|
| Pubblicità |
|
|
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Melanconia Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/Melanconia MelanconiaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.La melanconia (o melancolia) a differenza della malinconia, non è una lieve forma di depressione, bensì uno stato d'animo. Melanconia deriva dal latino melancholia che a sua volta trae origine dal greco: mélas che significa nero e cholé che significa bile, quindi "bile nera". |
|
|
Gli antichi Greci ritenevano che i caratteri umani e di conseguenza i loro comportamenti, fossero frutto della varia combinazione dei quattro umori base, ovvero Bile nera, Bile gialla, Flegma ed infine il Sangue (umore rosso). Questi "umori", ovvero liquidi (dal greco ygros - umido, bagnato), proprio in conseguenza delle credenze antiche, significano "stati d'animo" e si ritrovano ancora oggi il carattere melanconico, quello flegmatico (flemmatico), quello sanguigno ed infine quello collerico. Di per sé quindi ciascuno dei quattro umori non era una malattia: uno squilibrio che si veniva a creare tra i quattro. poteva però condurre alla malattia ed infine alla morte. Il carattere melancolico era abbinato al clima freddo e secco, l'autunno, ed il suo elemento era la terra. Gli antichi popoli indoeuropei abbinavano a questi quattro umori cicli del creato, come l'alternarsi delle stagioni. Vi è da notare che la medicina Ippocratica è perdurata in Europa fino al diciannovesimo secolo, un paio di secoli fa: la "moderna" teoria di Jung sui caratteri e sui temperamenti é dei primi anni del ventesimo secolo. La melanconia è un "umore nero" non nel senso moderno di rabbia o stizza, ma più intesa come un dolce oblio, una leggera venatura di tristezza che pervadeva il carattere, rendendolo profondo ed orientato alla pace ad all'introspezione. Ancora oggi riconosciamo agli artisti un carattere prevalentemente melanconico, proprio per questo capace di cogliere gli aspetti della vita che sfuggono ai più audaci ed irruenti. |
|
http://www.comunicati.net/comunicati/varie/44196.html
Depressione (melanconia) e mania nella storia antica. Nelle culture dell’antichità (babilonese, egiziana, ebraica) si ritrovano descrizioni di oscillazioni dell’umore che oggi verrebbero inquadrate nell’ambito del disturbo bipolare; a quel tempo esse venivano attribuite all’intervento di forze soprannaturali o divine ed erano spesso considerate come una forma di punizione. Ippocrate, nel IV secolo a.C, respinse queste interpretazioni di tipo etico-religioso e considerò il cervello sede dell’affettività e di ogni altra manifestazione psichica: «... da null’altro si formano i piaceri e la serenità e il riso e lo scherzo se non dal cervello, e così i dolori, le pene, la tristezza e il pianto». A lui dobbiamo le prime descrizioni cliniche dei disturbi dell’umore ed il termine “melancolia”, affezione considerata conseguente all’azione patogena della “bile nera” sul cervello (dal greco: mèlas = nero, cholè = bile). Egli pose l’accento sulla periodicità della malattia, rilevandone la stagionalità, e delineò i quattro tipi temperamentali in grado di predisporre ai diversi disturbi mentali: collerico, melanconico, sanguigno, flemmatico. Ciascuno di questi temperamenti sarebbe derivato dall’eccesso degli umori corrispondenti: bile gialla, bile nera, sangue e flegma; ad esempio, secondo la scuola ippocratica la mania (collera) era provocata da un eccesso di bile gialla. Approfondimenti ulteriori nella sezione NEWS di www.psichiatria-online.it Visita anche Il Forum di Psichiatria |