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Categoria:Libri con tematiche LGBT

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Dario Bellezza

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Dario Bellezza nel 1971, col suo primo libro

Dario Bellezza (Roma5 settembre 1944 – Roma31 marzo 1996) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo italiano.

Indice

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Biografia [modifica]

L'opera poetica di Bellezza è stata ispirata da temi fortemente personali e autobiografici, fra i quali spicca l'amore omosessuale (vissuto con atteggiamento maledettista, nella ricerca ossessiva di un "bellissimo assassino" fra drogati e prostituti). La sua opera è stata influenzata da Sandro Penna e dai poeti simbolisti.

La tomba di Dario Bellezza al Cimitero acattolico di Roma.

 

Opere (selezione) [modifica]

 

Poesia [modifica]

  • Invettive e licenze, Garzanti, Milano 1971.
  • Morte segreta, Garzanti, Milano 1976.

"Serpenta", Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1987

  • Libro di poesia, 1990.

"L'avversario", Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1994

  • Proclama sul fascino, 1996.
  • Poesie 1971-1996, 2002.

 

Narrativa [modifica]

  • L'innocenza, De Donato, Bari 1970.
  • Lettere da Sodoma, 1972.
  • Il carnefice, 1973.
  • Morte segreta, 1976 (premio Viareggio)
  • Angelo, 1979.
  • Storia di Nino, 1982.
  • Libro d'amore, 1982
  • Io, 1983
  • Turbamento, 1984.

l'amore felice, 1986 nozze col diavolo, 1994

 

Teatro [modifica]

  • Testamento di sangue, Garzanti, Milano 1992

 

Voci correlate [modifica]

 

Bibliografia [modifica]

  • Fabrizio Cavallaro (a cura di), L'arcano fascino dell'amore tradito, Giulio Perrone Editore, Roma 2006.
  • Myriam Cristallo, Uscir fuori Dieci anni di lotte omosessuali in Italia: 1971/1981, Teti, Milano 1996, pp. 36-38.
  • Francesco Gnerre, L'eroe negato. Omosessualità e letteratura nel Novecento italiano, Baldini & Castoldi, Milano 2000.
  • Maurizio Gregorini, Morte di Bellezza. Storia di una verità nascosta, Castelvecchi, Roma 1997. Nuova edizione rivista ed accresciuta: Il male di Dario Bellezza. Vita e morte di un poeta, Stampa Alternativa, Roma 2006.
  • Renzo Paris in: AA. VV., Bloody Europe! Racconti, Playground, Roma 2004.
  • Daniele Priori - Massimo Consoli, Diario di un mostro. Omaggio insolito a Dario Bellezza, Anemone Purpurea editrice, Roma 2006.

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

Scrittori: per genere · argentini · armeni · britannici · finlandesi · francesi · giapponesi · greci · irlandesi · italiani · latini · nicaraguensi · polacchi · russi · senegalesi · sloveni · spagnoli · statunitensi · tedeschi ·
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Langston Hughes

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Langston Hughes (1936).

Langston Hughes (1 febbraio 1902 - 22 maggio 1967) fu un poeta, scrittore, romanziere, drammaturgo, nonché giornalista afro statunitense, nato a Joplin, nel Missouri.

Indice

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Biografia [modifica]

Suo bisnonno, Charles Henry Langston, era il fratello di John Mercer Langston, il primo afro americano ad essere eletto ad una carica pubblica, nel 1855. Cominciò a scrivere poesie all'età di tredici anni, mentre frequentava la Central High School di Cleveland, in Ohio.

La nonna influì in maniera decisiva sulla vita e sul mondo immaginario di Hughes. Lei lo portò a Oswatomie, dove, essendo lei l'unica vedova sopravvissuta all'incursione di John Brown nel 1859, fu ricevuta come ospite d'onore da Theodore Roosevelt.

I primi anni di vita rappresentarono per Hughes un notevole serbatoio di esperienze che lo avrebbero preparato a scrivere sul genere umano, avendo da bambino e da ragazzo vissuto in molti posti, entrando in contatto con diversi generi di persone. Gli anni dell'adolescenza non furono molto felici, ma gli fu reso possibile vivere esperienze che nessun altro avrebbe vissuto. Fu a Lincoln, in Illinois, dove abitava con la madre (risposata con un uomo di nome Homer Clark), che fece il suo primo incontro con i libri. Dopo essersi diplomato, nel 1919, Hughes passò un anno in Messico con il padre. Questo lo rese profondamente infelice e più di una volta, colpito da depressione, meditò il suicidio.

Suo padre, ritenendo che la scrittura non sarebbe stata sufficiente a garantirgli sicurezza economica, lo iscrisse alla Columbia University, perché studiasse ingegneria. Langston non resistette a lungo, nonostante la buona media di voti, e lasciò il corso, non avendo mai smesso di scrivere poesie nel frattempo. Nel 1923, Hughes, a bordo di una nave da carico, viaggiò fino in Senegal, Nigeria, Camerun, Congo Belga, Angola, Guinea e, di seguito, in Italia e Francia, Russia e Spagna. A Parigi, come altre menti creative dell'epoca ( Ernest Hemingway e Gertrude Stein tra gli altri) abitò a Montparnasse, culla del movimento culturale ed artistico sviluppatosi in quel periodo nella capitale francese. Ritornò ad Harlem nel 1924, durante il periodo conosciuto come la Harlem Renaissance (il Rinascimento di Harlem)

Uno dei suoi passatempi preferiti, che si trovasse all'estero o a Washington (distretto di Columbia) o ad Harlem (New York) era sedersi in qualche locale dove si suonava musica blues (la musica che lui riteneva essere la vera espressione dello spirito afro americano) e jazz, e scrivere poesie.

Nel 1926 Hughes accettò un lavoro presso l'editore del "Journal of Negro Life and History" e fondatore del settimanale di Storia Nera, Carter G. Woodson. Ritornò alla sua amata Harlem verso la fine di quell'anno.

Si laureò alla Lincoln University in Pennsylvania nel 1929. Il suo primo romanzo, pubblicato nel 1930 "Not Without Laughter" gli valse la medaglia d'oro Harmon per la letteratura. Hughes, che dichiarava di essere stato fortemente influenzato da Paul Lawrence Dunbar, Carl Sandburg e Walt Whitman, è conosciuto principalmente per i suoi ritratti penetranti e vivaci della vita dei neri in America, dagli anni '20 agli anni '60. Scrisse romanzi, racconti brevi e lavori teatrali, oltre alla poesia.

Langston Hughes voleva raccontare le storie del suo popolo in un modo che riflettesse la loro cultura autentica, sia la sofferenza che il loro amore per la musica, il loro saper e voler ridere nelle avversità ed anche il loro linguaggio.

Le sue opere pubblicate fino al 1967 comprendono nove libri di poesie, otto racconti brevi, due romanzi, sette libri per bambini, un discreto numero di opere teatrali, saggi e traduzioni ed una autobiografia in due volumi. Nel 1961 Hughes fu invitato a far parte del National Institute of Arts and Letters.

Hughes, come molti artisti neri dell'epoca, si sentì attratto dalle promesse del socialismo, come alternativa ad una America segregata. Andò in Unione Sovietica per partecipare alla produzione di un film che non fu mai girato e viaggiò in lungo e largo nell'Asia centrale ed in aree dell'Unione Sovietica|URSS che erano solitamente interdette agli occidentali. Le poesie di Hughes venivano spesso pubblicate sul giornale del PCUS e fu coinvolto in iniziative promosse da organizzazioni comuniste, come la lotta per liberare gli Scottsboro Boys e sostenere la Repubblica spagnola. Sebbene vicino ad alcune organizzazioni socialiste negli USA, come i John Reed Clubs e la Lega per la lotta per i Diritti dei Neri, fu più un simpatizzante che un partecipante attivo.

Langston Hughes morì per le complicazioni di un tumore alla prostata il 22 maggio 1967.

 

L'omosessualità segreta [modifica]

Sulla questione dell'orientamento sessuale di Hughes, gli studiosi e i biografi concordano in genere sul fatto che Hughes fosse gay (anche se tenne nascosta al pubblico la cosa per non compromettere la propria carriera), e che includa deliberatamente allusioni gay in codice in molte delle sue poesie, in modo simile a quanto faceva Walt Whitman. Inoltre affrontò il tema in modo più esplicito nel racconto "Blessed Assurance".

Arnold Rampersad, il principale biografo di Hughes, ha documentato il fatto che Hughes abbia espresso nella sua vita e nella sua arte una preferenza per altri afroamericani. Per questo il regista Isaac Julien ha dedicato all'omosessualità del poeta il film Looking for Langston (UK, 1989), che rivendica la voce di questo scrittore come importante anche per la comunità gay afroamericana.

 

Le opere [modifica]

Dalla pubblicazione del suo primo libro nel 1926, Langston Hughes dedicò la propria vita alla scrittura. Queste le opere pubblicate fino al momento della sua morte, nel 1967:

 

Autobiografie [modifica]

  • Not Without Laughter (1930);
  • The Big Sea (1940);
  • I Wonder As I Wander" (1956),

 

Raccolte di poesie [modifica]

  • The Weary Blues (1926);
  • The Negro Mother and other Dramatic Recitations (1931);
  • The Dream Keeper (1932);
  • Shakespeare In Harlem (1942);
  • Fields of Wonder (1947);
  • One Way Ticket (1947);
  • The First Book of Jazz (1955);
  • Tambourines To Glory (1958);
  • Selected Poems (1959);
  • The Best of Simple (1961)

 

Antologie di opere di autori afro-americani [modifica]

  • An African Treasury (1960);
  • Poems from Black Africa (1963);
  • New Negro Poets: USA (1964)
  • The Best Short Stories by Negro Writers (1967).

 

Postumi [modifica]

  • Five Plays By Langston Hughes (1968);
  • The Panther and The Lash: Poems of Our Times (1969)
  • Good Morning Revolution: Uncollected Writings of Social Protest (1973);
  • The Sweet Flypaper of Life with Roy DeCarava (1984).

 

Collegamenti esterni [modifica]

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Oscar Wilde

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« Il pessimista non è nient'altro che un ottimista ben informato.  »
(Oscar Wilde)
 Oscar Wilde

Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino16 ottobre 1854 – Parigi30 novembre 1900) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese.

Indice

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Biografia [modifica]

Controverso come letterato e artista, Oscar Wilde nacque al n. 21 di Westland Row a Dublino il 16 ottobre 1854. il padre Sir William Wilde, era un celebre oculista inglese e fra i suoi illustri pazienti v’era pure il re Oscar I di Svezia, padrino per procura, del giovinetto Wilde. Scrisse libri sull'archeologia e il folklore e fu un filantropo. La madre, Jane Francesca Elgee, aveva fondato un salotto letterario a Dublino impegnandosi a favore dell'emancipazione femminile, dopo essere stata in gioventù un'accesa sostenitrice dell'indipendentismo irlandese e una poetessa di successo.
Oscar Wilde venne educato a casa fino a nove anni, successivamente studiò alla Portora Royal School a Enniskillen (contea di Fermanagh) dal 1864 al 1871. Poi fino al 1874 studiò al Trinity College di Dublino e vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola per i suoi studi. Infine studiò al Magdalen College di Oxford fino al 1878, anno in cui si laureò e vinse l'Oxford Newdigate Prize per il poema Ravenna.

Da ragazzo visse l'esperienza del salotto letterario tenuto dalla madre. Frequentò il Magdalen College di Oxford, e si distinse brillantemente nello studio dei classici, iniziando a scrivere poesie. Wilde all'inizio s’avvicinò alla religione cattolica ed all'arte della bellezza secondo i canoni che John Ruskin andava via via pubblicando.

A Oxford Wilde scandalizzò i bigotti professori con il suo atteggiamento irriverente nei confronti della religione, e venne deriso per il suo abbigliamento eccentrico. Daltro canto, però, è proprio là che inizia a svillupparsi il suo istinto "estetico", grazie all'ispirazione e all'influenza del professore, e scrittore, Pater e di Ruskin. In seguito ricorderà, lucidamente, l'esperienza a Oxford, insieme a quella del carcere, come le esperienze che più caratterizzarono e sconvolsero la sua esistenza. Attirarono l'attenzione in modo particolare la sua collezione di piume e i suoi pantaloni alla zuava di velluto. Nel 1878 Wilde ottenne la laurea e nello stesso anno si trasferì a Londra. Divenne presto un esponente dell'Estetismo, il movimento inglese di fine '800 che sosteneva un'arte fine a sé stessa. Lavorò come critico d'arte (1881), tenne conferenze negli Stati Uniti e in Canada (1882), e visse a Parigi (1883). Tra il 1883 e il 1884 tenne delle conferenze in Gran Bretagna. Dalla metà degli anni '80 divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette e il Dramatic View.

Ormai adulto decise di trasferirsi a Londra, ove si dedicò ad un'intensa ed affascinante vita mondana, conquistando la società conformista del tempo vittoriano con le sue stravaganze, i suoi eccessi, i suoi scandali.

Wilde nel 1882

Nel 1881 pubblicò il volume intitolato Poems (Poesie) che in un anno ebbe cinque edizioni, successo dovuto anche alla curiosità che destava l'autore i cui atteggiamenti sregolati e dissoluti erano criticati, ammirati ed anche presi di mira dalla satira, soprattutto da Sullivan nell'operetta Patience, ove si beffeggiava il movimento estetico.

Nel 1884 Wilde sposò Constance Lloyd (morta nel 1898) e per mantenere la propria famiglia negli anni 1887-1889 pubblicò il Woman's World magazine. Nel 1888 pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe scritte per i suoi due figli (Cyril e Vyvyan). Il ritratto di Dorian Gray, simbologia estetistica, fu pubblicato nel 1890 e l'anno successivo Oscar Wilde scrisse ulteriori fiabe. Il matrimonio finì nel 1893. Pochi anni prima (1891) Wilde aveva conosciuto Lord Alfred Douglas (Bosie), un aristocratico, poeta non mediocre, che divenne allo stesso tempo il grande amore dello scrittore e la causa della sua rovina.

L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedere ad essa, aveva detto una volta Wilde.

Altrettanto importante come libro da citare è The Canterville Ghost, il fantasma di Canterville, (1887) che ha per protagonista una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa; il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce.

Wilde divenne celebre nel mondo del teatro negli anni tra il 1892 e il 1895 con una serie di opere di grande successo. Il ventaglio di Lady Windermere (1892) tratta di una divorziata ricattatrice che arriva a sacrificare se stessa per l'amore materno. In Una donna senza importanza (1893) un figlio illegittimo è diviso tra suo padre e sua madre. Un marito ideale (1895) parla di ricatti, corruzione politica ed onore pubblico e privato. L'importanza di chiamarsi Ernesto (1895) è una commedia che vuole essere una satira nei confronti del mondo delle classi alte. Il titolo in Inglese si basa sul gioco di parole fra la parola "Ernest", Ernesto, e l'aggettivo "Earnest" che significa onesto, sincero. Affascinato dall'"Erodiade" di Mallarmé e dalla descrizione di due dipinti di Gustave Moreau, tra il 1891 e il 1892 Wilde scrive (in francese) per Sarah Bernhardt la 'tragedia in un atto' "Salomé", che sarà pubblicata nel'93 a Parigi e nel '94 a Londra, nella traduzione di Alfred Douglas e con le illustrazioni di Aubrey Beardsley. Il testo, che potrà essere rappresentato in pubblico soltanto nel 1935, fungerà da base all'opera omonima di Richard Strauss (1905) e al film omonimo di Carmelo Bene (1972). Restano incompiute le tragedie "A Florentine Tragedy" e "La Sainte Courtisane" pubblicate entrambe nel 1908.

Prima del successo teatrale Wilde produsse diversi saggi, molti dei quali furono scritti in maniera anonima. Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi. Richiede soltanto una completa ignoranza sia della vita che della letteratura, disse una volta.

I suoi maggiori lavori furono i dialoghi The Decay of Lying (1889) e The Critic as Artist (1890). In quest'ultima Wilde fa affermare al suo personaggio che la critica è la parte più alta della creazione, e che il critico non deve essere equo, razionale e sincero, ma deve avere un temperamento squisitamente predisposto alla bellezza. Nel saggio più tradizionale L'anima dell'uomo sotto il socialismo (1891) Wilde esprime le proprie riflessioni politiche, ispirate a un anarchismo idealizzato. Egli respinge l'ideale cristiano del sacrificio di sé necessario per ottenere la felicità.

 

Il processo Wilde [modifica]

Oscar Wilde e Lord Alfred Douglas al tempo della loro relazione

Benché fosse sposato e padre di due bambini, Wilde aveva segretamente (come tutti gli omosessuali dell'epoca, del resto) un'intensa vita omosessuale extraconiugale, che si suppone durasse sin da quando frequentava Oxford. Fino a quando si limitò ad avventure con ragazzi proletari, la società chiuse un occhio, ma la situazione precipitò quando Wilde iniziò una relazione con il figlio di un Lord, Alfred Douglas, detto "Bosie".

Il padre di Alfred (John Sholto Douglas, nono marchese di Queensberry), contrario alla storia del figlio, insultò pubblicamente Wilde come sodomita. Wilde, spinto da "Bosie", che voleva vendicarsi del padre, lo querelò per diffamazione, ma gli avvocati del marchese riuscirono rapidamente a rovesciare la situazione, chiamando a testimoniare prostituti con cui Wilde aveva avuto rapporti sessuali. Lo scrittore divenne così, da querelante, imputato di gross indecency ("grave immoralità", eufemismo per indicare l'omosessualità, che era illegale). Il processo si concluse con la condanna di Wilde a due anni di lavori forzati, la bancarotta, e la rovina definitiva della sua carriera.

Durante il processo fu letta una poesia di Alfred Douglas, intitolata "Two Loves", "Due amori", che si conclude con il celebre verso in cui l'"Altro Amore" dichiara: Io sono l'Amore che non osa dire il suo nome. A Wilde fu rinfacciato di aver appoggiato "The chamaleon", la rivista che aveva pubblicato "Two Loves".

Wilde si difese affermando che: l'Amore, che non osa dire il suo nome in questo secolo, è il grande affetto di un uomo anziano nei confronti di un giovane, lo stesso che esisteva tra Davide e Gionata, e che Platone mise alla base stessa della sua filosofia, lo stesso che si può trovare nei sonetti di Michelangelo e di Shakespeare... Non c'è nulla di innaturale in ciò.

Il Giudice Wills pronunciando la sentenza (il massimo della pena prevista dalla legge), per nulla impressionato da tale difesa dell'amore omosessuale, affermò però che le persone che fanno cose di questo genere devono essere immuni da ogni senso della vergogna, e non si può produrre alcun cambiamento su di loro.

In carcere lo scrittore decise di scrivere a Bosie una lettera di vero e proprio sfogo, il celebre De profundis che a "Bosie" non fu mai data. Tuttavia, dopo la liberazione i due si riappacificarono e vissero assieme per qualche tempo a Napoli. Quindi anche questa nuova vita venne troncata sia dalla famiglia di Wilde che da quella di Douglas, poiché minacciarono ambedue di togliere loro la rendita che li faceva andare avanti.

Wilde fu portato prima alla prigione di Wandsworth, a Londra, e poi al Reading Gaol (il carcere di Reading). Quando alla fine, dopo 19 mesi di detenzione, gli fu consentito di avere carta e penna, Wilde era ormai diventato incline a opinioni opposte riguardo alle possibilità dell'uomo di raggiungere la perfezione.

Fu in questo periodo che egli scrisse il citato De Profundis (1900). In esso confessò: Tutto nella mia tragedia è stato orribile, mediocre, repellente, senza stile. Il nostro stesso abito ci rende grotteschi. Noi siamo i pagliacci del dolore. Siamo i clown dal cuore spezzato. (De Profundis).

Successivamente Wilde scrisse anche La ballata del carcere di Reading, che esprimeva la sua preoccupazione per le disumane condizioni di prigionia. Anche in quest'opera, Wilde, fa sfoggio involontario di buon gusto "lamentando", e dando voce, NON ai propri patimenti carcerari, ma alla preoccupazione per i figli dei prigionieri, costretti a subire tanto passivamente quanto fisicamente, la loro stessa prigionia. Allora infatti, quando veniva incarcerata una donna, di riflesso, i suoi bambini venivano incarcercati con essa. L'opera, considerata una delle migliori di Wilde, ebbe un enorme successo, ma i proventi furono assorbiti in gran parte dai debiti derivanti dal fallimento, e giovarono poco a Wilde.

 

La fine [modifica]

La tomba di Oscar Wilde, scolpita da Jacob Epstein
Particolare dei "baci" impressi sulla tomba di Wilde.

Wilde non riuscì mai più a riprendersi dalle conseguenze dello scandalo e dell'arresto, dopo i quali era diventato un paria, rifiutato da gran parte della "buona società" che lo aveva fin lì vezzeggiato.

Dopo il rilascio avvenuto nel 1897 Wilde visse con il nome di Sebastian Melmoth a Berneval, vicino a Dieppe, poi a Parigi. Un tentativo di vivere assieme a Douglas, prima a Napoli, poi nel piccolo hotel "Vittoria "della "trasgressiva" Taormina se non altro in modo finalmente aperto, fu stroncato dalle famiglie di entrambi, con l'efficace minaccia di cessare l'erogazione del piccolo sussidio di cui i due (privi di altre rendite) vivevano. Fu allora aiutato economicamente dalla nobildonna inglese Florence Trevelyan che anche ottenne per lui un vitalizio governativo di 70 sterline che Wilde non riuscì a godersi.

Sul letto di morte Wilde si convertì al Cattolicesimo, prendendo una decisione che aveva rimandato a lungo. Morì di meningite il 30 novembre 1900, povero, con problemi di salute derivati dall'abuso di alcol, in un hotel economico di Parigi, "L'Hotel" in Rue des Beaux-Arts 13, all'età di 46 anni.

Le sue spoglie riposano al cimitero di Père Lachaise, dopo essere state qui traslate dal cimitero di Bagneaux. Nel cimitero di Bagneaux, sulla sua tomba, gli amici avevano fatto costruire un monumento modesto su cui avevano fatto incidere la frase (tratta dal libro di Giobbe) "nulla osavano aggiungere alle mie parole, e su di loro stillava goccia a goccia il mio discorso". Nonostante tutto gli erano rimasti fedeli anche negli ultimi, difficilissimi, anni. Nel cimitero di Père Lachainse, invece, riposa sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein raffigurante una sfinge. Negli anni numerose estimatrici di Oscar Wilde si sono succedute dinnanzi a questo monumento lasciandovi, come traccia del loro passaggio, impronte di baci.


Wilde disse una volta ad André Gide:

« Volete sapere qual è stato il grande dramma della mia vita? È che ho messo il mio genio nella mia vita; tutto quello che ho messo nelle mie opere è il mio talento. »

 

Opere [modifica]

 

Poesia [modifica]

 

Opere teatrali [modifica]

 

Prosa [modifica]

 

Il Fantasma di Canterville [modifica]

Fra le migliori e più riuscite opere del genio inglese Oscar Wilde ricordiamo The Canterville Ghost. Si tratta dell'interessante storia di una ricca famiglia americana che compra una villa a Canterville che tutti considerano "stregata". Sarà proprio questo l'ambiente che farà da sfondo agli strani e buffi avvenimenti di cui il libro è costellato [1].

 

Film su Oscar Wilde [modifica]

 

Note [modifica]

  1. ^ L'opera integrale in inglese in Wikisource.
  2. ^ Altrimenti conosciuta come «L'importanza di essere onesto» (l'opera integrale in inglese è disponibile in Wikisource) per il gioco di parole (voluto e funzionale alla trama, ma non esprimibile nella traduzione italiana) sulla pronuncia della parola inglese earnest (serio, probo, onesto) e il nome Ernest.
  3. ^ L'opera integrale in inglese nel progetto Gutembeg.

 

Bibliografia [modifica]

  • Robert Hichens, Il garofano verde (1894), Longanesi, Milano 1953 - (The green carnation - testo integrale in inglese)
  • Kazimierz Brandys, Hotel d'Alsace e altri due indirizzi (Charaktery i pisma) (1991), e/o, Roma 1993.
  • Alberto Vittor Ugo Zioni, Il garofano blu. Per la prima volta, tutto il racconto della vita di Lord Alfred Douglas l'adorato amico di Oscar Wilde, Simonelli, Milano 1999.
  • Andrea Bergamini, Amori grandi per grandi uomini, Enola, Roma 2000.

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

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