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rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Moige Cronologia http://it.wikipedia.orgMoige MoigeDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Il Moige, acronimo per Movimento italiano genitori, è un'associazione di promozione sociale impegnata nell'ambito sociale ed educativo; le sue attività sono rivolte alla tutela dei diritti dei genitori e dei minori. Aderisce all'EPA - European Parenting Association, federazione europea che raggruppa le più rappresentative organizzazioni di genitori. |
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L'associazione dichiara di rappresentare 30.000 soci.[1]
Finalità [modifica]Lo scopo sociale del Moige consiste nello svolgimento di una azione "apartitica e aconfessionale" «per la promozione e la tutela dei diritti dei genitori e dei minori nell'ambito della vita sociale». Nel contempo il Moige si propone di «aiutare ed orientare i genitori nel loro importante e delicato compito educativo». Il Moige nacque circa 10 anni fa dall'iniziativa di un gruppo di genitori che si posero l'obiettivo di costituirsi come mediatori di un ampio confronto di idee, proposte e necessità poste dai genitori stessi, in modo da trasformarsi in interlocutori istituzionali capaci di manifestare tali segnalazioni in modo concreto nei confronti di enti pubblici e privati. Le aree di intervento nelle quali attualmente l'associazione è coinvolta riguardano:
Iniziative sociali [modifica]Tra le iniziative sociali in cui il Moige è attualmente impegnato a livello nazionale si distinguono:
Altro fronte importante nell'attività dell'associazione è quello della prevenzione pedofilia. Il Moige propone il suo impegno direttamente presso le scuole elementari mediante un teatro itinerante di burattini. L'iniziativa, secondo i portavoce della associazione, «sta riscontrando consensi positivi riguardo soprattutto l'efficacia e la competenza con la quale temi di così grande importanza vengono trattati». In alcuni casi le azioni del Moige sono state supportate da sponsor industriali.
Aspetti controversi [modifica]Il Moige, nonostante le sue finalità di intervento, anche a causa della sua esposizione mediatica ha subito notevoli critiche da parte di coloro che ritengono la sua organizzazione poco conforme a criteri di trasparenza e democrazia interna; inoltre è stata avviata una petizione per abolire i poteri decisionali del Moige riguardo censure e programmazioni televisivo-cinematografiche. Ciononostante, l'azione del Moige trova sostenitori tra coloro che ritengono l'opera dell'associazione utile nell'ambito dei temi riguardanti la famiglia e l'educazione.
Trasparenza sull'organizzazione [modifica]L'organizzazione sostiene di rappresentare «un discreto numero di genitori sul territorio nazionale», dichiarando di avere 35.000 soci iscritti (al 2007). Tali dati possono essere verificati in sede, pur non essendo di fatto pubblicati sul sito istituzionale. Stando a questi dati l'associazione rappresenta dunque una percentuale irrisoria dei genitori italiani (rappresentando di fatto circa 1 genitore su 700).[2]
Sessualità [modifica]Nonostante si definisca aconfessionale,[3] i valori e i contenuti ideologici sostenuti dal Moige coincidono per lo più con quelli tipici dell'ortodossia cattolica. Se ne trova conferma in documenti relativi ad argomenti come la sessualità o la famiglia, documenti che rispecchiano con notevole fedeltà le dottrine dell'ala più conservatrice della Chiesa cattolica. Sul sito ufficiale dell'organizzazione, fino al 2004, era presente un corso di educazione sessuale tenuto dalla professoressa Leda Galli Fiorillo, in realtà docente di biologia, ma secondo il sito esperta della materia. Il corso non è più presente sul sito attuale, ma è reperibile, grazie a varie copie della cache qui. L'associazione sostiene comunque di non aderire a federazioni di associazioni cattoliche e di non avere rapporti con le gerarchie ecclesiastiche. Il Moige sostiene inoltre che nei suoi documenti mai si farebbe riferimento a tali dottrine e che le posizioni proposte hanno sempre una valenza scientifica. Negli statuti e nei documenti del sito istituzionale non è messa in evidenza l'appartenenza ad alcuna confessione religiosa. Il corso di educazione sessuale in questione affronta varie tematiche: dai rapporti pre-matrimoniali alla contraccezione, dalla masturbazione all'omosessualità.
Rapporti pre-matrimoniali [modifica]Il Moige dedica una intera lezione ai rapporti pre-matrimoniali, sia fra giovanissimi che fra adulti. Dichiara che sarebbe più appropriato chiamarli a-matrimoniali perché pre dà per scontato che il matrimonio verrà celebrato in futuro, cosa che spesso non accade[4] [4] Condanna duramente entrambi i tipi di rapporti affermando:
Il Moige sostiene che se un adolescente fa sesso è per puro piacere edonistico ed egoistico e che questo introduce un profondo disordine nello sviluppo della sua personalità; non può inoltre comprendere il vero senso del gesto, in quanto non è ancora capace di amare e non è in grado di accettare le conseguenze causate dal sesso, ovvero le responsabilità come quelle di scegliere se portare avanti o meno una eventuale gravidanza ovvero ricorrere all'aborto, che l'associazione condanna duramente. Dato, quindi, che l'organizzazione è sia contro l'aborto sia contro l'uso dei contraccettivi, l'adolescente e chiunque non sia sposato, dovrebbero rimanere casti.[4]
Omosessualità [modifica]Il Moige dedica tre lezioni di educazione sessuale all'omosessualità, che viene definita devianza sessuale e viene deplorata come malattia. Il Moige stesso si è dichiarato spesso contrario a iniziative in favore dei diritti gay.[5] Infatti il Moige risponde di conformarsi, sull'argomento, al pensiero di numerosi ed affermati psicologi del mondo anglosassone ed americano, come il prof. Joseph Nicolosi. Nicolosi è cofondatore e direttore dell'Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell'Omosessualità NARTH, associazione che appartiene all'ala estremista cattolica-Teocon, noto per le teorie sulla cura dell'omosessualità. Il testo di Nicolosi, Omosessualità, un nuovo approccio (Studi Cattolici n. 525, Milano, Sugarco, 2002), fa da riferimento per la posizione dell'associazione. Le tre lezioni sono improntate sul fatto che l'omosessualità può essere curata: sostengono infatti che non ha origini genetiche né deriva da squilibri ormonali, ma viene generata da fattori psichici, definiti fattori acquisiti e curabili con la psicoterapia.[6]
L'organizzazione fa anche un distinguo tra tendenza
omosessuale e comportamento sessuale. Afferma che chi ha attrazione per
membri del proprio sesso ma non ha rapporti affettivo-sessuali con loro e
che quindi frena la propria volontà e cerca di superare la propria
condizione, non ha una responsabilità diretta e quindi può essere curato
con successo, mentre chi asseconda la propria volontà ed ha rapporti con
membri del proprio sesso è direttamente responsabile e non può essere
curato.[7] Infine il Moige sostiene che, nonostante l'auto-denominazione di "gay", l'omosessualità sia uno stato di sofferenza molto profonda, assimilabile alle nevrosi, non suscettibile di essere lenita da nessun ribaltamento della mentalità corrente.[7] Viene enunciata, poi, una teoria sullo sviluppo dell'omosessualità. Sintetizzandola, il Moige sostiene che elementi di disturbo come traumi o la mancanza non compensata del padre durante i primissimi anni di vita porterebbe i figli maschi all'omosessualità e che la mancanza non compensata della madre, che stando a ciò che viene riportato, dovrebbe impegnarsi meno nella carriera, porterebbe le figlie femmine al lesbismo.[6]
Masturbazione [modifica]Una lezione del corso di educazione sessuale tenuto dalla professoressa Leda Galli Fiorillo per il Moige verte sulla masturbazione, condannata e scoraggiata. Viene disapprovato fortemente anche chi sostiene che sia cosa buona da praticare, in quanto mezzo di conoscenza di sé e delle proprie reazioni e chi la incoraggia come opportunità di crescita. Essa è descritta così:
Continua il Moige, affermando che l'uso ordinato della funzione sessuale e le sue finalità sono unicamente quella unitiva e quella procreativa. Il Moige cerca quindi di scoraggiare questa pratica, assicurando che non occorre praticare alcuna "scuola" di piacere sessuale e che gli adolescenti dovrebbero imparare a controllare le loro pulsioni.[8]
Fecondazione assistita [modifica]Riguardo alla neutralità dell'organizzazione per quanto concerne le questioni politiche, appare contraddittorio l'esplicito invito del Moige all'astensione per il referendum del 12-13 giugno 2005 circa la fecondazione assistita,[9] posizione assunta ufficialmente anche dalla Chiesa cattolica e dalla CEI. Nello specifico, ha dichiato:
Televisione [modifica]La notevole ed efficace pressione che l'associazione esercita sui media, ha fatto sì che il Moige agisse di fatto in modo diretto sui palinsesti televisivi italiani, imponendo orari di trasmissione specifici e censure per alcuni programmi. Secondo molti,[11] anziché suggerire ai genitori un uso consapevole del mezzo televisivo, grazie al quale educare il bambino a considerarlo una finestra aperta sia sugli aspetti belli che quelli sgradevoli del mondo esterno, il Moige si prefiggerebbe di trasformare lo stesso in un mezzo che possa trasmettere solo immagini "adatte ai minori" attraverso un'opera censoria volta a nascondere tutto ciò che è ritenuto sgradevole o non condivisibile in base alle proprie idee. Secondo queste critiche, con le sue censure il Moige non aiuta i genitori a educare i figli, ma tenta di sostituirsi a loro, imponendo a tutti i telespettatori scelte discutibili, che limitano (o cancellano) la libertà di scegliere da parte di chi invece sa usufruire correttamente del mezzo televisivo.
Film, serie e programmi tv [modifica]Poiché il Moige ritiene che la TV, in determinate fasce orarie, deve poter essere seguita da un bambino senza richiedere il controllo dei genitori, le sue critiche, ufficialmente frutto di segnalazioni da parte di genitori, si accaniscono spesso contro cartoni animati, sport ritenuti violenti (come il wrestling), film, pubblicità. Molte volte ha intentato (con successo) azioni legali contro dei telegiornali, colpevoli di aver mostrato immagini non adatte ai bambini, pur se giustificate dalla notizia che dovevano descrivere. L'associazione esercita inoltre pressioni anche relativamente a trasmissioni al di fuori della fascia protetta, quando invece il bambino dovrebbe essere seguito dai genitori. Essa ritiene infatti insufficiente il metodo dei bollini con cui vengono evidenziati i film adatti ai minori, affermando che in qualunque momento (anche a tarda sera) un bambino potrebbe assistere an un programma non adatto ed esserne traumatizzato. In ossequio a questa opinione, molti film, anche di notevole e riconosciuto valore, vengono trasmessi in seconda serata, oppure subiscono tagli di molte scene di sesso o particolarmente violente, anche significative e artistiche. Alcuni dei registi maggiormente penalizzati da queste censure sono stati Stanley Kubrick e Quentin Tarantino, i cui film sono spesso caratterizzati da forte violenza, scene di sesso e turpiloquio, ma sono ritenuti di indubbio valore cinematografico. Esempio evidente è lo spostamento dalla prima serata alle 23.10 e boicottaggio degli spazi pubblicitari per il programma di Italia 1 Bisturi (programma sulla chirurgia estetica) con Platinette e Veronica Pivetti, tanto che il programma ha visto quasi eliminare gli spot al suo interno e di conseguenza non è più stato riproposto.[12][13] Altri interventi che hanno creato sconcerto ed indignazione da parte di numerosi utenti televisivi sono lo spostamento della serie televisiva animata South Park in tarda serata (oltre mezzanotte e mezza) con annesso boicottaggio degli spazi pubblicitari, tanto che la serie non è stata più riproposta sulle reti in chiaro,[14] l'aggressiva polemica riguardo la programmazione della serie TV Will & Grace e I fantastici cinque (che trattano in forma di commedia i temi dell'omosessualità) hanno portato la seconda ad essere spostata in seconda serata ed in seguito cancellata, mentre la prima non ha subito cambiamenti;[15] l'associazione ha inoltre fortemente protestato per la presentazione dell'esecuzione di un condannato a morte, ricorrendo anche a vie legali.[16] Un altro programma che ha subito attacchi violenti da parte dell'associazione è stato Smackdown!, trasmissione settimanale di Italia 1 dedicata al wrestling. Il Moige critica la violenza dei combattimenti e in particolare l'apparente comportamento anti-sportivo dei lottatori, portati da esigenze di copione a colpirsi alle spalle e aggredirsi con oggetti come sedie e tavoli, anche al di fuori del ring. Il Moige sostiene che un bambino potrebbe ferirsi tentando di imitare le acrobazie, anche se nel programma viene ricordato più volte in vari modi che gli atleti del wrestling sono degli stuntman e di non emulare le mosse dei lottatori. Il wrestling, in Italia, va in onda dai primi anni '90, ma non si sono mai registrati particolari incidenti dovuti a tentativi di emulazione; nel periodo delle critiche a Smackdown!, però, i media hanno pubblicizzato alcuni fatti di violenza riguardanti adolescenti (come risse, aggressioni o incidenti sfiorati) associandoli in modo opinabile al programma. Negli ultimi mesi di programmazione, Smackdown! è stato spostato dal preserale del sabato al mattino, ma il passaggio è più imputabile ad un calo di popolarità del programma e del fenomeno wrestling, che invece negli anni 2004 e 2005 era diventato un fenomeno di massa.[17]. L'improvvisa cancellazione dello show dal palinsesto di Italia 1 è avvenuta a causa dell'omicidio-suicidio attuato da Chris Benoit; stando alle dichiarazioni ufficiali, tale episodio di cronaca nera male si conciliava con uno spettacolo come il wrestling che, per via un discutibile pregiudizio, viene considerato una disciplina rivolta ad un pubblico molto giovane, e come tale veniva trattato, a partire dalle telecronache. Tuttavia sono molte le voci di chi pensa che Italia 1 abbia aprofittato dell'episodio per eliminare dal palinsesto un programma che riscuoteva sempre meno ascolti e troppo spesso al centro di polemiche da parte delle associazioni dei genitori. Il Moige si è anche opposto alla trasmissione del film Lolita di Adrian Lyne, remake del famoso film di Stanley Kubrick, ed ha denunciato il regista e il distributore del film per istigazione alla pedofilia.[18] L'associazione ha anche attivamente operato per impedire la programmazione di Eyes Wide Shut, capolavoro di Stanley Kubrick, a più riprese: nel 2002, quando era in programmazione su Rete 4, bloccò il suddetto film, facendone trasmettere un altro, (ha quindi di fatto censurato l'intero film)[19], nel 2003 la rete Italia 1 riuscì a trasmetterlo senza censure, ma il Moige costrinse la rete a farlo slittare in seconda serata e con una premessa iniziale, che sottolineava il valore artistico del film e il fatto che non fosse adatto ai minori, nel 2005, su Canale 5, venne fatto slittare in seconda serata,[20] e infine nel 2007 il film è stato trasmesso su Canale 5 in prima serata, nonostante la viva protesta del Moige, tanto attiva da aver generato un caso giornalistico.[21]. Va ricordato che il suddetto film è stato distribuito con un divieto di visione dai minori di 14 anni e in tv è stato leggermente censurato.
Pubblicità [modifica]Uno dei casi più noti dell'attivismo del Moige, è stato il suo intervento di censura nei confronti dello spot televisivo in cui compare il pornoattore Rocco Siffredi che passeggia in mezzo a decine di ragazze colte in atteggiamento provocante.[22][23] L'attore, vantandosi di "averle provate tutte" sgranocchia patatine da un sacchetto, e alla fine compare uno slogan in cui vi è un evidente doppio senso basato sulla parola "patatina", accentuato dalla presenza di un attore di film hard. Nella pubblicità comunque non compaiono scene di sesso, di nudo o parolacce ma solo alcune donne vestite in maniera appariscente. Secondo il Moige, invece, la presenza stessa dell'attore Rocco Siffredi era elemento disturbante, sconveniente nei confronti dei bambini; il Moige non ha tuttavia mai spiegato il motivo per cui un bambino dovrebbe conoscere la storia artistica di Rocco Siffredi, a meno che non siano gli stessi genitori a illustrargliela. La censura dello spot fu oggetto di dibattito sulla libertà di espressione, creando in realtà una maggiore attenzione del pubblico attorno allo stesso. In modo molto provocatorio, la ditta produttrice, dopo poco tempo, ha trasmesso nuovamente lo spot; le scene mostrate sono esattamente le stesse, ma questa volta Siffredi non dice neanche una parola e non compare lo slogan incriminato ma un molto più asettico «Quelli della patatina». Un'altra campagna pubblicitaria che il Moige ha fatto censurare (in seguito ad un appello ai genitori) è quella realizzata da Oliviero Toscani per la marca di abbigliamento Ra-Re, giudicata volgare. Nelle foto appaiono omosessuali in atteggiamento scherzoso, ma il Moige precisa che avrebbe avuto la stessa reazione anche se non ci fossero state persone dello stesso sesso.[24][25]
Anime e cartoni animati [modifica]Un pregiudizio molto diffuso in Italia considera i cartoni animati come un prodotto destinato esclusivamente ai bambini, e che pertanto deve rispettare certi canoni di linguaggio e di contenuto; in realtà ciò è dovuto all'uso che di esso si è fatto in Italia, mentre nel resto del mondo viene considerato come un mezzo tecnico parificabile alle riprese dal vivo. La maggior parte dei cosiddetti cartoni animati trasmessi in Italia sono in realtà anime (cartoni animati giapponesi). In Giappone, dove c'è una cultura di massa al riguardo, gli anime vengono infatti visti in maniera massiccia anche dagli adulti, e proprio per questo motivo ne vengono prodotti per molti e differenziati target: per bambini molto piccoli, per bambini in età scolare, per adolescenti e pre-adolescenti e per adulti, e per ogni fascia d'età esiste un adeguato orario di programmazione, dalla mattina alla notte fonda in base ai contenuti del prodotto. In Italia gli anime vengono comprati dal Giappone senza rispettare il target per le quali erano stati concepiti: questo principalmente per scegliere gli anime più di successo in Giappone e quindi avere un riscontro positivo in termini di ascolti anche in Italia, indipendentemente dal fatto che in Giappone siano stati ideati e trasmessi per una certa tipologia di spettatore. Un altro motivo per cui viene fatto questo è il merchandising legato all'anime in questione; è prerogativa dei bambini infatti comprare oggetti legati ad un programma tv o ad un cartone animato che amano, mentre è molto raro per un adulto o un adolescente (salvo gli appassionati). Per far funzionare questo meccanismo, alcuni anime, pur essendo originariamente destinati ad un pubblico maturo, sono quindi censurati tagliando scene ritenute sconvenienti, per adattarli a presunto pubblico minorenne cui in realtà essi non sono affatto rivolti. Il cartone animato statunitense I Simpson è riuscito (anche se parzialmente) a far cadere questa convinzione, radicata ancora, tuttavia, nei confronti dei prodotti di animazione, in particolare giapponesi. L'episodio più evidente è rappresentato del noto cartone animato Sailor Moon: pesantemente minato da visibili tagli delle puntate (rimpiazzati da fermo-immagine o flashback per allungare gli episodi), è noto nelle accuse del Moige soprattutto per gli emblematici casi dei personaggi lesbici Heles e Milena, ed anche delle Sailor Stars, che nella versione originale si trasformano (grazie alla magia) da uomini a donne (più avanti nella serie, gli sceneggiatori italiani si sono inventati la storia delle "sorelle gemelle"). Sailor Moon è stato considerato dal Moige come portatore di «confusione sull'orientamento sessuale degli spettatori». Altri casi noti sono Piccoli problemi di cuore (per la storia del tradimento tra dei personaggi nella serie), Lupin III, È quasi magia Johnny (completamente censurato per la TV, ma ridoppiato senza censure per l' home video), ONE PIECE e Dragon Ball (ad esempio quando Goku bambino si mostra nudo, o quando il Genio Delle Tartarughe getta spruzzi di sangue dal naso, scena che rappresenta l'eccitazione sessuale); paradossalmente, molti anni fa, la serie di Dragon Ball è andata in onda su canali regionali priva di qualunque censura. Recentemente le pressioni del Moige hanno costretto Italia 1 a spostare I Griffin in seconda serata, proprio perché, essendo un cartone animato, si era erroneamente portati a considerarlo come un programma per bambini (nonostante, da ormai 10 anni, la fascia oraria 14:30 ~ 15:00 di Italia 1 sia riservata a cartoni animati "scorretti" come Simpsons, Futurama, Duckman e gli stessi Griffin). I Griffin sono stati inoltre pesantemente censurati, tagliando molte scene, e in qualche caso, anche interi episodi. Al contrario, sui canali di SKY, I Griffin vengono regolarmente trasmessi in diversi orari, anche durante il giorno e senza censura. I cartoni di produzione statunitense della Warner Bros. e dell'Hanna & Barbera, pur presentando scene di violenza anche molto cruente (es Wile E. Coyote e Road Runner o Tom & Jerry, dove spesso si vedono usare armi da fuoco, esplosivi e oggetti affilati in azioni che potrebbero essere emulate dai bambini più piccoli), sono immuni da critiche da parte dell'associazione. Il fatto che La7, MTV e Sky siano pressoché immuni da censure e cancellazioni (gli anime e i telefilm vanno in onda in versione integrale, sconsigliandone la visione ai minori o al pubblico più sensibile), ha fatto sorgere molti dubbi su quanto Rai e Mediaset impongano le loro scelte e quanto, invece, assecondino le richieste del Moige (e di gruppi analoghi con minore influenza), per motivi di audience o semplicemente per evitare ritorsioni e azioni legali (come ammesso dal responsabile dei cartoni animati di Italia 1, la cui iniziativa di autocensura è giunta al punto di eliminare preventivamente temi "scabrosi" come le prime mestruazioni di una delle protagoniste di una serie animata intitolata Temi d'amore tra i banchi di scuola (nel quinto episodio, intitolato Grandi cambiamenti).[26]
Videogiochi [modifica]Non sono rari infine gli attacchi verso i videogiochi, colpevoli di essere troppo violenti o espliciti in tema di sesso, nonostante questi abbiano già un loro sistema di valutazione che ne disciplina la vendita ai minorenni. Alcuni dei videogiochi più criticati sono stati Mafia e i vari episodi di Grand Theft Auto.[27] Il primo caso è emblematico, perché il gioco è accusato di esaltare un presunto lato buono della Mafia; in esso il protagonista, secondo questa interpretazione, riuscirebbe a riscattare una vita di fallimenti, diventando un ricco e rispettato mafioso. Il personaggio di Don Salieri, che prende sotto la sua ala protettrice il protagonista della storia, sarebbe quindi descritto come un buon uomo, che, in cambio di soldi, garantisce protezione al suo quartiere liberandolo dalla criminalità; la sua gente lo rispetterebbe, perciò, senza temerlo. Tuttavia la trama non è affatto questa, anzi proseguendo nel gioco ci si accorge che la storia, pur non presentando una vera e propria morale, offre spunti di riflessione sulle scelte del protagonista, che è ben lungi dall'essere felice della sua condizione. Tale errore di interpretazione può commetterlo chi abbia giocato solo le prime due o tre missioni (il gioco ne ha circa 20) o non abbia letto le recensioni specializzate, scritte da chi invece lo ha completato fino in fondo. La saga di GTA invece si riferisce esplicitamente ad un pubblico adulto, come indicato anche sulle copertine e sui CD stessi (con tanto di simboli PEGI), per cui non avrebbe senso censurare per riguardo verso i minori un titolo esplicitamente dedicato ai maggiorenni. Va ricordato comunque che gli stesso giochi, nella schermata iniziale, ricordano che si tratta di pura finzione e non si vuole in alcun modo esaltare certi comportamenti.
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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