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| Divina Follia |
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| Grazie a http://www.divinafollia.altervista.org |
| Il navigatore perenne |
| _____Tante cose io so Tante cose io so. So che vorrei essere una farfalla so che sapore hanno le lacrime so che fa male abbracciare il vuoto so che la sete mi tormenta so che domani ? vicino quanto lontano so che il castello dei miei sogni trabocca so che l?esilio ? amaro pi? del fiele so che voglio vivere?. ma? so anche che i tuoi occhi, dopo l?amore, mi incantano ______Il setaccio Tesa attraversata dalla luce nascente dell?alba di ogni giorno, una fittissima rete cala a barriera dei miei sogni. |
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| Trama e ordito ugualmente stretti e sottili da non parere che esistano, premono tuttavia sulla voglia di emergere delle mie notturne emozioni contro le rigide difese poste dalla mia specie per me contro di me. N? potr? mai sapere o intuire quanto pi? giusto sia essere io funzionale alla specie piuttosto che la specie a me. ______TETRALOGIA Prima parte: ?Cos? assolutamente bella? Quel pomeriggio di una primavera ancora solo voglia di esplodere, quando ti dissi sei troppo bella e inaspettatamente turgide gemme esplosero in reconditi anfratti morbidi di muschio e ti vidi arrossire come non s?usa ora? Quel pomeriggio i tuoi occhi d?acquamarina vidi farsi pi? trasparenti ancora. Ma io riuscir?, un giorno, a trovare l?antico strumento che abbia il giusto timbro per poterti spiegare (sai?) spiegarti veramente quanto sei e perch? sei cos? assolutamente bella. Seconda parte: ?I tuoi occhi? I tuoi occhi immensi di azzurro, conchiglie d?infinite trasparenze. Acquamarine levigate dolcemente a lungo dal tuo pur breve tempo. Profondissime offerte di impossibili ricordi di ancestrali cieli. Ridenti anche nel rossore improvviso del tuo volto un giorno. Un giorno di primavera. I tuoi occhi. Tu. Terza parte: ?Tu sempre? Ho promesso un giorno alle tue trasparentissime iridi di raccontarti quanto e come sei bella. Oggi hai finto di non ricordartene. Lo sai gi?, o hai paura che te lo dica? Quarta parte: ?Come? C?? ora in me la voglia di dirti, di raccontarti, non quanto, non perch?, ma come, come sei bella. (Saper cogliere dall?eterno vocabolario inconsultabile le parole del come!) Come l?alabastro delle tue mani che si fonde sulla mia fronte d?uomo, come l?acquqmarina dei tuoi occhi (i tuoi occhi, amore) che si scioglie in infinite profonde iridescenze quando dici ti amo, come il miele del tuo seno, dolcissima offerta alla mia sete d?amore? come l?alterna paura del tuo io che oscilla fra la voglia di esplodere e quella di chiudersi? come il fuoco della tua offerta, come il fremito del tuo desiderio, come l?oro dei tuoi capelli, come la flessuosit? del tuo corpo di giunco, come la musica della tua voce, come la tua innocenza aperta alla nuova ipotesi d?essere, come il fiore delle tue labbra di nettare, come l?alba del tuo sorriso, come il cristallo delle tue parole non dette ancora, come il buio dei tuoi rifugi, come le tue braccia aperte a ricevermi nel nuovo mondo nostro, come? Cos?, oltre gli spiragli delle nostre antiche paure, vogliamo ora immergerci nella struggente tenerezza del nuovo essere noi. Cos?. _____Il sole di Sunba Il sole di Sunba ti brucia: ti entra dal cranio a disseccare il tuo corpo ed i tuoi pensieri. Trafora la tua pelle sciogliendola in stille calde d?infinito sudore. Ti possiede in toto. Per atavico istinto cerchi un triangolo d?ombra disegnato in perfetta geometria dai candidi muri di calce. Bianco. Nero. Entri nella zona nera a cercare una pace che non trovi, perch? il sole ti richiama, ti vuole. E come drogato ti rituffi nelle sue fiamme. Non puoi farne a meno. Non sai nemmeno se sei vittima offerta o gi? parte di lui. ______Mescalito C?? quest?altra notte al cui molo attracca puntigliosamente, la mia barca. Come al molo di tutte le notti senza sonno, misurate fra le righe dell?arido lunario di carta assorbente ove si essicca il siero dei miei multiformi globuli. Ma non sarebbe forse pi? umano se in queste ?white sparkling nights? chiamassi un esperto Don Juan a prepararmi il mescalito giusto per imparare a riconoscere lo squarcio fra i densi oscuri drappi tesi fra l?essere ed il sapere? ______Dove Voglio tornate laggi? nelle mie isole, a respirare l?incantata atmosfera densa di vapori d?argentee albe e di indescrivibili colori di tramonti ove i miei occhi si schiariscono di attonita impensata meraviglia. Voglio tornare e incontrare i meravigliosi occhi delle loro donne, simboli dell?assoluto estetico del loro essere vive. L?incandescente luce del loro sole scioglie, rarefacendola, l?aria dei loro templi le cui ancestrali ma sempre diverse strutture sono fondenti preghiere a ignoti iddii. Ove io stesso mi fondo. Ove le mie emozioni sono consapevolezza umile, ma certa del sentire me immerso nell?eterno, cosciente, puro fluire dell?essere. ____Paese Vorrei, girando un angolo qualsiasi delle strade del mio paese, vorrei incontrare uno, uno a caso anche mai visto e dirgli ciao. Vorrei che fosse come me, ora, e che non mi chiedesse perch?. Perch? vorrei dirgli che questo strampalato paese ha dei momenti come questo, quando gli altri sono stanchi di esserci e noi no, e loro se ne vanno e lasciano a noi la piazza deserta ed i silenzi ove si addensano le presenze di noi che malinconicamente, quasi, cominciamo a riviverlo, proprio negli spazi di loro assenti ove l'aria ? pi? trasparente e pulita ed il sole pi? morbido ai nostri polmoni di trasgressori che possono regalarsi un wisky di pi?, e non ? neanche il caso che ci raccontiamo cose difficili, perch? comunque non ci darebbe fastidio capirle, e poi dirci ancora ciao, e prendere strade diverse che non vanno lontano. _____E' tardi ormai Il tempo si sfalda lento in esili scaglie che inarrestabilmente scivolano sulla mia pelle stanca. Lo specchio del mare ? gi? opaco. L?orlo delle nubi (sopito il temporale) sfuma pianamente verso l?ombra leggera della prima notte. I sogni si quietano. Solo un ricordo antico d?amore rester?, in silenzio, a tenermi la mano. ______Poesia Oggi, ho ancora, in mio oscillante potere, un foglio di carta bianca ed una matita, la mia preferita matita. Tentazione alterna, incerta, fra la parola e la compiuta essenza d'un foglio pago del suo candore. Lunghissime lettere o essenziali epigrafi o armoniosissime cantiche mi tentano. Ma dir? solo di me a me se le parole saranno mai supporto degno alle emozioni. O non dir?, se l'alternanza del pendolo porter? solo, a me solo, voglie di silenzio. Che il tempo si dipani dai suoi bozzoli inesausti, poich? tutto cade da lui. Che le cose succedano quando l'ora ? matura, purch? succedano. E tutto questo ? pur vero, al di l? della mia diafana capacit? o presunzione d'esserne misura. |