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| Rocco Chinnici | Sciascia | Quasimodo | Camilleri |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Sciascia Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Leonardo_Sciascia&action=history Leonardo SciasciaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mamma non mi mannati a la pirrera
Ca notti e jornu mi pigliu tirrura; A mala pena scinnu a la pirrera, S'apri lu tettu e cadino li mura Accussí voli la mala carrera Fanni pigghiari sempre di paura". - Ritornello di carusi Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921 — Palermo, 20 novembre 1989) è stato un famoso scrittore italiano, oltre che saggista ed uomo politico radicale. Collaboratore di quotidiani e riviste ha sempre preso parte attivamente ai problemi politici e sociali del paese.
Biografia [modifica]Sciascia nasce a Racalmuto in provincia di Agrigento, allora detta Girgenti, primo di tre fratelli, da un impiegato, Pasquale Sciascia, e da una casalinga, Genoveffa Martorelli. La madre proviene da una famiglia di artigiani mentre il padre è impiegato presso una delle miniere di zolfo locali e la storia dello scrittore ha le sue radici nella zolfara dove hanno lavorato il nonno e il padre.
Gli studi [modifica]A sei anni Sciascia inizia la scuola elementare a Racalmuto e ben presto si dimostra intenso lettore. Nel 1935 si trasferisce con la famiglia a Caltanissetta dove si iscrive all'Istituto Magistrale "IX Maggio" nel quale insegna Vitaliano Brancati che diventerà il suo modello e che lo guida nella lettura degli autori francesi, mentre l'incontro con un giovane insegnante, Giuseppe Granata (che fu in seguito senatore comunista), gli fa conoscere gli illuministi e la letteratura americana.
Il diploma e i primi impieghi [modifica]Richiamato alla visita di leva viene considerato per due volte non idoneo, ma alla terza, finalmente accettato, viene assegnato ai servizi sedentari. Nel 1941 prende il diploma magistrale e nello stesso anno si impiega al Consorzio Agrario, occupandosi dell'ammasso del grano a Racalmuto dove rimane fino al 1948. Ebbe così modo di avere un rapporto intenso con la piccola realtà contadina. Nel 1944 si unisce in matrimonio con Maria Andronico, maestra nella scuola elementare di Racalmuto. Da lei Sciascia avrà le sue due figlie, Laura e Anna Maria. Il suicidio del fratello Giuseppe, avvenuto nel 1948, sconvolge Sciascia lasciandogli un profondo segno nell'animo. Nel 1949 inizia ad insegnare nella scuola elementare di Racalmuto.
Le prime opere: poesie e saggi [modifica]Nel 1950 pubblica le Favole della dittatura, che Pier Paolo Pasolini nota e recensisce. Il libro comprende ventisette brevi testi poetici. Nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, che viene illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco. Nel 1953 vince il "Premio Pirandello" assegnato dalla Regione Sicilia per il suo saggio Pirandello e il pirandellismo. Inizia nel 1954 a collaborare a riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici assumendo l'incarico di direttore di «Galleria» e di «I quaderni di Galleria» edite dall'omonimo ma non parente Salvatore Sciascia (Caltanissetta).
Nel 1956 pubblica Le parrocchie di Regalpetra, una sintesi autobiografica dell'esperienza vissuta come maestro nelle scuole elementari del suo paese e nello stesso anno viene distaccato in un ufficio scolastico di Caltanissetta.
A Roma: I racconti [modifica]Nell'anno scolastico 1957-1958 viene assegnato al Ministero della pubblica istruzione a Roma e nell'autunno pubblica i tre racconti che vanno sotto il titolo Gli zii di Sicilia. La breve raccolta si apre con la La zia d'America (un tentativo
di dissacrare il mito dello "Zio Sam", visto come dispensatore di doni e
libertà).
A Caltanissetta: i romanzi [modifica]Sciascia rimane a Roma un anno e al suo ritorno si stabilisce con la famiglia a Caltanissetta interrompendo l'attività scolastica per assumere un impiego in un ufficio del Patronato scolastico.
Nel 1961 esce Il giorno della civetta con il quale lo scrittore indica nel giallo il genere di riferimento delle sue opere. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani uscito nel 1968. Gli anni sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana. Nel 1963 pubblica Il consiglio d'Egitto ambientato in una Palermo settecentesca dove vive e agisce un abile falsario, l'Abate Giuseppe Vella, che “inventa” un antico codice arabo che dovrebbe togliere ogni legittimità ai privilegi e ai poteri dei baroni siciliani a favore del Viceré Caracciolo.
Il ritorno al saggio [modifica]Nel 1964 pubblica il breve saggio o racconto, come dice lo stesso Sciascia nella Prefazione alla ristampa del 1967, Morte dell'Inquisitore, ambientato nel Seicento, che prende spunto dalla figura dell'eretico siciliano Fra Diego La Matina vittima del Tribunale dell'Inquisizione, che uccide Juan Lopez De Cisneros, inquisitore nel Regno di Sicilia. La Compagnia del Teatro Stabile di Catania, diretta da Turi Ferro, mette in scena "Il giorno della civetta", con la riduzione teatrale di Giancarlo Sbragia. Risale al 1965 il saggio Feste religiose in Sicilia che fa da cornice alla presentazione ad una raccolta fotografica ad opera di Ferdinando Scianna, fotografo di Bagheria, dove torna l'accostamento della Sicilia alla Spagna, soprattutto per quanto riguarda il valore e l'importanza, in ambedue le società, della superstizione religiosa e del mito.
La commedia [modifica]Sempre nel 1965 esce la commedia L'onorevole che è una impietosa denuncia delle complicità tra governo e mafia.
Il ritorno al romanzo [modifica]Statua di Sciascia a Racalmuto Nel 1966
ritorna con un romanzo che riprende le modalità del “giallo” già
utilizzate ne Il giorno della civetta, A ciascuno il suo.
A Palermo [modifica]Nel 1967 si trasferisce a Palermo per seguire negli studi le figlie e per scrivere. Esce intanto per l'editore Mursia una Antologia Narratori di Sicilia, curata da Sciascia in collaborazione con Salvatore Guglielmino. Nel 1969 inizia la sua collaborazione con il “Corriere della sera” e pubblica Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D., che racconta, attraverso una rappresentazione teatrale, la controversia per la vendita di una partita di ceci per la quale il vescovado di Lipari non vuole pagare la tassa (siamo all'inizio del ‘700). Il vescovo aveva scomunicato i gabellieri, ma il re, mediante l'appello per abuso, aveva annullato la scomunica. La storia, apparentemente banale, in realtà denuncia i rapporti tra Stato-guida dell'ex Urss e gli Stati satelliti. Le iniziali A.D. identificano Alexander Dubcek, che fu protagonista nel 1968 della Primavera di Praga.
La pensione [modifica]Nel 1970
Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi La corda pazza
nella quale l'autore chiarisce la propria idea di "sicilitudine" e
dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili
capacità saggistiche. La corda pazza riporta, già dal titolo, a
Luigi Pirandello che nel "Berretto a sonagli" sostiene che ognuno di
noi ha in testa “come tre corde d'orologio, quella “seria”, quella
“civile”, quella “pazza”.
Il ritorno al genere poliziesco [modifica]Il 1971 è
l'anno de Il contesto, con il quale l'autore ritorna al
genere poliziesco. La vicenda si svolge intorno all'ispettore Rogas
che deve risolvere una complicata vicenda che origina da un errore di
giustizia e una serie di omicidi di giudici. Benché il romanzo sia
ambientato in un paese immaginario, il lettore riconosce senza sforzo
l'Italia contemporanea. Con gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel del 1971 si comprende che in Sciascia la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera si fa sempre più forte. Così sarà ne "I pugnalatori" del 1976 e ne “L'affaire Moro” del 1978. Nel 1973 pubblica Il mare colore del vino e scrive la prefazione ad un'edizione della "Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni. Nel 1974 pubblica la prefazione ad una ristampa dei "Dialoghi" dello scrittore greco Luciano dal titolo Luciano e le fedi. Esce intanto Todo modo, un libro che parla «di cattolici che fanno politica» e che viene stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Il
racconto, di genere poliziesco, è ambientato in un eremo/albergo dove
si effettuano esercizi spirituali. In questo luogo, durante il ritiro
annuale di un gruppo di "potenti", tra i quali cardinali, uomini politici
e industriali, si verificano una serie di inquietanti delitti.
L'incarico politico [modifica]Alle elezioni comunali di Palermo nel giugno 1975 lo scrittore si candida come indipendente nelle liste del PCI e viene eletto con un forte numero di preferenze come consigliere al comune. Nello stesso anno pubblica La scomparsa di Majorana, una indagine sulla scomparsa del fisico Ettore Majorana avvenuta negli anni '30. Nel 1976 esce una ristampa delle commedie "L'onorevole" e "Recitazione della controversia liparitana" con l'aggiunta de I mafiosi Nello stesso anno pubblica l'indagine I pugnalatori, un libro inchiesta su una vicenda avvenuta a Palermo nel 1862 che vide uccise a pugnalate 13 persone. All'inizio del
1977 Sciascia si dimette dalla carica di consigliere del P.C.I. Successivamente sarà parlamentare nazionale ed europeo per il Partito Radicale. Pubblica in quell'anno "Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia" dove è chiaro il riferimento al Candido di Voltaire.
I contatti con la cultura francese [modifica]In questi anni aumenta i suoi viaggi a Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese e nel 1978 pubblica L'affaire Moro sul sequestro e il processo nella cosiddetta "prigione del popolo" ad Aldo Moro organizzato dalle Brigate Rosse.
L'inchiesta sulla strage di via Fani [modifica]Nel 1979 accetta la proposta dei radicali e si candida sia al Parlamento europeo sia alla Camera. Eletto in entrambe le sedi istituzionali opta per Montecitorio, dove rimarrà fino al 1983 occupandosi quasi esclusivamente dei lavori della Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla strage di Via Fani, il sequestro e l'assassinio di Aldo Moro. Esce in quell'anno Nero su Nero una raccolta di commenti ai fatti relativi al decennio precedente, La Sicilia come metafora, un'intervista a Marcelle Padovani e Dalle parti degli infedeli, lettere di persecuzione politica inviate negli anni cinquanta dalle alte gerarchie ecclesiastiche al vescovo Patti con il quale inaugura la collana della casa editrice Sellerio intitolata "La memoria" che festeggia nel 1985 la centesima pubblicazione con le sue "Cronachette". Nel 1980 pubblica Il volto sulla maschera e la traduzione di un'opera di Anatole France, Il procuratore della Giudea. Nel 1981 pubblica Il teatro della memoria e, in collaborazione con Davide Lajolo, Conversazioni in una stanza chiusa. Nel 1982 esce "Kermesse" e "La sentenza memorabile", nel 1983 "Cruciverba", una raccolta di suoi scritti già pubblicati su riviste, giornali e prefazioni a libri. Pubblica nel 1984 "Stendhal e la Sicilia", un saggio per commemorare la nascita dello scrittore francese.
Gli ultimi anni di vita [modifica]Ricordo di Sciascia a Racalmuto Gli ultimi anni di vita dello scrittore sono segnati dalla malattia che lo costringe a frequenti trasferimenti a Milano per curarsi ma egli continua, sia pure con fatica, la sua attività di scrittore. Nel 1985 pubblica Cronachette e Occhio di capra una raccolta di modi di dire e proverbi siciliani e nel 1986 La strega e il capitano un saggio per commemorare la nascita di Alessandro Manzoni.
Carichi di tristi motivi autobiografici sono i brevi romanzi gialli Porte aperte del 1987, Il cavaliere e la morte del 1988 e Una storia semplice che uscirà in libreria il giorno stesso della sua morte. Ma nel 1987 dopo la pubblicazione dell'articolo "I professionisti dell'antimafia", apparso sul Corriere della Sera il 10 gennaio, Sciascia subisce attacchi da molte personalità della cultura italiana a causa delle accuse rivolte al pool di magistrati dell'antimafia palermitana: a suo dire, alcuni di essi si sarebbero macchiati di carrierismo, utilizzando la sacrosanta battaglia per la rinascita morale della Sicilia come titolo di merito all'interno del sistema correntizio delle promozioni in magistratura. A causa di questo, Sciascia viene isolato da più parti eccezion fatta per i radicali. Solo di recente è stata proposta una rivalutazione dell'intervento sciasciano al quale hanno aderito Leoluca Orlando (favorevole) allora sindaco di Palermo e Nando Dalla Chiesa (contrario) fra gli altri. Pochi mesi prima di morire scrive Alfabeto pirandelliano A futura memoria (se la memoria ha un futuro) che verrà pubblicato postumo e Fatti diversi di storia letteraria e civile edito da Sellerio. Due mesi prima della sua morte lo scrittore a seguito di numerosi contatti precedenti con il Comune di Racalmuto, manifesta la sua volontà di aderire all'istituzione di una Fondazione intitolata al suo nome cui donerà circa 200 ritratti di scrittori della sua collezione privata (acqueforti, acquetinte, oli, grafiche), 2000 volumi della sua biblioteca e l'intera corrispondenza letteraria ricevute in circa cinquant'anni di attività. La Fondazione è stata successivamente costituita dal Comune di Racalmuto e dagli eredi dello scrittore ed è attualmente ospitata a Racalmuto in una vecchia centrale Enel, ristrutturata dal prof. Antonio Foscari. Sciascia muore a Palermo. 20 novembre 1989. Viene ricordato da numerose parole di stima, fra cui quelle del grande amico Gesualdo Bufalino. È sepolto a Racalmuto, suo paese natale, all'ingresso del cimitero. Sulla lapide bianca una sola frase: "Ce ne ricorderemo di questo pianeta".
Amici di Leonardo Sciascia [modifica]Fondata il 26 giugno 1993 a Milano, nella sede storica presso la Biblioteca Comunale, Palazzo Sormani, l'associazione degli Amici di Leonardo Sciascia si propone di incoraggiare la lettura e la ricerca in merito al pensiero e all'opera dello scrittore. L'associazione è priva di scopi di lucro e si autofinanzia con i contributi dei soci e di terzi. Tra le attività più importanti dell'Associazione vi sono la
realizzazione dei Quaderni Leonardo Sciascia, rivista annuale che
ospita scritti monografici o di rassegna, atti di convegni, contributi
originali, studi, ricerche, riflessioni, dibattiti sui diversi aspetti
dell'opera di Sciascia.
Bibliografia [modifica]
Opere di Leonardo Sciascia [modifica]
Monografie dedicate a Leonardo Sciascia [modifica]
Articoli su testate nazionali [modifica]
Articoli, recensioni, testi su Il giorno della civetta [modifica]
Sciascia al cinema [modifica]
Altri progetti [modifica]
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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