Nel film Fine
amore mai, realizzato dai detenuti di San Vittore, c’è la scena di un
matrimonio vero dentro, che a noi spettatori fa stringere il cuore, eppure
si capisce che i due che si stanno sposando sentono ugualmente che quel
gesto ha una sua felicità, nonostante le sbarre e lo squallore intorno. Ce
lo spiega bene Chicca, che ricorda quando ha accompagnato la figlia a
sposare un ragazzo detenuto, e nonostante la sua ansia di madre di fronte a
una scelta così difficile della figlia, sente che lei sta vivendo, in ogni
caso, uno dei giorni più importanti e felici della sua vita. Se almeno ci
fosse quella legge più umana, che potrebbe consentire ai detenuti che non
usufruiscono di permessi premio dei colloqui lunghi senza controlli visivi,
la figlia di Chicca non avrebbe dovuto tornarsene a casa senza neppure un
minuto di intimità.
Di Chicca L.,
maggio 2003
Una mattina di maggio, un pallido sole tiepido, io lì fuori dal carcere che
guardo con tenerezza mia figlia, le lacrime le trattengo a stento, oggi è
per lei quello che si definisce il giorno più bello, quello che per una
ragazza è il sogno che si realizza. È serena, è anche felice, emozionata, mi
guarda e mi dice: "Ma non essere triste, io oggi sono felice". Quante cose
vorrei dirti bimba mia, anche se non lo sei più ora una bambina, sei già una
piccola grande donna! Oggi capisco la tua scelta e la condivido, il tuo è un
atto d’amore, anche se non sarai come tutte le altre spose, non potrai
indossare l’abito bianco, e non potrai uscire dalla chiesa sotto braccio del
tuo sposo. Ma anche se quelle due ore che vi hanno concesse saranno l’unico
momento vostro, so con quanto amore e sofferenza stai affrontando tutto ciò
e ti ammiro per la tua maturità.
La mattina sei uscita da casa con la tua scatolina di velluto a forma di
cuore dove c’erano dentro le fedi, alla perquisizione però non le hanno
fatte passare, un po’ di ansia in più ma poi per fortuna le ha portate
dentro l’agente.
Siamo in una stanza fredda, dove fanno i colloqui gli avvocati, ma in quel
momento diventa il posto per te più bello del mondo. Sei tu che aspetti il
tuo quasi marito, e ridendo mi dici: "Vedi mamma, il mio matrimonio è
speciale, non avevi mai visto una sposa aspettare…". E quando alle nostre
spalle una porta si apre e arriva il tuo compagno, ti vedo così piccola
fragile indifesa, poi vi prendete per mano, quasi increduli di quella
vicinanza, vi sorridete, vi osservate come se dopo tanto tempo vi
riscopriste, così vicini da sembrare una cosa unica, vi scambiate le fedi,
le baciate, le guardate sulle vostre mani, le rigirate sulle dita, cosa
preziosa che vi fa sentire ancora più uniti. Piccoli gesti che in altri
tempi sono insignificanti ma che ora, lì in carcere, sono tutto il vostro
mondo, il vostro amore, il solo contatto che riscalda il vostro cuore. Alla
fine, come unica concessione ci fanno trovare due vassoi di paste, che
comunque ha pagato tuo marito, ma visto che nel carcere di Monza di solito
non sono concesse le paste fresche, noi le assaggiamo appena per lasciare
che poi possano portarle su in sezione e in qualche modo festeggiare.
Adesso siamo di nuovo fuori e tu ti stringi al mio braccio, qualche lacrima
ti scende giù ma sorridi e mi dici: "Mamma, credimi, oggi è il giorno più
bello della mia vita". Sì, il vostro viaggio sarà lungo, ma spero che il
vostro amore vi sosterrà. |