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| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_olandese Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.orgLingua_olandese Lingua olandese
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La lingua olandese (o nederlandese/neerlandese), nome nativo Nederlands (IPA: /ˈne:dərlɑnts/), è una lingua che appartiene al gruppo delle lingue germaniche occidentali. |
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Area di diffusione della lingua olandese in Europa
È diffusa come lingua materna e ufficiale nei Paesi Bassi e nel Belgio (insieme al francese e al tedesco), dove è ufficiale nelle Fiandre e nella Regione di Bruxelles-Capitale (quest'ultima ufficialmente bilingue, sebbene per il 90% francofona[1]) e dove viene generalmente chiamata fiammingo (Vlaams). Fuori dall'Europa l'olandese costituisce la lingua ufficiale dello stato sudamericano del Suriname (ex colonia dei Paesi Bassi), dove negli ultimi decenni si è evoluta da lingua seconda a lingua materna principale degli abitanti. È inoltre ufficiale, e parlata in questo caso come lingua seconda, nei territori caraibici del Regno dei Paesi Bassi: Aruba (dove la lingua materna degli isolani è il papiamento) e le Antille Olandesi (dove le lingue materne degli abitanti sono rispettivamente l'inglese, nelle piccole Sint Maarten, Saba ed Sint Eustatius, e il papiamento nelle più grandi e popolose Curaçao e Bonaire). La Nederlandse Taalunie (alla lettera: Unione della lingua nederlandese) è un'organizzazione internazionale fondata nel 1980 allo scopo di raccogliere i territori aventi in comune la lingua olandese: ne fanno parte i Paesi Bassi (comprese le dipendenze caraibiche), la Comunità fiamminga del Belgio e, dal 2004, il Suriname. Piccole minoranze linguistiche fiamminghe sono riscontrabili anche nelle Fiandre francesi (Nord-Passo di Calais)[2][3]. In Indonesia la lingua ha una certo rilievo dal punto di vista storico (l'Indonesia fu colonia dei Paesi Bassi fino al 1949) ed è importante soprattutto per ragioni archivistiche e giuridiche. È da ricordare che la lingua afrikaans, parlata in Sudafrica e in Namibia (sia come lingua materna da parte della popolazione di origine boera e dalla maggioranza di quella di origine mista, sia, come lingua seconda, da larga parte della popolazione sudafricana), è strettamente imparentata con l'olandese. Le sue particolarità grammaticali (mancanza quasi totale di coniugazioni del verbo e dell'imperfetto, negazione doppia, un solo genere grammaticale) e lessicali (l'introduzione di un discreto numero di parole derivanti da dialetti africani) ne hanno fatta una lingua a sé stante, sviluppatasi indipendentemente a partire dall'olandese del Settecento, tuttavia l'apprendimento fluente dell'olandese è molto semplice per un locutore di afrikaans e le due lingue presentano un buon grado di mutua intelligibilità.
Olandese o nederlandese? [modifica]Questa lingua è comunemente nota in lingua italiana come olandese, già a partire dal Seicento, a causa del predominio commerciale delle due regioni che formano l'Olanda, termine usato in italiano, altrettanto imprecisamente, per indicare tutti i Paesi Bassi. In precedenza gli italiani si riferivano spesso a questa lingua denominandola fiammingo, a causa del più antico prevalere della cosiddetta Fiandra Belga, situata nella metà settentrionale del Belgio e opposta alla Vallonia di lingua francese, che costituisce invece la metà meridionale. La capitale Bruxelles, geograficamente situata nelle Fiandre, è invece un'isola ufficialmente bilingue francese/olandese, sebbene a larga maggioranza francofona (85-90%). Per quanto olandese sia il termine italiano più comunemente usato per indicarla, questo termine può dar luogo ad ambiguità interpretative: in lingua originale Hollands, e non Nederlands identifica per i linguisti moderni solo il dialetto olandese: un conglomerato dei dialetti di due sole province dei Paesi Bassi, l'Olanda Settentrionale (Noord-Holland) e l'Olanda Meridionale (Zuid-Holland). La traduzione italiana più foneticamente aderente all'originale Nederlands sarebbe lingua nederlandese o neerlandese, anche se questi termini vengono usati molto raramente e per lo più in ambito accademico, essendo, come accennato, storicamente di uso comune in italiano identificare i Paesi Bassi con il termine "Olanda", e la lingua ufficiale di questo paese come "lingua olandese". È da notare come a partire dagli anni novanta del 1900 alcune Università italiane hanno modificato il nome dell'insegnamento impartito in "Lingua e Letteratura Nederlandese", viceversa altre mantengono tuttora la vecchia denominazione di "Lingua e Letteratura Olandese e Fiamminga". Storia [modifica]
Il primo documento in questa lingua è comunemente ritenuto un testo del XII secolo le cui prime parole sono Hebban olla vogala, ma vi sarebbero altre attestazioni ben anteriori . Dialetti [modifica]Nella lingua olandese, esistono due principali dialetti. Il Pella Dutch, che è parlato nella città di Pella in Iowa, deriva dal dialetto Zuid-Gelders dei Paesi Bassi. Il secondo dialetto è il Frans-Vlaams (fiammingo vallone), che è parlato nell'odierna Francia settentrionale. Il Frans-Vlaams viene parlato da una minoranza nella zona di Cassel e Hazebrouck; è un dialetto simile al fiammingo occidentale, che viene parlato nel Belgio. Grammatica [modifica]
Regole essenziali dell'ortografia L'ortografia olandese (in cui, a differenza del tedesco, non si utilizzano le maiuscole per indicare sistematicamente i sostantivi, tranne in casi particolari, come in italiano) si basa fondamentalmente sulla suddivisione dei vocaboli in sillabe. In olandese abbiamo dunque due tipi di sillabe:
È perciò importante rispettare le seguenti regole: Le vocali a, e, o, u quando hanno un suono lungo sono rappresentate da due lettere in una sillaba chiusa ed una lettera in una sillaba aperta. Quando le stesse vocali a, e, o, u hanno un suono breve, si ritrovano in una sillaba chiusa. Pronuncia [modifica]Consonanti [modifica]
Dove i simboli appaiono in coppia, quello di sinistra rappresenta la consonante sorda e quello di destra la consonante sonora. Note:
Peculiarità e tratti tipici:
L'articolo [modifica]L'articolo determinativo
L'articolo è una parte del discorso invariabile, infatti i casi si formano analiticamente, abbinando cioè l'articolo ad una preposizione (come in italiano). Si dirà perciò het boek van de jongen (il libro del ragazzo) e ik geef het boek aan de jongen (do il libro al ragazzo). Ma in alcune frasi idiomatiche o nei nomi di alcune città, si sono conservate le antiche declinazioni sintetiche (come in latino), quali i genitivi des e der e il dativo singolare den. Ad esempio, in naam der koningin (in nome della regina), op den duur (alla lunga) e Den Haag (L'Aia). L'articolo indeterminativo L'articolo indeterminativo per tutti i nomi singolari è een (/'e:n/). Nel plurale non esistono articoli indeterminativi. Non si mette mai un articolo davanti alle parole indeterminative. Ad esempio, boeken (dei libri). Il comparativo [modifica]Come in tedesco (mentre in inglese solo per gli aggettivi monosillabi), si aggiunge il suffisso sintetico -er agli aggettivi. Esempio: rijk [rèik] (ricco) - rijker [rèiker] (più ricco -rispetto a qlcs/qlcn-) Attenzione! Ci sono vocaboli irregolari che al comparativo hanno una forma differente, come: goed ['ɣut] - buono (che al comparativo diventa beter, conservando quindi il suffisso comparativo -er, ma cambiando il tema radicale). Il superlativo [modifica]Il superlativo si forma aggiungendo il suffisso sintetico -st all'aggettivo di grado positivo. Esempio: rijk -> rijkst. Naturalmente, esistono delle eccezioni. Ad esempio, goed ['ɣut] diventa best, conservando il suffisso superlativo -st, ma cambiando la radice. L'avverbio [modifica]In olandese, gli avverbi sono invariabili e per alcuni avverbi di qualità si usano i corrispondenti aggettivi. Es: goed = buono Zij spreken goed = Essi parlano bene. Il verbo [modifica]I verbi olandesi si dividono in tre categorie: forti, deboli e irregolari. Ecco elencate le loro caratteristiche. I verbi forti formano il preterito (o imperfetto) e il participio passato modificando la radice, per un processo detto apofonia (modifica del suono vocalico radicale, a seconda dei tempi verbali). Si dividono in sette classi, che possono avere a loro volta due tipi ciascuna, a seconda della vocale radicale dell'infinito (la settima classe, riunendo verbi di diversa provenienza, presenta però alcune tradizionali peculiarità):
I verbi deboli formano l'imperfetto aggiungendo:
I verbi deboli formano il participio aggiungendo:
I verbi irregolari non fanno uso di queste regole e si declinano in modo diverso. Ad esempio:
Verbo essere, tempo presente
La forma di cortesia, U (sempre maiuscolo), può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U bent/is
La forma di cortesia può prendere sia la seconda che la terza persona singolare: U hebt/heeft
Per la forma di cortesia, è più utilizzata la seconda persona singolare: U zult
Esempi: Heb je een pen? --> Hai una penna? Morgen kom je niet. --> Domani tu non vieni.
Esempio: Heeft/Hebt u een pen? --> Ha (lei) una penna?
a. col presente indicativo di "hebben" oppure b. col presente indicativo di "zijn" più, in entrambi i casi, il participio passato del verbo in fondo alla frase. La scelta fra i due ausiliari si basa sul grado di agentività del soggetto, in modo analogo all'italiano. Esempio: a. Ik heb dat verhaal verteld. (= Ho raccontato quella storia) b. Hij is in Rotterdam geweest. (= È stato a Rotterdam) Analisi del periodo [modifica]Affinché si comprenda meglio il modo in cui l'olandese forma le frasi, bisogna avere qualche rudimento dell'analisi del periodo, in quanto in questa lingua le frasi cambiano la propria struttura in base al tipo di proposizione con la quale si sta parlando. Note [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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