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Timidezza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

La timidezza è il tratto che caratterizza in varia misura il comportamento improntato a esitazione, ritrosia, impaccio e pudore superiori a quanto manifestano in analoga situazione altri soggetti. Ai suoi livelli massimi si manifesta come fobia sociale, la paura di soccombere a attacchi di panico in situazioni di pubblica esposizione. Non sempre essa è da considerare una patologia; talvolta, se ben affrontata, può dar luogo ad una consapevole e fruttuosa introversione della personalità, che in tal modo diviene intensa e riflessiva.

La mancanza di contatto con gli occhi della persona con cui si parla e rossore sono percepiti come un segno di timidezza

La timidezza è facilmente individuabile in una persona, in quanto essa viene manifestata dal rossore in viso, dalla sudorazione, dal battito cardiaco accelerato, dai tremori, da nausea e ansia, tutte sensazioni che comunque variano sensibilmente da persona a persona. Generalmente una persona timida evita il contatto con gli occhi della persona con cui sta parlando, mantiene una certa compostezza e rigidità, cerca di controllare le proprie reazioni emotive, evita di parlare per evitare di sentirsi al centro della situazione e perché crede che i suoi discorsi siano poco interessanti.

Le persone timide si suddividono in due tipologie, le quali adottano stili opposti nel rapporto con gli altri, ovvero un timido può mostrare sottomissione o aggressività. Il timido nella maggior parte dei casi è una persona oppressa da un forte senso di inferiorità, che arrossisce e si scusa in ogni occasione, ma a volte una persona timida può cercare di nascondere la propria insicurezza mostrando spacconeria e spavalderia.

Bibliografia [modifica]

  • Umberto Galimberti. Timidezza, in Dizionario di psicologia. 1a ed. Torino, UTET, 1992. p. 939. ISBN 88-02-04613-1.
  • Deborah C Beidel, Timidezza e fobia sociale: genesi e trattamento nel bambino e nell'adulto, Milano, McGraw-Hill, 2000. ISBN 88-386-2731-2
  • Christophe Andre, La paura degli altri: agitazione, timidezza e fobia sociale, Torino, Einaudi, 2000. ISBN 88-06-15378-1
  • Christophe Andre, La timidezza, Roma, Editori Riuniti, 1999.
  • Luigi Anepeta, Timido, docile, ardente... manuale per capire ed accettare valori e limiti dell'introversione (propria o altrui), Milano, FrancoAngeli, 2007. ISBN 978-88-464-8582-3

Voci correlate [modifica]

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Timidezza d'amore

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

La timidezza d'amore è una forma di timidezza cronica delle persone che non sono mai state in grado di formare relazioni sessuali o emozionalmente intime con altri. Sono stati costretti a rimanere in quel modo per una forma molto seria di timidezza nelle relazioni informali, compresi possibili compagni per relazioni intime. Si ritiene che sia una combinazione, come parecchie altre caratteristiche psicologiche umane, di fattori genetici e ambientali, come la cultura, la religione, la famiglia e altro.

La timidezza d'amore si può trovare in persone di tutte le età e di ambo i sessi. Comunque, alcuni sostengono che gli studi evidenzino come l'impatto sia molto maggiore sugli uomini che sulle donne, perlomeno nella nostra cultura, dove è l'uomo che tradizionalmente deve proporsi alla donna. Le donne timide, invece, hanno la stessa probabilità delle altre di incontrare uomini, sposarsi e avere figli.

La timidezza d'amore è una condizione di vita assai restrittiva. Spesso i timidi d'amore non possono sposarsi e non partecipano alle normali attività dell'adolescenza e della maturità d'incontro e corteggiamento. Spesso il timido d'amore eterosessuale è considerato a torto come omosessuale o asessuale. In alcuni casi di forte timidezza queste persone non sono addirittura in grado di portare avanti nessuna attività, per l'impossibilità di formare rapporti con gli altri. In questi casi il timido non è in grado neppure di avere un amico o un qualche tipo di supporto emotivo. In altri casi, nelle forme più misconosciute della sindrome di Asperger, il disturbo è riferito all'iniziale approccio con l'altro sesso con modalità solo relazionali, con difficoltà nella fase di approccio, mentre per contro questi soggetti tendono a tenere interiormente sfrenati desideri sessuali ai quali negano però l'innamoramento.

Secondo alcuni studi la timidezza d'amore colpirebbe l'1,5% della popolazione maschile. Questi dati sono contestati da altri studiosi che ritengono questa forma di timidezza una semplice conseguenza della sindrome di Asperger. Tuttavia è vero che esistono persone che hanno una timidezza particolarmente forte sull'ambito sessuale, pur avendo sia interessi romantici che eccitazione sessuale. Alcune persone hanno un certo distacco verso gli aspetti più materiali della sessualità (come di altre cose), il che non significa però che li rifiutino in toto. Altri invece hanno un blocco nella fase dell'approccio e pur nutrendo anche notevoli interessi erotici bloccano invece l'espressività del sentimento. Nella nostra società attuale, dove ogni tipo di esperienza sessuale viene praticamente consentita ed esaltata, l'incidenza di questa timidezza è ovviamente in aumento: la libertà sessuale estrema terrorizza chi è già di per sé timido nei riguardi della sessualità. Occorrerebbe quindi una concezione più serena e familiare della sessualità, che coinvolga sia gli aspetti sensuali che quelli più romantici e affettuosi.

 

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