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Lingua italiana

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Creato da: {{{creatore}}} nel {{{anno}}}
Contesto: {{{contesto}}}
Parlato in: Italia, Svizzera, San Marino, Città del Vaticano, Istria (Slovenia e Croazia), nonché presso le comunità di emigrati in Canada, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia, Venezuela, Uruguay, Germania, Messico, Francia, Belgio, Regno Unito e Lussemburgo.

Conosciuto da una parte significativa della popolazione in: Principato di Monaco, Corsica, Malta, e, in misura minore, in Albania e Libia.

Regioni:Parlato in: {{{regione}}}
Periodo: {{{periodo}}}
Persone: 65 milioni madrilingue

200 milioni italofoni totali[1]

Classifica: 11-19
Scrittura: {{{scrittura}}}
Tipologia: SVO sillabica
Filogenesi: Indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   
Italiano
    
     
      
       
        
         
          
           
            
             
              
Statuto ufficiale
Nazioni:  Unione Europea
 Italia
Svizzera
 San Marino
Città del Vaticano
Sovrano Militare Ordine di Malta
Croazia (Istria)
Slovenia
(Pirano, Isola d'Istria e Capodistria)
Brasile (lingua riconosciuta come "etnica" a Santa Teresa e Vila Velha)
Regolato da: Accademia della Crusca
Codici di classificazione
ISO 639-1 it
ISO 639-2 ita
ISO 639-3 ita  (EN)
SIL ITN  (EN)
SIL {{{sil2}}}
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - Art.1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Il Padre Nostro
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Traslitterazione
 
{{{traslitterazione}}}
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Distribuzione geografica dell'italiano
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« ... del bel paese là dove 'l sì sona »
(Dante Alighieri, Inferno, c. XXXIII, v. 80)

L'Italiano (ascolta [?]) è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Convive con un gran numero di idiomi neo-romanzi e ha delle varianti regionali, per via dell'influenza che su di esso esercitano le lingue regionali. L'italiano è lingua ufficiale dell'Italia, di San Marino, della Svizzera (insieme al francese e al tedesco, mentre il romancio è lingua nazionale ma ufficiale soltanto nel Canton Grigioni), e della Città del Vaticano (insieme al latino). È seconda lingua, coufficiale insieme al croato, nella Regione Istriana (Croazia) e, insieme allo sloveno, nelle città di Pirano, Isola d'Istria e Capodistria in Slovenia. Pur non figurando tra le lingue parlate in questi paesi, e non essendo quindi utilizzato a livello ufficiale, l'italiano è inoltre ampiamente compreso nel Principato di Monaco, a Malta, in Corsica e nel Nizzardo (Francia) e, in misura minore, in Albania e in Libia.

Indice

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Origine [modifica]

L'italiano moderno trae origine dal latino, e come i vari dialetti italiani e altre lingue romanze, proviene dal latino volgare (parlato dal popolo, volgo) e non dal latino illustre, che fu la lingua usata dai letterati dell'epoca.

Mentre la lingua latina letteraria rimase cristallizzata con regole grammaticali precise, nel corso dei secoli la lingua parlata dalla plebe si trasformò divenendo sempre più simile ai vari idiomi italiani attuali (e alle altre lingue romanze nel mondo romano fuori della penisola), adattandosi ai diversi accenti locali e subendo influenze diverse nelle varie regioni d'Europa.

Scomparvero così i casi e nacquero gli articoli: il numerale unus, per esempio, significava anche qualcuno, un tale e divenne articolo indeterminativo (unus indeterminativo lo usa anche il poeta Ovidio nelle "Metamorfosi"); i pronomi dimostrativi divennero articoli determinativi e nuovi dimostrativi vennero formati fondendo i vecchi ille e iste con eccu(m). Oppure nei verbi dalla terza persona Latina cadde la -t finale es."amat" diventa "ama".

Il primo documento contenente tracce di lingua italiana è l'Indovinello veronese, rinvenuto da Schiapparelli nella biblioteca Capitolare di Verona: è un testo vergato a mano da un amanuense sul bordo di un codice di origine spagnola tra la fine dell'VIII - inizio IX secolo d. C. Ma il documento considerato unanimemente l'inizio della tradizione linguistica italiana: si tratta di un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino e risalente al 960: è il cosiddetto Placito capuano che in sostanza è una testimonianza giurata di un abitante circa una lite sui confini di proprietà tra la stessa abbazia di Montecassino ed un piccolo feudo vicino, il quale aveva ingiustamente occupato una parte del territorio dell'abbazia. Esso è seguito à brevissima distanza da altri placiti provenienti dalla stessa area geografico-linguistica, il Placito di Teano e il Placito di Sessa Aurunca.

L'italiano moderno è, come spesso accade con le lingue nazionali, un dialetto che è riuscito a far carriera; ad imporsi, cioè, come lingua ufficiale di una regione molto più vasta di quella originaria. Alla sua base si trova infatti il fiorentino usato nel Trecento da Dante, Petrarca e Boccaccio nelle loro opere volgari: tra i numerosi tratti che l'italiano riprende da questa lingua e che sono invece estranei a quasi tutte le altre parlate italiane si possono citare per esempio, a livello fonetico i "dittonghi spontanei" ie e uo, l'anafonesi, la chiusura di e protonica, l'evoluzione del nesso latino -RI- in i invece che in r e il passaggio di ar atono a er. Già dalla fine del Trecento la lingua parlata a Firenze si distacca però da questo modello, che successivamente viene codificato da letterati non fiorentini (a cominciare da Pietro Bembo) e usato come lingua comune per la scrittura in tutta Italia a partire dalla seconda metà del Cinquecento.

Di fatto l'italiano è stato lingua di uso quotidiano per fasce molto ridotte della popolazione fino alla seconda metà dell'Ottocento. In seguito anche la televisione lo ha diffuso più capillarmente nella popolazione (nel cui linguaggio tuttavia rimane una forte connotazione regionalistica).

 

Influenze linguistiche [modifica]

 

Genesi e latinismi [modifica]

Prima dell'avvento dell'impero romano, è l'umbro prima e l'etrusco poi ad essere parlato in Toscana e nel Lazio settentrionale ("Tuscia"). Se la lingua etrusca è stata cancellata nel corso di qualche secolo dall'avvento del latino, dopo la conquista romana, la sua influenza può esser rimasta nel sostrato del toscano, ma la questione è ampiamente dibattuta. Il latino volgare divenne ben presto la lingua parlata in Italia e in gran parte d'Europa. Data la durata e la qualità della dominazione romana sul Continente, è facile capire perché il latino sia la base di moltissime lingue europee. Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, nel 476, la Toscana vide arrivare gli ostrogoti e i longobardi (secoli V e VI), popolazioni provenienti dal nord e dall'est dell'Europa. Esse influenzarono la lingua della regione solo nel lessico, le altre caratteristiche restarono più o meno immutate. Il toscano resta una delle parlate romanze più conservative e vicine al latino.

 

Grecismi [modifica]

Nel corso dei secoli l'italiano ha accolto numerosi prestiti e calchi linguistici da altre lingue e culture, come il mondo greco, da cui derivano molti termini scientifici e religiosi, questi ultimi dovuti alla diffusione della Vulgata (la traduzione della Bibbia dalla versione in greco detta Septuaginta, da cui parabola, angelo, chiesa, martire etc.); dai bizantini deriva lessico marinaresco (galea, gondola, molo, argano) o botanico (basilico, bambagia);

 

Ebraismi [modifica]

Dall'Ebraico derivano parole usate nei riti cristiani come osanna, alleluia, pasqua e altre come manna.

 

Arabismi [modifica]

Numeroso il lessico che proviene da parole arabe, tra cui vegetali (arancia, limone, spinaci, zucchero), termini commerciali e amministrativi (dogana, fondaco, magazzino, tariffa, sultano, califfo, sceicco, ammiraglio), scientifici (alchimia, alambicco, elisir), matematici (algebra, algoritmo, cifra, zero) e recentemente termini come burqa e intifada.

 

Francesismi [modifica]

Dal francese medievale, ovvero dal provenzale e dal gallico, ovvero dalla lirica trobadorica, provengono moltissimi termini, ad esempio: burro, cugino, giallo, giorno, mangiare, manicaretto, saggio, savio, cavaliere, gonfalone, usbergo, sparviere, levriere, dama, messere, scudiere, lignaggio, liuto, viola, gioiello...; oltre il medioevo i prestiti dall'area francese si riducono, per riprendere in occasione dell'occupazione della Lombardia nel XV secolo (maresciallo, batteria, carabina, ma anche bignè, besciamella, ragù).

In epoca illuministica e quindi con Napoleone si insedieranno ad esempio rivoluzione, giacobino, complotto, fanatico, ghigliottina, terrorismo.

Nell'800 entrano ancora parole come: casseruola, maionese, patè, menù, ristorante, omelette, croissant (cucina); boutique, decolté, plisse, griffe, pret-a-porter, fuseax (moda); boulevard, toilette, sarcasmo, suicidio, cinema, avanspettacolo, soubrette, boxeur (anglismo passato al francese), chassis.

 

Iberismi [modifica]

Dallo spagnolo, tramite l'occupazione borbonica, sono giunti nell'italiano termini come infante, posata, brio, creanza, lazzarone, etichetta, sfarzo, sussiego, puntiglio, zaino, parata, gueriglia, cacao, ananas, amaca, cioccolata... Dal portoghese derivano parole come mais, patata, condor, lama, banana, cocco, mandarino, pagoda.... Tra questi, molti provengono dai nuovi referenti provenienti dalla scoperta dell'America.

 

Anglismi ed americanismi [modifica]

I prestiti dall'inglese sono relativamente recenti, indicativamente dalla fine del '700. Secondo Tullio De Mauro gli anglismi entrati nell'italiano si attestano attorno all'8% del lessico complessivo. Tra i primi ad entrare abbiamo colonia, costituzionale, petizione, adepto, inoculare, legislatura.

Tra l'800 ed il '900, grazie alla fortuna di romanzi quali Ivanhoe e L'ultimo dei mohicani, si diffondono nuovi prestiti come acquario, antidiluviano, autobiografia, pellerossa, inflazione ed integrali come milady, whisky. Sceriffo ad esempio è un arabismo entrato nella lingua inglese (sherif) e poi nell'italiano.

Dopo la seconda guerra mondiale, si insediano stabilmente termini relativi allo sviluppo tecnologico ed economico; molti sono prestiti di necessità, ovvero non traducibili con lemmi già esistenti: kit, jeans, film, killer, partner, okay, puzzle, scout, spray, west, punk, rock; lessico finanziario come budget, marketing, meeting, business, part-time; informatico come click, cliccare, computer, formattare, hardware, software, mouse; sportivi come goal, corner, cross, assist, baseball, basketball, sponsor, hobby, zoom.

 

Presenza nel mondo [modifica]

 

Lingua ufficiale [modifica]

L'Italiano è lingua ufficiale in Italia, a San Marino, in Città del Vaticano (insieme al latino), in Svizzera (insieme a tedesco e francese), in tre comuni della Slovenia e nella Regione istriana (Croazia).

In Italia la proposta di legge costituzionale approvata dalla Camera il 28 marzo 2007 (dovrà essere approvata dal Senato e in quanto modifica costituzionale necessita di doppia deliberazione da parte di ogni ramo del Parlamento) prevede la modifica dell'art. 12 della Costituzione in «L'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali.». Già oggi lo Statuto di Autonomia della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (DPR n. 670 del 31 agosto 1972), - che costituisce legge costituzionale - prevede all'art. 99 che «[...] quella italiana [...] è la lingua ufficiale dello Stato». Dicitura ripetuta dall'art. 1 del DPR n. 574 del 15 luglio 1988 "Norme di attuazione dello Statuto Speciale per la Regione Trentino-Alto Adige" e richiamata dalla Legge ordinaria n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" che stabilisce all'art. 1 che "la lingua ufficiale della Repubblica è l'italiano".

Ripartizione delle lingue ufficiali in Svizzera (2000)

In Svizzera la lingua italiana è una delle tre lingue ufficiali con il tedesco ed il francese (oltre al romancio che, pur non essendo ufficiale su tutto il territorio, è lingua nazionale in quanto lingua ufficiale del Canton Grigioni), e fra queste è la terza per numero di parlanti: in questo paese, secondo i dati del censimento dell'anno 2000, l'italiano è la lingua principale di 470.961 persone residenti nella Confederazione (pari al 6.5 % della popolazione), di cui 254.997 residenti nel Canton Ticino, dove l'italiano, oltre a essere lingua ufficiale, è considerato la lingua principale dal 83.1% della popolazione. L'italiano è inoltre considerato lingua principale dal 10.2 % della popolazione nel Canton Grigioni: sono di lingua italiana le valli meridionali di Mesolcina, Calanca, Bregaglia e Poschiavo. L'italiano è diffuso infine nell'uso per ragioni turistiche nell'alta Engadina. L'unico comune svizzero sul versante settentrionale delle Alpi di lingua italiana (per ragioni risalenti alla riforma religiosa), Bivio, è invece oggi ormai sostanzialmente germanizzato. In questo comune la lingua italiana è ora parlata solamente dal 29% degli abitanti (erano ancora l'80% nel 1860).

Distribuzione per comuni degli italiani madrelingua nella Regione Istriana (Croazia) (2001).
 
Per approfondire, vedi le voci Istria e Regione istriana.

Nella Repubblica di San Marino è lingua ufficiale dello Stato.

Nella Città del Vaticano è usata correntemente ed è la lingua coufficiale della Santa Sede con il latino. Per tale motivo è diventata "lingua franca" della Santa Sede e le gerarchie ecclesiastiche spesso la utilizzano per comunicare tra di loro.

È seconda lingua ufficiale (dopo lo sloveno) nei tre comuni costieri della Slovenia: (Capodistria, Isola d'Istria e Pirano).

Nella Regione Istriana, in Croazia, l'italiano è seconda lingua ufficiale a livello regionale dopo il croato (parlata dal 7,69% della popolazione secondo il censimento ufficiale del 2001), e a livello comunale a: Buie, Castellier-Santa Domenica, Cittanova, Dignano, Fasana, Grisignana, Lisignano, Montona, Orsera, Parenzo, Portole, Rovigno, Umago, Valle d'Istria, Veterneglio, Visignano, Visinada.

Recentemente in Brasile l'italiano è stato riconosciuto "lingua etnica" della popolazione di Santa Teresa e di Vila Velha, due comuni dello stato di Espírito Santo, e come tale sarà ora insegnato come seconda lingua obbligatoria in tutte le scuole comunali.[1]

 

Diffusione al di là dei Paesi ufficialmente italofoni [modifica]

L'italiano è assai diffuso a Malta, ove è parlato e compreso dalla maggior parte della popolazione[2] grazie ai programmi televisivi e all'insegnamento scolastico e universitario. In queste isole l'italiano fu lingua ufficiale assieme all'inglese fino al 1934, anno in cui fu sostituito dal maltese. Tuttavia, al giorno d'oggi non gode di alcun riconoscimento ufficiale e non viene utilizzato dalla popolazione maltese se non in ambito turistico e commerciale con gli italofoni.

È ancora parlato, assieme alle varianti venete, in alcune zone costiere della Dalmazia (Croazia), grazie anche ai programmi televisivi italiani che le raggiungono e alle minoranze linguistiche italiane.

In Francia è, per motivi storico-geografici, compreso da buona parte della popolazione della Corsica (anche grazie alla notevole similitudine tra la lingua corsa e i dialetti toscani, e quindi all'italiano stesso), e del Nizzardo (in cui, oltre al francese che è la lingua ufficiale, si parlano il provenzale e, in alcuni paesi, anche il ligure).

Un discorso simile vale per il Principato di Monaco dove, anche grazie all'immigrazione dall'Italia, la comunità italiana costituisce il 16% dei residenti del Paese[3], (ma secondo gli ultimi dati del Ministero degli Affari Esteri italiano, relativi alla fine del 2004, i cittadini italiani costituirebbero ben il 21%). Nonostante non abbia un riconoscimento ufficiale, l'italiano è la seconda lingua madre del Principato dopo il francese, unico idioma ufficiale dello Stato, e subito prima del monegasco, una variante del ligure, che invece gode dello status di lingua nazionale, e come tale viene tutelato e insegnato in alcune scuole.

La buona conoscenza dell'italiano in Albania è principalmente dovuta alle tv e radio italiane, che possono essere viste attraverso una comune antenna televisiva, oltre che ai continui spostamenti, per questioni economiche, di albanesi sul suolo italiano, ove attualmente rappresentano la maggiore comunità straniera.

L'italiano era diffuso anche nelle ex-colonie italiane in Africa: Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia (in quest'ultimo Paese è stata lingua ufficiale fino al 1963 e usata nell'insegnamento universitario fino al 1991, allo scoppio della guerra civile), ma ha sperimentato un costante calo già dalla fine della Seconda guerra mondiale e attualmente solo in alcune aree della Somalia viene parlato come seconda lingua prevalentemente da fasce di popolazione di età avanzata. In altre nazioni, a causa della forte e prolungata emigrazione italiana nel mondo, esistono importanti comunità italiane, principalmente negli Stati Uniti, in Brasile, Argentina, Messico, Uruguay, Australia, Canada, Francia, Germania, Svizzera e Belgio.

Dal sito del Ministero degli esteri [4] risultano presenti forti comunità di cittadini italiani residenti all'estero, esclusa la già citata Svizzera (presenza di 520.550 italiani), si tenga presente che queste cifre indicano solo i cittadini italiani residenti all'estero e non tutte le persone realmente italofone:

  1. Germania 708.019 italiani (lo 0,9% della popolazione)
  2. Argentina 618.443 (1,5 %)
  3. Francia 358.603 (0,6 %)
  4. Brasile 292.519 (0,2 %)
  5. Belgio 281.674 (3 %)
  6. USA 188.926
  7. Regno Unito 173.493
  8. Canada 140.812
  9. Australia 131.679
  10. Nuova Zelanda 129.959
  11. Messico 125.655
  12. Venezuela 121.655
  13. Uruguay 74.163
  14. Spagna 61.383
  15. Cile 44.734
  16. Svezia 42.369
  17. Sud Africa 32.330
  18. Paesi Bassi 30.529
  19. Perù 25.787
  20. Lussemburgo 22.913 (il 5% della popolazione)
  21. Austria 13.824
  22. Grecia 10.654
  23. Colombia 10.474
  24. Israele 10.221 (compresa Gerusalemme)
  25. Ecuador 10.105

Da tali dati risultano, inoltre, 6.631 italiani residenti nel Principato di Monaco (il 21% della popolazione).

L'italiano ha in parte influenzato lo spagnolo parlato in Argentina e in Uruguay grazie alla forte immigrazione, anche se molti italianismi diffusisi in Argentina soprattutto nel lunfardo, il peculiare argot di Buenos Aires, sono ormai considerati arcaicismi in castigliano, oppure hanno mutato il loro significato rispetto alla voce italiana che li ha originati. Simile influenza, ma meno accentuata, viene registrata nel portoghese parlato in San Paolo e nel Brasile meridionale (in Rio Grande do Sul una varietà della Lingua veneta chiamata talian è diffusa nella regione montuosa dello stato).

Nel Canada anglofono l'italiano è la seconda lingua più studiata dopo il francese, mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito è la quarta lingua più studiata dopo francese, spagnolo e tedesco.

Secondo un sondaggio dell'Unione Europea a 15, relativo al 2001, l'italiano è al secondo posto per numero di parlanti madrilingua in ambito europeo (16%), dopo il tedesco (24%) e accanto a francese e inglese, ma è quarta (18%) come lingua parlata. Un sondaggio più recente dell'Unione Europea a 25, effettuato su un campione di 28.694 cittadini europei e relativo al 2006, ha confermato la seconda posizione dell'italiano quanto a numero di madrelingua comunitari, preceduta solo dal tedesco (18%), a pari merito con l'inglese (13%), e davanti al francese (12%), mentre lo colloca al sesto posto fra gli idiomi più parlati come lingua straniera (3%), preceduto da inglese (38%), francese (14%), tedesco (14%), spagnolo (6%) e russo (6%). [5].

Secondo alcuni studi, gli italofoni nel mondo sarebbero circa 200 milioni, di cui 70 milioni cittadini italiani o di paesi italofoni o appartenenti a minoranze linguistiche italofone e 65 milioni oriundi italiani (Media e comunicatori italici).

 

Fonetica [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Italiano in IPA.

 

Vocali [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Sistema vocalico italiano.
fonema parole
[a] nave, galassia
[e] pianéta, réte
[ɛ] sfèra, zèro
[i] mito, riso
[o] confrónto, órdine
[ɔ] vuòto, bucòlico
[u] numero, nulla

 

Consonanti [modifica]

Tra parentesi quadre gli allofoni secondari di /n/ e di /r/.

  Bilabiale Labiodentale Dentale Alveolare Postalveolare Palatale Velare
Nasali   m   [ɱ]   [n]   n   [nʲ]   ɲ   [ŋ]
Occlusive p b     t d             k g
Fricative     f v s z     ʃ          
Affricate         ʦ ʣ     ʧ ʤ        
(Poli)vibranti               r            
Monovibranti               [ɾ]            
Laterali               l       ʎ    
Approssimanti                       j   w

 

Alfabeto [modifica]

L'italiano utilizza 21 lettere dell'alfabeto latino. In effetti 'k', 'j', 'w', 'x', 'y' esistono solo in parole d'origine straniera, toponimi (Jesi) o come varianti grafiche di scrittura (ad es. in Pirandello gioja invece di gioia). Esistono accenti grafici sulle vocali: in particolare quello acuto (´) solo sulla e (raramente sulla o e sulla a; una grafia ricercata li esigerebbe anche su i e u dal momento che sono sempre "vocali chiuse") e quello grave (`) su tutte le altre. L'accento circonflesso (^) serve per indicare la contrazione di due vocali, in particolare due /i/. Si è soliti indicarlo soprattutto nei (pochi) casi in cui vi possa essere ambiguità di tipo omografico. Per esempio la parola "geni" può riferirsi sia a delle menti brillanti (al singolare: "genio") sia ai nostri caratteri ereditari (al singolare: "gene"). Scritta "genî" non può che riferirsi al primo significato. L'accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche (o ossitone o meglio ancora "ultimali"), che hanno cioè l'accento sull'ultima sillaba e finiscono per vocale. Altrove l'accento grafico è facoltativo, ma utile per distinguere parole altrimenti omografe.

 

Note [modifica]

  1. ^ Il Console Generale Ernesto Massimo Bellelli racconta la forza dell'italiano in Brasile su www.newsitaliapress.it.

 

Dialetti italiani [modifica]

In Italia, tutte le lingue romanze parlate insieme all'italiano, ma diverse rispetto all'italiano standard, sono chiamate "dialetti italiani". Molti dialetti sono, lingue a tutti gli effetti . Queste includono lingue riconosciute quali il Friuliano, il Napoletano, il Sardo,il Siciliano, il Veneto, e le varanti regionali di queste lingue. Sebbene la divisione tra lingue e dialetti sia stata solota presso gli studiosi (come Francesco Bruni) per distinguere tra la lingua che costituiva la koinè italiana, e quelle che avevano poca parte nella sua formazione, quali albanese, greco,tedesco, ladino,e occitano, che sono ancora parlate dal minoranze.

I dialetti non sono generalmente parlati nella comunicazione di massa e sono usualmente limitati ai parlanti nativi in contesti informali. Nel passato, parlare in dialetto era speso deprecato come segno di scarsa istruzione. Le giovani generazioni, specialmente quelle sotto i 35 anni (sebbene questo dato possa variare a seconda delle regioni), parlano quasi esclusivamente l'italiano standard in ogni circostanza, solitamente con accenti locali e con variazioni lessicali. Le differenze regionali possono essere dimostrate da vari fattori: l'apertura della vocali, la lunghezza delle consonanti, e l'influenza del dialetto locale (per esempio, annà rimpiazza andare nell'area di Roma.

 

Voci correlate [modifica]

 

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

  Lingue ufficiali dell'Unione Europea  
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Festivaletteratura Mantova

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Il Festivaletteratura di Mantova è una manifestazione culturale, nata nel 1997, in cui, nei primi giorni di settembre, si susseguono incontri con autori, reading, spettacoli e concerti. La manifestazione riscuote un notevole successo di pubblico fin dai primi anni ed è attualmente tra gli appuntamenti culturali più importanti d'Italia. Nel 2006 si giungerà alla decima edizione.

Gli organizzatori hanno preso spunto da iniziative simili vissute nei paesi anglosassoni, nello specifico quello di Mantova non ha mai nascosto di essersi ispirato a quello di Hay-on-Wye nel Galles: formula questa che ben si è adattata alle caratteristiche della città di Virgilio.

Il Festival della Letteratura di Mantova vive grazie al felice connubio tra scrittori, pubblico, organizzatori e volontari: tutti contribuiscono a creare un'atmosfera unica e festosa. Nel corso della manifestazione tutta la città si anima e vengono riscoperti e goduti angoli particolari di Mantova. Festivaletteratura propone infatti anche percorsi guidati al patrimonio artistico, concerti, reading di poesia, spettacoli teatrali e numerose altre iniziative collaterali. Tutto questo contribuisce a rendere Mantova, nella settimana del Festival, una città diversa, più cosmopolita e frizzante.

 

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Antologia

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 Nota disambigua - Se stai cercando altri significati di Antologia, vedi Antologia (disambigua).

Antologia deriva dalla parola greca anthología dal significato originario di "raccolta di fiori" (da "ánthos", "fiore", e "légo", "scelgo, raccolgo") ed è uno strumento molto antico di raccolta di testi estratti da opere più ampie. Sinonimo di antologia è anche il termine florilegio, che infatti è l'esatta traduzione latina della parola.

Tra le più famose antologie vi è l'"Antologia Palatina", conservata in un codice Palatino della Biblioteca Universitaria di Heidelberg, in Germania, che raccoglie numerosi epigrammi che furono organizzati nel I secolo AC e in seguito ampliatasi fino all'età bizantina.

Le antologie sono strumenti essenziali per la conservazione e la conoscenza dei testi, soprattutto lirici come gli antichi canzonieri della lirica in volgare.

Dopo la diffusione della stampa le antologie hanno comunque svolto il compito di offrire, in uno spazio ristretto, una scelta significativa di generi diversi e di varie opere.

Nel Cinquecento le raccolte dei lirici ebbero molta fortuna, anche perché il solo fatto di essere segnalato in una antologia era un segno di distinzione culturale.

Nei secoli seguenti si sono diffuse le antologie a scopo didattico e quelle dove gruppi di scrittori, nello scegliere i loro testi, hanno cercato di comunicare i loro programmi e le loro comuni intenzioni.

In molti casi le antologie servono come punto di riferimento per la ricostruzione fedele di un dato periodo storico o per meglio interpretare i generi.

Le antologie del Novecento hanno fatto conoscere soprattutto lo sviluppo della poesia e della critica.

Le avanguardie storiche sono state tra le prime ad organizzare raccolte di testi di gruppo che, nell'insieme, chiariscono la linea programmatica.

In Italia sono nate antologie molto impegnative già nella prima metà del secolo e nell'ultimo cinquantennio esse si sono caratterizzate per il loro impegno nell'interpretare e periodizzare la poesia contemporanea.

 

[modifica] Bibliografia

 

[modifica] '900

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Letteratura

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 Nota disambigua - Se stai cercando l'omonima rivista letteraria, vedi Letteratura (rivista).

La letteratura è la forma d'espressione umana che ha come mezzo d'espressione la parola e risultato il componimento verbale. Diretta espressione dell'intelletto umano e della sua capacità di concepire e intendere, ha come finalità le più disparate: la comunicazione, l'informazione, l'arte, l'istruzione, la memoria, l'intrattenimento.

Per estensione la letteratura è anche l'insieme dei componimenti verbali.


 

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[modifica] Letteratura orale e letteratura scritta

Il componimento verbale può essere sia orale che scritto. Benché oggigiorno si tenda a considerare letteratura solo l'insieme dei componimenti verbali scritti, numerose culture hanno avuto ed hanno tuttora una ricca letteratura orale la cui conservazione e trasmissione è stata affidata a figure istituzionali. Ad esempio gli amusnaw della letteratura berbera della Cabilia o i druidi della letteratura celtica.

 

[modifica] Le forme della letteratura

In base alla forma del componimento verbale la letteratura si distingue in:

Se il componimento verbale è in versi si parla di poesia. Se invece il componimento verbale non è in versi si parla di prosa. Il teatro invece può fondere insieme la poesia e la prosa e unirvi anche la musica, per questo si può considerare una forma d'espressione a parte.

 

[modifica] Letterature specifiche

Molto spesso con la parola letteratura si definisce un complesso di opere che trattano una materia o un particolare argomento. Si può pertanto parlare di letteratura scientifica, letteratura economica, letteratura religiosa, letteratura militante, letteratura musicale, letteratura erotica, ecc.

Ma con il termine letteratura si può intendere anche una particolare attività intellettuale volta alla creazione di opere scritte, sempre frutto dell'ingegno umano, oppure a quella disciplina rivolta allo studio delle opere letterarie di un determinato popolo o di una determinata età.

Si avrà così - all'interno di una letteratura antica oppure moderna o contemporanea, una letteratura latina, una letteratura italiana, una letteratura britannica, una letteratura tedesca, una letteratura francese, una letteratura spagnola e così via.

Le varie nazioni possono avere diverse letterature, come corporazioni letterarie, scuole filosofiche o periodi storici. Viene generalmente considerata come letteratura di una nazione, per esempio, la collezione di testi che sono stati creati in quella nazione.

La Bibbia, l'Iliade e l'Odissea e la Costituzione Americana coincidono con questa definizione di tipi di letteratura.

Più in generale, una letteratura è equiparata a una collezione di storie, poemi e racconti che parlano di particolari argomenti. In questo caso, le storie, poemi o racconti possono avere o non avere dei riscontri nazionalistici.

Ogni paese ha sviluppato la sua letteratura anche se in tempi differenti e con caratteristiche nazionalistiche che, peraltro molto spesso, sono state assorbite da altre letterature.

Il carattere distintivo che ci permette di parlare di una letteratura (latina, italiana, americana, inglese, spagnola e via dicendo) è la lingua.

 

[modifica] Generi letterari

Per approfondire, vedi la voce Generi letterari.

La letteratura si differenzia in vari generi. In particolare in quelli che sono considerati generi classici (nel senso di nobili) e in tutta una serie di generi contemporanei a connotazione ed uso più commerciale (quindi considerati spesso meno nobili) ai quali ci si riferisce con il termine letteratura di genere o, visto che si tratta in particolare di opere di narrativa, narrativa di genere.

I generi classici sono:

I generi e sottogeneri della narrativa di genere sono invece:

 

[modifica] Voci correlate

 

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