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| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pink_Floyd Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.orgPink_Floyd Pink FloydDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.I Pink Floyd sono stati una rock band britannica formatasi nella seconda metà degli anni sessanta che, nel corso di una lunga e travagliata carriera, è riuscita a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca e a diventare uno dei gruppi più importanti della storia del rock.[1][3] |
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Sebbene agli inizi siano stati influenzati prevalentemente dal rock psichedelico e dallo space rock, il genere al quale appartengono è in prevalenza il rock progressivo. Caratterizzati da testi filosofici, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti, hanno venduto oltre 210 milioni di dischi in tutto il mondo,[4][5] di cui 74,5 milioni nei soli Stati Uniti d'America.[6] I Pink Floyd hanno influenzato considerevolmente la musica successiva, dai gruppi progressive degli anni settanta, come Genesis e Yes,[7] fino a musicisti contemporanei, come Nine Inch Nails[8] e i Dream Theater.[9] Il gruppo, nato a Londra nel 1965,[10][11] è formato dal cantante e chitarrista Roger Keith "Syd" Barrett, dal bassista George Roger Waters, dal batterista Nicholas Berkeley "Nick" Mason e dal tastierista Richard William "Rick" Wright. Nel 1968 si aggiunge al gruppo il chitarrista David Jon "Dave" Gilmour,[10][11] che sostituisce Barrett, costretto ad abbandonare da problemi psichiatrici esacerbati dall'uso di droghe pesanti. La band, dopo essersi fatta notare grazie a lavori di stampo psichedelico, raggiunge la maturità con Atom Heart Mother, e si afferma a livello mondiale con The Dark Side of the Moon ed i successivi album, tra cui Wish You Were Here e The Wall, che consegnano i quattro alla storia del rock.[12] La formazione non subisce sostanziali cambiamenti fino al 1985,[11] escludendo una parentesi in cui Wright figura solo come turnista.[10] Nel 1985 Waters abbandona il gruppo; i membri rimanenti pubblicano successivamente altri due album in studio di notevole successo: A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell. La formazione cessa la propria attività nel 1995,[10] e si scioglie nel 2006, quando Gilmour nega ufficialmente la possibilità di una reunion.[13] Con la morte di Wright, nel 2008, si spengono di fatto le speranze dei fan.
La storia [modifica]La formazione dei Pink Floyd, nel corso degli anni, è stata guidata da tre figure predominanti, ognuna delle quali ne ha influenzato in modo sostanziale il percorso artistico: si tratta, in ordine cronologico, di Barrett, Waters e Gilmour. Lo stile floydiano non ha però risentito significativamente di questi cambi di leadership, ed il sound che caratterizza la band è rimasto sostanzialmente inalterato e riconoscibile in quasi trent'anni di carriera. Le origini [modifica]I Pink Floyd si formano a Londra nel 1965, quando Syd Barrett si unisce ad una band di studenti dell'Istituto Politecnico di Architettura della capitale britannica, per sostituire un cantante di nome Chris Dennis:[14] il gruppo si chiama The Tea Set e in esso figurano Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright e Bob Klose.[15][16] La band riscuote un moderato successo, affermandosi come una delle più popolari formazioni dell'underground londinese alla fine degli anni sessanta.[17][18]
La chitarra di
Syd Barrett
Quando i The Tea Set scoprono che il loro nome era già usato da un'altra band Barrett propone The Pink Floyd Sound, unione dei nomi di due bluesman: Pink Anderson e Floyd "dipper boy" Council, letti tra i crediti di un album di Piedmont blues.[15] La parola "sound" viene presto abolita, mentre l'articolo "the" resiste fino al 1970, e viene usato per identificare i lavori dell'era Barrett. I due album del '69 riportano come nome della band "Pink Floyd", ma scrivono "produced by The Pink Floyd", mentre in Atom Heart Mother, del 1970, è scritto esattamente il contrario. David Gilmour, tuttavia, usa l'articolo fino al 1984.[16] Bob Klose lascia il gruppo dopo aver registrato solamente un demo,[19] lasciando una formazione che vede Barrett alla voce e alla chitarra, Waters al basso, Wright alle tastiere e Mason alle percussioni. Syd comincia subito a scrivere canzoni, influenzato dalla corrente psichedelica che in quegli anni viveva il periodo di massimo splendore, e le sue creazioni vengono riprodotte nei frequenti concerti presso l'UFO Club, il Marquee Club e la The Roundhouse, locali simbolo della scena underground londinese.[20] Alla fine del 1966 la band viene invitata a contribuire alla colonna sonora del documentario Tonite Let's All Make Love in London, di Peter Whitehead, con i brani Interstellar Overdrive e Nick's Boogie, registrati nel 1967. Stralci di queste registrazioni si trovano nel film London '66-'67, uscito nel 2005, dello stesso regista. Con il crescendo della popolarità, nell'ottobre del 1966, il gruppo forma la Blackhill Enterprises, una società con i loro manager Peter Jenner e Andrew King,[16] finalizzata alla distribuzione dei singoli Arnold Layne nel marzo del '67 e See Emily Play nel giugno dello stesso anno. Arnold Layne raggiunge la posizione numero 20 nelle classifiche britanniche e See Emily Play la numero 6,[16] fruttando alla band la prima apparizione TV al Top of the Pops nel giugno '67.[17] L'era del diamante pazzo [modifica]Il 5 agosto dello stesso anno esce The Piper at the Gates of Dawn, il loro primo album. È considerato il primo esempio di musica psichedelica britannica,[21] ed è stato generalmente elogiato dalla critica. Il disco è stato anche definito da alcuni critici come uno dei migliori album di debutto della storia del rock.[22] Le tracce dell'album, prevalentemente scritte da Barrett, sono caratterizzate da testi poetici, spesso influenzati dal folk, e spaziano dalle ardite sperimentazioni sonore come Interstellar Overdrive a stravaganze come The Scarecrow.[23] Prodotto da Norman Smith, l'album si piazza al 6º posto delle classifiche inglesi, anche se non eguaglia tale risultato oltreoceano, dove raggiunge solamente la posizione 131.[24] Con questo lavoro i Floyd sono i primi a utilizzare dilatazioni e atmosfere di stampo fantascientifico, aprendo di fatto le porte alla stagione del rock cosmico.[25] La band sperimenta, sempre in questo periodo, i primi light show, coinvolgendo il pubblico con proiezione di immagini, diapositive e l'impiego massiccio di un efficace impianto luci, che verrà nel tempo potenziato e perfezionato.[26] Con l'avvento della popolarità, lo stress della vita on the road e l'uso di droghe, in particolare LSD, minano la salute mentale di Barrett,[27] e nel gennaio del 1968 David Gilmour si unisce alla band per aiutarlo nel suonare e cantare.[28]
David Gilmour in concerto
Il comportamento di Barrett diviene presto insostenibile: sempre più frequentemente è assente alla realtà e, come testimoniano gli altri membri del gruppo, capitava che nel bel mezzo di un concerto cominciasse a guardare nel vuoto o decidesse di scordare la chitarra durante l'esibizione senza alcun motivo. Capitava anche che non si presentasse nemmeno all'esibizione.[16][29] A lungo andare la band non conta più su di lui: l'ultimo concerto al quale prende parte si tiene il 20 gennaio 1968 a Hastings, viene escluso dal gruppo poco dopo.[30] Questo evento coincide anche con l'addio dei manager Jenner e King,[16] che decidono di restare con lui, pensando che la band non sia in grado di proseguire. Al loro posto subentra Steve O'Rourke, che rimane con i Floyd fino al 2003, anno della sua morte.[31] Dopo aver registrato due album come solista nel 1970, The Madcap Laughs e Barrett (prodotti da Norman Smith, co-prodotti e saltuariamente suonati da Gilmour, Waters e Wright), Barrett si ritira nella sua città natale, Cambridge, dove conduce una vita tranquilla fino alla sua morte, il 7 luglio 2006.[4] Psichedelia e ricerca [modifica]Con l'uscita di Barrett la band è condotta con pari
peso da Gilmour, Waters e Wright, che si dividono i compiti sia di voce
solista che di composizione: a Waters si devono composizioni in stile
jazzistico, spesso caratterizzate da un
riff di basso
dominante, con testi complessi e simbolici; di Gilmour sono i brani di
matrice prevalentemente blues, mentre a Wright si deve il muro sonoro di
tastiere, in particolare l'organo elettronico di produzione italiana
Farfisa
Compact Duo Deluxe, usato fino al 1971.[32]
Questa collaborazione "alla pari" dei tre, con gli anni, subisce un lento
degrado che porterà Waters, alla fine degli anni settanta, al ruolo di
figura centrale, relegando gli altri membri a ruoli marginali.[33] L'album Music from the Film More, datato 1969, nasce grazie al regista Barbet Schroeder, che chiede ai Floyd di creare la colonna sonora del suo film, More, che sarebbe uscito a maggio. Il disco, registrato in otto giorni,[34] raggiunge la posizione numero 9 in Gran Bretagna e la numero 153 oltreoceano,[24] anche se viene definito dalla critica "disomogeneo" e "irregolare".[21] Pure i fan non accolgono molto positivamente l'album, definito troppo acustico e folkloristico, escludendolo idealmente dalla discografia della band in quanto colonna sonora.
I Pink Floyd nel
1973
Il bassista e cantante
Roger Waters
Due brani dell'album, Green Is the Colour e Cymbaline, furono eseguiti dal vivo in quel periodo. Significativa è la seconda canzone per il fatto che in essa, per la prima volta, Waters critica il mercato discografico: questa tematica verrà da lui sviluppata anche in seguito, e sarà centrale in alcuni album successivi. Ummagumma continua il discorso del lavoro precedente, caratterizzato da esperimenti sonori in perfetto stile psichedelico. La struttura dell'album è molto particolare: si tratta infatti di un doppio di cui un disco è registrato dal vivo al Mothers Club di Birmingham il 27 aprile 1969 ed al Manchester College of Commerce il 2 maggio (con l'aggiunta in studio di alcune parti vocali), mentre l'altro disco contiene cinque brani, tutti composti da un singolo componente del gruppo. I componimenti sono divisi in più tracce: quello di Wright quattro, quelli di Gilmour e Mason in tre, mentre Waters realizza due tracce singole, e dunque distinte, intitolate rispettivamente Grantchester Meadows e Several Species of Small Furry Animals Gathered Together in a Cave and Grooving with a Pict.[35] L'album viene pubblicato nel Regno Unito il 25 ottobre 1969 e negli Stati Uniti il 10 novembre. L'accoglienza della critica non è delle migliori,[22] anche se recentemente l'album è stato parzialmente rivalutato.[21] Il disco raggiunge comunque la posizione numero 5 in Inghilterra e la numero 74 negli U.S.A., facendo entrare i Floyd nella top 100 degli Stati Uniti per la prima volta. Viene certificato disco d'oro nel febbraio del 1974 e disco di platino nel marzo del 1994. Di questo periodo è anche la partecipazione alla colonna sonora di Zabriskie Point, di Michelangelo Antonioni, alla quale i quattro contribuiscono con tre brani, che compaiono sull'omonimo album.[36] I colori del progressive [modifica]Con
Atom Heart Mother, uscito il
10
ottobre 1970,
si individua un punto di svolta nel percorso artistico dei Pink Floyd, che
con questo lavoro abbandonano la psichedelia per abbracciare il
rock progressivo. La partecipazione di un'intera
orchestra e la collaborazione con il compositore
Ron
Geesin rendono l'omonima
title track un punto di riferimento importante nel mondo del
progressive. Tra il 1970 ed il 1975 il "Pink Floyd Sound" assume una conformazione definitiva, frutto della mescolanza degli stili di Gilmour, Waters e Wright. È in questo periodo, infatti, che nascono gli album che hanno portato i Pink Floyd a vendere milioni di dischi in ogni parte del globo. Meddle, uscito nel 1971, è il preludio a tutto questo: Echoes, una suite di oltre 23 minuti che riempie il secondo lato del vinile, continua il discorso iniziato da Atom Heart Mother, ed è considerato da molti fan il capolavoro del gruppo.[39] Il brano, definito da Waters un "sonic poem",[16] viene ritenuto da Mason "il primo vero album dei Pink Floyd. Ha introdotto l'idea di un tema che si può ripetere".[40]
Il tastierista
Richard Wright
L'album include anche One of These Days, un brano quasi interamente strumentale guidato dalla steel guitar di Gilmour, che si innalza sulle note vibrate dal basso di Waters.[39] Tra i due brani una serie di pezzi a metà tra sperimentazione e melodia, tra i quali spicca Fearless, che si segnala per il testo di Waters e Gilmour e per l'inserimento di un coro dei tifosi del Liverpool, You'll Never Walk Alone.[39] Meddle si piazza alla posizione numero 3 nel Regno Unito e solamente alla numero 70 negli States[24] a causa, a detta di Mason, dell'inadeguata propaganda da parte della Capitol Records.[15] L'album viene anche positivamente recensito dalla critica[41] e apprezzato dai fan.[39] Nello stesso anno il regista Stanley Kubrick chiede al gruppo di poter utilizzare le musiche di Atom Heart Mother per il film Arancia meccanica, ma la proposta viene rifiutata per timore di una pubblicità negativa. Kubrick avrà modo di "vendicarsi" molto più tardi, quando Waters chiederà al regista di poter usare la voce impersonale di HAL 9000, il computer di 2001: Odissea nello spazio, nel suo Amused to Death. Al rifiuto del regista, Waters replicherà includendo un messaggio registrato al contrario al principio di Perfect Sense. Nel 1972 i Pink ricevono l'offerta di girare un film-concerto: Pink Floyd: Live at Pompeii, girato dal regista Adrian Maben, è ambientato in Italia nell'anfiteatro di Pompei. Il video è un passaggio notevole nella carriera del gruppo, sia per l'esecuzione in uno spazio vuoto, sia per gli effetti audio-visivi utilizzati.[39] Altra collaborazione in ambito cinematografico è
rappresentata da
Obscured by Clouds, colonna sonora del film di
Barbet Schroeder,
La Vallée, pubblicato nel 1972.[42]
Il disco si piazza per la prima volta nella top 50 americana, precisamente
alla posizione numero 46, e alla numero 6 in patria.[24]
Nonostante l'entusiasmo di Mason, che lo definisce un album
"sensazionale",[16]
la critica non è particolarmente positiva nelle recensioni,[21]
probabilmente a causa del fatto che le tracce propongono una sorta di
ricreazione tecnologica del sound floydiano, nella quale Waters e compagni
esplorano liberamente i territori dell'elettronica
analogica.
Allestimento di scena in un concerto di Roger
Waters che richiama la copertina di
The Dark Side of the Moon
Roger Waters, sullo sfondo una proiezione della
luna,
immagine ricorrente nelle scenografie floydiane.
Free Four è tuttavia la prima canzone dei Pink Floyd ad essere trasmessa con una certa regolarità dalle radio statunitensi, nell'autunno del 1972, generando nel pubblico una certa aspettativa nei confronti del nuovo disco dei Pink Floyd, annunciato per la primavera del 1973. La title track, una delle tante strumentali dell'album, ha inoltre costituito il brano di apertura dei loro concerti per un breve periodo. Il disco è l'ultimo a contenere testi scritti da David Gilmour fino a A Momentary Lapse of Reason, uscito quindici anni dopo.[16] La consacrazione del prisma [modifica]Uscito il 24 marzo del 1973, The Dark Side of the Moon ha venduto 45 milioni di copie in tutto il mondo,[43][44] diventando il quarto album più venduto di tutti i tempi. È rimasto per 741 settimane (circa 14 anni, record tutt'ora imbattuto) nella classifica Billboard 200 dell'omonima rivista musicale americana,[16] dalla quale è uscito soltanto negli anni ottanta. È il primo album a piazzarsi alla posizione numero 1 delle classifiche americane,[24] mentre è rimasto alla numero 2 di quelle inglesi, pur figurando in esse 301 settimane[24] e ottenendo il plauso della critica.[45] Il disco, suonato in concerto già dal 1972,[42] è un concept album che propone una musica concettuale ed eterodossa, alla quale si affiancano testi dal profondo contenuto filosofico e di riflessione sulla condizione umana, cosa che caratterizzerà la restante carriera del gruppo. Mentre al lavoro di composizione hanno collaborato tutti e quattro i componenti in maniera più o meno rilevante, i testi sono stati scritti interamente da Waters. Gli argomenti trattati riguardano vari aspetti della natura umana: Speak to Me/Breathe parla della nascita e dell'infanzia, Time affronta il tema dell'invecchiamento e del soverchiante e rapido approssimarsi della morte, con la giovinezza che è passata prima che ce se ne possa rendere conto; The Great Gig in the Sky esplora pensieri religiosi e di morte, Money si burla di avidità e consumismo, Us and Them si riferisce al conflitto, all'etnocentrismo, al fatto che ciascuno ritenga sé stesso sempre dalla parte della ragione; Brain Damage guarda alle malattie mentali e mostra come la follia sia solo relativa e a quanto la vecchiaia porti lontano da chi si era un tempo, mentre Eclipse conclude l'album affermando il libero arbitrio e la casualità degli eventi.[46] L’uso delle tecniche di registrazione avanzate da parte di Alan Parsons e gli effetti sonori di forte impatto usati fanno del disco un'opera diversa dalle precedenti produzioni del gruppo, sicuramente la più celebre e per molti la migliore dei Pink Floyd.[47][48] La copertina, creata da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis, è una delle più conosciute della storia del rock: essa raffigura, su di uno sfondo completamente nero, un prisma colpito da un raggio di luce bianca che si scompone, grazie al fenomeno della dispersione ottica, nello spettro visibile della radiazione elettromagnetica.[46] Ripetere il successo di Dark Side non sarebbe stato facile, per tale motivo i Floyd pensano inizialmente di produrre un album totalmente diverso dal precedente, al fine di evitare il più possibile un paragone tra i due lavori, che difficilmente si sarebbe concluso a favore del nuovo arrivato: Household Objects, un esperimento musicale eseguito suonando oggetti comuni, ad esempio elastici e bicchieri, come se fossero strumenti musicali, viene però accantonato presto. Il nuovo album, suonato con strumenti tradizionali, è intitolato Wish You Were Here.[48] Pubblicato il 15 settembre 1975, il disco tratta il tema dell'assenza: la mancanza di umanità nell'industria discografica e, soprattutto, l'assenza di Syd Barrett. Molto noto per l'omonimo brano, l'album, in larga parte strumentale, ha come tema portante il brano Shine On You Crazy Diamond, composto da due parti che aprono e concludono il lavoro.[49] Tale traccia, alla quale prende parte il sassofono di Dick Parry, già protagonista del precedente album, è un tributo al precedente leader della band che culmina con un notevole intervento di sintetizzatore, il quale lascia spazio, nel finale, al tema di See Emily Play, brano scritto da Barrett.[15] I restanti brani, Welcome to the Machine e Have a Cigar, descrivono, secondo molti pareri, il rapporto di Syd rispettivamente con il mondo esterno e con l'ambiente dello spettacolo, considerati entrambi, assieme all'abuso di droghe, concausa del suo squilibrio mentale. L'album raggiunge la posizione numero 1 sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti,[16] con grande plauso della critica.[21] Un famoso aneddoto racconta che il 9 luglio del 1975, durante le registrazioni dell'album negli Abbey Road Studios, nello studio compare Syd Barrett, che i membri del gruppo riconoscono solo dopo diversi minuti. D'aspetto molto ingrassato, alla richiesta di spiegazioni egli risponde continuamente: "Ho acquistato un grande frigorifero in cucina, e ultimamente sto mangiando molta carne di maiale".[50]
Il
Pink Floyd pig, simbolo di
Animals e figura caratteristica nei concerti della band.
Il muro di Waters [modifica]L'aumentare della popolarità coincide con l'accentuarsi dei contrasti all'interno del gruppo, in particolare tra Waters e Gilmour. Da ciò scaturisce la predominanza di Waters sugli altri membri: se negli ultimi due lavori, infatti, la sua influenza era rilevabile prevalentemente nei testi, con Animals anche l'intera idea dell'album deve essere attribuita al bassista.[51] Le tematiche proposte da Waters, che caratterizzano anche i successivi due lavori, sono ricorrenti: la morte del padre nella seconda guerra mondiale, la crudeltà dell'industria discografica, l'individualismo e l'alienazione nella società moderna, e la critica verso alcune personalità politiche del tempo, in particolare Margaret Thatcher e Mary Whitehouse.[52] L'album, registrato presso i Britannia Row Studios e pubblicato il 23 gennaio del 1977 nel Regno Unito ed il 2 febbraio negli Stati Uniti e Canada, raggiunge la posizione numero 2 in patria e la numero 3 oltreoceano.[24] All'epoca alcuni critici considerarono l'album "noioso" e "cupo".[53] Il disco è uno dei maggiormente dominati dalla chitarra, grazie anche all'influenza del nascente movimento punk 77 di quell'anno, ed è pervaso dall'idea che le persone si possano dividere in tre categorie: maiali, pecore e cani. Ad ognuna delle tre specie è dedicata una traccia dell'album, che è completato da Pigs on the Wing, divisa in due parti che aprono e concludono l'album. Questo lavoro è il più "politico" nella discografia floydiana, e le critiche al capitalismo ed, in minor parte, alla religione, sono spesso palesi.[52] L'icona dell'album è il Pink Floyd pig, un gigantesco maiale gonfiabile che compare nella copertina del disco, fotografato mentre vola sopra la Centrale Elettrica di Battersea.[52][54][55] Nel 1978, a causa di problemi legali, la band è costretta a lasciare il Regno Unito per un anno: durante questo periodo i componenti si dedicano ad impegni personali, e quando viene il momento di ritrovarsi le idee sono poche. Waters stava però lavorando a due progetti, The Pros and Cons of Hitch Hiking e The Wall: il primo diviene un album solista del bassista, il secondo un altro successo discografico per i Pink Floyd. The Wall è un'opera rock concepita fin dalla genesi come album, film e spettacolo dal vivo. L'album esce il 30 novembre 1979 ed occupa la posizione numero 3 in Gran Bretagna e la 1 negli U.S.A., restandovi per 15 settimane. Si è classificato all'87º posto nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone[56][48] e, oltre al plauso della critica,[57] è stato certificato 23x platinum dalla RIAA grazie alle 11,5 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti.[6] Il brano Another Brick in the Wall - Part 2, inoltre, diventa l'unico singolo dei Floyd a raggiungere la posizione numero 1,[16] mentre altri singoli di successo sono Comfortably Numb e Run Like Hell. L'opera, ideata da Waters, tratta i temi della solitudine e dell'assenza di comunicazione dovute alla presenza di un muro (in inglese "wall") posto tra le persone: tale barriera è costruita dalla società moderna, la cui critica era stata sviluppata anche nel precedente album. Alla fine dell'opera il muro cade, lasciando spazio ad un messaggio positivo e di speranza: "Soli, o a coppie/Quelli che davvero ti amano/Camminano su e giù fuori dal muro".[58] Questi concetti sono presentati attraverso la storia di una rockstar di nome Pink, nella quale si distingue chiaramente la persona di Waters, che per le cause sopra citate costruisce il muro che lo separa dalle altre persone e lo porta alla follia, dal quale si libera solo dopo una sorta di processo (The Trial) che lo condanna, e che conduce all'abbattimento del muro.[58]
David Gilmour a
Monaco di Baviera nel luglio del
2006
Durante le fasi finali della registrazione del disco Waters espelle dalla band Wright, che resterà relegato al ruolo di semplice turnista[59][60] a causa, a detta di Waters, dello scarso impegno[61] e della dipendenza dalla cocaina del tastierista.[3] Mason, nel suo libro Inside Out: A Personal History of Pink Floyd, afferma che Waters fu spinto dal rifiuto del tastierista di interrompere le sue vacanze prima del tempo per rientrare in studio.[15] Il film, scritto da Waters, diretto dal regista Alan Parker ed interpretato da Bob Geldof nel ruolo del protagonista, è intitolato Pink Floyd The Wall e viene pubblicato il 6 agosto 1982, riscuotendo un notevole successo (quasi 15 milioni di dollari negli Stati Uniti).[62]. Il film ripercorre la traccia dell'album, differenziandosi per l'esclusione di Hey You e The Show Must Go On, e per l'aggiunta di due nuovi brani, What Shall We Do Now? (escluso dall'album originale per motivi di spazio[63]) e When the Tigers Broke Free. La pellicola, priva di dialoghi, affianca a scene reali delle animazioni, create da Gerald Scarfe. Date le enormi proporzioni dell'allestimento e gli inevitabili problemi organizzativi e logistici[64] il tour itinerante viene sostituito dall'esecuzione di più concerti nello stesso luogo.[65] Nel 1980 il The Wall tour farà solo tre tappe: alla Sports Arena di Los Angeles e al Nassau Coliseum di New York in febbraio, e all'Earls Court di Londra in agosto.[63] L'anno successivo il tour prosegue con altre due esibizioni, a Dortmund in febbraio e nuovamente all'Earls Court, in giugno.[66] Nel
1983 il
predominio di Waters sugli altri componenti è totale:
The Final Cut ne è il risultato. L'album ripercorre strade già
ampiamente sviluppate nei precedenti due lavori, aggiungendo temi attuali,
come la partecipazione della Gran Bretagna alla
guerra delle Falkland o la possibilità di una
guerra nucleare.[33][67]
Richard Wright non prende parte all'album, ed al suo posto vi sono
Michael Kamen e
Andy
Bown. La copertina dell'album non contiene testo, sul retro si legge
soltanto "The Final Cut – A requiem for the post-war dream by Roger
Waters, performed by Pink Floyd: Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason".[68] Nel dicembre del 1985 Waters annuncia la sua separazione dai Pink Floyd, definendoli uno "spreco di energie", pensando probabilmente che il suo abbandono avrebbe portato alla fine del gruppo. A questo fatto segue una piccola battaglia legale, risolta a favore dei restanti componenti Gilmour e Mason, al fine di stabilire a chi spetti portare avanti il nome del gruppo.[70] L'era di Gilmour [modifica]Nel 1987 viene pubblicato il disco A Momentary Lapse of Reason, che si piazza alla posizione numero 3 sia in patria che negli States.[24] Dal momento che Waters era stato l'autore della maggior parte dei testi floydiani, per questo lavoro Gilmour e Mason si rivolgono a parolieri esterni: Ezrin, che aveva già collaborato con il gruppo, diventa il co-produttore e autore di alcuni testi; Jon Carin scrive le parole di Learning to Fly, oltre ad essere il tastierista in molti dei brani dell'album,[16] mentre un contributo arriva anche dal poeta inglese Roger McGough. Collaborano inoltre la compositrice canadese Carol Pope [71] e Richard Wright, che viene reintrodotto ufficialmente nel gruppo con il successivo tour.
Il batterista
Nick Mason
A Momentary Lapse of Reason è il disco maggiormente influenzato da Gilmour: tutti i brani portano infatti la sua firma. Le tracce presentano arrangiamenti roboanti e complesse divagazioni strumentali: già nelle note di apertura di Signs of Life vi sono sintetizzatori d'atmosfera che emergono da un tappeto di suoni e voci. Nel secondo brano, Learning to Fly, vi è la presenza di coriste, cosa che caratterizza anche One Slip. L'andatura marziale e minacciosa di The Dogs of War sembra voler recuperare le atmosfere di The Wall mentre Yet Another Movie è un esperimento di aggiornamento del sound floydiano: lento e pesantemente scandito, vede lunghi feedback di chitarra sposarsi con le tastiere. Sorrow rende poi onore allo stile chitarristico di Gilmour, A New Machine e lo strumentale Terminal Frost completano il disco, insieme alla ballata On the Turning Away, una sorta di seguito ideale di Us and Them. La lunghissima tournée (1987 - 1989), che comprende anche il concerto tenuto a Venezia il 15 luglio 1989 su un palco galleggiante nel Bacino San Marco e trasmesso in diretta televisiva mondiale, riscuote un successo notevole e si chiude al Knebworth Park nel giugno 1990.[72] Due singoli estratti dall'album finiscono in cima alla Billboard Mainstream Rock Tracks americana: Learning to Fly e On the Turning Away. Un anno più tardi la band realizza un doppio live album intitolato Delicate Sound of Thunder e registra alcuni brani per il film La Carrera Panamericana, nel quale figurano anche Gilmour e Mason in veste di piloti.[72] All'album The Division Bell partecipa anche Wright, rientrato nella formazione, il quale dà un contributo significativo alla registrazione del disco, che esce il 30 marzo 1994 nel Regno Unito ed il 5 aprile dello stesso anno negli U.S.A., piazzandosi al numero 1 nelle classifiche di entrambe le nazioni[24] e vendendo oltre 10 milioni di copie.[43] Oltre al successo commerciale segue anche un notevole plauso di fan e critica.[21] The Division Bell è un concept album che parla, come in The Wall, dell'incomunicabilità tra gli individui, problema con cui i tre componenti avevano avuto a che fare, tra cause legali e divorzi. Alla stesura dei testi partecipa anche la giornalista Polly Samson, fidanzata con Gilmour, il quale era reduce dal divorzio, dopo quasi 20 anni di matrimonio, con la ex moglie Ginger. Nei testi non mancano inoltre riferimenti a Waters, come in Lost for Words, e a Barrett, in Poles Apart.[26] Trainato da brani come Marooned, Keep Talking e High Hopes, il disco ha venduto oltre dieci milioni di copie nel mondo. All'album segue un imponente tour mondiale, del quale rimane traccia in P*U*L*S*E, pubblicato l'anno seguente, tratto dai concerti tenuti in diverse località europee e che contiene la prima versione integrale dal vivo di Dark Side of the Moon.[73] La qualità del live è altissima: la formazione si avvale di due chitarre, due tastiere, basso, batteria, percussioni, sassofono e tre coriste; dall'omonimo filmato è possibile inoltre osservare anche la maestosità del gigantesco apparato scenografico che faceva da cornice ai concerti del tour: centinaia di luci, raggi laser, fumi e persino fuochi d'artificio si combinano in coreografie che accompagnano i brani, battuta per battuta. Il manager Steve O'Rourke affermò che "il punto era unicamente dar vita al miglior show possibile".[26] La conclusione [modifica]Nel 2000 viene pubblicato l'ultimo disco dal vivo del gruppo, registrato durante il tour di The Wall tra il 1980 e il 1981 a Londra, intitolato Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981, che raggiunge la posizione numero 19 negli Stati Uniti.[24] Sabato 2 luglio 2005, in occasione del Live 8, la grande manifestazione musicale organizzata dall'amico Bob Geldof per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla povertà e sui problemi dell'Africa, i Pink Floyd tornano ad esibirsi nella loro formazione storica, Roger Waters compreso, eseguendo cinque brani rappresentativi della loro avventura musicale: Speak to Me, Breathe, Money, Wish You Were Here e Comfortably Numb. Durante l'esecuzione di Wish You Were Here Waters ha voluto ricordare Syd Barrett:[74]
I Pink Floyd al
Live 8
Durante il tour estivo di Waters, negli spettacoli di
Magny-Cours in Francia, all'Hyde
Park di Londra, a
Reykjavík in
Islanda
e al
Summer Festival di
Lucca, Nick
Mason si aggrega alla band nella seconda parte dei concerti, mentre
Wright, che aveva partecipato al tour solista di David Gilmour, declina
l'offerta poiché impegnato con il nuovo album solista. Lo stesso Nick
Mason, in seguito, si aggiunge a David Gilmour e a Richard Wright nella
terza serata conclusiva del Tour on an Island del chitarrista alla
Royal Albert Hall di Londra, il 31 maggio 2006, ricomponendo i Pink
Floyd per due canzoni (Wish You Were Here e Comfortably Numb).[75]
Si tratta della prima apparizione del trio dopo il Live 8 e, a detta di
Gilmour, l'"ultimo atto" dei Pink Floyd.[13] Lunedì 15 settembre 2008 i media annunciano la morte di Richard Wright, avvenuta a 65 anni dopo una breve lotta contro il cancro. Lo stesso giorno David Gilmour dice di Richard Wright:[77]
Gilmour e la sua band rendono omaggio a Wright durante lo show britannico "Later with... Jools Holland" suonando il brano Remember a Day, peraltro mai eseguito dal vivo, tratto dall'album A Saucerful of Secrets. Lo stile [modifica]Pur essendosi evoluti nel tempo, i Pink Floyd hanno
mantenuto uno stile ben preciso ed immediatamente riconoscibile, che ha
caratterizzato la loro intera produzione artistica, nonostante i tre cambi
di leadership e l'evoluzione musicale che hanno sviluppato nel corso della
loro lunga carriera. Il termine pink floyd sound identifica pertanto una
peculiarità rimasta intatta negli anni.
Roger Waters in concerto nel 2006
L'approccio compositivo dei Pink Floyd è particolare:
Gilmour, riferendosi a Waters e Mason, afferma che "componevano
A Saucerful of Secrets come un grafico architettonico, in forma
dinamica con depressioni e picchi. Niente a che vedere con una qualunque
forma musicale".[78]
La loro musica è stata inoltre definita "sferica" o "astronomica", ed è
considerata una perfetta sintesi di elementi provenienti da tradizioni
musicali diverse.[79] I concerti [modifica]
Nelle
esibizioni dal vivo i Pink Floyd hanno proposto, fin dagli inizi,
un'esperienza sia visiva che musicale innovativa, diventata un punto di
riferimento per le epoche successive.[80]
In Inghilterra essi sono i primi a realizzare, con l'ausilio di Mike
Leonard, quello che viene definito
light
show: in questo tipo di spettacolo i musicisti sono una figura
secondaria nella
coreografia dell'esibizione,[16]
che vede come protagonisti luci,
laser,
fumi,
fuochi d'artificio ed effetti speciali di vario genere. Caratteristica peculiare delle esibizioni floydiane
sono grandi palloni gonfiabili rappresentanti diversi oggetti: nei
concerti americani del 1975 del tour di Dark Side of the Moon vi è un
dirigibile a forma di piramide; nel tour di Animals il protagonista è
invece il
Pink Floyd pig, mentre nel tour seguente l'uscita di The Wall a
prendere vita sono i personaggi dell'album, sotto forma di giganteschi
pupazzi a forma di stringa, con tanto di occhi sporgenti.[81] L'apice della maestosità dell'allestimento, tuttavia,
viene raggiunta nel The Division Bell tour del 1994,[83]
immortalato dal filmato
P*U*L*S*E, nel quale si osserva il palco circondato da alte
impalcature cariche di luci, fumi e laser:
Marc Brickman, il designer della band, utilizzò centinaia di lampade
intelligenti, comandate da computer, che seguivano i brani in scaletta
accompagnandoli, battuta per battuta, con giochi di luci sempre diversi.[84]
Dietro il palco vi era inoltre uno schermo circolare, sul quale venivano
continuamente proiettate immagini, film e animazioni sincronizzate con i
brani eseguiti.
David Gilmour dal vivo
Influenze sulla musica successiva [modifica]La grande popolarità raggiunta dalla loro musica ha fatto sì che i Pink Floyd abbiano influenzato numerosi musicisti e gruppi musicali fin dagli anni settanta,[86] come David Bowie, i Genesis e gli Yes, per arrivare ai contemporanei, tra i quali vanno citati Ayreon,[87] Dream Theater,[88] Tool, Radiohead, Porcupine Tree, The Orb, Anathema[89] e i Nine Inch Nails. Pure rilevante è il fenomeno delle tribute band, tra le quali si annoverano i The Pink Floyd experience,[90] Wish You Were Here, Anderson Council,[91] Australian Pink Floyd Show, The Machine, Brain Damage,[92] i Polka Floyd, gli argentini Ummagumma e gli spagnoli The Pink Tones. Numerose sono poi le band che hanno realizzato un tributo ai Pink Floyd. L'11 ottobre 2005 la band americana di progressive metal Dream Theater ha interpretato l'intero disco The Dark Side of the Moon ad Amsterdam ripetendolo, due settimane più tardi, a Londra.[93] La stessa band ha inserito un riferimento al brano Careful with That Axe, Eugene nel testo della canzone Octavarium, brano chiaramente ispirato al rock progressivo.[94] Da parte sua, Easy Star All-Stars ha registrato un tributo a The Dark Side, con influenze reggae e hip-hop, intitolato Dub Side of the Moon, mentre il gruppo heavy metal Ministry ne ha seguito l'esempio intitolando Dark Side of the Spoon un suo disco del 1999. In campo classico, gli String Quartet, composti da due violini, una viola ed un violoncello, hanno realizzato una propria versione di The Dark Side,[95] mentre la London Philharmonic Orchestra ha fatto lo stesso nel disco Us and Them: Symphonic Pink Floyd.[96] Formazione [modifica]
Musicisti di supporto [modifica]A causa della crescente complessità della musica dei Pink Floyd, nel corso degli anni vengono ingaggiati numerosi musicisti al fine di riprodurre nei concerti quello che era stato registrato in studio con la massima fedeltà. L'inizio di queste partecipazioni si riscontra nel tour di Atom Heart Mother, quando in alcune serate l'omonima suite viene suonata con l'ausilio di un'intera orchestra e coro. Vista la dispendiosità di un tour con una simile quantità di musicisti, in seguito il numero di turnisti è sempre ridotto: nel 1973 viene ingaggiato il sassofonista Dick Parry, che partecipa anche alle tournée successive, eccetto quelle di The Wall e A Momentary Lapse of Reason, nella quale è sostituito da Scott Page. Nel tour di Animals Snowy White è ingaggiato come chitarrista, ed appare nella "surrogate band" che apre i concerti di The Wall[97], insieme a Peter Wood, Willie Wilson e Andy Bown. Nei A Momentary Lapse of Reason e Division Bell tour Jon Carin è invece il tastierista, Guy Pratt rimpiazza Waters, Tim Renwick diventa il chitarrista di supporto e Gary Wallis il percussionista. Anche alcune coriste, tra cui Clare Torry, Sam Brown, Durga McBroom e Carol Kenyon partecipano a queste tournée. Nel Live 8, infine, suonano Tim Renwick, Jon Carin, Dick Parry e Carol Kenyon.[98] Discografia [modifica]
Premi e riconoscimenti [modifica]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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