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Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Amico_%C3%A8
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Amico è

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

Amico è (inno dell'amicizia) è una canzone del 1982 scritta da Dario Baldan Bembo, con la collaborazione di Sergio Bardotti ai testi, e ai quali si aggiunsero Nini Giacomelli e Mike Bongiorno, in qualità di autori del quiz Superflash, a cui fece da sigla di chiusura, nella stagione invernale di quell'anno. Sulla facciata B del 45 giri compare il brano Cammina cammina, cantato dal solo Baldan a più voci.

La versione originale, intitolata Falò, ha fatto parte dell'album di Baldan Bembo del 1981 Spirito della terra, interpretata dallo stesso autore insieme a Riccardo Fogli e Marcella Bella che ne cantano rispettivamente prima e seconda strofa, lasciando a Baldan l'ultima.

La seconda versione, senza subire mutamenti sostanziali nel testo, è stata reincisa con un nuovo arrangiamento, arricchito di alcuni strumenti di accompagnamento: figura come co-interprete Caterina Caselli, ormai da tempo lontana dalla scena musicale. La Caselli canta la seconda strofa e si alterna con Baldan nella terza. Alla sigla finale del quiz è abbinato un concorso bandito da TV Sorrisi e Canzoni, nel quale bisogna indovinare quattro voci nascoste tra i cori del ritornello. Essi sono: Pupo, Ornella Vanoni, Giuni Russo e Gigliola Cinquetti, quest'ultima riconoscibile all'inizio della terza strofa mentre fa l'eco alla voce di Baldan. I volti di questi quattro personaggi sono anche rintracciabili sulla copertina del disco, che a sua volta riprende un collage di personaggi televisivi pubblicato qualche anno prima da Sorrisi per celebrare i 25 anni della Rai TV. In virtù di questo concorso figura, alla voce interprete, la dicitura "Dario Baldan Bembo, Caterina Caselli e..."

Il brano, per la sua orecchiabilità, oltre a ottenere un lusinghiero riscontro di vendite nella primavera del 1983, ha ottenuto una forte popolarità al punto da risuonare per lunghi anni come inno da stadio, usato per incitare la propria squadra del cuore anche limitandosi a scandire la semplice melodia con il gorgheggio della vocale "o", come infatti si può ascoltare nella canzone stessa. Baldan sarà ricordato negli anni seguenti quasi esclusivamente per questo pezzo, nonostante il suo ricco palmares di successi come autore e interprete.

Nel 2003, Caparezza ne cita uno dei versi più significativi nella sua Fuori dal tunnel: "Essendo amico di Baldan Bembo, sono 'un silenzio che può diventare musica'".

_______E' quasi Autunno…
Foglie gialle, prima comparsa
Foglie verdi chiudono,
Gli occhi pian piano!
E' quasi un altro giorno,
Foglie cadenti, all'imbrunire di
Questo giorno d'estate!
S'alza forte
I ricordi del mare
Il vento spazza via, mentre
In te cresce l'alba
La tua casa, a sfogliare
Ciò che sarà!
_____Ascolto...

Ascolto una musica che non c’è
E vive dentro me;
il giorno cresce nei miei pensieri
con la notte che regna nei sogni.
Ascolto
I passi di un sonetto
Seguendoli tra le rime
Di un canto
E
I cui versi toccano il mio cuore.
E’ una musica
Cantata
Per seguire più in profondità i tuoi sentimenti
Quel sole che vive in me,
al centro…
nel cuore delle emozioni,
ci sei tu!

_______________Amicizia

L'amicizia è il frutto della conoscenza tra persone diverse,modi di pensare.
Una persona si fida del suo amico,puoi esprimergli tutti i suoi sentimenti.
Un fiore azzaurro s'accosta al fiore rosa,il sole alla Luna.
Il mattino è la continuazione della notte,un ultimo pensiero dallo sbadiglio nato;
Un segno di pace: l  'amicizia!
In Volo, il nuovo giorno è vicino....
dentro, dal mare della vita un'onda nasce,due mani unite in una goccia di speranza: Amore.

Titolo: Energia dell'Amore
Ciao,oggi è un giorno strano, la luce si è fatta largo, come quando stai facendo una corsa e non ti lasciano passare e,tu ti fai largo.La luce... si, hai capito bene cosa stò dicendo;La luce, la mia energia trasformatasi in luce cioè un raggio che contiene i colori dell'arconaleno, quelli della Pace e tu sia quanto io la voglia!Energia e pace vanno di pari passo come tu ben saprai, anzi ne sono sicuro che tu lo sappia! E non dirmi che non sia vero, perchè lo è.la pace ha bisogno dell'energia,certo non è quella del nucleare,ma un'altra più grande che si sprigiona dai cuori della gente, la Libertà di amare.Che dolore, quale mi starai dicendo! e' vero, quale? il dolore dell'amore è quello che più tiene unite le persone ed è quello in cui non ci sono catene, ma anelli di baci tenuti insieme da piccoli cuori.Ma...non te ne importa nulla,l'ho capito,non negarlo....Ora fà caldo, sono seduto e ti penso, penso l'amore certamente;Sudo....i legami  si disuniscono la notte, si formano di giorno. Ho sempre pensato che la notte potesse diventare una palestra di vita,ma non così.La notte che vedo ora, è un fascio di stelle attraversato da una linea, potrebbe darsi che sia un aereo, potrebbe in quanto la linea risulta essere bianca, striata, ma forse a pensarci bene non può essere un aereo,sarà qualcos'altro...ma cosa?difficile che ora possa darvi una soluzione.Tutto è fuori, fuori dal mondo come dentro al mondo c'è una soluzione.La vita con i suoi uomini e donne, i loro discorsi,sono la Soluzione, quella con la s maiuscola anche se la grandezza di una lettera la fà chi la scrive: noi, Ci sei? ma cosa stai pensando in questo momento, devi andare aletto e pensi alle stelle,ma sarai impazzito o pensi che in fondo la notte è anche il pensare a un qualcosa che non ti sai spiegare.Può essere! Scrivi, gli dico, chi è che scrive? La mente, nello spazio infinito trapassato di stelle che brillando nei illuminano i sentimenti, quelli che creando l'energia tengono avvinti i cuori gli uni agli altri.E non si slegheranno mai più!
*****Autore: Iaphet Elli
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Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Anima_gemella&action=history

Anima gemella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

L'anima gemella è una leggenda simultaneamente legata a quella del destino. Entrambe infatti, si basano sulla concezione che la vita sia già predestinata. La credenza dell'esistenza dell'anima gemella, in particolare, insegna come esista un'unica persona con la quale si è destinati a stare. Da qui, il legame con il destino.

 

Mitologia [modifica]

Nella mitologia greca, si racconta delle Parche, tre donne che avevano il compito di tessere le vite delle persone.

Sempre secondo delle leggende mitologiche, all'origine l'uomo nacque con una forma diversa rispetto all'attuale. Aveva due braccia, due gambe e due teste e queste formavano una perfetta simbiosi. Un giorno gli dei, gelosi, separarono l'essere con un fulmine; e dispersero le due distinte persone in tutta la terra. Da allora, racconta la leggenda, ogni persona dedica la propria vita a cercare quell'unica persona che la completerebbe e che la renderebbe felice.

Una famosa metafora dell'anima gemella è quella che la paragona a due perfette metà di mela che si congiungono "l'altra metà della mela".

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Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Adolescenza&action=history

 

Adolescenza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Nota disambigua - Se stai cercando film dal titolo Adolescenza, vedi Adolescenza (film 1959) o Adolescenza (film 1995).
Ritratto di una adolescente

Generalmente viene dato il nome di adolescenza a quella fase dell'età evolutiva che va dai 13 ai 20 anni.

Descrizioni piú precise distinguono tra preadolescenza ed adolescenza. Alla prima assegnano gli anni dai 10/11 ai 14/15 e alla seconda gli anni dai 14/15 ai 18/20. Seguendo questa distinzione rimandiamo alla voce preadolescenza per la prima fase; qui tratteremo sola della adolescenza, ossia della seconda fase.

Indice

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L'adolescenza... in generale [modifica]

Mentre, la preadolescenza è la fase nella quale l'individuo, comincia a subire le modifiche somatiche e psicologiche e a perdere le caratteristiche dell'infanzia, nell'adolescenza le fondamentali trasformazioni sono già avvenute, la sessualità ha raggiunto la forma alloerotica (cioè, bisogno del partner) e, generalmente, quella di tipo eteroerotica (cioè bisogno del partner di sesso diverso), il pensiero ha maturato le forme logiche, l'egocentrismo infantile è superato. Queste nuove strutture sono però appena abbozzate; ora hanno bisogno di essere consolidate. Ciò avviene nell'arco di tempo che va, approssimativamente, dai 15 ai 18 anni ma recentissimi studi americani dimostrano che l'età dello sviluppo del corpo avviene nella femmina non oltre gli 8350 giorni dalla nascita, nel maschio invece non oltre i 9700. La fragilità somatica e psicologia del soggetto, in questa fase, è evidente e facilmente spiegabile se si tiene conto del lavoro per il consolidamento delle sue strutture fisico-psichiche che in lui si va compiendo.

Altro aspetto dell'adolescenza è dato dall'esperienza che ora il soggetto va facendo degli schemi mentali di tipo logico-formale. Il tipo operatorio-concreto del pensiero del fanciullo (7/10 anni) non consente al soggetto di immaginare il possibile fuori degli schemi della realtà, cosi com'egli la vive e la sperimenta. Per il fanciullo il possibile è solo ciò che non è ancora avvenuto ma può avvenire. Il pensiero logico-formale consente invece di concepire il possibile come ciò che non è contraddittorio. Mentre il fanciullo lavora di fantasia, ma il suo mondo fantastico è legato alla realtà delle cose concrete, si tratti pure di eroi spaziali o di mostri metà animali e metà uomini, il mondo fantastico dell'adolescente è costituito da ipotesi sociali, etiche, politiche, ecc., non reali, ma logicamente realizzabili.

Vi è un egocentrismo tipico dell'adolescente dato dalla tendenza a rinchiudersi in questo mondo fantastico, che lo può portare a grandi mete, ma anche ad aspre delusioni. Cronologicamente questa fase si colloca nella tarda adolescenza e nella prima giovinezza, tra i 16/17 anni e i 22/23 anni per la femmina e tra i 17/18 e i 25/26 per il maschio. Connesso con lo sviluppo del pensiero logico-formale vi è pure la maturazione degli schemi sociali.

Lo sviluppo della socialità comincia con il superamento dell'egocentrismo infantile verso i 9/11 anni, ma solo verso i 15/16 anni il sentimento della socialità orienta il soggetto verso rapporti di parità con gli altri e verso forme ideali di amicizia che non devono più rispondere alla necessità di avere compagni con cui giocare e divertirsi ma amici con cui coltivare ideali o condividere idee. Un fenomeno caratteristico della socialità adolescenziale è quello della solidarietà con i coetanei, sia nelle circostanze in cui uno ha bisogno dell'altro fino a portare a vere e proprie complicità delittuose, sia ad una solidarietà di classe che spesso porta a contestazioni di maniera nei riguardi degli adulti. Questa solidarietà di classe, mista a contestazione, si manifesta spesso in quella che viene chiamata crisi di originalità . L'adolescente sceglie per il suo comportamento condotte che lo distinguano da tutti gli altri, ma la sua attenzione è a tutto ciò che può distinguerlo dagli adulti.

Gli schemi della personalità di un individuo sono la risultante di fattori naturali e altresì di fattori culturali. Nei primi mesi di vita i fattori culturali cominciano appena a condizionare il comportamento dell'individuo, per cui la condotta di un bambino di pochi mesi non differisce granché da quella di tutti gli altri bambini, ma, più si avanza negli anni, più questi fattori contribuiscono a differenziare la condotta degli individui.

Le linee di comportamento qui descritte riguardo le caratteristiche dell'adolescenza sono solo orientative per capire i soggetti in questa età, perché nella realtà molto forte sarà la differenza tra soggetto e soggetto a seconda dell'ambiente e dei fattori culturali che avranno concorso a condizionare lo sviluppo di ciascuno.

 

Interpretazioni psicoanalitiche [modifica]

La sessualità all'erotica lo spinge ad incontri nei quali ancora mal si armonizza lo scarico delle pulsioni libidiche con il bisogno di dare e ricevere tenerezza ed affetto. D'altra parte mentre la maturazione sessuale a livello fisico è sufficientemente raggiunta, i riflessi di essa sul piano emotivo trovano una situazione psicologica del tutto impreparata.

La psicologia differenziale può precisare la notevole differenza che si riscontra tra la situazione del maschio e quella della femmina. I due sessi però hanno in comune questo fatto estremamente disorientante: mentre la maturazione sessuale a livello fisiologico è pressoché completa, a livello emotivo-affettivo la sessualítà è tutta da costruire; per ora l'adolescente comincia solo a tentare le prime esperienze. I traumi psicologici provocati da maternità e paternità precoci sono un test efficacissimo a dimostrare che non vi è necessario parallelismo tra sviluppo fisico e sviluppo psichico.

Sul piano pulsionale nell'adolescenza abbiamo la punta massima del fenomeno della masturbazione maggiore nei maschi, minore nelle femmine. Essendo le pulsioni legate al dinamismo ormonico e alla topografia somatica, la loro intensità e ampiezza sono diverse nel maschio e nella femmina. Nel primo vi è una maggiore intensità ma un minore coinvolgimento di tutta la persona; nella seconda avviene il contrario.

La femmina è più coinvolta dalla sua sessualità, ma questa non è tutta di tipo genitale; essa si traduce in amicizie particolari, nel bisogno di dare e ricevere tenerezza e può anche trovare più facilmente il modo di essere sublimata. Il maschio è meno coinvolto dalla sua sessualità ma le pulsioni a livello genitale sono più intense; più difficilmente possono essere sublimate; la masturbazione, se non è accompagnata da sentimenti di colpa, può liberarlo dalla tensione. Ma a volte essa ha altre funzioni, è la ricerca di una compensazione, alle mortificazioni sociali, agli insuccessi scolastici o nel lavoro, a forme di oppressione morale, ecc. In questo caso, per un processo circolare, la masturbazione aggrava il turbamento ed il turbamento spinge alla masturbazione. La delicatezza della fase adolescenziale è tutta nella costruzione di questi equilibri che sono di fondamentale importanza per la personalità futura.

 

L' "invenzione" dell'adolescenza [modifica]

La figura dell'adolescente, come persona in una prolungata fase di transizione problematica, non viene considerata dalla maggior parte delle società tradizionali. In esse spesso il passaggio dalla fase della vita "bambino" alla fase "adulto" viene (veniva) gestito da appositi riti di passaggio, che rappresentano in chiave simbolica l'allontanamento dallo stato precedente, l'attraversamento di una soglia liminale, e la reintegrazione nella società con un diverso status.

Anche nelle società "occidentali" fino all'Ottocento si veniva considerati bambini fino all'età in cui non ci si poteva dedicare alle attività che la propria classe sociale prevedeva. Le rappresentazioni artistiche, letterarie o figurative, di "giovani uomini o donne", anche di 10 o 12 anni, mostrano come venissero caratterizzati come "piccoli adulti", vestiti come i genitori, intenti nelle stesse attività. Questo sia negli strati sociali più poveri, dove l'inizio del lavoro poteva essere anche a 6-7 anni, così come tra le elites, ove si poteva essere re o professori universitari anche a 12-13 anni.

Verso la fine del XIX secolo, nelle società europee, in particolare in Germania, Inghilterra e Francia, i cambiamenti sociali ed economici fanno si che un grande numero di ragazzi si trovino in una condizione di vita fino allora molto meno significativa. In particolare nel mondo borghese, l'aumentata importanza dell'istruzione fino ad avanzata età, la proliferazione di college e scuole superiori, i lunghi periodi di apprendistato non produttivi necessari alla formazione nelle scienze più avanzate, creano l'adolescenza come etichetta sociale prima non necessaria. Parallelamente, la diffusione di istituzioni e associazioni giovanili, come lo scautismo, le società segrete giovanili o il movimento giovanile tedesco (Wandervögel), cosiccome il fiorire della letteratura sulla e per l'adolescenza, rispondono al bisogno di creazione d'identità in questa nuova fase della vita.

 

Bibliografia [modifica]

  • Guy Avanzini. L'adolescenza. Bologna, Dehoniane, 1973.
  • Gerald Caplan, Serge Lebovici (a cura di). Problemi psicosociali dell'adolescenza. Torino, Boringhieri, 1979.
  • Cohn C. Coleman. La natura dell'adolescenza. Bologna, Il Mulino, 1983.
  • Maurice Debesse. La crisi di originalità giovanile. Roma, A.V.E, 1948.
  • Helene Deutsch. Problemi dell'adolescenza. Firenze, La Nuova Italia, 1974.
  • C. S. Feinstein, C. P. Giovacchini, C. A. Miller. Psichiatria dell'adolescente. Studi sullo sviluppo e sulla sua patologia, (2 vol.) Roma, Armando, 1975.
  • James Hemming. L'adolescenza femminile. Firenze, La Nuova Italia, 1971.
  • Irene M. Josselyn. L'adolescente e il suo mondo. Firenze, Giunti-Barbera, 1969.
  • Gérard Lutte. Psicologia degli adolescenti e dei giovani. Bologna, Il Mulino, 1986.
  • Rolf E. Muuss. Le teorie psicologiche dell'adolescenza. Firenze, La Nuova Italia, 1976.
  • Neubauer John, Adolescenza fin - de - siècle. Bologna, Il mulino, 1997
  • Hector R.Tomè. La crisi dell'adolescente. Torino, S.E.I, 1977.
  • Delia Vaccarello, L'amore secondo noi, ragazzi e ragazze alla ricerca dell'identità, Oscar Mondadori, 2005
  • Delia Vaccarello,Sciò, giovani, bugie, identità, Oscar Mondadori, 2007
Stadi dello sviluppo umano
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La fine di un'amore ti provoca, rancore, rabbia, disperazione? la gelosia, la paura del tradimento il senso di abbandono attanagliano la tua vita?..condividi con il gruppo le tue emozioni..e ricorda..chi chiede è perdente, chi sa offrire emozioni è vincente.
Questo gruppo vuole dare la possibilità a chi è interessato a migliorare la propria vita sentimentale, avere più successo in amore, conquistare ma anche tenere la persona che ha fatto breccia nel suo cuore.
E' gradito anzi sollecitato il contibuto di tutti.

*****L’Amore vero comprende affetto, attrazione-desiderio , e soprattutto, essendo totalmente appagante, non richiede sforzi nella fedeltà, e, come tale, nega per se stesso il sentimento della gelosia.
Quando si è amati veramente si recepisce perfettamente di essere oggetto di piacere e non di dovere da parte del partner.
Gli schemi culturali possono indurre nell’errore di pensare di essere amati quando si è oggetto di dovere e sacrificio.
L’effetto più corrosivo di certi condizionamenti e delle reazioni del partner geloso, sono quelli che fuori non si vedono: il dovere all’amore (e non - come si dovrebbe- al solo rispetto) viene spesso interiorizzato e spinge certe persone, ad un costo elevato per il proprio Sé, a fare propri questi falsi valori , con conseguenti sensi di colpa e sviluppi oppressivi della relazione.
L’unico tipo di amore a prova del tempo è quello basato sulla libertà reciproca che è basata sull’equilibrio personale che è dato dalla libertà interiore.
La libertà interiore rende un soggetto non possedibile perché appartenente innanzitutto a se stesso e questo rende stimolante la relazione anche sul piano del desiderio, proprio per questo sempre vivo. Le radici ancestrali di una certa possessività naturale nella coppia sono da ricercare nella tutela della prole, facilitata nella razza umana dalla coesistenza di entrambi i genitori.
I greci distinguevano l’Eros dalla Agapè : il primo era l’amore di coppia, il secondo quello compassionevole che non comprende l’attrazione. La reciprocità del sentimento è condizione davvero indispensabile perché l’Amore (il vero EROS ) sia davvero tale, dato che solo così può coincidere il bene dell’altro con il proprio, attivando quella quota di naturale possessività che in questo caso è ben riposta perché vissuta in modo gratificante dal partner. Solo qui il possesso coincide col bene dell’altro.

_____Amore, tormento, passione
Ammiriamo una persona per le sue qualità oggettive, quelle che tutti, solo che siano in buona fede, possono riscontrare. Perciò l'ammirazione è un sentimento ricognitivo, e come tale è spesso riscontrabile anche tra persone che non si possono sopportare. È, ad esempio, il sentimento elegante proprio dei nemici di gran classe.


Al contrario, amiamo una persona per ciò che essa evoca in noi, per ciò che suscita di nascosto e segreto nel nostro animo. In questo senso l'amore è un sentimento passivo: diciamo " io amo" , ma dovremmo piuttosto dire: " io sono colpito, illuminato, folgorato" . In quanto un tale effetto accade solo a noi, vuol dire che in qualche misura vi cooperiamo; perciò l'amore è altresì un sentimento creativo: nella persona che amiamo, non vediamo le sue qualità oggettive, ma intuiamo ciò che altri non vedono, ciò che forse non esiste neppure, se non solamente per noi. Il non capire questo è alla base di molti equivoci: gli estranei si chiederanno che cosa ci troviamo noi in quella data persona, e noi stessi, spesso, malediremo la nostra dabbenaggine per aver dato tanto a una persona che se n'è mostrata indegna, o quanto meno inadeguata. Ma l'amore non è un premio a niente, non è un riconoscimento dei meriti altrui, come invece l'ammirazione*.

L'amore ci trasforma, e al tempo stesso costituisce una sfida all'altra persona, perchè essa diventi, realmente, tutto ciò che noi abbiamo visto in lei. A volte capita che la sfida venga raccolta; a volte invece, l'immanità del compito di essere all'altezza delle aspettative di chi ci ama, ci spaventa e, anziché avvicinarci ad essa, ce ne allontana e ci fa preferire la compagnia di chi ha più modeste pretese.
Certo, amare senza essere riamati è, come tutti sanno per esperienza, frustrante: ma lo è - al contrario di quanto si crede - non perché noi non riceviamo in cambio di ciò che diamo, bensì perchè non ci viene concesso di dare indietro ciò che abbiamo ricevuto. Se la persona che amiamo ci illumina di una vita e di una luce nuova, vorremmo che qualcosa di quella luce tornasse, almeno di riflesso, a lei. Vorremmo essere anche noi, per lei, la favilla, la luce, la folgore che una volta ci ha acceso a nuove consapevolezze e rigenerato a nuova vita. Questo piacere ci viene spesso negato.

Ammirazione e apprezzamento sono sentimenti che accogliamo con indifferenza, perchè nulla aggiungono alla nostra vita: e chi ci confessa la sua stima, a meno che non soffriamo di terribili complessi di inferiorità, ci farà un ben magro complimento - anche se non mancheremo, per cortesia, di mostrarcene riconoscenti.

Ma l'amore, quello ci crea e ci consente di creare.
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Amicizia

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Litografia Amicizia, amore e verità, pubblicata da Currier & Ives, 1874
« Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità »
« Un amico è una persona con cui posso essere sincero: in sua presenza posso pensare ad alta voce. »

Con amicizia si indica un sentimento di affetto vivo e reciproco tra due o più persone dello stesso o di differente sesso, ma anche tra esseri umani ed esseri appartenenti al mondo degli animali. Insieme all'amore, è uno degli stati emozionali fondanti della vita sociale. In quasi tutte le culture, l'amicizia viene intesa e percepita come un rapporto alla pari, basato sul rispetto, la stima, e la disponibilità reciproca, che non pone vincoli specifici sulla libertà di comportamento delle persone coinvolte.

Il tema dell'amicizia è al centro di innumerevoli opere dell'arte e dell'ingegno; fu trattato già da Aristotele e Cicerone ed è oggetto di canzoni, testi letterari, opere filmiche e via dicendo.

In genere, si distinguono diversi gradi di amicizia, dall'amicizia causale legata a una simpatia che emerge fortuitamente in una certa circostanza magari in modo temporaneo, all'amicizia cosiddetta intima, ovvero associata a un rapporto continuativo nel tempo fra persone che arrivano a stabilire un grado di confidenza reciproca paragonabile a quella tipica del rapporto di coppia.

Indice

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Etimologia [modifica]

Il termine deriva dalla radice latina di amare, da cui amicus.

 

Storia [modifica]

L'amicizia è stata considerata in ogni epoca una delle esperienze umane fondamentali, ed è stata santificata da tutte le religioni. Ad esempio i Greci portavano come esempio di amicizia portata alle estreme conseguenze quella fra Oreste e Pilade.
In tutte le cosiddette Religioni abramitiche ricorre il racconto di Davide e Gionata. Tuttavia è impossibile parlare di amicizia nel mondo greco senza fare riferimento al simposio. Per gli antichi romani, popolo, almeno alle origini, molto pratico e poco portato a enfatizzare i sentimenti umani, equivaleva alla "sodalitas", cioè alla solidarietà fra gruppi di individui - detti "sodales" - accomunati da uno stesso scopo pratico da raggiungere, come ad esempio i legionari impegnati nelle campagne di conquista.

Aristotele distingue tre tipi di amicizia:

  • amicizia basata sul piacere;
  • amicizia basata sull'interesse;
  • amicizia basata sulla bontà.

 

L'amicizia nello sviluppo dell'individuo [modifica]

Nel divenire dello sviluppo dell'emotività individuale, le amicizie vengono dopo il rapporto con i genitori e prima dei legami di coppia che si stabiliscono alla soglia della maturità. Nel periodo che intercorre fra la fine dell'infanzia e l'inizio dell'età adulta, gli amici sono spesso la componente più importante della vita emotiva dell'adolescente, e spesso raggiungono un livello di intensità mai più eguagliato in seguito. Queste amicizie si stabiliscono il più delle volte, ma non necessariamente, con individui dello stesso sesso ed età.

Le prime forme d'amicizia si possono avere anche nei primi anni di vita quando i bambini condividono gli stessi giochi e le stesse esperienze ludiche e di crescita. I bimbi piccoli incontrano i loro coetanei all'interno del nido e con loro instaurano delle semplici relazioni che ancora non si possono definire amicizia. Due bambini che giocano insieme entrano in relazione e si conoscono a vicenda. Con l'ingresso nella scuola materna, i bambini imparano le abilità fondamentali che servono per lo sviluppo e la nascita delle nuove amicizie. Negli anni della scuola materna preferiscono stare insieme ad alcuni bambini rispetto ad altri e nelle sezioni nascono anche i primi gruppi di amici. Ma le amicizie che sono destinate a durare più a lungo e a rimanere impresse nella memoria di ogni bambino, sono quelle che nascono tra i banchi di scuola. Nella scuola elementare i bambini trascorrono molte ore con i loro compagni e cercano punti di riferimento all'interno della classe. Solitamente il punto di riferimento è un compagno dello stesso sesso, ma può anche accadere che nascono amicizie tra coetanei di sesso differente. Le amicizie alla fine della scuola elementare sono ormai consolidate e solitamente destinate a cambiare con l'ingresso nella scuola media. I bambini instaurano amicizie con i coetanei o con altri bimbi di età differente anche in altri luoghi come nei parchi o nelle ludoteche.

 

Varianti culturali [modifica]

Come si diceva un gruppo di amici consiste di due o più persone gratificate a stare insieme da sentimenti di cameratismo, esclusività e reciproco interesse. Ci sono varie "gradazioni" e "sfumature" nel modi di intendere questo sentimento, tanto che, nelle varie culture, ci sono da sempre stati diversi modi di intendere e manifestare l'amicizia.

 

Russia [modifica]

In Russia è usanza accordare a pochissime persone la qualifica di amico, ma quello che viene perso in quantità viene più che recuperato in intensità. Solo fra amici ci si chiama per nome (o col diminutivo) mentre fra semplici "conoscenti" ci si chiama usando il nome completo, a cui si aggiunge anche il patronimico.
Gli amici possono essere colleghi di lavoro da lungo tempo, vicini con cui si scambiano visite o inviti a pranzo, ecc. Il contatto fisico fra amici è considerato cosa del tutto normale anche fra persone dello stesso sesso, che si abbracciano, si baciano e camminano in pubblico a braccetto o mano nella mano, senza il minimo imbarazzo o connotazione di tipo sessuale.

Secondo uno scritto di Oleg Kharkhordin sulle implicazioni politiche dell'amicizia, ai tempi del regime stalinista le amicizie erano viste con un certo sospetto, in quanto la fedeltà fra amici poteva essere in contrasto con la fedeltà al Partito. "Per definizione un amico è una persona che non ti abbandona nemmeno quando è direttamente minacciata, una persona a cui si possono fare tranquillamente confidenze di ogni tipo, una persona che non ti tradirà mai, nemmeno se messa sotto pressione". In un certo senso l'amicizia divenne l'ultimo valore-baluardo del dissenso politico in Unione Sovietica. Centro di strategie internazionali."

 

Asia [modifica]

Anche in Medio Oriente ed Asia centrale l'amicizia fra maschi, sebbene meno stretta che in Russia, tende ad essere particolarmente intima, e si accompagna con una grande quantità di effusioni fisiche di natura non sessuale, tenersi per mano, ecc.

 

Paesi occidentali [modifica]

In Occidente i contatti fisici intimi hanno assunto nell'ultimo secolo una connotazione decisamente "sessuale", e praticarli fra amici è considerato un tabù, soprattutto fra maschi. Tuttavia un modo appena accennato, quasi "rituale", di abbracciarsi e baciarsi può essere accettato, anche se solo in determinati contesti.
Fanno eccezione i bambini, la cui amicizia può tradursi in manifestazioni di stretta intimità, che vengono soppresse successivamente per uniformarsi alle convenzioni sociali.

 

Amicizie non fra persone [modifica]

Sebbene nell'accezione originaria il termine indichi l'amicizia fra individui, viene a volte usato anche nel contesto delle relazioni politiche per indicare una particolare condizione delle relazioni fra stati o popoli (si veda l'amicizia "franco-tedesca") legati da affinità e comuni interessi.

A questo riguardo vale citare una celebre affermazione dello statista inglese Benjamin Disraeli che ebbe a dire: "Le nazioni non hanno mai amici stabili e nemmeno nemici stabili. Solo interessi permanenti."

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

Scienze sociali
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Amore a prima vista

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L'amore a prima vista è un sentimento di romantica passione per un perfetto estraneo a partire dal primo incontro. L'espressione può essere usata per indicare una semplice attrazione sessuale o una cotta, ma solitamente si riferisce al vero e proprio innamoramento che nasce nel momento in cui l'uno/a vede l'altro/a, seguendo l'intimo desiderio di avere con quella persona una profonda relazione sentimentale. Lo sconosciuto può o meno essere al corrente di ciò che l'altro sente e può o meno essere consapevole della presenza dell'innamorato (ad esempio in un luogo affollato). Talvolta due persone provano questo sentimento l'una verso l'altra allo stesso momento, solitamente quando i loro occhi si incontrano.

 

[modifica] Concezione greco-romana

Gli autori della classicità (esemplificati dall'Ars Amandi di Ovidio, dal Leucippe e Clitofone di Achille Tazio o dalla passione di Didone per Enea nell'Eneide di Virgilio) spiegarono il fenomeno dell'"amore a prima vista" con un elaborato schema metaforico (talvolta mitologico) e psicologico: la bellissima immagine dell'oggetto amato (in particolare la vista dei suoi occhi) che assomiglia a dardi che, nel caso arrivino all'amante, lo trafiggerebbero, lo ferirebbero e lo sopraffarrebbero di desiderio e passione. Nel caso in cui l'oggetto del desiderio fosse crudele e disinteressato, la passione porterebbe l'amante in uno stato di depressione, causando lamento e malattia. Occasionalmente l'oggetto amato, a causa della sua sublime beltà, è dipinto come un inconsapevole trappola per amanti (la loro bellezza è una "divina maledizione" che ispira gli uomini la tentazione di rapirlo o, addirittura, di violentarlo).

L'immagine dei dardi è stata in genere rappresentata attraverso la figura mitologica di Cupido. Lo sguardo di una donna bellissima è paragonato alla vista del basilisco. Storie in cui ignari uomini colgono una nuda Diana cacciatrice o talvolta, Venere, si concludono con simili devastazioni (come nel mito di Atteone).

L'immagine della ferita causata da una freccia è qualche volta usata per creare ossimori e antitesi retoriche. Ad esempio nel caso delle immagine, ispirate dalla classicità, di If love's a sweet passion dalla Fairy Queen di Henry Purcell.

 

[modifica] L'amore a prima vista nella letteratura

Il topos degli occhi dell'amante e i danni dell'amore a prima vista erano frequentemente presi in prestito dall'immaginario pittorico del Medioevo occidentale, del Rinascimento e del Barocco.

  • Nel romanzo franceseI miserabili di Victor Hugo i personaggi di Marius Pontmercy e Cosette si innamorano dopo essersi specchiati l'uno negli occhi dell'altra.
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Amore

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Nota disambigua - Se stai cercando altri significati di amore, vedi Amore (disambigua).

L'amore è un sentimento intenso ed esclusivo verso qualcosa o qualcuno, basato sull’affetto, sull'interesse (in senso lato), e sul desiderio erotico.

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[modifica] Significati

 

[modifica] In italiano

Quando l'amore fra due esseri umani assume caratteristiche riconducibili al romanticismo (struggimento, comunione, affetto, passione anche fisica), questo viene definito amore romantico, per distinguerlo dal sentimento d'affetto verso i membri di una famiglia o verso altri esseri umani, o anche tra esseri umani e animali domestici.

Il termine amore viene anche utilizzato per definire l'intensa passione per qualcosa (un'attività, un oggetto).

Il gesto della condivisione disinteressata di qualcosa di proprio con un altro, è solitamente inteso come un gesto d'amore.

Il dibattito sul significato di amore nella lingua italiana è ampio, il termine racchiuderebbe comunemente le seguenti sfaccettature:

  • amore familiare, verso familiari o parenti
  • amore per gli amici
  • amore romantico
  • amore sessuale (considerato da alcuni più un istinto che una vera e propria forma d'amore)
  • amore platonico, amore romantico verso qualcosa o qualcuno in cui un eventuale coinvolgimento fisico è solo un mezzo per raggiungere l'amore spirituale
  • amore caritatevole (detto anche bontà o misericordia), aiutare i bisognosi, gli affamati, gli animali feriti
  • amore ideale, per qualcosa di astratto o inanimato, come un'idea o un obiettivo
  • amore politico o sociale, per i propri principi, la propria nazione o patria, la propria dignità, il proprio onore e l'indipendenza
  • amore di fede verso qualche essere divino o Dio (detto anche devozione)

 

[modifica] In altre lingue

Nel greco antico i termini utilizzati per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono maggiori e perciò più precisi, rispetto che in molte lingue moderne.

ideogramma cinese/giapponese tradizionale per amore (愛) consiste in un cuore (centrale) all'interno di "accetta," "tatto" o "percepire", ciò mostra un'emozione graziosa.

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  • philia indica l'amore tra amici o l'interesse verso qualcosa
  • eros definisce l'amore sessuale
  • agape è amore incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: è la parola usata nei vangeli
  • storge è l'amore familiare

Anche nel greco antico non è comunque possibile tenere i vari sensi ben separati e così troviamo agape talvolta con lo stesso significato di eros, e il verbo agapao con lo stesso significato di phileo (come nell'antico testo greco della Bibbia).

L'ebraico contiene la parola ahava per "affetto" e "favore", ma la più importante è la parola khesed che combina i concetti di "affetto" e "compassione" e viene talvolta tradotta con "tenerezza".

 

[modifica] Psicologia

Pur essendoci dei caratteri comuni, la maggior parte delle reazioni o delle pulsioni amorose sono soggettive e variano da individuo a individuo.

Ci sarebbero, secondo alcuni, tre fasi principali nell'amore fra esseri umani: infatuazione o (Innamoramento), attrazione e attaccamento, composte da vari elementi (passione, affetto, attaccamento, fedeltà, ecc.).

Generalmente, l'amore comincia nella fase dell'"infatuazione", forte nella passione ma debole negli altri elementi. Il primo sprone di questa fase sarebbe l'istinto sessuale. L'aspetto fisico, e altri fattori, giocherebbero infatti un ruolo decisivo nel selezionare possibili compagni o compagne. Tuttavia, il procedimento psicofisiologico tramite cui l'uomo si innamora rimane tuttora un mistero per la scienza.

Con il passare del tempo gli altri elementi (affetto, attaccamento) possono crescere e la passione può diminuire d'importanza, mantenendo però quell'equilibrio alla base della relazione. Quello che inizia con l'infatuazione può svilupparsi in uno dei tipi d'amore più pieni. Nella fase dell'"attrazione", la persona si concentra su un singolo compagno e la fedeltà assume importanza. Sebbene gli esseri umani non siano generalmente sessualmente monogami, sono di solito emozionalmente monogami: possono amare (romanticamente) una sola persona alla volta.

Quando una persona condivide con un'altra un amore per un lungo periodo di tempo, sviluppa un "attaccamento" sempre più forte verso l'altro individuo. In accordo con le recenti teorie scientifiche sull'amore, questa transizione dall'attrazione all'attaccamento avverrebbe in circa 30 mesi: il tempo di portare a termine una gravidanza e di curare la prima infanzia del bambino. Dopo questo periodo la passione diminuirebbe, cambiando l'amore da romantico a un semplice piacere nello stare insieme. Quest'ultima fase durerebbe dai 10 ai 15 anni: finché la prole ha raggiunto l'adolescenza o più tardi (con variazioni considerevoli da cultura a cultura). Di solito una relazione che si basa su più fattori (affetto, attaccamento, stima, attrazione sessuale) ha più possibilità di riuscita di una basata sulla sola attrazione sessuale. Questo "determinismo dell'amore", funzionale unicamente alla cura del bambino, è stato criticato da più parti, in particolare dai sostenitori dell'intelligenza emotiva.

L'amore e la paura di perdere la persona o la cosa amata, accompagnano spesso un sentimento di protezione e/o gelosia verso l'oggetto di tale sentimento. In taluni casi l'amore assume aspetti patologici, quando è la causa che impedisce la conduzione di una vita normale o l'elemento scatenante di un attaccamento morboso.

 

[modifica] Religione

Le varie religioni hanno in comune il fatto di accompagnare il sentimento dell'amore con un senso di trascendenza venso il sovrannaturale.

 

[modifica] Cristianesimo

Nel Cristianesimo l'amore di Dio è la somma benevolenza del Signore verso le creature terrene. Secondo quanto riportato dalla Prima lettera di Giovanni (4,16), Dio stesso è Amore.

Per i cristiani ogni gesto di Dio (creazione, redenzione dopo il peccato originale, provvidenza verso le sue creature), è compiuto per amore. Paolo (Santo per i cattolici), nella Lettera agli Efesini (2,4-5) afferma che Dio "per il grande amore, con il quale ci ha amati, ci ha fatto rivivere in Cristo". L'evento centrale del Cristianesimo, cioè la morte e resurrezione di Gesù, sarebbe proprio una prova dell'amore di Dio.

L'amore venne definito da Dio una delle più importanti caratteristiche per poter vivere.

I cristiani credono che l'amore per Dio e quello per il prossimo siano due degli aspetti più importanti nella vita, quelli che le danno senso (i due comandamenti che riassumono gli altri) e dai quali deriva ogni altra norma morale. Questo è scritto nel Vangelo di Marco 12,28-34. Agostino (Santo per i cattolici) ha riassunto ciò nell'espressione "Ama Dio e fa' ciò che vuoi". L'amare Dio ovviamente implica per il cristiano l'obbedienza alla sua volontà in vista di un bene superiore: la pace e l'amicizia con Dio e con gli uomini (v. beatitudine). L'obbedienza verso Dio coinciderebbe inoltre con il "vero bene dell'Uomo", sia come singolo, sia come comunità, e costituirebbe la base dell'adesione al messaggio evangelico.

Molti teologi cristiani ritengono che l'amore degli uomini per le altre creature (e per Dio stesso) sia derivato direttamente da quello di Dio. Da esso deriverebbe inoltre l'amore per tutto il creato. Secondo il Vangelo di Giovanni gli uomini amano il prossimo in Dio e Dio nel prossimo. In ogni essere umano c'è la presenza viva di Dio (in quanto creato a Sua immagine) che spinge chi Lo ama ad amare inevitabilmente ogni uomo. Nel Vangelo di Matteo (Parabola del Giudizio Universale 25,31-46), Gesù si spinge a dire che tutto cio è stato o non è stato fatto ad un fratello più debole è stato o non è stato fatto a lui. Per Tommaso d'Aquino l'amore è dono, gratuità e fedeltà.

 

[modifica] Cattolicesimo

Secondo papa Benedetto XVI, nella sua prima Enciclica (Deus caritas est), interamente dedicata all'amore cristiano, l'amore cristiano è per i cattolici unione di eros e agape, cioè di passione e sentimento (carità), diretto verso Dio e verso i fratelli. Eros senza agape sarebbe puro istinto sessuale, agape senza eros toglierebbe alla carità quella spinta impulsiva di carità verso gli altri.

 

[modifica] Buddismo

La definizione di "amore" nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici. Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri che di sé. Il nemico dell'amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l'attaccamento, che deriva dall'amore di sé inteso come preoccupazione per il proprio benessere. L'amore nel buddhismo è perciò qualcosa di molto differente da quello che s'intende comunemente in italiano (attaccamento, relazione e sesso), che quasi sempre richiede un certo amor proprio. Nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri senza alcun interesse.

 

[modifica] Induismo

Parecchi scrittori, teologi e filosofi indù hanno distinto nove forme di Devozione che chiamano "Bhakti", come nella Bhagavatha-Purana e nelle Tulsidas. Il libretto Narada bhakti sutra scritto da un autore sconosciuto, ne distingue undici forme. Non tutte le correnti induiste considerano la "bhakti" importante.

 

[modifica] Ebraismo

L'ebraismo impiega una vasta definizione d'amore, sia tra le persone che tra l'uomo e il Signore.

Come per il Vangelo di Marco, la Torah (Pentateuco) dice "ama il prossimo tuo come te stesso" (Levitico 19.18). Un individuo deve amare il Signore "con tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutti i tuoi possedimenti" (Deuteronomio), 6.5.

La letteratura rabbinica differisce su come l'amore possa esser sviluppato, e su come contemplare i beni divini e le meraviglie della natura. L'amore coniugale, è considerato un elemento essenziale per la vita: "guarda la vita con la moglie che tu ami" (Ecclesiaste 9.9). Il testo biblico del Cantico dei Cantici è considerato una metafora romantica dell'amore di Dio verso il suo popolo. Il rabbino Eliyahu Eliezer Dessler è invece noto per aver definito l'amore secondo la concezione ebraica come "dare senza aspettarsi di ricevere".

L'amore romantico di per sé ha poche citazioni nella letteratura ebraica, sebbene il rabbino medievale Judah Halevi scrisse poesie romantiche in arabo durante la giovinezza.

 

[modifica] Altre culture e divinità

Varie culture hanno divinizzato l'amore, sia nella forma maschile che in quella femminile. Questa è una lista di dei e dee dell'amore in mitologie differenti.

 

[modifica] Arti

Il sentimento dell'amore è spesso la base d'ispirazione delle principali manifestazioni artistiche quali la musica, la letteratura, le arti figurative e il cinema. Nel cinema, in particolare, sia per l'esigenza di contenere la durata di un film in tempi acettabili dal pubblico che per trasmettere allo spettatore l'immagine di amore tra due persone, si fa ricorso a rapporti fisici a sfondo sessuale.

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Collegamenti esterni

_____Aspetta

Aspetta! non andare via, voltati...

Uno sparo,

il volto sfregiato, la notte

calata tra noi ragazzi, No!

Aspetta!!!

la notte ancora non c'è, sebbene sia vicina;

Per ora è solo l'imbrunire...

ma, tu continua a vivere;

La tua giornata,

quel percorso disegnato,

ieri, sul muro della nostra stanza

non apparteneva già  al passato...

esprimeva un tracciato

di ciò , che sarebbe stato.

Tu!

l'incoscienza del futuro

m'hai in quel momento abbracciato

e, dato un bacio;

mi hai inserito nel tuo dipinto,

colorato fino all'inverosimile, quando

poi, terminato con il tramonto

l'hai firmato...

e disteso su di un piano,

nell'attesa, che il primo raggio di luce illuminasse

i contorni di questa meravigliosa fotografia.

Arcobaleno

Ho camminato....

Vento,

Nell' aria fiori

Tende su!

Occhi aperti

Lungo la mia strada.

Lavori in corso

Una società 

Metteva paletti,

Poche luci

Anime giù

Una "A"

Un alfabeto che comincia

Questa strada di periferia.

Braccia aperte

Su!

Arcobaleno¦

Colori dispersi

Illuminano i persi

Di tante menti deserte.

______Autunno

Foglie gialle cadono

Capelli bianchi nascono

Fuori,

Lâ autunno alle porte

Bussa forte.

La chioma dei capelli

Dal vento smossa,

Un giorno pieno di colore,

Una notte è ¦scossa

Di dolore;

Il colore dei tuoi occhi

I colori di un disegno

Un dipinto, e

In quel

Mi sono intinto.

_________Ascolto una musica che non c’è
E vive dentro me;
il giorno cresce nei miei pensieri
con la notte che regna nei sogni.
Ascolto
I passi di un sonetto
Seguendoli tra le rime
Di un canto
E
I cui versi toccano il mio cuore.
E’ una musica
Cantata
Per seguire più in profondità i tuoi sentimenti
Quel sole che vive in me,
al centro…
nel cuore delle emozioni,
ci sei tu!

:::::::::::::::::::

Ascolto

Ascolto

Qualcuno parlare

Ascolto frasi, che

Sembrano senza senso.

Penso

Intorno a quel non senso,

Una speranza trova

Una versione

Su quella frase, che

Nullità sembrava.

La riascolto, su

Un nastro in camera

Analizzando quelle sue parole¦

Quelle sue lettere

A poco a poco

In me entrano dentro

Quella cassetta

Nascosta.

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Analisi transazionale

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Nascita e sviluppo dell'Analisi Transazionale [modifica]

L'analisi transazionale è una teoria psicologica ideata da Eric Berne negli anni '50 del XX secolo. La teoria originaria dell'analisi transazionale, così come venne elaborata da Berne, può essere considerata un'evoluzione in senso relazionale della psicoanalisi freudiana. Le basi empiriche e fenomenologiche, insieme ad una impalcatura epistemologica sostenuta dal pragmatismo filosofico, ne fanno non solo una teoria della personalità, ma anche una teoria dello sviluppo e delle comunicazioni relazionali, estendendo soprattuto su questo versante la teoria freudiana, irrimediabilmente legata ad una visione meccanicistica del funzionamento della psiche, basata su una dinamica "idraulica" dell'apparato mentale, secondo il modello medico dell'ottocento positivista. Anche gli influssi dell'approccio centrato sulla persona di Carl Rogers sono evidenti e rendono l'analisi transazionale estremamente efficace e potente nel tenere sempre in primo piano i bisogni della persona piuttosto che la direttività e l'applicazione del letto di Procuste dello schematismo teorico alla complessa realtà del paziente. Negli anni '50 la teoria della comunicazione subì grandi sviluppi, principalmente grazie agli scienziati della comunicazione che dettero vita alla cibernetica, e le Regole della comunicazione enunciate da Berne sono il distillato di questi progressi applicati alla teoria psicologica analitico transazionale. Berne tuttavia morì prima di aver potuto elaborare compiutamente molte delle questioni teoriche più importanti, che rimasero dunque aperte a contributi e sviluppi successivi. Priva dell'autorità del suo creatore, la teoria analitico transazionale subì negli anni Settanta del XX secolo un vero e proprio "assalto integrativo" da parte di studiosi e terapeuti che arricchirono l'impianto teorico originario con assunti e soprattutto tecniche prese a prestito da altre Scuole teoriche, prima fra tutte la psicoterapia gestaltica, allontanandosi dalle radici psicodinamiche e assumendo una direzione decisamente cognitivo-comportamentale. Negli stessi anni l'analisi transazionale veniva scoperta dall'editoria divulgativa americana, tipicamente orientata alla manualistica semplificata e ai testi di auto aiuto. L'enorme diffusione che la semplificazione e banalizzazione della teoria analitico transazionale ebbe in quegli anni è la principale responsabile dell'immagine trasmessa ai giorni nostri: una teoria più adatta alla formazione di agenti di commercio e venditori piuttosto che al setting terapeutico, basata su concetti coloriti e reificati (il Bambino che fa delle cose piuttosto che lo Stato dell'Io Bambino, un insieme complesso di pensieri, emozioni e comportamenti), dotata di un armamentario tecnico eterogeneo e in gran parte derivato da altre Scuole. Un approccio approfondito all'analisi transazionale ne mette invece in luce le peculiarità e le grandi potenzialità, legate ad un training professionale piuttosto che al livello divulgativo tipico dei tabloid e dell'editoria commerciale. Soprattutto i legami con la psicoanalisi freudiana risultano evidenti, non solo per quanto riguarda i punti di contatto tra le topiche freudiane e i tre stati dell'io dall'analisi transazionale, ma principalmente per l'importanza fondamentale dell'analisi del transfert e del controtransfert nella terapia transazionale. Uno dei concetti cardine della teoria di Berne, il copione, è definito dall'Autore "un dramma transferale", a significare quanto le dinamiche transferali siano fondamentali nell'elaborazione e attuazione del proprio piano di vita. La parentela con la psicoanalisi è senza dubbio molto stretta, tanto che lo psichiatra italiano Michele Novellino, uno dei più importanti studiosi mondiali in campo analitico transazionale, rivendica l'esistenza di una vera e propria Scuola Psicodinamica in seno alla comunità analitico transazionale.

 

Le tre Scuole teoriche [modifica]

L'evoluzione post berniana della teoria analitico transazionale ha dato origine a tre Scuole principali riconosciute:

1. La Scuola Classica, che si fonda sull'opera originaria di Berne.

2. La Scuola della Ridecisione, basata sullo sviluppo operato da Bob e Mary Goulding.

3. La Scuola della Rigenitorizzazione, fondata dai coniugi Schiff, particolarmente orientata alla terapia delle psicosi.

 

I tre stati dell'Io [modifica]

L'analisi transazionale schematizza l'Io rappresentandolo graficamente come una sola personalità, tre stati dell'Io e dodici variazioni. I tre stati dell'Io sono:

  1. Genitore
  2. Adulto
  3. Bambino

Lo stato Genitoriale si schematizza ulteriormente in:

  • Genitore Affettivo
  • Genitore Critico

Lo stato Bambino si schematizza ulteriormente in:

  • Bambino Libero
  • Bambino Ribelle
  • Bambino Adattato

La comunicazione tra due individui può essere letta come una transazione (o scambio) tra stati diversi o omologhi dei due Io, quindi, si parla nel primo caso di transazioni invertite e nel secondo di transazioni dirette. Ogni comunicazione avviene su due livelli che si influenzano reciprocamente, il contenuto (il cosa si dice) e la forma (il come lo si dice). Si comunica secondo segnali verbali e non verbali e se il verbale è contraddetto dal non verbale, ne è inficiato. Ciascuno di noi è libero e responsabile dei propri comportamenti.Ogni stato dell'Io ha connotazioni positive e connotazioni negative, lo stato Genitoriale Critico, nella sua accezione positiva, guida, insegna e offre regole e valori, lo stato Genitoriale Critico, nella sua accezione negativa, impone, rimprovera, punisce, critica. Lo stato Genitoriale Affettivo, mentre nella sua accezione positiva, cura e incoraggia, nella sua accezione negativa si sostituisce e condiziona il suo affetto ad un avere. Lo stato Adulto, nella sua accezione positiva, vive oggettivamente la realtà, non drammatizza l'errore e decide in base a ciò che è noto, invece, nella sua accezione negativa trascura le emozioni e non si cura dei rapporti interpersonali. Il Bambino Adattato positivo, accetta le regole, collabora e agisce per farsi accettare, il Bambino Adattato negativo, si sottomette alle regole, si compiange e subisce per farsi accettare. Il Bambino Ribelle positivo ha spirito d'iniziativa, il Bambino Ribelle negativo è sempre contrario per principio. Il Bambino Libero positivo si esprime in tutto liberamente, mostrandosi apertamente. La parte Genitoriale dell'Io è dove sono custodite le esperienze e gli esempi, la parte Adulta è dove si elaborano le informazioni, la parte Bambino dell'Io è dove è racchiusa la spontaneità e l'emotività. Uno strumento utilizzato dall'Analisi Transazionale è l'egogramma che consiste in un grafico prodotto esaminando le risposte fornite a dei test.

 

L'egogramma [modifica]

L'egogramma ha in ordinata i punteggi riferiti alle risposte e in ascissa gli stati dell'Io. L'istogramma che si forma per ogni stato fornisce l'energia spesa, la differenza energetica tra uno stato e l'altro fornisce una descrizione degli stati dominanti, ovviamente, dato che ogni stato dell'Io può avere una forma positiva e una forma negativa, il risultato, non fornisce un giudizio sull'individuo, ma solo la forma probabile che prenderanno le sue transazioni con gli altri individui. Stewart e Joines nel loro libro lo chiamano anche OK Corrall.

 

Carezze (Stroke Economy) [modifica]

Le transazioni consistono in uno scambio di stimoli che in AT vengono denominati carezze (strokes). L'AT considera le carezze e le modalità del loro scambio come strumento di diagnosi e di terapia. Durante lo sviluppo della personalità, l'individuo può imparare alcune regole che costituiscono la base della cosiddetta Stroke Economy:

  • non puoi chiedere le carezze che desideri
  • non puoi dare le carezze che desideri dare
  • non puoi rifiutare le carezze che non desideri
  • non puoi accettare le carezze anche se le vuoi
  • non puoi dare carezze a te stesso

La Stroke Economy può essere insegnata dai genitori o dalle altre figure di attaccamento nel periodo in cui l'individuo dipende da loro per il proprio sviluppo e per migliorare il controllo necessario legato alla responsabilità. In seguito possono verificarsi negli individui difficoltà a derogare da queste regole. La scelta di non consentirsi deroghe dalla Stroke Economy allontana l'individuo dalla spontaneità, un elemento importante della guarigione. Si generano nell'individuo svalutazioni ed emozioni parassite.

 

Emozioni parassite [modifica]

Le emozioni in una persona sana sono vissute in armonia con i propri bisogni e desideri. Le emozioni che l'individuo vive però possono anche impedirgli di realizzare quelli che ritiene i propri bisogni e desideri. Per esempio, l'individuo potrebbe essere triste sebbene si trovi ad una festa e desideri socializzare. La tristezza viene vissuta strutturando il tempo nell'isolamento, e si verifica l'impossibilità di procedere nella strutturazione del tempo verso l'intimità desiderata e verso uno scambio di carezze più stimolanti. In tal caso la tristezza si può quindi definire come una emozione parassita.

Le emozioni parassite si presentano unite alle svalutazioni e si contrastano insieme a queste.

 

Posizioni esistenziali [modifica]

Le posizioni esistenziali sono quattro e descrivono come una persona vede se e gli altri.

  • Io sono OK; tu sei OK: + + (posizione esistenziale sana, che induce ad un comportamento assertivo)
  • Io sono OK; tu NON sei OK: + - (comportamento aggressivo)
  • Io NON sono OK; tu sei OK: - + (comportamento passivo)
  • Io NON sono OK; tu NON sei OK: - -

La posizione esistenziale di un soggetto può cambiare con il passare del tempo, anche breve.

 

Gioco [modifica]

Tipologia di Strutturazione del tempo ad alto contenuto emotivo, ma altamente prevedibile che si svolge secondo uno schema fisso e termina in modo sgradevole per entrambe i partecipanti. Alla base di dipendenze, litigi frequenti, incomprensioni durevoli e simili sofferenze.

Lo schema è il seguente:

G + A = R > S > X > TC

G = Gancio, vale a dire la prima mossa o stimolo che compie il giocatore partendo da una svalutazione di sé, o degli altri, o della realtà, e cercando di coinvolgere altre persone nel proprio gioco (Francesco si lamentava dicendo di non saper eseguire la consegna perché era per lui troppo difficile: svalutazione di sé).

A = Anello, vale a dire l'aggancio dell'interlocutore allo stimolo, il punto debole di chi si lascia "agganciare" (l'insegnante risponde che l'attività non è affatto difficile e che si può eseguire anche in poco tempo).

R = Risposta al G + A nella comunicazione (Francesco dice che proverà a svolgere il compito, ma non lo finisce; l'insegnante si infuria e minaccia di mandarlo fuori in punizione per l'intera giornata).

S = Scambio di ruoli (o Colpo di scena) che avviene ad un certo punto del gioco (Francesco inizia a disturbare in classe perseguitando la maestra; l'insegnante, vittima del suo atteggiamento, sente di non riuscire a dominarlo).

X = Confusione, vale a dire disagio psicologico negli interlocutori (sia Francesco sia l'insegnante avvertono un notevole intensificarsi del vissuto emotivo).

TC = Tornaconto, vale a dire stato d'animo finale negativo in entrambi gli interlocutori (Francesco è triste perché rimane lontano dalla sua maestra e dai suoi compagni tutto il giorno, mentre l'insegnante sente di aver fallito come insegnante e come educatrice).

 

Triangolo psicodrammatico [modifica]

Il triangolo psicodrammatico o triangolo di Karpman è un'altra modalità di lettura dei Giochi. Esso è composto da tre ruoli: Persecutore, Salvatore e Vittima.

Esempio:

  • Caterina(Vittima): Nessuno mi vuole perché sono brutta! (Gancio)
  • Eric(Persecutore): Stai zitta! Dici solo fesserie. (Anello)
  • Caterina(Persecutore): Vai al diavolo, non si può mai parlare con te! (Scambio ruoli, Risposta)

Adesso Eric e Caterina si prendono il loro Tornaconto (Emozione Parassita), Per Eric è il senso di colpa e per Caterina è la tristezza. Un Gioco per essere completo implica che almeno uno dei 2 interlocutori cambi ruolo come nell'esempio sovracitato. Infatti Caterina passa da Vittima a Persecutore.

 

Guarigione [modifica]

L'obiettivo che ci si prefigge avviando la terapia AT è di ristabilire la spontaneità e di rendere più stabile la condizione di problem solving dell'individuo. In questo senso si tratta quindi di avvicinarsi alla condizione in cui le emozioni ci aiutano a risolvere i nostri problemi e a soddisfare i nostri bisogni, anziché contrastare i nostri sforzi ed intralciarli inutilmente.

 

Matrice di svalutazione [modifica]

Strumento sviluppato da Mellor e Schiff. La Matrice di Svalutazione consiste in una matrice con le colonne Stimoli, Problemi, Opzioni e con le righe Esistenza, Importanza, Possibilità di cambiamento, Capacità personali di cambiamento. Procedendo secondo un ordine prestabilito dagli studiosi che lo propongono (a partire dall'Esistenza degli Stimoli) si può scoprire in quale area avviene la Svalutazione. Una volta individuata si può procedere a rimuoverla. Per esempio la casella Esistenza degli Stimoli si compila descrivendo ciò che si prova. Bruciore di stomaco, tristezza, difficoltà di concentrazione, rabbia, rancore, dolore, eccessiva euforia, eccetera. Poi si passerà a determinare l'Importanza di questo Stimolo, il che richiede una conoscenza del corpo e dell'animo umano che si può approfondire appositamente per imparare a compilare la matrice. Si tratta di una tecnica molto accessibile che porta rapidissimi e stabili miglioramenti ripristinando la condizione di Problem Solving.

 

OK Corrall [modifica]

Si tratta di un modo di rappresentare l'insieme di convinzioni su sé stessi e sugli altri su due assi I, U.

 

Problem Solving [modifica]

Attività, stato e capacità dell'individuo Spontaneo che consiste nell'individuare i propri bisogni e desideri con precisione e realismo ed agire in maniera concreta ed efficace per realizzarli in tempo utile utilizzando tutte le informazioni a disposizione. L'Analisi Transazionale fornisce la base teorica per un lavoro terapeutico che si rivolga a proteggere e sviluppare il Problem Solving.

 

Qui-e-Ora [modifica]

Insieme di stimoli reali che il corpo percepisce dall'ambiente circostante tramite i cinque sensi qui e adesso. Le Svalutazioni sopprimono, restringono e deformano gli stimoli percepiti nel Qui-E-Ora, impedendo il loro utilizzo per il Problem Solving. Rimanere nel Qui-E-Ora può essere fonte di emozioni molto piacevoli e benefiche. Si tratta di una esperienza che può essere assimilata alla gioia del gioco infantile, produrre uno stato di Flusso (area di performance ottimale) o somigliare a certi tipi e stati di meditazione. Nel caso l'individuo si trovi in compagnia la gestione del Qui-E-Ora conduce alla Strutturazione del tempo (vedi) secondo una modalità precisa. Sono un topo, e con questo ho detto tutto!

 

Rigenitorializzazione [modifica]

Processo terapeutico adottato dagli Schiff basato sul ricreare un ruolo genitoriale temporaneo a scopo terapeutico coltivando nel terapeuta lo Stato dell'Io del Genitore. Gradualmente il paziente si esercita ed apprende attraverso la relazione con il terapeuta-Genitore degli Stati dell'Io Genitore e Bambino più consoni al suo armonioso sviluppo e più sani. Per dare una cornice equa al processo gli Schiff adottavano legalmente i pazienti.

 

Script/Copione [modifica]

L'A.T. fornisce anche una teoria dello sviluppo infantile. Il concetto di “copione”, tra i più noti in quest'ambito, illustra come molti degli schemi di vita attuali di un soggetto abbiano origine nell'infanzia. Nel quadro del copione, l'A.T. elabora spiegazioni di come l'adulto riproponga continuamente le strategie che ha appreso nell'infanzia, anche quando esse generano risultati dolorosi o autolesionisti: l'A.T. propone così una teoria della psicopatologia.

 

Spontaneità [modifica]

Una parte essenziale della Guarigione: viene intesa come la capacità di reagire in maniera appropriata a quello che avviene Qui-e-ora. Se siamo spontanei le nostre reazioni naturali ci aiutano a realizzare i nostri bisogni e desideri. Non si parlerà di Spontaneità quando queste invece finiscono con l'ostacolarci o risultare inutilmente costose. Nel primo caso le emozioni verranno chiamate Emozioni Genuine nel caso opposto in AT si parla di Emozioni Parassite. La Spontaneità viene danneggiata dalle Svalutazioni.

 

Strutturazione del tempo [modifica]

In AT si considera che ogni individuo posto in presenza di altri sceglierà liberamente di strutturare il proprio tempo in uno dei seguenti modi:

  • Isolamento (l'individuo evita gli altri e non vi interagisce)
  • Rituali (l'individuo si impegna in interazioni regolate da norme condivise)
  • Passatempi (oltre alle norme condivise si presenta la possibilità di ricche variazioni come negli scacchi o alle carte ma sempre sulla base di regole rigide)
  • Attività (le regole sono imposte non più dalla convenzione sola ma dalla necessità; un esempio è l'attività lavorativa volta a guadagnarsi da vivere)
  • Giochi (interazioni ad alto contenuto emotivo ma di natura ripetitiva: litigi frequenti e discussioni inutili, ripicche; avviene secondo uno schema fisso, vedi "gioco" nel glossario)
  • Intimità

La lista è in ordine crescente di rischio e anche in ordine crescente di intensità delle Carezze che si possono scambiare.

 

Svalutazione [modifica]

Una Svalutazione consiste nell'ignorare un elemento utile alla soluzione del proprio problema o nel conferire eccessiva enfasi ad un elemento che impedisce la soluzione. Contrastare le Svalutazioni permette di ricreare una situazione di Problem Solving. Le Svalutazioni si possono rilevare tramite la compilazione di una Matrice di Svalutazione.

Terapia ed intervento
Terapia ed intervento
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Ansia

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L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico.

Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo "combatti o fuggi".

L'ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici.

L'ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker & Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare. Dal punto di vista emozionale, l'ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. Comunque l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza. Si pensa che i circuiti neurali che coinvolgono l'amigdala e l'ippocampo soggiacciano all'ansia (Rosen & Schulkin, 1998). Quando i soggetti vengono sottoposti a stimoli spiacevoli e potenzialmente dannosi come odori o gusti ripugnanti, le scansioni PET eseguite su di loro mostrano flussi sanguigni aumentati nell'amigdala (Zald & Pardo, 1997; Zald, Hagen & Pardo, 2002). In questi studi, i partecipanti riportarono anche un'ansia moderata. Questo potrebbe indicare che l'ansia è un meccanismo protettivo progettato per prevenire un comportamenti potenzialmente dannosi per l'organismo come nutrirsi di cibo avariato. Se l'ansia ricorre cronicamente e questa ha un forte impatto sulla vita di una persona, si può diagnosticare un disturbo d'ansia. I più comuni sono il disturbo d'ansia generalizzata (DAG), il disturbo di panico (DP), la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS).

Indice

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Diagnosi

Una buona anamnesi e una visita medica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualunque disturbo d'ansia per poter escludere qualunque condizione medica trattabile che potrebbe provocare gli stessi sintomi dell'ansia. Una storia familiare di disturbi d'ansia o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di un disturbo d'ansia. Siccome vi è una forte associazione dell'ansia con altri problemi psichiatrici, compresi l'abuso di sostanze e la depressione, la visita medica dovrebbe comprendere il controllo della presenza di uso di droghe iniettate intravena e precedenti episodi di autolesionismo.

 

Diagnosi per mezzo degli esami del sangue

Nel 2005 un'equipe di ricercatori dell'Hebrew University di Gerusalemme sviluppò un metodo per scoprire i disturbi d'ansia facendo un semplice esame del sangue. Il gruppo, guidato dal professor Hermona Soreg, decano della facoltà di Scienze alla Hebrew University, creò un indice che calcolava i livelli ottimali di AChE, BChE e PON in rapporto all'età, alla BMI ed altri fattori rilevanti.

 

Disturbo di ansia generalizzato

Il disturbo di ansia generalizzato è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare ad una menomazione considerevole (Brawman-Mintzer & Lydiard, 1996, 1997). Come implica il nome, il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

 

Disturbo di panico

Per approfondire, vedi la voce Attacchi di panico.

Con il disturbo di panico, una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di ansia intensa potrebbe essere afflitto da questo disturbo. L'APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l'attacco di panico come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno. Sebbene gli attacchi di panico qualche volta sembrino venire fuori dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, stress prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno attacchi di panico (specialmente il primo) pensano di avere avuto un attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso. Perfino se tutti gli esami risultano nella norma, le persone si preoccupano ancora, con le manifestazioni fisiche dell'ansia che da sole rinforzano il loro timore che ci sia qualcosa che non vada per il verso giusto nel corpo. La consapevolezza estrema di qualunque piccola cosa che capita o che cambia nel corpo può produrre dei momenti stressanti.

I normali cambiamenti nella frequenza cardiaca, come quando si sale una rampa di scale verrà notata da un paziente di disturbo di panico e lo porterà a pensare che qualcosa non va con il cuore o che sta per avere un altro attacco di panico. Qualcuno comincia a preoccuparsi eccessivamente e lascia perfino il lavoro o si rifiuta di uscire da casa. Il disturbo di panico può essere diagnosticato quando diversi attacchi apparentemente spontanei portano l'individuo ad essere preoccupato sui futuri attacchi. Una complicazione comune del disturbo di panico è l'agorafobia, ansia riguardo l'essere in una situazione da cui la via d'uscita è difficile o imbarazzante (Craske, 2000; Gorman, 2000).

 

Fobia

Per approfondire, vedi la voce Fobia.

Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è irrazionale tuttavia l'ansia rimane. Il disturbo fobico differisce dal disturbo di ansia generalizzata e dal disturbo da panico perché vi è uno stimolo o situazione specifici che elicita una forte risposta di paura. Si immagini come ci si sentirebbe ad essere talmente spaventati da un ragno da tentare di saltare fuori da un'auto in corsa per fuggire via da esso. Questo mostra cosa potrebbe sentire una persona che soffre di una fobia. Le persone che hanno una fobia, hanno anche un'immaginazione particolarmente potente, tanto che anticipano vividamente conseguenze terrificanti nel caso in cui incontrassero oggetti come coltelli, ponti, sangue, posti chiusi o certi animali. Questi individui riconoscono che le loro paure sono eccessive e irragionevoli ma sono generalmente incapaci di controllare la loro ansia. Oltre alle fobie specifiche, come la paura dei coltelli, ratti o ragni, vi è un'altro tipo di fobia, conosciuta con il nome di fobia sociale. Gli individui con questo disturbo sperimentano una paura intensa di essere valutati negativamente dagli altri o di essere imbarazzati in pubblico a causa di atti impulsivi. Quasi tutti sperimentano la “paura del palcoscenico” quando parlano o si esibiscono di fronte ad un gruppo. Ma le persone che soffrono di fobia sociale diventano così ansiosi che la performance è fuori questione. Di fatto, la loro paura del giudizio pubblico e la potenziale umiliazione diventa così pervasiva che la vita normale è impossibile (den Boer 2000; Margolis & Swartz, 2001). Un'altra forma di fobia sociale è la “timidezza d'amore” che colpisce alcuni uomini. Le persone colpite si trovano incapaci di cominciare una relazione intima adulta (Gilmartin 1987).

 

Disturbo ossessivo-compulsivo

Per approfondire, vedi la voce Disturbo ossessivo-compulsivo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri o immagini angoscianti e ripetitivi che l'individuo spesso realizza essere senza senso. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la persona si sente costretta a compiere per alleviare l'ansia. Un esempio sarebbe l'ossessione di pulizia estrema e la paura di contaminazione che può portare alla compulsioni di lavarsi le mani centinaia di volte al giorno. Un altro esempio può essere l'ossessione che la propria porta sia non chiusa a chiave, che può portare al costante controllare e ricontrollare le porte. Trattamento La terapia d'elezione per l'ansia consiste nella prescrizione di farmaci ansiolitici e/o psicoterapia breve basata su tecniche cognitive e comportamentali. Una combinazione delle due può essere più efficace di una delle due presa da sola.
 

Terapia

 

Terapia farmacologica

I sintomi acuti dell'ansia sono spesso controllati con farmaci ansiolitici come le benzodiazepine. Il diazepan (valium) era uno dei primi farmaci di questo tipo. Oggi vediamo una vasta serie di farmaci anti-ansia che sono basati su benzodiazepine, sebbene solo due sono state approvate per gli attacchi di panico, Klonopin e Xanax. Tutte le benzodiazepine provocano assuefazione e l'uso prolungato dovrebbe essere attentamente monitorato da un medico, preferibilmente uno psichiatra. È molto importante che una volta messo a regime l'uso regolare di benzodiazepine, l'utente non dovrebbe interrompere la cura bruscamente. Alcuni dei SSRI (selective serotonin reuptake inhibitors) sono stati usati con vari gradi di successo per curare pazienti che hanno ansia cronica, i migliori risultati si sono visti con quelli che esibiscono sintomi di depressione clinica e contemporaneamente un disturbo di ansia generalizzata. I beta-bloccanti vengono anche usati per curare i sintomi somatici associati con l'ansia, specialmente l'insicurezza della “paura del palcoscenico”. Molti studiosi credono che le benzodiazepine e altri farmaci anti-ansia siano eccessivamente prescritti e portano potenzialmente assuefazione. Il fatto che la classe delle benzodiazepine portino dipendenza diventò chiaro nella metà degli anni sessanta, quando il Valium (diazepan), il primo psicofarmaco della sua classe ad essere approvato dalla FDA (Federal Drug Administration), che risultò in migliaia di persone che rapidamente mostravano i sintomi classici della dipendenza quando veniva usato costantemente per più di una settimana o due. La benzodiazepina che porta dipendenza più delle altre sembra essere Xanax a causa del suo inizio rapido e la emivita nel flusso sanguigno. Lo Xanax ha anche la dubbia prerogativa di essere la sola benzodiazepina che richiede il ricovero in ospedale in caso di interruzione come precauzione contro gli attacchi pericolosi e qualche volta fatali che sono parte del processo di disintossicazione. Nessun altro farmaco in questa classe ha mostrato questo effetto collaterale mortale, sebbene l'interruzione brusca di qualunque benzodiazepina può risultare in dolore allo stomaco, crampi, aumento dell'ansia, insonnia ed altri segni della privazione.

 

Psicoterapia cognitivo-comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale, è una delle più diffuse psicoterapie fra le psicoterapie efficaci per la cura dell'ansia. L'obiettivo del terapeuta cognitivo-comportamentale è di ridurre il comportamento di evitamento ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di coping (fronteggiare le situazioni). Questo può comportare:

  • Sfidare credenze false o auto-lesionistiche
  • Sviluppare l'abilità di parlare a sé stessi in modo positivo (self-talk positivo)
  • Sviluppare la sostituzione di pensieri negativi
  • Desensibilizzazione sistematica (usata principalmente per l'agorafobia e le fobie specifiche)
  • Fornire conoscenza al paziente che lo aiuterà a fronteggiare le situazioni (per esempio se qualcuno soffre di attacchi di panico, gioverà l'informazione che le palpitazioni in se stesse, anche se rapide e prolungate sono del tutto innocue).

Bisognerebbe notare che, al contrario delle prescrizioni mediche, l'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale dipende da vari fattori soggettivi come la competenza del terapeuta. Oltre alla terapia convenzionale, vi sono dei programmi cognitivo-comportamentali che i pazienti possono svolgere a casa come parte della loro cura.

 

Altre strategie di coping

Una varietà di integrazioni e farmaci senza ricetta sono anche usati per le loro presunte proprietà anti-ansia, anche se vi sono poche prove che sostengono queste affermazioni. Si ritiene che alcune erbe abbiano principi anti-ansia, come la radice di valeriana o la camomilla. Integrazioni alimentari per combattere l'ansia includono il magnesio e le vitamine del complesso B. Alcune attenzioni a sé stessi e le tecniche di rilassamento giocano un ruolo importante nell'alleviare i sintomi dell'ansia. Per esempio:

  • Una dieta appropriata – Questo comprende la riduzione del consumo di caffeina, zucchero e, in generale, un miglioramento delle abitudini alimentari. La riduzione della caffeina dovrebbe essere graduale. Alcuni che soffrono di ansia riferiscono riduzioni considerevoli nella loro ansia semplicemente prendendo queste misure.
  • Esercizio fisico – Si pensa che un po' di esercizio allevia lo stress. Chi soffre d'ansia dovrebbe notare che le palpitazioni di cuore durante l'esercizio fisico possono scatenare un attacco di panico quindi, probabilmente, è meglio sviluppare gradualmente un esercizio di routine all'interno di un programma cognitivo-comportamentale.
  • Ridere
  • Tecniche di respirazione.
  • Sonno appropriato.
  • Tecniche di rilassamento – Uno stato di rilassamento può essere raggiunto con l'aiuto di registrazioni di auto-ipnosi, training autogeno, yoga, meditazione. Ci sono una serie di libri specializzati nella gestione dello stress.
  • Gestione dello stress – Questo può comportare cambiamenti nello stile di vita e nella gestione del tempo. Ci sono un numero di libri specializzati nello stress management.
  • Strategie per affrontare gli attacchi di panico. Strategie specifiche per trattare con gli attacchi di panico, come una tecnica di respirazione adatta e self-talk rassicurante.
  • La ricerca del significato e dello scopo – Alcuni esperti hanno indicato che l'ansia generalizzata residua può essere il risultato di una specie di noia dell'esistenza. Essi raccomandano di cercare un'occupazione che il paziente trova significativa.

Le bevande alcoliche sono probabilmente la sostanza più usata per l'alleviamento dell'ansia. Coloro i quali soffrono d'ansia dovrebbe essere messi in guardia che l'alcol è anche un potente depressivo ed ha una pletora di effetti collaterali fastidiosi e pericolosi oltre a provocare assuefazione.

 

Psicoterapia

È stato dimostrato che la psicoterapia è più efficace di ogni altro tipo di terapia da sola nel disturbi dell'ansia ed alle sue conseguenze sull'organismo. Le psicoterapie possibili sono diverse, per esempio:

  1. Psicoterapia ericksoniana
  2. Psicoterapia cognitivo-comportamentale
  3. Psicoanalisi
  4. Psicoterapia sistemico-relazionale

 

Ansia da esami

L'ansia da esami è l'inquietudine, l'apprensione o il nervosismo sentito dagli studenti che hanno paura di fallire un esame. Gli studenti che soffrono ansia da esami possono provare: l'associazione tra i voti e il valore personale, essere imbarazzati da un insegnante, frequentare una classe che è oltre le proprie possibilità, la paura dell'alienazione da parenti o amici, la pressione del tempo o la sensazione di perdita di controllo. Nell'ansia possono essere presenti componenti emotive, cognitive, comportamentali e fisiche. Sono comuni sudorazione, vertigini, emicrania, tachicardia, nausea, giocherellare nervosamente e tamburellare su un piano. Un livello di attivazione ottimale è necessario per completare al meglio un compito come un esame; comunque, quando l'ansia o il livello di attivazione eccede quello ottimale, il risultato è un declino della performance.

 

Riferimenti

  • Bourne, E. J. Anxiety and phobia workbook
  • Rosen, J.B. & Schulkin, J. (1998): From normal fear to pathological anxiety - Psychological Review. 1998: 105(2); 325-350.
  • Seligman, M.E.P., Walker, E.F. & Rosenhan, D.L. (2001). Abnormal psychology, (4th ed.) New York: W.W. Norton & Company, Inc. 2001.
  • Zald, D.H., Hagen, M.C. & Pardo, J.V. (2002). Neural correlates of tasting concentrated quinine and sugar solutions - J. Neurophysiol. 87(2), 1068-75.
  • Zald, D.H. & Pardo, J.V. (1997). Emotion, olfaction, and the human amygdala: amygdala activation during aversive olfactory stimulation - Proc Nat'l Acad Sci USA. 94(8), 4119-24.it:Ansia
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Anoressia

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L'anoressia, detta anche anoressia nervosa, è un disturbo del comportamento alimentare dalle origini nosografiche molto antiche. La prima descrizione clinica dell'anoressia nervosa risale infatti al 1689, data in cui viene pubblicato il primo resoconto di due pazienti (un maschio di 16 anni ed una femmina di 18) che rifiutavano di alimentarsi - in assenza di cause organiche di malattia - ad opera del medico inglese Richard Morton.

Indice

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Storia della malattia

Il termine anoressia deriva dal greco ανορεξία (anorexia), mancanza di appetito, ma il significato che noi oggi gli attribuiamo viene introdotto nel 1873, quasi contemporaneamente, da Charles Lasegue (anoressia isterica) a Parigi e da William S. Gull (anoressia nervosa) a Londra. Fu lo stesso Lasegue a fornire la prima descrizione approfondita del nucleo psicopatologico centrale del disturbo.

Da quel momento in poi la descrizione di casi di anoressia - intesa come disturbo psicopatologico - nella letteratura medica europea, divenne un fatto abbastanza comune. Negli anni compresi tra il 1889 ed il 1911, troviamo infatti contributi interessanti per la comprensione della psicopatologia anoressica ad opera di famosi neurologi dell'epoca quali: Jean-Martin Charcot, Jilles de la Tourette, Pierre Janet.

Una svolta importante nella storia della anoressia si verificò nel 1914, allorché il fisiologo Morris Simmonds suggerì l'ipotesi fisiopatologica di una insufficienza pituitaria grave che, nelle pazienti con AN, era a suo dire la causa fondamentale del disturbo.

Per tale motivo, dal 1911 fin quasi a tutto il 1930, l'approccio endocrinologico all'anoressia nervosa fece la parte del leone, facendo quasi dimenticare le precedenti ipotesi psicopatologiche.

È soltanto a partire dal 1930, a seguito della pubblicazione di uno studio condotto da Berkman su 117 pazienti, che l'interpretazione psicopatologica riprende dignità clinica ed importanza nosologica.

I grandi progressi verso l'interpretazione dell'anoressia nervosa - così come noi oggi intendiamo questa patologia - sono stati compiuti negli ultimi trenta anni e sono da attribuirsi all'opera di Hilde Bruch, Arthur H. Crisp e Gerald M.F. Russell. A questi autori dobbiamo, infatti, la gran parte delle descrizioni ancora attuali sui meccanismi psicopatologici della anoressia nervosa.

Grazie anche alle loro descrizioni la categoria diagnostica della anoressia nervosa è stata presente nel DSM (Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi mentali) sino dalla sua seconda edizione (DSM-II) avvenuta nel 1968.

 

Lo stato dell'arte

Tra gli autori moderni, colui che si è maggiormente distinto per le ricerche e le acquisizioni terapeutiche compiute nel campo della anoressia nervosa è senza dubbio David M. Garner, a lui è da attribuirsi il più recente ed il più diffuso modello cognitivo-comportamentale di interpretazione della anoressia nervosa. Sempre a lui sono da attribuirsi i più aggiornati ed affidabili strumenti testistici attualmente disponibili per lo screening e la diagnosi dei DCA.

 

Sintomatologia

L'anoressia nervosa (AN) viene diagnosticata in presenza di un individuo - di solito di sesso femminile (90-95 % dei casi) - che presenti i seguenti sintomi:

  1. una magrezza estrema (non costituzionale) con rifiuto di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima di peso ritenuta normale (il peso del soggetto deve essere sotto l'85% del peso previsto in base all'età ed alla altezza e/o l'indice di massa corporea - BMI -inferiore a 17,5)
  2. una forte paura di ingrassare anche in presenza di un evidente sottopeso
  3. una preoccupazione estrema per il peso e l'aspetto fisico, che includa sia una alterazione del vissuto corporeo, sia una importanza eccessiva data al peso nei riguardi della propria autostima, o ancora il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche
  4. nei pazienti di sesso femminile, una amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) che dati da almeno tre mesi.
  5. spesso, ed è difficile accorgersene, i soggetti affetti da anoressia nervosa sono bugiardi con se stessi e con gli altri e fanno di tutto per nascondere questa loro malattia.

Questi attualmente, sono i criteri standard raccomandati dai manuali psichiatrici per fare diagnosi di anoressia nervosa.

 

Bulimia e anoressia

È possibile individuare due sottotipi di anoressia nervosa a seconda che la paziente presenti o meno abbuffate e/o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso di lassativi, diuretici, o clisteri). Se non sono presenti abbuffate e/o condotte di eliminazione, se la paziente cioè si limita a digiunare per mantenere basso il proprio peso, parleremo di una "anoressia nervosa con restrizioni", se invece usa anche altre tecniche oltre alla semplice dieta, parleremo di una "anoressia nervosa con condotte di eliminazione".

Tale differenziazione, apparentemente sofistica, serve in realtà a differenziare una paziente anoressica da una paziente bulimica un po' sottopeso. L'età di esordio dell'anoressia nervosa è di solito compresa tra i 12 ed i 25 anni, con due picchi di maggiore frequenza tra i 14 ed i 18 anni; negli ultimi dieci anni si è assistito, tuttavia, ad un numero sempre maggiore di casi con soggetti sempre di età inferiore, fin sotto i 10 anni e ad una incidenza sempre maggiore di questa patologia negli individui di sesso maschile.

 

Cause

Le cause che portano allo sviluppo di una anoressia nervosa sono multiple, ovvero esistono delle cause predisponenti di natura sia biologica, che sociale, che psicologica su cui si sovrappongono ad un certo punto dei fattori scatenanti che portano allo sviluppo della malattia.

Tra i fattori predisponenti è importante tenere presente il fatto di avere un familiare che soffre, o ha sofferto, di un disturbo del comportamento alimentare, il fatto di crescere in una famiglia dove esiste una oggettiva difficoltà a comunicare ed esprimere le emozioni, il fatto di appartenere ad un gruppo sociale "a rischio" per il controllo del peso (ad es. ballerine/i, ginnaste/i, cicliste/i, ecc.), il fatto di vivere in un'area urbana di un paese occidentale dove la magrezza viene enfatizzato come un valore sociale positivo, il fatto di soffrire di un disturbo della personalità.

Tra i fattori scatenanti, il più noto è il fatto di sottoporsi a diete ferree, e poi c'è sicuramente la difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti e agli eventi stressanti che la vita impone. In questo senso possono essere considerati fattori scatenanti l'anoressia nervosa un fallimento amoroso, una bocciatura a scuola, un licenziamento dal lavoro, la perdita di un caro, ecc.

 

Epidemiologia

L'anoressia nervosa ha una frequenza ed una distribuzione abbastanza uniformi sul territorio italiano: va dallo 0,36 - 0,4% nel Centro-Nord allo 0,2-0,3% nel Centro-Sud. Tale frequenza è andata costantemente aumentando negli ultimi dieci anni.

L'anoressia nervosa appare oggi distribuita in maniera omogenea anche a livello sociale: le classi agiate appaiono infatti colpite con la stessa frequenza delle classi meno agiate. Ciò vuol dire che in una popolazione di mille persone possiamo attenderci di trovare due o tre ragazze anoressiche.

 

Terapia

La terapia dell'anoressia nervosa dipende molto dalla gravità dei sintomi presentati dal soggetto. In generale, però, questa si basa su una diversa combinazione di terapie psicologiche e nutrizionali con finalità diversamente riabilitative.

Sulla base della gravità del caso, e dietro valutazione specialistica, tali terapie possono essere più opportunamente somministrate a livello ambulatoriale o a livello ospedaliero.

Stando agli studi di medicina basata sulle evidenze attualmente disponibili, non esistono al momento dei farmaci che abbiano una indicazione specifica per la terapia dell'anoressia nervosa.

 

Voci correlate

 

Collegamenti esterni