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http://www.paesionline.it/padova/ristoranti_pizzerie_pub_padova.asp Ristorante AL PALAZZON Galliera Veneta via Cà Onorai n. 2 Ristorante ALDO MORO Montagnana Via Marconi n. 27 Ristorante ANGELO RASI Padova riviera Paleocapa n. 7 Ristorante ANTICA OSTERIA DEL CAPO Padova via degli Obizzi 2 Ristorante Antica Trattoria Ballotta Torreglia via Carromatto,4 Ristorante ANTICO BROLO Padova corso Milano n. 22 Ristorante BASTIONI DEL MORO Padova via P. Bronzetti n. 18 Ristorante BELLE PARTI Padova via Belle Parti n. 11 Ristorante BION Padova loc. Camin km 5, via Vigonese n. 427 Ristorante BOCCADORO Noventa Padovana via della Resistenza n. 49 Ristorante CASA VENETA Padova vicolo Ponte Molino n. 11 Ristorante DA CENCIO Montegrotto Terme Via Fermi n. 11 Ristorante DA MARIO Montegrotto Terme Corso Terme n. 4 Ristorante DAI GRANDI Villafranca Padovana Loc. Taggì di Sopra Km 3 Ristorante DOTTO DI CAMPAGNA Padova loc. Ponte di Brenta km 5, via Randaccio n. 4 Ristorante GIOVANNI Padova via P. Maroncelli 22 Ristorante Antica Trattoria Bertolini * Via Altichiero, 162 049.600357 Ristorante Antico Brolo *** Corso Milano, 22 049.664555 Rist. Bastioni del Moro * * Via P. Bronzetti, 18 049.8710006 ***** http://www.paesionline.it/padova/dicoteche_e_locali_padova.asp Lista discoteche Padova DiscotecaAlcazar Fontaniva PD 049.5940908 Discoteca Arpaxs Torreglia PD 049.9901928 Discoteca Big Club Paltana PD 049.680934 Discoteca Black Panter Vo PD 049.9940433 Discoteca East Side World Padova PD www.iclub.fm 049.628200 Discoteca Extra Extra Padova PD www.iclub.fm 049.620044 Discoteca Par Hasard Abano Terme PD www.iclub.fm 049.8669184 Discoteca Padova Est Noventa Padovana PD www.iclub.fm 049.8934762 Discoteca Station Masera PD www.iclub.fm 049.8860002 Discoteca Villa Barbieri Padova PD www.iclub.fm 049.8703223 |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Padova Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Padova&action=history PadovaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Padova (Padoa in veneto) è una città di 210.938 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia, situato nella regione Veneto. Antica sede universitaria, Padova vanta numerosissime testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico, che la rendono meta di turisti da ogni parte del mondo. È oggi un importante centro economico. Padova è inoltre universalmente nota come la città di Sant'Antonio, il famoso francescano portoghese, nato a Lisbona nel 1195, che a Padova visse per alcuni anni e vi morì. È meno nota per aver dato i natali all'architetto Andrea Palladio. A Padova è ambientata La bisbetica domata di William Shakespeare.
[modifica] StoriaLa tradizione vuole che la fondazione di Padova risalga ad un gruppo di fuggiaschi da Troia, guidati da Antenore la cui ipotetica tomba (in realtà di un guerriero che visse attorno al III o al IV secolo) sorge nell'omonima piazza. Uno dei principali centri della cultura paleoveneta, l'antica Padova sorse sulle sponde del fiume Brenta (durante l'antichità chiamato Medoacus Major) che allora (probabilmente fino al 589) scorreva nell'alveo dell'odierno Bacchiglione Medoacus Minor.
[modifica] Età romanaNel 49 a.C. divenne nominalmente municipio romano, per divenirlo poi effettivamente nel 45 a.C. con la Lex Julia Municipalis. Durante la dominazione romana Patavium, com'era allora conosciuta, divenne una delle più ricche città dell'Impero grazie, tra le altre cose, all'allevamento di cavalli. L'etimologia del toponimo è incerta, ma è evidente l'assonanza col nome del Po "Padus". Vi si potrebbe riconoscere la radice indoeuropea pat-, in riferimento forse ad un luogo pianeggiante ed aperto, in contrapposizione alle vicine zone collinari. Vi e' assonanza con la palude Patina presso la citta', situata sulla sinistra del Brenta. In età augustea Padova divenne parte della X Regio che aveva come capitale Aquileia, cui era collegata grazie alla via Annia che partiva da Adria. Del periodo romano rimangono alcuni ponti, rimaneggiati in età medioevale, l'arena (presso la cappella Scrovegni), resti di terme (sotto palazzo Storione) e del foro (zona piazza Garibaldi e piazzetta Cavour) di cui rimane una sola colonna. All'inizio del V secolo a Padova fu posta un Praefectus Sarmatarum gentilium, ovvero una delle 13 guarnigioni di Sarmati a difesa dell'impero. Probabilmente la guarnigione era di stanza a Sarmeola (Sarmaticula), frazione di Rubano e a Sermazza (località di Vigonovo). Nel 452-453 la città fu devastata dall'invasione degli Unni di Attila. Dal 535 al 553 imperversò la guerra tra Bisanzio e i Goti alleati dei Franchi: passata ai primi nel 540 ed in seguito ai secondi con Totila, Padova fu presa da Narsete, generale di Giustiniano nel 568.
[modifica] MedioevoSuccessivamente alla caduta dell'Impero, Padova vide il Brenta cambiare di corso con la rotta del 589, sostituito dal Bacchiglione. Venne quindi assediata e completamente rasa al suolo nel 601 dai Longobardi di Agilulfo che, secondo la tradizione locale, penetrarono nelle difese cittadine dall'attuale Ponte della Morte davanti a via Rudena (ovvero: rovina). Monselice resistette qualche mese prima di capitolare anch'essa ai Longobardi. Alcuni abitanti cercarono allora rifugio nella Laguna Veneta, contribuendo successivamente alla nascita di quella che diverrà, secoli dopo, Venezia. Nel 899 Padova fu razziata dagli Ungari.
Basilica di Sant'Antonio.
Basilica di Santa Giustina
Ritratto di
Galileo Galilei, Padova
Gli anni successivi videro Padova espandere la propria importanza ed i propri domini, in perenne lotta contro i comuni limitrofi e le grandi famiglie tra le quali quella degli Ezzelini da Onara. Nel 1222 venne fondata l'Università, la seconda più antica d'Italia ed una tra le prime e più prestigiose d'Europa. Vi predicò Sant'Antonio, che vi morì nel 1231 e per il quale i padovani eressero una grandiosa basilica. Tra il 1303 ed il 1305 Giotto dipinse la Cappella degli Scrovegni, inestimabile tesoro pittorico. L'espansione del comune patavino fu tuttavia interrotta a più riprese, in particolar modo tra il 1237 ed il 1256 dalla sanguinosa dominazione di Ezzelino III da Romano, ricordato per aver trucidato in un solo giorno oltre diecimila padovani. Nel 1318 muta l'assetto politico a Padova: inizia la Signoria dei Carraresi con l'elezione a Capitano del Popolo di Jacopo da Carrara. Il secolo successivo, pur turbato da continue lotte con le signorie limitrofe e con la minacciosa Venezia, fu per Padova l'apice del suo splendore, assoluta protagonista dell'arte e della cultura europea grazie alla presenza di artisti e letterati quali Giusto De' Menabuoi, Guariento, Altichiero, Francesco Petrarca. Del (1387) è la battaglia di Castagnaro, considerata una delle grandi battaglie dell'epoca dei capitani di ventura: Giovanni Ordelaffi e Ostasio da Polenta, che combattevano per Verona, furono sconfitti da Giovanni Acuto e Francesco Novello Carraresi, che combattevano per Padova. Erano gli ultimi bagliori militari di Padova, che, nel 1405 dovette piegarsi definitivamente a Venezia dopo una lunga e cruenta lotta. È la cosiddetta "devozione" di Padova a Venezia: gli ultimi Carraresi prigionieri vengono uccisi mentre si trovano prigionieri nei Piombi, le famigerate carceri veneziane. Durante il medioevo il municipio e la successiva signoria scavarono le principali opere idrauliche della provincia di Padova: il canale di Battaglia, il Piovego e il Brentella.
Il Bacio di Giuda, Padova
[modifica] RinascimentoPer quasi quattro secoli Padova, pur perdendo importanza politica poté godere della pace e della prosperità assicurata dalla dominazione veneziana e della libertà che venne assicurata alla sua Università, che richiamò studenti ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell'aristotelismo e attirando, in seguito, numerosi ed illustri intellettuali, tra i quali l'indimenticabile Galileo Galilei. Il terribile assedio del 1509 durante la guerra anti-veneziana promossa dalla Lega di Cambrai, in seguito al quale venne completata la cinta muraria, fu tra i pochi eventi bellici degni di nota del periodo. Gli assalti imperiali furono respinti sul Bastione Codalunga da nobili veneziani, padovani e celebri soldati di ventura come Citolo da Perugia.
[modifica] Ottocento
Caffè Pedrocchi, Padova
Nel 1797 cadde Venezia sotto l'avanzare di Napoleone e Padova venne ceduta all'Austria col trattato di Campoformio, per entrare a far parte successivamente alla disfatta napoleonica del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1848 anche Padova vide l'insurrezione contro l'occupazione austriaca, in particolar modo ad opera di studenti universitari: tuttora la data dell'insurrezione studentesca, 8 febbraio, viene festeggiata.Tuttora in una delle sale del Caffé Pedrocchi ,che si trova di fronte all'università (Il Bò) vi è il foro di una pallottola sparata contro gli studenti dai soldati austro-ungarici Nel 1866 Vittorio Emanuele II entrò a Padova e questa venne annessa al Regno d'Italia.
[modifica] Il NovecentoDurante la
Prima Guerra Mondiale vista la vicinanza al fronte della citta',
Padova fu sede di vari comandi compreso quello della Terza Armata, subendo
a più riprese bombardamenti aerei. Da un piccolo aeroporto, a San Pelagio
(nel comune di Due Carrare) - ora sede di un museo del volo, partì
Gabriele D'Annunzio per il celebre
volo su Vienna. Nel
1918 a Villa
Giusti nei pressi di Padova, a Mandria venne firmato l'armistizio
che pose fine alla guerra tra
Italia e
gli
Imperi Centrali.
[modifica] La Seconda Guerra Mondiale e la ResistenzaLa Seconda Guerra Mondiale fu anche per Padova portatrice di morte e devastazione, con la perdita tra gli altri degli inestimabili dipinti della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna e di Ansuino da Forlì durante un bombardamento aereo americano l'11 marzo 1944: rimangono solo frammenti. Stessa fu la sorte per gli affreschi della cappella del podestà, realizzati da Filippo Lippi, Niccolò Pizzolo ed, ancora, Ansuino da Forlì. Numerosi studenti ed insegnanti universitari furono protagonisti della lotta partigiana. Importante fu il discorso del rettore Concetto Marchesi il 9 novembre 1943 per l'inaugurazione dell'anno accademico in cui invitò gli studenti a prendere le armi contro la Repubblica Sociale Italiana.
Padova fu la sede del Comando Regionale Veneto della resistenza, centro di coordinamento del CLN per tutto il Veneto. Fu questo Comando che diede l'ordine per l'attacco del 26 aprile 1945. I partigiani presero il controllo dei ponti sul Brenta per bloccare gli spostamenti della Decima Mas di Borghese repubblichina proveniente da Salboro che attaccò con l'artiglieria la città provocando vittime sia tra i civili che tra i tedeschi e le forze della Repubblica Sociale Italiana. Il 27 aprile verso sera le forze della R.S.I. si arresero, seguiti nella notte dalle truppe tedesche della 26 divisione. Alla fine dell'insurrezione tra i partigiani di Padova si contarono 224 caduti e quasi altrettanti feriti, mentre le forze della Repubblica Sociale Italiana e la Wehrmacht contarono circa 500 morti e attorno ai 20.000 prigionieri.
L' Università degli Studi di Padova fu l'unica università premiata con la medaglia d'oro al Valor Militare per meriti durante la resistenza.
[modifica] La seconda metà del NovecentoGli anni dal dopoguerra ad oggi furono per Padova di continuo sviluppo economico, grazie alla favorevole collocazione geografica al centro di importanti vie di comunicazioni favorevoli per industrie e servizi. L'interramento delle riviere (1956-1960) e la perdita (1954) dei collegamenti ferroviari con la provincia (gestiti dalla Società Veneta per le Imprese e Costruzioni Pubbliche nota come La Veneta) costituirono uno dei tanti prezzi che la città pagò alla diffusione del trasporto su gomma.
Palazzo Zuckermann, Padova
La sede di
Banca Antonveneta, Padova
Memorial 11 Settembre, di
Daniel Libeskind, Padova
La crisi sociale e politica degli anni settanta vide il polarizzarsi delle tensioni a Padova. Il 15 aprile 1969 una bomba collocata da Franco Freda e Giovanni Ventura esplose nel rettorato, allora occupato dal professor Enrico Opocher. Gli stessi acquistarono presso la Valigeria al Duomo le valige utilizzate il 12 dicembre 1969 per le bombe a Milano nella sede della Banca dell'Agricoltura in Piazza Fontana e alla Banca nazionale del Lavoro a Roma.
Prato della Valle, Padova
Il 13 gennaio 1974 il colonnello Amos Spiazzi, del gruppo terroristico di destra Rosa dei Venti viene arrestato. Il 17 giugno 1974 le Brigate Rosse compiono a Padova il loro primo omicidio assassinando due militanti, Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, nella sede del Movimento Sociale Italiano. Il 7 aprile 1979 il sostituto procuratore Pietro Calogero fece arrestare circa 140 persone appartenenti a Potere Operaio e Autonomia Operaia, tra cui spiccarono i professori universitari Luciano Ferrari Bravo, Toni Negri ed Emilio Vesce, oltre che molti studenti e ricercatori. L'accusa, passata alla storia come teorema Calogero, tentò di dimostrare che il gruppo di Autonomia fosse la facciata legale delle Brigate Rosse e che Toni Negri fosse l'organizzatore del sequestro di Aldo Moro. Il 5 febbraio 1981 l'estremista di destra Valerio Fioravanti uccise sull'argine del canale Scaricatore i due carabinieri Enea Codotto e Luigi Maronese che lo avevano sorpreso mentre recuperava armi da un nascondiglio segreto subacqueo. Fioravanti fu in breve catturato. Con la sigla di Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente a Verona il 17 dicembre 1981 fu sequestrato il generale americano James Lee Dozier che fu liberato con un blitz dei NOCS a Padova il 28 gennaio 1982. La città oggi sta vivendo importanti cambiamenti urbanistici con la costruzione di nuovi moderni edifici direzionali e residenziali. Tra questi, uno dei più importanti è sicuramente il Net Center, una torre di 84 metri di altezza. Sono previsti numerosi progetti di riqualificazione di numerose aree esterne al centro città, che per anni sono rimaste nel degrado più totale. Tra i più importanti, e necessario citare l'intervento di trasformazione urbana previsto nell'area in prossimità della stazione. Anche il monumento "Memoria e Luce" del famoso architetto Daniel Libeskind, costruito nel 2005 alle porte Contarine, è diventato un simbolo di modernità per la città. Tuttavia è stato oggetto di numerose critiche, sia per la sua utilità, che per la sua collocazione.
[modifica] Le "nuove" BR
Questa voce tratta argomenti o eventi di
attualità o
in corso.
Le informazioni contenute potrebbero cambiare rapidamente con il progredire degli eventi. In febbraio 2007 un'inchiesta del pubblico ministero milanese Ilda Boccassini sembra aver portato alla scoperta di un rigurgito brigatista a Padova, con intercettazioni, arresti e sequestri di armi ed altro materiale. Gli sviluppi del procedimento non consentono, attualmente, di esprimere un commento definitivo sul caso.
[modifica] Cultura
[modifica] Luoghi di culto
[modifica] Palazzi
[modifica] Altri Monumenti
[modifica] TeatriPadova ha sempre avuto la fortuna di ospitare figure teatrali di livello internazionale. Le sale teatrali sono numerose e ogni anno vengono messi in scena centinaia di spettacoli. I teatri padovani sono sparsi per tutta la città; quelli principali sono:
[modifica] Evoluzione demografica
[modifica] Le vie d'acqua di Padova
Centro direzionale "La cittadella", Padova
Il tessuto urbano di Padova è fortemente condizionato dalla presenza di numerosi corsi d'acqua, formati dall'intrecciarsi delle acque del Bacchiglione e del Brenta, che donano a molti angoli della città scorci suggestivi. In passato, tali corsi d'acqua erano fondamentali per l'economia cittadina, in particolar modo per la presenza di numerosi mulini e per la loro evidente funzione commerciale, in particolar modo per congiungere la città con la vicina Venezia e gli altri centri della provincia di Padova. Inoltre, i canali han rappresentato a lungo un valido complemento delle opere di fortificazione della città. I corsi d'acqua cittadini principali sono:
Loggia della Gran Guardia,
Padova
Le opere di interramento dei canali cittadini, in particolar modo del Naviglio Interno (via Riviera Ponti Romani) a partire dagli anni '50, ne hanno decretato un lungo periodo di abbandono, oltre naturalmente ad aver alterato irreparabilmente lo stretto connubio tra Padova e le sue acque. È solo negli anni '90 che si è assistito ad un recupero delle vie d'acqua cittadine, ora percorse nuovamente da imbarcazioni.
[modifica] Città murata
Tra le più significative vestigia dell'illustre passato di Padova, merita una particolare menzione la doppia cinta muraria tuttora - almeno in parte - apprezzabile. Testimonia la struttura medievale la cinta trecentesca, di cui sfortunatamente sono oggi chiaramente ravvisabili solo quasi la porta Altinate e quella su ponte Molino. Si tratta di un complesso difensivo risalente in per lo più alla signoria dei carraresi. Molto migliore è lo stato di conservazione della cinta cinquecentesca, splendido esempio di architettura militare veneziana. Vedi Pianta di Padova del Giovanni Valle eseguita tra il 1779 e il 1784, prima dell'arrivo dell'esercito francese nella città.
Mappa di Padova del 1700
Attorno a tali mura - che avvicinano esteticamente Padova a Treviso - si snoda un tracciato viario che fino a qualche anno fa i padovani usavano definire "circonvallazione", ma che ormai può chiamarsi tale solo sotto un profilo strettamente etimologico (circum + vallum - "attorno alle mura"), poiché in realtà è attualmente fagocitato dalla congestione complessiva del traffico urbano.
[modifica] SportIl 23 maggio 2000 la 10^ tappa del Giro d'Italia 2000 si è conclusa a Padova con la vittoria di Ivan Quaranta. Il Calcio Padova è la storica compagine calcistica di Padova, fondata nel 1910, che ha militato per diversi anni in serie A annoverando tra le sue file giocatori come Kurt Hamrin e allenatori come Nereo Rocco. Il maggior risultato di questa formazione è stato il terzo posto in campionato nella stagione 1957/58. Un ruolo importante ricopre la squadra di rugby del Petrarca. Nella stagione sportiva 2005-06 la città di Padova è l'unica a essere rappresentata nel massimo campionato, quello di A1, nel volley maschile e femminile, dal Sempre Volley e dal Volley Club Padova. In particolare nella squadra femminile giocano elementi di primissimo livello (di cui ben 3 campionesse del mondo nel 2002, Manuela Leggeri, Darina Mifkova e Rachele Sangiuliano) oltre a giocatrici provenienti da tutta Europa, la tedesca Hanka Pachale, la serba Jelena Nikolic e la ceca Katerina Buckova. Nella pallanuoto, Padova è rappresentata dalla squadra maschile Baxi-Bozzola Plebiscito in Serie A-1 e dalla squadra femminile Beauty Star Plebiscito PD sempre in serie A1. Tra gli avvenimenti sportivi annuali più rilevanti c'è la Maratona di Sant'Antonio. Nell'ambito dello sport a Padova va ricordata la scherma. L'antica Accademia Comini e il Petrarca Scherma hanno formato atleti capaci di vincere Olimpiadi e Campionati del Mondo. La squadra italiana di sciabola giunta seconda alle Olimpiadi di Londra 1948 era interamente composta da atleti padovani, allenati dal grande Maestro Guido Comini. In tempi più recenti la fiorettista padovana Francesca Bortolozzi ha conquistato ori olimpici e mondiali. Il Trofeo Luxardo, che nel 2007 vedrà la sua 50a edizione, è l'unica prova di Coppa del Mondo di sciabola che si disputa in Italia.
[modifica] AmministrazioneSindaco: Flavio Zanonato, dal giugno 2004.
[modifica] Stampa localeSono due i quotidiani storici che si occupano attualmente della cronaca locale della città: Il Gazzettino e il Mattino di Padova. Dal 12 novembre 2002 viene venduto in abbinamento al Corriere della Sera anche il Corriere del Veneto, che ha sede a Padova e che dedica alla città due pagine al giorno di cronaca locale, in abbinamento con la cronaca di Rovigo. Da diverso tempo è presente anche Il Padova, quotidiano che riassume notizie di attualità e politica patavina e dedica diverse pagine anche alla cronaca nazionale ed estera. Sono presenti anche alcuni giornali a distribuzione gratuita quali: Leggo, che ha una sua redazione in città e ha pagine di cronaca e sport locali, Metro, City ed altri. Nel passato la città ha avuto un'altra testata di cronaca locale: L'Eco di Padova, nato nel 1977, edito dalla Rizzoli e chiuso nel 1980.
[modifica] QuartieriQuella che segue è una descrizione dei quartieri di Padova secondo il modo in cui sono effettivamente percepiti dai padovani. Amministrativamente parlando, la ripartizione dei quartieri della città è la seguente:
[modifica] ArcellaArcella (Quartiere 2 Nord) è la zona nord della città di Padova, fino a Pontevigodarzere. Il suo confine ben delineato dalla ferrovia Venezia-Milano a sud (con il centro cittadino) e dalla tangenziale a nord (con Pontevigodarzere). Nota per essere il luogo della morte di Sant'Antonio (l'evento è ricordato dal santuario di Sant'Antonino) e per essere stata la periferia agricola di Padova fino alla seconda guerra mondiale, l'Arcella ha conosciuto nel dopoguerra un impetuoso sviluppo urbanistico, fino al raggiungimento degli attuali 50 mila abitanti. Il futuro metrotram la collegherà in maniera migliore con il centro cittadino.
[modifica] Mandria
Villa Molin a Mandria,
Padova
Mandria (Quartiere 5 Sud-Ovest) confina con i comuni di Abano Terme ed Albignasego, divisa da quest'ultimo dal Canale di Battaglia. Sorta attorno all'antica strada romana Annia che conduceva da Padova ad Adria, ospita sul proprio territorio Villa Giusti del Giardino, in cui venne firmato il 4 novembre del 1918 l'armistizio tra Italia, Impero Austro-Ungarico e Germania che poneva fine alla prima guerra mondiale; affacciata sul Canale di Battaglia sorge invece Villa Molin, progettata dall'architetto Vincenzo Scamozzi nel 1597 (e che erroneamente viene collocata spesso a Mandriola, che sorge sull'altra sponda del Canale di Battaglia).
[modifica] MontàDella vecchia Montà (Quartiere 6 Ovest), situata sulla strada Padova-Ponterotto a circa 4km dal centro della città, rimane oggi solo l'antico fonte battesimale della chiesa di San Bartolomeo, risalente al XVI sec. Recentemente il territorio della frazione è stato soggetto a forti trasformazioni insediative ed è stato di fatto inglobato nel capoluogo. Nel 2004 è stato completato il cavalcavia di Corso Australia che ha nel contempo eliminato l'unico semaforo ancora esistente sulla tangenziale e contribuito a rompere l'isolamento della frazione con il resto della città.
[modifica] Ponte di BrentaPonte di Brenta (Quartiere 3 Est) è un antico borgo
sulla via di
Venezia,
parte del Comune di Padova prima della
Prima guerra mondiale, confina con il comune di
Vigonza,
dal quale è separato dal
fiume Brenta.
[modifica] PontevigodarzerePontevigodarzere (Quartiere 2 Nord) è situata in corrispondenza dei due ponti che collegano la zona a nord di Padova con la città stessa, deve il nome al primo comune limitrofo, Vigodarzere appunto. Inizialmente zona rurale, si è velocemente espansa nel periodo della ricostruzione dopo essere stata quasi rasa al suolo dai bombardamenti degli alleati nel tentativo di fermare la ritirata tedesca. Dista circa 1,5 km dal centro cittadino, è una zona in fase di riqualificazione grazie al completamento della tangenziale nord che permette al traffico di raggiungere la nuova strada "del Santo" senza passare per via Pontevigodarzere. Fa parte del quartiere 2-Nord che comprende anche Mortise, San Carlo, San Gregorio e parte di Altichiero. E' sede della principale moschea della città.
Tram, Padova
City Sightseeing
[modifica] Mezzi di trasporto pubblicoPadova utilizza i mezzi pubblici per muoversi in città:
- La Sir2 , in fase di progetto, predeve la realizzazione di una linea lunga 14 km, che partirà da Ponte di Brenta ed arriverà fino a Sarmeola, passando per la Stazione Centrale FS. - La Sir3 , la terza linea, che collegherà la Stazione al quartiere di Voltabarozzo. I lavori partiranno subito dopo l'ultimazione totale della Sir1. - La Sir4 , collegherà la stazione centrale allo Stadio Euganeo. Si prevede l'avvio dei lavori per il 2009.
[modifica] Zona Industriale (ZIP)La zona industriale di Padova nasce nel 1946. Si tratta di una delle più grandi zone industriali d'Europa, con una superficie di 10 milioni e 500 mila mq. All'interno di essa si trovano oltre 1.300 imprese e vi operano più di 50.000 persone. L'area in questione é servita da diverse infrastrutture, ma sopratutto, é collegata tramite una linea ferroviaria alla stazione Centrale di Padova.
[modifica] Aneddoti
[modifica] I "tre senza"Padova è nota per essere la città dei "tre senza":
[modifica] Le "due gatte"Non sono molti invece, neppure tra i padovani, a conoscere la storia delle "due gatte", che pure figurano tra le più curiose icone della città:
[modifica] Universa universis patavina libertas
È il motto dell'Università
degli studi di Padova; in
lingua latina significa "La libertà di Padova [è] totale per tutti". Venezia ha sempre mantenuto una posizione di sostanziale antagonismo nei confronti dello Stato della Chiesa, e ciò, fra l'altro, si rifletteva anche nell'impedire un'eccessiva ingerenza delle autorità ecclesiastiche (e dell'Inquisizione) nel lavoro dei professori. D'altronde, Venezia si avvantaggiò spesso del progresso scientifico che derivava dalla produzione culturale e accademica patavina: sono documentati storicamente casi in cui gli apparati di spionaggio della Serenissima si rivolsero ad esperti dell'Orto botanico di Padova per ottenerne la confezione di veleni a scopo di assassinio politico (il che, del resto, era prassi piuttosto diffusa nella diplomazia clandestina rinascimentale).
[modifica] Il toponimo Stanga
A tutti i padovani è nota la località detta "Stanga"
(per i non padovani: si tratta di un ampio spiazzo circolare, che si apre
in prossimità della più nota Via Anelli). Pochi, forse, conoscono
l'origine del
toponimo. Risulta che il fenomeno fosse disciplinato da una legge locale, in vigore dal 1236 al 1275. Essa, peraltro, oltre a stabilire i compensi dovuti a campioni o bravi, disponeva che questa "professione" fosse appannaggio dei soli padovani, o quanto meno di chi risiedesse nelle vicinanze della città.
[modifica] Gli appuntamenti della cittàPadova è da sempre meta di molti visitatori che si recano nella città del Santo per i numerosi avvenimenti che si susseguono tutto l'anno. Tra i più rilevanti troviamo:
[modifica] Via Anelli
Padova è diventata una città sempre più al nel mirino della criminalità organizzata e dello spaccio di droga. Simbolo evidente di questa difficile situazione è sicuramente il complesso residenziale "Serenissima" di via Anelli. Il residence venne edificato negli anni 70, con lo scopo di coprire la forte richiesta di mini-appartamenti per gli studenti universitari. Successivamente, a partire dagli anni 90, con il crescere della popolazione straniera, vi presero dimora numerose famiglie di immigrati, dati i canoni di locazione particolarmente contenuti. Anche stranieri non in regola si insediarono nel complesso; purtroppo, la maggior parte di loro si inserì in vari gruppi per lo spaccio organizzato di droga e armi come "prima" occupazione. Con il passare del tempo, la situazione peggiorò notevolmente. Nel giro di pochi anni si perse il controllo della zona, i prezzi delle abitazioni nelle vicinanze calarono e molti esercizi commerciali chiusero. Lo spaccio di droga, che già era molto consolidato nell'asse via Tommaseo/via Venezia, si aggravò ulteriormente. Il caso di via Anelli diventò sempre più un vero
"problema
sociale" e nel giro di poco tempo si susseguirono gravissimi episodi
di
violenza che si ripercossero nel panorama nazionale. Nell'estate
del 2006 si
arriverà all'apice del fenomeno. Attualmente il complesso è in fase di sgombero; il tutto verrà demolito a partire da settembre 2007. È in corso di studio un progetto di riqualificazione dell'area, e tra i tanti, emerge quello di Giuseppe Schvarcz, il quale ha proposto la realizzazione di una torre di vetro.
[modifica] Gemellaggi
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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