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| Poesie Romantiche | All my poetries translate in Other language |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Fu_%28poesia%29 Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Fu_%28poesia%29&action=history Fu (poesia)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.I fu (cinese tradizionale: 賦; cinese semplificato: 赋; pinyin: fù; "ode") sono poemi nati in Cina nel periodo della dinastia Han. Si tratta di un tipo di poemi in prosa con brani introduttivi, conclusivi o inframmezzati esposti in prosa,, tipicamente nella forma delle domande e risposte. Il fu è chiamato di solito rapsodia, ma anche "prosa in rima", "esposizione" e a volte "saggio poetico". L'origine dei fu è incerta: si fanno derivare dalle scuole di retorica dei consiglieri politici dell'epoca, dagli enigmi del filosofo Xun Zi, che venivano appunto denominati fu, e dai Chu Ci. La misura del verso dei fu trae sicuramente origine dai Chu Ci, dai quali deriva il cosiddetto stile sao (騷, sāo): i versi sono suddivisi in tre e due sillabe, tra le quali un elemento di congiunzione, ér (而), forma una cesura; il primo verso termina ogni volta con la particella esclamativa xī (兮). In confronto ai canti dei Chu Ci i fu hanno tuttavia una forma insolitamente lunga, che si spiega con il processo di secolarizzazione subito nel frattempo dagli elementi religiosi della poesia di Chu Ci. Al posto di sciamani e dee nei primi fu si tratta di una epifania del sovrano e della esaltazione delle sue gesta. I fu sono scritti in rime, un verso può essere costituito da tre fino a sette segni (talvolta anche di più) e spesso è premessa una prefazione in prosa, talvolta anche un epilogo in forma di versi. Oltre alle rime finali si evidenziano frequenti allitterazioni ed assonanze. I fu del periodo Han sono tipicamente molto lunghi, descrivono un argomento esaustivamente da ogni possibile angolazione, e di solito sono volti a dimostrare l'abilità retorica e lessicale piuttosto che ad esprimere sentimenti personali. Poiché mirano ad impressionare e a dimostrare, i fu del periodo Han sono denominati fu "epidittici". Per quanto riguarda il contenuto, il fu è caratterizzato da lunghi cataloghi di piante, animali, persone ed eventi, ai quali viene attribuito anche un potere magico basato sulla parola. Allo stesso modo la costante ripetizione e variazione di onomatopee, sinonimi, parallelismi, iperboli e antitesi vengono interpretate come una sorta di formule di scongiuro, che dovrebbero conferire al sovrano terreno l'aura del santo. La trasposizione del viaggio magico, che nei Chu ci era ancora riservato agli sciamani, sul sovrano trattato come superuomo (大人, dàrén), allude parimenti a questa circostanza ed alcuni fu venivano usati perfino per scopi magici, ad esempio per guarire malattie o per scacciare gli spiriti. Anche i temi preferiti dei fu alludono ad un carattere quasi religioso di questi poemi: il sacrificio imperiale al cielo e alla terra per il conseguimento dell'armonia e della fertilità, la capitale come centro del potere imperiale e la caccia (anche per procurare animali sacrificali) nel parco imperiale, che è ritenuto la rappresentazione microcosmica del macrocosmo. Malgrado l'elemento fortemente caratterizzato dell'epifania del sovrano, si tramandano anche molti fu che hanno un tono pedagogico nei confronti del sovrano e biasimano lo sfarzo e lo sperpero della corte imperiale. I fu erano spesso composti e recitati a corte da funzionari imperiali, assunti come poeti di corte. Celebri poeti di fu furono ad esempio Jia Yi, Yang Xiong e, soprattutto, Sima Xiangru, autore del famosissimo Tianzi Youlie Fu (天子遊獵賦, "Rapsodia sul Figlio del Cielo durante una tranquilla caccia"). In seguito la classe dei letterati incominciò a scrivere fu anche di genere diverso, affrontando temi privati ed esprimendo i propri sentimenti. Il "Fu sulla civetta“ di Jia Yi, che si pone nella tradizione malinconica del li sao (vedi Chu Ci), esprime ad esempio i sentimenti personali nell'esilio e di fronte alla morte imminente. Altri temi di carattere personale sono ad esempio preoccupazioni ed ansie alla vista della capitale, passioni inappagate e l'incontro con una dea, come viene già descritto nella tradizione sciamanica dei Chu Ci. Il fu è certamente il genere lirico più importante del periodo Han, e tale rimase anche nei secoli successivi durante le Sei Dinastie, venendo considerato un modello di poesia artistica ed erudita, sempre più utilizzato. Insieme con lo shi, il fu formò quindi i due pilastri gemelli della poesia cinese finché lo shi divenne lo stile predominate nel periodo Tang. I tipici fu delle Sei Dinastie sono molto diversi da quelli del periodo Han, essendo molto più brevi, e spesso personali, espressivi e lirici. Molti non hanno appendici in prosa, ma sono costituiti interamente da versi in rima di tipo regolare, spesso esametrico. Anche il contenuto è diverso: vengono descritti ad esempio palazzi, città, parchi o argomenti come cetre o flauti, o ancora sono espressi sentimenti intimi come preoccupazione, solitudine e separazione. Un bell'esempio di questo "breve fu lirico" (shuqing xiao fu 抒情小賦) è il Qin Fu (琴賦) "Rapsodia sulla cetra") di Xi Kang. Un'altra opera rappresentativa di queso tipo è Ai Jiangnan Fu (哀江南賦 "Rapsodia in lamento del sud") di Yu Xin. Durante 18 secoli trascorsi la maggior parte dei fu sono andati perduti e non sono giunti fino a noi. Voci correlate [modifica]Bibliografia [modifica]
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Poema Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Poema&action=history PoemaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Un poema (dal greco ποιεω - poièo - anticamente i
poèmati) è una composizione
letteraria in versi, per lo più di carattere
narrativo o
didascalico e di ampia estensione, spesso suddivisa in più parti. L'uso di tale termine, in tempi moderni e accogliendo l'accezione francese, è talvolta esteso anche a componimenti più brevi e di carattere lirico, nonché essere riferito ad una composizione musicale (poema musicale).
Un poema può avere vario tono ed argomento e si può distinguere fra l'altro, a seconda della materia, in:
Fra i poemi più conosciuti vi sono:
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Poesia Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Poesia&action=history PoesiaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La poesia è l'arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio, tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa. Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato che di suono, di contenuto sia informativo che emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva. A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il suo linguaggio del corpo e il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, dandogli (inevitabilmente) una nuova dimensione, teatrale. Questo fenomeno, insieme alla parentela con la musica, viene sfruttato nei Lieder tedeschi, poesie sotto forma di canzone. Questa stretta commistione di significato e suono rende estremamente difficile tradurre una poesia in altre lingue, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo una approssimazione dell'originale.
[modifica] La controversia sul significato di 'poesia'Va precisato che la definizione appena fornita è una definizione minimale e limitata di 'poesia'. Questa parola, dal greco poiesis, rimandava alla più ampia idea di creazione, creatività, produttività, a un'attività demiurgica. Questo senso di 'poesia' è stato recuperato dal filosofo-poeta Ralph Waldo Emerson nei suoi saggi sulla poesia, e successivamente da Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger.
[modifica] Poesia antica e modernaLa poesia è nata prima della scrittura: anzi le prime forme di poesia erano essenzialmente orali, come l'antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie (Omero era uno di loro, senz'altro il più famoso). Nei paesi anglosassoni questa trasmissione orale della poesia era molto forte (lo è ancora), e nelle poesie in lingua inglese sono molto importanti l'allitterazione, l'onomatopea e le assonanze anche al di fuori delle rime, che peraltro sono rispettate solo fonologicamente e con frequenti eccezioni. Nell'età romana la poesia era quantitativa, si basava cioè sull'alternanza tra sillabe lunghe e sillabe brevi: il metro più diffuso - specialmente perché metro dell'epica - era l'esametro. Essa doveva essere letta o declamata scandendola rigorosamente a tempo, nonostante recenti studi linguistici sembrano aver messo in luce la natura melodica della lingua latina, che la farebbe assomigliare quasi più alle lingue orientali che alle attuali lingue neolatine. Dopo l'anno mille il volgare, da dialetto plebeo qual era fino allora, si innalza a dignità di lingua letteraria: si svilupparono così, per la nuova lingua, nuove forme di poesia e nuove metriche. In Italia la poesia, nel periodo di Dante Alighieri e del Dolce Stil Novo, si afferma come mezzo di intrattenimento letterario e assume forma prevalentemente scritta: questo porta i poeti italiani a comporre opere più strettamente aderenti ai canoni grammaticali e stilistici del genere, e a prestare maggiore attenzione alle qualità visive della parola scritta, come la rima e l'alternarsi dei versi. Intorno alla fine del 1200 prese campo anche la poesia burlesca. Nel XIX secolo, con la nascita del concetto dell'arte per l'arte, la poesia si libera progressivamente dai vecchi moduli e compaiono sempre più frequentemente componimenti in versi sciolti, cioè che non seguono nessuno schema particolare, e spesso non hanno né una struttura né una rima. Via via che la poesia si evolve, si libera dai suoi schemi sempre più opprimenti per poi diventare forma pura d'espressione. L'ermetismo si può definire la forma più rarefatta di poesia, atta a trasmettere i sentimenti allo stato puro. Ma anche l'ermetismo si può definire superato. Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra (o lo fa solo in senso lato) nelle forme e nella metrica tradizionali, e il consumo letterario è molto più orientato al romanzo e in generale alla prosa, spostando la poesia verso una posizione di nicchia. Tuttavia il quadro non è così negativo: nella musica pop degli ultimi anni il livello letterario dei testi si è alzato notevolmente, e molte canzoni possono essere considerati delle vere e proprie poesie musicate. Con l’avvento dell’ internet, blogs e fori letterari la produzione e il consumo della poesia è aumentato notevolmente. Alcuni esperti stimano che ogni anno circa 5 milioni di poesie vengono pubblicate sulla rete in migliaia di siti di scrittura online. Una produzione che sfugge alla logica dell’editoria convenzionale e che si auto-organizza elaborando dei meccanismi per riuscire a filtrare le opere più significative dalla massa. Esempi di questi meccanismi sono: Progetto Babele, il Progetto Wiki-Poesia e il Progetto Wiki-Video-Poesia.
[modifica] Tipi di poesia
[modifica] Sottocategorie generaliAltre forme di componimento poetico - oltre ai poemi - sono:
[modifica] Sottocategorie nazionali di poesieNella lingua italiana la poesia letteraria canonica può assumere tre forme diverse, il sonetto, la canzone e l'ode: forme popolari sono la filastrocca e lo stornello. Altri tipi di componimenti poetici sono stati formalizzati in altre civiltà e culture del mondo:
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