨; pinyin: Máo Hēng) di Lu consegnò al principe Xian di Hejian (河間獻王/河间献王, pinyin: Héjiān Xiàn Wáng), parente dell’imperatore Wudi e grande collezionista di testi pre-Qin, una versione ritenuta più antica. Annotata da Mao Heng e dal suo discepolo Mao Chang (毛萇/毛苌; pinyin: Máo Cháng)poi dai celebri commentatori di classici Zheng Xuan (鄭玄/郑玄 ; pinyin: zhèng xuán) (dinastia Han orientale) e Kong Yingda (孔穎達/孔颖达 Kǒng Yǐngdá) (dinastia Tang), questa versione è diventata la versione canonica, ed è nota come Mao Shi (毛詩/毛诗).

Il testo scritto più antico dello Shi Jing arrivato fino a noi sono alcuni frammenti risalenti alla dinastia Han, scritti su strisce di bambù, rinvenuti a Fuyang, Anhui.

I poemi sono scritti in versi di quattro caratteri. Le arie seguono lo stile dei canti popolari, ma non è ancora chiaro se si tratti di autentici canti popolari o di imitazioni letterarie. Le odi trattano argomenti storici o legati alla vita di corte, mentre gli inni fondono argomenti storici, mitologici e religiosi.

I tre principali modi di espressione o stili impiegati nei poemi sono fu, bi and xing:

cinese (trad./sempl.) Pinyin  
賦(赋) esposizione diretta
confronto esplicito
興(兴) xìng confronto implicito o evocazione

Indice

[nascondi]

Sommario [modifica]

Serie di poemi Shi Jing '


Guo Feng [modifica]

Guo Feng (cinese trad.: 國風; cinese sempl.: 国风; pinyin: Guófēng)
"Arie degli Stati" poemi 1-160; 160 canti popolari (o arie)
serie   nome della serie numero dei poemi
1 周南 Odi della dinastia Zhou e Sud 1-11
2 召南 Odi dello stato di Zhao e Sud 12-25
3 邶風 Odi dello stato di Bei 26-44
4 鄘風 Odi dello stato di Yong 45-54
5 衛風 Odi dello stato di Wei 55-64
6 王風 Odi dello stato di Wang 65-74
7 鄭風 Odi dello stato di Zheng 75-95
8 齊風 Odi dello Stato di Qi 96-106
9 魏風 Odi dello Stato di Wei 107-113
10 唐風 Odi dello Stato di Tang 114-125
11 秦風 Odi dello Stato di Qin 126-135
12 陳風 Odi dello Stato di Chen 136-145
13 檜風 Odi dello Stato di Kuai 146-149
14 曹風 Odi dello Stato di Cao 150-153
15 豳風 Odi dello Stato di Bin 154-160

Xiao Ya [modifica]

Xiao Ya (小雅; pinyin: xiǎoyǎ)
"Odi minori del regno" poemi 161-234; 74 canti festivi minori (o odi) per ogni corte
serie char nome della serie numero dei poemi
1 鹿鳴 之什 Decade di Lu Ming 161-170
2 白華 之什 Decade di Baihua 170-175
3 彤弓 之什 Decade di Tong Gong 175-185
4 祈父 之什 Decade di Qi Fu 185-195
5 小旻 之什 Decade di Xiao Min 195-205
6 北山 之什 Decade di Bei Shan 205-215
7 桑扈 之什 Decade di Sang Hu 215-225
8 都人士 之什 Decade di Du Ren Shi 225-234

Da Ya [modifica]

Da Ya (大雅; pinyin: dàyǎ)
"Odi maggiori del regno" poemi 235-265;
31 canti festivi maggiori (湮捇) per le cerimonie di corte solenni
serie   nome della serie numero dei poemi
1 文王之什 Decade di Wen Wang 235-244
2 生民之什 Decade di Sheng Min 245-254
3 蕩之什 Decade di Dang 255-265

Song [modifica]

Song (cinese trad.: 頌; cinese sempl.: 颂; pinyin: sòng)
"Odi del Tempio e dell'Altare" poemi 266-305;
40 inni ed eulogies cantati in occasione dei sacrifici agli dei e agli spiriti
serie char nome della serie numero dei poemi
1 周頌 Odi sacrificali di Zhou 266-296
1a -清廟之什 Decade di Qing Miao 266-275
1b -臣工之什 Decade di Chen Gong 276-285
1c -閔予小子之什 Decade di Min You Xiao Zi 286-296
2 魯頌 Odi di Lu 297-300
3 商頌 Odi sacrificali di Shang 301-305

Traduzioni [modifica]

  • The Book of Odes, in The Sacred Books of China, trad. James Legge, 1879.
  • The Book of Odes, trad. Bernhard Karlgren. Stockholm, The Museum of Far Eastern Antiquities, 1950.
  • The Classic Anthology Defined by Confucius, trad. Ezra Pound. Cambridge, Harvard University Press, 1954.
  • Book of Poetry, trad. Xu Yunchong (許淵沖), a cura di Jiang Shengzhang (姜勝章). Hunan, Hunan chubanshe, 1993.
  • The Book of Songs, trad. Arthur Waley, Joseph R. Allen. New York, Grove Press, 1996.

Collegamenti esterni [modifica]