|
|
| Pubblicità |
|
|
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini_%28poetica%29 Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pier_Paolo_Pasolini_%28poetica%29&action=history Pier Paolo Pasolini (poetica)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.Alla base della poetica di Pier Paolo Pasolini vi è un modo nuovo di impostare il rapporto con la tradizione. L'autore infatti, per allontanarsi e differenziarsi da una poetica che presenta nel suo linguaggio elementi liricheggianti mutuati dall'ermetismo, utilizza strumenti stilistici prenovecenteschi che, per la loro vicinanza alla lingua quotidiana, possono essere usati per ridare carattere di razionalità al discorso poetico.
[modifica] La poeticaSul n. 38-39, maggio-agosto 1959, della rivista "Nuovi Argomenti" nella inchiesta sul romanzo, Pasolini dichiara esplicitamente il suo concetto di poetica.
All'interno di un'unica ideologia della letteratura sono differenti le risposte che Pasolini da riguardo alle esigenze tecniche poste dal romanzo e dalla poesia. Le esigenze dello scrittore sono essenzialmente due. La prima è quella di recuperare al discorso poetico carattere di logicità, razionalità, storicità. La seconda esigenza è quella di uscire dalla dimensione piatta e strumentale della lingua quotidiana, così come dalla lingua poetica classicistica. Nel recuperare gli strumenti prenovecenteschi, Pasolini dimostra la sua opposizione al neorealismo e al postermetismo. Egli vuole fare poesia basandosi sulla percezione ideologica della realtà. La sua poesia è quella della polemica ideologica e personale, delle argomentazioni e delle perorazioni.
[modifica] La struttura del romanzoI romanzi di Pasolini, pur essendo
volutamente poveri dal punto di vista
narrativo, vengono costruiti con una attenta
documentazione linguistica.
[modifica] L'uso del dialetto nei romanziPasolini sostiene che bisogna lasciar parlare le cose e per far questo bisogna usare, come nella poesia, la formula della regressione che, in questo caso, è l'utilizzo di un codice linguistico dialettale. La lingua dei suoi romanzi principali e
di "Alí dagli occhi azzurri" è disposta su tre livelli: la lingua
dell'autore, la lingua contaminata tra dialetto e lingua, e il dialetto
romanesco. Questa distinzione non è comunque così netta e i brani di
lingua senza interferenze di
gergo non
sono frequenti.
[modifica] L'agilità della narrazioneI ragazzi di vita sono sempre al centro
della scena, rappresentati in rapido movimento così come si aprono, in
modo rapido e movimentato, i
capitoli
e i
paragrafi all'interno di essi.
[modifica] La struttura del testo poeticoLa struttura del testo viene definita nella stessa disposizione grafica, nella stessa adozione del tipo di componimento, come viene chiaramente definito nelle Le ceneri di Gramsci, poemetto. Il fatto di adottare il poemetto è il segno della sua volontaria poetica della struttura.
[modifica] L'enjambementCome ha scritto Fortini nel 1960 in un suo articolo sul n.2 del Menabò, la forma di componimento adottata da Pasolini ha apparentemente l'apparenza della comunicazione tipica del poemetto raziocinante, didascalico e filosofico che si riallaccia alla tradizione dell' Ottocento a partire da Hugo a Wordsworth, fino a Pascoli, con una predilezione per la tecnica del Pascoli dei Primi e dei Nuovi poemetti, con la differenza che, invece dell'uso tradizionale della terza rima che prevede la coincidenza della fine del periodo con la fine della strofa, Pasolini crea degli enjambements tra l'ultimo verso di una terzina e il primo di quella successiva, oppure degli enjambement tra verso e verso all'interno della stessa terzina. Pasolini, nella maggior parte dei suoi versi, dimostra di non essere disponibile ad adeguarsi allo schema strofico predefinito e di voler creare degli effetti espressionistici forti spezzando i legami nome-attributo e verbo-complemento oggetto.
[modifica] L'anastofe e la prolessiAnche per quanto riguarda la sintassi Pasolini rivela una doppia tensione. Essa è infatti ricca di nessi logici ma disposti attraverso inversioni e prolessi.
[modifica] L'accentuazioneIl verso di Pasolini ha una forte
accentuazione e soprattutto nei poemetti della raccolta
Le ceneri di Gramsci, esso è differente dall'endecasillabo
tipico e si caratterizza per il numero e la struttura degli accenti e non
per la misura
sillabica.
[modifica] L'assonanza e la consonanzaParticolare è anche l'uso che Pasolini fa della rima, di solito rime imperfette formate da semplici assonanze e consonanze che creano un effetto particolare sul piano ritmico.
[modifica] Il lessicoUno degli aspetti della lingua poetica di Pasolini sul quale si è soffermato a lugo la critica è il lessico e in modo particolare sull'utilizzo degli aggettivi. Pasolini infatti manifesta anche
linguisticamente la sua partecipazione al sottoproletariato
con un
vocabolario emblematico. Egli utilizza procedimenti di degradazione
linguistica costante e il lessico viene selezionato attraverso l'analisi
delle classi sociali che lo usano. L'aggettivo è lo strumento per indicare
la condizione degradata dell'oggetto
indicato dal
sostantivo come impura aria, mortale pace, silenzio fradicio e
infecondo, magra mano, umido giardino, magro cipresso, marcio frutteto,
merdoso prato. Una delle figure retoriche che Pasolini utilizza maggiormente è la sineciosi, in cui egli afferma due contrari legati ad uno stesso oggetto, come in "chiara, perché pura e corrotta" o come in "meridione sporco e splendido"
[modifica] Temi e motivi
[modifica] Il tema delle generazioniUno dei temi dell'opera pasoliana è quello delle generazioni legato al rapporto padri-figli, dove i padri e i figli sono sempre visti in contrapposizione. Questo tema trova le sue radici nel rapporto difficile che Pasolini ebbe con il padre e nel rapporto privilegiato con la madre.
[modifica] Il tema dell'amore per la madreIl tema dell'amore per la
madre
ritorna con frequenza da "La meglio gioventù" e "L'Usignolo della Chiesa
Cattolica", fino a "Poesia in forma di rosa".
[modifica] Il tema di RomaRoma, o meglio il rapporto con la città è un altro dei temi ricorrenti nella narrativa pasoliana. Nel 1957 Paolini stesso dichiarerà, sulla rivista La Fiera Letteraria come il rapporto con la città fosse alla base della sua narrativa:
. Della città Pasolini privilegia la vita
notturna
delle
prostitute, dei loro protettori e clienti, dei
ragazzi
di vita in
quei luoghi
non istituzionali come l'estrema periferia delle borgate.
[modifica] Il pensiero politico
La sua indipendenza di pensiero portò Pasolini, negli anni, ad allontanarsi progressivamente dal Partito comunista italiano di cui faceva parte: unico tra gli intellettuali di matrice comunista, si dichiarò contrario al referendum sull'aborto e durante i moti studenteschi del 1968-69, quando gli studenti universitari manifestavano per le strade di Roma, in parte appoggiati da forze politiche di sinistra, Pasolini dichiarò di stare dalla parte degli agenti di polizia, sottoproletari mandati a combattere ragazzi della loro stessa età per un «povero salario» e per ragioni che essi stessi non comprendevano, mentre gli studenti pretendevano di sovvertire una società classista contro gli interessi della stessa classe cui appartenevano. Per Pasolini, con la civiltà consumistica, il proletariato si omologherebbe alla borghesia, richiedendo una più paritaria distribuzione dei beni di consumo, in cambio della rinuncia alla lotta di classe e al rovesciamento dei rapporti di potere vigenti. La vera forza rivoluzionaria, secondo Pasolini, è il sottoproletariato, incarnato dagli emigrati dalle zone povere rurali del Mezzogiorno nelle città e qui rimasti emarginati dal processo d'industrializzazione. La stessa Chiesa cattolica ha finito col perdere il controllo politico e ideologico a lungo esercitato nelle zone agrarie, sostituita dall'influsso, laico e consumistico, esercitato dal [Media|[mezzo mediatico]] dominante, la televisione. La sua formazione culturale di provincia, e la successiva esperienza nella capitale, città di piccola borghesia, anche parassitaria e con componenti reazionarie, lo tennero sempre intimamente estraneo ai problemi sentiti, nelle città del Nord Italia, da un importante e combattivo ceto operaio: le sue simpatie andarono sempre agli emarginati delle borgate romane, con una sostanziale incomprensione di quale natura fosse lo scontro sociale allora in atto e quali forze lo combattessero realmente.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni |