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______Una Notte piena di Pensieri

Dormir

Una notte colma di pensieri

Nubi che s’addensano

A tracciar sentieri

Idee che portano

Senza foglie stormir.

 

Un treno

Su di noi, temporale che passa,

Son le idee di bimbi andati…

Sospeso

Nella notte trapassa

Luoghi mai toccati.

Una luce

Il cuor che in noi s’apre

Che per il sentier ci porta…

…il futur a noi tocca

In questo giorno acre.

_____Deserto...Fuori dalla Stazione

Freddo

Nel vento…

Pensieri

Una stazione

Il vuoto di questo ieri

Dentro irrompe,

Fermo,

Stabilmente ti penso,

Ti vedo…

Dinanzi a me passeggiare.

Solo

Tu e il tempo,

La notte fuggire

Dietro l’angolo e

Nelle ossa penetrare,

Pungente

A gocce via scivola

Lasciando dentro

Solo il deserto.

____Dolce Luna

Dolce luna

La notte ti chiamo,

Domattina ci alziamo, cantiamo

Una nuova canzone a lavoro,

Sono note di tutti giorni

I colori, che

Dentro noi coltiviamo.

Sono note di una notte, che

Si colora;

Un quaderno,

Giorno dopo giorno ,sfoglia

Tante pagine da guardare,

Esplorare.

Dedicata ad una mia parente (Poesie presenti nel libro di Iaphet Elli)

Un Nome Speciale

Ti ho notata sin da bambino,

Ad est (ma non troppo),

Come in una famiglia, tra campi ravvivati da fiori variopinti,

Tu! sorgente dell'anima

D'un bel fiorellino.

Dolce

Non come lo zucchero,ma

Un angelo, che si fa vivo

All'alba e, al tramonto

Colorandomi l'altro giorno.

Un'amica, non come le altre

Perchè

Sei nata, in

Quel giorno speciale!

Copyright © Iaphet Elli

_____Droga

Droga

La mia vita brucia

Sola

Un parco

Rotto dal pianto,

Il buio, che

Il tutto oscura

Gli occhi di questa barca

Al largo

A fondo và;

Lâ anima si guarda

Intorno

A riva

Un lumicino

Inizia a vedersi.

____Diverso

Diverso!

Il bianco e, il nero

Non ha prezzo!

Quel biglietto, che

Vai pagando per le strade

Tu percorri!

Parole

Corrono su binari

Questo giorno,

Come la notte

In te vanno crescendo

Tratteggiando un percorso,

Senza più ritorno.

Diverso!

Per altri

una parola fuori porta

Un puntino messo là

Non qua!

Una casa posta ad angolo, e

Indirizzata male.

Quando,

La tua stella, poi

Anche te illumina,

Ogni strada

Appare

Abbia preso

Una diversa angolatura,

Qualunque raggio esso sia.

Deserto come il Freddo

Freddo

Nel vento

Pensieri

Una stazione

Il vuoto di questo ieri

Dentro irrompe,

Fermo,

Stabilmente ti penso,

Ti vedo

Dinanzi a me passeggiare.

Solo

Tu e il tempo,

La notte fuggire

Dietro l'angolo e

Nelle ossa penetrare,

Pungente

A gocce via scivola

Lasciando dentro

Solo il deserto.

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Diritti_umani
Cronologia/Autori:  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Diritti_umani&action=history

Diritti umani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
«...il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo»
(Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948)

I diritti umani (o diritti dell'uomo) sono una branca del diritto.

Tra i diritti fondamentali dell'essere umano si possono ricordare il diritto alla libertà individuale, il diritto alla vita, il diritto all'autodeterminazione, il diritto ad un'esistenza dignitosa, il diritto alla libertà religiosa con il conseguente diritto a cambiare la propria religione, oltre che, di recente tipizzazione normativa, il diritto alla protezione dei propri dati personali.

Indice

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[modifica] Cenni storici

Tra i primi ad affrontare il tema da un punto di vista speculativo, vi sono forse i filosofi greci, in particolare Aristotele e gli stoici, anche se è indubbio che già nel cosiddetto Codice di Hammurabi, scritto in Mesopotamia, e risalente all’incirca al 1780 AC sono presenti regole e punizioni riguardanti i diritti delle donne e quelli dell’infanzia.

Ma è durante l’Impero Persiano che vengono stabiliti principi riguardanti i Diritti Umani che non hanno precedenti. Sotto il regno di Ciro il Grande, successivamente alla sua conquista di Babilonia nel 539 AC, il sovrano creò quello che viene denominato Cilindro di Ciro; tale cilindro, rinvenuto nel 1879, viene oggi riconosciuto da molti come il primo esempio di documento riguardante i Diritti Umani, in quanto dichiarava che i cittadini dell’impero erano liberi di manifestare il loro credo religioso. Il cilindro, inoltre, aboliva la schiavitù, avvenimento storico che trova eco nella Bibbia laddove si racconta che sotto Ciro gli schiavi Ebrei poterono far ritorno alla propria terra d’origine poiché erano stati liberati. Il cilindro è ora conservato all’interno del British Museum, ed una replica è custodita - significativamente - all’interno della sede delle Nazioni Unite.

A vedere i Diritti Umani come diritti naturali (e non più insieme di diritti più o meno benevolmente concessi da qualche autorità), è invece parte del pensiero del Medio Evo, periodo in cui, fra i numerosi giuristi e filosofi che se ne occupano, si distingue la figura di Tommaso d'Aquino.

In età moderna, dopo il movimento del giusnaturalismo, emergono le teorie dell'Illuminismo e l'affermazione del concetto di libertà dell'individuo, soprattutto in opposizione all'assolutismo, la forma di governo caratteristica dell'età moderna.

Le prime evidenze di questa tendenza si riscontrano nella Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America (1776), che afferma gli "inalienabili diritti" di cui tutti gli uomini sono dotati dal Creatore, fino alla prima e vera propria carta dei diritti dell'uomo, nata nel 1789 dalla prima Rivoluzione francese: conosciuta come Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, e caratterizzata però da un'impostazione più astratta.

Fu poi Napoleone Bonaparte a esportare il concetto di diritti umani negli altri paesi d'Europa, anche se in realtà negandoli di fatto. Pertanto, una vera e propria diffusione degli stessi si ebbe solo dopo i moti del 1848 e la conseguente proclamazione delle prime costituzioni liberali nei vari paesi.

Un'ulteriore grande affermazione dei diritti umani si ebbe con la fine della Seconda guerra mondiale e con la redazione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, siglata a New York nel 1948. Con questa Carta si stabiliva, per la prima volta nella storia moderna, l'universalità di questi diritti, non più limitati unicamente ai paesi occidentali, ma rivolti ai popoli del Mondo intero, e basati su un concetto di dignità umana intrinseca, inalienabile, ed universale.

Esistenza, validità e contenuti dei Diritti Umani continuano ad essere oggetto di dibattito sia in filosofia che nell’ambito delle cosiddette scienze politiche. Da un punto di vista giuridico, i Diritti Umani vengono definiti da convenzioni e leggi internazionali, ma anche dagli ordinamenti giuridici di numerose Nazioni. Va però altresì aggiunto che, secondo molti, la dottrina dei Diritti Umani va al di là delle singole leggi e forma le basi morali fondamentali per regolare l’ordine geo-politico.

 

[modifica] Legislazione

 

[modifica] Legislazione Internazionale

Laddove è stata adottata, la legislazione sui Diritti Umani solitamente prevede:

Eleanor Roosevelt con il testo in spagnolo della Dichiarazione Universale

Scossa dalla barbarie della Seconda Guerra Mondiale, conflitto durante il quale era spesso venuta meno l'applicazione della cosiddetta Convenzione di Ginevra, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite promulgò nel 1948 un importantissimo documento battezzato Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Tale Dichiarazione, sebbene non li obbligasse sotto lo stretto profilo giuridico, tuttavia indicava agli Stati membri l’urgenza di promuovere un insieme di diritti umani, civili, economici e sociali, affermando che questi diritti sono parte delle "fondamenta di libertà, giustizia e pace nel Mondo". La dichiarazione fu il primo sforzo legale internazionale al fine di limitare il comportamento oppressivo di taluni Stati.

Molte Nazioni vorrebbero andare oltre la Dichiarazione Universale e creare un corpus di leggi che impegni a tutti gli effetti gli Stati della Terra ad attenersi a norme per la tutela dei Diritti Umani. Questo ha portato – a causa del disaccordo di alcuni se inserire o meno anche norme di natura socio-economica – alla preparazione di due trattatti differenti. Fu così che, nel 1966 e 1976 rispettivamente, la cosiddetta International Covenant on Civil and Political Rights e la International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights videro la luce. Assieme alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo questi documenti formano l’International bill of rights.

A partire da quella data numerose altri strumenti di tutela dei Diritti Umani sono stati introdotti a livello internazionale:

Sebbene poi l'ONU abbia riconosciuto che, ad eccezione dei cosiddetti Diritti Umani non-derogabili - i quattro più importanti sono il diritto alla vita, il diritto alla libertà dalla schiavitù, il diritto alla libertà dalla tortura ed il diritto all’impossibilità della retroattività dell’azione penale -, alcuni diritti possono essere posti sotto limitazione o perfino messi da parte durante situazioni di emergenza nazionale, ha tuttavia chiarito e messo in evidenza che questo può avvenire esclusivamente a particolari, ristrettissime condizioni; e cioè, che "l’emergenza debba essere effettiva, debba coinvolgere l’intera popolazione e a venire messa in pericolo debba essere l’esistenza stessa della Nazione. La dichiarazione d’emergenza deve essere posta in essere solo come ultima risorsa, ed adottata come misura temporanea" [6]. Inoltre, la condotta in guerra è sempre e comunque governata dalla Legge Umanitaria Internazionale.

Tutti argomenti, questi ultimi, ricordati con viva preoccupazione dalle organizzazioni umanitarie e di difesa dei Diritti Umani allorquando, il 17 ottobre del 2006, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, firmando il Military Commissions Act of 2006 sospende l'Habeas Corpus dai diritti fondamentali del popolo degli Stati Uniti.

 

[modifica] Corpi Internazionali

La Convenzione Internationale sui Diritti Civili e Politici ha creato un’agenzia, la Comissione per i Diritti Umani per promuovere l’applicazione delle proprie norme. I diciotto membri dell’organo esprimono opinioni riguardanti il se una particolare pratica costituisca o meno una violazione dei Diritti Umani, sebbene le sue relazioni non costituiscano vincolo legale.

Una moderna interpretazione della Dichiarazione dei Diritti Umani è stata fatta attraverso la Vienna Declaration and Programme of Action [7], adottata dalla Conferenza Mondiale sui Diritti Umani del 1993. Il grado di unanimità circa queste convenzioni, nel senso di quanti e quali siano i Paesi che le ratificano, varia, così come varia il grado di rispetto all'interno delle stesse Nazioni. L'ONU ha messo in piedi un certo numero di organi per sottoporre a verifica e studio i Diritti Umani, sotto la guida dell’Alto Commissariato dell’ONU per i Diritti Umani (OHCHR).

 

[modifica] Legislazione Regionale

Esistono anche numerosi organi regionali che disciplinano i Diritti Umani, come ad esempio la Corte Europea per i Diritti Umani, l’unica corte internazionale con competenza a giudicare su casi di violazioni condotte da individui (piuttosto che da Stati); la Commissione Africana sui Diritti Umani e dei Popoli; la Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani; la Corte Inter-Americana sui Diritti Umani; e in Iran il Centro per la Difesa dei Diritti Umani.

Numerosi sono anche gli accordi, come, per esempio, la Dichiarazione de Il Cairo sui Diritti Umani delle Nazioni Islamiche.

 

[modifica] Voci correlate

 

[modifica] Collegamenti esterni

 
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