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| Poesie Romantiche | All my poetries translate in Other language |
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| Primi Incontri |
| Depressione | Solitudine | Adolescenza | Anima Gemella |
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| Poesie sulla Solitudine |
| Cent'anni di Solitudine |
| Cause Solitudine | Guarire la Solitudine |
| Molte ricerche hanno evidenziato che chi
ha una vita affettiva e relazionale soddisfacente non solo è molto più
felice,ma ha anche vive più a lungo. La sensazione di non essere importanti per nessuno è la causa di molte depressioni e persino suicidi; Complice di tutto questo sono i ritni frenetici della vita moderna che non agevolano i contatti umani. **Timidezza,scarse abilità sociali e diffidenza verso gli altri sono i fayyori che possono contribuire a peggiorare la solitudine, Per sconfiggere la solitudine si deve uscire dal proprio guscio! Alcuni consigli per superare la Solitudine: C’è la Solitudine del Timido,che non sà avvicinarsi agli altri,e la Solitudine delle persone sempre in viaggio per motivi di lavoro,e hi si sente solo in mezzo alla folla! |
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| ***Si deve fare uno sforzo nel cercare nuove amicizie.,devi dedicare alla
tua vita sociale,tempo ed energia,cercando di creare delle occasioni
d’incontro. Fai la prima mossa! Nel primo contatto liberati dal timore di dover essere brillante ad ogni costo. Nei primi contatti ciò che conta non è tanto apparire interessamti,quanto mostrarsi interessati all’altra persona. Sviluppa l’amicizia con gradualità. Sii te stesso. Non essere troppo critico verso gli altri. Sviluppa i tuoi interessi; Se ti amncano elemti di conversazione devi ampliare i tuoi interessi. ___________Una ricetta contro la solitudine? La qualità delle nostre relazioni dipende dal nostro atteggiamneto psicologico. La Solitudine degli adolescenti e dei giovani si vedono nelle piazze,nelle paninoteche e pizzerie,nelle discoteche. L’adolescenza ha dentro di sè una serie di fattori che predispongono alla solitudine,come per esempio il suo sviluppo; Nel giro di pochi anni si ha un rapido sviluppo fisico che pone agli adolescenti il problema di riconoscersi,l’insorgere di caratteri sessuali della maturità. Il passaggio alle scuole superiori,poi...che avvia l’adolescente ad un nuovo ragionamento,logico-astratto, gli crea non pochi problemi. __________Come sfuggire al male della Solitudine: Il rimedio migliore è trovare le risorse per non piangersi addosso e fare la prima mossa e cercare un gruppo impegnatoin attività valide e costruttive. |
| ______Quali sono le principali cause e
conseguenze della solitudine? Le cause? Di qualsiasi tipo di solitudine si parli, è sempre la diversità tra le persone, o meglio si è soli quando si è diversi: fisicamente (ci si veste diversamente o si è conformati in modo diverso), e psicologicamente: la penso diverso dagli altri, non sono espansivo, mi interesso di storia medievale ecc.. A rimetterci è sempre la minoranza (non ho mai visto uno timidissimo, che va benissimo a scuola, che va a messa, che veste in modo strambo essere attorniato da amici). L'uomo cerca il più forte eliminando (e in questo caso escludendo) il più debole. Spesso uno si sente solo anche se di amici non ne ha, ma forse si tratta di amicizie non sincere... Le conseguenze? Da quelle più drammatiche (suicidio) a quelle meno drammatiche ma cmq gravi (malessere, tristezza...) Che brutta roba... ***La solitudine e dentro di noi,mai fuori.Si puo essere in mezzo a tanta gente e sentirsi soli comunque.A volte puo essere vissuta male,perchè si crede erroneamente che per essere felici bisogna stare assiema ad altri, secondo il mio modesto parere e meglio soli che male accompagnati.Le consequenze della solitudine sono solo positive,perchè ti obbligano a riflettere e guardarti dentro e si impara a sentirsi sempre in compagnia della propia interiorità. ***La prima causa della solitudine è da addebitarsi al prossimo più vicino alla persona abbandonata. La seconda causa è la persona stessa che si isola pensando di essere inutile alla realtaà che la circonda. |
| Fonte:
http://pcmendrisiotto.wordpress.com La solitudine degli anziani Recenti studi hanno evidenziato che un buon invecchiamento è possibile se legato all’integrazione sociale, condizione che preserva le funzioni cognitive e favorisce una migliore qualità di vita. Con l’avanzare dell’età, e il confronto con gli eventi della vita (ad esempio la morte di un coniuge), gli anziani si trovano a fronteggiare il progressivo indebolimento della propria rete sociale. Questa situazione non è sempre compensata dalla creazione di nuovi rapporti che sostituiscono quelli inevitabilmente persi; possono così nascere sentimenti di solitudine che implicano una sensazione di contrasto tra la qualità delle relazioni sociali realizzate e quelle desiderate. Varie ricerche indicano anche che un cambiamento di abitazione, e soprattutto il ricovero in istituto, può incidere negativamente sulle relazioni interpersonali. Gli anziani si trovano, infatti, a dover lasciare il loro domicilio ed il contesto in cui sono inseriti. Bisogna distinguere tra la positività di una scelta di stare da soli e la negatività di una solitudine involontaria. Gli anziani, in realtà, sono i soggetti più esposti al rischio della solitudine; con la cessazione dell’attività lavorativa si può vivere una perdita di ruolo sociale che a sua volta genera un senso di inutilità e frustrazione. La lontananza dei figli ormai adulti, inoltre, fa sì che gli anziani perdano dei punti di riferimento fondamentali all’interno del nucleo familiare. La solitudine diventa allora una condizione subita e mal sopportata ed è utile interrogarsi sul rapporto tra l’anziano e la sua famiglia, sul genere di vita che conduce, sulla sua situazione economica. La solitudine, la nostalgia, la malinconia, sono condizioni a cui molto spesso si fa l’abitudine e trovano posto nel profondo dell’anima, accompagnando la persona giorno dopo giorno. Gli anziani che ricercano la solitudine come momento di quiete benefica sono senza dubbio una minoranza rispetto a coloro che la temono, la vivono male e si scoprono privi di stimoli e invasi da un forte senso di frustrazione. I disagi legati alla solitudine possono perdurare anche dopo tanti anni, poiché per la maggioranza degli anziani il fatto di vivere da soli non è una scelta, ma una condizione in cui, per svariati motivi, si sono ritrovati. La paura di sentirsi male mentre si è da soli è un altro elemento che condiziona parecchio la vita degli anziani. Le relazioni sociali rivestono un ruolo significativo contro il ripiegamento su se stessi e la chiusura verso il mondo esterno; se le amicizie mancano la vita può assumere un aspetto triste, cupo e vuoto. Ci si ritrova a fare i conti con l’essere soli, con il rimpianto del passato, di una vita che adesso non c’ è più. La solitudine permette la riflessione, l’introspezione, ma altrettanto importante è avere contatti con gli altri e impiegare il proprio tempo in modo gratificante al fine di sentirsi utili, vivi. Nel Mendrisiotto si contano tre Centri diurni per gli anziani, a Chiasso, Vacallo e Riva San Vitale, più un Centro diurno terapeutico di Pro Senectute a Balerna. Sono sufficienti per la popolazione anziana del nostro territorio o, al contrario, i comuni vanno stimolati a riflettere su questa realtà? Eleonora Gambardella |
| ©Iaphet Elli: www.iaphet.com |
| Su questa strada… ….Dove corre la solitudine Un fuoco ardere a lato vedo; L’energia che vola via Nel ciel lontano, Fa crescere in me l’ardente pensier. Io Che volo a bassa quota Dispiego le mie ali E tu Che rondine non sei più Porti ora e per sempre A me La tua primavera. _______________:::::::_____ La solitudine Non è amore né dolore Né pace e ne guerra le cause È solo un deserto Che a poco a poco entra dentro Allargandosi sempre più. |
| Solitudine Copyright
(Poesie presenti nel libro di Iaphet
Elli)
Ho chiuso gli occhi,la notte è arrivata , dalla mia cameretta una luce
fioca vedo arrivare, di là da quel sentiero che chiamo Vita, sempre più grande a poco a poco che si fà vicina.. |
| _______Solitudine di Antonella Iannò Nel buio della notte, tra solitarie vie cittadine, accompagnato soltanto dal rumore dei suoi passi, un uomo con un lungo mantello cammina.. Il passo spedito, lo sguardo rivolto verso il basso lasciano pensare che abbia una destinazione precisa. Non è così.. l'uomo vaga nella notte senza meta alcuna, l'unico suo pensiero è camminare, forse, riflettere. Sotto la fioca luce dei lampioni, che confonde quella della luna, l'uomo prosegue senza fermarsi, nè mai voltarsi indietro. Chi è quest'uomo dallo sguardo assente che vaga nella notte.. Agli occhi di chi raramente, lo ha incrociato, egli appare come una sagoma nera indefinita, sfuggente.. Una leggenda narra che nessuno sia mai riuscito a parlare con lui, ma sembrerebbe che il suo nome sia.. Solitudine. |
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rilasciato sotto i termini della
GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/L%27esclusa Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=L%27esclusa&action=history L'esclusaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'esclusa è un romanzo di Luigi Pirandello, il cui titolo originario era Marta Ajala. Fu pubblicato a puntate sulla rivista La Tribuna e, nel 1908, in volume. Pirandello lavora sullo sfondo tipico della letteratura del Verismo, ricca di dinamiche sociali ben descritte nei loro pregiudizi e nelle loro sanzioni; a questo, l'autore aggiunge una vicenda che rimanda ai paradossi del dramma esistenziale, del contrasto tra sostanza e apparenza.
Trama [modifica]Marta è una giovane sposata con Rocco. Dopo che un giorno il marito ha scoperto alcune lettere che le erano inviate da un ammiratore (Gregorio Alvignani) viene subito accusata ingiustamente di tradimento: il marito la abbandona e viene disprezzata da tutti. Il padre si chiude nella sua camera e al momento del difficile parto di Marta, viene trovato morto. Muore anche il bambino di Marta. La famiglia Ajala cade così nella disperazione. La famiglia subisce ogni sorta di soprusi e ingiustizie da parte della gente del paese, che è ormai al corrente dei fatti accaduti; come se non bastasse alla morte del padre la conceria viene affidata a Paolo Sistri, l'attività fallisce e la famiglia cade in miseria. Marta comincia a studiare e partecipa, nonostante la disapprovazione sia dell'ex marito, Rocco, che di Anna e Agata al concorso per il posto di maestra presso la scuola dell'istituto. Marta vince il concorso, ma viene “scartata” e sostituita da una raccomandata. La madre decide di parlare col direttore della scuola, che le concede un posto: la notizia non è accolta bene dalle alte cariche del paese, che costringono Marta a fingersi malata. Il direttore, con l'aiuto dell'oramai deputato Alvignani, trova di nuovo una soluzione, trasferire Marta assieme alla sorella ed alla madre a Palermo. La vita a Palermo migliora molto: nessuno conosce la loro vicenda e a scuola Marta si trova bene, nonostante la maggior parte dei suoi colleghi le facesse la corte. Durante la permanenza a Palermo, Marta rincontra l' Alvignani e, credendosi innamorata, ha un figlio da lui. Intanto viene chiamata dalla madre di Rocco, anche lei accusata di tradimento, Marta chiama subito Rocco. Quando arriva, i due assistono alle ultime ore della madre. Paradossalmente, Marta viene completamente riabilitata e riaccettata in famiglia, nonostante il fatto che per la prima volta sia veramente accaduto un tradimento.
Personaggi [modifica]
Maria [modifica]Maria, la sorella di Marta, è una ragazza sensibile. Anche se non lo dimostra esplicitamente è una donna forte perché si è trovata un'onta sul suo futuro: non potrà avere marito, ha scarse possibilità di emanciparsi (anche se probabilmente non era suo desiderio). Nonostante questo, non tenta né di reagire né di lamentarsi o accusare, ma cade nello sconforto assoluto, alimentato dalla morte del padre. Si affida a valori astratti: la religione e la musica. Non gioca un ruolo fondamentale nella narrazione: non interagisce con altri personaggi e Pirandello dà poco peso ai suoi sentimenti.
Agata Ajala [modifica]Agata, la madre di Marta e Maria, è piuttosto conservatrice o meglio, si è adattata alle abitudini conservatrici del tempo. Come la figlia anche lei è molto legata alla religione e tenta di dare una spiegazione alle disgrazie tramite essa. Dopo la disgrazia si vergogna di andare in giro, di essere guardata dalla gente del paese e non vuole sentire i commenti dei vicini. Si rassegna a qualsiasi cosa accada e, nonostante trovi quasi sempre una soluzione spesso non dimostra di voler tirare su l' “onore” della famiglia, ma di stare a subire le disgrazie.
Marta [modifica]Marta è una donna forte, che reagisce al sopruso ricevuto. Non sopporta che le altre le dicano che essere guarita dalla malattia sia stata una fortuna, ma nonostante questo decide lo stesso di riscattare la famiglia: sia per propria emancipazione sia per dimostrare di essere in grado di poter sostentare una famiglia; odia il padre perché, a differenza di lei, non ha saputo reagire all' ingiustizia e si è abbandonato. Odia i conservatori, perché i conservatori odiano lei, e nonostante la madre, Maria e Anna veronica abbiano ancora fede nella chiesa ed in Dio, soprattutto quando viene sorteggiata per la consegna della Madonna, Marta non vede segni del destino o aiuti da Dio ma crede solo nella sua capacità di potersi ancora realizzare. Ama gli studi e il fatto di averli abbandonati così presto la ferisce, è nostalgica ma quando viene importunata dalle sue ex amiche non si offende ma continua la sua “battaglia”. Non vuole far trasparire i suoi sentimenti interni e, soprattutto, non vuole comunicarli: non si sfoga con nessuno se non piangendo (sola). Non accetta il fatto di essere compatita.
Anna Veronica [modifica]Unica amica rimasta a Marta, Anna Veronica è il futuro che si sarebbe aspettata la protagonista se non avesse deciso di ribellarsi, costretta a portare un velo nero come marchio, non solo fisico (in questo caso il velo) ma anche psicologico: è ripudiata dal paese o da chiunque conosca la sua vicenda le uniche amiche rimaste sono Marta, Maria e Agata. Spesso consola le sue amiche ed è l' unica persona le cui parole di biasimo sono accettate non perché dette per compiacimento ma perché è a conoscenza della loro situazione, in quanto anche lei ha subito una situazione analoga. Anche lei come altri personaggi del libro è molto legata alla religione. Citazioni:
Rocco Pentagora [modifica]Marito di Marta. Fomentato dal padre e dalla sua posizione, reagisce eccessivamente alla lettera dell' Alvignani passando a conclusioni affrettate; pentendosi lui stesso sia alla fine quando pare che si rappacifichi con Marta sia quando viene a sapere della morte di Francesco Ajala. Critica suo padre perché l' ha offeso dicendogli di far parte di una famiglia che subisce tradimenti da sempre e anche perché ha insultato Marta.
Francesco Ajala [modifica]È, assieme a Maria e Anna, un personaggio secondario. Le uniche descrizioni forniteci dall' autore sono una sequenza riflessiva della moglie, in cui lo descrive come una persona molto impulsiva, attaccata ad oggetti di poco valore, non era avaro ed è attaccato a degli ideali conservatori.
Stile e linguaggio [modifica]I romanzi di Pirandello sono caratterizzati da accurate descrizioni dei personaggi e dei luoghi, alternando descrizioni oggettive a quelle soggettive, ricche di caratterizzazione. Nell'esporre il carattere l'autore predilige l'aspetto psicologico (abitudini, gusti, rapporti con gli altri), l'aspetto sociale (tenore di vita, interessi), e l'aspetto culturale (convinzioni e ideali). Fa uso anche di tecniche diverse: utilizza l'aspetto fisico per caratterizzare i personaggi, ad esempio descrivendo Marta dice che ha gli occhi velati, che fanno pensare ad un senso di tristezza; altre volte utilizza la focalizzazione interna, ovvero la descrizione di un personaggio da parte di un altro: è il caso di quando Agata descrive il marito. Il linguaggio è caratterizzato dal dialetto, dall'iperbole (Piazza internazionale, riferendosi alla fronte della signora Poponica) ricorre solente alle metafore o a delle similitudini per arricchire le descrizioni. Alterna sequenze descrittive a quelle riflessive, ma con relativamente poche sequenze narrative.
Collegamenti esterni [modifica] |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Adolescenza Cronologia http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Adolescenza&action=history AdolescenzaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ritratto di una adolescente
Generalmente viene dato il nome di adolescenza a quella fase dell'età evolutiva che va dai 13 ai 20 anni. Descrizioni piú precise distinguono tra preadolescenza ed adolescenza. Alla prima assegnano gli anni dai 10/11 ai 14/15 e alla seconda gli anni dai 14/15 ai 18/20. Seguendo questa distinzione rimandiamo alla voce preadolescenza per la prima fase; qui tratteremo sola della adolescenza, ossia della seconda fase.
L'adolescenza... in generale [modifica]Mentre, la preadolescenza è la fase nella quale l'individuo, comincia a subire le modifiche somatiche e psicologiche e a perdere le caratteristiche dell'infanzia, nell'adolescenza le fondamentali trasformazioni sono già avvenute, la sessualità ha raggiunto la forma alloerotica (cioè, bisogno del partner) e, generalmente, quella di tipo eteroerotica (cioè bisogno del partner di sesso diverso), il pensiero ha maturato le forme logiche, l'egocentrismo infantile è superato. Queste nuove strutture sono però appena abbozzate; ora hanno bisogno di essere consolidate. Ciò avviene nell'arco di tempo che va, approssimativamente, dai 15 ai 18 anni ma recentissimi studi americani dimostrano che l'età dello sviluppo del corpo avviene nella femmina non oltre gli 8350 giorni dalla nascita, nel maschio invece non oltre i 9700. La fragilità somatica e psicologia del soggetto, in questa fase, è evidente e facilmente spiegabile se si tiene conto del lavoro per il consolidamento delle sue strutture fisico-psichiche che in lui si va compiendo. Altro aspetto dell'adolescenza è dato dall'esperienza che ora il soggetto va facendo degli schemi mentali di tipo logico-formale. Il tipo operatorio-concreto del pensiero del fanciullo (7/10 anni) non consente al soggetto di immaginare il possibile fuori degli schemi della realtà, cosi com'egli la vive e la sperimenta. Per il fanciullo il possibile è solo ciò che non è ancora avvenuto ma può avvenire. Il pensiero logico-formale consente invece di concepire il possibile come ciò che non è contraddittorio. Mentre il fanciullo lavora di fantasia, ma il suo mondo fantastico è legato alla realtà delle cose concrete, si tratti pure di eroi spaziali o di mostri metà animali e metà uomini, il mondo fantastico dell'adolescente è costituito da ipotesi sociali, etiche, politiche, ecc., non reali, ma logicamente realizzabili. Vi è un egocentrismo tipico dell'adolescente dato dalla tendenza a rinchiudersi in questo mondo fantastico, che lo può portare a grandi mete, ma anche ad aspre delusioni. Cronologicamente questa fase si colloca nella tarda adolescenza e nella prima giovinezza, tra i 16/17 anni e i 22/23 anni per la femmina e tra i 17/18 e i 25/26 per il maschio. Connesso con lo sviluppo del pensiero logico-formale vi è pure la maturazione degli schemi sociali. Lo sviluppo della socialità comincia con il superamento dell'egocentrismo infantile verso i 9/11 anni, ma solo verso i 15/16 anni il sentimento della socialità orienta il soggetto verso rapporti di parità con gli altri e verso forme ideali di amicizia che non devono più rispondere alla necessità di avere compagni con cui giocare e divertirsi ma amici con cui coltivare ideali o condividere idee. Un fenomeno caratteristico della socialità adolescenziale è quello della solidarietà con i coetanei, sia nelle circostanze in cui uno ha bisogno dell'altro fino a portare a vere e proprie complicità delittuose, sia ad una solidarietà di classe che spesso porta a contestazioni di maniera nei riguardi degli adulti. Questa solidarietà di classe, mista a contestazione, si manifesta spesso in quella che viene chiamata crisi di originalità . L'adolescente sceglie per il suo comportamento condotte che lo distinguano da tutti gli altri, ma la sua attenzione è a tutto ciò che può distinguerlo dagli adulti. Gli schemi della personalità di un individuo sono la risultante di fattori naturali e altresì di fattori culturali. Nei primi mesi di vita i fattori culturali cominciano appena a condizionare il comportamento dell'individuo, per cui la condotta di un bambino di pochi mesi non differisce granché da quella di tutti gli altri bambini, ma, più si avanza negli anni, più questi fattori contribuiscono a differenziare la condotta degli individui. Le linee di comportamento qui descritte riguardo le caratteristiche dell'adolescenza sono solo orientative per capire i soggetti in questa età, perché nella realtà molto forte sarà la differenza tra soggetto e soggetto a seconda dell'ambiente e dei fattori culturali che avranno concorso a condizionare lo sviluppo di ciascuno.
Interpretazioni psicoanalitiche [modifica]La sessualità all'erotica lo spinge ad incontri nei quali ancora mal si armonizza lo scarico delle pulsioni libidiche con il bisogno di dare e ricevere tenerezza ed affetto. D'altra parte mentre la maturazione sessuale a livello fisico è sufficientemente raggiunta, i riflessi di essa sul piano emotivo trovano una situazione psicologica del tutto impreparata. La psicologia differenziale può precisare la notevole differenza che si riscontra tra la situazione del maschio e quella della femmina. I due sessi però hanno in comune questo fatto estremamente disorientante: mentre la maturazione sessuale a livello fisiologico è pressoché completa, a livello emotivo-affettivo la sessualítà è tutta da costruire; per ora l'adolescente comincia solo a tentare le prime esperienze. I traumi psicologici provocati da maternità e paternità precoci sono un test efficacissimo a dimostrare che non vi è necessario parallelismo tra sviluppo fisico e sviluppo psichico. Sul piano pulsionale nell'adolescenza abbiamo la punta massima del fenomeno della masturbazione maggiore nei maschi, minore nelle femmine. Essendo le pulsioni legate al dinamismo ormonico e alla topografia somatica, la loro intensità e ampiezza sono diverse nel maschio e nella femmina. Nel primo vi è una maggiore intensità ma un minore coinvolgimento di tutta la persona; nella seconda avviene il contrario. La femmina è più coinvolta dalla sua sessualità, ma questa non è tutta di tipo genitale; essa si traduce in amicizie particolari, nel bisogno di dare e ricevere tenerezza e può anche trovare più facilmente il modo di essere sublimata. Il maschio è meno coinvolto dalla sua sessualità ma le pulsioni a livello genitale sono più intense; più difficilmente possono essere sublimate; la masturbazione, se non è accompagnata da sentimenti di colpa, può liberarlo dalla tensione. Ma a volte essa ha altre funzioni, è la ricerca di una compensazione, alle mortificazioni sociali, agli insuccessi scolastici o nel lavoro, a forme di oppressione morale, ecc. In questo caso, per un processo circolare, la masturbazione aggrava il turbamento ed il turbamento spinge alla masturbazione. La delicatezza della fase adolescenziale è tutta nella costruzione di questi equilibri che sono di fondamentale importanza per la personalità futura.
L' "invenzione" dell'adolescenza [modifica]La figura dell'adolescente, come persona in una prolungata fase di transizione problematica, non viene considerata dalla maggior parte delle società tradizionali. In esse spesso il passaggio dalla fase della vita "bambino" alla fase "adulto" viene (veniva) gestito da appositi riti di passaggio, che rappresentano in chiave simbolica l'allontanamento dallo stato precedente, l'attraversamento di una soglia liminale, e la reintegrazione nella società con un diverso status. Anche nelle società "occidentali" fino all'Ottocento si veniva considerati bambini fino all'età in cui non ci si poteva dedicare alle attività che la propria classe sociale prevedeva. Le rappresentazioni artistiche, letterarie o figurative, di "giovani uomini o donne", anche di 10 o 12 anni, mostrano come venissero caratterizzati come "piccoli adulti", vestiti come i genitori, intenti nelle stesse attività. Questo sia negli strati sociali più poveri, dove l'inizio del lavoro poteva essere anche a 6-7 anni, così come tra le elites, ove si poteva essere re o professori universitari anche a 12-13 anni. Verso la fine del XIX secolo, nelle società europee, in particolare in Germania, Inghilterra e Francia, i cambiamenti sociali ed economici fanno si che un grande numero di ragazzi si trovino in una condizione di vita fino allora molto meno significativa. In particolare nel mondo borghese, l'aumentata importanza dell'istruzione fino ad avanzata età, la proliferazione di college e scuole superiori, i lunghi periodi di apprendistato non produttivi necessari alla formazione nelle scienze più avanzate, creano l'adolescenza come etichetta sociale prima non necessaria. Parallelamente, la diffusione di istituzioni e associazioni giovanili, come lo scautismo, le società segrete giovanili o il movimento giovanile tedesco (Wandervögel), cosiccome il fiorire della letteratura sulla e per l'adolescenza, rispondono al bisogno di creazione d'identità in questa nuova fase della vita.
Bibliografia [modifica]
Stadi dello
sviluppo umano
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