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Una classe in
Sud Africa
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Con il termine scuola s'intende un'istituzione che persegue finalità educative attraverso un programma di studi o di attività metodicamente ordinate. Più comunemente, con il termine scuola si fa riferimento all'insieme di istituzioni che forniscono l'istruzione e la formazione ai bambini e ai ragazzi. Le università, che sono tecnicamente anch'esse scuole, sia pure di alto livello, vengono escluse dal termine scuola nell'uso normale.
Etimologia [modifica]Potrà apparire incredibile, ma la parola scuola che per la massima parte dei giovani suona come lavoro, sudore, pena, sonno perduto, ansie e a volte scapaccioni, in origine significava esattamente il contrario: riposo, ozio, tempo beato lontano da ogni fatica e preoccupazione. Scuola deriva infatti dal greco scholé, che vale appunto "riposo"; e questo perché in antico gli uomini, i soli che si dedicassero agli studi essendone le donne scrupolosamente escluse, finché avevano muscoli sani eran dediti alle cure delle armi o dei campi. Perciò quei pochi momenti liberi che potevano dedicarsi all'esercizio della mente erano considerati un riposo piacevole, uno svago ristoratore.
Storia [modifica]
La scuola presso gli Egizi [modifica]La prima testimonianza dell'esistenza di un'istituzione scolastica nell'antico Egitto risale al IV millennio a.C. In quest'epoca iniziano infatti a formarsi le scuole degli scribi, riservate all'elite che avrebbe dovuto amministrare lo Stato. I programmi consistevano in nozioni dettagliate di scrittura (nelle tre scritture dell'antico Egitto: demotico, ieratico e geroglifico), contabilità, disegno, religione e galateo. Lo scopo della scuola egizia era infatti quello di creare dei buoni amministratori attenti anche alla morale religiosa. La disciplina era molto rigida; recita infatti un testo egizio: L'orecchio dei giovani sta sulla loro schiena, ed essi ascoltano quando sono battuti. Il sistema scolastico egizio escludeva dall'istruzione la maggior parte della popolazione, e rimase in vigore fino all'annessione dell'antico Egitto all'Impero persiano.
La scuola presso i popoli mesopotamici [modifica]I Sumeri fin dal IV millennio a.C. avevano scuole per gli scribi, simili a quelle egizie, tanto che sono stati rinvenuti nel corso degli scavi archeologici in Iraq sillabari e testi scolastici. Dopo l'assorbimento di questa popolazione da parte dei Babilonesi, il sistema scolastico venne mantenuto fondamentalmente tale e quale. I programmi consistevano in nozioni di religione, grammatica, aritmetica, storia, geografia e contabilità: insomma l'istruzione era soprattutto tecnica e pratica.
La scuola presso i Persiani [modifica]La prima istruzione presso i Persiani era data dalla famiglia stessa; in seguito il ragazzo, all'età di 7 anni, veniva affidato dallo Stato all'educazione di "uomini gravi e irreprensibili" che fino ai 15 anni gli impartivano un'educazione soprattutto di carattere fisico (corsa, equitazione, tiro con l'arco, lancio del giavellotto, capacità di adattamento) ma anche insegnavano a leggere, scrivere, a contare e si leggeva la Zend-Avesta (ovvero l'edizione dell'Avesta, libro sacro zoroastriano, commentata). Dai 15 ai 25 anni l'educazione era invece prettamente militare, e al termine si riceveva la cintura della virilità e si doveva giurare fedeltà all'Impero e a Zoroastro. All'età di 50 anni infine, i migliori tra i soldati e gli uomini persiani potevano diventare educatori dei giovani. L'insegnamento della scuola persiana era fondamentalmente basata sulla morale.
La scuola presso gli Ebrei [modifica]Fino al VI secolo a.C., cioè fino all'esilio babilonese, in Israele esistevano solo scuole profetiche, o scuole superiori di Sacra Scrittura: cui gli alunni, destinati al sacerdozio, vivevano in comunità studiando i testi sacri e la religione. Solo con Esdra, nel V secolo a.C., vennero istituite le prime scuole pubbliche religiose, e in seguito le scuole elementari. La diffusione di queste scuole procedé lentamente in tutte le località d'Israele, finchè nel 64 d.C. un decreto non obbligò tutte le città e i paesi a fornirsi di una propria scuola elementare, pena la scomunica. Nel frattempo vennero incentivate anche le scuole private. Il sistema scolastico ebraico era molto preciso ed evoluto, e si articolva su tre livelli:
La scelta dei maestri era curata, ed i requisiti per gli educatori erano l'affabilità e la piacevolezza; addirittura era stabilito che se una classe aveva fino a 25 alunni bastava un maestro, ma se gli alunni erano fino a 40 servivano due maestri.
La scuola presso i Greci [modifica]Fin dal 1700-1400 a.C. ci sono prove dell'esistenza di una scuola per funzionari in età minioica e micenea: difatti la grande quantità di documenti deve essere stata scritta da persone istruite in qualche posto. ma non ci sono prove sull'esistenza di una qualsiasi scuola. La scuola presso i Greci, in età classica, assume varii ordinamenti in base alla polis che si analizza. I principali ordinamenti scolastici sono quelli di Sparta e di Atene.
La scuola a Sparta [modifica]Inizialmente il ragazzo era educato dalla famiglia: poi all'età di 7 anni lo Stato lo arruolava e lo poneva sotto la custodia di un παιδονόμος (paidonomos=educatore) sotto cui restava fino ai 12 anni. In questo periodo i ragazzi erano raggruppati in αγελαί (aghelai=reparti) comandati da ventenni esperti, e sottodivisi in ιλαί (ilai=sotto-reparti), questio ultimi capeggiati da un ragazzo meritevole. L'educazione era soprattutto fisica e militare: pochissime erano le nozioni letterarie, quasi tutte composte da poesie omeriche o patriottiche. Dai 12 ai 18 anni il ragazzo riceveva l'agoghè, la peculiare educazione militare spartana, finché a 20 anni non otteneva il mantello della virilità e poteva partecipare ai compiti di polizia e alle spedizioni militari.
La scuola ad Atene [modifica]Accademia fu il nome con il quale fu conosciuta la scuola fondata da Platone ad Atene. La storia dell'Accademia comprende un arco di quasi nove secoli, dalla sua fondazione nel 387 a.C. alla sua chiusura, per opera di un editto dell'imperatore Giustiniano nel 529 d.C. Sebbene in questo periodo non sempre sia esistita una Accademia ad Atene - un lungo periodo di interruzione delle attività si ebbe nell'epoca immediatamente successiva alla conquista romana -, l'Accademia rappresentò per tutta l'età antica il simbolo della filosofia platonica e ancora Plutarco, in piena età imperiale, definiva sé stesso e i pensatori che come lui si rifacevano a Platone come "Accademici" (akademikoi).
La scuola presso i Romani [modifica]
La scuola nel Medioevo [modifica]la scuola nel medioeo
La scuola nel Cinquecento [modifica]
La scuola durante l'Illuminismo [modifica]
La scuola nel XIX secolo [modifica]Il 1800 vive nella maggiorparte dei paesi occidentali un graduale cambiamento della scuola rispetto a quella che si può definire Scuola dell'Ancien Regime, caratterizzata da:
La visione dell'educazione come fatto naturale di Rousseau non aveva pesato molto sulla società che manteneva questa forte divisione tra coloro che potevano accedere ad una scuola di buon livello e coloro che non se lo potevano permettere, relegandoli ad uno status sociale basso. La formazione dei primi stati nazionali e il maggior peso politico dei borghesi convinse la classe dirigente della necessità di offrire alla popolazione un'istruzione, quale modo per permettere la nascita di un sentimento nazionale e la condivisione dei valori della modernità. Le nuove fabbriche necessitarono sempre più di operai che fossero perlomeno in grado di leggere e scrivere e per questo si investì molto sull'istruzione pubblica. L'insegnamento di maggiore importanza in tutte le scuole fu quindi l'alfabetizzazione, in seguito, considerato il periodo storico si diede maggiore importanza all'acquisizione di una mentalità scientifica piuttosto che di conoscenze umanistiche. Il ruolo del maestro fu visto come centrale in quanto formatore di persone. Il teorico del positivismo Auguste Comte così come il sociologo Émile Durkheim sostenevano che l'educazione dovesse portare l'individuo a condividere l'ethos della società, per consentirne il progresso e che di conseguenza dovesse essere sovraordinata a deterministica. Di diverso avviso Herbert Spencer, il quale rifacendosi a Darwin considerava l'evoluzione come un processo evolutivo che dovesse coinvolgere il corpo (in fondo l'uomo è un animale che deve essere pronto per la guerra) e la mente (razionalità scientifica). Il filosofo britannico riteneva che i valori etici dipendessero dalla società e per questo l'educazione morale doveva rifarsi alla comprensione empirica dei propri errori. Rispetto ai pensatori francesi Spencer riteneva che l'educazione dovesse portare allo sviluppo personale della persona, secondo le sue aspettative, di conseguenza con una maggiore dose di individualismo.
La scuola oggi [modifica]
La scuola in Italia [modifica]
La scuola in Francia [modifica]Nel 1947 una commissione scolastica diretta dall'allora ministro Wallon, propone un sistema di scuola comprensiva. Nel 1962, la Francia perde definitivamente la sua colonia più importante: l'Algeria. Questo provoca un'immigrazione di ritorno dei cosidetti "piedi neri", che vengono fin da subito sfruttati come manodopera a basso costo. Non c'è quindi più lo spazio per figure professionali ambigue e non specializzate, il progetto di scuola comprensiva, di stampo generalista, fallisce. Ma si arriva al 1975, anno in cui il Ministro Haby vara una riforma che, modifica i programmi delle scuole elementari e offre maggiore elasticità ai giovani che vogliono dedicarsi alla formazione professionale. Da sempre in Francia le scuole cattoliche, anche se di stampo laico, hanno un discreto successo (20% degli studenti), riducendo le falle del sistema scolastico francese. L'ultima importante riforma è del 1992 ed unisce la scuola materna a quella elementare, favorendo un ingresso nella scuola fin dalla tenera età e di conseguenza una maggior facilità per le madri di continuare a lavorare. Il sistema prevede un corso elementare dai 6 agli 11 anni, una scuola media divisa in due bienni (dagli 11 ai 13 e dai 13 ai 15) e poi la scelta fondamentalmente tra un biennio tecnico/professionale ed un biennio/triennio al liceo.
La scuola in Spagna [modifica]La fine del periodo franchista consentì un morbido passaggio ad un periodo di riforme economiche e di conseguenza anche legate all'istruzione. Nel 1970 l'obbligatorietà scolastica venne portata a 14 anni, ai quali seguivano o un liceo comprensivo (baquillerato) oppure la formazione professionale. La crisi europea legata allo shock petrolifero, colpisce anche la Spagna dal '75 all'85 facendo crescere la disoccupazione e impedendo il progresso. Nel 1985 la scuola diventa obbligatoria e gratuita fino a 16 anni (come in Italia) e si investe molto sull'autonomia degli insegnanti e sulla possibilità di associarsi con gli studenti. Inoltre si regolamentano i rapporti tra scuola pubblica e scuola privata. In Spagna la scuola privata riveste un ruolo importante in quanto soddisfa i bisogni del 30% degli studenti. Possiamo dividere la scuola privata spagnola in due grandi tipologie:
Anche le scuole cattoliche hanno una grande importanza in quanto soddisfano un ulteriore 30% degli studenti, la percentuale sale a 40% se consideriamo solo la formazione professionale, in quanto in alcuni territori solo questa tipologia di scuola è diffusa. Nel 1990 un'ultima grande riforma elabora un sistema a tutt'oggi ritenuto buono per quanto riguarda la formazione professionale.
La scuola in Gran Bretagna [modifica]Il sistema scolastico inglese è fin dalle sue origini basato sul principio di sussidiarietà e sulla decentralizzazione delle decisioni. I Boards, istituiti a seguito dell'Education Act del 1870 la fine del '800 erano dei consigli locali che furono il motore per la nascita di un sistema scolastico nazionale. Nel 1918 vengono istituite le LEA, gruppi locali formati da insegnanti, imprenditori, genitori, studenti con indipendenza finanziaria e formativa: la ricerca di insegnanti, la sinergia tra il mondo del lavoro e la scuola erano tutti compiti delegati a queste unità che dovevano sottostare solo ad alcune regole basilari. L'obbligo scolastico per tutti era fino a 14 anni. Nel Primo Dopoguerra il Partito Laburista si impossessa delle Sunday School, storicamente in mano agli evangeli e responsabili del processo di alfabetizzazione (e coscientizzazione secondo alcuni storici) delle masse operaie. Nel 1938 il governo propone un sistema tripartito: Grammar School (Licei), Technical School (Istituti Tecnici) e Modern School (Istituti Professionali) ai quali si affianca la Public School che, malgrado il nome, è la scuola privata d'élite per eccellenza. Nel 1944 questa divisione viene confermata e l'obbligo viene alzato a 16 anni. Nel secondo dopoguerra, per iniziativa delle LEA territoriali che sostenenevano che una buona educazione potesse portare al progresso dell'intera società, si propose di estendere le Grammar School a tutti gli studenti. Questi istituti però, erano in grado di rispondere a poco più del 5% della domanda. Per cui venne creata la Comprehensive School, che risponderà al 90% delle richieste. Nel 1964 viene istituito il Ministero dell'Istruzione che fino agli anni '80 avrà il solo ruolo di coordinazione. La crisi europea coglie impreparata la Gran Bretagna, causa la pesante mancanza di figure professionali ben definite. La scuola comprensiva per tutti aveva inaspettatamente acuito le differenze sociali: coloro che finivano il liceo e provenivano da un ceto basso non avevano mezzi per continuare gli studi, al contrario dei figli dei ricchi e si ritrovano senza vere e proprie competenze. Il lungo governo Thatcher sviluppò una politica di accentramento del potere decisionale, aumentò il rapporto tra scuola e lavoro, realizzando scuole tecniche e professionali. L'istruzione di base rimane comunque buona per tutti.
La scuola in Svezia [modifica]Il sistema nordico, il più progressista in Europa, è ritenuto da molti il modello ideale e il più adatto ad affrontare le nuove sfide della globalizzazione. Esso si basa su di un sistema comprensivo che vede tutti gli studenti seguire lo stesso identico percorso formativo fino a 16 anni. La scuola e l'università svedese hanno dalla loro un forte rapporto con il mondo del lavoro, soprattutto con le aziende del territorio che dettano le regole del mercato e dell'istruzione, investe molto fin dai primi anni sulla manualità, su visite all'azienda e gli stage. Vi è una forte componente di integrazione di coloro che hanno lasciato il percorso formativo per andare a lavorare, fino a 25 anni possono frequentare gli istituti assieme ai loro compagni molto più piccoli e l'ente locale si occupa di domandare periodicamente se sono interessati a continuare gli studi. Alcune aziende importanti hanno sponsorizzato degli istituti a numero chiuso in cui è possibile entrare facilitando l'ingresso nel mondo del lavoro fin da subito. Ovviamente questo è il sistema che va per la maggiore, anche in Svezia, come in tutti gli altri paesi ci sono scuole più generaliste e università non-professionalizzanti.
La scuola in Germania [modifica]Nella scuola tedesca il percorso formativo ha due grandi bivi: la Realschule (scuola tecnica/professionale) e il Gymnasium (liceo). L'alternanza scuola/lavoro nella Realschule è coadiuvata dai sindacati e dalle aziende, consentendo un'entrata nel mondo del lavoro in modo maturo ed una buona integrazione formativa degli immigrati. Uno dei grossi limiti del sistema tedesco, che appare comunque molto armonico e non crea grandi divisioni tra i due sistemi per quanto riguarda la cultura generale, è che la scelta sulla scuola da frequentare e di conseguenza sul futuro della propria vita viene fatta a 10 anni, con molto peso di genitori ed insegnante, in totale controtendenza ad uno dei fondamentali processi di democratizzazione dell'istruzione (quello di ritardare questa scelta definitiva, consentendo all'individuo un maggior sviluppo di capacità decisionale). In questo contesto il sistema comprensivo ha avuto scarso successo (5%). Il sistema tedesco, nell'epoca del Life-long Learning e dell'elasticità sta mostrando in modo chiaro i suoi limiti in questi ultimi anni.
La scuola in Svizzera [modifica]
La scuola in Giappone [modifica]
La scuola negli Stati Uniti d'America [modifica]
Modelli alternativi e critici di scuola [modifica]
Ordinamento scolastico [modifica]Ogni nazione ha un suo ordinamento scolastico riguardante i cicli di istruzione, le vacanze scolastiche, gli esami. Elenco di ordinamenti scolastici:
Obbligo scolastico [modifica]In tutti i paesi del mondo la scuola per determinate fasce di età è un diritto-dovere: diritto perché non può essere rifiutata e inoltre dev'essere accessibile gratuitamente o a costi molto contenuti; dovere perché i genitori non possono trascurare di farla frequentare ai figli. Non solo la durata, ma anche le modalità di assolvimento di quest'obbligo sono molto variabili nei diversi paesi del mondo. In Italia, l'obbligo scolastico va dai 6 ai 16 anni. In questa fascia di età, l'istruzione è, oltre che obbligatoria, gratuita (salvo per l'acquisto dei libri di testo dopo la scuola primaria). È stato già deliberato un innalzamento dell'età terminale dell'obbligo, con modifiche anche sulle modalità di assolvimento dello stesso. Comunque, sin dalla scuola primaria, l'obbligo scolastico può essere assolto fuori delle strutture scolastiche tradizionali in casi particolari.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Ordinamento scolastico in Italia:
Scuola dell'infanzia • Scuola primaria (ex elementare) • Scuola secondaria di primo grado (ex media) • Scuola secondaria di secondo grado (ex superiore) • Formazione professionale • Esame di maturità • Università • Scuola cattolica Ruoli scolastici: |