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Libro

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Nota disambigua - Se stai cercando il simbolo araldico, vedi Libro (araldica).
Vecchi libri nella biblioteca del Merton College
Il Bibliotecario di Arcimboldo
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« Considerate quel che avete nella più piccola biblioteca scelta. Una compagnia dei più saggi e arguti uomini che si potrebbero andare a pescare da tutti i paesi civili in mille anni, e che han messo nell’ordine migliore i risultati delle loro esperienze e della loro saggezza. Quegli uomini, di per sé, erano nascosti e inaccessibili, solitari, insofferenti alle interruzioni, circondati da recinti di etichetta; ma il pensiero che essi non svelarono al loro più intimo amico è scritto qui in parole chiare e trasparenti a noi, stranieri di un’altra epoca. »
« Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente »

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina.

Indice

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Etimologia del termine [modifica]

La parola italiana libro deriva dal latino liber. Il vocabolo originariamente significava "corteccia", ma visto che era un materiale usato per scrivere testi (in libro scribuntur litterae, Plauto), in seguito per estensione la parola ha assunto il significato di "opera letteraria". Un'evoluzione identica ha subìto la parola greca βιβλίον (biblìon): si veda l'etimologia del termine Biblioteca.

 

Formati dei libri [modifica]

I libri a stampa sono ottenuti a partire da un foglio di carta di dimensioni più o meno standard su cui vengono stampate diverse pagine. Le dimensioni del foglio hanno subito diverse variazioni nel tempo, in base alle capacità delle presse. Il foglio stampato viene poi opportunamente piegato per ottenere una segnatura, costituita da un fascicolo di pagine progressive.

Sulla base del numero pagine stampate sul foglio e, quindi, del numero di pieghe che il foglio subisce, i formati tradizione dei libri vengono denominati:

formato pieghe pagine altezza (cm)
in plano o atlante - 2 oltre 50
in folio 1 4 oltre 38
in quarto 2 8 28-38
in ottavo 4 16 15-25
in sedicesimo 8 32 10-15

Esistono anche formati intermedi (in decino, in dodicesimo) o più piccoli (in ventesimo, in trentaduesimo, ecc...) ma sono poco utilizzati.

Le segnature vengono rilegate per ottenere il volume. Il taglio delle pagine, soprattutto nelle edizioni più economiche, era di norma lasciato al lettore fino agli anni '40 del XX secolo, mentre ora le segnature vengono rifilate direttamente dalla tipografia.

Il termine "tascabile" rappresenta un concetto commerciale e identifica libri economici stampati in dodicesimo o sedicesimo, la cui diffusione, a partire dall'ultimo Ottocento (ma soprattutto nella seconda metà del XX secolo) ha permesso un notevole calo dei prezzi. Sostanzialmente, peraltro - sia per il formato, sia per l'economicità - esso trova precedenti nella storia del libro anteriore alla stampa, già a partire dall'antichità (il "libro che sta in una mano" nel mondo greco: encheiridion, in quello latino i pugillares, nel medioevo il libro da bisaccia).

Dizionario di latino

 

Parti di un libro [modifica]

In un libro si identificano tradizionalmente alcune parti:

 

Aletta [modifica]

Le alette o bandelle sono i risguardi della sovraccoperta dove viene solitamente stampata una biografia essenziale dell'autore e una succinta introduzione al testo.

 

Carte di guardia [modifica]

Nel libro antico le carte di guardia o guardie o sguardie sono delle carte che, poste a protezione delle prime pagine stampate o manoscritte che compongono il blocco del testo, introducono materialmente al volume. Riconoscibili per essere realizzate con carta differente da quella dell'interno del volume, possono essere in numero variabile a seconda della struttura che il legatore ha dato loro, e che in genere differisce per ogni tipo di legatura. Si dice controguardia la carta che viene incollata sul contropiatto (la parte interna del piatto), che permette il definitivo ancoraggio della coperta al blocco del testo.

Nel libro moderno è di norma la garza che unisce i fascicoli alla copertina che viene coperta da fogli di carta bianca o colorata, detti sguardie che danno unità estetica al volume vero e proprio.

 

Colophon [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Colophon.

Il colophon, che può seguire il frontespizio o chiudere il volume, riporta le informazioni essenziali sullo stampatore e sul luogo e la data di stampa. In origine era costituito dalla firma del copista o dello scriba, e riportava data, luogo e autore del testo; in seguito fu la formula conclusiva dei libri stampati nel XV e XVI secolo che conteneva, spesso in inchiostro rosso, il nome dello stampatore, luogo e data di stampa e l'insegna dell'editore.

 

Coperta o copertina [modifica]

Di norma i fascicoli che costituiscono il libro vengono tenuti insieme da un involucro detto appunto coperta o copertina.

Nel libro antico poteva essere di svariati materiali: pergamena, cuoio, tela, carta. Poteva essere decorata con impressioni a secco o dorature.

Nel libro moderno la coperta è costituita da due piatti dello stesso formato del libro o di poco superiore (vedi Unghiatura) e un dorso per le cosiddette copertine rigide (legature a cartella o Bradel o cartonato), o da un cartoncino più o meno spesso che opportunamente piegato lungo la linea del dorso abbraccia il blocco delle carte. In quest'ultimo caso si parla di brossura e l'unghiatura è assente.

Nata con funzioni prettamente pratiche quali la protezione del blocco delle carte e il permetterne la consultabilità, la coperta assume nel tempo funzioni e significati diversi, non ultimo quello estetico e rappresentativo. Nell'XIX secolo la coperta acquista una prevalente funzione promozionale.

Con la meccanizzazione e la diffusione dell'industria tipografica vengono introdotti altri tipi di legature e coperte, più economiche e adatte alle lavorazioni automatiche.

Il cartonato si diffonde nel XIX secolo, preferito per economicità, robustezza e resa del colore. Ha caratterizzato a lungo l'editoria per l'infanzia e oggi, ricoperto da una sovraccoperta, costituisce il tratto caratteristico delle edizioni maggiori.

Modernamente la brossura è un sistema di legatura in cui i fascicoli sono uniti dalla cosiddetta legatura fresata, in cui le segnature vengono fresate dal lato verso il dorso del volume e i foglietti liberati incollati gli uni agli altri.

 

Dorso [modifica]

Il dorso o costa o costola del libro è la parte della coperta che copre e protegge le pieghe dei fascicoli, visibile quando il volume è posto di taglio (ad esempio su una scaffalatura). Riporta solitamente titolo e autore del libro.

 

Ex Libris [modifica]

L'ex libris è un foglietto che veniva incollato all'interno della copertina di un libro per indicarne, con uno stemma araldico o un'immagine simbolica, il proprietario. Sovente riportava un motto.

 

Fascetta [modifica]

Nel libro moderno, la fascetta è la striscia di carta, applicata trasversalmente alla copertina del libro, utilizzata per riportare slogan pubblicitari destinati a sottolineare il successo del libro. Assente nel libro antico.

 

Frontespizio [modifica]

Il frontespizio è la pagina, di solito all'inizio della pubblicazione, che presenta le informazioni più complete sul volume. Introdotto alla fine del Quattrocento, il frontespizio prese forma di componimento poetico, tipo occhiello o esplicativo, e si arricchì di elementi decorativi come cornici e vignette ottenute per xilografia. Nei secoli successivi si fa più prolisso e più vario e vi compaiono indicazioni di carattere pubblicitario. In epoca moderna, con l'introduzione del cartonato, le decorazioni e parte delle informazioni si sono trasferite sulla copertina.

 

Nervi [modifica]

Nel libro antico i nervi sono i supporti di cucitura dei fascicoli generalmente in corda, cuoio, pelle allumata o, più recentemente, fettuccia. I nervi possono essere lasciati a vista (e messi in evidenza attraverso la staffilatura), oppure nascosti in modo da ottenere un dorso liscio. Nel libro moderno i nervi sono di norma finti, apposti per imitare l'estetica del libro antico e conferire "importanza" al libro.

 

Occhiello [modifica]

L'occhiello o occhietto è la pagina col titolo dell'opera che precede il frontespizio e, per estensione, tutta la pagina che lo riporta e le pagine bianche che lo precedono. Nei libri suddivisi in più parti, si possono avere occhielli intermedi.

 

Piatto [modifica]

Il piatto è uno dei due cartoni che costituiscono la copertina.

 

Prima di copertina [modifica]

La prima di copertina o piatto superiore è la prima faccia della copertina di un libro. Di norma, riporta le indicazioni di titolo e autore.

 

Quarta di copertina [modifica]

La quarta di copertina o piatto inferiore è l'ultima faccia della copertina, viene usata oggi a scopo promozionale. Solitamente riporta note sull'opera e sull'autore, nonché il codice ISBN.

 

Taglio [modifica]

Il taglio è la superficie dei fogli che risulta visibile in un volume chiuso; i tagli sono detti superiore o di testa, davanti o concavo, inferiore o piede. I tagli possono essere al naturale, decorati o colorati in vario modo. In questi ultimi casi, si parla di taglio colore, nel passato usati per distinguere i libri religiosi o di valore dalla restante produzione editoriale.

 

Testa [modifica]

La testa è il taglio superiore del libro o, in generale, di un qualunque stampato. Dal punto di vista industriale, è, con la cucitura, il lato più importante perché determina il registro frontale della macchina da stampa.

 

Unghiatura [modifica]

L'unghiatura o unghia o cassa è la parte dei piatti che sporge oltre il margine dei fogli. Deve il suo nome alla possibilità di aprire il libro grazie, appunto, all'uso della punta del dito facendo leva sull'unghiatura. Questa è anche realizzata nelle segnature (fogli piegati) per facilitare la raccolta o l'assemblaggio di un opuscolo.

 

Voci correlate [modifica]

 

Altri progetti [modifica]

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Imparare ad amare

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Imparare ad amare

Il cammino di una famiglia cristiana

Titolo originale  
Autore: Papa Benedetto XVI
Anno
(1a pubblicazione) :
2007
Genere: Saggistica
Sottogenere: religiosa
Ambientazione:  
Anno di ambientazione:  
Protagonista:  
Coprotagonisti:  
Antagonista:  
Personaggi secondari:  
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 2007
Editore: Libreria Editrice Vaticana - San Paolo editore
Traduzione:  
Collana:  
Pagine: 133
Capitoli IX
ISBN  
ISSN  
Progetto Letteratura
« Oggi nella società prevale la tendenza a considerare la fede una vicenda personale. L'interiorità è lo spazio personale della fede che tuttavia ha anche una dimensione pubblica: con l'Eucarestia il cielo viene sulla terra, invitata a mutare per fare spazio al regno di Dio, il regno in cui venga garantito il pane ai poveri, in cui ci sia spazio per la giustizia e la pace. »
(Elio Guerriero. Presentazione di Imparare ad amare, pag. 9.)

Imparare ad amare è un libro curato da Elio Guerriero che raccoglie testi di Papa Benedetto XVI sul tema dell'amore e della famiglia in senso cristiano. Il libro edito da San Paolo è stato anche diffuso in allegato al settimanale Famiglia Cristiana. La diffusione di questo ha coinciso con l'anniversario del II anno di pontificato di Papa Benedetto XVI e il suo 80° compleanno.

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Amore giovane

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Amore giovane
Titolo originale The hottest state
 
 
Autore: Ethan Hawke
Anno
(1a pubblicazione) :
1996
Genere: Narrativa
Sottogenere: Romanzo
Ambientazione:  
Anno di ambientazione:  
Protagonista:  
Coprotagonisti:  
Antagonista:  
Personaggi secondari:  
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 2004
Editore: Sonzogno
Traduzione: Maria Barbara Piccioli
Collana:  
Pagine: 210
Capitoli  
ISBN  
ISSN  
Progetto Letteratura

Amore giovane è il primo romanzo scritto dall'attore Ethan Hawke. Pubblicato nel 1996, in Italia è stato tradotto anche col titolo di Stato di eccitazione.

 

Trama [modifica]

William, giovane attore in erba, incontra Sarah, cantante in un gruppo rock. Non è il classico colpo di fulmine, ma conoscendosi iniziano a sentirsi sempre più attratti. Lei è più cauta, lui si fa travolgere dalla passione. La loro vita scorre fra litigi, malintesi e attimi di dolcezza. Al ritorno da un viaggio da Parigi, Sarah lascia William, lasciandolo smarrito e confuso...

 

Curiosità [modifica]

  • L'autore ha tratto dal romanzo un film, di cui è sia regista che protagonista.

 

Collegamenti esterni [modifica]

http://lnx.whipart.it/html/articolo-3100.html [recensione film L'amore giovane]

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I passi dell'amore

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I passi dell'amore
Titolo originale A walk to remember
 
 
Autore: Sparks,Nicholas
Anno
(1a pubblicazione) :
1999
Genere: Romanzo
Sottogenere:  
Ambientazione:  
Anno di ambientazione:  
Protagonista:  
Coprotagonisti:  
Antagonista:  
Personaggi secondari:  
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 1999
Editore: Frassinelli
Traduzione: Alessandra Petrelli
Collana:  
Pagine: 229
Capitoli  
ISBN ISBN 88-7684-578-X
ISSN  
Progetto Letteratura

I passi dell'amore è un romanzo scritto da Nicholas Sparks, pubblicato dall'editore Frassinelli.


 

Indice

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Curiosità [modifica]

Nelle prime pagine una dedica per il ricordo dei genitori, Patrick Michael Sparks (1942-1996) e Jill Emma Marie Sparks (1942-1989), e con amore ed anima ai fratelli micah Sparks e Danielle Sparks.


 

 

Trama [modifica]

Si può amare a diciassette anni? Si, si può amare di un amore sincero, di un sentimento che travolge tutto. Questo romanzo racconta di un ragazzo, Landon Carter, un adolescente giovane, bello, ma troppo ribelle per quegli anni. Gli anni '50, e più esattamente il 1958, figlio di un politico molto conosciuto, e invaghito di Jamie, dolce, carina, devota e tranquilla, figlia del pastore del paese.

I due padri si conoscono da molto tempo e non hanno buoni rapporti. È arrivato il momento del ballo di fine anno della scuola, e Landon non ha una ragazza con cui andare e non ce ne sono di libere caratterialmente simili a lui. Si ritrova allora, per non presentarsi al ballo da solo, ad invitare la figlia del pastore, una sua coetanea molto diversa da lui.

Ma il destino vuole che tra i due , molto diversi tra loro, nasca qualcosa, un sentimento travolgente, intenso e sincero. Un romanzo pieno d'amore, che scruta nei sentimenti di due adolescenti che scoprono il vero sentimento sincero : l'Amore.


 

 

Voci correlate [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]


 

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Contro l'amore

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Contro l'amore - una polemica
Titolo originale Against love - a polemic
Autore: Laura Kipnis
Anno
(1a pubblicazione) :
2003
Genere: Saggio
Sottogenere: Sociologia
Ambientazione:  
Anno di ambientazione:  
Protagonista:  
Coprotagonisti:  
Antagonista:  
Personaggi secondari:  
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 2005
Editore: Einaudi
Traduzione: Gaja Cenciarelli
Collana: Stile libero Extra
Pagine: 218
Capitoli  
ISBN 880617133X
ISSN  
Progetto Letteratura

Contro l'amore: una polemica è un saggio scritto dalla sociologa Laura Kipnis, che analizza la moderna concenzione dell'amore e delle coppie a lungo termine. Malgrado già dal titolo si presagisca lo stile polemico con cui viene trattato l'argomento, le tesi esposte non sono in realtà contro l'amore in senso assoluto, ma solo contro alcuni degli aspetti e degli ideali delle relazioni moderne.

Indice

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Argomentazioni principali [modifica]

 

La fallacia del presupposto di fondo [modifica]

L'autrice sostiene che la maggior parte dei problemi delle moderne relazioni di coppia a lungo termine, sono dovuti ai falsi presupposti insostenibili in eterno su cui esse sono basate, ovvero:

  • l'amore dura in eterno;
  • il partner è l'unica fonte di soddisfacimento per la maggior parte dei nostri bisogni;
  • per decine di anni si può amare e fare sesso con una sola persona tenendo viva la passione.
  • impegnandosi abbastanza è possibile conciliare l'irrazionalità dell'amore romantico (l'innamoramento, la passione) alla razionalità delle coppie di lunga data.

L'autrice sostiene che quando inevitabilmente queste convinzioni si scontrano con la realtà, invece di concludere che ad essere sbagliata sia questa concezione dell'amore, siamo portati a pensare o che «abbiamo sbagliato persona, dobbiamo trovare quella giusta» (ragionamento che porta alla monogamia seriale, in cui di solito non si fa altro che replicare la stessa situazione), o che «quello che non va siamo noi, non la società» (ragionamento che ci spinge a conformare i nostri desideri più intimi alle pretese della società).

 

La logica del lavoro nell'amore [modifica]

Una delle convinzioni della società contemporanea è che ogni membro di una coppia debba impegnarsi per mantenere viva la passione ("che gioia", commenta l'autrice): ma questo introduce la logica del lavoro nel campo dei sentimenti. L'autrice cita in proposito Adam Phillips:

«Nella nostra vita sessuale [...] non è possibile impegnarsi in una relazione più di quanto non sia possibile imporsi di avere un'erezione o di decidere di fare un determinato sogno. È proprio quando ci si impegna per raggiungere certi scopi che si sa di aver fallito, perché già manca qualcosa»

Alcune delle affinità col lavoro indicate dall'autrice:

  • l'idea dell'impegno costante; soprattutto quando le cose non vanno bene, si è portati a pensare che "non ci si sta impegnando abbastanza"
  • la routine e l'alienazione, come per gli operai in una catena di montaggio
  • il sesso come un "timbrare il cartellino"
  • la sequela di regole e divieti
  • quando il desiderio è scemato, il partner geloso lavora come un poliziotto che vigila sul rispetto della fedeltà

 

I lavoratori privi di passioni sono produttivi per la società [modifica]

Inoltre l'autrice sostiene che le persone private delle passioni sono più produttive per la società: non vivono un innamoramento che divorerebbe il loro tempo, le loro energie e i loro pensieri, e sono più propense a cercare appagamento nel consumismo, ovvero «non pensano a scopare ma a consumare».

La monogamia a lungo termine è efficace in questo fenomeno di controllo e annichilimento delle passioni: produce persone annoiate, le abitua ad accettare la sottomissione (verso il partner) anche nell'ambiente domestico, ha una azione di controllo contro l'insorgere di nuove passioni (gelosia e ricatto), inoltre porta molte persone a vivere il lavoro come una fuga dalla vita familiare.
Diversamente, le persone che riscoprono l'innamoramento e compiono adulterio, pongono tutto il resto in secondo piano, collocano continuamente la nuova fiamma al centro dei loro pensieri, sacrificano tutte le altre attività (ad esempio dandosi malati al lavoro), e il sesso e la relazione portano via tutte le loro energie mentali e fisiche.
L'autrice invita a domandarsi tra questi due scenari, posto che il primo è quello più utile alla «società della produzione», quale sia quello più utile alla felicità delle persone.

 

La relazione moderna: una «Coppia cameratesca» [modifica]

L'autrice nota che la tendenza ad organizzarsi in gruppi permanenti o semipermanenti di due persone la ritroviamo nella maggior parte della popolazione terrestre, ma tuttavia le tipologie di questi raggruppamenti a due variano enormemente da cultura a cultura; l'autrice trova quindi curioso che nella società occidentale contemporanea, che si suppone sia molto libera ed emancipata, ci sia una schiacciante predominanza di una particolare tipologia: la «coppia cameratesca».

L'autrice, applicando l'Ipotesi di Sapir-Whorf alla struttura del linguaggio della coppia moderna, si chiede quale visione della realtà emerga da esso: ella osserva che l'unità discorsiva ricorrente, è il divieto; avendo raccolto centinaia di interviste in proposito, l'autrice riporta nel testo un campione delle risposte ricevute alla domanda: «quali sono gli obblighi posti dalla vita di coppia?». Il risultato è una interminabile sequela di imposizioni (pp. 87-95), che a detta dell'autrice[1], appaiono inizialmente divertenti, ma si rivelano via via sempre più irritanti per il lettore.

L'autrice sostiene che uno dei paradossi della coppia moderna è la coesistenza dell'ideale dell'«essere se stessi» ed il suddetto regime di divieti e cambiamenti a cui dobbiamo abituarci per vivere insieme; insomma uno dei diritti fondamentali dell'uomo, la libertà di sviluppare liberamente la propria personalità, è anche ciò che renderebbe impossibile andare d'accordo col partner.

 

Proposte alternative [modifica]

Come la stessa autrice ha ribadito in più occasioni[2], l'intento del libro non è quello di proporre un particolare modello alternativo alla coppia moderna, ma quello di sostiene invece la necessità di abbracciare la mentalità della sperimentazione; di esplorare percorsi di espressione del desiderio che non siano solo quelli prescritti dalle normali istituzioni della società, come il matrimonio. È questo il merito che l'autrice riconosce agli adulteri, per quanto non sia entusiasta dell'adulterio in sé: quello di provare vie alternative.

Nel corso del libro l'autrice afferma che perfino rimanendo nel campo delle relazioni monogame a lungo termine, si possono avere delle caratteristiche diverse rispetto a quelle attuali; ad esempio, come gia detto da Ingmar Bergman nel suo Scene da un matrimonio, la possibilità di stipularle come contratto annuale prorogabile.

 

Film citati [modifica]

 

Sugli "orrori coniugali" [modifica]

Alcuni degli esempi citati:

 

Genere "amore tragico" [modifica]

L'autrice afferma che questi film sono accumunati dal fatto che il sentimento avrebbe dovuto trionfare, ma ciò è stato impedito da eventi sfortunati esterni (come ad esempio la morte).

 

Genere "amore seriale" [modifica]

Film di "amore seriale" è la classificazione suggerita dall'autrice per quei film che "sollevano dei dubbi [sulla coppia moderna] solo per metterli a tacere", in quanto anche in essi troviamo il presupposto che quando le cose vanno male, significa solo che «abbiamo sbagliato persona e dobbiamo trovare quella giusta», che come gia detto ad inizio articolo, porta alla monogamia seriale, in cui di solito non si fa altro che replicare la stessa situazione.

 

Genere "antiamore" [modifica]

L'autrice afferma che dovrebbe esserci una riflessione critica sul fatto che esistono ormai una quantità di film che narrano dell'infelicità della vita di coppia, e che bisognerebbe riconoscere questo filone come genere antiamore; non farlo equivarrebbe a non rendersi conto che esistono un sacco di pellicole con dei tizi che indossano capelli da cow-boy e cavalcano nelle praterie.

L'autrice afferma inoltre che ciò che contraddistingue i film d'amore da quelli di antiamore è principalmente il fatto che i primi finiscono col lieto fine e la dissolvenza in nero, nascondendo ciò che avviene dopo, mentre i secondi cominciano proprio da quel momento. L'autrice afferma inoltre che a volte il passaggio al genere antiamore è involontario, dovuto solamente al fatto che il registra si sofferma un po' troppo oltre il "lieto fine", suscitando così nello spettatore la domanda proibita nei film d'amore: «e adesso cosa succede?».

 

Bibliografia [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

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La ragazza di Bube (romanzo)

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La ragazza di Bube
Titolo originale  
 
 
Autore: Carlo Cassola
Anno
(1a pubblicazione) :
1960
Genere: Romanzo
Sottogenere:  
Ambientazione: Val d'Elsa, Toscana
Anno di ambientazione: 1946-1948
Protagonista: Mara
Coprotagonisti: Bube
Antagonista:  
Personaggi secondari: Castellucci
Liliana
Ines
Stefano
madre di Mara.
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 1980
Editore: Rizzoli
Traduzione:  
Collana: BUR;
Pagine: 260
Capitoli 15
ISBN ISBN 88-17-20286-X
ISSN  
Progetto Letteratura

La ragazza di Bube è un romanzo scritto da Carlo Cassola tra il 1958 e il 1959 che ha vinto il Premio Strega nel 1960, anno in cui fu pubblicato dalla casa editrice Einaudi. Vengono tra l'altro illustrati, attraverso la storia di ragazzi innamorati, i problemi politici e sociali del dopoguerra. Nel 1963 venne realizzato anche un adattamento cinematografico con la regia di Luigi Comencini e come interpreti principali Claudia Cardinale, George Chakiris, Mare Michel e Dany Paris.

Indice

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Trama [modifica]

La vicenda, che è ambientata in Val d'Elsa all'indomani della Liberazione, ha come protagonisti due giovani, Mara e Bube.
 

Mara Castellucci è una ragazza di sedici anni che vive insieme al padre, comunista militante, la madre e un fratello, a Monteguidi. Qui conosce Arturo Cappellini detto Bube. Il giovane, amico e compagno di Sante, il fratellastro di Mara morto durante la Resistenza, un giorno si reca nel paese dell'amico per conoscere la famiglia e qui avviene l'incontro con Mara. Tra i due giovani nasce subito una simpatia e Mara, lusingata dall'interesse del ragazzo, inizia una corrispondenza epistolare con lui.
 

Un giorno Bube comunica a Mara che deve trasferirsi a Volterra perché colpevole di un delitto. Era accaduto che, mentre si trovava a San Donato con i compagni Ivan e Umberto, un prete, con il pretesto che indossavano i calzoni corti, aveva impedito loro di entrare in chiesa. Secondo Bube e gli altri, la vera ragione per cui erano stati cacciati era il fatto di essere comunisti. Bube e gli amici avevano allora iniziato a protestare ed il maresciallo dei carabinieri, che aveva visto tutto dalla caserma, era intervenuto a sostegno del prete. Bube e gli amici avevano inutilmente cercato di far valere le loro ragioni e, spinti dall'ira, avevano messo il prete contro il muro. Il maresciallo aveva tirato fuori la pistola ed aveva sparato ad Umberto uccidendolo. Bube, per vendicare l'amico, aveva ucciso il figlio del maresciallo che stava scappando e che si era messo a gridare. L'altro compagno di Bube, nel frattempo, aveva ucciso il maresciallo (i ragazzi presumevano, a torto, che fosse un fascista).
 

Il padre di Mara, al quale il giovane racconta l'accaduto, conviene con Bube che sia meglio per lui che si rechi a Volterra e permette che Mara lo accompagni per conoscere la sua famiglia. Mara e Bube intraprendono in bicicletta il viaggio verso Colle Val d'Elsa. Qui i due incontrano Memmo, un amico di Bube che si unisce a loro. In un caffè riconoscono il prete Ciolfi per il quale in passato Bube aveva fatto il chierichetto e, quando di sera i tre amici prendono l'autobus per recarsi a Volterra, si accorgono che su di esso sta viaggiando anche Ciolfi. Successivamente sull'autobus sale anche una donna che riconosce Bube e lo sprona a dare una lezione al prete affermando che tutti i preti sono fascisti e racconta, tra le lacrime, che il prete ha collaborato con i nazisti, causando così la morte del nipote di soli diciannove anni. Nel frattempo sull'autobus salgono anche alcuni giovanotti che si rivelano subito intenzionati a picchiare Ciolfi. Bube e Memmo decidono quindi, per evitare il peggio, di condurre il prete in prigione una volta arrivati a Volterra.
 

Durante la notte Bube viene avvertito dall'amico Lidori che rischia di essere arrestato e, per restare fedele al partiro, deve fuggire. Bube si rifugia in Francia, mentre Mara ritorna a casa. Però, qualcosa in lei è cambiato. Non è più la ragazza spensierata di prima e si dimostra angosciata per la mancanza di notizie da parte di Bube ed indifferente a tutto quello che la circonda.
 

Trascorsa l'estate Mara decide di andare a lavorare come domestica in una famiglia a Poggibonsi. Qui la ragazza stringe amicizia con una compaesana, Ines, che le presenta un ragazzo di nome Stefano con il quale si fidanza. Dopo un anno Bube, costretto al rimpatrio, viene arrestato alla frontiera ed è condotto a Firenze. Mara, accompagnata dal padre, si reca a Firenze per un colloquio con Bube. Durante l'incontro la ragazza si accorge che il suo amore per Bube è ancora molto forte e decide, da quel momento, che sarà sempre la sua donna. Bube viene condannato a quattordici anni di carcere e Mara, tornata a Poggibonsi, si incontra con Stefano. La ragazza gli racconta quanto accaduto e gli comunica di aver preso una decisione: il suo posto è accanto a Bube.
 

Dopo la condanna Mara si reca spesso a trovare Bube in carcere. Il romanzo termina con un capitolo in cui Mara viene descritta nell'attesa della liberazione di Bube. Trascorsi sette anni troverà amicizia e conforto nel secondino Tonino e in sua moglie Vilma, che la ospitano quando lei si reca a trovare Bube nelle carceri di Firenze.

 

Inquadramento storico del romanzo [modifica]

Similmente a quanto si può osservare nei romanzi dell'epoca, questo romanzo riprende trame e tematiche tipiche del neorealismo. Se quest'ultimo si concentrava (almeno in teoria) sulla dimensione storica e sociale della vicenda, i romanzi come questo assumono una prospettiva diversa. La dimensione storica e sociale sono certamente importanti: vengono citati nel romanzo eventi importanti come la scissione di Livorno, il Referendum istituzionale del 1946 le Elezioni politiche italiane del 1948, ed inquadrati nell'ottica di comunisti convinti come il padre di Mara o Bube. Pare inoltre che la vicenda sia realmente accaduta e che Cassola abbia intervistato i diretti interessati, cambiando in parte la storia. Comunque, questo impianto descrittivo fa da sfondo ad una vicenda di carattere prevalentemente psicologico: durante tutto lo svolgimento del romanzo la prospettiva dominante è quella di una giovane donna, protagonista assoluta della vicenda. Lavori come questo o Il giardino dei Finzi-Contini testimoniano il superamento del Neorealismo.

 

Lettura dell'opera [modifica]

L'uscita del romanzo ha causato aspre critiche da parte degli intellettuali comunisti, i quali hanno letto la ragazza di Bube come la descrizione del fallimento degli sforzi intrapresi da parte del comunismo, durante la resistenza. Oggi si tende a leggere questo libro presupponendo che esso non abbia scopi politici, malgrado il fatto che tra le righe si scorga la delusione personale vissuta in prima persona da Cassola nei confronti del comunismo.

La dimensione individuale e psicologica del romanzo è comunque di primo piano: lo sviluppo individuale di Mara è nucleo del romanzo. Se nei primi capitoli Mara si concentrava soprattutto sui vestiti e sul suo prestigio sociale, la Mara degli ultimi capitoli è diventata una persona matura che decide in base alle sue responsabilità personali.

« È cattiva la gente che non ha provato dolore. Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno »

 

Bibliografia [modifica]

  • Carlo Cassola, La ragazza di Bube, con introduzione di Geno Pampaloni, Milano BUR 1980.
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Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/Tenera_%C3%A8_la_notte_%28romanzo%29

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tenera_%C3%A8_la_notte_%28romanzo%29&action=history

Tenera è la notte (romanzo)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Per approfondire, vedi la voce Francis Scott Fitzgerald (opere).
« Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord, era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là. [1] »
Tenera è la notte
Titolo originale Tender is the Night
 
 
Autore: Francis Scott Fitzgerald
Anno
(1a pubblicazione) :
1934
Genere: romanzo
Sottogenere: Titolo: Tenera è la notte
Ambientazione:  
Anno di ambientazione:  
Protagonista:  
Coprotagonisti:  
Antagonista:  
Personaggi secondari:  
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 2005
Editore: Einaudi
Traduzione: Fernanda Pivano
Collana: Einaudi tascabili
Pagine: 384
Capitoli  
ISBN 8806174533
ISSN  
Progetto Letteratura

Tenera è la notte è un romanzo dello scrittore americano Francis Scott Fitzgerald pubblicato nel 1934 a New York.


 

Indice

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Trama della versione del 1934[2] [modifica]

La vicenda si svolge all'inizio sulla Costa Azzurra, ad Antibes, dove la giovane attrice Rosemary Hoyt, arriva una mattina di giugno del 1925 insieme alla madre.

Collabora a Wikiquote « La bella fronte alta si arrotondava delicatamente dove i capelli, cingendola come uno scudo di blasone, esplodevano in riccioli e onde e bioccoli biondo cenere e oro. Aveva gli occhi chiari, grandi, luminosi, umidi e splendenti, il colore delle guance era autentico, e irrompeva alla superficie dalla giovane pompa vigorosa del suo cuore. Il corpo aleggiava delicatamente sull'estremo limite della fanciullezza: aveva diciotto anni, quasi compiuti, ma era ancora coperta di rugiada. »
   

Nei giorni di permanenza ella fa la conoscenza di un gruppo di ricchi espatriati americani tra i quali Dick Diver e sua moglie Nicole Warren.

Dick, che riesce fin dal primo istante ad affascinare la giovane, è uno psichiatra che aveva lavorato negli anni del primo dopoguerra in una clinica svizzera dove aveva curato la giovane Nicole che soffriva di schizofrenia a causa dei rapporti incestuosi che aveva avuto con il padre. Dick aveva in seguito sposato la donna, malgrado il parere contrario dei suoi colleghi, sia per bisogno di amore sia per altruismo.

Dopo sei anni, malgrado le ricadute di Nicole, il matrimonio appare felice e Dick, che grazie al denaro della moglie aveva abbandonato il lavoro di studioso, si era trasferito sulla Riviera francese dove trascorreva il tempo insieme ad un gruppo di amici tra i quali lo sdolcinato Louis Campion, lo scarso scrittore McKisco, un certo Abe North, un musicista alcolizzato e innamorato di Nicole e il rozzo Tommy Barban.

Rosemary viene invitata a Villa Diana, la casa dei Diver, e quel mondo le appare "il centro del mondo" e i padroni di casa circondati da una luce magica.
Questo mondo superficialmente idilliaco viene presto sconvolto da un episodio angoscioso. La signora McKisco che si era recata all'interno della villa rimane sconvolta da un episodio al quale assiste. Tommy Barban, amico della famiglia Diver, per far tacere le chiacchiere sfida il signor McKisco a duello.

Intanto Rosemary che è sempre più attratta e incuriosita da quella vita, segue i Diver a Parigi. Tra lei e Nick nasce un tenero amore che però viene frenato da Nick che, preso da un forte senso di responsabilità, non vuole lasciarsi andare e rifiuta, se pur dolcemente, l'offerta d'amore della ragazza:

Collabora a Wikiquote « Buona notte bambina.E' un gra peccato. Dimentichiamo tutto questo...Tanta gente si innamorerà di te e sarà più bello incontrare il tuo primo amore tutta intatta, anche emotivamente. È un'idea antiquata vero?" »
   

Intanto Rosemary scopre molte verità poco edificanti sugli ospiti dei Diver che si rivelano tutte persone in qualche modo infelici, corrotte e spesso volgari.
Alla stazione di Parigi accade il primo dei tanti episodi di violenza che costelleranno il libro: una conoscente dei Diver uccide un uomo e Nicole scopre in albergo l'assassinio di un negro e reagisce con una crisi isterica.

Il secondo libro riporta la narrazione al 1917 e narra la storia e le vicende di Nick, allora giovane medico a Zurigo, al quale viene affidata come paziente Nicole.
All'inizio il rapporto tra i due avviene tramite uno scambio di letttere e presto si trasforma in un legame più solido. Nicole ha necessità di qualcuno che la aiuti e Nick, anche attratto dalla bellezza della donna, le offre il suo appoggio e i due si sposano.
Ma l'amore di Nicole è tormentoso e totale e Nick presto sarà costretto ad abbandonare le sue ambizioni di studioso.

In seguito ad una grave crisi schizofrenica, Nicole tenterà di uccidere Nick e i figli facendo andare fuori strada la macchina. Dick si allontana per un breve periodo da lei. La notizia della morte del padre lo richiama in America e quando ritorna in Europa, a Roma, egli ritrova Rosemary accettando questa volta di diventare il suo amante anche se il momento poetico non esiste più e Dick sfogherà la sua frustrazione con una rissa notturna finendo in guardina.

Il resto del romanzo non è altro che una cronaca dello svuotamento fisico e morale di Dick che, ritornato in Riviera, lascia la clinica e si da al bere deludendo gli amici, lasciandosi umiliare dalle stesse persone che riteneva inferiori e rendendosi ridicolo agli occhi di Nicole e di Rosemary.

Nicole invece scopre di poter reggersi da sola e, alla fine del libro, si getta tra le braccia di Tommy Barban. Il caso clinico è quindi risolto e Dick abbandona l'Europa per ritornare nell'anonima provincia americana a fare solamente il medico.


 

 

L'elaborazione del romanzo [modifica]

Fitzgerald lavorò all'opera per nove anni e anche dopo la sua pubblicazione continuò a rielaborarne diverse versioni. Essa è indubbiamente quella alla quale lo scrittore lavorò più a lungo e certamente la più ambiziosa anche se la critica e il pubblico non l'accolsero con molto entusiasmo.
La stesura di Tenera è la notte venne iniziata da Fitzgerald nel 1925 e da quell'anno in poi egli ne elaborò sei versioni delle quali venne pubblicate solamente la quarta, in quattro puntate sulla rivista "Scribner's Magazine", la quinta che uscì nel 1934 e venne poi tradotta da Fernanda Pivano e la sesta che uscì nel 1951 a sua volta rielaborata in modo drastico dal critico Malcom Cowley su appunti dell'autore, appunti che vennero raccolti per una nuova edizione per la Moden Library che però non venne mai realizzata.

Il cambiamento che Cowlwy fece alle versione di Fitzgerald consiste nel spostare il "punto di vista" passando dall'interpretazione data dall'attrice Rosemary Hoyt a un una esposizione in ordine cronologico di Dick Diver e della moglie Nicole.

 

Gli elementi inventati e quelli reali [modifica]

La storia, che si svolge tra il 1924 e il 1929, intreccia avvenimenti reali e chiaramente autobiografici di quegli anni ad avvenimenti di pura invenzione.

 

L'ispirazione per alcuni personaggi [modifica]

Nel 1927 lo scrittore conobbe a Hollywood, dove era stato chiamato da John Considine per scrivere una sceneggiatura, l'attrice cinematografica Lois Moran alla quale si ispira per creare il personaggio di Rosemary Hoyt.
In Dick Diver, il protagonista, Fitzgerald ritrae se stesso e contemporaneamente il suo amico Gerald Murphy; in Nicole Warren, la moglie di Nick, è ritratta Zelda, la compagna infelice dello scrittore; in Tom Barban, l'ex legionario si riconosce Edouard Joranne del quale Zelda si era innamorata nel 1924 quando i Fitzgerald abitavano a St. Raphael e Abe North è il ritratto di Ring Lardner intimo amico di Scott.

 

L'ispirazione per la scena [modifica]

Il romanzo si svolge all'inizio al Cap D'Antibes, lo stesso luogo nel quale si trovavano i Fitzgerald nell'agosto del 1925 dove incontrarono i personaggi più celebri del momento nel campo della letteratura, del cinema, del teatro, della politica e della finanza, tra i quali John Dos Passos e Orlando, Rodolfo Valentino e Mistinguett e alla villa che avevano affittato al "St. Louis" a Juan Les Pins dove avenano conosciuto molte celebrità, tra le quali Grace Moore e Picasso con la moglie Fernande.
L'albergo, nel quale si svolge la scena fondamentale del romanzo è precisamente l'"Hotel du Cap", chiamato anche l' Eden Roc ed è ancora esistente.

 

La versione finale [modifica]

Troppo preso dagli avvenimenti intercorsi dal 1926, Fitzgerals, riuscirà a rimetter le mani sul suo manoscritto solamente nel 1931, quando, ormai ricoverata definitavemnete la moglie Zelda, egli si era ritirato con la figlia Scottie in una casa abbastanza vicina alla clinica di Baltimora dove vi era la moglie e dove ella poteva raggiungerli durante qualche weekend. In quel luogo lo scittore scrisse la versione finale di Tender is the Night, con il titolo Doctor Diver's Holiday (La vacanza del dottor Diver) e solamente al momento dell'uscita della prima puntata del romanzo sullo "Scribner's Magazine" cambiò il tilo con Tender in the Night (Tenera è la notte).

 

Le differenze tra le varie versioni [modifica]

 

Prima versione [modifica]

La prima versione venne composta tra il 1925 e il 1930 e aveva come titolo The World's Fair e l'eroe era Francis Melarky.

Nel prologo l'autore si rifà ad una sua esperienza in un locale notturno di Roma, dove il litigio con un autista di taxi lo condusse dai carbinieri e dove la folla, equivocando lo scambiarono per uno stupratore di bambini.

Nel 1926 Fitzgerald si trovava nella villa St. Louis a Juan les Pins e scriveva al suo agente che aveva scritto il quarto di un romanzo che presumeva sarebbe stato composto da dodici capitoli. A giugno dello stesso anno lo scrittore vendette i diritti a pubblicare lo scritto a puntate sulla rivista "Liberty" e scrisse una scaletta nella quale l'episodio del duello veniva soppresso.
Subito dopo modificò lo scritto facendo diverse modifiche. Inserì un narratore che raccontava la storia come se questa fosse avvenuta tre anni prima, l'episodio del litigio nel taxi e del duello, una scena, che ritornerà nel capitolo 13 di Tender is Night, sui campi di battaglia della Somme, il flirt tra il protagonista e Dinah, l'episodio della stazione di Saint-Lazare ma senza l'assassinio (dal momento che l'idea di questo avvenimento venne ispirato a Fitzgerald da un fatto riportato dalla cronaca avvenuto il 26 marzo 1927 quando una contessa sparò ad un amico per poi colpire, ferendosi, se stessa) e infine l'episodio, introdotto nell'edizione del 1951 da Cowley, di Wanda Breastedt.

Il protagonista è un giovane americano del sud in visita in Europa con la madre dopo la sua espulsione dall' Accademia militare di West Point, ora impiegato come tecnico a Hollywood che, sotto il dominio della madre, durante una forte crisi di depressione finirà per uccidersi.

Alloggiato all'albergo di Gausse, il cui nome rimane in Tender is the Night, Francis Melarky conosce i McKisco, che ritroviamo in Tenera è la notte, Setting e Dumphiers, due omosessuali che saranno poi in Tenera è la notte Campion e Dumphries, e la signora Abrahams.
Spesso Fitzgerald si recava a trovare Earl Browne negli studi cinematografici di Montecarlo, così come in Tenera è la notte fa Rosemary.
L'episodio del duello, che viene narrato anche in Tenera è la notte, avviene, in questa versione, tra McKisco e il francese Brugerol e Melarky viene invitato dal miliardario Deth Rorebach in una villa immensa circondata da un grande giardino.

 

Seconda versione [modifica]

Terminata la prima versione del libro Fitzgerald vi apportò miglioramenti per altri due anni fino ad abbozzare la figura del futuro Dick Diver e nel luglio del 1928 scrisse a Marxell Perkins che il romanzo andava bene e che avrebbe fatto un racconto e poi gli avrebbe inviato, verso dicembre, i capitoli 3 e 4 che pensava di terminare. Ma questi capitoli non vennero mai inviati e il romanzo prese una strada diversa continuando sotto forma di un racconto dal titolo The Rough Crossing.

Da questo racconto prese forma la seconda versione del libro dal titolo The Drunkard's Holiday (La vacanza dell'ubriacone) e lo scrittore, nel 1929, scrive a Perkins informandolo che stava lavorando intensamente al romanzo secondo un diverso punto di vista.

Il protagonista della seconda versione è un regista, Lew Kelly, che viaggia con la moglie Nicole per l'Europa. Egli incontra a bordo della nave una ragazza di modeste condizioni, Rosemary, che fingeva di viaggiare in prima classe per raggirare Kelly. Lo svolgimento della storia avviene in due soli capitoli e non fu mai ripresa anche se servì a Fitzgerald per cambiare il precedente rapporto tra madre e figlio con quello tra marito e moglie.

Dall'autunno del 1929 fino al 1932, Fitzgerald, troppo impegnato a risolvere i problemi della mancanza di denaro e quelli della malattia di Zelda, non lavorò più al libro. I due capitoli però si ritroveranno in un racconto, scritto nel 1930, dal titolo One Trip Abroad che si aggiungeva ad altre storie d'amore sulla Costa Azzurra e a storie svolte presso una casa di riposo in Svizzera.

 

Terza versione [modifica]

La terza versione, quella che ha come protagonista Dick Diver, andò delineandosi dopo la seconda permanenza di Scott ad Hollywood. Di questa versione rimangono gli appunti e i diagrammi originali nella Biblioteca dell'Università di Princeton che consistono in un piano di lavoro generale dove appare la trama, gli appunti sui vari personaggi, la tecnica da usare, i nomi dei personaggi fittizzi vicino a quelli dei personaggi reali, una vera e propria cronologia su Dick e su Nicole, il metodo di classificazione per trattare il materiale della malattia oltre un sommario riguardante la prima metà e la terza parte del romanzo.

Nella terza versione la storia di Nicole viene modellata sulla storia reale di Zelda e i sentimenti espressi da Dick sono ripresi dai sentimenti provati da Scott.
La storia però non tiene conto degli appunti redatti come nel caso dell'assasinio che Nicole avrebbe dovuto compiere e che Dick avrebbe dovuto tener nascosto o dell'episodio in cui Dick, comunista convinto, avrebbe mandato il figlio a studiare in Russia.

Questa terza versione consiste in un rimaneggiamento che porta ad una divisione in tre libri. Il primo libro è quasi tutto ricavato dalla prima versione ed è concentrato sulla figura di Rosemary, il secondo lascia completamente la prima versione e inizia con l'incontro tra Dick e Nicole.
Qui Fitzgerald pone l'accento sulla disintegrazione morale di Dick, fa accadere la ricaduta della malattia di Nicole durante una festa di carnevale e non in Svizzera, la conoscenza di Tommy in un caffè di Monaco, la relazione di Rosemary con Dick solo dovuta alla compassione della ragazza che avrà il compito di togliere dai guai Dick durante la rissa in taxi a Roma.

Questa terza versione venne redatta velocemente nel 1933 quando Fitzgerald collaborava con il dottor Mayer per la cura di Zelda e non aveva tempo di dedicare più di cinque giorni di seguito alla scrittura.

Il libro, che prese il titolo di Doctor Diver's Holiday (La vacanza del dottoe Diver), subisce ben nove rielaborazioni di cui le prime quattro nella versione di Francis Melarky, la quinta e la sesta nella versione di Lew Kelly e la settima e l'ottava nella versione di Dick Diver. Sarà solamente nel nono rimaneggiamento che comparirà il titolo Tender is the Night e la sequenza definitiva dei fatti. Il titolo venne ispirato da un verso dell' Ode all'usignolo di John Keats:

« ...Io volerò a te...sulle ali invisibili della Poesia...Tenera è la notte/ e felicemente la Luna Regina è sul trono...ma qui non c'è luce.... »

 

Quarta versione [modifica]

La quarta versione venne preparata frettolosamente durante l'estate del 1933 per essere pubblicata sullo "Scribner's Magazine" dopo un accordo con la rivista "Liberty" alla quale aveva promesso, nel 1926, tutti i suoi racconti per la cifra di 3500 dollari l'uno. L'editore Scribne's intanto gli versò 10.000 dollari dopo aver trattenuto i 6000 che gli aveva già dato come anticipo e a gennaio del 1934 uscì finalmente la prima puntata e a febbraio, a marzo e ad aprile di quell'anno uscirono le tre successive.

Le bozze delle puntate furono rimaneggiate dodici volte e per la pubblicazione del libro, che diventerà la quinta versione, Fitzgerald doveva tagliare 20.000 parole. Ma una grave ricaduta di Zelda gli impedì di dedicarsi al lavoro con cura e Scribner's non voleva andare oltre il 17 aprile per la pubblicazione del libro perché voleva sfruttare la pubblicità che era stata fatta.

Fitzgeraldo rimaneggiò ancora il testo dell'ultima puntata, corresse le bozze della seconda e della terza e nel rivedere le bozze complete del romanzo fece altre modifiche.
I testi vennero rivisti dai redattori che però avevano il divieto di alterare qualunque parola senza il permesso dell'autore. Ma Fitzgerald, sommerso dai suoi drammi familiari, non riuscì a rivederli con calma per un'ultima volta.

 

Quinta versione [modifica]

La quinta edizione venne così pubblicata nel 1934 e risultò contenere diversi errori che vennero segnalati in una recensione sul New Yorker. Fitzgerald, che fu il primo ad accorgersi degli errori commessi, cercò di convincere il direttore letterario della "Modern Library", Bennett Cerf, a pubblicare una nuova edizione per risolvere i problemi e in alcune lettere inviategli in data luglio e agosto 1936 faceva proposte concrete riguardo a cambiamenti, a modifiche, a una frase che voleva eliminare, alla correzione di alcuni errori ortografici.

Ma la Modern Library non pubblicò mai questa edizione e le tre tirature che fece uscire l'editore Scribner non furono mai corrette e nel 1936 vennero pubblicato in un solo volume This Side of Paradise, The Great Gatsby e Tender in the Night.

Fitzgerald era dispiaciuto per la scarsa attenzione posta alla sua ultima opera che egli riteneva valida.
In una lettera scritta il 24 dicembre 1938[3] lo scrittore prega il suo editore di non lasciar morire i suoi libri e si dimostra particolarmente preoccupato per Tender is the Night: "...Ma sono particolarmente preoccupato per Tender is the Night: quel libro non è morto. La profondità del suo messaggio rimane: incontro continuamente persone che sono attaccate al libro come altre lo erano state a The Great Gatsby e a This Side of Paradise, persone che si sono identificate con Dick Diver. Il grande difetto del libro è che il vero inizio - il giovane psichiatra in Svizzera - è cacciato nel mezzo del libro. Se le pagine 151-212 fossero tolte dal loro posto attuale e messe all'inizio il miglioramento sarebbe enorme...".

Non avendo riscontro queste sue richieste, Fitzgerald prese la copia d'archivio del suo libro e dopo aver spostato l'ordine dei capitoli stilò nei suoi appunti il seguente piano:

I. Storia della vicenda
II. Punto di vista di Rosemary: 151-52
III.Caduti: 104-48, 213-24
IV. Fuga:225-306
V. Il ritorno a casa: 306-408

 

Versione rimaneggiata da Cowley [modifica]

Il piano, che viene conservato insieme al volume rimaneggiato da Fitzgerald nella Biblioteca della Princepton University, viene citato nell'edizione del 1951 da Malcolm Cowley anche se egli poi non terrà completamente fede alla successione degli avvenimenti e alle modifiche fatte ad alcune pagine e nemmeno alla correzione degli errori di ortografia e punteggiatura dei primi due capitoli.

Questa versione, la cosidetta "versione definitiva dell'autore" che uscì nel 1951 a cura di Malcolm Cowley, non venne però mai rivista dallo scrittore che morì precocemente il 21 dicembre del 1940.

Nell'edizione dei "Penguin Books", Cowley non si limitò a correggere gli errori tipografici e di ortografia, ma apportò quasi ottocento modifiche, a volte anche drastiche, riguardanti i nomi e la successione degli avvenimenti, modifiche che vengono con cura spiegate sia nella introduzione che nelle note.

L'editore Scribner's invece, quando nel 1951 ristampò il romanzo, usò i piombi originali e corresse solamente due errori di nomi, mentre nelle edizioni tascabili non venne fatto alcun cambiamento e nemmeno nell'edizione di Bodley Head del 1960.

 

Lo stile [modifica]

Scritto in una prosa assai evoluta che si lascia andare a profonde analisi psicologiche e descrizioni seguendo un andamento discorsivo e serrato quasi senzadialogo, Tenera è la notte dimostra che Fitzgerald non era uno scrittore perfettamente padrone del suo mestiere.

Lo scrittore riesce a cogliere, con dettagli precisi e accurati, l'essenza delle varie scene o del momento storico e sociale trattato e dimostra una grande capacità di passare dal particolare all'universale e dal concreto al simbolico.

Il linguaggio, che in precedenza era a volte troppo incline al decorativo, ora diventa preciso ed essenziale adattandosi in modo flessibile ai vari temi e ai diversi punti di vista mentre i personaggi principali vengono rappresentati con scrupoloso approfondimento psicologico.
L'opera affronta il contrasto etico-sociale degli anni '30 con profondità di analisi e ampia prospettiva.

 

Note [modifica]

  1. ^ da Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte, Einaudi, Torino 2005, p. 1, incipit
  2. ^ La trama è tratta dal testo tradotto nel 1949 da Fernanda Pivano basato sulla versione pubblicata in volume del 1934 mentre le numerose notizie sulla rielaborazione del romanzo sono tratte da i seguenti testi:Fernanda Pivano. Mostri degli anni Venti, La Tartaruga edizioni,Milano 2002 ISBN 8877383593, Fernanda Pivano, Pagine Americane. Narrativa e Poesia 1943-2005, Frassinelli, Milano, 2005, ISBN 8876848649, Barbara Nugnes, Invito alla lettura di Fitzgerald, Mursia, Torino, 1977
  3. ^ Correspondence of F. Scott Fitzgerald, ed. Matthew Bruccoli and Margaret Duggan, 1980

 

Voci correlate [modifica]

 

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Seduzione (meccanismi psicologici)

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I meccanismi psicologici della seduzione sono stati schematizzati e collegati a degli archetipi proposti da molti secoli in leggende, romanzi ma anche in opere per il teatro oppure per il cinema.
Esistono diversissimi e contrapposti metodi per generare seduzione, ovvero esistono condizioni note tese a creare un più o meno equilibrato scambio di favori di diversa natura, che porta ad un negoziato più o meno consapevole, dichiarato oppure tacito.

Si potrebbe definire autentico vero amore il rapporto tra pari assoluti, forse l'amore narcisistico per la propria immagine mentale, un compromesso tra l'idea di sé stessi proiettata nell'altro sesso (o nel proprio sesso) e la concreta immagine dell'amante che in parte viene falsificata dalla propra infatuazione.
Non esiste una persona psicologicamente uguale ad un'altra, e la stessa persona in una diversa situazione può essere sedotta in un altro modo.
 

Indice

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[modifica] Empatia

Il meccanismo principe è quello dell'empatia, cioè il seduttore si mette nella stessa situazione del sedotto, diventa vittima della stessa persecuzione, condivide la stessa condizione sociale o attività lavorativa, partecipa alla stessa lotta politica, propaga la stessa fede religiosa, ecc.
Vivere nella stessa casa, lavorare nello stesso posto, affrontare gli stessi problemi, dovrebbe portare ad un amore di tipo empatico, a meno che non sorgano pesanti divergenze su cosa sia un problema e su come risolverlo.

Nella religione del cristianesimo, per esempio, con la crocifissione di Gesù Cristo si verifica un meccanismo simile all'empatia: il Dio immortale si rende umano e mortale, e dunque condivide completamente l'esperienza umana, ma allo stesso tempo con la promessa di risurrezione, rende l'essere umano immortale e dunque parzialmente divino.

In un'opera cinematografica che rievoca la figura di Giacomo Casanova, galante conquistatore, il personaggio dà prova di empatia quando si autoaccusa davanti all'Inquisizione di essere egli stesso l'autore di versi eretici, rendendosi così passibile di condanna a morte. Fa questo per proteggere la donna che intende sedurre e che è la vera autrice del libello considerato eretico.

Ovviamente esistono gradi meno estremi, anzi quasi infimi, di empatia, come quello che è osservabile, sempre in ambito cinematografico, nel film Luna di fiele dove il protagonista cede il suo biglietto dell'autobus ad una passeggera sprovvista dello stesso, e si fa multare in vece sua.

 

[modifica] La prodigalità in un attimo sfuggente ma eterno

Un altro meccanismo di seduzione è quello dell'esibizione della propria prodigalità: si scialacquano risorse in liquori e cibi costosi, in rose, ed in ogni tipo di bene e servizio non durevole. Il meccanismo insito in questo comportamento (più o meno calcolato) è quello dell'esaltazione dell' "attimo fuggente": implicitamente, o esplicitamente, si dichiara alla persona amata: questo è il momento più bello della mia vita, finora non ho mai vissuto, e non sentendomi degno di te, festeggio l'attimo prima che questi svanisca.

 

[modifica] L'ammirazione di ogni tipo di bellezza

Il meccanismo più banale, ma efficace e durevole, è quello della attrazione del partner in base alla pura bellezza, che può essere sia esteriore, che intellettuale, psicologica, o progettuale.

 

[modifica] La progettualità

Per bellezza progettuale, potremo definire quello in cui la persona amata non viene totalmente aprezzata per quello che è correntemente, ma per quello che diventerà. P.es quelle ragazze che si innamorano di un futuro avvocato, o medico, ecc. E la sindrome di pigmalione, lo scultore che crea una scultura così bella da urlargli, intimandogli di prendere vita.

Esiste anche una progettualità da sfida, quella delle persone che cercano di riscattare un alcolizzato, un drogato, un violento, che le picchia a sangue.

 

[modifica] L'estasi sessuale e spirituale

L'amore si intreccia con la ricerca del piacere, e con l'evitare il dolore e la solitudine. Eppure l'estasi sessuale non dovrebbe essere considerata come una vera ragione di sentimento amoroso, ma come un modo per generare dipendenza reciproca e condivisione di esperienze che rientrano nella categoria della complicità, del mantenere un segreto in comune, e quindi dell'empatia.

 

[modifica] L'indentificazione fisica

Un altro meccanismo è quello dell'identificazione totale, per esempio la partner che quasi sempre si autodefinisce la "moglie di", "la segretaria di" oppure quelle/i che cominciano ad indossare le stesse scarpe, vestiti, a guidare la stessa automobile, ad utilizzare lo stesso spazzolino di denti.
Spesso in mariti con una vena di omosessualità repressa si verifica progressivamente un morboso interesse per la scelta dei vestiti della partner, della sua biancheria, profumi, ecc. Molto spesso diventano amanti fenomenali, che perdono interesse per il proprio piacere e pensano soltanto a quello della partner, prestandosi a qualsiasi pratica pur di soddisfarle, ma chiedendo poi un resoconto completo e veritiero delle sensazioni sperimentate .
In alcuni casi estremi si arriva all'esposizione delle nudità della partner, il cosiddetto candaulismo oppure ad organizzare veri e propri incontri sessuali (definito in inglese cuckoldry) per la partner, sia con estranei (in francese conosciuti come phantasmes), oppure con persone conosciute, sia in modo palesemente dichiarato, come nei club per scambisti, che apparentemente casuale ed involontario. P.es si insiste perche Lei segua qualche tipo di corso sportivo, con un maestro giovane e noto seduttore, Lui promette di assistere, ma poi adducendo una scusa si assenta.

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Film

 

[modifica] Libri

 

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