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| Venezia | Belluno | Treviso | Padova |
| Rovigo | Verona | Vicenza | Bibione |
| Jesolo | Garda | Lignano Sabbiadoro | ALTEREGO CLUB |
| Molocinque | Veneziadisco | CafedeMar | Tntkamasutra |
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http://www.paesionline.it/verona/ristoranti_pizzerie_pub_verona.asp Ristorante 12 APOSTOLI Verona Vicolo Corticella S. Marco n. 3. Ristorante ACCADEMIA Verona via Scala n. 10. Ristorante AI TEATRI Verona via S. Maria Rocca Maggiore. Ristorante AL BRACERE RISTORANTE PIZZERIA Verona via Adigetto. Ristorante AL POMPIERE verona vicolo Regina d'Ungheria . Ristorante ALL'AQUILA verona piazza S. Anastasia. Ristorante ANTICA CA' 21 Villafranca Via Quadrato. Ristorante ANTICA PESA Grezzana Loc. Stallavena Km 3. Ristorante ANTICA TRATTORIA DA L'AMELIA Verona lungadige Rubele. Ristorante ANTICA TRATTORIA DA MILIO Avesa via Benini n. 2. Ristorante ANTICO RISTORO Custoza Via Valle Molini. Ristorante ARCHE Verona Via Arche Scaligere. Ristorante BABA-JAGA Montecchia di Crosara. Ristorante BARACCA via Cabalao n. 12. Ristorante BOTTEGA DEL VINO verona via Scudo di Francia. Accademia ** Via Scala, 10 045.8006072 Arche **** Via Arche Scaligere, 6 045.8007415 Baracca *** Via Legnago, 120 045.500013 Torcolo ** Via Carlo Cattaneo, 11 045.8030440 ****** http://www.paesionline.it/verona/dicoteche_e_locali_verona.asp Discoteca Alter Ego Club Verona VR www.alteregoclub.it 045.915130 Discoteca Berfis Club Verona VR 045.508024 Discoteca Caneva Disco Lazise VR 045.7590622 Discoteca Corsaro Club Malcesine VR 045.7400073 Discoteca Corte Degli Angeli Cerea VR 335.259554 Discoteca Caribè Cerea VR www.caribe.it 0442.30134 Discoteca Dorian Gray Verona VR www.doriangray-tranca.com 045.540206 Discoteca Divine Follie Lavagno VR 045.991505 Discoteca Firmus Bardolino VR 045.6212711 Discoteca Hollywood Bardolino VR www.hollywood.it 045.7210580 Discoteca Jackie O ICS Peschiera del Garda VR www.jackieo.mantova.com 335.402395 Discoteca Ombelico Pescantina VR www.ombelico.it 045.7732992 Discoteca Principe Disco Club Legnago VR www.principediscoclub.it 0442.26328 Discoteca Rio Valli Parco Acquatico Cavaion Veronese VR 348.3037766 Discoteca Skylight San Bonifacio VR www.skylightdisco.com 045.7612587 Discoteca X-Hype Peschiera del Garda VR 045.7551580 |
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GNU Free Documentation License Esso utilizza materiale tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Verona Cronologia/Autori: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Verona&action=history VeronaDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Verona è un comune di 256.120 abitanti, situato nel Nord Italia,
capoluogo dell'omonima
provincia, una delle sette province della regione
Veneto
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GeografiaVerona costituisce un nodo geografico importante (stradale, ferroviario ed
autostradale) in quanto è situato al crocevia tra le direttrici che provengono
dall'Italia centrale e nord-occidentale con il passo del
Brennero.
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Storia
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La fondazione, la preistoria ed il nomeVerona è stata abitata fin dalla
preistoria, ed è difficile risalire al primo insediamento. L'ipotesi dei Reti è finora la più sostenuta ed il primo a formularla fu Plinio il Vecchio; quella dei Galli Cenomani fu sostenuta da Tito Livio mentre quella etrusca potrebbe nascere dalla presenza in zona degli Arusnati, popolo di origini non certe, che qualcuno ipotizza etrusco; l'ipotesi paleoveneta (o meglio Euganea) è infine ugualmente possibile, mentre quella romana, certamente infondata, nasce solo dal fatto che i monumenti ed edifici più antichi della città ancora visibili ed in parte utilizzati sono di quel periodo. In virtù di tale posizione geografica, il dominio di un popolo su quel territorio non poteva precludere il passaggio ad altri pena la guerra, ed è più che probabile che nel periodo preromano il guado fosse praticato da tutti, soggetti al massimo ad un dazio e/o controlli millitari. Sul nome di Verona esistono diverse ipotesi: l'etrusca da Vera, una non ben chiara fonte gallica (moltissimi fiumi e fiumicciatoli oggi ancora portano nomi derivati da parecchi radici preceltici *ver-, *var-, ecc.); il nome di una famiglia romana; o dal termine latino ver primavera. Una leggenda vuole anche che il nome sia scaturito da una maledizione del capo Gallico Brenno contro i nemici romani: "Vae Roma", cioè "Maledetta Roma". L'ipotesi più accreditata è che il nome derivi da VE (parola etrusca per indicare le popolazioni venete) RO (dal greco reo cioè scorro, per indicare il fiume Adige che attraversa la città) e NA (radice sillabica etrusca che indica un centro abitato); quindi Verona "tradotto" sarebbe: la città veneta sul fiume.
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Verona romana
L'arena di Verona di notte I rapporti fra Roma e Verona iniziarono intorno al
III secolo a.C.. Fu cosa naturale l'estensione alla cittadinanza romana delle colonie locali
(il
Senato Romano nel
90 a.C., in
seguito alla
Guerra Sociale). Fu, questo, l'inizio di secoli di grande splendore, in cui Verona città romana fu ricostruita nell'ansa dell'Adige: il suo importante guado venne sostituito da due ponti, il Ponte Pietra, ricostruito con le pietre originali dopo la seconda guerra mondiale, ed il Postumio, da secoli distrutto, che aveva anche altre funzioni: fungeva infatti da diga per il Teatro Romano per allestire battaglie navali e da acquedotto per portare acqua corrente in molte case della città. Il
Foro era non distante l'odierna Piazza delle Erbe. Piazza delle erbe oggi Verona era all'incrocio di quattro strade romane importanti: la Gallica da Torino ad Aquileia, la Claudia Augusta da Modena alla Germania, la Postumia dalla Liguria all'Illiria ed il Vicum Veronensium, appunto da Verona ad Ostiglia. Essendo un importante
Municipio romano al centro dei passaggi verso le frontiere, Verona fu
spesso teatro delle lotte civili romane. Si ricordano
Vespasiano e
Vitellio
(anno 69),
Marco Giulio Filippo e
Decio (249),
Carino e
Sabino Giuliano (283),
Costantino I e
Ruricio Pompeiano, vinto dopo lungo assedio (312).
Gallieno
nel 265 allargò le
mura della città fino ad includervi l'Arena
(I sec. D.C.), fortificandola in soli sette mesi dall'aprile al dicembre dello
stesso anno, come è attestato dalla scritta sull'architrave di
Porta Borsari (vedi la lunga difesa successiva già citata di Ruricio
Pompeiano verso l'imperatore). Verona ebbe una lenta conversione al
cristianesimo e talora si trovò su posizioni delle prime
eresie:
Ario,
Fotino di Sirmio ed
Elvidio. Fu
solo con
San Zeno vescovo che il
cattolicesimo si impose.
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Verona barbaricaNel IV
secolo i barbari erano oramai un tutt'uno nella vita civile e militare con
l'Impero.
Odoacre,
capo degli Eruli
e dei
Turcilingi, che facevano parte dell'esercito imperiale, depose
Romolo Augusto e mise fine all'Impero
Romano d'Occidente nel
476. Sotto Teodorico (493-526),
Verona fu praticamente capitale dei
Goti: era il
centro militare più importante e la sede preferita del re, che le restituì il
suo splendore e rialzò le mura atterrate dalle precedenti incursioni
barbariche. Seguì la strategia di Odoacre, ariano come lui, ma come ritorsione
alla persecuzione da parte di
Giustino
verso gli Ariani a
Bisanzio,
vessò i Romani divenuti sospetti uccidendo il fedele consigliere
Simmaco e
fece arrestare
Albino e
Boezio, suo segretario che in prigione scrisse il famoso De
Consolatione Philosophiae. Per alcuni anni i Longobardi imposero con violenza il loro potere,
uccidendo, distrussero chiese e vescovadi, rapinarono ed espropriarono il
possibile. In una ventina d'anni però si convertirono al cristianesimo e
cambiarono atteggiamento, al punto di proibire i matrimoni fra parenti anche
lontani al fine di favorire la fusione fra i popoli (Liutprando
nel 730 circa). Interno della Basilica di San Zeno E fu nel 774, proprio a Verona, che Carlomagno sconfisse l'ultimo re dei Longobardi: Adelchi, fatto che segnò la fine del periodo Longobardo. Manzoni ha trasposto questo fatto storico in nella sua tragedia omonima, spostando tuttavia l'accento sul dramma personale di Ermengarda, figlia di Desiderio ripudiata e abbandonata da Carlomagno. Il figlio di Carlomagno, Pipino che soggiornò a lungo nell'Abbazia di San Zeno e fu seppellito a Verona. Diede un nuovo grande impulso allo sviluppo della città con l'aiuto di Ireneo Pacifico, arcidiacono della Cattedrale ed in particolare, in mezzo ad altri monumenti costruì la Basilica di San Zeno sui resti di una primitiva chiesa paleocristiana sorta presso la tomba del santo. Alla caduta dei
Carolingi
iniziò sulla città il dominio straniero e Verona entrò a far parte della
Marca di Baviera e successivamente della
Marca di Carinzia. Di questo periodo il vescovo
Raterio, uno dei più illustri studiosi del
medio evo
italiano, che venne più volte rimosso e reinsediato per i cattivi rapporti con
i governanti e il clero locale, di cui contestò severamente le malversazioni e
l'eccessivo interesse ai beni materiali.
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Verona comunaleSolo nel 1136 Verona divenne Comune a tutti gli effetti con la nomina dei primi consoli. Nella fase di transizione dal feudalesimo al comune si creò una oligarchia di una decina di famiglie che sancirono il loro potere nella fase comunale. Vi fu dapprima un governo collegiale di consoli (dapprima 3 poi 6), sostituiti da un rettore e alla fine si arrivò ad un podestà. Verona si trovò a fianco di Federico Barbarossa nella sua discesa in Italia per ricevere la corona imperiale. Barbarossa attaccò alcuni comuni lombardi, creando l'ostilità dapprima latente dei veronesi, poi - sulla via del ritorno a Verona - subì alcuni incidenti per i quali incolpò i veronesi e pretese per il perdono una forte somma in denaro e la promessa di aiuti contro Milano. Nell'anno 1164 la città si ribellò apertamente: costituì con Vicenza, Padova e Treviso la Lega Veronese, seguita poi dalla Lega Lombarda. La presenza delle truppe delle Leghe costrinse il Barbarossa a non
attraversare i territori presidiati nelle sue scorrerie in Italia. Federico
alla quinta calata in Italia (settembre 1174), tentò l'attacco alle città
della Lega. Trecento cavalieri veronesi vinsero la
battaglia di Legnano, con la fanteria a difesa di Milano (1176). Nel 1230 le lotte ripresero con vigore. Nel 1232
Ezzelino da Romano fece catturare il podestà, lo sostituì con un altro cui
impose fedeltà all'imperatore; infine introdusse in città un presidio tedesco.
Ezzelino con l'aiuto dell'imperatore
Federico II conquistò
Vicenza,
Padova e
Trento, e
successivamente altri comuni.
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Verona Scaligera, Viscontea e dei Carrara
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Verona venezianaNel 1405 iniziò per Verona il periodo veneziano. Fu probabilmente la fine del ruolo della città in Italia che assunse più volte e brevemente dignità di capitale o della città più importante per alcuni occupanti stranieri. Fu un periodo lungo con brevi interruzioni, in cui la città fu da una parte pacificata e dall'altra ebbe una diminuzione di floridezza con l'imposizione veneziana sul divieto delle esportazioni. Venezia tenne per sé e per i suoi patrizi le cariche pubbliche più importanti lasciando ai veronesi le condizioni della resa di un forte autogoverno. Verona fu rioccupata dai Visconti in guerra con Venezia per soli tre giorni nel 1439 dove poi subirono una disfatta. Il primo secolo veneziano a Verona fu ricco di costruzioni di chiese e monumenti, la presenza del monaco Giovanni da Verona degli olivetani di Santa Maria in Organo portò la stampa a Verona che da quel momento entra di forza nella storia locale. Lega di Cambrai, alleanza in funzione antiveneziana di numerosi sovrani europei, porta conseguenze a Verona, nel 1509, in accordo con i Veneziani i cittadini si consegnarono all'imperatore Massimiliano I. L'occupazione durò fino al 1516. Nelle intenzioni di Massimiliano la città doveva ritornare ad essere la capitale del regno tedesco in Italia. Fu un periodo di dura occupazione, e per di più la città ebbe 13.000 morti nella peste del 1511-1512. Alla fine del 1516, dopo un duro assedio veneziano, l'imperatore, dopo il trattato di Bruxelles del 3 dicembre 1516 inizio un giro di valzer, l'imperatore regalò Verona al nipote Carlo V di Spagna, Carlo la cedette ai francesi i quali dopo un anno la restituirono ai veneziani. I veneziani, memori della divenuta fragilità delle difese della Verona militare, di fronte alle nuove armi, riiniziarono un'opera di fortificazione in linea coi tempi e fece di nuovo diventare Verona una città militare, la più importante fra quelle di terra che assorbiva circa la metà delle sue truppe non di mare. Questa deterrenza portò tre secoli di pace per Verona. Nel XVI secolo Verona ebbe un rifiorire dell'economia e un vigore enorme nella costruzione di chiese e di palazzi importanti, uno degli artefici più importanti fu l'architetto Michele Sammicheli. La popolazione della città in questi secoli ebbe forti escursioni, dai 38.000 abitanti prepeste del 1511 scese ai 25.000 del 1512, salì ai 55.000 del 1626 che con la peste del 1630 scesero a circa 20.000. L'ultimo secolo veneziano riportò la popolazione a 50.000 persone e fu il secolo della Verona sociale. Nacquero decine di accademie e fece fiorire una attività culturale di dimensione europea. Dedizione di Verona a Venezia, il 24 giugno 1405. Nei primi anni del 1400, Verona è stata spesso teatro di conflitti armati da parte di eserciti mercenari delle varie casate "egemoniche" del nord Italia. Una delle piú brutali è stata quella di Francesco da Carrara che nel 1404 conquistata la città si proclamò signore. Il suo governo fu breve, perché minacciato all'esterno dall'armata veneta e assediato all'interno dalla popolazione affamata e in preda alle epidemie che abbandonando ogni indugio, si armò e occupò piazza Grande, obbligando il Carrara a fuggire e a riparare in Castelvecchio. I veronesi acclamarono capitano del popolo Pietro Da Sacco che avrà poi il compito di trattare la dedizione della città con i rappresentanti della Repubblica Serenissima Veneta. Gli ambasciatori veronesi guidati da Pietro Da Sacco incontrarono la delegazione veneziana capeggiata da Gabriele Emo e da Jacopo Dal Verme presso la porta di Campo Marzo. Fu consentito l'ingresso a 3 compagnie di fanti veneti per vigilare la piazza mentre gli ambasciatori veronesi andarono al campo veneziano nei pressi o nel castello di Montorio. Furono stabilite le condizioni onorevoli della dedizione. A Verona fu consentito di continuare a godere della libertà derivante dalla "podestà di ragunar senato, di crear magistrati, di far leggi e di governar la città, e le cose pubbliche, rimanendo ai veneti senatori il travaglio, i pericoli e la spesa" (Maffei). Furono dati dei privilegi ai contadini della Valpolicella per essere stati favorevoli a San Marco durante le guerre contro i Visconti. Condizioni che meno di un mese dopo, il 16 luglio, vennero ribadite con solennità a Venezia in una "ducale" con bolla d'oro, lettera ufficiale del Doge, munita di sigillo aureo e con forza di legge. Il 23 giugno i veneziani entrarono in pompa a Verona, dalla Porta del Calzaro, tra Porta Nuova e Porta Palio. L'avvenimento fu consacrato con la nomina di molti cavalieri fra cui Pietro Da Sacco. In cattedrale si cantò un Te Deum di ringraziamento e le nuove autorità venete alloggiarono nel palazzo che era stato degli Scaligeri. I veneziani, presero ufficialmente possesso di Verona, anche militarmente. Il 24 giugno, le milizie guidate da Jacopo Dal Verme provenienti da San Michele Extra che sfilarono "in bella ordinanza con severissima disciplina" acclamate da ali di popolo. Entrarono dalla porta di Campo Marzo, attraversando tutta la città passarono da Piazza delle Erbe, uscendo dalla porta del Calzaro, accampandosi fuori delle mura nella attuale zona stadio. Quel dì del 1405, si riunì il consiglio cittadino detto dei 12 che elesse gli ambasciatori che si sarebbero poi recati a Venezia per la dedizione pattuita. Continuarono poi le manifestazioni di gioia per dopo tante inquietudini, sotto un governo che il popolo sentiva saggio e forte. I 21 ambasciatori partirono l'8 di luglio e giunsero in pompa magna a Venezia con 120 cavalli, ed alloggiarono nel palazzo del Marchese di Ferrara. Davanti Leone Confalonieri, fra Zenone Negrelli e Pace Guarienti che portava la bandiera del Comune; preceduta dal nobile Aleardo Aleardi, fra Clemente dell'Isolo e Tebaldo del Broilo, che portava la bandiera dei Cavalieri. Il Doge, col Gran Consiglio, accolse i Veronesi, tutti in veste bianca a significare la purezza e la sincerità di mente e di volontà. Tutti erano solennemente riuniti su d’un palco in Piazza S. Marco, tra la chiesa e le mercerie. Pietro da Sacco, affiancato da Torneo de Caliari e Gaspare da Quinto, consegno' le 3 chiavi della città e dei suoi distretti, in segno di dominio e possesso. Gli ambasciatori tornarono in Verona dove furono acclamati dal popolo, il 26 luglio 1405 portando con sé il gonfalone con il leone di S. Marco avuto in dono dal Doge e le bolle d'oro. Il 2 agosto il gonfalone fu portato solennemente in piazza delle Erbe, issato sul carroccio che era custodito in San Zeno e quindi levato sopra l'altissima antenna vicino al capitello. Da allora i veronesi celebrarono il 24 giugno, con solenne processione dal Duomo a San Giovanni in Valle e con una pubblica e grandiosa giostra che richiamava valenti cavalieri da tutta Italia.
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Verona francese ed austriacaPorta nuova, l'accesso a Verona da sud Dopo la dichiarazione di neutralità disarmata da parte di Venezia, Verona fu più volte conquistata e riconquistata da austriaci e dai francesi di Napoleone. Fu un periodi di occupazione con caratteristiche diverse, sotto i francesi vi era un numero enorme di soldati da mantenere, oltre 50.000 che creava molti problemi per gli approvigionamenti. La dichiarazione di uguaglianza fra tutti i cittadini, compresa la forte minoranza israelita di 1000 persone, la continua ricerca di bottino e un non rispetto delle libertà religiose e delle proprietà. Sotto gli austriaci vi era il rispetto di tutto o quasi, ma vi era per la prima volta la coscrizione obbligatoria. La massa della popolazione si sentiva ancora veneziana e delle minoranze aderirono alle due fazioni. Nel veronese Napoleone vinse due battaglie fra le più importanti della sua storia di condottiero: Rivoli ed Arcole. Napoleone dimorò più volte ed a lungo a Verona ed ebbe l'unico episodio nel veneto di resistenza, le Pasque Veronesi, da 17 aprile 1797 vi fu una sollevazione popolare, al grido di "Viva S. Marco", durata sette giorni in cui le truppe francesi furono costrette a rifugiarsi nelle caserme. Seguì una dura repressione. Dopo la pace di Lunéville del 1801 Verona fu divisa in due divisa dall'Adige per quattro lunghi anni fu come Berlino dell'ultimo dopoguerra. Nel 1805 entrò a far parte del Regno Italico. Nel maggio del 1814, Verona tornò sotto gli austriaci. In 17 anni 7 governi! Verona rimase austriaca fino al 1866. Prima dell'abbandono i francesi distrussero tutte le opere di difesa della città. Gli austriaci con Verona ebbero diversi tipi di approccio. Quello militare: La città fu il cardine del famoso Quadrilatero, Un sistema di difesa munitissimo basato su quattro città fortificate: Verona, Mantova, Villafranca e Peschiera. Verona era il perno di tutto, oltre alla città fortificata vi erano una miriade di forti e fortini intorno alla città molti dei quali ancora esistenti ed usati per altri scopi. Vi furono a Verona in quel periodo fino a 35.000 soldati. Un approccio logistico: Verona fu al centro di sistemi di comunicazione sia
stradali sia ferroviari. La scoperta del comitato porto' all'arresto, esilio, imprigionamento e morte di numerosi veronesi e non. Una parte di essi, quelli fucilati a Belfiore sono passati alla storia come Martiri di Belfiore. La presenza del Quadrilatero ritardò l'unificazione all'Italia di Verona e del triveneto. Vi fu bisogno di tre ondate di attacchi, con numerose sconfitte, per annettere Verona all'Italia. Intorno a Verona si ricordano, nella memoria e per i numerosi ossari: Peschiera, Pastrengo, Rivoli, S. Lucia, Custoza nel 1848, a San Martino e Solferino nel 1859 con il conseguente armistizio di Villafranca e finalmente di nuovo a Custoza nel 1866. Nel bene da ricordare la battaglia di Solferino, dove per merito degli abitanti e di Henry Dunant nacque la Croce Rossa Internazionale.
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Verona italianaLa storia di Verona italiana inizia il 16 ottobre 1866 con l'ingresso dei bersaglieri da porta Vescovo, in una città già in festa da alcuni giorni; il 21 ottobre e 22 ottobre seguenti il plebiscito sancì l'unione al Regno d'Italia con 88.864 voti favorevoli e 2 contrari, come testimonia la lapide all'ingresso dell'odierno Municipio. La fine del primo secolo italiano vede Verona soggetta a forti alluvioni da parte dell'Adige, che portano alla costruzione di argini in città, aree di esondazione fuori e la chiusura del ramo secondario dell'acqua morta; tutto questo porta alla sparizione dei mulini sull'acqua. La prima guerra mondiale la vede nelle retrovie, forse per la prima volta, e viene colpita solo da attacchi aerei, uno in particolare causa numerosi morti in piazza delle erbe. La
seconda guerra mondiale coinvolge Verona in pieno. È una delle città più
bombardate, un quarto delle case furono distrutte dalle bombe degli alleati,
tutti i ponti furono distrutti dai tedeschi in fuga. Un numero elevato di
civili morirono. Una caratteristica rara per le città è la presenza di un forte demanio sociale, ovvero la presenza di svariati enti comunali o locali, creati per la gestione dei servizi. Una ricchezza collettiva che ha dato e sta dando alla città spinta per lo sviluppo. Queste istituzioni sono diventate quasi tutte di diritto privato, ma sono ancora tutte di controllo pubblico.
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Verona ebraicaÈ difficile datare la presenza ebraica nella città di Verona. Certamente
erano presenti ebrei nel X secolo, tanto che nel
965 il vescovo
veronese, come conseguenza di una disputa teologica, ne causò l'espulsione. Famosi filosofi e poeti ebbero modo di passare da Verona. Tra questi il poeta Abrahàm ibn Ezra, il talmudista Hillèl ben Shemuel e già nel 1239 sembra essere presente un tribunale rabbinico. Benché si possa ritenere certo che ebrei abbiano risieduto a Verona anche
durante il dominio scaligero, un documento ufficiale che ne attesti la
presenza è datato
31
dicembre 1406.
La
Repubblica di Venezia autorizzò la residenza ebraica a Verona. Come per
nel resto dei territori Veneziani, gli ebrei erano autorizzati esclusivamente
al prestito. Con il medesimo atto venne assegnata, quale area di residenza,
contrada San Sebastiano, nei pressi di Piazza delle Erbe. La consistenza della presenza ebraica a Verona non è definibile, sia a causa delle continue espulsioni, sia per il fatto che nessun censimento venne effettuato sino al 1539. La comunità stessa prese vita solo nella seconda metà del XVI secolo. Nel 1539, comunque, una conta dei cittadini effettuata per il calcolo delle tasse stimava la presenza ebraica in circa 400 persone. L'iniziale costrizione al solo mestiere del prestito, venne via via ad alleggerirsi consentendo l'ingresso ebraico nel commercio e nel campo della tessitura. È anche in conseguenza dell'aumentare della presenza ebraica nei commerci, che su spinta del vescovo Valerio, nel 1600, viene istituito il Ghetto. A differenza di Venezia, dove gli ebrei vennero costretti in ghetto forzatamente nel 1516, la creazione del ghetto incontrò i favori della popolazione ebraica. Non erano infatti rari i casi di violenze antisemite. Venne destinata a ghetto la zona che oggi si trova tra via Mazzini e via dei Pellicciai, sempre in prossimità di Piazza delle Erbe. L'acuirsi della pressione sugli ebrei veneziani causò alcune ondate immigratorie tra il 1638 ed il 1655 che portarono a Verona numerose famiglie sefardite in prevalenza dedite al commercio. Come già avvenne a Venezia, anche a Verona l'integrazione tra la comunità sefardita e quella originale impiegò parecchi anni ma, già nel 1675 venne istituita una scuola comune. La comunità crebbe numericamente e, a fine secolo, contava circa 900 persone. Gli ebrei iniziarono nuove attività entrando nel commercio del tabacco, nell'esattoria, nella mediazione. Quando, nel 1797, le truppe napoleoniche aprirono il ghetto, la comunità ebraica era ben inserita nella vita veronese: molte botteghe erano di poprietà, il commercio delle stoffe era ben avviato, commercianti partecipavano senza problemi al mercato di Campo Marzio. Neppure il passaggio sotto l'Austria-Ungheria modificò lo status dei cittadini ebrei. L'emanciapazione legale venne ottenuta, però, con il passaggio sotto il Regno d'Italia nel 1866. In questi stessi anni la comunità visse il suo momento di massima espansione avendo raggiunto le 1400 persone. Subito però la comunità cominciò a rimpicciolirsi e, nel 1931, contava poco più di 400 persone. Verona paga dazio al regime nazifascista ed alle deportazioni: 31 furono gli ebrei veronesi che non scamparono all'odissea della deportazione perdendo la vita. Al termine della seconda guerra mondiale la comunità contava un centinaio di persone e tale è rimasta a tutt'oggi. La sinagoga, di rito tedesco, si trova in centro ed è stata ristrutturata nel 2002. Annessa alla sinagoga si trova un piccolo museo.
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Evoluzione demograficaAbitanti censiti
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Cultura
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Musei
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Chiese
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PalazziPalazzo Barbieri (municipio)
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Piazze e vieUn artista di strada in veste di Charlot si esibisce sul Listòn
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PontiI ponti di Verona preesistenti al periodo bellico sono stati tutti ricostruiti dopo la seconda guerra mondiale, due di essi col materiale originario raccolto sul greto del fiume e negli spazi intorno. Fu lunga e laboriosa la ricostruzione del ponte Romano che durò circa venti anni. La storia dei ponti di Verona è collegata al rapporto della città con l'acqua, con il fiume che è all'origine delle città più antiche.
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PorteCome città militare e fortificata in più periodi Verona ha un numero di porte numeroso e diverse per periodo.
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Scuole
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Teatri
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Tombe
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Altri
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Verona e ShakespeareAnche attraverso William Shakespeare Verona è diventata una delle città italiane più conosciute o almeno nominate nel mondo. Shakespeare non visitò mai Verona, la conobbe attraverso scritti di Luigi Da Porto, Masuccio Salernitano e Matteo Bandello che lo ispirarono per l'opera sua più famosa, se si può inserire una gerarchia nelle sue opere: Romeo e Giulietta. Shakespeare si immaginava Verona come una sorta di Venezia con canali e gondole, forse ispirato dai pittori veneziani a corte in Londra. Shakespeare aveva probabilmente un rapporto particolare con l'immagine che si era creato della città, tanto che ambientò o diede origine a suoi personaggi a Verona. Va ricordato anche I due gentiluomini di Verona e la Bisbetica domata, ambientata a Padova, ma con il personaggio maschile centrale, Petruccio veronese. Veronesi celebri
Sono numerose e varie le persone che a Verona sono nate o comunque hanno
operato o hanno stabilito dei saldi rapporti con la città e il suo nome. Importante è il ruolo anche dei visitatori o delle persone che su Verona hanno espresso pareri o giudizi sia buoni sia cattivi. Oltre a William Shakespeare e Dante Alighieri, molti sono i non veronesi che hanno parlato o vissuto temporaneamente a Verona.
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Gli appuntamenti
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culturali
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fieristiciLa fiera di Verona
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altri
Ogni terzo sabato del mese, in piazza San Zeno.
Ogni sabato, l'unico mercato di rilevanza cittadina.
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EconomiaÈ zona di produzione del vino Valpolicella DOC, dell'Amarone DOC, del Recioto DOC e del Soave DOC
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SportIl 3
giugno 1997
la 17^ tappa del
Giro d'Italia 1997 si è conclusa a Verona con la vittoria di
Mirko Gualdi. A Verona sono presenti due società calcistiche di alto livello:
L'Hellas Verona ha portato in Veneto l'unico scudetto a livello calcistico nella stagione 1984/1985 partecipando l'anno successivo alla Coppa dei Campioni. La città vanta anche una squadra di prestigio nella pallavolo maschile: la
Marmi Lanza Verona che milita in A1.
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AmministrazioneIl sindaco Paolo Zanotto è stato eletto il 23 giugno 2002 in una lista di centrosinistra. Il comune fa parte dell'associazione città del vino.
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FrazioniAvesa, Bassone, Ca' di David, Chievo, Montorio Veronese, Mizzole, Moruri, Parona di Valpolicella, Poiano di Valpantena, Quinto di Valpantena, Quinzano, San Massimo all'Adige, San Michele Extra
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GemellaggiVerona ha molti gemellaggi. Alcuni sono tematici:
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CapCapoluogo e alcune frazioni: generico 37100, zonale da 37121 a 37139 altre frazioni: 37030, 37033, 37034, 37060, 37061
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Voci correlate
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Bibliografia
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Altri progetti
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Collegamenti esterni
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| Speedate (Night - Single Party) 25/07/2008 Verona Speed Date® è un'idea, un gioco organizzato per far incontrare uomini e donne, un nuovo modo di comunicare e di farsi nuovi amici, fino a 25 persone in una sola serata. Nessun requisito è richiesto ... anzi sì. Essere se stessi.Giocare è facile. È necessaria una semplice iscrizione. Una volta effettuata la registrazione, prima dell'incontro sarà inviata una mail di avvenuta registrazione e qualche giorno prima dell'evento arriverà una mail con orario e luogo di svolgimento della serata. L'iscrizione non è vincolante: la quota di partecipazione viene pagata direttamente in loco (e quindi solo se effettivamente si partecipa) e la prenotazione si può disdire in qualunque momento telefonando o scrivendo una mail. All'arrivo al locale, ad ogni persona partecipante al gioco é assegnato un numero identificativo, una "scheda di gradimento" e la drink card, un buono del locale valido per una consumazione (può variare in base al locale). Uomini e donne siedono, in tavolini da due, l'uno di fronte l'altra, per parlare, scambiarsi battute, cogliere la prima impressione. Allo scadere del tempo, gli uomini scalano di un posto, tutti pronti per un nuovo incontro. In questo modo, dopo circa un'ora e mezza, ogni giocatrice avrà parlato con ciascun giocatore e viceversa (NB: il regolamento prevede un massimo di 25 incontri a prescindere dal numero di partecipanti presenti). Tra un incontro e l'altro, ogni partecipante segna sulla propria "scheda di gradimento", un "SI" o un "NO" accanto al numero della persona appena conosciuta. Al termine della serata, raccoglieremo le schede e verificheremo gli incroci di gradimento dei partecipanti: se "l'incontro funziona" (se il sì è reciproco) invieremo entro 72 ore alle persone “abbinate” (alla casella di posta elettronica o via sms al numero di cellulare indicati al momento dell'iscrizione) i rispettivi indirizzi e-mail/numeri di cellulare ed i nomi di battesimo. Indirizzo: Castello Bevilacqua Verona (Verona) Evento segnalato da Lo Staff di InAgenda |