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| Divina Follia |
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| delusa dalle proprie prerogative |
| ______Cambiare Pelle Quella porta non ha mai sbattuto, si trascina avanti e indietro, ed uno straziante cigolio accompagna grigie giornate e trasparenti notti. Due dita girano e rigirano nei rosastri laghi di un corpo... La ragione non ha nome, la realtà non cerca ragione, mutilata si trascina infestando di dolori i nostri giorni silenti. Non si parla più, e i muri crollano uno dopo l'altro. Nelle lunghe ore di albe e tramonti nessuno busserà per te... Le parole sono perdute. Qualcuno questa notte corre, corre, corre contro le pazzie che lo plasmarono diverso dall'uniforme materia umana. La sua pelle si stacca violentemente, e là, in riva al mare, si decompongono i mille piaceri stampati su di essa. Nessuno più dirà "sono pazzo di te"! Le parole qui muoiono. La verità è cosi, lontana dalla realtà e senza ragione. ______Delirio (immaginazione in una passeggiata notturna) Le vedo cadere, sono decine decine decine. Le loro urla mute sono la mia mancanza d'aria qui in fondo al fiume vedo riflessi impazziti di accecanti luci rosse. La città m'inganna, nel silenzio del suo finto sonno sento occhi perforarmi la testa, il buio legge il mio pensiero, il buio guida il mio pensiero il buio congela il mio pensiero. E poi loro, fanciulle con vestiti gialli, dai ponti le vedo gettarsi nel fiume, lune piangenti affogano nell'acqua. Solo questo macabro pensiero accompagna la mia irrazionale notte taciturna. Mentre passeggio nella testa suona una musica d'impulsi, grida, sospiri e suoni di spade che tagliano l'aria. (lungo i Navigli, Milano 2007) ______Duello T'avvicini affannato come se avessi corso la tua maratona, e bevi dalla mia pelle, respiri i tuoi sogni di gloria. ...mio sciocco bambino. Le labbra nel buio non sanno più distinguere i percorsi, allora prendono tutte le strade, ché tutto converge nell'invisibile arena ove gladiatori bagneremo la polvere d'abbandono ed estasi. O vita o morte stanotte per il nostro Eterno da conquistare. Sono io, sei tu? No, è solo questo vento impazzito che dentro di noi s'apre infiniti spazi, lasciando dietro felici rovine annegate nel temporale della passione. ______Adagio Mozart (concerto per piano) Cammina lentamente sotto la pioggia, l'impermeabile ha pianto le sue fatiche, Parigi non è mai stata cosi vuota, cosi silenziosa, cosi priva d'amore. Lui cammina, ecco che sul viso abbozza un sorriso, il petto si gonfia di tramontati piaceri, i sogni ora si mischiano alle pozzanghere. Ma se potesse... No!Si mette la testa tra le mani, e bussa all'Autunno senza neanche una illusione. Ma se non fosse... No!No!No! Non vuole più darsi speranza. Le serate, le voci, le luci, e quel ritorno al mistero ogni sera prima di dormire, torbide acque dove affogare e da dove rinascere sempre confuso e mortale. Ora non vuole più dissetare vergini passioni. Chi odiare questa notte,passeggiando per la rive gouche, sognando i quadri di Toulouse Lautrec, il calore del rosso porpora dell'antica Rue des Moulins. Con le mani nelle tasche della sua impermeabile è piccolo, piccolo, il dolore è cosi dannatamente indifferente, il dolore è cosi dannatamente irrespirabile. Appoggiato sul pont Neuf, osserva le braccia della Senna allungarsi nella notte, portano via un gatto, chissà se è vivo o morto, chissà se c'è differenza- si chiede. Lui sente di assomigliare a quel gatto, abbandonato all'acqua torbida e alla grandezza. Solo un singhiozzo. Sette vite non bastano... |