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Il mio libro Elli's Book |
Poesie Romantiche | All my poetries translate in Other language |
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| Titolo:
Energia dell'Amore Ciao,oggi è un giorno strano, la luce si è fatta largo, come quando stai facendo una corsa e non ti lasciano passare e,tu ti fai largo.La luce... si, hai capito bene cosa stò dicendo;La luce, la mia energia trasformatasi in luce cioè un raggio che contiene i colori dell'arconaleno, quelli della Pace e tu sia quanto io la voglia! |
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Energia e pace vanno di pari passo come tu ben saprai, anzi ne sono sicuro che tu lo sappia! E non dirmi che non sia vero, perchè lo è.la pace ha bisogno dell'energia,certo non è quella del nucleare,ma un'altra più grande che si sprigiona dai cuori della gente, la Libertà di amare.Che dolore, quale mi starai dicendo! e' vero, quale? il dolore dell'amore è quello che più tiene unite le persone ed è quello in cui non ci sono catene, ma anelli di baci tenuti insieme da piccoli cuori. |
| Ma...non te ne importa nulla,l'ho capito,non negarlo....Ora fà caldo,
sono seduto e ti penso, penso l'amore certamente;Sudo....i legami si
disuniscono la notte, si formano di giorno. Ho sempre pensato che la notte
potesse diventare una palestra di vita,ma non così.La notte che vedo ora, è
un fascio di stelle attraversato da una linea, potrebbe darsi che sia un
aereo, potrebbe in quanto la linea risulta essere bianca, striata, ma forse
a pensarci bene non può essere un aereo,sarà qualcos'altro...ma
cosa?difficile che ora possa darvi una soluzione.Tutto è fuori, fuori dal
mondo come dentro al mondo c'è una soluzione.La vita con i suoi uomini e
donne, i loro discorsi,sono la Soluzione, quella con la s maiuscola anche se
la grandezza di una lettera la fà chi la scrive: noi, Ci sei? ma cosa stai
pensando in questo momento, devi andare aletto e pensi alle stelle,ma sarai
impazzito o pensi che in fondo la notte è anche il pensare a un qualcosa che
non ti sai spiegare.Può essere! Scrivi, gli dico, chi è che scrive? La
mente, nello spazio infinito trapassato di stelle che brillando nei
illuminano i sentimenti, quelli che creando l'energia tengono avvinti i
cuori gli uni agli altri.E non si slegheranno mai più! *****Autore: Iaphet Elli |
Fiaccolata dellEpifania
a Roccalbegna
Come
vuole la tradizione, anche questanno a Roccalbegna
si attende la befana accendendo, nella dodicesima notte -
come la si chiamava nel calendario gregoriano a ricordare
una delle notti più magiche dellanno, dedicata a
invocare la fertilità una catasta di legna nel
centro del paese, una specie di fiaccola o falò, simbolo
stesso della distruzione del vecchio e dellattesa
del nuovo.
Si
tratta di uno dei numerosi riti del fuoco del territorio
amiatino che, a partire dal 24 novembre fino alla notte
di san Giovanni, in giugno, celebrano lalleanza tra
luomo e la campagna, la fertilità, labbondanza.
Terra di legni per eccellenza, lAmiata ha da tempo
immemorabile sacrificato le sue ricchezze alla madre
terra dando fuoco ai faggi e ai castagni, per acquistarsi
le simpatie della grande dea, che con le ceneri di quegli
alberi veniva rinvigorita e preparata alla nuova stagione.
E
mentre i befani imperversano per tutta la montagna,
cantando canti di questua per assicurarsi la pancia piena
nella dodicesima notte dellanno, qua e là si
bruciano fuochi di rigenerazione, come a Roccalbegna,
dove per altro i rocchigiani sono abbastanza gelosi della
bella catasta che fanno per scaldarsi in attesa della
befana. |
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____Entra Entra |
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____Emozione Emozione… La mia terra La mia nazione. Il vento di un pensiero, che Trasporta Una speranza contenuta in siero. Questa piccola notte Pioviggina Volto passeggiante Nelle strade di città… Cupezza Tristezza, ai pensieri cade In occhi Di minacciose nubi… carichi. |
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E' quasi Autunno
(Poesie presenti nel libro di Iaphet
Elli) ___________________E’
inverno Emozione…
E' Nato un fiore |
| Questo articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Emozione Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Emozione&action=history EmozioneDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Le emozioni sono una caratteristica prevalentemente umana che implica una reazione cognitiva e fisica, prevalentemente improvvisa, ad uno stimolo.
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Reazioni psicofisiologicheL'emozione, specialmente quando intensa, può provocare alterazioni somatiche diffuse. Può determinare l'accrescere delle pulsazioni cardiache, l'aumento della sudorazione, l'aumento del ritmo respiratorio e l'affanno, il tremore degli arti. L'emozione ha altresì effetto sugli aspetti cognitivi, può causare diminuzioni nella capacità di concentrazione, confusione, smarrimento, allerta, e così via. L'emozione altera anche la sfera comportamentale dell'individuo.
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Le categorieAlcuni teorici hanno proposto una categorizzazione delle emozioni in otto famiglie emozionali: Questa categorizzazione è stata contestata da più fonti poiché non risulta esaustiva, in quanto non comprende ad esempio:
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Aspetti patologiciL'alessitimia è l'incapacità o l'impossibilità di percepire le proprie o le altrui emozioni.
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Voci correlate
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Questo
articolo è rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esaurimento nervosoDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca Questa voce di medicina è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
L'espressione impropria esaurimento nervoso indica un insieme di situazioni patologiche o semi-patologiche quali l'astenia, la sindrome d'affaticamento cronico, le cefalee, i disturbi del sonno ed i disturbi lievi dell' attenzione e dell' umore. [modifica] Note linguisticheSebbene largamente adoperata nel linguaggio quotidiano, l'uso dell'espressione non è scientificamente rigoroso: i significati ad essa correlati non spiegano in alcun modo il termine "esaurimento", è noto infatti che il sistema nervoso non può "esaurirsi". L'espressione è sinonimo di stress, ma non traduce l' espressione inglese nervous breakdown, che si riferisce invece a patologie psichiatriche acute, quali gli attacchi d'ansia o depressione
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Esaurimento_nervoso" |
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Essere (filosofia)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca
[modifica] PremessaIl termine "Essere" (di seguito E), viene usato principalmente in 3 modi: 1. Esistenza: per esprimere il fatto che una certa cosa esiste; ad esempio, "l'erba è (= c'è, esiste)", ma anche "l'unicorno è (almeno nella fantasia di chi lo pensa)". 2. Identità: ad esempio "i francesi sono gli abitanti della Francia", "Umberto Eco è l'autore de Il nome della rosa" 3. Predicazione: per esprimere una proprietà di un certo oggetto; ad esempio "la mela è rossa". Quanto sopra riportato è una generalizzazione che, se consente di comprendere i principali usi del vocabolo, non rende conto della varietà dei significati e delle implicazioni che il concetto di E ha avuto nel corso della storia della filosofia. È necessario pertanto prendere in esame il concetto di E così come è stato analizzato dai vari filosofi nel corso della storia. Si può premettere che, da una parte in filosofia l'E è stato considerato non solo un verbo ma anche un sostantivo (l'Essere come "tutto ciò che è" o come "il fatto che X esista", etc..); dall'altra che identità e predicazione sono oggetto di studio anche di un'altra disciplina, la logica, per cui le generiche definizioni sopra riportate sarebbero imprecise. [modifica] Parmenide e la scuola di EleaIl filosofo che per primo mette a tema esplicitamente il concetto di essere è Parmenide di Elea (VI-V sec. A.C.); l'esordio della riflessione filosofica sull'essere si esprime mediante una lapidaria formula, la più antica testimonianza in materia:
La scuola eleatica non era
riuscita a risolvere il problema dell'archè: l'atomismo
democriteo che ne costituisce la formulazione più avanzata continuava a
presupporre gli
atomi e uno
spazio vuoto, diverso dagli atomi, in cui essi potessero muoversi. Se A è l'essere, e B non è A,
allora B è non-essere, ossia non è. Questo ragionamento impediva di parlare
di enti e portava alla negazione del divenire, che gli antichi non
riuscivano a spiegare. [modifica] AristoteleIl primo filosofo a porsi in
maniera sistematica ed evidente il problema del concetto di essere è
Aristotele. Aristotele fa coincidere la
metafisica con l'ontologia,
infatti definisce la metafisica come lo studio dell'essere. [modifica] HeideggerIn età moderna il concetto di
essere si viene a confondere con quello di ente e di essente.
Martin Heidegger dirà addirittura che già da
Platone è iniziata l'incomprensione da cui ha origine l'oblio
dell'essere, incomprensione data dal fatto che si ricerca il senso
dell'essere a partire dagli essenti.
Immanuel Kant stesso riportò l'essere al concetto di esistenza reale
percepita dai sensi. E ancora il
neopositivismo e il
neocriticismo hanno considerato l'essere come un concetto che non ha una
sua adeguata definizione linguistica. Heidegger, nella prima parte della sua filosofia, quella di "Essere e tempo" per intenderci, inizia lo studio dell'essere a partire dagli essenti e in particolare da quell'essente caratterizzato dall'esistenza che è l'uomo. Successivamente si accorge che il metodo adeguato, invece, per uno studio non è quello di partire dagli essenti fino all'essere ma dall'Essere per arrivare agli essenti. Essere è l'infinito di "è" e in opposizione all'empirismo logico e al neokantismo, Heidegger afferma che l'essere si manifesta proprio attraverso la parola e in particolare attraverso il linguaggio poetico. Infine darà come prospettiva in cui l'essere può manifestarsi quella del tempo poiché la parola stessa ha dimensione temporale e ci parla della storicità dell'essere. [modifica] Voci correlate[modifica] Altri progettiFilosofia | Portale Filosofia | La Botte di Diogene | Categoria:Filosofia Storia della filosofia | Filosofi | Discipline filosofiche | Opere filosofiche Aiutaci partecipando al Progetto:Filosofia e/o ampliando uno stub di filosofia! Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Essere_%28filosofia%29" |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Ermetismo_%28letteratura%29 Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ermetismo_%28letteratura%29&action=history Ermetismo (letteratura)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.L'ermetismo fu una corrente poetica del Novecento italiano che nacque nei primi anni degli anni '20 e raggiunse l'apice negli anni fra il 1930 e il 1940.
[modifica] L'ermetismoAlla base di questo movimento, che ebbe come modello i grandi del decadentismo francese come Mallarmé, Rimbaud e Valéry, si trova un gruppo di poeti, chiamati ermetici, che seguirono gli insegnamenti di Ungaretti e, se pur in modo differente, di Montale. Il nome "Ermetismo" deriva dal Dio Ermete o Mercurio, dio delle scienze occulte, e fu adoperato in senso dispregiativo da Francesco Flora nel suo saggio "La poesia Ermetica" Insofferenti del residuo dannunzianesimo enfatico e del debole pascolismo i poeti di questa generazione si trovano impegnati in una ricerca di modernità che prevede un accostamento a quella tradizione simbolista che aveva individuato nella lirica pura la vera poesia. Costoro rifiutano la parola come atto di comunicazione per lasciarle solo il carattere evocativo abbandonando, come scrive il Ferroni,[1] "ogni immediatezza sentimentale, cercando invece la difficoltà e la concentrazione linguistica". Gli ermetici si servono della forma analogica per rappresentare la condizione tragica dell'esistenza umana isolandosi in uno spazio interiore a difesa della retorica fascista. Appartiene al movimento ermetico il poeta Giuseppe Ungaretti,che comunque appare più come un precursore, in quanto si discosta almeno per quanto riguarda l'intenzione comunicativa verso i lettori : nella poesia "il porto sepolto", che da anche il titolo all'opera, si fa scopritore e "dispersore" di verità presso gli uomini, una caratteristica sicuramente non ermetica in senso stretto. Altri autori sono Alfonso Gatto, Leonardo Sinisgalli, Sergio Solmi, Mario Luzi, Vittorio Sereni, Sandro Penna, Libero de Libero, Giorgio Caproni, Salvatore Quasimodo e Luca Angelini. Per certi tratti alcuni attribuiscono anche a Eugenio Montale certi tratti ermetici. Nel campo della critica ermetica autorevole fu la figura di Carlo Bo che, con il suo discorso La letteratura come vita del 1938, scrisse il vero manifesto ermetico parlando di poesia intesa come momento dell'assoluto. Tra gli atri teorici e critici dell'ermetismo si ricordano Oreste Macrì, Giansiro Ferrata, Luciano Anceschi e lo stesso Mario Luzi. Nella seconda metà degli anni trenta maturarono a Firenze, intorno alla rivista Il Frontespizio e Solaria, un vero gruppo di ermetici che, prendendo come riferimento Ungaretti, Quasimodo e Onofri, si rifacevano direttamente al simbolismo europeo e si affacciavano alle più recenti esperienze di quegli anni, come al surrealismo e all'esistenzialismo. Lo stile difficile e chiuso nella ricerca della forma analogica, insieme all'approfondimento di una nascosta esperienza interiore, contraddistinse questo gruppo che, rifiutando in modo diretto ogni impegno politico e sociale , cercava di staccarsi dalla cultura fascista. Tra questi giovani intellettuali, alcuni assunsero posizioni antifasciste come Bilenchi, Vittorini, Gatto e Pratolini. La tradizione è la migliore alleata dell'ermetismo.
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Essere (filosofia)Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: Navigazione, cerca
[modifica] PremessaIl termine "Essere" (di seguito E), viene usato principalmente in 3 modi: 1. Esistenza: per esprimere il fatto che una certa cosa esiste; ad esempio, "l'erba è (= c'è, esiste)", ma anche "l'unicorno è (almeno nella fantasia di chi lo pensa)". 2. Identità: ad esempio "i francesi sono gli abitanti della Francia", "Umberto Eco è l'autore de Il nome della rosa" 3. Predicazione: per esprimere una proprietà di un certo oggetto; ad esempio "la mela è rossa". Quanto sopra riportato è una generalizzazione che, se consente di comprendere i principali usi del vocabolo, non rende conto della varietà dei significati e delle implicazioni che il concetto di E ha avuto nel corso della storia della filosofia. È necessario pertanto prendere in esame il concetto di E così come è stato analizzato dai vari filosofi nel corso della storia. Si può premettere che, da una parte in filosofia l'E è stato considerato non solo un verbo ma anche un sostantivo (l'Essere come "tutto ciò che è" o come "il fatto che X esista", etc..); dall'altra che identità e predicazione sono oggetto di studio anche di un'altra disciplina, la logica, per cui le generiche definizioni sopra riportate sarebbero imprecise. [modifica] Parmenide e la scuola di EleaIl filosofo che per primo mette a tema esplicitamente il concetto di essere è Parmenide di Elea (VI-V sec. A.C.); l'esordio della riflessione filosofica sull'essere si esprime mediante una lapidaria formula, la più antica testimonianza in materia:
La scuola eleatica non era
riuscita a risolvere il problema dell'archè: l'atomismo
democriteo che ne costituisce la formulazione più avanzata continuava a
presupporre gli
atomi e uno
spazio vuoto, diverso dagli atomi, in cui essi potessero muoversi. Se A è l'essere, e B non è A,
allora B è non-essere, ossia non è. Questo ragionamento impediva di parlare
di enti e portava alla negazione del divenire, che gli antichi non
riuscivano a spiegare. [modifica] AristoteleIl primo filosofo a porsi in
maniera sistematica ed evidente il problema del concetto di essere è
Aristotele. Aristotele fa coincidere la
metafisica con l'ontologia,
infatti definisce la metafisica come lo studio dell'essere. [modifica] HeideggerIn età moderna il concetto di
essere si viene a confondere con quello di ente e di essente.
Martin Heidegger dirà addirittura che già da
Platone è iniziata l'incomprensione da cui ha origine l'oblio
dell'essere, incomprensione data dal fatto che si ricerca il senso
dell'essere a partire dagli essenti.
Immanuel Kant stesso riportò l'essere al concetto di esistenza reale
percepita dai sensi. E ancora il
neopositivismo e il
neocriticismo hanno considerato l'essere come un concetto che non ha una
sua adeguata definizione linguistica. Heidegger, nella prima parte della sua filosofia, quella di "Essere e tempo" per intenderci, inizia lo studio dell'essere a partire dagli essenti e in particolare da quell'essente caratterizzato dall'esistenza che è l'uomo. Successivamente si accorge che il metodo adeguato, invece, per uno studio non è quello di partire dagli essenti fino all'essere ma dall'Essere per arrivare agli essenti. Essere è l'infinito di "è" e in opposizione all'empirismo logico e al neokantismo, Heidegger afferma che l'essere si manifesta proprio attraverso la parola e in particolare attraverso il linguaggio poetico. Infine darà come prospettiva in cui l'essere può manifestarsi quella del tempo poiché la parola stessa ha dimensione temporale e ci parla della storicità dell'essere. [modifica] Voci correlate[modifica] Altri progettiFilosofia | Portale Filosofia | La Botte di Diogene | Categoria:Filosofia Storia della filosofia | Filosofi | Discipline filosofiche | Opere filosofiche Aiutaci partecipando al Progetto:Filosofia e/o ampliando uno stub di filosofia! Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Essere_%28filosofia%29" |
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