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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura_russa Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Letteratura_russa&action=history Letteratura russaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.La letteratura russa antica proviene principalmente dal Principato di Kiev, è prevalentemente rappresentata dalla traduzione in paleoslavo di letteratura (soprattutto religiosa) bizantina, e generalmente anonima.
[modifica] Letteratura russa anticaIl modello annalistico bizantino però venne utilizzato anche per le poche opere scritte in russo antico che ci sono note:
Il racconto in lingua slava poggiava sulle invece sulla tradizione orale delle byline, canti epici nel cui racconto si stratificarono, lungo i secoli, tradizioni pagane, memorie tribali e influenze della letteratura cristiana bizantina. Questi racconti furono diffusi in tutta l'area slava fin dall'XI secolo dai cantastorie, e solo dall'inizio del XIX secolo cominciarono a trovare forma scritta, e divennero oggetto di appassionati studi filologici.
[modifica] Letteratura russa modernaLa scrittura in russo moderno si afferma solo nel
XVII secolo. Se ne considera punto di partenza l'autobiografia del
pope Avvakoum (moscovita, vescovo tradizionalista morto nel
1682, martire
dei conflitti religiosi scatenati dallo zar
Pietro il Grande). La prima generazione letteraria russa compare all'inizio del XVIII secolo, ed è rappresentata da autori come Antioch Dmitrevič Kantemir (Costantinopoli 1708 - Parigi 1744), Vasilij Kirillovic Tredjakovskij (Astrakhan 1703 - San Pietroburgo 1768) e Mikhail Lomonossov (1711 - 1765, poeta e scienziato, fondatore nel 1755 a Mosca della più grande e antica università russa). Gavril Romanovic Derjavin (1743-1816) per la poesia, Nikolaj Karamzin (1766-1826) e Alexandr Radichtchev (1749-1802) per la prosa, Aleksandr Petrovic Sumarokov (San Pietroburgo 1717 - Mosca 1777) e Denis Fonvizin (1746-1792), per il teatro, sono coloro che inaugurano generi letterari fino ad allora inesistenti. All'inizio del XIX secolo, il Romanticismo vede sbocciare una generazione di grandi talenti, con Alexander Puškin, Mikhail Lermontov e Fëdor Tjutčev. Questo sarà il secolo d'oro della letteratura russa, e in particolare del romanzo, con Dostoevskij, Gogol', Goncharov, Leskov, Michail Saltykov-Scedrin, Tolstoj, Turgenev. Parallelamente si sviluppano gli altri generi letterati, con il favolista Ivan Krylov, i poeti Evgenij Abramovic Baratynskij, Konstantin Nikolaevic Batjuskov, Nikolaj Nekrasov, Aleksej Konstantinovic Tolstoj, Fëdor Tjutčev e Afanasij Afanasevic Fet-Sensin, e il collettivo satirico Kosma Prutkov. Anton Cechov produce insieme un'opera teatrale essenziale ma anche una serie di racconti brevi che ne fa uno degli autori russofoni più significativi. L'inizio del XX secolo vede una vivace attività in campo poetico e la fioritura di molte tendenze, dal simbolismo al finitismo al futurismo. Molti poeti partecipano a questa nuova età dell'oro: Anna Achmatova, Innocent Annenski, Andrej Belyj, Alexandr Blok, Valerij Jakovlevic Brjusov, Marina Ivanovna Svetaeva, Sergej Aleksandrovic Esenin, Nicolaj Stepanovic Gumilëv, Daniil Harms, Vélimir Khlebnikov, Osip Mandel'štam, Vladimir Majakovskij, Boris Pasternak, Fëdor Sologub o Maximilien Volochine. Alcuni di loro (Andrej Belyj in particolare), entrano in contatto con il filosofo e mistico russo Pavel Aleksandrovič Florenskij, dando vita a un intenso e reciproco scambio.
[modifica] Letteratura sovietica russofonaLa creazione dell'URSS e del regime socialista crea nella letteratura nazionale la corrente del realismo socialista. La teoria era semplice: si trattava di utilizzare il talento degli scrittori per magnificare i meriti e i successi del regime e supportare la propaganda ufficiale. Il regime si occupava di organizzare la vita letteraria e di orientarne i temi attraverso l'Unione degli scrittori, che dipendeva direttamente dal commissario politico Andrej Ždanov. Molto rapidamente gli scrittori refrattari furono costretti all'esilio, alla prigione o al campo di concentramento, come Osip Mandelstam, o più semplicemente giustiziati, come Nicolaj Stepanovic Gumilëv. Il poeta futurista Vladimir Majakovskij e Marina Cvetaeva scelsero il suicidio. Altri, come Mikhail Bulgakov, Boris Pasternak, Andrej Platonovic Platonov, Isaak Babel o Vassili Grossman, continuarono il loro lavoro di romanzieri clandestinamente o pubblicando nel samizdat, editoria clandestina artigianale. I fratelli Serapion insistono sul diritto di creare una letteratura politica senza ingerenze del governo, diritto che viene negato. Ugualmente vietata è l'arte sperimentale degli Oberiu. Gli autori in esilio, come Ivan Alekseevic Bunin, premio Nobel 1933 per la letteratura, Aleksandr Ivanovic Kuprin, Andrej Belyj o Vladimir Vladimirovich Nabokov riuscirono a vivere del loro lavoro e mantennero la propria libertà creativa, ma non riuscirono a raggiungere il pubblico russo se non attraverso il samizdat. Nell'URSS del dopo Stalin, il realismo socialista rimane l'unico stile letterario autorizzato, ma gli autori che pubblicano nel samizdat sono un po' più liberi. Soprattutto, possono vivere del loro lavoro e temono meno la repressione e l'internamento. Il premio Nobel Aleksandr Isaevich Solzhenitsyn riesce perfino, nel samizdat, a parlare dei gulag. Mikhail Bulgakov e Varlam Shalamov sono pubblicati ufficialmente sotto Kruscev, mentre Vénédict Erofeiev continua a pubblicare nel samizdat. Nel periodo del declino dell'impero sovietico i russi emigrati ricevono in Occidente grandi riconoscimenti, come Sergej Dovlatov, che pubblica negli USA, o il premio Nobel Josif Brodskij. In URSS la loro opera era conosciuta solo per samizdat.
[modifica] Letteratura russa contemporaneaAlla fine del
XX
secolo la letteratura russa attraversa una delicata fase di rinascita,
per risorgere dall'inaridimento provocato da decenni di comunismo. La gallina dalle uova d'oro dell'editoria russa è, come del resto dappertutto, la letteratura poliziesca. Grande successo hanno i romanzi giallo-neri (che in Francia si chiamano polars) pieni di ironia di Daria Dontsova: i 50 romanzi che ha scritto finora sono stati venduti in milioni di copie e sono tradotti in molti paesi europei. All'inizio del XXI secolo la domanda del pubblico russo è fortemente cresciuta, in quantità e in qualità. L'industria editoriale è quindi costretta a rispondere alla domanda dei propri clienti cercando - e pagando - nuovi talenti letterari. Cresce il numero delle case editrici e le tirature. Alcuni critici letterari hanno visto nel romanzo Una saga moscovita (in russo Moskovskaya saga) di Vassili Axionov, un'epopea russa che racconta la penosa sopravvivenza della famiglia Gradov sotto lo stalinismo, un nuovo Dottor Zivago. Un certo numero di scrittori russi sono ormai popolari in Europa e nel Nordamerica, come Tatiana Tolstaja o Ljudmila Ulickaja. I gialli di Boris Akunin con il suo personaggio Eraste Fandorin (in Italia pubblicato da Frassinelli) sono pubblicati in Europa e in Nordamerica. Alexandra Marinina, la maggiore scrittrice russa di polizieschi, è riuscita ad esportare i propri libri in Europa ed ha avuto un gran successo in Germania. Anche la letteratura più tradizionale dà nuovi frutti con autori provenienti da regioni remote, come Nina Gorlanova, di Perm' (Urali), con le sue storie sulle difficoltà quotidiane e le gioie degli intellettuali di provincia, o ancora Yuri Rytkheu di Choukotka (nel nord est della Siberia), che racconta i problemi identitari del suo popolo, i Ciukci.
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