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  Poesie sulla Solitudine  
Cent'anni di Solitudine      
©Iaphet Elli: www.iaphet.com
Su questa strada…
….Dove corre la solitudine
Un fuoco ardere a lato vedo;
L’energia che vola via
Nel ciel lontano,
Fa crescere in me l’ardente pensier.
Io
Che volo a bassa quota
Dispiego le mie ali
E tu
Che rondine non sei più
Porti ora e per sempre
A me
La tua primavera.
_______________:::::::_____
La solitudine
Non è amore né dolore
Né pace e ne guerra le cause
È solo un deserto
Che a poco a poco entra dentro
Allargandosi sempre più.
Solitudine Copyright (Poesie presenti nel libro di Iaphet Elli)

Ho chiuso gli occhi,la notte è arrivata , dalla mia cameretta una luce fioca vedo arrivare, di là da quel sentiero che chiamo Vita, sempre più grande a poco a poco che si fà  vicina..
La vedo sola, di solito attorno noto altre anime, corpi che le fanno strada ma ora non sà spiegarmi il perchè della sua solitudine.
Sarà  l'estate, sarà  il tempo!!
La solitudine ti prende, come uno squalo, il ventre molle ( di te ) che ha l'anima, ti assale quando non te accorgi...ti violenta, per poi lasciarti dissanguare ai margini, una strada di periferia senza affetto e senza ricordo alcuno.
Una presa grande, una presa bestiale verso chi dentro ha un cuore grande e nulla più!
Morire... come un fiore appena sbocciato, ora noi uomini e,donne soli siamo.
Morire come l'appassire, sradicati dal nostro futuro, lasciati senza acqua nel deserto di questa vita dove non esiste affetto

Questo articolo è rilasciato sotto i termini della GNU Free Documentation License
Esso utilizza materiale tratto da  http://it.wikipedia.org/wiki/L%27esclusa

Cronologia  http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=L%27esclusa&action=history

L'esclusa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
I'esclusa
Titolo originale  
Autore: Luigi Pirandello
Anno
(1a pubblicazione) :
1908
Genere: romanzo
Sottogenere: classico
Ambientazione:  
Anno di ambientazione: fine '800 - inizi '900.
Protagonista: Marta
Coprotagonisti:  
Antagonista:  
Personaggi secondari: Agata Ajala, Maria, Rocco, Anna Veronica, Francesco.
EDIZIONE RECENSITA
Anno: 2001
Editore: Mondadori
Traduzione:  
Collana: Classici moderni
Pagine:  
Capitoli  
ISBN  
ISSN  
Progetto Letteratura

L'esclusa è un romanzo di Luigi Pirandello, il cui titolo originario era Marta Ajala. Fu pubblicato a puntate sulla rivista La Tribuna e, nel 1908, in volume. Pirandello lavora sullo sfondo tipico della letteratura del Verismo, ricca di dinamiche sociali ben descritte nei loro pregiudizi e nelle loro sanzioni; a questo, l'autore aggiunge una vicenda che rimanda ai paradossi del dramma esistenziale, del contrasto tra sostanza e apparenza.

Indice

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Trama [modifica]

Marta è una giovane sposata con Rocco. Dopo che un giorno il marito ha scoperto alcune lettere che le erano inviate da un ammiratore (Gregorio Alvignani) viene subito accusata ingiustamente di tradimento: il marito la abbandona e viene disprezzata da tutti. Il padre si chiude nella sua camera e al momento del difficile parto di Marta, viene trovato morto. Muore anche il bambino di Marta. La famiglia Ajala cade così nella disperazione. La famiglia subisce ogni sorta di soprusi e ingiustizie da parte della gente del paese, che è ormai al corrente dei fatti accaduti; come se non bastasse alla morte del padre la conceria viene affidata a Paolo Sistri, l'attività fallisce e la famiglia cade in miseria. Marta comincia a studiare e partecipa, nonostante la disapprovazione sia dell'ex marito, Rocco, che di Anna e Agata al concorso per il posto di maestra presso la scuola dell'istituto.

Marta vince il concorso, ma viene “scartata” e sostituita da una raccomandata. La madre decide di parlare col direttore della scuola, che le concede un posto: la notizia non è accolta bene dalle alte cariche del paese, che costringono Marta a fingersi malata. Il direttore, con l'aiuto dell'oramai deputato Alvignani, trova di nuovo una soluzione, trasferire Marta assieme alla sorella ed alla madre a Palermo.

La vita a Palermo migliora molto: nessuno conosce la loro vicenda e a scuola Marta si trova bene, nonostante la maggior parte dei suoi colleghi le facesse la corte. Durante la permanenza a Palermo, Marta rincontra l' Alvignani e, credendosi innamorata, ha un figlio da lui. Intanto viene chiamata dalla madre di Rocco, anche lei accusata di tradimento, Marta chiama subito Rocco. Quando arriva, i due assistono alle ultime ore della madre. Paradossalmente, Marta viene completamente riabilitata e riaccettata in famiglia, nonostante il fatto che per la prima volta sia veramente accaduto un tradimento.

 

Personaggi [modifica]

 

Maria [modifica]

Maria, la sorella di Marta, è una ragazza sensibile. Anche se non lo dimostra esplicitamente è una donna forte perché si è trovata un'onta sul suo futuro: non potrà avere marito, ha scarse possibilità di emanciparsi (anche se probabilmente non era suo desiderio). Nonostante questo, non tenta né di reagire né di lamentarsi o accusare, ma cade nello sconforto assoluto, alimentato dalla morte del padre. Si affida a valori astratti: la religione e la musica. Non gioca un ruolo fondamentale nella narrazione: non interagisce con altri personaggi e Pirandello dà poco peso ai suoi sentimenti.

« Andiamo in chiesa, Maria? Questa domanda per la sorella significava: "andiamo a pregare per il babbo?". Ma erano ben tristi quelle cene in silenzio, interrotte dall' invio del cibo alla stanza del rinchiuso, gelate dall' aspetto di Maria, che ne ritorna ogni volta più oppressa. »

 

Agata Ajala [modifica]

Agata, la madre di Marta e Maria, è piuttosto conservatrice o meglio, si è adattata alle abitudini conservatrici del tempo. Come la figlia anche lei è molto legata alla religione e tenta di dare una spiegazione alle disgrazie tramite essa. Dopo la disgrazia si vergogna di andare in giro, di essere guardata dalla gente del paese e non vuole sentire i commenti dei vicini. Si rassegna a qualsiasi cosa accada e, nonostante trovi quasi sempre una soluzione spesso non dimostra di voler tirare su l' “onore” della famiglia, ma di stare a subire le disgrazie.

« La signora Agata avrebbe voluto essere almeno della metà men alta della statura per non attirare tanto gli sguardi della gente e passare inosservata;

correre in un baleno quella via che le pareva interminabile.
 

La signora Ajala già da un pezzo aveva imparato a misurare ogni dispiacere, ogni dolore, non per sé stesso, che le sarebbe parso poco o niente, ma in considerazione delle furie che avrebbe suscitato nel marito.
 

Marta avrebbe dovuto starsene rassegnata e dimessa, ad aspettare giustizia dal tempo. »

Marta [modifica]

Marta è una donna forte, che reagisce al sopruso ricevuto. Non sopporta che le altre le dicano che essere guarita dalla malattia sia stata una fortuna, ma nonostante questo decide lo stesso di riscattare la famiglia: sia per propria emancipazione sia per dimostrare di essere in grado di poter sostentare una famiglia; odia il padre perché, a differenza di lei, non ha saputo reagire all' ingiustizia e si è abbandonato. Odia i conservatori, perché i conservatori odiano lei, e nonostante la madre, Maria e Anna veronica abbiano ancora fede nella chiesa ed in Dio, soprattutto quando viene sorteggiata per la consegna della Madonna, Marta non vede segni del destino o aiuti da Dio ma crede solo nella sua capacità di potersi ancora realizzare. Ama gli studi e il fatto di averli abbandonati così presto la ferisce, è nostalgica ma quando viene importunata dalle sue ex amiche non si offende ma continua la sua “battaglia”. Non vuole far trasparire i suoi sentimenti interni e, soprattutto, non vuole comunicarli: non si sfoga con nessuno se non piangendo (sola). Non accetta il fatto di essere compatita.

« Debbo dimostrarmi grata per giunta, è vero? Della che ho ricevuto, guarendo.

Marta invece pensava all' incontro con le antiche compagne, e non si dava col pensiero tanta fretta di tirarsi via.
Chi sa che dicono di me...
Lasciale cantare! - le rispose Eufemia
Non consolatemi...
 

Era paga : aveva vinto ; sentiva di far bene, e le piaceva di vivere. »

 

Anna Veronica [modifica]

Unica amica rimasta a Marta, Anna Veronica è il futuro che si sarebbe aspettata la protagonista se non avesse deciso di ribellarsi, costretta a portare un velo nero come marchio, non solo fisico (in questo caso il velo) ma anche psicologico: è ripudiata dal paese o da chiunque conosca la sua vicenda le uniche amiche rimaste sono Marta, Maria e Agata. Spesso consola le sue amiche ed è l' unica persona le cui parole di biasimo sono accettate non perché dette per compiacimento ma perché è a conoscenza della loro situazione, in quanto anche lei ha subito una situazione analoga. Anche lei come altri personaggi del libro è molto legata alla religione.

Citazioni:

« Instancabile, Anna Veronica, dopo tante veglie, recava adesso ogni mattina alla convalescente piccole immagini odorose di santi, contornate di carta trapunta, punteggiate d' oro, con nimbi d'oro. »

Rocco Pentagora [modifica]

Marito di Marta. Fomentato dal padre e dalla sua posizione, reagisce eccessivamente alla lettera dell' Alvignani passando a conclusioni affrettate; pentendosi lui stesso sia alla fine quando pare che si rappacifichi con Marta sia quando viene a sapere della morte di Francesco Ajala. Critica suo padre perché l' ha offeso dicendogli di far parte di una famiglia che subisce tradimenti da sempre e anche perché ha insultato Marta.

« Non bastava, non bastava averla scacciata? M' ero vendicato... Bastava! ... e lui, vigliacco va a farle sotto gli occhi quella scenata infame! Perché insultarla ancora? Chi glien'aveva dato l' incarico? Vigliacco! Vigliacco!
Imbronciato sempre, sgarbato, di pessimo umore. Poi, all' improvviso, era accaduta la morte di Francesco Ajala, del bau! Ebbene, e quell'animella squinternata s' era d' un subito sentita schiacciare dall' unanime compianto che quel pazzo furioso aveva raccolto in paese. 
»

Francesco Ajala [modifica]

È, assieme a Maria e Anna, un personaggio secondario. Le uniche descrizioni forniteci dall' autore sono una sequenza riflessiva della moglie, in cui lo descrive come una persona molto impulsiva, attaccata ad oggetti di poco valore, non era avaro ed è attaccato a degli ideali conservatori.

« Se talvolta, buon Dio, per il guasto o la rottura di qualche oggetto anche di poco valore, ma di cui difficilmente si sarebbe potuto trovare il compagno in paese, tutta la casa piombava nel lutto, nella costernazione più grave bisognava vedere che cosa importasse per lui, per il marito, quel guasto o quella rottura.
Un nonnulla bastava di tanto in tanto a farlo scattare selvaggiamente. 
»

Stile e linguaggio [modifica]

I romanzi di Pirandello sono caratterizzati da accurate descrizioni dei personaggi e dei luoghi, alternando descrizioni oggettive a quelle soggettive, ricche di caratterizzazione.

Nell'esporre il carattere l'autore predilige l'aspetto psicologico (abitudini, gusti, rapporti con gli altri), l'aspetto sociale (tenore di vita, interessi), e l'aspetto culturale (convinzioni e ideali). Fa uso anche di tecniche diverse: utilizza l'aspetto fisico per caratterizzare i personaggi, ad esempio descrivendo Marta dice che ha gli occhi velati, che fanno pensare ad un senso di tristezza; altre volte utilizza la focalizzazione interna, ovvero la descrizione di un personaggio da parte di un altro: è il caso di quando Agata descrive il marito.

Il linguaggio è caratterizzato dal dialetto, dall'iperbole (Piazza internazionale, riferendosi alla fronte della signora Poponica) ricorre solente alle metafore o a delle similitudini per arricchire le descrizioni.

Alterna sequenze descrittive a quelle riflessive, ma con relativamente poche sequenze narrative.

 

Collegamenti esterni [modifica]

Luigi Pirandello (1867 - 1936)  
Opere teatrali: Pensaci, Giacomino! - Così è (se vi pare) - Il berretto a sonagli - Il gioco delle parti - Sei personaggi in cerca d'autore - Enrico IV - L'uomo dal fiore in bocca - Liolà - Come tu mi vuoi - I giganti della montagna
Romanzi: L'esclusa - Il turno - Il fu Mattia Pascal - Suo marito - Quaderni di Serafino Gubbio operatore - I vecchi e i giovani - Uno, nessuno e centomila
Novelle: Novelle per un anno (tra cui: La giara - Ciaula scopre la luna)