Romanticismo****
Google
 
Web Iaphet.com
La Poesia
1 2 3 4 5 6 7 8 9
10 11              
A B C D E F G H I L M N
O P Q R S T U V Z X Y W
  Christmas  
Santa Lucia Vigilia di Natale Babbo Natale Mercatini di Natale
Christma Songs Gospel Santa Clause House  
Babbo Natale vive in Lapponia ( Circolo polare artico) e possiede un ufficio postale in Finlandia, precisamente a Rovaniemi dove ogni anno riceve lettere dai bambini che chiedeno doni !

Mi descrivo: Barba bianca,e vestito rosso. Per coprire gli spazi planetari usufruisco delle mie renne,che trainano la slitta. La notta di Natale quando i bambini dormono entro nelle case attraverso il camino depositando i regali ai piedi degli alberi.

Per consegnare i regali in giro nel mondo mi faccio aiutare dalla fata turchina che mi blocca gli orologi cicchè io ho il tempo necessario per consegnare i tantissimi doni.

Il mio indirizzo è :

"Babbo Natale - Circolo Polare Artico - 96930 Rovaniemi - Finlandia"

*********************************************

Native father alive in Lapponia (Arctic polar Circle) and possesses a post office in Finland, just to Rovaniemi where every year receives letters from the children who chiedeno gifts!

I describe myself: Beard white woman, and dressed red. In order to cover the planetary spaces I have use of of my reindeers, that they pull ahead slips it. The night of Christmas when the children sleep within in the houses through the fireplace depositing gifts to the feet of the trees.

In order to deliver gifts in turn in the world I make myself to help from the fairy turchina that blocks to the clocks cicchè I to me has the time necessary in order to deliver tantissimi gifts.

My address is:

" Native Father - Arctic Polar Circle - 96930 Rovaniemi - Finland "

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_Natale

Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Babbo_Natale&action=history

Babbo Natale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
Vai a: Navigazione, cerca

Babbo Natale - per molti Santa Claus, o Santa Klaus - nell'iconografia classica

Il personaggio di Babbo Natale, che viene chiamato, a seconda delle tradizioni, con molti altri nomi (ad esempio: Santa Claus, Joulupukki, Sinterklaas, Kris Kringle, Died Maroz, Djed Božicnjak, ecc.) è una figura mitica presente nel folklore di molte culture che distribuisce i doni ai bambini, di solito, la sera della vigilia di Natale.

Anche in Italia Babbo Natale è una figura storicamente molto amata e si identifica, ormai, con San Nicola, anche se le due figure hanno origini storiche diverse. Nel seguito della voce tratteremo le due figure come coincidenti tranne quando è necessario evidenziarne le differenze.

Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell'odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri. La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.

Babbo Natale è un elemento importante della tradizione natalizia in tutto il mondo occidentale, in America Latina, in Giappone ed in altre parti dell'Asia orientale.

In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, Babbo Natale è identificato con San Basilio e porta i doni ai bambini il giorno di Capodanno, in cui si celebra la sua festa.


Le rappresentazioni di Babbo Natale sono anche strettamente legate al personaggio russo di Nonno Gelo (Ded Moroz), che porta i regali ai bambini ed è vestito con una giacca rossa, stivali di pelliccia e porta una lunga barba bianca. Una gran parte della iconografia di Santa Claus sembra derivare dalla figura di Ded Moroz, soprattutto attraverso il suo equivalente tedesco Väterchen Frost.

Babbo natale come Tomte

Di solito, Babbo Natale viene rappresentato come un signore anziano, corpulento, gioviale e occhialuto, vestito di un costume rosso con inserti di pelliccia bianca, con una lunga barba anch'essa bianca. La sera della vigilia di Natale, sale sulla sua slitta trainata dalle renne volanti e va di casa in casa per portare i regali ai bambini.

Per entrare in casa si cala dal comignolo, sbucando quindi nel caminetto. Durante il resto dell'anno, si occupa della costruzione dei giocattoli con la Signora Natale ed i suoi aiutanti elfi. (Nelle rappresentazioni più moderne, il laboratorio di Babbo Natale somiglia più ad un centro di smistamento di giocattoli confezionati che a un'officina dove vengono costruiti.)

La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia da paese a paese: negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l'occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese; in Europa è più diffusa la versione finlandese che lo fa abitare nel villaggio di Korvatunturi, in Lapponia. Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia, e della Groenlandia. Nei paesi dove viene identificato con San Basilio, viene talvolta fatto abitare a Cesarea.

A causa di alcuni tratti decisamente fuori dal comune del comportamento di Babbo Natale (come la capacità di recapitare, in una sola notte, i regali a tutti i bambini che credono in lui, quella di infilarsi nei comignoli e di entrare, anche, nelle case senza caminetto, la presunta immortalità ed il possesso di renne volanti), di solito, le sue azioni vengono spiegate con il ricorso alla magia.

Indice

[nascondi]

Origine [modifica]

Si ritiene che il Babbo Natale moderno sia il risultato dell'unione di vari personaggi, con origini distinte, che sono col tempo confluiti in un'unica figura.

 

Antiche origini cristiane [modifica]

 
San Nicola con il pastorale e la mitra, rappresentato in una immagine sacra tedesca

Il primo personaggio è San Nicola di Mira (più noto in Italia come San Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era una città della Licia, una provincia dell'Impero bizantino che corrisponde all'attuale Anatolia, in Turchia.

San Nicola divenne noto per le sue grandi elargizioni a favore dei poveri e, soprattutto, per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione. Originario di Patara, sempre in Licia (Asia Minore), scoprì molto presto la sua vocazione religiosa e dedicò interamente la sua vita alla fede cristiana.

In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria e Germania) viene ancora rappresentato con abiti vescovili e con la barba. Le reliquie di San Nicola furono trasportate a Bari da alcuni mercanti, e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.

San Nicola è considerato il proprio patrono da parte di molte categorie di persone: marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia. In Grecia San Nicola viene talvolta sostituito da San Basilio (Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea. In alcuni villaggi delle Fiandre, in Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di San Martino di Tours (Sint-Maarten).

 

Folklore tedesco [modifica]

Prima della conversione al cristianesimo, il folklore tedesco narrava che il dio Odino (Wodan) ogni anno tenesse una grande battuta di caccia nel periodo del solstizio invernale (Yule), accompagnato dagli altri dei e dai guerrieri caduti.

 
Odino l'errante

La tradizione voleva che i bambini lasciassero i propri stivali nei pressi del caminetto, riempiendoli di carote, paglia o zucchero per sfamare il cavallo volante del dio, Sleipnir. In cambio, Odino avrebbe sostituito il cibo con regali o dolciumi. Questa pratica è sopravvissuta in Belgio e Olanda anche in epoca cristiana, associata alla figura di San Nicola.

I bambini, ancor oggi, appendono al caminetto le loro scarpe piene di paglia in una notte d'inverno, perché vengano riempite di dolci e regali da San Nicola - a differenza di Babbo Natale, in quei luoghi il santo arriva ancora a cavallo. Anche nell'aspetto, quello di vecchio barbuto dall'aria misteriosa, Odino era simile a San Nicola (anche se il dio era privo di un occhio).

La tradizione germanica arrivò negli Stati Uniti attraverso le colonie olandesi di New Amsterdam e New York prima della conquista britannica del XVII secolo, ed è all'origine dell'abitudine moderna di appendere una calza al caminetto per Natale, simile per certi versi a quella diffusa in Italia il 5 gennaio all'arrivo della Befana.

Un'altra tradizione folclorica delle tribù germaniche racconta le vicende di un sant'uomo (in alcuni casi identificato con San Nicola) alle prese con un demone (che può essere, di volta in volta, il diavolo, un troll o la figura di Krampus). La leggenda narra di un mostro che terrorizzava il popolo insinuandosi nelle case attraverso la canna fumaria durante la notte, aggredendo e uccidendo i bambini in modo orribile.

 
Olandese in costume da Zwarte Piet

Il sant'uomo si pone alla ricerca del demone e lo cattura imprigionandolo con dei ferri magici o benedetti (in alcune versioni gli stessi che imprigionarono Gesù prima della crocifissione, in altri casi quelli di San Pietro o San Paolo). Obbligato ad obbedire agli ordini del santo, il demone viene costretto a passare di casa in casa per fare ammenda portando dei doni ai bambini. In alcuni casi la buona azione viene ripetuta ogni anno, in altri il demone ne rimane talmente disgustato da preferire il ritorno all'inferno.

Altre forme del racconto presentano il demone convertito agli ordini del santo, che raccoglie con sé gli altri elfi e folletti, diventando quindi Babbo Natale. Una diversa versione olandese racconta, invece, che il santo viene aiutato da schiavi Mori (storia), che vengono rappresentato di solito dal personaggio di Zwarte Piet (Pietro il nero), analogo dell'italiano Uomo Nero. In questi racconti Zwarte Piet picchia i bambini con un bastone o li rapisce per portarli in Spagna nel suo sacco (un tempo l'Andalusia era sotto il dominio dei Mori).

In Germania, lo stesso racconto trasforma il personaggio in Pelznickel o Belsnickle (Nicola Peloso), che va a trovare i bambini cattivi nel sonno. Il nome deriva dall'aspetto di enorme belva dovuto al fatto che è interamente ricoperto di pelliccia.

 

Origini moderne [modifica]

 
Lo Spettro del Natale presente, versione a colori della illustrazione originale di John Leech per il Canto di Natale di Charles Dickens (1843).

Il personaggio che attualmente è noto come Santa Claus nel mondo anglosassone riunisce le rappresentazioni premoderne del portatore di doni, di ispirazione religiosa o popolare con un Babbo Natale britannico preesistente. Quest'ultimo risale almeno al XVII secolo, e ne sono rimaste delle illustrazioni d'epoca in cui è rappresentato come un signore barbuto e corpulento, vestito di un mantello verde lungo fino ai piedi e ornato di pelliccia. Rappresentava lo spirito della bontà del Natale, e si trova nel Canto di Natale di Charles Dickens sotto il nome di Spettro del Natale presente.

Santa Claus ha origine da Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da San Nicola, che viene chiamato anche Sint Nicolaas; questo spiega anche l'esistenza di diverse varianti inglesi del nome (Santa Claus, Saint Nicholas, St. Nick).

Rappresentazione popolare di Babbo Natale che cavalca una capra, forse derivata dal Tomte svedese.

Gli abiti di Sinterklaas sono simili a quelli di un vescovo; porta una mitra (un copricapo liturgico) rossa con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale. Il richiamo al vescovo di Mira è ancora evidente. Sinterklaas ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet.

Le strenne che vengono regalate in questa ricorrenza sono spesso accompagnate da poesie, talvolta molto semplici ed, in altri casi, elaborate ed ironiche ricostruzioni del comportamento di chi le riceve durante l'anno trascorso. I regali veri e propri, in qualche caso, sono addirittura meno importanti dei pacchetti in cui sono contenuti, di solito molto sgargianti ed elaborati; quelli più importanti, spesso, sono riservati al mattino seguente. Anche se la spinta commerciale verso il Natale è presente anche in Olanda, la distribuzione tradizionale dei regali viene compiuta da Sinterklaas il 6 dicembre.

Anche in altri paesi la figura di San Nicola ha subito gli adattamenti necessari per uniformarsi al folclore locale. Ad esempio, nei paesi nordici sopravvive ancora l'immagine pagana della capretta di Yule (in svedese julbock), che porta i regali la Vigilia di Natale, e le decorazioni natalizie costituite da caprette di paglia sono molto diffuse. In tempi più recenti, però, sia in Svezia che in Norvegia il portatore di doni viene identificato con Tomte o tomtenisse, un'altra creatura del folklore locale. In Finlandia, la capretta di Yule si chiama joulupukki.

 

Santa Claus, il Babbo Natale americano [modifica]

Santa Claus immortalato da Thomas Nast nella edizione del 3 gennaio 1863 della rivista Harper's Weekly.

Nelle colonie britanniche del Nord America e, successivamente, negli Stati Uniti, i portatori di doni della tradizione olandese e di quella britannica hanno finito per identificarsi ancor più l'uno con l'altro. Ad esempio, nella Storia di New York, di Washington Irving, si trova un Sinterklaas americanizzato in Santa Claus ma privo degli attributi vescovili, rappresentato come corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Il libro di Irving era una satira della comunità olandese di New York e molti caratteri del ritratto sono dovuti alla sua invenzione umoristica.

A quanto pare, l'aspetto moderno di Santa Claus ha assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia Una visita di San Nicola, ora più nota con il titolo La notte di Natale (The Night Before Christmas), avvenuta sul giornale Sentinel della città di Troy (stato di New York) il 23 dicembre 1823. L'autore del racconto è tradizionalmente ritenuto Clement Clarke Moore, anche se l'attribuzione è controversa. Santa Claus vi viene descritto come un signore un po' tarchiato con otto renne, che vengono nominate (per la prima volta in questa versione) con i nomi di Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen.

All'inizio, Santa Claus venne rappresentato in costumi di vario colore, assumendo man mano su di sé i caratteri di Babbo Natale, ma il rosso divenne presto predominante a partire dalla sua comparsa sulle prime cartoline di auguri natalizie, nel 1885. Uno dei primi artisti a fissare l'immagine di Santa Claus nella forma che conosciamo oggi è stato il cartoonist americano Thomas Nast, vissuto nel XIX secolo. Nel 1863 una sua immagine di Santa Claus, che si ritiene sia stata ispirata dal personaggo di Pelznickle, apparve sulla rivista Harper's Weekly. Un'altra immagine che divenne molto popolare è quella disegnata nel 1902 da L. Frank Baum, autore de Il meraviglioso mago di Oz, per il racconto La vita e le avventure di Santa Claus.

Le immagini di Santa Claus si sono ulteriormente fissate nell'immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca-Cola, realizzate da Haddon Sundblom. La popolarità di tale immagine ha fatto sì che si diffondessero varie leggende urbane che attribuivano alla Coca-Cola l'invenzione stessa di Santa Claus. È, peraltro, vero che l'immagine della Coca-Cola e quella di Santa Claus sono sempre state molto vicine, se si esclude la campagna del 2005 che ha visto la sua sostituzione con gli orsi polari.

Un uomo vestito da Santa Claus e con una finta barba bianca raccoglie fondi per l'associazione Volunteers of America (Chicago, Illinois, 1902). DN-0001069, Chicago Daily News negatives collection, Chicago Historical Society.

L'immagine di Santa Claus come personaggio positivo si è rafforzata nel tempo grazie alla sua stretta associazione con attività caritatevoli e filantropiche, in particolare con organizzazioni quali l'Esercito della Salvezza. I volontari vestiti da Santa Claus sono diventati un elemento irrinunciabile in tutte le raccolte di fondi (fundraising) per l'aiuto alle famiglie bisognose nel periodo di Natale.

Secondo alcune tesi, la rappresentazione di Santa Claus al Polo Nord è lo specchio dell'evoluzione del comune sentire nei confronti dell'industria. In alcune immagini dell'inizio del XX secolo si vede Santa Claus che realizza personalmente a mano i giocattoli che distribuisce, in un piccolo laboratorio artigianale.

In seguito, si diffuse l'idea che i giocattoli fossero realizzati, sempre a mano e con tecniche tradizionali, da un nutrito gruppo di elfi che lavoravano per Santa Claus. Verso la fine del secolo, la realtà della produzione di massa in modo meccanico diventa più largamente accettabile per il pubblico occidentale; tale cambiamento di vedute si riflette nelle rappresentazioni più moderne della dimora di Santa Claus, spesso rese ironicamente simili a una fabbrica completamente automatizzata, in cui le più avanzate tecniche di produzione sono controllate dagli elfi e Santa Claus e Signora prendono il ruolo di manager.

Molti spot televisivi giocano su questo tema presentando la fabbrica dei giocattoli di Santa Claus in termini umoristici, con gli elfi che si rivoltano scherzosamente contro il padrone con scherzi e burle fingendo di essere operai ed impiegati frustrati. La figura di Santa Claus è sempre una viva fonte di ispirazione per scrittori ed artisti, ad esempio, appare nel racconto Roads di Seabury Quinn (1948).

Altre aggiunte rispetto alla prima versione di Santa Claus sono Rudolf, la Renna dal Naso Rosso, la renna 'in sovrannumero' immortalata in una canzone di Gene Autry, ed un diffusissimo fumetto moderno scritto dal Paul Dini, Jingle Belle, in cui l'anziano portatore di doni è un padre in difficoltà alle prese con una figlia semi-elfa, adolescente e ribelle.

 

Riti legati a Babbo Natale [modifica]

Intorno alla figura di Babbo Natale si sono evoluti vari riti che vengono di solito eseguiti dai bambini che sperano di ricevere dei regali da lui.

 

Riti della Vigilia [modifica]

Negli Stati Uniti la tradizione vuole che la sera della Vigilia si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale; in Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry.

Un pupazzo pensile di Babbo Natale.

I bambini inglesi e americani lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l'anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci, anche se questa pratica sembra ormai in disuso.

Secondo la tradizione olandese di Sinterklaas, invece, i bambini 'mettono fuori la scarpa', ovvero riempiono una scarpa con il fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond).

La mattina del giorno successivo il fieno e la carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di marzapane. Ai bambini cattivi una volta si diceva che avrebbero trovato una fascina, ma anche questa usanza ormai è stata abbandonata.

 

La lettera a Babbo Natale [modifica]

L'abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni. È interessante notare che alcuni sociologi hanno scoperto che le lettere scritte dai bambini e quelle delle bambine sono di tipo diverso. Le bambine di solito scrivono lettere più cortesi e più lunghe, anche se le loro richieste non sono superiori a quelle dei bambini, e usano più espressioni per parlare della natura del Natale. Nelle lettere delle bambine si trovano anche più spesso richieste di regali destinati ad altre persone.

In molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale per spiegare che sono stati buoni e desiderano ricevere dei doni; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari.

In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0 (si veda la voce ho ho ho!) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono portati volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all'infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere.

 

Come rintracciare Babbo Natale [modifica]

Il numero natalizio della rivista del NOAA Weather Bureau Topics con "Santa Claus" sullo schermo di un radar meteorologico (1958).

Con l'avvento di Internet, sono stati pubblicati alcuni siti Web affinché i bambini e gli adulti interessati potessero simbolicamente seguire via radar il percorso di Babbo Natale. In realtà si tratta di un jet della US Air Force che parte da una base canadese per arrivare a Città del Messico. Ma gli intenti di seguire le gesta di Babbo Natale sono di molto precedenti. Ad esempio, nel 1955 Sears Roebuck, un grande magazzino di Colorado Springs, negli Stati Uniti, distribuì ai bambini il fantomatico numero di telefono di Babbo Natale, da chiamare il giorno della vigilia.

Per un errore di stampa il numero corrispondeva però al comando della difesa aerea, che allora si chiamava CONAD (Continental Air Defense Command), un precursore del NORAD (North American Aerospace Defense Command). Harry Shoup, il comandante di turno quella sera, quando cominciò a ricevere le prime telefonate dei bambini si rese conto dell'errore e disse loro che sui radar c'erano davvero dei segnali che mostravano Babbo Natale in arrivo dal Polo Nord.

Dal 1958, anno di creazione del NORAD, statunitensi e canadesi hanno approntato un programma congiunto di monitoraggio di Babbo Natale, che ora è disponibile per tutti i bambini sul sito Web del nuovo comando della difesa aerea. Allo stesso modo, molte stazioni televisive locali sparse per il Canada e gli Stati Uniti danno conto ai propri telespettatori della posizione di Babbo Natale, facendolo seguire dai propri meteorologi.

Sono anche disponibili alcuni siti Web che seguono Babbo Natale tutto l'anno, mostrando le attività che si svolgono presso la sua fabbrica di giocattoli. In molti casi sono pubblicati anche indirizzi e-mail a cui inviare una versione più moderna delle letterine cartacee a Babbo Natale.

 

Canzoni di Natale [modifica]

Frontespizio dello spartito di "Santa Claus' Galop" (1874) del compositore Charles Kinkel

Nel corso degli anni la figura di Babbo Natale ha ispirato molte canzoni e persino alcune opere per orchestra. Già nel 1853 Louis Antoine Jullien compose un'opera dal titolo Santa Claus, che fu rappresentata a New York ed ottenne alterni successi. Alcune canzoni più note che hanno come argomento Santa Claus, cantate soprattutto dai bambini anglosassoni, sono le seguenti:

 

Santa Claus nei centri commerciali [modifica]

Parata di Santa Clas a Toronto, Canada (1918).

Nella tradizione anglosassone, Santa Claus è anche un personaggio in costume che staziona nei grandi magazzini o nei centri commerciali, o anche alle feste dei bambini. Di solito è interpretato da un attore con un gruppo di figuranti che lo aiutano, vestiti da elfi o con altri costumi folcloristici (questi ultimi sono spesso impiegati degli stessi grandi magazzini, o personale assunto per l'occasione).

La sua funzione è quella di promuovere l'immagine del negozio distribuendo regali ai bambini, oppure quella di far divertire i bambini secondo il tema natalizio, prendendoli sulle ginocchia chiedendo loro quali regali desiderano e spesso facendosi fotografare con loro. Tutto questo avviene di solito in un'area del negozio appositamente allestita e rallegrata da decorazioni a tema. Negli ultimi tempi la "pratica delle ginocchia" è stata messa in discussione in vari paesi, anche perché le ultime tendenze dei centri commerciali americani e britannici è di far girare il Babbo Natale per il negozio facendosi seguire dai bambini, tecnica che si è rivelata essere più "remunerativa".

Negli Stati Uniti la più famosa di queste rappresentazioni è quella organizzata dalla sede centrale del grande magazzino Macy's a New York, dove Santa Claus arriva in parata sulla sua slitta.

Molto spesso il Babbo Natale di turno, quando viene "scoperto", rivela ai bambini di non essere il "vero" Babbo Natale ma solo un suo aiutante. A quanto pare molti bambini si dimostrano comprensivi e capiscono l'esigenza di Babbo Natale di farsi sostituire perché in quel periodo dell'anno è davvero molto occupato.

 

Critiche religiose alla figura di Babbo Natale [modifica]

Estratto dall'opera Dell'esame e processo al vecchio Babbo Natale di Josiah King (1686), pubblicata poco dopo la restaurazione della festività del Natale in Inghilterra. Folger Shakespeare Library, Washington, D.C.

Nonostante le sue radici, secondo alcuni, possano essere classificate come cristiane, Babbo Natale col tempo è diventato una figura che rappresenta gli aspetti secolari del Natale; ciò ha provocato le critiche di alcune frange più tradizionaliste delle chiese cristiane che disapprovano l'enfatizzazione del Babbo Natale più secolare e gli aspetti materialistici dello scambio di doni in occasione della festa.

Tali forme di condanna nei confronti di Babbo Natale non sono un fenomeno recente; hanno, anzi, origine tra i gruppi di Protestanti già nel XVI secolo e si diffondono tra i Puritani inglesi nel secolo successivo; nello stesso periodo in America la festa è spesso vietata perché ritenuta di origine pagana o cattolica.

Dopo la Guerra civile inglese, anche in Inghilterra il governo di Oliver Cromwell mise al bando il Natale.

Dopo la Restaurazione della monarchia e la cacciata dei Puritani, l'eliminazione del Natale venne messa in ridicolo da opere come The examination and tryal of old Father Christmas; together with his clearing by the jury (Dell'esame e processo al vecchio Babbo Natale, e della sua assoluzione da parte della giuria) (1686).

Il reverendo Paul Nedergaard, un prelato di Copenaghen, nel 1958 si attirò gli strali dei cittadini danesi per aver dichiarato Babbo Natale un "goblin pagano" dopo che la sua immagine era stata usata per la raccolta di fondi di una organizzazione caritatevole locale.

Una delle chiese che rifiuta sistematicamente la celebrazione del Natale, e disapprova ogni forma di folclore, compreso quelle legate a Babbo Natale, è quella dei Testimoni di Geova, i quali ritengono sbagliato raccontare storie non veritiere ai bambini. I testimoni, nelle loro riviste, oltre ad esprimere giudizi basati sulle radici pagane della figura di Babbo Natale, hanno espresso diverse obiezioni al perpetuare questa tradizione. Oltre ai testimoni di Geova, anche le comunità evangeliche dell'Assemblee di Dio in Italia hanno espresso, nelle loro pubblicazioni, perplessità sulla figura di Babbo Natale e sull'osservanza del Natale.

Negli ultimi tempi anche alcuni vescovi italiani si sono scagliati contro Babbo Natale, la commercializzazione delle festività natalizie con il conseguente tradimento del loro significato originale.

L'opposizione ai vari Babbo Natale, infatti, si riscontra anche in molti altri filoni del cristianesimo. Alcuni fedeli preferirebbero una maggiore attenzione al valore del Natale come natività del Cristo; alcuni genitori non trovano giusto "mentire" ai propri figli sull'esistenza di Babbo Natale, ritenendo che la scoperta dell'inganno a proposito di Babbo Natale possa portarli a pensare di essere stati ingannati anche sull'esistenza di Dio. Pur trattandosi di punti di vista minoritari all'interno del mondo cristiano, queste opinioni hanno avuto una certa visibilità che ha dato origine ad alcune parodie satiriche.

 

Chi porta i doni di Natale nel Mondo? [modifica]

Per approfondire, vedi la voce Il Natale nel folklore.

 

Europa e Nord America [modifica]

In Europa e Nord America, di solito, Babbo Natale e Santa Claus coincidono, anche se in alcuni paesi possono variare il nome, alcune caratteristiche, la data di 'consegna' dei doni ed, in qualche caso, anche l'identità stessa di chi li porta.

 

America Latina [modifica]

Di solito Babbo Natale in America Latina si chiama Papá Noel, ma ci sono alcune piccole differenze tra i vari paesi.

 

Estremo Oriente [modifica]

In Estremo Oriente, in particolare nei paesi che hanno adottato i costumi occidentali, si festeggia il Natale non in senso cristiano ma integrando alle religioni orientali tradizioni simili sui portatori di doni dell'Occidente.

  • Corea: Santa Claus 산타 클로스
  • Giappone: Santa Claus サンタクロース
  • Taiwan: una derivazione di Santa Claus chiamata 聖誕老人 o 聖誕老公公 ("Vecchio Natale")

 

Africa e Medio Oriente [modifica]

Le popolazioni cristiane dell'Africa e del Medio Oriente che celebrano il Natale, in generale, riconoscono le tradizioni dei paesi europei da cui hanno importato la festività, di solito tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Anche i discendenti dei coloni che abitano ancora in quei luoghi seguono le tradizioni dei loro antenati

 

Bibliografia [modifica]

  • Nicola Lagioia, Babbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario Fazi, 2005, ISBN 8881126931
  • Arnaud D'Apremont, La vera storia di Babbo Natale, L'Età dell'Acquario, 2005, ISBN 8871362241
  • Claude Lévi Strauss, Babbo Natale giustiziato, Sellerio, 2002, ISBN 8838911908
  • Claudio Corvino, Erberto Petoia, Storia e leggende di Babbo Natale e della Befana, Newton Compton, 1999, ISBN 8882893146

 

Voci correlate [modifica]

 

Altri progetti [modifica]

 

Collegamenti esterni [modifica]

 
 
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il
(confronta con la versione corrente vai alla votazione).
Naturalmente, sono ben accetti
suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Vota per la vetrina · Archivio   ·   Voci di qualità in altre lingue   ·   Voci di qualità in altre lingue senza equivalente su it.wiki

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da http://de.wikipedia.org/wiki/Weihnachten_weltweit

Cronologia http://de.wikipedia.org/w/index.php?title=Weihnachten_weltweit&action=history

Weihnachten weltweit

aus Wikipedia, der freien Enzyklopädie

 
Wechseln zu: Navigation, Suche

Der Artikel Weihnachten weltweit beschreibt Weihnachtsfeierlichkeiten in (fast) allen Teilen der Welt. Für das weihnachtliche Brauchtum im deutschsprachigen Raum siehe Weihnachtsbrauch im deutschsprachigen Raum.

Inhaltsverzeichnis

[Verbergen]

 

Westeuropa

Père Noël

 

Frankreich

Der französische Weihnachtsmann heißt Père Noël. Anders als der amerikanische Santa Claus tritt er nicht in Jacken und Hosen auf, sondern trägt ein langes, rotes Gewand mit Zipfelmütze. Seine Geschenke trägt er nicht in einem Sack, sondern in einer hotte (Korb) auf dem Rücken, ähnlich wie bei der Weinernte. Die Kinder stellen ihre Schuhe vor die Tür. Ein beliebtes Weihnachtslied der französischen Kinder ist „Petit Papa Noël“.

In Ostfrankreich, besonders Elsaß und Lothringen, tritt, um den 6. Dezember herum, der Nikolaus in Begleitung seines schwarzgekleideten Helfers, des Père Fouettard, in Erscheinung.

 

Belgien und Niederlande

Der Sinterklaasavond (Nikolausabend) bleibt in den Niederlanden wichtiger, obwohl die Holländer in den letzten Jahren ebenfalls begonnen haben, den Weihnachtsabend mit dem Weihnachtsmann zu feiern. Dies löst jedes Jahr eine kleine Kontroverse darüber aus, ab wann es angemessen ist, Weihnachten zu feiern. Ladenbesitzer beginnen mit der lukrativen Weihnachtszeit gleich nach dem Nikolaustag (Dekorationen hängen meist schon vorher), während andere befürchten, dass das „fremde“ und „kommerzielle“ Weihnachten die Nikolausfeiern zu sehr beeinträchtigt. Da der amerikanische Santa Claus nachweislich von Sinterklaas abstammt, tritt er hier also in Rivalität zu seinem Vorfahren.

Der holländische, aber auch belgische, Sinterklaas wird wie der deutsche Nikolaus von einem Helfer namens Zwarte Piet (=Schwarzer Peter) begleitet. Er trägt einen Bischofshut und stützt sich auf einen gekrümmten Stab. Man sagt von ihm, dass er das Jahr über in Spanien lebt und Mitte November mit einem Dampfschiff in den Niederlanden eintrifft, was in vielen Küstenorten jeweils nachgespielt wird. Holländische Kinder lassen ihre Schuhe vor dem Nikolausabend draußen, um sie am Morgen mit Süßigkeiten gefüllt zu finden. Dementsprechend sind der 5. Dezember in den Niederlanden und der 6. Dezember in Belgien als eigentliche Geschenktage anerkannt, während der 25. Dezember mehr ein religiöses Ereignis ist.

 

Großbritannien und Irland

Die Weihnachtstraditionen auf den Britischen Inseln unterscheiden sich nicht besonders von jenen in ihren ehemaligen Kolonien in Nordamerika, Australien oder Neuseeland. An Heiligabend (Christmas Eve) werden die Geschenke durch den Weihnachtsmann, der hier Father Christmas heißt, unter den Weihnachtsbaum geliefert. Den Briten erscheint ihre Bezeichnung für den Weihnachtsmann als formeller als die amerikanische Version des Santa Claus. Am Weihnachtstag (Christmas Day) kommen Familien und manchmal auch Freunde zu einem traditionellen Weihnachtsmahl zusammen. An Weihnachten wird häufiger als in einer durchschnittlichen Jahreszeit ferngesehen und für viele Fernsehstationen ist der Heiligabend der quotenträchtigste Tag des Jahres. Viele Briten verfolgen auch heute noch die jährliche Weihnachtsansprache der Königin. Auch am 26. Dezember wird weiter gefeiert: Der Boxing Day in Großbritannien beziehungsweise St. Stephen's Day in Irland ist eine Erweiterung des Weihnachtsfests, hat aber historische und religiöse Wurzeln im Fest des heiligen Stephanus.

 

Nordeuropa

 

Schweden

 

Am Weihnachtsabend (Carl Larsson 1904)

Die schwedische Weihnachtszeit beginnt mit dem Ersten Advent. Das Fest der heiligen Lucia am 13. Dezember ist die Hauptfestivität vor Weihnachten selbst. Wie in anderen nordischen Ländern bringt der Weihnachtsmann die Geschenke an Heiligabend, weshalb der 24. Dezember als Weihnachten bezeichnet wird.

Wie überall steht auch in Schweden das Essen im Mittelpunkt: Fast jede Familie feiert am 24. Dezember mit einem weihnachtlichen Smörgåsbord, dem Julbord. Hauptbestandteil dabei ist der Weihnachtsschinken (julskinka), aber auch das Julbord wird mit Bier oder Schnaps aufgetischt. Wegen regionaler Unterschiede sieht es nicht in ganz Schweden gleich aus. Firmen laden ihre Angestellten in der Adventszeit dazu ein und auch privat kann diese Spezialität in Restaurants bestellt werden. Nach dem Julbord werden die Geschenke unter dem Weihnachtsbaum ausgepackt. Frühmorgens um 6 oder 7 Uhr am 25. Dezember gehen viele Schweden zur Frühmesse in die Kirche, dem letzten Teil der Feierlichkeiten.

Eine Besonderheit der schwedischen Weihnachten ist das Schauen eines Disney-Spezialprogramms um 15 Uhr vor dem traditionellen Julbord oder des eher sarkastischen Zeichentrickfilms Karl Bertil Jonssons julafton. Viele Süßigkeiten werden in Schweden mit Weihnachten in Verbindung gebracht, darunter Toffee, Knäck oder Schokolade. Orangen, Nüsse, Feigen und Datteln gehören ebenfalls dazu. Eine skandinavische Spezialität ist der Glögg, eine Art Glühwein mit Mandeln und Beeren, der in kleinen Bechern serviert wird.

 

Norwegen

In der Vorweihnachtszeit veranstalten alle Arbeitgeber ein julebord, ein Weihnachtsessen. Elegant gekleidet genießt man gutes Essen und der Alkohol fließt gerne reichlich. Obwohl der 24. Dezember in Norwegen bis um 16 Uhr ein gesetzlicher Arbeitstag ist, schließen die Läden meist frühzeitig. Am Abend wartet dann das traditionelle Weihnachtsmahl bestehend aus Schweine- oder Lammrippchen mit Kartoffeln, norwegischem Sauerkraut und Steckrüben.

Auch in Norwegen kommt dem gemeinsamen Fernsehen in den frühen Stunden des Heiligabends ein besonderer Stellenwert zu. Viele Norweger empfinden keine Weihnachtsstimmung, bevor sie nicht das tschechische Märchen Drei Haselnüsse für Aschenbrödel geschaut haben. Wenn Kinder anwesend sind (und sie im letzten Jahr artig waren), stattet der Julenissen einen Besuch ab, sonst werden die Geschenke unter den Weihnachtsbaum gelegt und vom jüngsten Anwesenden verteilt. Viele, auch unregelmäßige, Kirchgänger besuchen die Gottesdienste.

Der 25. Dezember ist in Norwegen ein ruhiger und stiller Tag, während am 26. Dezember Kinos, Bars und Nachtclubs voll mit Partygästen sind, die Weihnachtskekse und Süßigkeiten genießen. Auch fette und wohlschmeckende Speisen kommen dazu. Kinder verkleiden sich als Julebukk und verlangen Bonbons, nach dem gleichen Muster wie amerikanische Kinder an Halloween. Die Weihnachtszeit endet jeweils am 6. Januar.

 

Finnland

Joulupukki ist der finnische Name des Weihnachtsmanns, was wörtlich „Weihnachtsbock“ bedeutet. Dieser Ausdruck stammt aus einer Zeit, als es üblich war, sich nach dem Weihnachtsessen mit Ziegenhäuten zu verkleiden.

Heute ist der Joulupukki ein gewöhnlicher Weihnachtsmann, allerdings mit einigen Besonderheiten. Sein Wohnort befindet sich aus finnischer Sicht auf dem Korvatunturi in Finnisch-Lappland. Er kriecht nicht den Kamin hinunter, sondern klopft an Heiligabend an die Wohnungstür. Wenn er eintritt, sind seine ersten Worte jeweils: „Onkos täällä kilttejä lapsia?“ („Gibt es hier artige Kinder?“)

Er trägt rote, warme Kleidung und benutzt einen Gehstock. Er fährt auf einem Rentierschlitten zu den Häusern. Eines der Rentiere heißt Petteri Punakuono und war das Vorbild für Rudolph the Red-Nosed Reindeer. Joulupukki hat sogar eine Frau namens Joulumuori, die feinen Weihnachtsporridge zubereiten kann.

Zum traditionellen Weihnachtsessen gehören Weihnachtsschinken, Kartoffel- und Steckrübenauflauf sowie Rosolli-Salat (Rote-Beete-Salat). Als Gebäck sind Piparkakut (Pfefferkuchen) und Joulutortut üblich. Letztere sind sternförmige Blätterteigtaschen, die mit Pflaumenmus gefüllt werden. Üblich ist außerdem Glögi, ein Weihnachtspunsch, der je nach Geschmack mit oder ohne Alkohol hergestellt wird und meist mit Rosinen und Mandeln serviert wird.

 

Ostmitteleuropa

 

Polen

Die Weihnachtszeit beginnt in Polen mit dem ersten Advent. Die Adventszeit ist eine Zeit des Fastens, die erst mit Heiligabend endet.

In Polen wird Weihnachten normalerweise im Kreis der Großfamilie begangen. Das Weihnachtsessen (Wigilia) beginnt erst, wenn der erste Stern am Himmel aufgetaucht ist (Gwiazdka). Es wird immer ein Gedeck mehr als benötigt aufgelegt. Es ist für unerwarteten Besuch gedacht und ein Zeichen der Gastfreundschaft.

An jedem Gedeck liegt eine Oblate (Oplatek), die mit einem Bild bedruckt ist (meist Heiligenbilder). Bevor alle anfangen zu essen, geht jeder mit seiner Oblate reihum zu jedem anderen Luca-Familienmitglied, gibt ein Stück seiner Oblate ab und bricht sich ein Stück von dem des Gegenüber. Dabei werden sich die besten Wünsche für das nächste Jahr gesagt.

Das Weihnachtsessen besteht traditionell der Apostel wegen aus zwölf Gerichten und ist abgesehen vom Fisch, meist Karpfen, vegetarisch. Erst nach dem Essen werden die Geschenke ausgepackt. Danach geht die ganze Familie zur Mitternachtsmesse (Pasterka) in die Kirche.

 

Tschechien

Am 24. Dezember, dem Štědrý den, werden in Tschechien abends Geschenke gegeben. Sie sollen von Ježíšek, dem Jesuskind, kommen. Vor dem Weihnachtsmahl und dem anschließenden Geschenkeauspacken soll man nichts essen.

Andere tschechische Weihnachtstraditionen beinhalten Zukunftsdeutungen. Äpfel werden kreuzweise geschnitten: Wenn ein Stern im Kern erscheint, steht ein gutes Jahr bevor, erscheint ein Kreuz, wird es ein schlechtes Jahr geben. Mädchen werfen Schuhe über ihre Schultern, um zu schauen, ob eine baldige Heirat bevorsteht. Dies soll eintreten, wenn der Spitz zur Türe zeigt. Auch Zinngießen gehört zu dieser Art von Tradition.

 

Ungarn

In der ungarischen Vorweihnachtszeit hat der 13. Dezember als „Luca-Tag“ (Luca napja) eine besondere Bedeutung. Es ist der gleiche Tag, an dem in Schweden das Luciafest gefeiert wird. An diesem Tag begann man früher in ländlichen Regionen mit dem Bauen eines „Luca-Stuhles“ (Luca széke). Jeden Tag wurde nur ein kleiner Teil der Arbeit verrichtet, so dass der Stuhl gerade am Heiligabend fertig wurde. Mit dem Stuhl musste man in die Christmette gehen und sich auf ihn stellen. Es hieß, man könne von oben die Hexen sehen und sie vertreiben. Auch war es am 13. Dezember üblich, in einen kleinen Topf Weizen zu säen. Ein Aberglaube besagte, dass man an diesem Tag mit verschiedenen Methoden den zukünftigen Gatten eines heranwachsenden Mädchens vorhersagen könne.

In ungarischen Familien wird am Heiligabend (Szenteste) traditionell Fischsuppe aus Karpfen gegessen, als zweiter Gang folgt gebratener Fisch. Zu Weihnachten (Karácsony), besonders am ersten Weihnachtstag, ist es üblich, gefülltes Kraut zu essen, das man einige Tage vorher zubereitet hat.

Auch in Ungarn stellt man einen Christbaum auf, der allerdings meistens mit elektrischem Licht statt Kerzen beleuchtet wird. Eine Spezialität ist das szaloncukor („Salonzuckerl“), ein ursprünglich in Seidenpapier gewickeltes Zuckerstück, das als Baumbehang verwendet wird. Heutzutage handelt es sich dabei um industriell hergestellte Weihnachtsbonbons, die meistens mit Schokolade überzogen sind und in den verschiedensten Geschmacksrichtungen erhältlich sind. Die beliebteste Sorte ist das zselés szaloncukor, Salonzuckerl mit Fruchtgeleefüllung. Der Name weist auf die Stelle des Christbaumes in alten bürgerlichen Haushalten hin: es war üblich, den Christbaum im Salon zu haben. Für die ärmeren Haushalte blieb allerdings nur der Name nur so vornehm, sie mussten ihre Salonzuckerl selber herstellen. Salonzuckerl bekommen auch die Kinder nach dem Nachmittags-Krippenspiel in der Kirche am 24. Dezember.

Moderne Salonzuckerl

Zu den Kindern kommt das Christkind, Jézuska genannt. Zur Zeit des Kommunismus wurde versucht, Jézuska durch den Weihnachtsmann Télapó zu ersetzen (vgl. den russischen Дед Мороз). Télapó war auch der Ersatz für den Nikolaus (Mikulás), der – wie in den deutschsprachigen Ländern – die Kinder am 6. Dezember (Mikulás napja) besucht und ihnen Geschenke in die blank geputzten Schuhe legt.

Um Weihnachten herum ist es üblich, dass Kinder zu Familien gehen und ein Krippenspiel gegen eine geringe Spende für arme Leute spielen, ähnlich wie es in den deutschsprachigen Ländern die Sternsinger tun. Diesen Brauch, der ebenfalls auf dem Lande verbreitet ist und zur Zeit des Kommunismus verdrängt werden sollte, wird betlehemezés (Betlehemspiel) genannt. Traditionelle ungarische Weihnachtslieder sind Kis karácsony, nagy karácsony (Kleine Weihnachten und große Weihnachten) und Mennyből az angyal (Engel aus dem Himmel).

 

Osteuropa

 

Russland

In Russland und den anderen slawischen Ländern Osteuropas kennt man die Tradition des Ded Moros (Дед Мороз, Väterchen Frost), der von seiner Enkelin Snegurotschka (Schneemädchen, Schneeflöckchen) begleitet wird. Nach einer Legende reitet er in einer Troika, einem Schlitten, der von drei Pferden gezogen wird und bringt den Kindern Geschenke.

Weihnachten wird in Russland am 7. Januar (entspricht im Julianischen Kalender dem 25. Dezember) gefeiert. Nach Jahrzehnten der Unterdrückung durch die Kommunisten wird das russische Weihnachten seit 1992 wieder belebt. Es dreht sich um das „Heilige Mahl“ an Heiligabend, das aus zwölf Gerichten besteht, für jeden Apostel Jesu eines. Durch die Verlegung von Weihnachtsbräuchen, einschließlich des Besuchs von Väterchen Frost und des Schneemädchens, auf den Neujahrstag, konnten sie am Leben erhalten werden. Viele russische Weihnachtsbräuche, wie etwa der Weihnachtsbaum (ёлка – jolka) gehen auf die Reisen Peters des Großen im späten 17. Jahrhundert zurück.

 

Ukraine

Siehe Hauptartikel: Ukrainische Weihnachten

 

Georgien

Auch in Georgien fällt Weihnachten auf den 7. Januar. Man begibt sich zum Alilo auf die Straße, wo man sich gegenseitig zum Feiertag gratuliert. Dabei werden Kinder von älteren Menschen beschenkt.

 

Rumänien

Das Singen von Weihnachtsliedern ist ein sehr wichtiger Bestandteil der rumänischen Weihnachtsfeiern. Am ersten Weihnachtstag ziehen Sänger durch die Straßen der Städte und Dörfer. Sie halten einen Stern aus Karton und Papier, auf dem Szenen aus der Bibel abgebildet sind. Kleinkinder ziehen während der Weihnachtszeit von Haus zu Haus, wo sie Gedichte und Weihnachtslieder vortragen. Der Anführer der Gruppe trägt einen Holzstern bei sich, der mit Metall bedeckt und mit Glocken und farbigen Bändern verziert ist. Ein Bild der Geburt Christi ist in der Mitte des Sterns zu sehen und das ganze Kunstwerk ist an einem Besenstiel oder langen Stock befestigt.

 

Bulgarien

Das bulgarische Weihnachten, Koleda oder Rozhdestvo Hristovo, findet am 25. Dezember statt. Das Fest markiert das Ende einer am 15. November beginnenden Fastenzeit der orthodoxen Kirche. Nachdem am Abend des 24. Dezembers, dem Badni vecher, nur Linsen aufgetischt werden, sind am Weihnachtstag Fleischgerichte erlaubt.

Wie in Rumänien ziehen singende Knaben, die koledari, in der Weihnachtsnacht von Haus zu Haus. Sie wünschen Gesundheit, Glück und Wohlstand und tätscheln den Rücken der Leute mit dekorierten Stöcken aus Kornelkirschen.

 

Südeuropa

 

Spanien

In Spanien sind es traditionell die Heiligen Drei Könige, die den Kindern am 6. Januar an Stelle des Weihnachtsmanns oder des Christkinds Weihnachtsgeschenke bringen, wobei die unartigen Kinder statt Geschenken nur Kohlestücke erhalten. Hierzu wird in vielen spanischen Städten die Ankunft der Drei Könige in Form eines Umzugs am 5. Januar gefeiert. Die drei Könige kommen nicht selten auf Kamelen angeritten. Die Kinder müssen für sie am Vortag Wasser und Brot vor die Tür stellen.

Des Weiteren werden in Spanien traditionell keine Weihnachtsbäume aufgestellt, sondern die Wohnungen lediglich mit Weihnachtskrippen geschmückt. In den Straßen hängen Lichterketten mit Glückwünschen oder Sterndekorationen zwischen den Häuserzügen.

Seit den 1980er Jahren kommen allerdings verstärkt mitteleuropäische und angelsächsische Traditionen wie der Weihnachtsbaum auf. Ein weiterer Grund für die Beschenkung durch den Weihnachtsmann am 24. Dezember ist, dass spanische Schulkinder ihre Geschenke so zu Beginn der Ferien erhalten und Zeit zum Spielen haben, was bei einer Beschenkung durch die Heiligen Drei Könige am letzten Ferientag weniger der Fall ist.

Am 22. Dezember findet in Spanien alljährlich die ausgesprochen beliebte Weihnachtslotterie Sorteo de Navidad statt.

 

Katalonien

Tonfigur eines Caganers

Die Bescherung der Kinder nennt sich in KatalonienCaga tió“: Der Tió, ein großer Holzklotz (eigentlich ein mit Geschenken gefüllter Korb), wird mit einem Tuch verdeckt. Dann wird mit Stöcken unter Singen des Liedes Caga tió („Holzklotz, nun rücke heraus ...“) auf diesen Klotz eingeschlagen, damit dieser die Geschenke zur Bescherung für die kleinen und die großen Kinder herausgibt. Eine weitere Besonderheit ist die Anwesenheit des caganers ("Kleiner Scheißer"), einer kleinen Figur mit heruntergelassener Hose in den Weihnachtskrippen. Ein schönes katalanisches Weihnachtslied ist auch El Cant dels Aucells, in dem über dreißig kleine und große Vögel die Geburt Christi besingen.

 

Baskenland

Im Baskenland bringt der Olentzero am 24. Dezember die Weihnachtsgeschenke. Es handelt sich hierbei um die Figur eines Köhlers, der zu Weihnachten in die Dörfer und Städte kommt. Dieser Brauch besteht seit dem Anfang des 20. Jahrhunderts.

 

Italien

Krippe in Neapel (Italien)

Moderne Traditionen verbunden mit Überresten aus römischer Zeit kennzeichnen die Feiern von Natale, dem italienischen Weihnachten. Die heidnischen Saturnalien fielen mit dem christlichen Advent zusammen und die festliche Zeit dauert von diesen Tagen bis nach der Epiphanie. Essen, Gottesdienste, Krippendarstellungen und Geschenke sind die hauptsächlichen Merkmale dieser Jahreszeit. In einigen Teilen Italiens werden die Geschenke durch Gesù bambino, das Christkind, an Heiligabend gebracht, in anderen erst durch eine alte Witwe, die Befana, am Dreikönigstag. Babbo Natale, eine Version des Weihnachtsmanns, ist in letzter Zeit häufiger geworden.

 

Asien

 

Indien

Weihnachten ist ein offizieller Feiertag in Indien, der auf Hindi auch bada din („der große Tag“) bezeichnet wird. Die Feiern sind sehr stark durch den Konsum amerikanischer Medien geprägt worden, so dass Santa Claus und Konsum auch dort Einzug gehalten haben. Fromme christliche Gläubige besuchen den Gottesdienst. In christlichen Missionsschulen nehmen auch hinduistische Kinder aktiv an den Feierlichkeiten teil, z.B. durch Krippenspiele, Gesänge etc.

Im Rashravan Bhavan begeht der indische Staatspräsident die Weihnachtsfeiern. Diese gehen in die Neujahrsfeiern über. Die meisten indischen Lehranstalten kennen Weihnachtsferien, die kurz vor Weihnachten beginnen und bis wenige Tage nach Neujahr dauern.

 

China

In der Volksrepublik China ist der 25. Dezember kein gesetzlicher Feiertag. Christen hingegen begehen an diesem Tag unoffiziell und im privaten Rahmen Weihnachten.

Sowohl in Hongkong als auch in Macao ist der 25. Dezember hingegen ein Feiertag. Beides sind ehemalige Kolonien europäischer Seemächte mit christlichem Hintergrund.

Trotz dieser Unterscheidung muss erwähnt werden, dass in großen urbanen Zentren des chinesischen Festlands im Dezember immer häufiger Weihnachtsdekorationen auftauchen, was auf das wachsende Interesse an diesem westlichen Phänomen und auf Marketingkonzepte zurückzuführen ist.

 

Taiwan

In der Republik China (Taiwan) wird Weihnachten nicht offiziell gefeiert. Durch Zufall ist der 25. Dezember Gedenktag für die Verfassung der Republik China von 1947, der offizielle Verfassungstag. Dieser amtliche Feiertag wird von vielen als Weihnachten behandelt. Damit nicht zu viele Arbeitspausen im Jahreslauf auftreten, ist der Verfassungstag nicht mehr arbeitsfrei, was viele Leute enttäuscht hat, sie aber nicht von inoffiziellen Weihnachtsfeiern abhält.

 

Korea

Südkorea ist das einzige ostasiatische Land, das Weihnachten als Feiertag anerkannt. Nicht-christliche Koreaner brechen aus dem Alltag aus, indem sie sich in Feierrituale wie Schenken, Weihnachtskarten senden und das Schmücken von Weihnachtsbäumen stürzen. Die koreanischen Kinder haben den Weihnachtsmann, bei ihnen Santa Haraboji (Großvater Santa) genannt, ins Herzen geschlossen. Lokale Radiostationen senden Weihnachtsmusik und im Fernsehen werden im Westen Cartoons und Weihnachtsfilme gezeigt. Daneben werden zunehmend mehr Läden und Gebäude weihnachtlich dekoriert.

Für christliche Koreaner besteht die Möglichkeit, spezielle Feiergottesdienste zu besuchen. Junge Leute schätzen daran besonders die Kameradschaft, welche diese Besuche vermitteln. Nach dem Abendgottesdienst gehen sie singend zu den Wohnungen älterer Gemeindemitglieder, wo ihnen warme Getränke und Snacks serviert werden.

 

Japan

Weihnachtsbeleuchtung in Kobe (Japan)

Durch den kommerziellen Sektor gefördert, sind säkulare Weihnachtsfeiern in Japan sehr populär, obwohl Weihnachten (jpn. kurisamasu) kein offizieller Feiertag ist. Die Japaner beziehen den Weihnachtsmann in die Feiern mit ein, obwohl er für sie nicht den gleichen Stellenwert besitzt wie in den USA. Weihnachten ist in Japan weniger wichtig als der Neujahrstag, der im Gegensatz dazu ein offizieller Feiertag ist. Völlig im Gegensatz zum Westen ist Weihnachten in Japan eine Gelegenheit für Paare, sich kennenzulernen, und für andere Gruppen, um Partys zu feiern, während Neujahr der Familie gewidmet wird. An Weihnachten schenken sich Verliebte Geschenke, haben ein spezielles Date und spazieren an den Weihnachtsbeleuchtungen vorbei, die von Firmen und Behörden organisiert werden, um das romantische Gefühl zu unterstreichen. Auch Familien und Freunde tauschen kleine Geschenke oder Geld aus. Ein spezieller Teil des japanischen Weihnachtsfests ist die Weihnachtstorte, weiß und oft mit Erdbeeren geschmückt, die eine Geburtstagstorte für das Christkind darstellen soll.

Das erste Weihnachtsfest in Japan wurde in der Edo-Periode durch holländische Kaufleute in Nagasaki gefeiert. In der Meiji-Periode, als das Verbreiten des christlichen Glaubens erlaubt war, hielten christliche Kirche ihre Messen ab. In der Oberschicht wurde es durch amerikanischen Einfluss üblich, Partys abzuhalten und Geschenke auszutauschen. Wegen der zeitlichen Nähe zu Neujahr breitete sich der Brauch nur langsam in den größeren Städten aus. Im Zweiten Weltkrieg wurden die Feiern verboten und unterdrückt. Seit den 1960er Jahren wurde Weihnachten im Zug der boomenden Wirtschaft und der amerikanischen Fernsehserien ein beliebtes Fest, allerdings ohne jede religiöse Komponente. Viele Japaner begegnen Weihnachten wie den shintoistischen Feiern am Matsuri, wo die Teilnehmer oft nicht wissen, welche Kami gefeiert werden, aber dies doch als Ehrbezeugung betrachten. In den 1970er und 1980er Jahren präsentierten viele Lieder und Fernsehdramas Weihnachten als Fest der Liebe.

Der Geburtstag des amtierenden Herrschers, Kaiser Akihito, am 23. Dezember ist ein nationaler Feiertag, an den Weihnachtstagen hingegen wird gearbeitet. Kurz darauf schließen die Geschäfte für die Neujahrsfeiern und öffnen normalerweise erst am ersten Wochentag nach dem 3. Januar.

 

Philippinen

Die Philippinen kennen die weltweit längste Weihnachtszeit. Traditionell wird das Fest durch Abendmessen während neun Tagen, beginnend mit dem 16. Dezember, eingeläutet. Die auf Spanisch Misas de Aguinaldo (Gabenmessen) genannten Messen sind den Filipinos auch als Simbang Gali bekannt. Der Abend des 24. Dezembers ist die lange erwartete noche buena, an dem nach dem Besuch der Mitternachtsmesse im Kreis der Familie das Weihnachtsessen aufgetischt wird. Es besteht aus Käseballen und Schinken.

 

Amerika

 

USA

In den USA gilt Weihnachten (Christmas, oft auch X-Mas oder Yule genannt) als großes Geschäft, obwohl wegen der Multikulturalität des Landes ein großer Wert darauf gelegt wird, politisch korrekt zu sein und möglichst nur Season Greatings, also allgemeine Grüße zum jeweiligen Fest den Freunden und Verwandten zu schicken. Oft gibt es Versuche, das jüdische Chanukka, das afroamerikanische Fest Kwanzaa und andere Winterfeste im Handel mit Weihnachten zu verbinden.

Trotzdem ist es ein wichtiger Bestandteil der amerikanischen Kultur. Mit einem Anteil von 96%, sowohl Christen wie Nicht-Christen, die 2004 in einer Umfrage [1] angaben, Weihnachten zu feiern, ist dies ein wichtiges Datum im Kalender. Sowohl religiöse als auch säkulare Symbole wurden in den Katalog der vielfältigen amerikanischen Weihnachtstraditionen aufgenommen, die sich auch in themenbezogenen Filmen (Grinch, A Christmas Carol, Kevin allein zu Haus etc.) und Fernsehshows widerspiegeln. Dazu zählen der vom Nordpol kommende Santa Claus als bekannter amerikanischer Weihnachtsmann, Weihnachtsbäume, Weihnachtskarten, Weihnachtslieder, Weihnachtskrippen, elektrische Lichterketten, Geschenke und Küsse unter dem Mistelzweig.

 

Mexiko

Die Mexikaner feiern Weihnachten während der neuntägigen posadas. In dieser Zeit gehen Gruppen von Haus zu Haus, was an die Besuche beim neugeborenen Jesuskind erinnern soll. Sie werden ab und zu eingeladen, am Öffnen der piñata, einer mit Süßigkeiten gefüllten riesigen Papierverpackung teilzunehmen.

 

Südamerika

Das religiöse Element dominiert auch die Weihnachtsfeiern im streng katholischen Südamerika. Die säkularen Bräuche und das Schenken sind in diesen Ländern eine Mischung aus europäischen und indianischen Traditionen sowie dem wachsenden Einfluss nordamerikanischer Kultur.

Das Schenken wird in Kolumbien mit El Niño Jesus (Christkind), in Chile mit einem Viejo Pasquero (alter Hirte) und in Brasilien mit dem Papai Noël (Weihnachtsmann) in Verbindung gebracht, wobei die letzteren beiden Santa Claus in vielem gleichen. Südamerikanische Weihnachtsmänner kleiden sich den Temperaturen entsprechend leichter und haben sich eine Reihe von Hilfsmitteln wie Trampolinen und Leitern angeeignet, um nachts in die Häuser einzudringen. In Argentinien erhalten die Kinder ihre Geschenke am Dreikönigstag, wenn sie ihre Schuhe unter ihrem Bett lassen, damit sie von den drei Weisen auf dem Weg nach Betlehem mit Süßigkeiten gefüllt werden.

Weihnachtskrippen sind in Südamerika sehr wichtig, sowohl in der Wohnung als auch auf öffentlichen Plätzen. In Gegenden mit einem hohen Anteil an indigener Bevölkerung wie etwa Peru werden die Krippenfiguren nach einem jahrhundertealten Muster in Handarbeit geschnitzt. Wie in Mexiko sind auch hier Straßenprozessionen, die die Ereignisse rund um die Geburt Christi nachstellen, häufig. Familiäre Weihnachtsmähler sind ebenfalls sehr wichtig und die Zutaten variieren auf dem Kontinent sehr stark. Weihnachtslichter sind ein fast universeller Bestandteil des Fests und wegen der sommerlichen Witterung sind besonders in brasilianischen Städten weihnachtliche Feuerwerke sehr beliebt.

 

Afrika

 

Ägypten

Die koptische Gemeinde in Ägypten feiert Weihnachten am 29. Tag des koptischen Monats Khiakh, was im Gregorianischen Kalender dem 7. Januar entspricht. An diesem Tag bereiten die Kopten traditionelle Speisen vor, die Zalabya (ein Gebäck) und den Bouri (ein Fischgericht). Der 7. Januar ist auch offizieller Feiertag in Ägypten.

Während der Mitternachtsmesse wird Weihnachten durch einen koptischen Priester zelebriert. Anschließend feiern sie mit einem großen Bankett und essen gezuckerte Kekse mit christlichen Kreuzen darauf, die Kahk. Nach dem Bankett beginnt eine vierzehntägige Fastenzeit.

 

Nigeria

 

Australien und Neuseeland

In diesen beiden englischsprachigen Ländern auf der Südhalbkugel fällt Weihnachten mitten in den Sommer. Die australischen und neuseeländischen Weihnachtsbräuche sind ähnlich wie jene in Großbritannien und Nordamerika und die gleiche winterliche Ikonographie wird verwendet. Dies führt zu solchen Unstimmigkeiten wie einem pelztragenden Weihnachtsmann in einem Schlitten, dem Weihnachtslied „Jingle Bells“ oder Schneeszenen auf Weihnachtskarten und Dekorationen inmitten eines heißen Sommers.

Weil Weihnachten im Sommer stattfindet, ist das Fernsehprogramm weniger wichtig als in Großbritannien, so dass australische Fernsehsender auch kein weihnachtliches Spezialprogramm senden. Und obwohl die meisten australischen Häuser keinen traditionellen Feuerofen besitzen, gehen die Kinder immer noch davon aus, dass der Weihnachtsmann ihnen neben Geschenken unter dem Weihnachtsbaum auch Süßigkeiten am Ofensims mitbringt.

1938 wurde in Melbourne damit begonnen, gemeinsam an Heiligabend Weihnachtslieder bei Kerzenschein zu singen. Diese Tradition, das Carols by Candlelight, hat auch in anderen Städten Anklang gefunden.

Für internationale Gäste und Touristen finden am Bondi Beach in Sydney Truthahn-Barbecues statt, wo Santa jeweils lustige Kunststücke auf dem Surfbrett vorführt.

Am 25. Dezember wird nach dem üppigen typisch britischen Truthahnessen und Plumpudding ein Barbecue/Picknick am Strand veranstaltet.

 

Weblinks