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Categoria:Comuni della provincia di Napoli

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Napoli

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 Napoli
Stato:  Italia
Regione:  Campania
Provincia:  Napoli
Coordinate:
Latitudine: 40° 50′ 0′′ N
Longitudine: 14° 15′ 0′′ E
Altitudine: 142 m s.l.m.
Superficie: 117 km²
Abitanti: 1.000.470 31-5-05 
Densità: 8457 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Arzano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Cercola, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Portici, Pozzuoli, Quarto, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio, Volla
CAP: 80100
Prefisso tel: 081
Codice ISTAT: 063049
Codice catasto: F839 
Nome abitanti: napoletani o partenopei 
Santo patrono: San Gennaro e Santa Patrizia 
Giorno festivo: 19 settembre 
Sito istituzionale


 

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«Chist'è 'o paese d' 'o sole,
chist'è 'o paese d' 'o mare,
chist'è 'o paese addó tutt' 'e pparole,
so' doce o so' amare, so' sempe parole d'ammore!»
(Libero Bovio, D'Annibale, "'O paese d' 'o sole")

Napoli (Napule in napoletano), capoluogo della provincia omonima e della regione Campania, è una città di circa un milione di abitanti e 4.400.000 persone nell'area metropolitana (comprendente anche zone della provincia di Caserta, Avellino e Salerno). Napoli, la terza città d'Italia per numero di abitanti, è il più grosso agglomerato urbano del paese dopo quello di Milano ed è settima nella classifica delle aree urbane più popolose d'Europa. È da notare inoltre che a Napoli risiede un quinto dell'intera popolazione regionale e nella sua provincia oltre la metà di essa.

La "maliosa città", secondo le parole di Vittorio De Sica nel film del 1954 "La baia di Napoli", è considerata da molti una delle più belle città d'Italia, situata sul golfo di Napoli, tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei.
Il suo centro storico, di particolare importanza storica ed architettonica, è meta del turismo nazionale ed internazionale, ed è uno dei siti che l'
UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità.

 

Veduta del golfo di Napoli da Posillipo

Indice

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Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Napoli.

 

Evoluzione demografica

Abitanti censiti (migliaia)


 

 

Amministrazioni

 

Vista della città di sera

La metropoli senza interruzione abitativa va ben oltre i confini dell'attuale comune. Gli urbanisti chiamano l'intera area "la grande Napoli"; la crescita urbana della città è riuscita ad integrare a sé comuni della provincia di Salerno, Caserta e Avellino. La costa napoletana si estende da Capo Miseno a punta Campanella. Il comune è composto dalla città storica (corrispondente ai quartieri circoscrizionali di Avvocata, Chiaia, Mercato, Montecalvario, Pendino, Porto, Posillipo, San Carlo all'Arena, San Giuseppe, San Lorenzo, Stella, Vicarìa), da alcune frazioni fuse con la città a varie fasi anche per volere di Gioacchino Murat (Arenella, Bagnoli, Miano, Piscinola, Rione Flegreo o Fuorigrotta, Vomero) e dai comuni aggregati durante il regime fascista (attualmente suddivisi nei quartieri di Barra, Chiaiano, Marianella, Pianura, Soccavo, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Secondigliano e Scampìa).

I quartieri più popolosi sono quelli corrispondenti al territorio dei comuni aggregati sotto il fascismo. La sovrappopolazione di tali zone, che fanno da sole i due terzi della popolazione della città, è dovuta principalmente alla scelta politica - poi rivelatasi fallimentare - di individuare in quei luoghi le aree in cui realizzare gli agglomerati ex lege 167/1962 (edilizia residenziale pubblica) e lege 219/1981 (edilizia residenziale pubblica per i terremotati del 1980). Questa improvvisa 'periferizzazione' di tali aree, senza che fossero approntate adeguate infrastrutture funzionali all'edilizia popolare che vi si andava sviluppando, ha portato sul medio periodo a degli indubbi disagi sociali che sono sfociati nella formazione di folti gruppi microdelinquenziali. Negli ultimi anni il Comune si sta adoperando, anche grazie ai fondi della legge 328/2000, per tentare di ristabilire gli equilibri in queste aree, rimaste profondamente segnate dalla perdita della propria identità. La denominazione dei confini e dei quartieri è stata definita con delibera del consiglio comunale tenendo conto, quali criteri generali, delle denominazioni storiche e dei confini amministrativi degli ex comuni autonomi.

 

Gli stabilimenti della dismessa Italsider di Bagnoli

I quartieri sono raggruppati in 21 circoscrizioni (Chiaia - San Ferdinando - Posillipo, San Lorenzo - Vicarìa, Mercato - Pendino, Avvocata - Montecalvario - San Giuseppe - Porto, Stella - San Carlo all'Arena, Bagnoli, Soccavo, Pianura, Vomero, Arenella, Marianella - Piscinola, Miano, Chiaiano, Secondigliano, San Pietro a Patierno, Poggioreale, Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio, Scampìa e Fuorigrotta, che corrisponde al territorio del quartiere Rione Flegreo), con poteri per lo più consultivi. Per ogni circoscrizione sono presenti una o più sezioni comunali, i cui servizi demografici sono coordinati dai servizi anagrafe circoscrizionali, ognuna delle quali detiene un proprio ufficio di stato civile (con registri separati per singolo quartiere).

Nel 2005, con una serie di deliberazioni del consiglio comunale, il quadro del decentramento amministrativo ha subito una profonda modifica. Le 21 circoscrizioni sono state riorganizzate in 10 Municipalità, più omogenee tra loro, con una popolazione media per ciascuna di circa 100.000 abitanti, con un Presidente eletto direttamente dal corpo elettorale, una Giunta ed un consiglio della municipalità di 30 consiglieri

Rosa Russo Iervolino ed Antonio Bassolino, gli ultimi due sindaci di Napoli

Le Municipalità sono le seguenti:

  • Municipalità 1 - San Ferdinando Chiaia Posillipo
  • Municipalità 2 - San Giuseppe Montecalvario Avvocata Mercato Pendino Porto
  • Municipalità 3 - Stella San Carlo Arena
  • Municipalità 4 - Vicaria San Lorenzo Poggioreale Zona Industriale
  • Municipalità 5 - Vomero Arenella
  • Municipalità 6 - Ponticelli Barra San Giovanni a Teduccio
  • Municipalità 7 - Miano Secondigliano San Pietro a Paterno
  • Municipalità 8 - Chiaiano Piscinola-Marianella Scampia
  • Municipalità 9 - Soccavo Pianura
  • Municipalità 10 - Bagnoli Fuorigrotta

Le prime elezioni per i Presidenti e i consigli delle nuove Municipalità si sono svolte il 28 e il 29 maggio 2006, contestualmente all'elezione del Sindaco e del consiglio comunale.




 

 

Monumenti storici e luoghi notevoli

Bene appartenente al Patrimonio dell'Umanità UNESCO
Centro storico di Napoli
Dati
Anno inserimento: 1995
Tipologia: Architettonico, artistico
Criterio: C (ii) (iv) (*)
In pericolo: Nessuna indicazione
Scheda: Scheda UNESCO
Patrimoni in Italia
Per approfondire, vedi la voce Monumenti di Napoli.

Napoli è spesso scelta dai turisti come punto di riferimento per visitare le attrazioni dei dintorni, come Pompei, la Reggia di Caserta, Capri, Ischia la Costiera amalfitana; ma la città stessa è ricca di un patrimonio culturale senza eguali che negli ultimi anni è stato fortemente rivalutato grazie anche a eventi annuali quali il Maggio dei Monumenti e iniziative artistiche e culturali.

 

Palazzi storici e musei

 
 

Castel dell'Ovo

Napoli è particolarmente nota per i suoi castelli: il Castel dell'Ovo che è parte integrante del notissimo panorama del Golfo; il Castel Capuano fatto edificare da Guglielmo I il Malo, al termine del Decumano maggiore; il Maschio Angioino o Castel Nuovo che domina il Largo del Castello e la piazza Municipio; il Castel Sant'Elmo che sovrasta la città dall'alto della collina del Vomero, insieme alla Certosa di San Martino.

Il Castel dell'Ovo è così chiamato perché secondo la leggenda Virgilio vi nascose nelle segrete un uovo che reggeva tutta la struttura dell'edificio, e che nel momento in cui fosse stato rotto avrebbe fatto crollare il castello e portato catastrofi alla città. Esso sorge sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Vi fu costruita la villa del romano Lucio Licinio Lucullo, fortificata da Valentiniano III e che ospitò il deposto ultimo imperatore romano Romolo Augusto, mortovi poco dopo. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni e l'ingresso è libero. Notevole la maestosità della fortezza e la terrazza dei cannoni. Molto caratteristico il Borgo marinaro che si sviluppa alla base dell'edificio.

Il Castel Capuano fu costruito nel 1153 da Guglielmo I di Sicilia e, sebbene adibito a Reggia fortificata, vide ben poca vita di corte. Infatti l'allora Regno di Sicilia aveva la Capitale a Palermo. Con l'avvento degli Svevi, Federico II soggiornò spesso a Napoli e curò in particolare la fortificazione del Castello strategicamente posizionato sulla principale via d'accesso alla città da terra. Fino all'avvento della dinastia Aragonese, la Porta Capuana era posizionata proprio dinanzi al Castel Capuano. Quella odierna, la rinascimentale, fu fatta edificare poco discosto da Ferrante d'Aragona ad opera di Giuliano da Maiano. Sotto il Viceré spagnolo Don Pedro di Toledo, al Castello furono riuniti i Tribunali del Regno. Per i successivi 500 anni, Castelcapuano è stato sinonimo di Tribunali. Solo da pochi anni è iniziato il trasferimento degli Uffici Giudiziari nei moderni edifici del Centro direzionale.

Il Maschio Angioino, o, più correttamente, Castelnuovo, fu costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Al tempo di Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu completamente rifatto e del vecchio edificio nulla rimane, salvo la Cappella di Santa Barbara. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. L'arco di trionfo in marmo, fra le torri di Mezzo e di Guardia, fu costruito alla metà del '400 da Francesco Laurana e celebra l'entrata di Alfonso I d'Aragona in Napoli il 26 febbraio 1443. Il fossato, oggi prosciugato, avrebbe ospitato secondo una leggenda un coccodrillo che azzannava gli sventurati rinchiusi nelle segrete del Castello, da qui denominate fosse del coccodrillo. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico. Nella sua Sala centrale, Pietro da Morrone, salito al Soglio come Celestino V, nel dicembre 1294 - come ricorda Dante - "fece per viltade il gran rifiuto" aprendo la strada all'ascesa di Bonifacio VIII, dopo un Conclave tenutosi nello stesso locale.

Il Castel Sant'Elmo fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò col nome di Belforte. Completamente ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assunse l'attuale pianta a stella. Fu teatro delle ultime disperate difese dei patrioti della Repubblica napoletana contro la reazione borbonica nel 1799. Oggi ospita spesso eventi di livello internazionale grazie alla sua vastità e imponenza e grazie al bellissimo panorama che offre sulla città.

 

Palazzo Reale visto da Piazza Plebiscito

Il Palazzo reale è stato fulcro del potere a Napoli dal 1600 al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu relizzato da Domenico Fontana (di cui particolarmente notevole è la monumentale facciata su Piazza Plebiscito) e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono sontuosamente arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia.

La Reggia di Capodimonte fu edificata da Carlo III nel Settecento nella già preesistente riserva di caccia dell'omonima collina. Vi abitarono Ferdinando IV e Gioacchino Murat, e nel 1950 è diventata Museo Nazionale, come previsto originariamente. Nei saloni ospita opere di Michelangelo, Raffaello, Botticelli, Caravaggio e Tiziano nonché un'importante collezione di porcellane. Il vasto parco che circonda il palazzo è il principale polmone verde della città e meta favorita delle famiglie napoletane nei finesettimana.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in origine Real Museo Borbonico fu inizialmente previsto a Capodimonte per ospitare la collezione di marmi farnesiani che Carlo di Borbone aveva ereditato dalla madre. Con la scoperta delle città sepolte dall'eruzione del Vesuvio, Pompei ed Ercolano, la gran copia di reperti rinvenuti indusse il sovrano a creare un Museo di maggior respiro utilizzando l'edificio seicentesco del Largo delle Pigne, già caserma di cavalleria e all'epoca sede dell'Università. I lavori di adattamento si protrassero sino al 1818 e fu quindi Ferdinando I a vederne il completamento. Attualmente contiene un'ampia raccolta di manufatti risalenti all'epoca romana, provenienti dai siti di Pompei ed Ercolano, marmi, mosaici, nonché una delle più importanti raccolte egiziane, comprensiva di alcune delle mummie meglio conservate esistenti. È considerato il museo archeologico più importante d'Europa.

Il Teatro San Carlo, inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più antico teatro d'opera attivo oggi in Europa. Per le dimensioni e per concezione ha rappresentato il prototipo dei teatri lirici costruiti successivamente. Per la città fu la più che degna cornice della grande scuola musicale napoletana. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.

 

Edifici di culto

Guardando la città dall'alto la prima cosa che attira l'osservatore è l'enorme numero di cupole e croci che contraddistinugono le molteplici chiese. Napoli nel '700 veniva soprannominata "la città dalle 500 cupole"; tutt'oggi risulta che la città partenopea abbia il più alto numero di edifici religiosi al mondo.

Tra i principali spicca il monastero di Santa Chiara, nel cuore del centro storico della città, edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di Roberto d'Angiò. All'originale pianta gotica seguì una ristrutturazione barocca nel Seicento, finché nel 1943 non venne quasi interamente distrutta dai massicci bombardamenti degli Alleati e completamente restaurata nella sua originale forma gotica. L'interno, che colpisce per la vastità e la semplicità, ospita la tomba del re Roberto dietro l'altare maggiore e tra i sepolcri delle cappelle vi è quello della regina Maria Cristina di Savoia e dell'eroe nazionale Salvo d'Acquisto. Di qualità artistica notevole è il chiostro maiolicato delle Clarisse, un giardino delimitato da un chiostro rivestito di mattonelle in maiolica policroma del Settecento.

La Chiesa del Gesù Nuovo è sita nella piazza omonima, nei pressi di Santa Chiara. Inaugurata nel 1597, fu voluta dai gesuiti ed edificata sul sito dove già si trovava il palazzo Sanseverino del principe di Salerno. In puro stile barocco, l'interno è riccamente decorato con stucchi in oro, statue ed affreschi (la maggior parte dei quali di Belisario Corenzio); vi si onorano numerosi santi, tra cui Ignazio di Loyola e Giuseppe Moscati. La facciata, appartenente al palazzo preesistente, è in piperno, con bugne a diamante e precede di un trentennio circa la similare del ferrarese Palazzo dei Diamanti.

Il Duomo assume un'importanza centrale sul piano storico. Sul suo sito esisteva probabilmente un tempio ad Apollo, e la prima cattedrale fu fatta edificare da Costantino nel IV secolo. Il Duomo vero e proprio fu costruito sotto gli Angiò, ma rimaneggiato continuamente nei secoli al punto da essere un insieme di vari stili: facciata pseudo neogotica costruita nell'Ottocento, portali in gotico fiorito, interni in buona parte barocchi: in particolare in puro barocco napoletano è la Cappella del Tesoro. Fulcro della chiesa, la Cappella ospita la statua bronzea di San Gennaro e 51 statue d'argento dei "compatroni". Il tesoro è formato da varie donazioni di sovrani e ricchi devoti, tra cui spicca la mitra d'argento di Matteo Treglia arricchita di pietre preziose. Nella Cappella è anche custodito il cranio del santo e soprattutto l'ampolla che racchiude il suo sangue, oggetto del "miracolo" più celebre del mondo, quello della liquefazione.

La chiesa di San Domenico Maggiore è anch'essa frutto di una stratifcazione di stili: edificata tra il 1283 e il 1324 sotto Carlo II d'Angiò, fu poi restaurata dopo vari dissesti nel Seicento in chiave barocca ma un tentativo di riproporne l'originale assetto gotico fu fatto nell'Ottocento. Nel Cappellone del Crocifisso è conservato appunto un crocifisso che si dice abbia parlato a Tommaso d'Aquino, il quale insegnò teologia nell'attiguo convento all'epoca Università. La Sacrestia è affrescata con Il trionfo dell'Ordine Domenicano (che appunto abitavano la chiesa) di Francesco Solimena e vi sono sepolti sovrani e nobili Aragonesi.

 
 

La lapide dedicatoria di Alessandro de' Sangro (1613) sull'ingresso della Cappella Sansevero

La Cappella Sansevero fu probabilmente edificata da Giovan Francesco di Sangro duca di Torremaggiore nel 1590 e successivamente adibita dal nipote, Alessadnro, ad ospitare le tombe della famiglia San Severo. Tra le numerosissime e importanti statue volute, dal 1744 al 1770 circa da Raimondo di Sangro, VII Principe di Sansevero, spiccano La Pudicizia di Antonio Corradini, particolare per la sua sensualità, ed il celeberrimo Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino del 1753 in cui sgomenta la capacità artistica di riprodurre l'effetto del velo marmoreo sul corpo del Cristo: l'opera attirò il Canova nel suo soggiorno napoletano, al punto che tentò invano di acquistarla.[1]

La Chiesa del Carmine domina la zona che fu teatro della rivoluzione di Masaniello (1647). Nella chiesa è venerata un' immagine della Madonna su una tavoletta di legno detta "La Bruna". L'interno inoltre conserva la tomba del Principe Corradino di Svevia disegnata dallo scultore romanico danese Thorwaldsen. La peculiarità che rende la Chiesa del Carmine famosa ed oggetto di devozione popolare è la presenza di un Crocefisso finemente lavorato in legno cui è legato un famoso miracolo. Si racconta che durante una battaglia tra gli Angioini e gli Aragonesi per il dominio sulla città, un proiettile penetrò nella chiesa diretto verso il crocifisso, e che Gesù abbassò prodigiosamente il capo in modo che solo la corona di spine venne colpita.

Va anche ricordata la trecentesca chiesa di San Giovanni a Carobanara, fondata ad opera del nobiluomo Gualtiero Galeota nella quale si trova il monumento funebre del re Ladislao. Sulle pareti sono presenti affreschi di scuola giottesca, e notevole è anche il pavimento maiolicato della cappella Caracciolo del Sole realizzata nel 1427.

Per concludere questa carrellata comunque incompleta, da citare è San Lorenzo Maggiore. Edificata da Carlo I d'Angiò nel Duecento sul sito di una chiesa paleocristiana i cui resti sono stati riportati recentemente alla luce, come sempre fu rimaneggiata nei secoli ed è un misto di barocco e gotico. La torre del campanile fu teatro della rivolta di Masaniello. Nell'interno sono ospitate le tombe di Caterina d'Austria, Carlo e Giovanna di Durazzo, Roberto d'Artois. In questa chiesa Giovanni Boccaccio incontrò il suo amore Fiammetta, e Francesco Petrarca vi pregò la notte del 4 novembre 1343 terrorizzato dalla predizione di una spaventosa tempesta fatta da un eremita.

 

Piazze, strade e luoghi tipici

 

Centro direzionale dall'alto

Tra le arterie principali di Napoli vi è di certo Via Toledo, fino a pochi anni fa denominata "Via Roma". Da qualche anno ha ripreso il nome che ricorda il viceré Pedro de Toledo che la edificò nel 1536. Grazie alla pedonalizzazione, la lunga strada è ora fulcro dello shopping cittadino con i suoi numerosi negozi (soprattutto di abbigliamento) e del turismo con i suoi eleganti palazzi che vi si affacciano: il monumentale Banco di Napoli, palazzo Doria D'Angri, palazzo Colonna di Stigliano, la chiesa dello Spirito Santo, piazzetta Augusteo, l'accesso est della galleria Umberto I. Si collega a piazza Trieste e Trento (San Ferdinando per i napoletani) e a quella del Plebiscito da un estremo, dall'altro allo Spirito Santo. Il tratto successivo, sino a Piazza Dante ha conservato il toponimo Via Roma.

 

Chiesa di San Francesco di Paola e Piazza Plebiscito

 

 

Lo scalone di Palazzo Reale

Tra le piazze maggiori di Napoli vi è Piazza del Plebiscito, dove hanno luogo manifestazioni e concerti che l'hanno resa celebre tra gli italiani. Su di essa si affaccia il Palazzo Reale e la particolare forma è data dal colonnato semicircolare della basilica di San Francesco di Paola, che forma un'ellisse nei cui fuochi sono poste due statue equestri, una di Antonio Canova raffigurante Carlo III e l'altra di Antonio Calì raffigurante Ferdinando IV. Molto care ai napoletani le statue dei leoni sul basamento ai lati del colonnato. La sua riscoperta è avvenuta sotto le amministrazioni degli anni '90 che l'hanno trasformata da parcheggio pubblico a centro turistico e luogo di iniziative culturali: nel cuore della piazza ogni anno nel periodo natalizio vengono relizzate opere artistiche, attorno alle quali si dividono le opinioni dei curiosi cittadini che accorrono ad osservarle.

Più antica è Piazza Dante: tra il Cinquecento e il Seicento era detto "Mercatello" perché vi si tenevano i mercati 'periferici', ma tra il 1757 e il 1765 fu completamente ricostruita sotto Carlo III da Luigi Vanvitelli, che edificò il monumentale emiciclo sulla cui sommità eresse ventisei statue raffiguranti le virtù del sovrano. Al centro della piazza la statua equestre di Carlo non fu mai posta, venne occupata dall'albero della libertà durante la Repubblica napoletana e poi dalla statua di Napoleone Bonaparte durante il regno di Murat. L'attuale statua di Dante Alighieri che dà il nome alla piazza fu posta dopo l'unità d'Italia. Al lato nord vi è Port'Alba col suo mercato dei libri e al lato sud la chiesa di San Michele. Nel 2002 è stata ristrutturata su progetto dell'architetto Gae Aulenti e resa ancora più spaziosa per ospitare la fermata della metroplitana. L'edificio vanvitelliano ospita il Convitto e Liceo Vittorio Emanuele.

La zona di San Gregorio Armeno attira tra novembre e gennaio frotte di turisti da tutto il mondo. Vi si tiene il mercato del presepe, la grande tradizione natalizia napoletana, e le botteghe espongono i modelli più raffinati e più singolari di pastori, santi, gesù bambini e altre amenità. La via prende il nome dell'importante chiesa omonima, costruita tra il 1574 e il 1580 con affreschi interni di Luca Giordano. Ogni martedì vi si tiene il miracolo della liquefazione del sangue del dente di Santa Patrizia.

Scorcio di San Gregorio Armeno

Centrale è la zona di piazza del Gesù Nuovo e dell'attigua via Benedetto Croce meglio conosciuta come Spaccanapoli: sulla piazza si affaccia la chiesa omonima mentre al centro si erge il monumentale obelisco alto 34 metri sulla cui cima è posta la statua bronzea della Madonna Immacolata eretta nel 1747. L'8 dicembre di ogni anno vi si tiene la cerimonia della posa di una corona di fiori sulla statua in cima alla colonna. Via Benedetto Croce prende invece il nome del grande filosofo napoletano d'origini abbruzzesi che in quella strada - e precisamente a Palazzo Filomarino - visse i principali anni della sua vita e fondò l'Istituto di Studi Storici.

Il lungomare di Napoli prende il nome di Via Caracciolo, in onore dell'ammiraglio Francesco Caracciolo fatto impiccare da Orazio Nelson sulla nave Minerva (già da lui comandata) nel golfo della città, per la sua adesione alla Repubblica Napoletana. La strada in realtà è recente, risale alla fine dell'Ottocento quando sostituì l'arenile che la Villa Reale (con l'Unità, Villa Comunale) separava dalla Riviera di Chiaia[2]. Il lungomare si snoda per chilometri di passeggiata con vista e, dopo Castel dell'Ovo prende il nome di Via Partenope, realizzata con riempimenti a mare. Negli ultimi anni l'amministrazione comunale ha reso balneabili le sottili spiagge vicino alle scogliere artificiali.

 

Parchi e tempo libero

La Villa Comunale (fino a prima dell'Unità denominata "Reale") fu fatta realizzare da Ferdinando IV su disegno del Vanvitelli nel 1780 per dare alla nobiltà napoletana un oasi di gran ricercatezza sull'allora lungomare, impreziosendola di statue, fontane e alberi esotici ma proibita al popolo. Ben diversamente, oggi la Villa è tra le mete preferite dai napoletani, soprattutto da quando una ristrutturazione negli ultimi anni '90 ha permesso di chiuderla nelle ore notturne, sottraendola al degrado. Questo è avvenuto al prezzo di diverse alterazioni rispetto al disegno originale, tra cui la distruzione dell'ottocentesco recinto di ghisa e dei lampioni di bronzo che ne ornavano il perimetro. Al suo interno di primaria importanza è la Stazione zoologica Antonio Dohrn, aperta al pubblico nel 1874: si tratta dell'acquario di Napoli e sito in un edificio neoclassico. È uno degli acquari più antichi e più famosi d'Europa.

Una straordinaria, estesissima vista su Napoli e le sue coste a nord e a sud si gode dalla Collina dei camaldoli.

Oltre al già citato parco di Capodimonte, attualmente principale polmone verde della città, la cui pianta odierna fu realizzata dal tedesco Friedrich Dehenhard nel 1833, è da citare la Villa Floridiana. Il parco prende il nome da Lucia Migliaccio duchessa di Floridia, moglie morganatica di Ferdinando IV, che appunto abitò in questa villa del Vomero il cui grande parco fu relizzato nel 1817 da Dehenhard e Antonio Niccolini in stile neoclassico con statue, finte rovine, boschetti, anfratti e un teatrino di verzura all'aperto. Nella villa attualmente ha sede il Museo delle Ceramiche Duca di Martina e la zona panoramica sul golfo è stata di recente riaperta al pubblico dopo una lunga ristrutturazione.

Le coste napoletane ospitano inoltre l'unico esempio nel Mediterraneo di Parchi archeologici sommersi, i Parchi Sommersi di Baia e di Gaiola istituiti dal Governo. Essi riuniscono straordinari valori ambientali all'unicità di reperti archeologici di età Romana, sommersi nel corso dei secoli da un fenomeno di bradisismo negativo che ha causato l'affondamento della costa di circa 6/8 metri. Inoltre la provincia di Napoli ospita il Parco Nazionale del Vesuvio e sono inoltre aree protette l'Isola di Vivara, parte della penisola Sorrentina ed è in fase di costituzione il sistema di aree protette denominato Regno di Nettuno che andrà a ricomprendere le isole di Capri, Ischia, Procida, e le zone costiere di Punta Campanella e dei Campi Flegrei.

Più periferica è l'Oasi degli Astroni, diretta dal WWF, che si trova in una grande conca vulcanica risalente a 3700 anni fa nei Campi Flegrei. Riserva di caccia aragonese, poi di Carlo III, fu arricchita di alcune torri e casini di caccia ancora esistenti. Immersa completamente nel verde, l'oasi si distingue per il grande lago, la ricca flora e la presenza di numerose specie di uccelli oltre che piccoli animali.

Partita di pallanuoto nella piscina della Mostra d'Oltremare

Il tempo libero ha un polo di grande attrattiva nel quartiere di Fuorigrotta. Qui sorge lo Stadio San Paolo inaugurato nel 1959 che ospita le partite di calcio del Napoli ed è stato ristrutturato per i mondiali di calcio del 1990; la Mostra d'Oltremare realizzata nel 1940 dal fascismo per ospitare i prodotti delle colonie e diventata area di 750.000 metri quadri con 9 padiglioni espositivi per mostre e fiere, 30 sale congressuali fino a 2000 posti, teatro al chiuso e all'aperto per complessivi 3000 posti, due piscine, quattro campi da tennis, e che ospita numerosissimi eventi di portata nazionale e internazionale; il parco dei divertimenti Edenlandia più 'antico' in Italia fondato nel 1965 benché in costante degrado; il Giardino Zoologico fondato negli anni '50, attualmente in ristrutturazione secondo un progetto d'avanguardia; in più la zona ospita un bowling, un multicinema con 11 sale, fast food, sale giochi, campi di calcio, calcetto e tennis, nonché la Piscina Scandone, olimpionica, utilizzata per le gare di pallanuoto delle squadre napoletane ed utilizzata precedentemente per i Giochi del Mediterraneo del 1964.

Oscar Torres del Napoli Basket 2003-2004

Nella zona era anche sito il Palazzetto dello Sport "Mario Argento" destinato in particolare alla pallacanestro, abbattuto nel 2005 ed in corso di ricostruzione.

L'amministrazione intende creare nuovi poli d'attrazione in altre aree di Napoli: a Bagnoli, dove ha già sede dal 1993 la Città della Scienza ('museo' scientifico sui generis primo in Europa), e nelle zone di riqualifica del Real Albergo dei Poveri - che diverrà Città dei Giovani - e del Centro Direzionale. Arterie di shopping principali nella città sono, oltre le già citate, quelle di Via dei Mille e di Piazza dei Martiri con negozi prestigiosi e la grande libreria Feltrinelli, quelle al Vomero di Via Scarlatti e Via Luca Giordano, e a Soccavo quella di Via Epomeo.

 

Napoli sotterranea

È possibile effettuare visite guidate nel sottosuolo che mostrano la stratificazione del territorio della città nel corso della storia. Napoli sotterranea è un percorso guidato attraverso vecchie cisterne sotterranee, risalenti in gran parte all'epoca greco-romana e che furono attive fino all'ottocento: Napoli era l'unica grande città europea ad avere l'acqua potabile nelle case, attraverso un sistema di pozzi collegati direttamente alle cisterne dell'acquedotto sotterraneo. Tali cisterne sono state ricavate mediante scavi nel sottosuolo di tufo, la tipica roccia vulcanica sulla quale e con la quale la città è stata costruita. L'esame delle cavità, alcune di gigantesche proporzioni, ha permesso di stabilire che il tufo per costruzione è stato estratto sin dai primordi della città. In pratica, si può dire che gli edifici venivano costruiti con materiale estratto sotto gli stessi. Circa un chilometro di gallerie, delle decine presenti sotto la città, è visitabile. In diversi luoghi della città e dei dintorni sono presenti anche diverse catacombe.

 

Cimitero delle Fontanelle

Realizzato in una una cavita' ubicata all'interno del rione Sanita', il Cimitero delle Fontanelle fu per secoli oggetto di culto da parte del popolo napoletano. All'interno vi sono depositati migliaia di resti di ossa umane (circa 40.000!), ed i teschi venivano venerati, adottati, curati con l'auspicio di ottenerne delle grazie. Questo culto vene interrotto, a seguito di svariati problemi ed a causa del naturale contrasto della Chiesa, intorno agli inizi degli anni settanta

 

 

Cultura

 

Università

A Napoli sono operativi sei atenei:

L'Università degli Studi di Napoli "Federico II" è la principale e più antica università della città. Nata come espressione della cultura ghibellina contrapposta a quella guelfa di Bologna, fu fondata da Federico II nel 1224, ed è la seconda in Italia (In realtà l'Università di Padova risale a due anni prima, ma nacque come costola dell'ateneo bolognese, dall'opposizione di alcuni studenti che vi trasferirono alcuni insegnamenti). L'Ateneo Federiciano, che ha assunto il nome del suo fondatore con decreto del 7 settembre 1987, è comunque la più antica università statale e laica d'Europa, ed è considerato uno degli atenei più prestigiosi per gli studi giuridici e letterari. Fra gli altri vi ha insegnato il celebre grecista Marcello Gigante, massimo esperto dei papiri rinvenuti a Ercolano

La Seconda Università degli Studi di Napoli è stata istituita nel 1989 per decongestionare quella federiciana; è articolata in poli omogenei situati nelle città di Aversa, Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, mentre ha operativa in città una Facoltà di Medicina e Chirurgia che comprende le lauree specialistiche e gli altri corsi dell'area sanitaria. Le strutture assistenziali e didattiche sono suddivise tra il policlinico vecchio (nel centro storico) ed il nuovo Policlinico nella zona collinare (quest'ultimo è però in massima parte occupato da strutture dell'università Federico II). La sede amministrativa, tuttavia, è a Caserta e così come le facoltà, che sono nella provincia, per cui ha legami con Napoli solo per il nome e per una facoltà, anche se importante. Di fatto è università di Terra di Lavoro.

L'Università degli studi di Napoli "L'Orientale", I.U.O. - Istituto Universitario Orientale fino al 2002, fu fondata nel '700 dal padre missionario Matteo Ripa come "Collegio dei Cinesi" e oggi è la più importante istituzione europea per gli studi filologici e linguistici sulle aree specialmente extra-europee. È composta dalle facoltà di Lettere e filosofia, Lingue e letterature straniere, Studi arabo-islamici e del Mediterraneo, Scienze Politiche (con un occhio di riguardo alle relazioni internazionali). Vi si insegnano tutte le lingue antiche conosciute ed oltre 140 lingue moderne.

L'Università degli Studi di Napoli "Parthenope", I.U.N. - Istituto Universitario Navale sino al 2001, fu istituita nel 1920 come Regio Istituto Superiore Navale (originariamente specializzato in, e ancora famoso per, gli studi economici con una particolare attenzione agli scambi commerciali internazionali).

L'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" (ex Istituto Universitario omonimo), è un libero ateneo fondato dalla religiosa Orsola Benincasa, pensatrice molto in vista nei salotti intellettuali napoletani del periodo della controriforma (inizi XVII secolo), nato come istituto superiore di magistero e tuttora specializzato negli studi umanistici e sociali, con un particolare riguardo alla tradizione educativa introdotta dalla pedagogista suor Orsola.

Napoli è inoltre sede della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale che vi opera attraverso la Sezione San Tommaso d'Aquino e la Sezione San Luigi la prima delle quali è legata al seminario arcivescovile e trae origine dalla facoltà teologica già presente nel primo ordinamento dell'ateneo federiciano nel 1224 e la seconda alla Compagnia di Gesù (gesuiti). La facoltà teologica è nata nel 1969 riunendo e lasciando distinte le due scuole.

A Napoli, inoltre, si ubicano anche due Istituzioni dell'Alta Formazione Artistica e Musicale come: l'Accademia di Belle Arti, ed il Conservatorio di Musica "San Pietro a Majella", altresì esiste anche l'Università Telematica "Pegaso".

 

Biblioteca Nazionale

Nel 1804 fu aperta al pubblico la Reale Biblioteca di Napoli nel Palazzo degli Studi, attualmente sede del Museo Archeologico Nazionale. Le collezioni librarie ivi ubicate erano state trasferite dalla Reggia di Capodimonte per volontà reale. Divenuta Reale Biblioteca Borbonica nel 1816, nel 1860 con l'unità d'Italia fu poi denominata Biblioteca Nazionale. Nel 1910 fu arricchita con la collezione di papiri ercolanensi ritrovati negli scavi della città vesuviana. Nel 1922 la sede dopo lungo dibattito e su suggerimento di Benedetto Croce fu spostata all'odierna sede nel Palazzo Reale in Piazza Plebiscito. Subì molti problemi durante la guerra sia per l'occupazione nazista che per quella alleata, ma i testi più preziosi furono trasferiti in località più sicure fino alla riapertura nel 1945. Oggi la Biblioteca Nazionale "Vittorio Emanuele III" contiene quasi due milioni di volumi, circa 20.000 manoscritti, più di 8.000 periodici, 4.500 incunaboli e 1.800 papiri ercolanensi.

 

Poli scientifici

 

Monumento nel Centro Direzionale

 

Centro Direzionale

Oltre alle già citate Città della Scienza e Acquario Dohrn, di particolare interesse sono altri siti scientifici.

Il Real Orto Botanico fu voluto dai Borbone e approvato da Giuseppe Bonaparte nel 1807 durante il governo napoleonico e realizzato dagli architetti De Fazio e Paoletti. Caduto in degrado per i danni della Seconda guerra mondiale, fu abilmente rimaneggiato e arricchito tra gli anni '60 e '80 dal direttore Aldo Merolla. Attualmente i 12 ettari di terreno ospitano 25.000 esemplari di piante di ogni genere disposte in collezioni all'aperto o in serre.

Nel Collegio Massimo dei Gesuiti in via Mezzocannone n.8 sono ubicati i principali musei scientifici napoletani, curati dalla Federico II:

  • Il Museo di Zoologia con collezione di uccelli, mammiferi e di particolare interesse quella di conchiglie da tutto il mondo.
  • Il Museo di Paleontologia con circa 50.000 reperti fossili molti dei quali da siti campani, e un grandioso scheletro completo di Allosauro.
  • Il Museo di Antropologia con reperti e mummie da tutto il mondo tra cui reperti di Troia e uno scheletro umano del paleolitico.
  • Il Museo di Mineralogia con minerali e pietre da tutto il mondo e il Museo Mineralogico Campano con circa 3.500 esemplari.

Per gli astrofili impossibile non citare l'Osservatorio astronomico di Capodimonte. Voluto da Gioacchino Murat nel 1812, fu inaugurato nel 1819. Situato a 150 metri dal livello del mare sulla collina di Capodimonte, è impegnato nell'osservazione del Sole, delle stelle e della galassie grazie anche all'accesso ai più grandi telescopi ottici del pianeta e a quelli in orbita. Visite al pubblico sono possibili dietro prenotazione.

Si segnala inoltre la presenza di numerosi LUG:

 

Arte

Durante la sua storia, la città ha avuto sovente una presenza artistica di primo piano. Oggi si cerca di tenere viva questa tradizione. L'Accademia di Belle Arti, fondata da Carlo III nel 1752 come "Real Accademia di Disegno", è stata il centro dell'attività della Scuola di Posillipo nell'Ottocento ed è stata diretta da personalità quali Domenico Morelli, Saverio Altamura, Gioacchino Toma. Vi si tengono oggi corsi di pittura, decorazione, scultura, scenografia, restauro, arredo urbano, e una scuola di nudo. Nel 2005 è stato inaugurato nel settecentesco palazzo Roccella in via dei Mille il PAN, Palazzo delle Arti di Napoli, adibito ad ospitare opere ed eventi artistici di ogni tendenza. Storica è la tradizione del Conservatorio di San Pietro a Majella, nel cuore della città, fondato nel 1826 da Francesco I come "Regio conservatorio di musica", e dove oggi si tengono insegnamenti per tutti gli strumenti musicali ed è ospitato un notevole museo della musica. Infine da segnalare la grande offerta di teatri, una tradizione tra le più antiche d'Europa (il San Carlo risale al Settecento), che oggi vanta dodici teatri principali.

 

Pittura

Per approfondire, vedi la voce Pittura napoletana.

Tra le molte correnti pittoriche napoletane che si sono succedute nei secoli, di particolare rilevanza e pregio artistico sono risultate quelle del Seicento e dell'Ottocento. Alla prima appartengono Battistello Caracciolo, Jusepe de Ribera, Bernardo Cavallino, Mattia Preti e Luca Giordano. Della seconda si ricordano invece in particolare Antonio Pitloo, Giacinto Gigante e Domenico Morelli.

 

Musica

Per approfondire, vedi la voce Canzone napoletana.

La vita musicale napoletana fu molto intensa già a partire dal XV fino al XVII nell'ambito della polifonia sacra e profana. Dal XVII e soprattutto nel XVIII secolo la Scuola Musicale Napoletana assunse un ruolo preminente nel campo della musica sacra e operistica con musicisti come Alessandro Scarlatti, Giovan Battista Pergolesi, Niccolò Porpora.

Altro fenomeno musicale di particolare interesse è la cosiddetta Sceneggiata che si fonda sulla sceneggiatura di un intero spettacolo teatrale partendo da una canzone di argomento popolare.
Dagli anni
'50 si diffusero i cantautori cosiddetti "melodici" che mettevano in musica testi originali quando non poesie tradizionali in lingua napoletana, come i capolavori di Salvatore Di Giacomo. L'interprete assoluto di questo periodo della canzone napoletana è Roberto Murolo. Dagli anni '80 si è affermato, come fenomeno locale, il genere "neomelodico": numerosi cantanti ed autori locali hanno composto canzoni, che in genere trattano storie d'amore ambientate nella Napoli moderna. Il risultato artisticamente è discutibile (i testi sono piuttosto superficiali e la tecnica affidata spesso a semplici basi elettroniche) e sicuramente non paragonabile a quello ottenuto dalla canzone napoletana propriamente detta, ma in ambito locale questo genere riscuote un notevole successo: Mario Merola, Gigi D'Alessio e Nino D'Angelo sono i più famosi esponenti di questo genere anche se a parte Merola, lo hanno poi progressivamente abbandonato.

Teatro San Carlo

È comunque vasta la schiera di cantautori e musicisti che in modo moderno hanno dato e danno il loro contributo alla continuazione della tradizione musicale partenopea: Pino Daniele, Edoardo Bennato ed Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Alan Sorrenti sono solo alcuni dei "moderni" più famosi e apprezzati.

 

Teatro

Per approfondire, vedi la voce Teatro napoletano.

Il teatro napoletano è una delle più antiche e conosciute tradizioni artistiche della città. Tra i suoi principali esponenti si citano Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo, Totò.

 

Trasporti

Per approfondire, vedi la voce Metropolitana di Napoli.

Sport

Nei vicoli è ancora molto forte il sentimento che lega i napoletani a Maradona

Napoli vanta una lunga tradizione sportiva che però raramente ha portato squadre della città a conquistare campionati nazionali o coppe europee; evento tra l'altro assai raro in tutto il Centro-Sud Italia. Tuttavia, fanno eccezione le squadre di pallanuoto (il Posillipo vanta nove scudetti, l'ultimo di quest'anno), di rugby, ed il Napoli Calcio: quest'ultimo, che vanta la quarta tifoseria d'Italia dopo Juventus, Milan ed Inter, ha vinto due campionati (1987, 1990), 3 Coppe Italia (1962, 1975, 1987), una Coppa Uefa (1989) ed una Supercoppa Italiana (1990). La squadra inoltre vanta la militanza nelle sue file di moltissimi campioni fra i quali spicca, chiaramente, Diego Armando Maradona. Recentemente sta prendendo quota anche il Napoli Basket, che nel febbraio 2006 è riuscito a conquistare la seconda Coppa Italia della sua storia, e si è avvicinato alle finali scudetto, riuscendo comunque ad entrare in Eurolega.

Folta invece la schiera di atleti napoletani che hanno regalato all'Italia titoli mondiali e olimpici. Fra i tanti ricordiamo i fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale (campioni del canottaggio, sette titoli mondiali e due ori olimpici), il pugile Patrizio Oliva (tre titoli europei, uno mondiale e medaglia d'oro a Mosca) e il nuotatore Massimiliano Rosolino (un titolo mondiale e medaglia d'oro a Sidney); anche un'altra giovanissima nuotatrice, Caterina Giacchetti, campionessa a livello europeo (quarta nei 200 m farfalla ai Mondiali di nuoto di Montreal nel 2005) si avvia a risultati di livello olimpico. Napoli, tra l'altro, è stata scelta per ospitare nel 2006 i mondiali di nuoto in acque libere.

Fra le manifestazioni sportive fisse ricordiamo la maratona di nuoto Capri - Napoli, il Gran Premio Lotteria di Agnano di Trotto ed il Giro Ciclistico della Campania. Napoli è candidata assieme a Roma a ospitare le Olimpiadi 2016

 

Folklore

Pizza, Vesuvio e mandolino: sono le tre famose parole magiche che si associano a Napoli nella mentalità collettiva. Molto più note dei suoi monumenti, le tradizioni napoletane sono risapute, celebrate - e a volte caricaturizzate - in tutto il mondo.

 

Cucina napoletana

 

La pizza

Per approfondire, vedi la voce Pizza.

Pizza Margherita

La pizza, prodotto culinario napoletano per eccellenza, si diffonde in città tra il Seicento e il Settecento senza avere tuttavia le caratteristiche attuali. Si tratta infatti inizialmente di una variante della focaccia, arricchita con basilico o strutto o alici e più tardi con pomodoro e mozzarella di bufala campana o fior di latte. Solo nell'Ottocento inizia la moda dei buongustai di pizza e la prima vera pizzeria della quale si conosce il nome fu aperta nel 1830 nella zona di Port'Alba. La ricetta classica più nota risale invece al 1889. Ogni anno a Napoli a settembre si tiene il Pizzafest nella sede della Mostra d'Oltremare dove a prezzi modici si può degustare una pizza scegliendo tra le dozzine di pizzerie all'aperto.

 

La pastasciutta

Non si ferma certo alla pizza il vastissimo campionario della cucina napoletana. Necessario citare infatti gli spaghetti: l'immagine tipica dell'affamato Pulcinella che s'ingozza con un piattone di spaghetti al pomodoro è stata ripresa anche da Totò nel suo Miseria e Nobiltà. Il modo più tipico di cucinare gli spaghetti (o anche vermicelli) a Napoli è quello di condirli con le vongole. Gli spaghetti alle vongole possono essere o in bianco o col pomodoro (la tradizione si divide) e possono essere conditi o con vongole veraci o con lupini. Altra tradizione è quella del ragù, tipico piatto domenicale. Probabilmente derivante dal ragôut francese, il ragù napoletano ('o rraù in dialetto, celebrato in una poesia di De Filippo) è una salsa di lunga ed elaborata preparazione (cinque-sei ore di cottura) fatta con pomodoro e carne di vitello o di maiale nei tempi di Carnevale, e va servita su pasta col buco.

 

I dolci

Sfogliatelle

Celeberrima è poi la tradizione dolciaria napoletana, che ha beneficiato degli influssi delle diverse corti (e rispettivi cuochi ufficiali) che si sono succedute nella città. Tra le mille specialità la più nota è forse la sfogliatella, che può essere riccia o frolla a seconda della preparazione della pasta sfoglia che la compone: realizzata nel Settecento nel monastero di Santa Rosa nei pressi di Amalfi, il ripieno è a base di crema di ricotta, semolino, canditi, vaniglia e cedro. Vi è poi il babà, forse di origini polacche, dolcetto fatto con pasta morbida imbevuto di sciroppo a base di limone e rum e che poi può essere ricoperto in superficie con crema pasticcera e frutta fresca. Le zeppole mangiate il giorno di San Giuseppe - e che per questo a volte sono confuse con le zeppole di San Giuseppe (bignè alla crema) - sono a Napoli morbide ciambelline ricoperte di zucchero candito. Ci sono poi dolci legati a festività, come la pastiera che si mangia a Pasqua fatta con pasta frolla e grano cotto nonché con ricotta, cedro, arancia e zucca candita. A Natale ci sono gli struffoli, piccole sferette fritte ricoperte di diavolilli (confettini colorati), canditi e miele, che si suppone siano stati portati dagli antichi greci ('stroungolous' è una parola che significa 'arrotondato'). A Carnevale, infine, ci sono le chiacchiere, fritte e ricoperte di zucchero a velo, il migliaccio, fatto con semola, latte e ricotta, ed infine il sanguinaccio, crema in origine fatta di sangue di maiale e oggi di cioccolata aromatizzata con la cannella.

 

Il Presepe

Per approfondire, vedi la voce Presepe napoletano.

Sebbene la leggenda ritenga che il primo presepe fu realizzato da San Francesco d'Assisi nel 1223, questa tradizione è tipicamente napoletana. Tra il XVII e XVIII secolo l'arte del presepe raggiunge le più alte punte artistiche. Molti esemplari sono visibili oggi nel Museo di San Martino. La tradizione è ancora viva per molti napoletani che allestiscono il presepe nelle loro case nel periodo natalizio, acquistando le statuette nella celebre via San Gregorio Armeno dove si trovano le botteghe dei pastorai.

 

Smorfia, iettatura e religiosità popolare

Benché il gioco del lotto abbia avuto origine in Italia intorno al 1539 a Genova, esso è fortemente legato alla città di Napoli, dove venne introdotto relativamente tardi, nel 1682. La forte religiosità del popolo napoletano provocò dei "problemi di morale" giacché la Chiesa lo aveva proibito, e dopo un terremoto nel 1688 fu abolito perché considerato causa della punizione divina. La passione del gioco tuttavvia ebbe la meglio, il lotto fu reintrodotto e la monarchia credette opportuno regolamentarlo per trarne i dovuti profitti. Ogni sabato le estrazioni si tenevano dinanzi alla Gran Corte dei Conti e con due testimoni del popolo al Palazzo della Vicaria. Il lotto, ufficiale e non, provocò la reazione degli intellettuali, tra cui Matilde Serao che nel suo Il ventre di Napoli criticò in due capitoli appositi la degradazione apportata dal gioco al popolino. Rimane tuttavia legata a Napoli la tradizione della Smorfia. Il termine, derivante da "Morfeo", il dio greco dei sogni, si riferisce all'abitudine di giocare numeri 'ricevuti' in sogno. Questi numeri non sono quasi mai ricevuti esplicitamente, ma elaborati in base a un sistema che affonda le sue origini nella Cabala ebraica e che stabilisce che per ogni evento, azione o personaggio sognato corrisponde un numero. Numerosi sono i libri che permettono di stabilire questa corrispondenza. Oggi i numeri più celebri sono quelli legati alla tombola, sorta di lotto casalingo giocato soprattutto nel periodo natalizio, e da cui ha preso tra l'altro ispirazione l'attuale gioco del Bingo.

Vista di Napoli dal mare

Legato alla smorfia è il Munaciello, lo spirito demoniaco ma a volte anche benigno che ha dominato le storie e le leggende napoletane per secoli, e che ancora oggi è temuto e rispettato dai napoletani più tradizionalisti (per non dire arretrati). A volte il munaciello dà a colui che ha avuto la casa infestata dalla sua presenza i numeri da giocare al lotto, ma bisogna tenere il segreto e non confidarlo ad altri. A volte si limita a fare dispetti, ma altre volte ancora porta la gente alla follia e alla morte. Matilde Serao racconta la leggenda sull'origine di questo essere: sembra sia stato il frutto di una relazione tra una giovane della borghesia aragonese (tale Catarinella Frezza) e un popolano, Stefano Mariconda. La relazione, osteggiata dalla famiglia di lei, portò all'uccisione di Stefano e alla chiusura in convento di Catarinella, che ebbe però un figlio, storpio, che le monache vestirono da frate per nasconderne le deformità. Sarebbe dunque questo 'o munaciello. Altri dicono che il munaciello era l'amministratore dei pozzi della città, le cui acque spesso avvelenava. La popolarità di questo personaggio ha portato De Filippo a scrivere uno dei suoi capolavori teatrali Questi fantasmi, e sull'argomento sono stati scritti altri spettacoli.

Numerose altre leggende napoletane sono comunque raccolte dalla Serao nel suo Leggende napoletane e nel volume di Benedetto Croce Storie e leggende napoletane.

Il folklore napoletano è fortemente legato alla religiosità popolare, in particolare domina il culto dei santi e della Madonna, cui viene attribuito di volta in volta un suffisso diverso a seconda della particolare statua, icona o chiesa cui il fedele si riferisce. Numerose sono le edicole votive nei vicoli del centro storico. Ad una di queste edicole è legata la tradizione della Madonna dell'Arco, nome che deriva da un'edicola votiva di Sant'Anastasia che rappresenta una Madonna detta "dell'arco" perché questo borgo alle porte di Napoli era contraddistinto dalle arcate di un antico acquedotto romano. Il lunedì di Pasqua del 1450, a quanto si racconta, un giovane che giocava a palla-maglio scagliò irato la palla contro l'immagine della Madonna, che iniziò a sanguinare. In seguito, si è ripetuto un numero enorme di miracoli aventi come protagonista quell'immagine della Madonna (nel 1849 fu visitata da Papa Pio IX) e ogni anno nelle vicinanze di Pasqua si tengono cortei di supplicanti e adoranti che culmina il Lunedì di Pasqua dinanzi all'immagine della Madonna, dove i cosiddetti fujenti ("coloro che corrono" in napoletano) implorano in modo colorito l'immagine.

Uno dei santi più amati è poi Giuseppe Moscati, canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1987: giovane e valente medico dell' Ospedale degli Incurabili, Moscati fu stimato da tutti i poveri e i miserabili che si recavano a casa sua per farsi visitare privatamente spesso senza retribuzione. Medico e ricercatore illustre, fu dominato da un'incrollabile fede che trasfuse anche a colleghi quali Pietro Castellino e Leonardo Bianchi.

Infine discorso a parte va fatto per San Gennaro, il santo patrono della città (il cui vero nome era Ianuario, perché appartenente alla Gens Ianuaria), martirizzato nel 305 sotto Diocleziano. Il suo sangue fu raccolto in un'ampolla, e nel 431 a quanto sembra per la prima volta si sciolse improvvisamente per poi ricoagularsi. Questo avvenimento è stato testimoniato storicamente nel 1389 per la prima volta, e si è ripetuto fino ad oggi, salvo alcune 'interruzioni' che secondo la tradizione corrispondono a gravi sciagure per la città. Oggi il miracolo si compie tre volte l'anno: in primo luogo il 19 settembre, giorno del martirio; poi la vigilia della prima domenica di maggio (quando le sue spoglie furono traslate da Benevento a Napoli), ed infine il 16 dicembre, anniversario del suo più famoso miracolo, avvenuto nel 1631, quando i Napoletani condussero la statua del santo al Ponte della Maddalena e la lava del Vesuvio in eruzione si fermò salvando la città. Il miracolo del sangue è stato oggetto di varie contestazioni in ambiente scentifico secondo le quali il sangue sarebbe un liquido simile a gel, dotato cioè di proprietà tissotropiche, che lo porta quindi a sciogliersi se mosso meccanicamente. Il popolo rimane però ancora legato al miracolo e al santo, e resta celebre la frase comparsa sui muri della città quando il Concilio Vaticano II decretò culto di ambito unicamente locale quello del santo: San Genna', futtatenne! (San Gennaro, fregatene!).

 

Problemi della città

 

Criminalità e camorra

Per approfondire, vedi la voce Camorra.

Da una parte la camorra, dall'altra il fenomeno della delinquenza minorile, senza contare il numero esorbitante di rapine. Sono questi i fattori principali che hanno reso Napoli tristemente famosa per quanto concerne la criminalità, una piaga che ne ha diminuito il valore agli occhi del turismo, tra le prime vittime di questo fenomeno. Fiorente il traffico di droga in mano alla camorra (solo quindici chili di droga sono stati sequestrati nel 2004), e quello della vendita pirata di CD e DVD, tanto che i più di 26000 dischi sequestrati non coprono che una percentuale vicina al 10% del fenomeno di vendita.

La camorra ha un'origine antica che risale ai tempi della dominazione spagnola a Napoli. Si ritiene che alcuni esponenti della spagnola "Confraternita della Garduna" (dedita a rapine) fondata nel 1417 abbiano insegnato ai delinquenti napoletani dell'epoca il successo della loro organizzazione, fondata su una struttura verticistica con incarichi ben definiti. La camorra nasce però ufficialmente nel 1820 col nome di Bella Società Riformata (=confederata) con una struttura più gerarchica rispetto a quella attuale e dedita all'estorsione e all'usura, dominante principalmente nelle bische clandestine. Si ritiene infatti che il termine 'camorra' derivi da "morra", un gioco d'azzardo diffuso a Napoli tra XVII e XVIII secolo su cui appunto veniva imposta una percentuale da pagare ai camorristi. Tra il 2004 e il 2005 la guerra tra il clan Di Lauro e gli "Scissionisti" per il controllo del traffico di droga nei quartieri di Scampia e Secondigliano ha prodotto più di sessanta morti. Il 16 settembre 2005 Paolo Di Lauro è finito in manette. Il problema maggiore, per quanto riguarda lui e i centinaia di camorristi ancora in carcere, è evitare che da dietro le sbarre possa continuare a gestire l'attività della propria famiglia, e per questo andrebbe applicato l'Art.41 bis del codice penale. Quello che però appare evidente è che la città continua a rimanere controllata, quartiere per quartiere, da famiglie camorriste sempre meno in grado, e forse meno interessate di un tempo, di gestire il controllo della microcriminalità impazzante, dedite essenzialmene allo spaccio, anche a minori, di ogni sorta di droga e a rendere impossibile lo sviluppo economico attraverso il racket o il controllo diretto delle imprese, spesso acquisite con la forza.

 

Degrado e abusivismo

Abbattimento delle "vele" nel quartiere di Scampìa

Altri fattori che contribuiscono alla pessima vivibilità della città sono il degrado urbano e il fenomeno dell'abusivismo.

Il problema dei rifiuti attanaglia Napoli da vari anni. Periodicamente la città viene letteralmente sommersa da cumuli di rifiuti non raccolti dagli agenti della nettezza urbana, che frequentemente indicono scioperi, ma anche per la continua indisponibilità di impianti di smaltimento efficienti. La soluzione indicata dal Governo e dalla Regione è stata quella della realizzazione di un grande impianto termovalorizzatore nei pressi di Acerra: gli abitanti della zona hanno risposto con tumulti e dimostrazioni impedendo la costruzione dell'impianto. Il sistema della raccolta differenziata, attuato con grande buona volontà ma senza adeguata programmazione e con scarsità di mezzi, non ottiene il successo sperato anche a causa dell'indifferenza della maggioranza dei cittadini, poco coinvolti e poco sensibilizzati sull'argomento, anche per la consapevolezza che la differenziazione praticata risulta poi riassemblata nelle discariche. La questione rimane tutt'ora irrisolta, e di estrema gravità per la vivibilità e la salute di Napoli e della provincia.

A ciò si aggiunge il degrado e l'incuria di molte infrastrutture cittadine, spesso lasciate a sé stesse: casi esemplari quello del mancato sviluppo della zona flegrea, destinata all'entertainement, come nel caso dello Zoo e dell'Edenlandia, gestiti da privati, leggermente mitigati da esigui interventi sulla Mostra D'Oltremare, ma anche dalla carenza degli impianti sportivi e dalla cattiva gestione dei parchi. Molte nuove strutture sono paralizzate dalla burocrazia, e non realizzate dopo anni ed anni di progetti; l'area dismessa dell'Italsider a Bagnoli, ad esempio, o l'area delle dismesse industrie petrolifere nella zona orientale della città, oltre alla mancanza di nuove infrastrutture nei quartieri periferici, come Secondigliano, Soccavo, Pianura ed altri, che contribuiscono al degrado del tenore di vita degli abitanti.

Le amministazioni comunali sembrano essere afflitte da tempo da un difficile dialogo con la fascia metropolitana delle periferie. Ad esempio, il piano regolatore in vigore, per la cui approvazione sono stati necessari oltre venti anni, è stato additato da taluni osservatori come inadeguato ai bisogni abitativi della città (critica proposta dal noto architetto Aldo Loris Rossi che ipotizzerebbe un'azione di 'rottamazione' degli edifici più fatiscenti).

 

Curiosità

Nel mondo esistono oltre 20 città e/o villaggi che si chiamano Napoli (o Naples, Napòles, Neapolis). Le "Napoli" del Mondo



 

 

Note

  1. Qualche anno fa, una giornalista napoletana, Clara Miccinelli, ha rintracciato nell'archivio notarile di Napoli il contratto che il Principe di Sansevero stipulò con lo scultore, dal quale si rileva chiaramente che il sudario fu realizzato dal Principe con un procedimento di marmorizzazione di tessuto da lui ideato. Il Sammartino, che scolpì il Cristo, ebbe il compito di rifinire il sudario, levigandolo. Cfr. Clara Miccinelli - Il tesoro del Principe di Sansevero - Ed. SEN 1984.
  2. Riviera di Chiaia (anzi chiaja) significa in effetti riviera della spiaggia (playa in spagnolo)

 

Città gemellate

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni

 

Istituzioni sociali e culturali

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Golfo di Napoli

Golfo di Napoli

If you're planning a Naples vacation, you probably already know a thing or two about Italy's third largest city. But before you begin your exciting trip to Naples, why not learn a little bit more about this controversial, yet romantic, historic city?

In the shadow of Mount Vesuvius, the fertile crescent of Campania cradles the Bay of Naples and the larger Gulf of Salerno. Some say this is Italy's most spectacular natural setting. A sunny climate, a wealth of historic sights, elegant hotels, and a hospitable populace make the area around Naples a well-touristed domain.

The city's commercial and cultural history has always been strictly connected with the importance of its port. Strategically located, Naples has been coveted ever since it was established as a Greek colony around 600 BC, named "Neapolis" (New City). Conquered by the Romans in 327 BC, it became a favorite residence of emperors and literary personages, including Virgil and Nero. A Byzantine dukedom in the 7th century and later subject to Norman Sicily, Naples reached the zenith of its medieval prosperity when Charles I of Anjou made it his capital in 1266.

Along with his Angevin and Aragonese successors, Charles enlarged the city and embellished it with palaces and churches. The Spanish Habsburgs (1502 - 1704) were followed by the Bourbons, Bonapartes and finally the Savoys, when Campania became part of the unified Italian nation in 1860.

A point of embarkation for immigrants in the past, Naples now has a large traffic of merchandise (petroleum, carbon, cereals) and passengers. In the vast urban area one can distinguish many different neighborhoods: the old center, characterized by buildings closely crowded together, is bordered on the west by the new administrative district and on the east by the business district, into which flows almost all the road and rail traffic. Other neighborhoods, with narrow climbing streets, rise around the base of the San Martino and Capodimonte hills. These neighborhoods have experienced intense development, typically of the simpler kind, in contrast to that of the residential neighborhoods that stretch out comfortably along the Vomero and Posillipo hills.

Compared to other European cities, Naples is a large, chaotic, and sometimes "overbearing" city - but in all these things lie the city's charm. It has its share of petty crime, and derelict areas that visually detract a tourist's point of view. In spite of this, most of Naples' inhabitants know how to enjoy the joys of life. Naples has been compared to Marseilles and referred to as the "Bombay" of Europe. This reputation should not deter potential travelers from visiting Naples, as it is safer than most large American cities and the chaos has been steadily subsiding over the last few years.

Top Ten Things to do in Naples

The Naples Aquarium – Naples Aquarium is an excellent place to spend an afternoon exploring the more than 200 species of marine plants and fish that call the Acquario home. Founded by a German naturalist in the late 19th century, the Naples Aquarium is the oldest aquarium in Europe.
The aquarium sits in the public garden on Via Caracciolo. Stazione Zoologica, Viala A. Dohrn, Naples, Italy, Ph: +39 0 81 583 3111.

Ristorante A’ Fenestella - This is not just a place to have a fine meal – Ristorante A’ Fenestella is an experience you will never forget. Its location, on Marechiaro, at the end of Posillipo's hill, will leave you breathless and the taste of the classic Naples cuisine will linger long after your trip to Naples has ended. Via Marechiaro, 23 - Napoli, Ph: +39 0 81 769 0020, Website: www.afenestella.it.

Teatro Di San Carlo – This 1737 theater is one of the most amazing theatres in Italy to see an Opera performance. The theatre features six levels, 200 boxes, and a stage that opens up to the gardens of the Palazzo Reale (the Royal Palace). Via San Carlo 101-103, Toledo, Naples, Italy, Ph: +39 0 81 553 4565, E-mail: teatresancarlo@sirioservices.it, Website: www.teatrosancarlo.it.

The Phlaegrean Fields (Campi Flegrei) – Campi Flegrei means, “burning fields.” This area is highly volcanic in nature. Although the areas volcanoes are not considered active today, Campi Flegrei still has a good amount of seismic activity – a giant earthquake took place here as early as 1980. Area attractions include: PozzuoliOld City, Pozzuoli Amphitheater, Arco Felice, Monte Nuovo, Cumae, Bacoli, Capo Miseno, and Baia Castle to name a few. To get here, take the Metronapoli Subway ( www.metro.na.it) from Stazione Centrale in Naples to Pozzuoli. The SEPSA Bus ( www.sepsa.it) in Pozzuoli will take you wherever you need to go!

Palazzo Reale (The Royal Palace) – Built by Domenico Fontana at the beginning of the 17th century, Palazzo Reale features eight sculptures of the most important Naples monarchs, as well as a museum -- which has furnishings of the noble apartment on display, 30 rooms, and a chapel. Piazza del Plebiscito, Naples, Italy, Ph: +39 0 81 580 8111.

National Museum of Archaeology (Museo Archeologico Nazionale) – National Museum of Archaeology houses the remains of towns buried by Mount Vesuvius during the eruption in 79 AD. Other pieces on display here, which make the collection the largest archaeological collection in history include artifacts from cities such as Baia, Capri, Capula, Nola, Pompeii, and Pozzuoli, to name a few. Also on site is the Farnese Collection, acquired from Charles of Bourbon at the beginning of the 19th century. This is the largest art collection in Italy. Hours: 9:00 a.m.-8:00 p.m. Address: Museum Square, 19 Napoli, Ph: +39 08 144 0166, E-mail: sanc@interbusiness.it.

Castel dell’Ovo (Castle of the Egg) - Overlooking the Gulf of Naples, on the islet of Megaride is this 2,000-year-old fortress constructed by Frederick II. The site is believed to be that of the Parthenope – the original Greek settlement. Visitor’s can explore the exterior of the castle – which offers panoramic views, but the interior is for private events only. Via Eldorado n. 3, Ph: +39 0 81 795 4593, E-mail: casteldellovo@commune.napoli.it.

Mastroberardino – This 130-year-old vineyard is the most popular vineyard in region. The road trip, only 28 miles, offers gorgeous scenery and you can also do plenty of wine tasting along the way. Besides wine tastings and tours at the vineyard, visitors can also purchase some of the best wines in the world to take home. Address: via Manfredi 75/81, Atripalda Italy, Ph: +39 0 82 561 4111, E-mail: maestro@mastroberardino.com, Website: www.mastroberardino.com.

Piazza dei Martiri (Martyr’s Square) - This monument square is home to a memorial column surrounded by four lion statues. The square, originally dedicated to Santa Maria Cappella, is now dedicated to four different patriotic struggles (represented by the lions) – the Neapolitan Revolution (1799), the uprisings of 1820 and 1848, and the war of unification of 1860.

Via dei Millie, Via Filangieri, and Via Chiala - Surrounding Piazza dei Martiri is yet another Naples attraction -- one of the most upscale shopping areas in the city. Via dei Millie, Via Filangieri, and Via Chiala streets feature luxury perfume shops and boutiques as well as everything from Prada, Gucci, and Versace to Cartier, Louis Vuitton, Damiani, and more. Tip: Head to bustling Via Chiaia and Via Toledo streets for clothes that are a bit more budget-friendly as well as a spattering of cute cafés and tasty little food shops.

____________ Sights
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DOM in Napels

DOM in Napels

Hans-Peter Harmsen
During your Naples vacation, you will find out very quickly that the city and surrounding areas are filled with historic sights. Although the structural conditions of some important sights have been neglected for several years, one must admit, that the city has improved a lot. The beautiful Piazza del Plebiscito is closed off for traffic and the port of Molo Beverello (boats for Capri and Ischia) looks a lot better too.

The historic center is where the most important sights are. The Church of Santa Chiara, Chapel of San Sansevero, the church of San Giacomo degli Spagnoli and the street of San Gregorio Armeno are highlights here.

The National Archaeological Museum is an absolute must for lovers of Roman and Greek culture, with lots of stuff from Pompeii. For paintings head to the Museo and Galleria di Capodimonte.

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February 25, 2005 change by brian_unc1
June 09, 2008 change by mcburton

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The Naples Aquarium
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Naples Aquarium is an excellent place to spend an afternoon exploring the more than 200 species of marine plants and fish that call the Acquario home. Founded by a German naturalist in the late 19th century, the Naples Aquarium is the oldest aquarium in Europe. The aquarium sits in the public garden on Via Caracciolo.
type: Hotspots
World66 rating: [rate it]
tel: +39 0 81 583 3111
address: Stazione Zoologica, Viala A. Dohrn, Naples, Italy
Palazzo Reale (The Royal Palace)
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Built by Domenico Fontana at the beginning of the 17th century, Palazzo Reale features eight sculptures of the most important Naples monarchs, as well as a museum -- which has furnishings of the noble apartment on display, 30 rooms, and a chapel.
type: Palaces
World66 rating: [rate it]
tel: +39 0 81 580 8111
address: Piazza del Plebiscito, Naples, Italy
Castel dell’Ovo (Castle of the Egg)
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Overlooking the Gulf of Naples, on the islet of Megaride is this 2,000-year-old fortress constructed by Frederick II. The site is believed to be that of the Parthenope – the original Greek settlement. Visitor’s can explore the exterior of the castle – which offers panoramic views, but the interior is for private events only.
type: Castles
World66 rating: [rate it]
tel: +39 0 81 795 4593
address: Via Eldorado n. 3
email: casteldellovo@commune.napoli.it
The Phlaegrean Fields (Campi Flegrei)
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Campi Flegrei means, “burning fields.” This area is highly volcanic in nature. Although the areas volcanoes are not considered active today, Campi Flegrei still has a good amount of seismic activity – a giant earthquake took place here as early as 1980. Area attractions include: Pozzuoli Old City, Pozzuoli Amphitheater, Arco Felice, Monte Nuovo, Cumae, Bacoli, Capo Miseno, and Baia Castle to name a few. To get here, take the Metronapoli subway from Stazione Centrale in Naples to Pozzuoli. The SEPSA Bus in Pozzuoli will take you wherever you need to go! more..
type: Hotspots
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Piazza dei Martiri (Martyr’s Square)
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This monument square is home to a memorial column surrounded by four lion statues. The square, originally dedicated to Santa Maria Cappella, is now dedicated to four different patriotic struggles (represented by the lions) – the Neapolitan Revolution (1799), the uprisings of 1820 and 1848, and the war of unification of 1860.
type: Squares
World66 rating: [rate it]
address: Piazza dei Martiri

__________Practical Information
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IF YOU WANT TOURISTIC INFORMATION ABOUT NAPLES AND SURROUNDNG PLEASE CONTACT ME ANNA

WWW.NAPOLIGUIDETURISTICHE.IT

[Add Practical address]
ANNA LEVA
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OFFICIAL TOUR GUIDE IN CAMPANIA REGION.
type: Tourist information
World66 rating: [rate it]
tel: +393397127416
url: WWW.NAPOLIGUIDETURISTICHE.IT
address: PRATELLA 43
email: INFO@NAPOLIGUIDETURISTICHE.IT

____Getting Around
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During your Naples vacation, the best way to get around the city and stay sane is to walk. However, Naples is a large, sprawling city, so sooner or later it's recommendable to use the means of public transport -- bus, trolley or subway -- to travel between your Naples hotel and the numerous attractions and Naples activities on the menu. It may be a bit complicated, but it's in any case better than going by private car or taxi. Furthermore it is the best solution to avoid heavy traffic jams. The public transport ticket is the same no matter which way of transport you use, you can buy it at counters in the metro/train/funicolare stations and in all the shops that show the logo Gira Napoli - Napoli Pass.

Bus: Don't expect to find timetables at the bus stop, counting on regular buses was until a couple of years ago impossible in Naples, due to the very chaotic and complex traffic, you will at most find the interval of time between two consecutive buses. Nowadays, however, the situation has greatly improved and the new bus lines, characterized by an R in front of their number (eg. R1), are quite fast and if you'll loose one you won't have to wait more than 5 minutes for the next one to arrive.

Metro: You will find that there are 2 metro networks. One starts from the Gianturco passing by Napoli-Piazza Garibaldi, the railway station, and goes to Pozzuoli, the local call this just Metropolitana or "Metropolitana di Piazza Garibaldi". This serves the hystorical centrum and is the one you'll most likely use as tourist. Be a bit careful when using the Metropolitana, especially in the dead hours. The second and newest line serves for the moment the newest part of the city leaving from Piazza Vanvitelli and going to Secondigliano, in the near future also this metro should arrive to Napoli-Piazza Garibaldi. The local call this Metropolitana Collinare to distinguish it from the previous one.

Funiculars: A really nice way to get a perfect view on the city is using the funiculars scaling the hill of the Vomero from stations at Piazza Montesanto, Amadeo and Augusto.

By car: Note: If you rent a car to tour Italy you should be very careful in Naples. It’s not that the city is more crowded than Rome or Florence or that the roads are in worse condition. But somehow the way the traffic flows the indomitable Neapolitan spirit and the complete disregard for traffic laws combine to make driving in Naples a harrowing experience. (It has been said that Neapolitans hesitate at green lights because they know everyone runs red lights — in fact Neapolitans treat red lights as stop signs.) If you do decide to bring a car into the city make sure you leave nothing of value in it not even in the trunk. Break-ins are common. And while we’re on the subject of warnings do not wear flashy jewelry, carry much cash in your wallet (or even carry a purse or wallet at all for that matter). Pickpocketing and purse snatching are rampant.

Metronapoli
Subway official website
www.metro.na.it

Metro Campania
Regional subway system
www.metrocampania.it

A.C.A.M.
Regional Transport Office
www.acam-campania.it

Contributors
June 09, 2008 change by mcburton

[Add Local transport mode]
Tranfers Naples Sorrento Pompeii excursions
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Professional English speaking drivers, able to drive you safety anywhere in Campania, to explore the Amalfi coast, Sorrento, The archaeological Site of Pompeii, Herculaneum, Vesuvius, Paestum and much more.

Naples' creative population makes for a lively and entertaining atmosphere, but the Sorrento and Amalfi coasts are not to be misses, as well the archaeology sites.




World66 rating: [rate it]
url: www.amalficoastdrive-sorrentoprivatetour.com

_________Nightlife and Entertainment
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Looking for a lively nightlife scene during your Naples trip? Here are a few tips: For a drink, the beautiful Piazza Bellini is a popular place to have a creative cocktail or a cold beer, where tables spill out from the surrounding bars. The atmosphere, especially in summer, is great, and the crowd is super trendy. This is definitely one of the most pleasurable Naples activities that shouldn't be missed during the hot days of summer. Most of the city's discotheques can be found along the seacoast drives. For performances, there is no shortage of theatres and live music venues to choose from. Continue reading through the listings to find out about some of Naples' best nightlife venues.

Contributors
June 10, 2008 change by mcburton
Display all
or display just:
Bars & Pubs
Casinos Disco & Dance
Nightclubs Opera
Wine bars

Show best rated on top | Show in alphabetical order

[Add Entertainment place]
Queen Victoria
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Dance music.
type: Disco & Dance
World66 rating: [rate it]
address: Via dei Mille
tel: +39 081-422.334
Kiss kiss
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Discotheque on two floors.
type: Casinos
World66 rating: [rate it]
address: Via Sgambati, 47
tel: +39 081-546.65.66
Tongue
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Nightclub.
type: Nightclubs
World66 rating: [rate it]
address: Via Manzoni, 207
tel: +39 081-769.08.06
City hall Cafe
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Main room and smaller sitting rooms, Internet and Radio Med
type: Bars & Pubs
World66 rating: [rate it]
address: Corso Vittorio Emanuele, 137/a
tel: +39 081-669.400
Chez moi
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Musical parlor.
type: Bars & Pubs
World66 rating: [rate it]
address: Via del Parco Margherita, 13
tel: +39 081-407.526
Riot
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Live music.
type: Bars & Pubs
World66 rating: [rate it]
address: Via San Biagio dei Librai, 38
tel: +39 081-552.32.31
Mefisto
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Up-to-date music.
type: Disco & Dance
World66 rating: [rate it]
address: Via Medina, 12
tel: +39 081-580.01.90
Up stroke
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Live blues, New Age, and funky music.
type: Disco & Dance
World66 rating: [rate it]
address: Via Coroglio, 128
tel: +39 081-570.89.92
Vertego
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Discotheque.
type: Disco & Dance
World66 rating: [rate it]
address: Via Caccavallo, 17
tel: +39 081-556.05.52
Nightlife in Naples
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In Naples in the Chiaia Area, San Pasquale streets, there are a lot of mini cute wine bars every night full of good and handsome people.

If you're looking for something of really funny go to this area in one of the weekend's days and you will enjoy it.
type: Wine bars
World66 rating: [rate it]
address: San Pasquale - Area Chiaia
Teatro Di San Carlo
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This 1737 theater is one of the most amazing theatres in Italy to see an Opera performance. The theatre features six levels, 200 boxes, and a stage that opens up to the gardens of the Palazzo Reale (the Royal Palace). Please visit the website for current schedules and ticket information.


type: Opera
World66 rating: [rate it]
tel: +39 0 81 553 4565
url: www.teatrosancarlo.it
address: Via San Carlo 101-103, Toledo, Naples, Italy
email: teatresancarlo@sirioservices.it

_________Day Trips
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There is so much to do and see in Naples, you may think twice about taking time out of your Naples trip for a side trip. If you really don't want to leave Naples for more than a day, you're in luck! There are quite a few day trips that you can take from Naples (on any given day of the week) and still be make it back in time for dinner or to enjoy a concert. Continue reading through the listings to find out about some of the most popular Naples day trips and read about a few off-the-wall day trips that shouldn't be missed.

Contributors
June 09, 2008 change by mcburton

[Add Day Trip]
Pozzuoli and The Phlaegrean Fields
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The Phlaegrean Fields (Campi Flegrei) – Campi Flegrei means, “burning fields.” This area is highly volcanic in nature. Although the areas volcanoes are not considered active today, Campi Flegrei still has a good amount of seismic activity – a giant earthquake took place here as early as 1980. Area attractions include: Pozzuoli Old City, Pozzuoli Amphitheater, Arco Felice, Monte Nuovo, Cumae, Bacoli, Capo Miseno, and Baia Castle to name a few. To get here, take the Metronapoli Subway (www.metro.na.it) from Stazione Centrale in Naples to Pozzuoil. The SEPSA Bus more..
World66 rating: [rate it]
Atripalda - Mastroberardino Vineyard
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This 130-year-old vineyard is the most popular vineyard in region. The road trip, only 28 miles, offers gorgeous scenery and you can also do plenty of wine tasting along the way. Besides wine tastings and tours at the vineyard, visitors can also purchase some of the best wines in the world to take home.

Metronapoli
Subway official website
www.metro.na.it

Metro Campania
Regional subway system
www.metrocampania.it

A.C.A.M.
Regional Transport Office
www.acam-campania.it
World66 rating: [rate it]
tel: +39 0 82 561 4111
url: www.mastroberardino.com
address: Manfredi 75/81, Atripalda Italy
email: maestro@mastroberardino.com
Pompeii
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Pompeii is probably one of the most popular day trips from Naples and just about every other surrounding area. Major points of interest include: Villa dei Misteri (House of the Mysteries), Forum (foro), Uffico Scavi di Pompeii (2,000-year-old-ruins), the elegant House of Vettee (Casa dei Vettii), the Great Theater, and Casa del Poeta Tragico -- The House of the Tragic Poet. To get to Pompeii from Naples take the Circumvesuviana Railway, which departs Naples every half-hour from Piazza Garibaldi.

Circumvesuviana Railway
Corso Garibaldi, 387 Stazione Centrale
Ph: more..
World66 rating: [rate it]
tel: +39 0 81 850 7255
address: Tourist Office: Via Sacra 1
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Cronologia/Autori: http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Neapel&action=history

Neapel

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  Dieser Artikel beschreibt die Stadt Neapel. Für weitere Bedeutungen siehe Napoli.
Neapel
Staat: Italien
Region: Kampanien
Provinz: Neapel (NA)
Geographische Koordinaten: 40° 50′ N, 14° 15′ O40.833333333314.2517Koordinaten: 40° 50′ 0″ N, 14° 15′ 0″ O
Höhe: 17 m s.l.m.
Fläche: 117 km²
Einwohner: 975.139 (31. Dez. 2006)
Bevölkerungsdichte: 8.457 Einw./km²
Postleitzahl: 80100
Vorwahl: 081
ISTAT-Nummer: 063049
Demonym: Napoletani
Schutzpatron: San Gennaro
Website: www.comune.napoli.it
Panorama Neapels (mit dem Hafen von Mergellina im Vorder- und dem Vesuv im Hintergrund)

Neapel (italienisch: Napoli [ˈnaːpoli], neapolitanisch: Napule; von griechisch nea polis = neue Stadt) ist nach Rom und Mailand die drittgrößte Stadt Italiens und die größte Stadt in Süditalien. Sie ist die Hauptstadt der Region Kampanien und der Provinz Neapel. Die Stadt selbst hat etwa 1 Million Einwohner (zuzüglich einer hohen Dunkelziffer an nicht amtlich registrierten Personen), zusammen mit den Vororten weist sie als Agglomeration über 4,4 Millionen Einwohner auf.

Inhaltsverzeichnis

[Verbergen]

 

Geographie und Klima [Bearbeiten]

„Dass kein Neapolitaner von seiner Stadt weichen will,
dass ihre Dichter von der Glückseligkeit der hiesigen Lage in gewaltigen Hyperbeln singen,
ist ihnen nicht zu verdenken,
und wenn auch noch ein paar Vesuve in der Nachbarstadt stünden.
Man mag sich hier an Rom gar nicht zurück erinnern:
gegen die hiesige freie Lage kommt einem die Hauptstadt der Welt im Tibergrunde
wie ein altes übelplatziertes Kloster vor.“

Johann Wolfgang von Goethe (1749-1832)

Klimadiagramm von Neapel

Neapel liegt am nördlichen Rande des Golfs von Neapel, eines Supervulkans mit einem Durchmesser von über 30 Kilometern, der zur Bruchzone auf der tyrrhenischen Seite des Apennin gehört. Die Stadt befindet sich auf etwa halbem Wege zwischen zwei peripheren und aktiven vulkanischen Gebieten dieses Supervulkans, dem Monte Somma/Vesuv und den Campi Flegrei (Phlegräischen Feldern).

Wetterbestimmend für die Stadt ist das mediterrane Klima mit milden und regenreichen Wintern sowie heißen und trockenen Sommern, wobei die gröbste Sommerhitze durch die begünstigte Lage am Meer abgemildert wird.

So sehr die vulkanischen und tektonischen Aktivitäten dieser Region den Menschen auch immer wieder bedrohten, so sehr sorgten sie auf der anderen Seite mit der Entstehung von Thermalquellen und der Bildung überaus fruchtbarer Böden in Verbindung mit dem wachstumsfördernden Klima für optimale Siedlungsvoraussetzungen, wodurch die Gegend am Golf von Neapel seit alters her zu den dichtbesiedeltsten Gebieten Italiens gehört.

 

Stadtgliederung und Demografie [Bearbeiten]

Neapel besteht aus insgesamt 31 Stadtteilen, die sich in Anpassung an die topographischen Gegebenheiten um den Golf schmiegen. Der Übergang zu den angrenzenden, unabhängigen Kommunen der Agglomeration ist fließend. Auffällig ist, dass Neapel keine einzelne Stadtmitte besitzt, sondern mehrere kleinere Zentren. Diese werden von verschiedenen größeren Plätzen beherrscht, wie der Piazza Garibaldi am Zentralbahnhof, der Piazza Cavour am Nordrand der Altstadt, der Piazza Dante im nordwestlichen Altstadtbereich, der Piazza Municipio im Bereich des Fährhafens und der Piazza Mercato am Frachthafen.

Die Bevölkerungsstruktur der Stadt unterscheidet sich in einigen Punkten deutlich von der Struktur anderer italienischer, insbesondere norditalienischer Städte. So wurden im Jahr 2004 nur rund 40.000 in der gesamten Region offiziell ansässige Migranten gezählt, was einem Bevölkerungsanteil von nur etwa einem Prozent entspricht. Viele davon sind osteuropäische Gastarbeiter, eine verschwindend kleine Anzahl besteht aus Chinesen, Arabern und Afrikanern. Und anders als die mittel- und norditalienischen Städte hat die neapolitanische Bevölkerung einen relativ jungen Altersdurchschnitt. Knapp 19 % aller Neapolitaner sind jünger als 15 Jahre, die 15- bis 64-jährigen machen annähernd 68 % der Bevölkerung aus und der Anteil der über 64-jährigen liegt bei gut 13 %. Das obwohl seit ungefähr einem Vierteljahrhundert kontinuierlich gerade zahlreiche junge Menschen auf der Suche nach Arbeit und besseren Lebensperspektiven der Stadt den Rücken kehren.

Entwicklung der Einwohnerzahlen (in Tausend)

 

Geschichte [Bearbeiten]

Neapel kann auf eine lange und bewegte, in wesentlichen Teilen aber auch von Fremdherrschaft und Unterdrückung geprägte Geschichte zurückblicken. In den Gebäuden und Museen, aber auch in den kulturellen Eigenheiten der Stadt sind bis heute Spuren aus fast allen Perioden dieser langen Entwicklung zu finden.

 

Antike [Bearbeiten]

Neapel wurde vermutlich von Einwohnern der bereits um 750 v. Chr. entstandenen griechischen Kolonie Kyme begründet. Von Cumae aus wurde einige Kilometer entfernt eine weitere Stadt gebildet: Parthenope auf dem heute inmitten Neapels liegenden Hügels Pizzofalcone. Aus dieser Niederlassung Parthenope ging um 500 v. Chr., wohl durch Erweiterung der alten Stadt (griech. paläo polis) am Fuße des Berges schließlich die neue Stadt (griech. nea polis) Neapel hervor.

Münzporträt des Lucius Cornelius Sulla

Schon bald zählte die junge Gründung zu den prosperierendsten Städten der Magna Graecia. Ein mit dem expandierenden Rom 326 v. Chr. geschlossener Bündnisvertrag trug zu einer langen relativen Unabhängigkeit bei. Aber in den römischen Bürgerkriegen (88-82 v. Chr.) stand Neapel auf der falschen Seite und wurde in Folge unter Sulla als abhängige Provinzstadt dem römischen Imperium einverleibt.

In der Römischen Kaiserzeit spielte Neapel eine eher durchschnittliche Rolle. Spektakuläre Bauvorhaben der damaligen Oberklasse wurden zwar in der Region (Pompeji, Herculaneum, Capri, Misenum, Puteoli, Baiae), nicht jedoch in der Stadt Neapolis durchgeführt, die gleichwohl am Wohlstand der gesamten Campania felix partizipierte. In dieser Zeit wurde auch die griechische Bevölkerung Neapels mehr und mehr durch Lateiner ergänzt und schließlich, spätestens bis zur Mitte des 3. Jahrhunderts, ethnisch und kulturell vollständig absorbiert.

Katakomben (1877)

Wie die Christen in der Hauptstadt des Imperiums war die frühchristliche Gemeinde Neapels sporadischen Verfolgungen ausgesetzt. Wie in Rom, zogen sich die frühen Christen daher auch in Neapel in Katakomben zurück, die der Gemeinde als Versammlungsort, Begräbnisstätte und zur Ausübung ihres Kultes dienten. Dieser Zustand änderte sich endgültig erst, als der junge Glaube nach dem Toleranzedikt von Mailand von der verfolgten Religion zur Staatsreligion avancierte. Die Katakomben sind bis auf den heutigen Tag erhalten und können besichtigt werden.

Die letzten anderthalb Jahrhunderte der Existenz des Römischen Imperiums waren in Neapel wie im gesamten Reich von einer gewissen Agonie geprägt. Der letzte weströmische Kaiser Romulus Augustulus wurde 476 abgesetzt und vermutlich in der Nähe von Neapel quasi in Rente geschickt. Die in Neapel gerne kolportierte Geschichte, er habe seine letzten Jahre eingekerkert in einem Vorgängerbauwerk des Castel dell'Ovo fristen müssen, kann wahrscheinlich ins Reich der Legenden verwiesen werden [1].

 

Mittelalter [Bearbeiten]

Gegen die im 6. Jahrhundert im Rahmen der Völkerwanderung von Norden her eindringenden Ostgoten eroberten die Byzantiner unter Justinian im Zuge der Renovatio imperii, dem Versuch, das römische Imperium wiederherzustellen, vorübergehend ganz Italien. Auch wenn dieser Versuch insgesamt zum Scheitern verurteilt war, so gelang es den Byzantinern doch lange Zeit, ihren Einfluss in Neapel zu behaupten. Erst im Zusammenhang mit dem Ikonoklasmus des 8. Jahrhunderts wechselte die Stadt die Fronten und näherte sich der mit den Langobarden verbündeten Römisch-Katholischen Kirche an. In der Folge gewann das bereits im 7. Jahrhundert entstandene neapolitanische Herzogtum eine gewisse Autonomie [2].

In einem eher regionalen Konflikt (mit Benevent) riefen die Herzöge von Neapel um 835 die sizilianischen Araber aufs Festland. Das Bündnis währte ein halbes Jahrhundert und Neapel wurde so zur Ausgangsbasis für die Ausbreitung des Islam in Italien und seiner für den sensiblen Beobachter bis heute im Süden des Landes wahrnehmbaren kulturellen Einflüsse. Insgesamt waren die letzten anderthalb Jahrhunderte des ersten Jahrtausends für die Stadt von anhaltendem Wohlstand geprägt, gemeinsam mit den Flotten der zeitweise verbündeten Seerepublik Amalfi und des Herzogtums Gaeta beherrschte Neapel noch vor den Venezianern und Genuesen den Seehandel im Mittelmeer.

Im Jahr 1137 fiel Neapel nach zähem Widerstand in die Hand der Normannen und wurde Bestandteil des normannischen Königreichs Sizilien. Die Normannen verstanden es, durch eine geschickte Innenpolitik die unterschiedlichen, römisch-byzantinischen, arabischen und westlichen Wurzeln der Region zu einem einzigartigen und eigenständigen kulturellen Konglomerat zu verschmelzen.

Konradin von Hohenstaufen

Die Normannenherrschaft dauerte 165 Jahre. 1194 traten die Staufer unter Heinrich VI. an ihre Stelle, indem sie eine dynastische Schwäche der Normannen ausnutzten und sich in einem kurzem Feldzug Süditaliens bemächtigten. Heinrichs Sohn und Nachfolger Friedrich II. gründete 1224 mit der Universität Neapel, die heute seinen Namen trägt, die erste staatliche Hochschule Europas.

Die staufische Herrschaft in Neapel überdauerte Friedrichs Tod (1250) nicht lange. Karl I. von Anjou eroberte das so genannte „Königreich beider Sizilien“ als Lehensnehmer des Papstes nach seiner Krönung in Rom 1266. Nach erbitterten Auseinandersetzungen mit den staufischen Erben wurde Konradin, der letzte männliche Staufer, 1268 in Neapel enthauptet.

Nachdem in Folge der sizilianischen Vesper 1282 die Insel Sizilien für die Anjou verloren gegangen war, konzentrierten sie sich ganz auf ihre festländischen Besitzungen und machten Neapel zur Residenz ihres Königreiches. Auch wenn ihre bis 1442 andauernde Herrschaft innenpolitisch von brutaler Unterdrückung geprägt war, sorgten sie für eine wirtschaftliche und kulturelle Blütezeit der Stadt und ergriffen grundlegende städtebauliche Maßnahmen zu ihrer Modernisierung. Neapel wurde in dieser Epoche neben Florenz zum tonangebenden Zentrum auf den Gebieten der Wirtschaft, Wissenschaft, Kunst und Architektur in Italien und Europa. Zahlreiche unter den Anjou errichteten Bauwerke zeugen noch heute von der ökonomischen Prosperität und dem kulturellen Glanz der Stadt in dieser Zeit.

 

Neuzeit [Bearbeiten]

 
Kgr. Aragón

1442 besiegte der aragonesische König Alfonso den letzten Herrscher der Anjou. Unter den Aragonesen wurden die ökonomischen Verbindungen Neapels zur iberischen Halbinsel intensiviert, die Wirtschaft insgesamt gefördert und die Stadt zu einem Zentrum der italienischen Renaissance. Zu Beginn des 16. Jahrhunderts schließlich, nach einer nur kurzen Episode französischer Herrschaft, wurden Stadt und Königreich Neapel als Provinz dem spanisch-habsburgischen Weltreich angegliedert. Damit begann die Ära der spanischen Vizekönige von Neapel, unter denen die Stadt den Tiefpunkt ihrer wirtschaftlichen und politischen Entwicklung erreichen sollte.

Vizekönig Pedro Álvarez de Toledo

Innerhalb von nur 100 Jahren war die Bevölkerung der Stadt von rund 40.000 im Jahre 1450 auf etwa 210.000 im Jahre 1550 angewachsen und Neapel war, noch vor Venedig (160.000 Einwohner) und Mailand (70.000 Einwohner) zur größten Stadt Italiens und nach Paris zur zweitgrößten Metropole in Europa geworden. Einem der wenigen fähigen Vizekönige, Pedro Álvarez de Toledo, gelang es in seiner Amtszeit zwischen 1532 und 1553, diesem demographischen Problem noch einigermaßen Herr zu werden, indem er entsprechende städtebauliche Maßnahmen durchführte. So ließ er vorhandene Bausubstanz aufstocken und ein neues Stadtviertel (quartiere spagnolo, spanisches Viertel) westlich der nach ihm benannten Via Toledo errichten. Realisiert werden konnten diese Maßnahmen aber nur durch eine harte Steuer- und repressive Innenpolitik. So war es auch de Toledo, der die Inquisition in Neapel einführte [3].

Im Übrigen war die Zeit der Vizekönige von einer zunehmenden Verschärfung der Klassengegensätze geprägt. Das Hauptaugenmerk der spanischen Krone lag auf dem iberischen Kernland und den Kolonien. Die wenigen Investitionen, die in der Stadt getätigt wurden, kamen nur den Besitzenden, dem städtischen Adel, dem Klerus und den spanischen Beamten zugute, während die einfache Bevölkerung zunehmend verelendete. Nirgendwo im westlichen Europa dieser Zeit waren die sozialen Unterschiede größer ausgeprägt als in Neapel.

Nachdem es schon zur Zeit de Toledos 1547 zu einer ersten Revolte und in der Folge immer mal wieder zu Unruhen gekommen war, entluden sich die sozialen Spannungen schließlich im Masaniello-Aufstand von 1647, der zu einer ersten kurzlebigen neapolitanischen Republik 1647/48 führte. Aufgrund der Machtverhältnisse war die spanische Herrschaft naturgemäß bald wieder hergestellt, und nach einer weiteren kleineren Rebellion 1649 ergaben sich die Neapolitaner in ihr Schicksal. Zu alledem wurde die Stadt 1656 auch noch von einer verheerenden Pest heimgesucht, der rund die Hälfte der Bevölkerung zum Opfer fiel. Die spanischen Habsburger wurden 1707 durch die österreichischen Habsburger abgelöst, für die Neapolitaner änderte sich dadurch nur wenig.

Karl VII. von Neapel (= Karl III. von Spanien)

Eine deutliche Verbesserung der Verhältnisse trat erst ein, als die Bourbonen, die infolge des spanischen Erbfolgekrieges 1712 den spanischen Thron erworben hatten, 1735 auch Süditalien von den Österreichern übernahmen. Unter Karl VII., der das neu formierte Königreich beider Sizilien von 1735 bis 1759 regierte und anschließend von 1759 bis 1788 als Karl III. in Spanien herrschte, wurde eine wirksame Reformpolitik eingeleitet. Karl VII., ein Vertreter der Aufklärung, säuberte die Reihen der korrupten und dekadenten Adeligen und kirchlichen Würdenträger, nahm bauliche Veränderungen im Stadtbild vor und förderte das kulturelle Leben. Sein Sohn und Nachfolger Ferdinand IV. (mit Unterbrechungen 1759-1825) blieb allerdings deutlich hinter dem Format seines Vaters zurück, so dass sich die Stadt bald wieder den alten Verhältnissen annäherte, bevor die von Frankreich ausgehenden Ereignisse Europa und damit auch Neapel erschüttern sollten.

Anfang 1799 zogen französische Revolutionstruppen unter dem General Jean-Étienne Championnet in Neapel ein, der König war schon zuvor nach Palermo geflohen. Neapolitanische Patrioten proklamierten daraufhin die Parthenopäische Republik, die jedoch bei großen Teilen der ungebildeten Bevölkerung auf nur wenig Gegenliebe stieß. Durch deren Widerstand und das Eingreifen der Engländer unter Horatio Nelson endete das republikanische Experiment schon im selben Jahre wieder. Der Bourbone kehrte nach Neapel zurück und gegen die Republikaner folgten grausame Verfolgungen, denen fast die gesamte intellektuelle Elite Neapels zum Opfer fiel.

Im Winter 1805/06 wurde Ferdinand IV. von Napoléon Bonaparte entmachtet, der zunächst seinen Bruder Joseph (1806-1808) und danach seinen Schwager Joachim Murat (1808-1815) als Könige von Neapel einsetzte. Insbesondere letzterer leitete umfangreiche Sozialreformen ein und gelangte so bei der einheimischen Bevölkerung schnell zu großer Beliebtheit.

Mit dem Untergang Napoléons kam jedoch auch bald das Ende dieser Episode. Ferdinand kehrte nach Neapel zurück und führte eine konsequente Restaurationspolitik durch, die auch die letzten Spuren französischer Reformbemühungen beseitigte. Die Neapolitaner jedoch, die kurzzeitig in den Genuss der Reformen gekommen waren und nun die restaurative Politik der Bourbonen erleiden mussten, begannen sich mit den aus Norditalien kommenden Ideen des Risorgimento zur Schaffung eines unabhängigen Italiens anzufreunden.

 

Neapel als Bestandteil des italienischen Staates [Bearbeiten]

Giuseppe Garibaldi

Am 7. September 1860 zog Giuseppe Garibaldi nach der Eroberung Süditaliens unter dem Jubel der Bevölkerung in Neapel ein und am 21. Oktober 1860 stimmten die Neapolitaner in einem Plebiszit mit überwältigender Mehrheit für den Anschluss an das Königreich Italien. Franz II, der letzte Bourbonenherrscher war aus der Stadt in die Festung Gaeta geflüchtet, gab am 13. Februar 1861 seine Kapitulation bekannt und wurde für abgesetzt erklärt. Am 17. März 1861 wurde das Vereinigte Königreich Italien als konstitutionelle Monarchie offiziell proklamiert.

Viele Neapolitaner identifizierten sich allerdings nur in sehr geringem Umfang mit dem neuen italienischen Staat. Staatsgewalt - gleich, durch wen sie ausgeübt wurde - war für viele Süditaliener im wesentlichen ein Synonym für Unterdrückung und Fremdherrschaft. Der Süden, das ehemalige Königreich Beider Sizilien, war gegenüber den ehemaligen norditalienischen Staaten - im wesentlichen aufgrund jahrhundertelanger Misswirtschaft der Herrscher - wirtschaftlich deutlich unterentwickelt. Viele Entwicklungsprojekte und Förderungsmaßnahmen der neuen Zentralregierung kamen überwiegend dem Norden des Landes zugute, während der Süden eher vernachlässigt und durch eine ungerechte und harte Steuerpolitik wirtschaftlich stark belastet wurde. Notwendige Reformen, um die während der Bourbonenherrschaft etablierten Probleme zu beseitigen (z.B. eine Landreform), unterblieben. Die Regierung hatte lediglich eine formelle, politische Einigung des Landes erreicht, scheiterte aber an der Aufgabe, das Land auch innerlich zu einigen. Die Rückständigkeit des Südens wurde in gewisser Weise zementiert. Der Norden prosperierte in den ersten Jahrzehnten nach der Gründung des Königreiches wirtschaftlich zunehmend und fand bald Anschluss an die führenden europäischen Industrienationen, während der Süden in Armut und Agonie verharrte. Hier liegt eine der Ursachen für die Entstehung des bis heute wirksamen Nord-Süd-Gefälles in Italien. Auch Neapel entwickelte sich so zu einer typischen Großstadt des Mezzogiorno, geprägt von Armut, Kriminalität, Schattenwirtschaft und mafiösen Strukturen, die bis in die höchsten politischen und wirtschaftlichen Machtzentren reichen.

1884 wurde Neapel infolge der katastrophalen infrastrukturellen und hygienischen Verhältnisse Opfer einer verheerenden Choleraepidemie. Von Rom aus 1885 eingeleitete Notstandsmaßnahmen zur Sanierung der Elendsquartiere blieben Makulatur. Eine zu Beginn des 20. Jahrhunderts mit quasi planwirtschaftlichen Methoden begonnene Industrialisierung war bedingt durch Fehlplanung, fehlende Infrastruktur und in dunklen Quellen versickernde Gelder fast zwangsläufig zum Scheitern verurteilt und führte zu keiner Verbesserung der ökonomischen Situation. Vor diesem Hintergrund kam es zu den ersten großen Auswanderungswellen nach Norditalien, Argentinien und vor allem in die USA.

Kaum verwunderlich, dass der Faschismus in dieser Situation in Süditalien deutlich mehr Anhänger fand als im Norden des Landes. 1922, kurz vor dem Marsch auf Rom, fand in Neapel ein großer Faschistenkongress statt. Nach der Machtergreifung Mussolinis wurden die süditalienischen Probleme erst einmal durch die imperialen Bestrebungen der Faschisten und später durch den Zweiten Weltkrieg überlagert, kaschiert und in den Hintergrund gedrängt. Während des Zweiten Weltkriegs war die Stadt wiederholt das Ziel heftiger alliierter Bombenangriffe [4]. Nach der Absetzung und Verhaftung Mussolinis am 25. Juli 1943 wurde auch Neapel von Wehrmachtstruppen besetzt und die Neapolitaner waren für kurze Zeit dem deutschen Terrorregime ausgesetzt [5]. In zähen Partisanenkämpfen der Resistenza gelang es der Stadt aber, sich aus eigener Kraft noch vor dem Eintreffen der Alliierten am 1. Oktober 1943 selbst zu befreien und die Besatzer aus der Stadt zu vertreiben.

Die anschließende amerikanische Besatzung sorgte für eine kurze Periode des relativen Wohlstands der Stadt. Die Bedürfnisse der GI und die reichlich vorhandenen Dollarmengen waren der ideale Nährboden für die Schattenwirtschaft Neapels. Beim Volksentscheid von 1946 über die künftige Staatsform stimmten die Einwohner Neapels im Gegensatz zur Mehrheit des Landes für die Beibehaltung der Monarchie. Bei der folgenden Konstituierung der italienischen Republik wurde mit Enrico de Nicola ein Neapolitaner zu deren erstem Präsidenten gewählt.

In den ersten Jahrzehnten der jungen Republik änderte sich für die Neapolitaner nichts Wesentliches an den prekären Verhältnissen in der Stadt. Dies führte zu weiteren großen Auswanderungswellen. Allein zwischen 1950 und 1970 verließen rund 800.000 Menschen die Stadt und die Provinz. Wieder waren Norditalien und die USA, zusätzlich aber auch die Bundesrepublik Deutschland als aufblühendes Wirtschaftswunderland die bevorzugten Ziele der Emigranten.

Die Regierung in Rom leitete zwar über die zum Aufbau des Südens gegründete Cassa per il Mezzogiorno ("Kasse für den Süden") Milliarden an Subventionen in die Region, Milliardenbeträge an Fördergeldern versickerten aber auch in dunklen Kanälen oder wurden durch neuerliche Fehlplanungen, welche die bestehenden ökonomischen und infrastrukturellen Bedingungen ignorierten, buchstäblich verschleudert. Neapel erlebte in den ersten viereinhalb Jahrzehnten seiner Nachkriegsgeschichte eine für das Europa der zweiten Hälfte des 20. Jahrhunderts beispiellose Verquickung von Wirtschaft, Politik und Camorra und der Name der Stadt wurde zum Synonym für Korruption, Bauspekulation und illegale Bereicherung. Protagonist dieser Politik war in Neapel insbesondere in den fünfziger Jahren der langjährige Bürgermeister der Stadt, Achille Lauro. Schon durch zweifelhafte Methoden in den Besitz eines Flotten- und Finanzimperiums gelangt, nutzte er die Bürgermeisterposition vorrangig zum weiteren Ausbau seiner wirtschaftlichen und politischen Macht. Gleichwohl war er als typischer Populist, der eine ausgeprägte Panem-et-Circenes-Politik betrieb, bei der Bevölkerung sehr beliebt.

Auch die Zwangsabsetzung Lauros per Dekret der römischen Zentralregierung änderte nichts Grundlegendes an den neapolitanischen Zuständen. Seine Nachfolger [6] waren fast ausschließlich von ähnlichem Schlag, ob es sich nun um Christdemokraten oder Sozialisten handelte.

Neapels Bürgermeisterin Rosa Russo Iervolino mit ihrem Vorgänger Antonio Bassolino

Erst im Rahmen des gesamtitalienischen Erneuerungsprozesses ab 1992 änderten sich auch die Verhältnisse in Neapel und die Ära der korrupten Kommunalpolitiker wurde beendet. 1993 wurde Antonio Bassolino vom Mitte-Links-Bündnis L'Ulivo gegen Alessandra Mussolini (Alternativa Sociale) zum Bürgermeister gewählt. In seiner bis zum Jahr 2001 währenden Amtszeit erlebte die Stadt einen schnellen und nie für möglich gehaltenen Aufschwung. Die Korruption wurde systematisch bekämpft, der Einfluss der Camorra zumindest eingedämmt. Restaurierungsarbeiten am Stadtbild und Sanierungsmaßnahmen wurden eingeleitet. 1994 war Neapel Tagungsort des G7-Gipfels, 1995 wurde das centro storico (Altstadt) von der UNESCO zum Weltkulturerbe erklärt. Bei seiner Wiederwahl 1997 erhielt Bassolino 73 % der Stimmen, im Jahre 2000 wurde er auch Präsident der Region Kampanien. Seit 2001 setzt seine Parteifreundin und Nachfolgerin Rosa Russo Iervolino die von ihm begonnene Kommunalpolitik fort. In der letzten Zeit begannen sich die Probleme Neapels aber wieder zu verschärfen.

 

Siehe auch [Bearbeiten]

 

Kultur und Sehenswürdigkeiten [Bearbeiten]

 

Gebäude [Bearbeiten]

1995 wurde die gesamte Altstadt (centro storico) von Neapel zum UNESCO-Weltkulturerbe erklärt. Entsprechend hoch ist die Zahl der als sehenswert geltenden Baulichkeiten.

 

Burgen und Paläste [Bearbeiten]

Castel dell'Ovo
  • Castel dell'Ovo. Hafenburg des 9. Jahrhunderts auf einem dem Stadtteil Santa Lucia vorgelagerten Felsen. Errichtet auf wesentlich älteren Fundamenten, mit Sicherheit auf denen einer Kirche aus dem 5. Jahrhundert, möglicherweise auf denen einer Villa des Lucull. In der heutigen Gestalt aus dem 12. und 13. Jahrhundert. Östlich der Burg entstanden durch künstliche Geländegewinnung ein kleines, heute fast ausschließlich von Restaurants genutztes Siedlungsgebiet und der Yachthafen Porto Santa Lucia.
Castel Nuovo
  • Castel Nuovo. Unter Karl I. von Anjou im 13. Jahrhundert angelegte Stadtburg, im 15. Jahrhundert komplett umgestaltet. In der Sala dei Baroni (Saal der Barone) tritt heute der Stadtrat Neapels zusammen, im Westflügel der Burg ist das Museo Civico (Museum zur Stadtgeschichte Neapels) untergebracht.
  • Castel Sant'Elmo. Festung aus dem 14. Jahrhundert auf dem Vomero mit schöner Aussicht über die Stadt und den Golf. Beherbergt heute verschiedene Kultur- und Wissenschaftseinrichtungen, unter anderem die Kunsthistorische Bibliothek (Biblioteca di Storia dell'Arte).
Palazzo Reale
  • Palazzo Reale. Ehemaliger Palast der Vizekönige aus dem frühen 17. Jahrhundert an der Piazza del Plebiscito, heute Nationalbibliothek und Museum. Die Nationalbibliothek verfügt über einen Buchbestand von zwei Millionen Bänden, hinzu kommen 20.000 Manuskripte, über 8.000 Zeitschriften, 4.500 Inkunabeln und 1.800 Papyri. Als Anbau des Palazzo Reale entstand im 18. Jahrhundert das Teatro San Carlo, älter als die Mailänder Scala und seinerzeit das größte Opernhaus der Welt, das zahlreiche Uraufführungen (Rossini, Donizetti u.a.) erlebte.

Ferner:

  • Castel Capuano (Ursprung 12., rezente Gestalt 19. Jahrhundert)
  • Castel Carmine (16. Jahrhundert)
  • Monte di Pietà (16. Jahrhundert)
  • Palazzo Carafa Santangelo (15. Jahrhundert)
  • Palazzo Como (15. Jahrhundert)
  • Palazzo dello Spagnolo (1748)
  • Palazzo Filomarino (14. Jh., erheblich verändert im 16. Jh.)
  • Palazzo Sanfelice (1728)
  • Palazzo Serra di Cassano (18. Jahrhundert)
  • Villa La Floridiana (19. Jahrhundert)
  • Villa Pignatelli (19. Jahrhundert)

 

Kirchen und Klöster [Bearbeiten]

  • Duomo San Gennaro. Religiöses Zentrum der Stadt und Kirche ihres Schutzheiligen. Errichtet Ende des 13. Jahrhunderts über einer älteren Kirche, von der noch das Baptisterium aus dem 5. Jahrhundert als Bestandteil des Domes erhalten ist. Prachtvoll ausgestattete Capella del Tesoro di San Gennaro mit den Reliquien, Ort des „Blutwunders“.
  • Santa Chiara. Kloster und Kirche aus dem 14. Jahrhundert mit Königsgräbern, sehenswertem Kreuzgang, Klarissinnenchor und Museum. Beliebte Hochzeitskirche der Neapolitaner.
  • San Gregorio Armeno. Klosterkirche der Benediktinerinnen aus dem 16. Jahrhundert über älteren Kirchenbauten, deren Ursprünge bis ins 8. Jahrhundert zurückreichen.
  • San Lorenzo Maggiore. Prachtvolle Klosterkirche der Franziskaner aus dem 13. Jahrhundert mit barocken Umbauten des 18. Jahrhunderts. Bodenmosaiken eines frühchristlichen Vorgängerbaus, der Laurentiuskirche aus dem 6. Jahrhundert, sind erhalten. Darunter noch Ausgrabungen eines Marktplatzes aus griechisch-römischer Zeit.
  • Gesù Nuovo. Jesuitenkirche aus dem 16. Jahrhundert in einem Palazzo mit Diamantquaderfassade des 15. Jahrhunderts. Hinter der nüchternen und abweisenden Fassade entfaltet sich die barocke Pracht der Innenausstattung.
San Francesco di Paola
  • San Francesco di Paola. Klassizistische Kirche, erbaut in Anlehnung an das Pantheon und die Kolonnaden des Petersplatz in Rom. An der Piazza del Plebiscito gegenüber dem Palazzo Reale gelegen.
  • Certosa di San Martino. Auf dem Vomero gelegenes Kartäuserkloster aus dem 14. Jahrhundert, das im 17. Jahrhundert vollständig im Stile des Barock umgestaltet wurde. Reiche Ausstattung mit Barockgemälden im Inneren, von draußen hat man eine prachtvolle Aussicht auf Neapel und den Golf. Angegliedert ist das Museo Nazionale di San Martino, ein kulturhistorisches Museum.
  • Cappella Sansevero. Barockkirchlein mit zahlreichen Marmorskulpturen. Privatkapelle des Raimondo di Sangro (1710-1771), eines adeligen Erfinders und Alchemisten. Von diesem stammen zwei etwas makabere Exponate im Keller der Kirche, die konservierten Leichname eines Mannes und einer schwangeren Frau. Erhalten sind die Skelette und die vollständigen, durch eine unbekannte Chemikalie, die den beiden wohl in lebendigem Zustand injiziert worden war, kristallisierten Blutgefäße.

Zahlreiche weitere Kirchen und Klöster im gesamten Stadtgebiet [7].

 

Sonstiges [Bearbeiten]

Galleria Umberto I.
Fresco in einem Grab in den Catacombe di San Gennaro
Das Archäologische Museum
  • Galleria Umberto I. Eine der weltweit ersten großen Einkaufspassagen, die Ende des 19. Jahrhunderts nach dem Vorbild der Mailänder Galleria Vittorio Emanuele II errichtet wurde.
  • Spaccanapoli. Zu deutsch etwa: „Neapelspalte“, Oberbegriff eines dem römischen decumanus inferior entsprechenden, schnurgerade die Altstadt teilenden Straßenzuges mit verschiedenen Straßennamen. An der Spaccanapoli befinden sich zahlreiche historische Gebäude und Plätze.
  • Quartiere Spagnolo. Im Schachbrettmuster angelegtes neapolitanisches Altstadtviertel des 16. Jahrhunderts. Heute Wohngebiet ärmerer Bevölkerungsschichten.
  • Cimitero delle Fontanelle. Alter Friedhof mit Beinhaus.
  • Funicolare. Insgesamt vier Schienenseilbahnen verbinden die tiefergelegenen Stadtteile mit den höhergelegenen und sind nicht nur Verkehrsmittel, sondern gleichzeitig auch Touristenattraktion. Die Funicolare wurden durch das 1880 anlässlich der Einweihung der Standseilbahn auf den Vesuv komponierte Lied Funiculì, Funiculà (Text: Peppino Turco, Musik: Luigi Denza) weltbekannt.
  • Catacombe di San Gennaro. Ausgedehnte, zweistöckige Friedhofsanlage im Hügel von Capodimonte, benannt nach dem Märtyrer San Gennaro, der nach seiner Hinrichtung in Pozzuoli im Jahre 304 hier seine erste Ruhestätte fand. Die in den Fels gehauenen Gräber sind reich mit Fresken und Mosaiken aus dem 5. bis 9. Jahrhundert dekoriert.
    Ferner weitere Katakomben, wie die Catacombe di San Gaudioso sowie historische Wasserversorgungssysteme, wie der Acquedotto del Carmignano. Fast die gesamte Altstadt ist auf diese Art und Weise von einem verzweigten System aus Höhlen Gängen und Kavernen unterminiert, die bis in etwa 40 m Tiefe hinabreichen.
  • Centro Direzionale. 1994 von dem japanischen Architekten Kenzo Tange erbautes, postmodernes Verwaltungszentrum, das als größtes europäisches seiner Art gilt.

 

Museen [Bearbeiten]

Erotisches Relief im archäologischen Museum

Sowie weitere Museen im Stadtgebiet und in der Agglomeration um Neapel [8].

 

Musik [Bearbeiten]

Enrico Caruso

In der italienischen und europäischen Musik hat die Stadt Neapel über Jahrhunderte hinweg eine wichtige Rolle gespielt. Im 17. Jahrhundert brachte Neapel mit der Neapolitanischen Schule eine eigene Opern-Stilrichtung hervor, die auf Traditionen früher neapolitanischer Konservatorien des beginnenden 16. Jahrhunderts zurückgriff und besonders durch die hier ausgebildeten Kastrati die Geschichte der europäischen Oper nachhaltig beeinflusst hat. Der bis heute auch international populärste Opernsänger der Stadt dürfte wohl Enrico Caruso (1873-1921) sein. Das Teatro San Carlo ist eins der bedeutendsten Opernhäuser Italiens.

Wird heutzutage jedoch von neapolitanischer Musik gesprochen, ist zumeist die Rede von der Canzone Napoletana, der neapolitanischen Volksmusik, die im 19. Jahrhundert ihren Anfang nahm und maßgeblichen Einfluss auf die italienische Populärmusik ausübte und diese noch immer beeinflusst. Die Canzone Napoletana entstand aus der Verschmelzung früherer, teilweise bis ins Mittelalter zurückreichender, regionaler Folkloretraditionen mit klassischen Elementen. Dominierende Instrumente der sehr ausdrucksvollen Musik sind Gitarre und Mandoline, der Gesang erfolgt zumeist in neapoletanischem Dialekt. Der Ausdruck der Empfindungen umfasst das gesamte menschliche Erlebensspektrum, wobei melancholische Stimmungslagen überwiegen.

Weit über die Stadtgrenzen hinaus bekannt wurden unter anderem die Stücke O Sole Mio, Funicolì funiculà und Don Raffae. Zu den bedeutenden Protagonisten der Musica Napoletana gehören Roberto Murolo (1912-2003), Edoardo Bennato (*1949) und Pino Daniele (*1955). Letzterer entwickelt in seinem Werk die neapolitanische Volksmusik erfolgreich weiter, indem er sie mit Stilelementen des Blues und des Jazz fusioniert. Eine weitere Sonderstellung nimmt die Band Almamegretta ein, die neapolitanische Volksmusik mit Reggae sowie arabischen Klängen verschmilzt. Auf dem Festival della Canzone Napoletana, das erstmals zwischen 1952 bis 1970 stattfand und dann 1998 wiederbelebt wurde, werden alljährlich die besten Interpreten neapolitanischer Musik prämiert.

 

Universitäten und Hochschulen [Bearbeiten]

In Neapel gibt es neun Hochschulen:

Die Università degli Studi di Napoli Federico II ist die wichtigste und älteste Universität der Stadt. Sie wurde 1224 von Friedrich II. als dritte Universität Italiens nach Bologna und Padua gegründet.

Außerdem existieren

  • Seconda Università degli Studi di Napoli (gegründet 1989)
  • Università degli studi di Napoli L'Orientale (I.U.O. – Istituto Universitario Orientale, gegründet im Jahr 700), eine wichtige europäische Studieneinrichtung für Philologie und Linguistik außereuropäischer Sprachen.
  • L'Università degli Studi di Napoli Parthenope (I.U.N. – Istituto Universitario Navale, gegründet 1920).
  • Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

Zudem ist Neapel Sitz der Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (theologische Hochschule) sowie der Kunsthochschule Accademia di Belle Arti und des Musikkonservatoriums Conservatorio di Musica San Pietro a Majella und der Università Telematica Pegaso.

 

Esskultur [Bearbeiten]

„Eines Tages werde ich nach Neapel zurückkehren,
weil es meine Heimat ist, die ich liebe.
Aber nicht, um zu singen,
sondern um Pizza zu essen.“

Enrico Caruso (1873-1921)

Vielen Besuchern der Stadt erscheint die neapolitanische Küche als Verkörperung der italienischen Küche schlechthin, was wenig verwundert, basiert sie doch in einem Maße wie kaum eine andere Regionalküche des Landes auf den drei Säulen Pizza, Pasta und Pomodori. Die Pizza soll in der Stadt erfunden worden sein. Neapel hat die Kunst des Pizzabackens zur Perfektion entwickelt und mit der Pizza Napoletana und der Pizza Margherita zwei Klassiker unter den Pizzen kreiert. Auch die älteste Pizzeria Italiens, die Antica Pizzeria Port'Alba von 1830 befindet sich in der Stadt.

Als typischste Nudelsorte Neapels gelten die Maccheroni, aber auch Spaghetti, Penne und Vermicelli sollen hier ihren Ursprung haben. In Neapel wurde die Nudelmaschine erfunden, hier nahm die industrielle Nudelfertigung ihren Anfang und von Neapel aus trat die italienische Pasta, wie die Pizza, ihren Siegeszug um die Welt an.

Zur Vollendung gerieten Pizza und Pasta durch die Einführung der Pomodori aus der Neuen Welt. Wieder waren es Neapolitaner, die der unter südlicher Sonne an den Hängen des Vesuvs und in den fruchtbaren Ebenen Kampaniens vorzüglich gedeihenden Frucht zum Durchbruch in der Cucina Italiana verhalfen und zu den Pionieren der industriellen Tomatenverarbeitung gehörten.

Bedingt durch die Lage am Golf bilden Fische und Meeresfrüchte naturgemäße Bestandteile der neapolitanischen Küche, wenngleich sie ob ihres Preises nie die typische cucina povera, die Küche der kleinen Leute, dominieren konnten, sondern in erster Linie einen relativ kostspieligen Gaumengenuss der gehobenen Küche darstellen.

 

Sport [Bearbeiten]

Maradona-Altar in Neapel
  • Neapel ist die Heimat des Traditions-Fußballvereins SSC Neapel, der in der Stadt tief verwurzelt ist und von den Neapolitanern leidenschaftlich und bedingungslos unterstützt wird. Die „Hellblauen“ (Azzurri) tragen ihre Heimspiele im Stadio San Paolo (knapp 80.000 Plätze) im Stadtteil Fuorigrotta (nahe der Campi Flegrei, der Phlegräischen Felder, gelegen) aus. Mit der Hilfe Diego Armando Maradonas feierte der Verein in der zweiten Hälfte der 1980er Jahre die größten Erfolge, wurde zwei Mal italienischer Meister (1987 und 1990), gewann den italienischen Pokal (1987), den Superpokal und den UEFA-Cup (1989). Noch heute genießt der Argentinier Maradona in der Stadt eine geradezu kultische Verehrung. 2004 gingen die Azzurri in Konkurs und wurden zunächst in der Serie C1 (dritte italienische Fußball-Liga) als Napoli Soccer neu aufgestellt. Der Aufstieg in die Serie B gelang in der Saison 2005/2006 und anschließend 2006/2007 der Durchmarsch in die Serie A. 2006 konnten die Rechte am ursprünglichen Namen zurück erworben werden.
  • Zu den weltweit bekanntesten und derzeit auch erfolgreichsten Wasserball-Vereinen zählt der Klub CN Posillipo. Die Neapolitaner gewannen 1996, 1997 und 2005 mit der Champions-League bzw. der EuroLeague jeweils die höchste Krone im europäischen Vereinswasserball.

 

Politik und Verwaltung [Bearbeiten]

 

Stadtrat und Bürgermeister [Bearbeiten]

Nachdem die neapolitanische Kommunalpolitik jahrzehntelang von Parteien des rechten Spektrums und der rechten Mitte dominiert worden war, gibt es seit Anfang der 90er Jahre im Consiglio comunale (Stadtrat) und bei den Bürgermeisterwahlen regelmäßig Mehrheiten für die Parteien des Mitte-Links-Bündnisses. Sindaco (Bürgermeister) der Stadt ist seit 2001 Rosa Russo Iervolino vom Mitte-Links-Bündnis L'Ulivo. Bei ihrer ersten Kandidatur mit 52,1 % der abgegebenen Stimmen gewählt, wurde sie 2006 mit 57 % der Wählerstimmen im Amt bestätigt.

 

Verwaltungsgliederung [Bearbeiten]

Politisch sind die insgesamt 31 Stadtteile der Stadt in zehn Verwaltungsbezirken zusammengefasst:

Die Lage der zehn neapolitanischen Verwaltungsbezirke
  • 1 : Chiaia, Posillipo und San Ferdinando
  • 2 : Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Mercato und Pendino
  • 3 : Stella und San Carlo all'Arena
  • 4 : San Lorenzo, Vicaria und Poggioreale-Zona Industriale
  • 5 : Arenella and Vomero
  • 6 : Barra, Ponticelli und S.Giovanni a Teduccio
  • 7 : Miano, S.Pietro a Patierno und Secondigliano
  • 8 : Chiaiano, Piscinola-Marianella und Scampia
  • 9 : Pianura und Soccavo
  • 10 : Bagnoli und Fuorigrotta

 

Städtepartnerschaften [Bearbeiten]

Neapel unterhält mit folgenden Städten Partnerschaften:

 

Wirtschaft [Bearbeiten]

Die Wirtschaftskraft Neapels ist in Relation zu der Gesamtitaliens sehr schwach. Im nationalen Vergleich belegte die Provinz im Jahr 2003 nur den 92. Platz von landesweit insgesamt 103 Provinzen [9].

Die Wirtschaft wird in erster Linie durch Kleinunternehmen geprägt. So wurden im Jahr 2001 in der Provinz Neapel von 138.000 Unternehmen 595.000 Arbeitnehmer beschäftigt. 2005 registrierte die neapolitanische Handelskammer 264.956 Gesellschaften. Von diesen Unternehmen beschäftigten lediglich 52 mehr als 200 Arbeitnehmer und bei nur 12 fanden mehr als 500 abhängig Beschäftigte Arbeit. Über die Hälfte (54 %) der Unternehmen hatten weniger als 20 Beschäftigte [10].

Die Beschäftigung selbst verteilt sich in der Provinz wie folgt auf die einzelnen Sektoren [10]

  • 30,7 % Öffentliche Dienste und Verwaltung
  • 18,0 % Produktion
  • 14,0 % Handel
  • 9,5 % Baugewerbe
  • 8,2 % Transportwesen
  • 7,4 % Bank-, Finanz- und Immobilienwesen
  • 5,1 % Landwirtschaft
  • 3,7 % Hotellerie
  • 3,4 % Sonstiges

 

Camorra [Bearbeiten]

Die Arbeitslosenquote ist extrem hoch und fluktuiert zwischen 20 und 30 %. Exakte Zahlen sind, wie für alle neapolitanischen Wirtschaftsdaten, nur schwer zu bestimmen, da ein großer Teil durch die von der Camorra dominierte Schattenwirtschaft (Schwarzhandel, Schmuggel) kompensiert wird. Die Schattenwirtschaft insgesamt ist eine der bedeutendsten ökonomischen Kräfte der Stadt und die Camorra gilt inoffiziell als der größte Arbeitgeber Neapels.

Verschiedene Familien sind in diesem Zusammenhang in letzter Zeit wieder verstärkt in Bandenkriege mit vielen Todesopfern involviert gewesen [11].
Neapel und seine nähere Umgebung haben – nicht zuletzt auch durch die Camorra, die daran verdient – große Probleme mit der Entsorgung von Müll und Sondermüll sowie der vermutlich unter anderem daraus resultierenden Verseuchung des Bodens [12][13][14].

 

Verkehr [Bearbeiten]

 

Fernverkehr [Bearbeiten]

Auf dem Land-, Luft- und Wasserweg ist Neapel hervorragend an die Fernverkehrssyteme angebunden. Die Stadt ist von einem dichten Autobahnnetz umgeben, an das Schienennetz der Gruppo FS angeschlossen, verfügt mit dem Aeroporto di Napoli-Capodichino über einen internationalen Flughafen und einen großen Seehafen.

Über ein dichtes Netz von Zubringern hat Neapel unmittelbaren Anschluss an die Autobahnen. Die A1/E 45, die Autostrada del Sole („Autobahn der Sonne“), führt in nordnordwestliche Richtung über Rom und Florenz bis nach Mailand und zu den weiteren Wirtschaftszentren Norditaliens. Ihre Verlängerung in südsüdöstlicher Richtung verläuft als A3 / E 45 bis Reggio Calabria. Nach Osten hin schließlich, bis zur Adriaküste, gelangt man über die A16, die Autostrade dei due Mari („Autobahn der beiden Meere“). Daneben gibt es auch noch einige Verbindungen über Fernstraßen, die strade statali („Staatsstraßen“). Seit circa drei Jahren wird die A3 bis Kalabrien dreispurig ausgebaut, aufgrund der Gebirgslage ein äußerst langwieriges Unterfangen, wovon besonders Neapel betroffen ist. Auf allen Autobahnen ist eine Maut zu zahlen.

Mit gleich mehreren Bahnhöfen ist Neapel an das Schienennetz der Ferrovie dello Stato, der italienischen Eisenbahnen, angeschlossen. Der bedeutendste Bahnhof für den Fernverkehr ist die Stazione Napoli Centrale in einem der Stadtzentren, unweit der Piazza Garibaldi. Hier besteht Anschluss an die große Nord-Süd-Fernstrecke längs der tyrrhenischen Küste, die von Reggio di Calabria kommend über Neapel, Rom und Florenz die Metropolen der Poebene erreicht. Eine weitere Fernverbindungsstrecke durchquert die Apenninenhalbinsel über Benevent und Foggia und schließt an die adriatischen IC- und ETR-Linien an.

Der Porto di Napoli [15], der Hafen Neapels, ist neben seiner Bedeutung für den regionalen Passagier- und Frachtverkehr einer der größeren Seehäfen Italiens für den internationalen Verkehr. Neben seiner Funktion als Hafen für Container- und konventionelle Fracht deckt er über ein großes Kreuzfahrtterminal auch den internationalen Passagierverkehr ab. Regelmäßige Fährverbindungen führen zudem nach Tunesien, Korsika, Sardinien, Sizilien und zu den Äolischen Inseln.

Mit dem Flughafen Capodichino, dem wichtigsten Verkehrsflughafen Süditaliens, ist Neapel an die internationalen Luftverkehrswege angeschlossen. Die großen italienischen Luftfahrt-Drehkreuze Rom und Mailand sowie andere italienische Flughäfen werden – zum Teil mehrmals täglich – von Neapel aus angeflogen. Darüber hinaus bestehen regelmäßige innereuropäische und seit einigen Jahren auch interkontinentale Verbindungen.

 

Öffentlicher Personennahverkehr [Bearbeiten]

ÖV-Netz in der Innenstadt (ohne Busse, Stand 1998!)
ÖV-Netz im Vorortebereich (ohne Busse, Stand 1998!)

Neapel besitzt ein extrem differenziertes öffentliches Nahverkehrssystem. Neben einem zur Zeit im Ausbau befindlichen, aus mehreren Linien verschiedener Betreiber bestehenden U-Bahn-System, gibt es ein Straßenbahn- sowie ein Busnetz, welche sich weit an der Küste entlang strecken. Von 2006 bis voraussichtlich 2008 werden die Straßenbahnen durch zusätzliche Busse ersetzt, da durch große innerstädtische Infrastrukturprojekte (v.a. Sanierung und Ausbau der Metro) das Straßenbahnnetz an zu vielen Stellen blockiert ist.

Des Weiteren verbinden mehrere Standseilbahnen (Funicolare di Montesanto, Funicolare Centrale, Funicolare di Chiaia und Funicolare di Mergellina) die unteren mit den oberen Stadtteilen. Den Vorortverkehr tragen neben der Ferrovia Metropolitana (einer Art S-Bahn) die privaten Vorortbahnen der Ferrovia Circumvesuviana, der Ferrovia Circumflegrea und der Ferrovia Cumana sowie zahlreiche Vorortbuslinien. In den Häfen (Molo Beverello und Porticciolo di Sannazarro (Mergellina)) schließlich fahren Fähren zu allen Inseln und verschiedenen Festlandszielen in der gesamten Golfregion.

 

Besonderheiten [Bearbeiten]

Krippengasse San Gregorio Armeno mit gleichnamiger Kirche
  • Seit Jahrhunderten ist die Stadt berühmt für die individuell gestalteten neapolitanischen Weihnachtskrippen, deren Herstellung und Vertrieb traditionell in den Werkstätten und Läden einer eigenen Altstadtgasse (Via San Gregorio Armeno) erfolgt. Die neapolitanischen Krippen unterscheiden sich vom nordamerikanisch-mitteleuropäischen Typus durch ihren Realismus und Detailreichtum. Nicht entrückte/verzückte Figuren beherrschen die Szenerie, sondern natürliche Darstellungen unter Einbeziehung zahlreicher detailliert wiedergegebener Alltagsszenen machen die Eigenart der neapolitanischen Weihnachtskrippe aus. Das kann bis zur karikaturhaften Gestaltung gehen. So finden sich in einzelnen figürlichen Darstellungen durchaus auch Anspielungen auf die jeweils aktuellen politischen Verhältnisse.
  • In Neapel wird mit Nnapulitano ein spezifischer Dialekt gesprochen, der zur Gruppe der westromanischen Sprachen zählt und als „Mutterdialekt“ aller Dialekte Campaniens gilt.
  • Alljährlich am ersten Maiwochenende, am 19. September und am 16. Dezember wird im Dom San Gennaro das „Wunder“ der Blutverflüssigung zelebriert. Hierbei geht eine als Reliquie in einer Phiole aufbewahrte Substanz, die angeblich aus dem getrockneten Blut des Heiligen Januarius bestehen soll, in den flüssigen Aggregatzustand über. Bleibt das „Wunder“ aus, bedeutet dies Unglück für die Stadt. Chemiker sind sich ziemlich sicher, dass es sich um eine thixotrope Substanz handelt, die durchaus schon von den Alchemisten des Mittelalters hätte hergestellt werden können. Die Gläubigen lässt diese naturwissenschaftliche Erklärung allerdings unbeeindruckt. Bemerkenswert bleibt, dass nach dem Ausbleiben der Blutverflüssigung es 1980 zu einem schweren Erdbeben kam und 1988 der SSC Neapel die italienische Meisterschaft knapp verfehlte. [16]

 

Söhne und Töchter der Stadt [Bearbeiten]

Blick über Neapel
Gasse in Neapel
Blick von der Piazza Plebiscito auf den Vesuv
Gasse in der Altstadt Neapels, Blick auf die Kuppel der Galleria Umberto I
Neapel am Abend

In Capua bei Neapel starb 1495 der osmanische Prinz Cem. Seine in Neapel geborenen und bis 1600 in der Stadt lebenden Nachkommen trugen den neapolitischen Titel der Fürsten bzw. Grafen von Said.

 

Literatur [Bearbeiten]

 

Über Neapel [Bearbeiten]

  • Giuseppe Galasso: Napoli capitale. Identità politica e identità cittadina. Studi e ricerche 1266-1860. Neapel 1998
  • Caroline Bruzelius: The stones of Naples. Church Building in Angevin Italy 1266-1343. New Haven - London 2004
  • Christoff Neumeister: Der Golf von Neapel in der Antike. Ein literarischer Reiseführer. München 2005
  • Dieter Richter: Neapel - Biographie einer Stadt. Klaus Wagenbach, Berlin 2005, ISBN 380312509x

 

Neapel in der Literatur [Bearbeiten]

  • Luciano De Crescenzo: Also sprach Bellavista - Neapel, Liebe und Freiheit. Diogenes, Zürich 1988, ISBN 3-257-21670-X
  • Marcello D'Orta: In Afrika ist immer August. Sechzig Schulaufsätze neapolitanischer Kinder. Diogenes, Zürich 1993, ISBN 3-257-22632-2
  • Marcello D'Orta: Am liebsten Neapel. Streifzüge durch meine Stadt. Rotbuch, Hamburg 1999, ISBN 3-434-53033-9
  • Curzio Malaparte: Die Haut. Fischer, Frankfurt am Main 1991, ISBN 3-596-29275-1
  • Marino Niola: Totem und Ragù - Neapolitanische Spaziergänge. Luchterhand, München 2000, ISBN 3-630-88001-0

 

Weblinks [Bearbeiten]

 Commons: Neapel – Bilder, Videos und Audiodateien
Wikiquote: Neapel – Zitate

 

Zu einzelnen Themen [Bearbeiten]

  1. Zum Ende des Romulus Augustulus
  2. Zur Geschichte des Herzogtums Neapel in der Wikipedia Italiana
  3. Zu Pedro Álvarez de Toledo
  4. Zur Bombardierung Neapels
  5. Materialien zur Resistenza unter der deutschen Besatzung auf der Seite partigiani.de.
  6. Liste der neapolitanische Bürgermeister von 1900 bis 1997 auf der Seite interviu.it
  7. Siehe auch die Auflistungen neapolitanischer Kirchen auf den Seiten Katholische Kirchen Neapels und Evangelische Kirchen Neapels.
  8. Siehe auch Ausstellungen, Museen und Denkmäler Neapels
  9. Laut „Bolletino di statistica“, rapporto 2007, cap. 2, pag. 16 der Camera di Commercio di Napoli.
  10. a b Profilio economico della provincia di Napoli (dt.: „Wirtschaftliches Profil der Provinz Neapel“) auf der Webpräsenz der neapolitanischen Handelskammer „Camera di Commercio di Napoli“. Dort auch weiteres statistisches Material.
  11. Birgit Schönau: „Stadt ohne Gnade“. „Die Zeit“ online, 30.08.2007.
  12. Eva Kallinger: "Neapel stinkt zum Himmel", „Focus“ online.
  13. NZZ vom 09.01.2008
  14. taz vom 09.01.2008
  15. Offizielle Webseite der neapolitanischen Hafenbehörde mit Statistiken des Passagier- und Frachtaufkommens.
  16. Ausführliche Darstellung und Erklärung des "Blutwunders" bei heise.de