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| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_inglese Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.orgLingua_inglese Lingua ingleseDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.L'inglese (nome nativo English, IPA: ['ɪŋglɪʃ]) è una lingua indoeuropoide appartenente al ramo occidentale delle lingue germaniche, assieme all'olandese, all'alto e basso tedesco, al fiammingo e al frisone. Conserva ancora un'evidente parentela col sassone continentale (dialetto del basso tedesco). L'inglese occupa una posizione del tutto particolare, non solo rispetto alle lingue germaniche, ma anche all'interno del gruppo linguistico indoeuropeo: ha talmente semplificato e alterato la propria struttura da avvicinarsi ormai non a una lingua isolante piuttosto che ad una lingua flessiva. Dal punto di vista del vocabolario, inoltre, contiene dei termini di origine non germanica, alcuni termini latini ed è verosimilmente la lingua più aperta all'ingresso di nuovi vocaboli di origine straniera. |
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Nel corso del XX secolo l'inglese è divenuto la lingua franca per eccellenza, abbattendo la precedente supremazia del francese che a sua volta aveva sostituito l'italiano ed il latino a fini di comunicazione diplomatica e scientifica. È oggi anche strumento per la comunicazione fra etnie prive di connessioni culturali, scientifiche o politiche. Si calcola che i parlanti inglese come lingua madre (English as a native language, ENL) siano circa 350 milioni, i parlanti di English as a second language (ESL), cioè accanto alla lingua nazionale o nativa, circa 300 milioni, i parlanti di English as a foreign language (EFL), cioè come una lingua appresa a scuola ma non in uso nel proprio paese, circa 100 milioni. Il numero di coloro che non usano l'inglese come lingua madre supera dunque quello di coloro che lo parlano dalla nascita.
Distribuzione geografica [modifica]L'inglese è usato come lingua madre (ufficialmente) nei seguenti paesi:
È impiegato come lingua ufficiale in: Botswana, Camerun, Isole Cook, Figi, Filippine, Gambia, Ghana, Hong Kong, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malta, Mauritius, Namibia, Nauru, Nigeria, Pakistan, Palau, Papua Nuova Guinea, Porto Rico, Samoa Occidentali, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Isole Salomone, Tuvalu, Swaziland, Tanzania, Uganda, Vanuatu, Zambia e Zimbabwe. Storia della lingua inglese [modifica]Nel suo lungo sviluppo l'inglese si è notevolmente alterato. Convenzionalmente si divide l'evoluzione diacronica della lingua in cinque fasi:
È possibile estrapolare delle date approssimative tra le molte proposte, e dire che l'AS va dall'invasione della Britannia ad opera di Sassoni, Juti e Angli (V secolo d.C.) fino alla più massiccia e seconda fase di cristianizzazione dell'isola. L'AI prende così il posto dell'AS, anche in virtù della supremazia del dialetto West Saxon su quello anglico, dovuto al rafforzarsi della situazione economica e politica degli stati del sud dell'Inghilterra rispetto a quella del nord (zona dei 5 regni) sino all'invasione normanna. Il MI si può far terminare intorno all'inizio del XVI secolo. Il PIM copre un periodo di tempo, che va da Shakespeare sino alla metà del Settecento. L'IM va dal Settecento, con la comparsa di romanzi quali Robinson Crusoe di Defoe, sino ai nostri giorni. Benché la lingua parlata si sia evoluta in questi secoli (per esempio, in Inglese Moderno la pronuncia di molte parole usate nelle opere di Shakespeare è differente da quella del Primo Inglese Moderno), la sua struttura è rimasta sostanzialmente immutata. Anglosassone ed Antico inglese [modifica]Storia esterna [modifica]Secondo il resoconto del Venerabile Beda, le stirpi germaniche degli Angli, dei Sassoni e degli Juti, partite dallo Jutland e dalla Germania settentrionale, si insediarono in quella regione della Britannia che è oggi l'Inghilterra nel 499 d.C. Gli Juti si stabilirono nel Cantium (Kent), gli Angli nell'Anglia orientale, nelle Midlands e in Northumbria, i Sassoni nell'Essex, nel Middlesex e nel Wessex - cioè rispettivamente regno dei Sassoni orientali, di mezzo ed occidentali. Sotto la spinta dei nuovi venuti i Celti in parte si assimilarono, in parte si spostarono a ovest (North Walas, West Walas o Galles, Sûth Walas o Cornovaglia). Fonetica [modifica]Il sistema vocalico dell'AI consta di sei vocali, che possono essere brevi o lunghe:
La lunghezza delle vocali non veniva indicata graficamente. A partire dal X secolo le atone brevi a, e, o e u tendono a confluire nel suono indistinto schwa [ə] così frequente nell'inglese moderno. I dittonghi sono: Tra le consonanti:
Sostantivi [modifica]L'AI, a differenza dell'IM, possiede una ricca flessione, sia nominale che verbale. I generi sono tre, maschile, femminile e neutro. Come in tedesco, il nome nell'AI presenta quattro casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo. Le classi di declinazione più frequenti sono tre:
Altre declinazioni meno frequenti sono la atematica, quella in -r-, quella dei neutri con plur. in -ru.
I sostantivi atematici, masch. e femm., cambiano al plurale la vocale tematica in conseguenza di un antico umlaut: fôt, masch. "piede", plur. fêt. Aggettivi [modifica]Gli aggettivi, secondo una caratteristica delle lingue germaniche, seguono una declinazione forte, con le desinenze dei pronomi, e una debole, con le desinenze dei sostantivi in nasale. Un aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un articolo, un dimostrativo o un possessivo, la forte negli altri casi. Pronomi personali [modifica]
Articolo definito [modifica]L'articolo definito si presenta nella forma sê per il maschile, sêo per il femminile, ðæt per il neutro. Quest'ultima forma sopravvive nell'IM the e that. Articolo indefinito [modifica]L'articolo indefinito ( o indeterminativo) a\an è invariabile. Lo si usa davanti ai sostantivi singolari numerabili
Verbi [modifica]Come in genere nelle lingue germaniche i verbi si
dividono in due categorie: forti e deboli. Nei forti la vocale tematica
muta passando dal presente al preterito al participio passato e dal
singolare al plurale. P.es. da singan (cantare) si ha pret. sang, pret.
plur. sungon, part. pass. gesungen. I verbi deboli formano il preterito
mediante le desinenze -ede, -ode, -de, -te. Esistono varie ipotesi
sull'origine di questa desinenza in dentale tipicamente germanica. Secondo
alcuni autori deriverebbe dall'agglutinazione del verbo germanico per
"fare" (qualcosa del tipo "I did change", "I change-did", "I changed"),
secondo altri dalla particella tô, "to". Un esempio di AI: il Padre Nostro
Medio Inglese (MI) [modifica]
Il Medio inglese, o Middle English, è il nome dato alla lingua storica che ha come origine le diverse forme di inglese parlato nel periodo compreso tra l'invasione normanna e il tardo Rinascimento inglese. Grazie a Geoffrey Chaucer il Medio inglese emerse come una lingua letteraria, soprattutto grazie alla sua più celebre opera, i Canterbury Tales. Con Giovanni Senzaterra pressoché tutti i possedimenti francesi andarono perduti (tranne le Isole del Canale, ultimo brandello del Ducato di Normandia). A partire dalla Guerra dei Cent'Anni i legami con la Francia, quindi, si affievolirono. Il vecchio proverbio "Jack wold be a gentilman if he cold speke Frensk" cominciò a perdere molto del suo significato. In Inghilterra cominciò a delinearsi un nuovo standard, basato sul dialetto di Londra e delle Home Counties. Inglese Moderno [modifica]L'introduzione della
stampa in
Inghilterra ad opera di
William Caxton nel
1476
contribuì alla fissazione dell'ortografia ma, poiché ebbe luogo prima che
si concludesse il Great Vowel Shift, determinò il primo grande divario tra
scrittura e pronuncia. L'espansione
coloniale dell'Inghilterra diffuse la parlata in vasti territori dell'America
del Nord, dell'Africa,
dell'Asia e
dell'Oceania. Il Grande Spostamento Vocalico (Great Vowel Shift) [modifica]Il grande spostamento vocalico o Great Vowel Shift (GVS) è la più importante alterazione fonetica della storia della lingua inglese. Si può affermare che esso portò l'inglese alla sua pronuncia attuale. Il GVS non ebbe luogo nella stessa epoca nelle diverse regioni (in alcune, particolarmente al Nord, è assente nelle parlate locali al giorno d'oggi); si può comunque porre il suo inizio al XV secolo e considerarlo compiuto alla fine del XVI. Il GVS riguarda le vocali lunghe:
Altri fatti fonetici [modifica]Tra i dittonghi
[iu] e
[ɛu] confluiscono in
[ju:] (mute).
[ju:] tende a semplificarsi in
[u:] dopo l, r,
[tʃ] e
[dʒ] (rude, chew, June pronunciati come rood, choo, joon). Le spiranti allungano il suono di una a che le preceda: mass [ma:s], bath [ba:θ], staff [sta:f]. La r, peraltro destinata a scomparire dopo vocale, impedisce il GVS introducendo uno schwa: door [doɜ], clear [kliɜ]. Scompaiono i suoni [x] e [ç], tranne in prestiti come lo scozzese loch [lox] o nei grecismi (e.g. chemistry [xemiztri] , . Il gh che li rappresentava perde ogni suono causando l'allungamento della vocale precedente (bright, night) ([briçt] > [brait], [niçt] > [nait]) oppure, specie in fine di parola, diventa [f] (cough). Caso particolare è il pronome di prima persona I, che deriva dall'antico *igh (cfr. tedesco ich), ma nel passaggio dal MI all'Inglese moderno, oltre al GVS subito dalla vocale lunga [i:], ha visto cadere anche nella lingua scritta il digramma gh. [hw] diventa [w] (tranne che al Nord) ma si mantiene la grafia wh. [j] tende a fondersi con la consonante precedente: ocean ['o:sjən] > ['o:ʃən], measure ['mɛzjər] > ['mɛʒə], future ['fju:tjur] > ['fju:tʃə], etc. Uno dei fatti più importanti è la scomparsa della r postvocalica. Questa è una caratteristica tipica del Sud, assente ancor oggi dai Midlands verso nord e in Scozia. È assente negli Stati Uniti tranne nel New England orientale e nel Sud. Sostantivo [modifica]Il plurale in -s si afferma decisamente. Restano alcune forme con umlaut (foot, feet) e alcuni plurali in nasale (oxen). Aggettivi [modifica]Gli aggettivi sono normalmente invariabili, ma ci sono casi in cui il genere della lingua antica si è preservato, e.g. blond cambia a blonde con sostantivi femminili. Verbi [modifica]Diminuiscono notevolmente i verbi forti (ormai
chiamati "irregolari"). All'interno di questa categoria scompare spesso la
distinzione tra preterito e participio passato (cling, clung, clung). La desinenza della terza persona singolare oscilla fra -(e)th (meridionale) e (e)s (settentrionale). Sarà quest'ultima forma a prevalere. La forma progressiva (to be ...ing) diventa regolare. La costruzione to be + participio passato (I am come) diventa molto rara con l'affermazione di to have in questa funzione. Ci sono quattro tipi di tempi fondamentali:
facciamo degli esempi per ogni tipo di tempo
Influenza delle lingue romanze sull'inglese [modifica]
La lingua germanica delle isole britanniche, per quanto sia difficile parlare di un antico inglese unitario, subì una notevole latinizzazione in quattro fasi principali:
Mutazioni semantiche dei lemmi francesi [modifica]
Di solito, quando una parola straniera è introdotta in una lingua essa subisce ciò che Baugh e Cable,[1] adattando un termine dalla botanica, chiamano "arrested development". In inglese è possibile trovare molte parole francesi nella "forma" in cui furono importate in Inghilterra nel medioevo: si confronti en. default con fr. défaut, en. subject con fr. sujet. Dopo un travaso, la pianta non cresce più per un certo periodo, mentre un'altra della stessa età continua a svilupparsi normalmente: le parole francesi, quando non rimaneggiate dagli umanisti nel XVI secolo hanno quindi conservato la "forma" con la quale erano state introdotte nel medioevo in quanto isolate in un contesto linguistico a loro estraneo. A differenza della forma, il significato delle parole mutuate del francese (che in Francia rimase sostanzialmente immutato), dovette invece adattarsi nell'inglese a causa della concorrenza di altre parole anglosassoni con il medesimo significato: spesso cambiandolo, o portando all'estinzione del termine. Così, ad esempio, mentre courir non attecchì per la maggiore frequenza di run, le parole che si riferivano alla vita dell'alta società (francofona) ebbero la meglio, come court (fr. moderno cour) e chivalry (senso di cavalleria) ed ancora: per "maiale" esistono due parole diverse: pig è la bestia viva, che diventava pork quando era cucinata dai ricchi normanni (i contadini locali non potevano permettersi di mangiare carne). Questo complesso scenario in cui le parole di origine romanza lottano per la sopravvivenza contro quelle anglosassoni, riflette il conflitto ben più drammatico tra civiltà anglosassone e normanna: dopo il distacco politico dell'Inghilterra dalla Francia (XIII sec) il francese perse, però, vigore: spassosa testimonianza ne è il personaggio della Monaca nei Canterbury Tales (I racconti di Canterbury), che parla maccheronicamente provocando l'ilarità della gente. L'età moderna [modifica]Diverse furono le parole eliminate sia nell'angoslassone sia nel franco-normanno, per quanto nel lessico il vantaggio penda nettamente in favore del mondo romanzo per l'influenza esercitata dal prestigio letterario del mondo romanzo e quindi dal Rinascimento. Nell'età elisabettiana si (re)introdussero termini francesi in forma più moderna e molti lemmi italiani prima incogniti (si pensi solo all'influenza delle forme letterarie come il sonetto, la commedia dell'arte, la musica italiana e la tragedia senechiana mutuate su modelli italiani). Il teatro elisabettiano sfruttò tra l'altro la presenza di una folta compagnia di attori e letterati italiani. L'età contemporanea [modifica]Questo processo di trasformazione è ancora in corso al giorno d'oggi: i verbi irregolari, influenzati da quelli di origine romanza, stanno assumendo poco a poco la -ed, per il passato e il participio passato (ad es. burnt > burned e dreamt > dreamed) mentre i genitivi sassoni sono ormai usati nelle forme più semplici: The Oxford Police (in cui Oxford è usato come semplice aggettivo) è molto più frequente di Oxford's Police, e la -m del dativo anglosassone di whom (chi), è ormai assente nella conversazione informale. Tutti fenomeni indicatori del lungo processo che ha avvicinato l'inglese al mondo romanzo più di tutte le altre lingue germaniche, senza tuttavia perdere le qualità fondamentali che da esso la distinguono. L'inglese contemporaneo [modifica]La Received Pronunciation [modifica]L'accento britannico noto come "Received Pronunciation" ha le seguenti caratteristiche:
Altre varietà britanniche [modifica]La pronuncia dialettale settentrionale (dallo Staffordshire, Leicestershire e Lincolnshire verso nord) è caratterizzata dai seguenti fatti fonetici.
Nel Sud
L'inglese d'Irlanda (Hiberno English) [modifica]L'Irlanda si può suddividere, dal punto di vista linguistico in tre aree:
L'inglese parlato in Irlanda, specialmente il Pale, ha subito poche variazioni a livello di pronuncia mantenendosi per alcuni aspetti molto conservativo. Perfino al giorno d'oggi l'influsso dello standard britannico non si fa sentire molto fuori di Dublino. A livello fonetico l'inglese d'Irlanda è caratterizzato dai seguenti fenomeni:
Nel lessico si riscontrano termini peculiari di origine gaelica, p.es. slean, vanga. Il termine Hiberno deriva dal nome latino dell'isola, Hibernia, da Hibernus, "inverno", ovvero "terra dove è sempre inverno". Altre varietà [modifica]
Per ascoltare e paragonare come si pronunciano le stesse parole nei vari accenti regionali e internazionali dell'inglese, si può consultare la pagina Sound Comparisons dell'Università di Edimburgo. Premi Nobel per la letteratura di lingua inglese [modifica]
Note [modifica]Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Dizionari [modifica]
Pronuncia [modifica]
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| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Grammatica_inglese Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Grammatica_inglese&action=history Grammatica ingleseDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.La grammatica inglese è l'insieme delle norme (le norme sono le leggi) morfologiche e sintattiche che regolano la lingua inglese. Essa presenta varie affinità con le grammatiche di lingue come il tedesco, l'olandese, il frisone, il fiammingo, poiché fanno parte dello stesso ramo (il gruppo germanico) delle lingue indoeuropee.
Pronomi personali soggetto [modifica]I pronomi personali soggetto inglesi sono i medesimi dell'italiano. Essi sono:
Da notare che in inglese il soggetto viene sempre espresso e va omesso solo quando si usa il modo imperativo. C'è da dire comunque che il pronome personale "you" non significa "tu" ma "voi". Nella lingua inglese infatti ci si rivolge al prossimo usando sempre il "voi". Il pronome personale "tu" è "thou". Tale forma è però da tempo caduta in disuso, e la si può trovare solo in opere classiche. Aggettivi possessivi [modifica]Gli aggettivi possessivi corrispondono alle persone e non sono vincolati né dal genere, né dal numero. Essi sono:
In inglese gli aggettivi possessivi non sono mai accompagnati dall'articolo; tuttavia si può trovare l'articolo indeterminativo usato con i pronomi possessivi nella particolare costruzione del doppio genitivo. Formazione del plurale dei sostantivi [modifica]Normalmente il plurale dei sostantivi si forma aggiungendo una -s finale al nome singolare. La -s diventa però -es con parole che terminano per -s, -ch, -sh, -x ,-z, e talvolta -o (esempio: beach, beaches). Quando un sostantivo finisce per -y, occorre vedere se tale lettera è preceduta da vocale o da consonante; se è preceduta da vocale, si aggiunge una semplice -s; se, invece, è preceduta da consonante, la -y si trasforma in -i + -es (esempio: baby, babies; toy, toys). Per i sostantivi che finiscono per -o, a volte si deve aggiungere -es, a volte solo una -s (esempio: tomato, tomatoes; video, videos). Esiste una categoria di animali che presenta una forma invariata sia al singolare, sia al plurale (esempio: sheep, sheep; fish, fish; reindeer, reindeer). Plurali irregolari [modifica]Vi sono naturalmente anche in inglese dei plurali irregolari. I più frequenti sono:
Alcune parole che finiscono per -f o -fe subiscono la trasformazione in v + es. Altre, invece, pur finendo nella stessa maniera, prenderanno una semplice -s, in quanto hanno subito un’evoluzione diversa.
Gli articoli [modifica]Articolo determinativo [modifica]L’articolo determinativo è indicato da the e anche qui, come nella maggior parte delle regole della grammatica inglese, non ci sono vincoli di genere e numero. Esso ha forma invariata, tranne quando è seguito da una parola che comincia per vocale: in quel caso cambia pronuncia. L’articolo determinativo serve a indicare l’esatta natura di un oggetto o di una persona. Ogni volta che c’è bisogno di specificare l’identità si adopera l’articolo, mentre qualora la sua identità risulta inconfondibile, si considera superfluo metterlo. Quando si parla in generale di una cosa o di una persona, si tende a ometterlo.
I CASI IN CUI SI OMETTE L’ARTICOLO DETERMINATIVO THE:
Articolo indeterminativo [modifica]L’articolo indeterminativo rende la natura di un oggetto o di un sostantivo vaga o generica. In inglese esso è dato da a o an: si mette a davanti ad una parola che comincia per consonante; si mette, invece, an davanti ad una parola che comincia per vocale. A volte, però, ci sono dei sostantivi che, pur incominciando per vocale, vogliono a, in quanto nella pronuncia acquisiscono il valore di semi-consonante (esempio: a university, a uniform). Davanti a sostantivi che cominciano per h, bisogna vedere se essa è aspirata oppure muta: se è aspirata assume valore semi-consonantico e quindi vuole l'articolo indeterminativo a (esempio: a hotel); se invece è muta assume valore di vocale e vuole l'articolo indeterminativo an (esempio: an hour). L’articolo indeterminativo si utilizza in questi casi: per lasciare nel non-determinato un oggetto o una cosa; per denotare una professione o un ruolo sociale; per indicare una frequenza o una quantità (esempio: a pen; he’s a doctor; I’m a student; once a week; twice a week; three times a week; three euros a kilogram). L’articolo indeterminativo ha solo il singolare, per cui non può mai essere usato per sostantivi plurali. Articolo partitivo [modifica]Il partitivo indica una parte di una totalità. Viene indicato da some, any e no. Nelle frasi affermative si utilizza some, mentre in quelle negative e interrogative si adopera any. L’utilizzo di no annulla l’effetto partitivo e va usato esclusivamente in frasi affermative con totale valore di negatività. Qualora nelle frasi interrogative si offre qualcosa oppure si dà per scontato una risposta affermativa verso qualcosa, si utilizza some invece di any. ESEMPI
La dizione di articolo partitivo è comunque legata alla grammatica italiana, dato che la maggior parte dei dizionari indicano any e some come aggettivi. Pronomi personali complemento [modifica]I pronomi personali oggetto rispondono alle domande "chi?", "che cosa?". Corrispondono alle persone e in inglese essi sono dati da:
In presenza di verbi transitivi essi vanno posti solitamente dopo il verbo. frasi conaggettivo possessivo complemento: WE LOVE HIM THEY ARE WITH ME YOU TELL ME Aggettivi dimostrativi [modifica]Gli aggettivi dimostrativi servono ad indicare la vicinanza o la lontananza di un oggetto, di una persona o di un animale rispetto alla posizione del parlante. Essi si accordano in numero (unico caso nella lingua inglese) con il sostantivo a cui si riferiscono. Essi sono:
Il genitivo sassone [modifica]Il genitivo sassone indica un rapporto di appartenenza in cui sono presenti due elementi: un possessore e una cosa posseduta. Esso è contraddistinto da ‘s, che andrà al possessore. ESEMPI
Per i possessori inanimati che non sanno di possedere delle caratteristiche intrinseche, bisogna porre prima la sua caratteristica + la preposizione di specificazione + il possessore inanimato. ESEMPI
Da notare che nel parlato si utilizza ‘s anche per le cose inanimate. Vi è inoltre un utilizzo particolare del genitivo sassone, ovvero quando sta ad indicare un domicilio presso il quale una persona vive (esempio: Stiamo andando da Mary, We are going to Mary's) e, nell'inglese britannico, quando indica un negozio presso il quale una persona esercita una determinata professione (esempio: Sta andando dal panettiere, She's going to the baker's [U.S. to the bakery]). Il genitivo sassone si usa per indicare un possesso, ed è costituito da una 's che segue il nome del possessore. Esempio: Paul's sister(la sorella di Paul) Il possessore si trova sempre davanti alla cosa posseduta. Se il nome è plurale solo l'apostrofo indica la presenza del genitivo sassone. The girls' club, the men' s club. Se i possessori sono più di uno solo l'ultimo nome è seguito dalla s del genitivo sassone. Jack and John' s mother. Il doppio genitivo [modifica]Il doppio genitivo è un costrutto che comprende sia l'utilizzo del genitivo sassone, sia l'utilizzo della preposizione di specificazione of. A livello di significato, oltre alla valenza del possesso, si ha anche quella relativa ad un insieme di elementi. Si è soliti fare riferimento ad un elemento che si distingue dall'insieme, oppure ad un numero consistente o esiguo di elementi, a cui si indirizza il messaggio comunicativo. Vi sono tre ordini sintattici per il doppio genitivo. Essi sono:
Quando è espresso un possessore, esso va posto alla fine dell'espressione o prima degli elementi di riferimento (esempio: a friend of Sally's / one of Sally's friends, un amico di Sally). Da notare che è sempre un costrutto doppio: non esiste quindi a friend of Sally, ovvero senza 's. Pronomi possessivi [modifica]Il pronome possessivo è un elemento che non ha bisogno di alcun sostantivo, in quanto lo sostituisce. Si dice possessivo poiché si riferisce al possesso materialistico di un oggetto a livello personale. I pronomi possessivi inglesi sono:
ESEMPI La mia maglia è rossa e la tua è verde, My T-shirt is red and yours is green. La mia penna non scrive molto bene, invece la sua sì, My pen doesn't write very well, whereas his / hers does. Sostantivi numerabili e non numerabili [modifica]Si dice "sostantivo numerabile" (countable noun, count noun) quando di esso si possono contare le singole unità, mentre si dice "sostantivo non numerabile" (uncountable noun, non-count noun, mass noun) quando esso possiede solo il singolare, al contrario del sostantivo numerabile, che ha anche il plurale. I sostantivi non numerabili sono costituiti da sostanze liquide, materie prime, o da categorie.
Quantificatori [modifica]I quantificatori servono ad aumentare o diminuire la quantità di un sostantivo numerabile o non. Si possono usare dei quantificatori in senso maggioritario, ossia andando ad incrementare la quantità di un elemento. Davanti a un sostantivo non numerabile si mette much (molto), mentre davanti ad un sostantivo numerabile si mette many (molti). Si può utilizzare indistintamente, sia davanti a sostantivo numerabile che non, a lot of (molto, molti). In senso minoritario, ossia laddove si va a togliere quantità ad un elemento, si mette little (poco) se il sostantivo non è numerabile; se, invece, è numerabile, si mette few (pochi). Per diminuire una quantità già limitata, si adopera l’articolo indeterminativo a davanti al quantificatore stesso (a little, pochissimo; a few, pochissimi). Comparativo e superlativo [modifica]Il comparativo [modifica]Il comparativo presuppone un paragone fra due termini. Il secondo termine viene introdotto da than per quanto concerne il comparativo di maggioranza e di minoranza, mentre viene introdotto da as nel comparativo di uguaglianza.
Occore analizzare la natura dell’aggettivo: se esso è monosillabico, bisogna aggiungerci il suffisso -er (esempio: tall, taller; fat, fatter). Se l’aggettivo è bisillabico, ci sono due modi di formare il comparativo: o aggiungendo -er (esempio: easy, easier), o in qualche caso anche anteponendo all’aggettivo more. Se l’aggettivo è polisillabico, esso di solito è preceduto da more (esempio: interesting, more interesting; beautiful, more beautiful).
Si antepone sempre less davanti all’aggettivo, qualsiasi sia la sua natura (esempio: mad, less mad; easy, less easy; interesting, less interesting).
Si antepone all’aggettivo as, e lo si pospone anche, qualsiasi sia la sua natura (esempio: fat, as fat as; easy, as easy as; beautiful, as beautiful as). Nella forma negativa, si può sostituire il primo as con so, o lasciare intatto (esempio: fat, not as/so fat as). Il superlativo [modifica]La forma superlativa è una forma eccelsa di una cosa o di una persona. Esistono due tipi di superlativo: assoluto e relativo. Il superlativo relativo si forma anteponendo the most all'aggettivo, questo vale per gli aggettivi lunghi due o più sillabe; le preposizioni che lo seguono sono in (per i luoghi) e of (tra le persone). Si forma anche aggiungendo -est all'aggettivo stesso, di una sillaba o anche di due (quindi quelli di due sillabe seguono l'una o l'altra regola). Il superlativo assoluto in inglese non esiste come per l'italiano; si può scrivere due volte very, per esempio. Pronomi relativi [modifica]Il pronome relativo è quel pronome che fa riferimento ad una persona, ad una cosa o animale, ad un concetto astratto. Il pronome relativo si divide soggetto ed oggetto; in essi dobbiamo effettuare un’ulteriore distinzione, fra persone e cose, animali, concetti astratti.
who (persone); which / that (cose, animali, concetti astratti).
who (persone:soggetto);"whom" (persone:c.oggetto) which / that (cose, animali, concetti astratti). Se il complemento oggetto precede il soggetto della frase, si preferisce omettere il pronome relativo (esempio: È l’uomo che vedo ogni giorno attraversare la strada, He’s the man I see every day crossing the street). NB. In presenza del pronome relativo soggetto who in una frase interrogativa, non si adopera l’ausiliare do, does e non si mette il soggetto, in quanto esso è già chiaramente espresso da who (esempio: Chi beve vino?, Who drinks wine?; Chi ha lavato i piatti?, Who washed the dishes?). Pronome relativo + preposizione [modifica]Quando abbiamo un pronome relativo assieme ad una preposizione, vi sono tre possibili ordini sintattici:
Pronomi riflessivi [modifica]I pronomi riflessivi servono a riproiettare un'azione sul soggetto agente e si accordano in numero con esso. Sono i seguenti:
Da notare che alcuni verbi che in italiano richiedono il pronome riflessivo, questo in inglese può essere omesso, in quanto sottinteso nell'azione. ESEMPI Mi sono tagliato i capelli - I've cut my hair. Mi sono tagliato con un coltello - I've cut myself with a knife. Il pronome riflessivo anche dopo una preposizione in un imperativo esortativo (esempio: Abbi cura di te - Take care of yourself). Altri usi dei pronomi riflessivi hanno il significato di "fare da soli" o un utilizzo enfatico in accordo con il soggetto (esempio: Si è fatta l'abito da sola - She made her dress by herself; Tu stesso hai visto cos'è successo - You yourself saw what happened). Il pronome riflessivo che indica reprocità fra due persone è each other oppure one another (esempio: Ci conosciamo da molti anni - We've known each other / one another for many years). La forma impersonale del pronome riflessivo è oneself. Verbi modali [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Voci correlate [modifica] |