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Immigrazione

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Emigranti europei sbarcano a Ellis Island, a New York, (USA), nel 1902

L'immigrazione è l'ingresso in un paese in maniera permanente o semipermanente di gruppi di persone provenienti da un altro paese. Un immigrato è colui che intende trasferirsi in una determinata località in modo permanente, non per turismo o per una visita casuale.

All'interno del concetto di immigrazione si possono includere le massicce migrazioni di popolazione avvenute prima della nascita degli Stati nazionali ed anche i movimenti interni ad un paese (le cosiddette migrazioni interne e il fenomeno dell'urbanizzazione). Un fenomeno inerente e parallelo all'immigrazione è l'emigrazione, che si riferisce all'uscita di una parte della popolazione dalla propria patria di origine.

Dal punto di vista economico si possono riconoscere due tipi di immigrazione. Paesi come gli Stati Uniti cercano e incentivano l'ingresso di manodopera qualificata, necessaria al grande sviluppo tecnologico attuale, da nazioni come l'India e la Cina. In Europa invece è molto più comune l'arrivo di manodopera non qualificata proveniente o da ex colonie o dai vicini paesi africani, che solitamente va a ricoprire posti di lavoro piuttosto umili.

 

[modifica] Perché le persone si spostano

Le persone si spostano dal loro paese essenzialmente per i seguenti motivi:

 

[modifica] Un fenomeno mondiale

L'immigrazione è uno dei fenomeni mondiali più controversi. Tutte le nazioni cosiddette sviluppate (e buona parte di quelle in via di sviluppo) sono solite controllare severamente i flussi migratori, giustificando il comportamento in senso economico, ovvero sostenendo che ci sarebbe concorrenza sleale tra i lavoratori autoctoni e la manodopera a basso costo immigrata e che i nuovi arrivati graverebbero troppo sulle risorse dei servizi sociali pubblici.

Molte volte, però, dietro a queste motivazioni economiche si nasconde un malcelato timore di vedere la cultura nazionale "annacquata" da un'ondata di immigrati, soprattutto quando quest'ultimi sono di un'altra religione e parlano una lingua diversa. Per questi motivi l'aumento dell'immigrazione in Europa ha portato ad una crescita della xenofobia.

L'immigrazione tende a creare preoccupazione nella popolazione autoctona ed attriti con le nuove comunità proporzionalmente al grado in cui esse sono riconoscibili come diverse, per aspetti sia di aspetto fisico che culturali o religiosi.

Inoltre talvolta tra coloro che cercano fortuna in un altro paese vi sono esponenti della criminalità del paese d'origine, organizzata o meno (come le organizzazioni mafiose italiane che attecchirono in America il secolo scorso), e talvolta questo contribuisce ad aumentare la percezione negativa della popolazione nei confronti dei nuovi arrivati.

In seguito all'emergere del terrorismo islamico è emersa – in contrapposizione col multiculturalismo – la questione dell'integrazione, che paradossalmente spesso prevede più un'assimilazione culturale e linguistica degli immigrati alla popolazione indigena piuttosto che il mantenimento dei loro caratteri originali, considerati potenzialmente pericolosi per l'assetto sociale preesistente.

 

[modifica] Voci correlate

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Inconscio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
« L'inconscio non conosce né giudizi di valore, né il bene e né il male, e nemmeno la moralità »

Il termine "inconscio" (in tedesco Unbewusstsein) è stato utilizzato da Karl Robert Eduard von Hartmann per indicare il principio della sua filosofia. Egli si rifaceva ai precedenti delle "percezioni insensibili" di Gottfried Leibniz e quindi teorizzava l'esistenza di una zona inconscia. L'esistenza di una zona inconscia divenne un cardine della scuola di Wolff e fu ammessa da Kant. Fu però Schelling che descrisse l'inconscio come un aspetto essenziale: "Questo eterno inconscio... che si nasconde... e imprime alle azioni libere la sua identità" (System der transzendentalen Idealismus, IV, F). Arthur Schopenhauer riteneva inconscia la volontà di vivere. Su questa stessa linea si inseriva Henri Bergson.

Freud e i successivi psicologi del profondo fecero dell'inconscio, insieme ai concetti complementari di proiezione e rimozione che lo giustificano, il cardine del pensiero e della prassi psicoanalitica, portando questo concetto a livelli di divulgazione mai raggiunti prima. In un certo senso, tutta la storia della psicoanalisi corrisponde ad un tentativo di articolare progressivamente una compiuta teoria della mente fondata sul costrutto di inconscio.

Indice

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Considerazioni di Sigmund Freud [modifica]

Con il termine inconscio Freud intendeva un complesso di processi, contenuti ed impulsi che non affiorano alla coscienza del soggetto e non sono quindi controllabili razionalmente. Egli riferì il termine dapprima ad una parte della mente in cui si trovano i contenuti psichici rimossi, per poi passare ad indicare i contenuti stessi che possono riaffiorare nei sogni in forma simbolica, o manifestarsi come atti mancati, come i lapsus e le distrazioni. In sintesi nella nostra psiche esiste una dimensione incoscia e irrazionale, in cui si annidano una serie di istinti e desideri il cui contenuto non si manifesta a livello cosciente, ma la cui soddisfazione è necessaria, pena il manifestarsi di disturbi del comportamento più o meno gravi. Il fatto che ritenesse i contenuti inconsci per lo più di natura sessuale va collegato alla morale dell'epoca e delle precedenti, e particolarmente alla repressione della sessualità, essendo oggi dimostrata la validità dell'intuizione generale: l'inconscio è sede di ogni processo psichico che debba restare inaccessibile al pensiero cosciente e comprende una parte di quelli attinenti alla sfera sessuale.

L'interiorità umana, quella che tradizionalmente era definita anima o psiche ed era ritenuta indistintamente la sede della razionalità, della volontà e delle emozioni, venne perciò indagata come un complesso di luoghi diversi, ciascuno dotato di una sua forza e di una sua autonomia. Era così possibile conoscere particolari aspetti della personalità soltanto percorrendo vie molto tortuose. Poteva essere quindi necessario analizzare i sogni dei pazienti o le loro manifestazioni di ansia, oppure prestare attenzione ad alcuni gesti quotidiani, od a espressioni e modi di dire apparentemente insignificanti. L'inconscio in sostanza era una ragione, che trascendeva quella dell'Io, e che comunicava attraverso le sintomatologie la verità non consapevole. L'ottimismo terapeutico di Sigmund Freud fece dell'inconscio un luogo dotato di senso, che richiedeva un'ermeneutica, una capacità interpretativa specifica.

Più avanti, Sigmund Freud nell'illustrare il nuovo statuto dell'Io, introdusse la nuova istanza dell'Es, che descrisse riportando le parole di Georg Groddeck come "la forza ignota e incontrollabile da cui veniamo vissuti". Sigmund Freud elaborò il concetto preso a prestito da Georg Groddeck nella sua concezione della psiche. Al di là della collocazione topica delle nuove istanze, il padre della psicoanalisi invitò a non considerarle quali entità separate, mettendo in guardia dal sostanzializzarle. Su queste considerazioni psicoanalisti post-freudiani si basarono per ipotizzare la possibilità di un'ereditarietà stessa dell'Es. Benché Sigmund Freud non abbia potuto scrivere nulla di assoluto in merito, è bene comunque ricordare che nelle frammentarie annotazioni che questi prese nell'estate del ’38, quindi poco prima di morire, contenute sulle due facciate di un foglio considerato il suo testamento programmatico, scrisse di possibili mutamenti sull'ipotetica vestigia ereditaria dell'inconscio, e ciò indicherebbe la mancanza di uno statuto d'attinenza definitiva della psicoanalisi.

Freud riteneva che il sogno fosse una manifestazione psichica, onirica, mirata alla realizzazione di un desiderio pulsionale non realizzato nella realtà, che attingeva i propri contenuti latenti dall'inconscio. I lapsus, le forme d'amnesia momentanea ed i falsi ricordi non sono casuali. Con la "strutturazione" Sigmund Freud ci indica che la psiche è strutturata in: Io - Es - Super-io. L'Es rappresenta l'istinto, la pulsione, completamente mutuate dall'inconscio. Il Super-Io è il "precipitato" degli insegnamenti morali, sociali ed educativi, ed esita tra contenuti consci e inconsci. L'Io è il mediatore tra l'Es ed il Superio (tra istanze pulsionali e morali).

 

Jung e l'inconscio collettivo [modifica]

Carl Gustav Jung, ha fortemente contribuito a fare chiarezza sul concetto e sulle definizioni del termine inconscio. Nei suoi studi ha distinto l'inconscio personale dall'inconscio collettivo. Con questo termine egli indica l'insieme dei contenuti psichici universali preesistenti all'individuo e legati al complessivo patrimonio della civiltà, e propriamente, gli archetipi. Quest’ultimo, secondo lo psicologo svizzero, si manifesta attraverso archetipi che trovano il loro riferimento nel patrimonio storico-culturale di un vasto gruppo o dell'intera umanità e si presentano nei simboli onirici e nelle allucinazioni, ma anche nelle visioni dei mistici, nei riti religiosi e nelle opere d'arte. La scoperta dell'inconscio e le elaborazioni della psicoanalisi hanno avuto, dopo una prima forte resistenza, un grande impatto sulla nostra civiltà: non a caso il sostantivo inconscio è diventato parte del vocabolario comune, superando i limiti della terminologia tecnica della medicina.

 

Considerazioni di Alfred Adler [modifica]

Alfred Adler spiega che l'inconscio del bambino sviluppa naturalmente il proprio complesso d'inferiorità a causa della piccolezza della sua fisicità soprattutto qualora nell'opera educativa i genitori gli instillano il concetto che egli non vale, che egli è inferiore. Il suo superamento avviene normalmente attraverso i genitori o dai famigliari stessi con i rinforzi positivi, ossia gli incoraggiamenti necessari per il normale inserimento nella vita.

 

Considerazioni di Melanie Klein [modifica]

Le definizioni secondo Melanie Klein di determinismi inconsci sono: la coscienza di una casualità od eccezionalità nei processi mentali, giacché ogni evento psichico viene determinato dagli eventi che lo hanno preceduto, in cui il fattore tempo, come lo si concepisce coscientemente, non esiste. Oltremodo, il senso di colpa che si riferisce sempre ad un evento psicologico passato, e l'angoscia che si riferisce sempre ad un evento psichico futuro.

 

Considerazioni di Wilfred Bion [modifica]

I fenomeni che hanno origine dall'inconscio secondo Bion, dipendono da come si sono sedimentate le tracce di esperienze precoci che risalgono fino alla primissima infanzia e dal ruolo che in tali circostanze ha svolto la madre (o il sostituto eventuale).
Una madre adeguata alle necessità primarie del suo ruolo, secondo questo Autore, è quella che può avocare a sé gli stimoli della realtà che il figlio non è in grado di gestire, di trasformarli in forme verbali e comportamentali emotivamente connotate e mostrarli al piccolo in modi adeguati all'età, evidenti e rassicuranti, rendendogli possibile averne esperienza.
Gli stimoli esterni dell'esperienza fisica e psichica che arrivano al bambino senza che questi sia in grado di interpretarli sono da Bion definiti "elementi beta" e descritti come analoghi a conglomerati che la psiche non è in grado di metabolizzare. Essi possono entrare a far parte dell'inconscio come oggetti malevoli e distruttivi e causare nel tempo fenomeni che vanno dal disturbo psicologico, al disadattamento fino all'alienazione in più gradi e a franche forme di allucinazione. Quando tali oggetti vengono interiorizzati dalla madre e trasformati in oggetti comprensibili - da Bion detti "elementi alfa", una volta restituiti al bambino questi può a sua volta interiorizzarli come oggetti buoni e alleati; esperienze delle quali potrà fruire inconsciamente in modo proficuo.

 

Considerazioni di Jacques Lacan [modifica]

Il linguaggio si suddivide tra significante e significato: il significante è il concetto, il simbolo, quello che si vorrebbe esprimere, che si forma nella mente e viene trasmesso per mezzo della comunicazione; il significato invece, sempre secondo Jacques Lacan, è ciò che viene decifrato e capito dal ricevente e, di sovente, vi sono delle vere sorprese se si cerca di capire quanto gli altri hanno compreso di ciò che noi volevamo esprimere. Anche qui, adesso …

 

Considerazioni di Noam Chomsky [modifica]

Tutto ciò che serve a manifestare all'esterno la nostra interiorità ha il nome di linguaggio, ossia linguaggio parlato, scritto e gestuale. Esso si suddivide, in termini strutturali, in una parte superficiale ed una più profonda, inconscia. Noam Chomsky sottolinea che la parte superficiale riguarda l'organizzazione della frase, mentre la parte più profonda è attinente al substrato strutturale astratto.

 

Bibliografia [modifica]

  • Henri Ellenberger (1970). The Discovery of the Unconscious: The History and Evolution of Dynamic Psychiatry. Basic Books, New York, ISBN 0465016723 (traduzione italiana: La Scoperta dell'Inconscio, 2 voll., Bollati Boringhieri, Torino, 1976, 2003 ISBN 8833903675).
  • Lancelot Law Whyte (1970). L’Inconscio prima di Freud: una storia dell’evoluzione della conoscenza umana. Astrolabio, Roma.
  • Aldo Carotenuto, La mia vita per l'inconscio, Di Renzo Editore, 1996
  • Frank Tallis (2003). Breve storia dell'Inconscio. Esploratori della mente nascosta da Leibniz a Hitchcock. Il Saggiatore. ISBN 8842810665

 

Voci correlate [modifica]

_______Il Fiore dell'Amore

Mi vesto, e

Che cosa indosserò?

Nel Cielo,

Una stella…

Ogni mia idea s'illumina,

Sei tu!

Da lassù

Nella mia testa precipiti, ed io

Di te sono investito!

Raccolta…

Come il fiore dell'amore

Ora, mi sono vestito

Del tuo cuore.

______E' Inverno

E’ inverno
Le foglie
Cadendo coprono i nostri freddi pensieri;
la pioggia
col suo tintinnìo
ne distrugge la composizione
distribuendola in mille idee…
queste si colorano con quelli della natura.
Mille colori
Ma uniti nell’arcobaleno.
In questa cupa e triste giornata
All’orizzonte
un timido raggio di sole sembra farsi strada.
L’inverno
Con i suoi rami spogli
La neve adagiata al suolo
Guarda al futuro
Con un sorriso di più sulle labbra.

_____I Sogni...

I sogni  sono immagini

Storie di frammenti di vita.

Sognare sulle nuvole

Lasciando la mente a nuove idee;

volare

oltre i confini ,

lungo le strade del vento…

a cavallo del tempo.

I pensieri

Crescendo  navigano

Come un veliero in mare aperto;

fuori

tutto è addormentato

e una musica di sottofondo,

sempre più si sente…

cresce di intensità.

Mentre

Il vento fortemente soffia,

La notte chiude le porte del passato

Aprendo quelle del futuro: il domani.

Sono

Un presente ora sono

Di ricordi io fatto.

Le mie finestre s’aprono, e

Vedendo un nuovo sole entrare

Mi rallegro

Al pensare d’aver un giorno di più dinanzi ai miei occhi.

Il mio sonno Invade

Stop!

Dentro di me

Il buio

La notte, che

Il mio sonno invade,

Scendo le scale

Già, Dove

scorre

Il blu.

Non più notte,

Non più giorno,

Solo un tramonto, di

Quei sogni

Senza un senso,

Un perchè

La traccia di un sentiero, che

Sale e scende;

Cupezza immane

Travalica monti

Riempiendo i cuori

Di noi ragazzi

Il cui volto

Non s'identifica con un'ETà

Ferma!

L'oscurità mi soffoca,

La mia parola si sgonfia

Ad indicare il termine di una partita;

No!

La mia notte, No!

Voglio quel silenzio, che

Mi avverte del mattino,

Quel canto che la notte fà fuggire;

Quando…

Mi chiami al sorgere del sole,

Al bacio di un cuore dorato,

Indifferenza

Sto cercando di Volare, e

Penso a te, in volo

Sbatto le ali, ma poi

Mi perdo!

Ahimè

Sono solo, qui

L'Universo non ha alcunchè ed io

Non so dove tu ora sia.

Libero si!

Dove?

Questo pianeta, come si chiama?

Sole e verità  oscurano la mia vista,

Non trovo la via giusta,

Volo, e come

Un gabbiano

Mi hanno ucciso,

Abbattuto, non dalle pallottole

Dall'indifferenza!

Indifferenza verso colui che solo

Non ha altri mezzi, se non

Se stesso, la propria mente.

Non esiste solo il denaro,

C'è l'uomo con le sue capacità.

Inno Nazionale

Quante stelle,

Sembrano puntini, come

Le note di una canzone, che…

Da tanto tempo non avevi più sentito;

Le hai viste

Sedute

Su un cornicione, quasi

Per buttarsi giù, poi…

Unite

Hanno dato voce ad un paese!

Che musica!

Sotto questo cielo,

Questo quadro di stelle dipinto,

Tutto

Sembra bello, armonico,

In sintonia tra i vari reparti.

Diverse linee,

Diverse note, ma

Per un'unica canzone!

Quella, che

Tutti cantano,

Anche da lassù¦all'inizio!

Fa' parte di una casa,

E' la colonna,

L'anima, e

Si può esprimere

In un'onda,

Un abbraccio.

Quante volte l'avrai cantata, anche se

Non sei mai stato là

A festeggiarla.

Il Sole Brilla

Il sole brilla

Occhi tuoi azzurri,

Il cielo

Spazio infinito

Sereno,

Guardano lontano

Chiari

Vicini al cuore

Lontano dal dolore.

Profondità

Orizzonti nuovi guardano

Spazi eterni

perdersi

Tra occhi che,

Tutti noi osserviamo.

Isolante

Perso…

Questo cielo non piùterso

Lontano, un amore

La stazione guarda un treno (via andare)

A rappresentare il dolore.

Isolante

Buio tra noi,

E  l'oscurità

In questo mondo

Ancor più penetrante;

Alla finestra un perchès'affaccia

Anime nuove per la strada

Camminano,

Sulle spiagge arrivano,

Porte cariche di novità  s'aprono, e

Il cielo su

Diventa più blu.

Isolante azzurro, cresce

Nel cielo e nel mare,

Ad un piccolo porto

Si vede arrivare.

Idee, che

Giorno dopo giorno vanno a fondo

In questo nostro isolante.

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Idealismo

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Per idealismo si intende in filosofia una visione del mondo secondo cui tutto ciò che è reale è già contenuto preliminarmente (a priori) nella nostra mente. In senso lato, il termine abbraccia quelle filosofie, come ad esempio il platonismo, che privilegiano la dimensione ideale rispetto a quella materiale, affermando che l'unico vero carattere della realtà sia di ordine spirituale.

Nel fare dell'Idea (cioè del pensiero o del Soggetto), il principio primo da cui ha origine la realtà concreta (l'essere o l'oggetto), l'idealismo viene solitamente contrapposto:

  • al dogmatismo, secondo cui invece il soggetto muove dall'Oggetto (pur trattandosi di due prospettive in fondo complementari, basate sulla stessa unità immediata di soggetto e oggetto);
  • al realismo, secondo cui la realtà esiste indipendentemente dal soggetto (pur essendo un punto di vista di cui l'idealismo ritiene di poter rendere ragione, poiché esso consisterebbe in una sorta di idealismo ancora inconsapevole di sè, in una produzione inconscia della realtà).

 

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[modifica] Accezioni del termine

Nel senso sopra rammentato la parola "idealismo" viene introdotta nella terminologia filosofica alla metà del Seicento con riferimento particolare al platonismo e alla sua "teoria delle idee". Ma si tratta di un'accezione che ebbe poco seguito in filosofia, in quanto sono prevalsi due significati principali del termine, alludendo, a seconda dei casi:

[modifica] Idealismo gnoseologico

George Berkeley è considerato il primo idealista. Secondo questo filosofo solo le idee sono reali, perché esse est percipi, ossia solo ciò che viene percepito è reale e avere percezioni significa possedere idee. Non va confusa questa percezione "intellettuale" con la percezione "sensibile", ovvero con la percezione come la si intende perlopiù al giorno d'oggi. Infatti la percezione berkeleyana supera il dato sensibile e ci dice invece che ciò che conta sta al di là del dato sensibile (oggi diremmo percepito) e solo chi lo raggiunge può dire di percepire davvero.

[modifica] Idealismo romantico

Una delle correnti idealiste più note è quella romantica dell'idealismo tedesco, che pose come fondamento della filosofia l'identificazione tra il mondo reale, naturale e storico, e un principio infinito (Dio). Sviluppatosi in seguito ad una interpretazione idealista di Kant, raggruppa tre filosofi principali, che sono in ordine cronologico: Fichte, Schelling e Hegel. Questa corrente si sviluppa, appunto, dopo l'opera di Kant attraverso una discussione del suo criticismo. I filosofi idealisti infatti negano l'esistenza del noumeno (che era per Kant l'oggetto della mente) affermando così soltanto il fenomeno, ed ottenendo il risultato che può esistere soltanto ciò che è nella nostra coscienza: uno degli elementi più significativi dell'idealismo consiste proprio nel primato della coscienza.


Un'altra critica che i filosofi fanno a Kant riguarda il suo "io penso". Kant considerava l'"io penso" come una specie di coscienza che era la condizione senza la quale non potremmo pensare. Gli idealisti tedeschi diranno invece che l'"io penso" è il fondamento di ogni sapere, sia dal punto di vista formale, sia dal punto di vista del contenuto: ad esempio nella filosofia Fichtiana l'"io penso" diventa Io Puro. L'interazione di carattere pragmatico, artistico - creativo o conoscitivo, dell'uomo con la realtà, supera il dualismo kantiano poiché l'uomo appartiene al principio costitutivo e ha a che fare con esso.

[modifica] "Idealismo" platonico

Anche la teoria di Platone è stata a volte definita idealismo, per la sua concezione delle idee, ma in maniera non corretta. Le idee di Platone non sono infatti contenute nella mente, ma sono forme superiori conoscibili soltanto dall'intelletto: sono reali, a differenza degli oggetti che l'uomo conosce nella vita di tutti i giorni, i quali non sono che pure ombre di quelle realtà.

[modifica] Voci correlate

 

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